Noto con piacere che sul tema Iran c'è stata finalmente una sveglia anche in area socialista. Avrei gradito di più se qualcuno in particolare si fosse preso del tempo per smaltire il campismo del femminismo liberale prima di buttarsi, o cercare di farlo, con lo sguardo a Teheran. Quando si diceva che l'Iran fosse un importante attore nella geopolitica della regione si riceveva l'appellativo di "fascisti", almeno fino a qualche giorno fa. Una questione che ho condiviso con compagni e non, anche in occasione di più eventi dell'ambito iraniano a cui ho avuto modo di partecipare.
Adesso si apre quella che nella squisita terminologia maoista, si definisce contraddizione. Ovviamente, vista da chi ha idee socialiste e patriottiche, è a tutti gli effetti una contraddizione in campo nemico: gli elementi più sinistrati del campo socialista non riescono, neanche sforzandosi, ad accettare il ruolo iraniano. Ne consegue un'incertezza nelle azioni e nelle prassi che lascerà qualcuno decisamente amareggiato. L'apertura di una nuova fase politica extraparlamentare, di consolidamento per chi aveva capito dove si andasse a parare, di disfacimento per chi casca dal pero: c'è qualcuno che mette la lotta al sionismo in secondo piano rispetto alle simpatie per il conservatorismo sociale e i valori tradizionali. Buttano l'analisi geopolitica in favore della soggettività, molto spesso frutto di propaganda occidentalista spudorata.
Non è molto internazionalista voler prendere un modello sociale (ovviamente il proprio), universalizzarlo e appiopparlo sugli altri popoli a mo' di giudizio morale: è quello che fanno gli statunitensi da sempre. L'Iran ha semplicemente fatto scoppiare una contraddizione delle varie in ambito socialista: supportiamo la lotta all'imperialismo o supportiamo l'idea edulcorata che ci siamo fatti di un certo paese o di una certa causa? L'Iran che contrattacca Israele, Cuba che rafforza le relazioni con la Russia, ecc. sono solamente una parte delle "sveglie" che attendono alcune organizzazioni. Mettendo le mani avanti, anche alcuni progressi e preferenze in termini di alleanze regionali rischiano di mettere gravemente in imbarazzo certi "multipolaristi da divano", così come magnificare le contraddizioni nei BRICS non rende un'analisi oggettiva, minimizzarne le contraddizioni (basti vedere gli schieramenti nell'ultima "scazzottata" fra India e Pakistan, cioè fra un socio fondatore e un aspirante membro con appoggio russo nel diventarlo) sortisce lo stesso tragicomico effetto: capirci poco, o dover spesso cambiare idea senza però ammetterlo.
Di Giovanni Amicarella
Giovanni Amicarella. Classe 1999, si occupa della redazione di articoli su vari temi sociali, politici e culturali per alcune testate in rete e per la propria organizzazione, esperienza che lo ha portato in contatto con vari corpi diplomatici. Segue come coordinatore la progettualità giovanile dell’Artverkaro Edizioni, soprattutto nel suo lato organizzativo per eventi e convegni.
19.06.2025
BrunoWald 21 giugno 2025
"Quando si diceva che l’Iran fosse un importante attore nella geopolitica della regione si riceveva l’appellativo di “fascisti”"
Siatene fieri. In ogni caso, gli insulti degli imbecilli sono sempre un'onorificenza.
"vista da chi ha idee socialiste e patriottiche..."
Ossia, nazionalsocialiste? 😄 Comunque, l'opposto dell'internazionalismo.
"c’è qualcuno che mette la lotta al sionismo in secondo piano rispetto alle simpatie per il conservatorismo sociale e i valori tradizionali."
Perché non capisce che sono strettamente collegate. Dietro l'aggressione ai valori tradizionali c'è appunto il sionismo, ovvero la mafia apolide che lo gestisce: il loro obiettivo è avvelenare le radici per distruggere l'intero albero. Poiché siamo tutti rami di quell'albero, il nemico è comune.