DAL TEMPO DEI PRIDE AL TEMPO DEL DIES IRAE

DAL TEMPO DEI PRIDE AL TEMPO DEL DIES IRAE
Immagine: Getty Images/A. Levy

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

Nel tempo di un anno, che è suddiviso in 12 mesi, il mese di giugno è il Pride Month, il mese consacrato ai Pride.

Così almeno nei paesi liberi-civili-democratici.

A Tel Aviv, principale città dello Stato di Israele (cioè “l’unica democrazia del Medio Oriente”), si tiene tradizionalmente uno dei Pride più importanti e partecipati del mondo. Del mondo libero-civile-democratico s’intende.

Ma quest’anno la tradizione si è interrotta, il Pride di Tel Aviv è stato cancellato. Il tempo dei Pride “gioiosi e solari” è scaduto.

Il tempo del Dies Irae è giunto anche per Tel Aviv, anche per “l’unica democrazia del Medio Oriente”.

Alcuni ritagli in proposito e, in coda, un video-audio di 45 secondi:

[caption id="attachment_228714" align="aligncenter" width="804"] Ritaglio tratto da: https://www.ilriformista.it/israele-e-la-culla-degli-lgbt-in-fuga-da-hamas-ma-al-pride-si-sfila-al-grido-di-free-palestine-469572/[/caption]

[caption id="attachment_228715" align="aligncenter" width="612"] Ritaglio tratto da: https://www.jta.org/2017/06/09/culture/tel-aviv-has-the-largest-gay-pride-parade-in-the-middle-east-this-is-what-it-looks-like[/caption]

[caption id="attachment_228716" align="aligncenter" width="679"] Ritaglio tratto da: https://www.israelhayom.com/2025/06/13/iran-war-disrupts-caitlyn-jenner-tel-aviv-experience/[/caption]

Nel frattempo, a qualche centinaio di chilometri da Tel Aviv e fra un Pride Month e l’altro, in questi anni si svolgevano altri avvenimenti per niente “gioiosi e solari” ed altri tipi di raduni e di Marce… :

"A partire da venerdì 30 marzo 2018, per sei settimane, i palestinesi hanno indetto la cosiddetta Marcia del Ritorno. Nella prima giornata della manifestazione, a cui hanno preso parte circa 30mila persone, almeno 16 palestinesi sono stati uccisi nello scontro con i soldati israeliani. Il bilancio dei feriti è di almeno 1.400.

La data di avvio della manifestazione ha coinciso con la Giornata della Terra, che segna l’espropriazione da parte del governo israeliano di terre di proprietà araba in Galilea, avvenuta il 30 marzo 1976. Le manifestazioni dureranno per sei settimane fino al 15 maggio, anniversario della fondazione di Israele, che i palestinesi definiscono “Nakba”, una catastrofe.

La grande marcia ha l’obiettivo di realizzare il “diritto al ritorno”, una richiesta palestinese secondo la quale i discendenti dei rifugiati che hanno perso le loro case nel 1948 possano ritornare alle proprietà della loro famiglia nei territori che attualmente appartengono a Israele.

Israele si oppone a qualsiasi ritorno di rifugiati su larga scala, dicendo che distruggerebbe il carattere ebraico del paese.

Al-Ashi è una degli oltre 750mila palestinesi cacciati con la forza dalle loro città e villaggi nei territori palestinesi occupati, dopo la proclamazione dello stato di Israele nel maggio 1948, in quella che i palestinesi chiamano la Nakba, la catastrofe.

“Abbiamo camminato per ore finché non siamo arrivati a Gaza. La situazione non era migliore lì. Abbiamo dormito per giorni in una stalla. Pensavamo che presto saremmo tornati nei nostri villaggi, ma non è mai successo”.

Un’usanza dei profughi palestinesi è quella di tenere appesa al muro di casa la chiave delle loro vecchie case prima della cacciata, simbolo di una speranza mai sopita.

A 70 anni da quel tragico episodio, il numero di rifugiati palestinesi in tutto il mondo è superiore ai 5,34 milioni, secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa).

Una vasta rete di attivisti palestinesi ha organizzato la massiccia marcia di 46 giorni per chiedere il diritto al ritorno. La Grande Marcia del Ritorno è partita il 30 marzo da diverse aree tra cui Gaza, dove Hamas ha già allestito una tendopoli, la Cisgiordania e Gerusalemme. Altre marce sono organizzate all’estero, in Libano, Siria e Giordania.

La giornata di avvio coincide con quello che i palestinesi chiamano Land Day, la Giornata della Terra, per commemorare il giorno in cui le forze israeliane hanno ucciso sei palestinesi durante le proteste contro la confisca delle terre della Galilea nel 1976.

L’obiettivo della marcia è attraversare i confini di Israele e arrivare nei villaggi che un tempo erano abitati dai palestinesi. L’esercito israeliano ha schierato l’esercito e 100 cecchini sul confine con Gaza, e ha detto che monitorerà molto attentamente la marcia."

Tratto da un articolo di "The Post Internazionale": https://www.tpi.it/esteri/marcia-del-ritorno-cosa-e-20180402103315/

[caption id="attachment_228718" align="aligncenter" width="745"] Un manifestante palestinese ferito viene evacuato durante la Grande Marcia del ritorno, Rafah, Gaza, 12 ottobre 2018[/caption]

[caption id="attachment_228719" align="aligncenter" width="693"] Ritaglio tratto da: https://www.assopacepalestina.org/2020/11/27/la-grande-marcia-del-ritorno-a-gaza-234-morti-17-indagini-1-rinvio-a-giudizio/[/caption]

Ed è così che nel frattempo siamo giunti al Dies Irae anche per l’entità sionista. Video e audio di 45 secondi ripreso dai dintorni di Haifa il 14 giugno 2025:

https://s5.cdnstatic.space/wp-content/uploads/2025/06/IMG_5065.mp4

Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org

15.06.2025

Commenti (11)

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Mostra commenti 11 caricati
    1. natascia 20 giugno 2025

      Questi sono gli esiti di anteporre la finanza all’economia, la falsità al rispetto , il possibilismo alla ragione.

    2. ric 20 giugno 2025

      dejà vu....

      quando nel passato remoto , un piccolo paese Ateniese , al passaggio devastante dei soldati spartani sul loro territorio, chiesero loro di essere risparmiati , adducendo che la loro indole pacifica mai avrebbe avuto il desiderio di contrastarli ...Chiesero ai capi Spartani di risparmiare il loro minuscolo territorio , li invitarono al uso della "RAGIONE" La risposta fu... perche' mai dovremmo usare la RAGIONE , quando abbiamo la forza nostra e quella altrui a completa disposizione ?

    3. natascia 20 giugno 2025

      La ragione è un metodo. Uno dei tanti che permettono l’analisi e lo studio dei fatti che ci circondano. Gli animali non hanno bisogno di nessuna ragione perché il loro agire si fonda sull’innato istinto. Una persona irragionevole, non essendo dotata di istinto e’ difficilmente gestibile e crea scompiglio intorno a sé’. Va da sé che in realtà le ragioni sono molteplici. E questo non è possibilismo.

    4. ric 20 giugno 2025

      ok ma a quanto pare chi ha la forza non usa piu' la RAGIONE,, A COMICIAR DA QUELLA PORCHERIA DELL IMPERO ROMANO..GIA' 2500 ANNI FA...

    5. ric 20 giugno 2025

      eppure il Letamiau ,,non mi sembra dotato di solo istinto...

    1. gabedo 19 giugno 2025

      Trump si prende 2 settimane per decidere....
      Penso che attaccherà a breve

    2. ric 20 giugno 2025

      il giudeo ordina, lo yankee esegue..

    1. ric 19 giugno 2025

      poche palle ..israele va incenerita

    2. Sic 19 giugno 2025

      basterebbe disarmarla

    3. ric 20 giugno 2025

      non mi basta.....

    1. Dario Lampa 19 giugno 2025

      Ma quale "dies irae"!
      Israele sta in mano a dei pazzi in preda al delirio d' onnipotenza". Sono diventati una minaccia esistenziale non solo per gli iraniani o i palestinesi ma per tutto il mondo. Il folle sionista, ben conscio che il tempo gioca a favore dell'Iran, starebbe ponderando l'uso del suo arsenale atomico per distruggere l'Iran, non solo i siti nucleari, e lo spaccone americano è nient'altro che una marionetta nelle mani del folle delirante. Per fortuna il Congresso americano si e svegliato e ha capito che la politica estera è nelle mani dei folli sionisti e vuole ricorrere ad una legge che impedisca allo spaccone e a chii lo manovra di prendere decisioni catastrofiche!!
      Se i sionisti useranno l'arma nucleare contro l'Iran (il quale è probabile che ne sia già in possesso il Pakistan non se ne starebbe con le mani in mano ben sapendo che esso stesso potrebbe essere il prossimo obbiettivo dei sionisti.

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