DA ISTITUTI TECNICI A CENTRI DI ADDESTRAMENTO PER GLI SCHIAVI DEL TERZO MILLENNIO: IL NUOVO SCEMPIO DEL GOVERNO MELONI

DA ISTITUTI TECNICI A CENTRI DI ADDESTRAMENTO PER GLI SCHIAVI DEL TERZO MILLENNIO: IL NUOVO SCEMPIO DEL GOVERNO MELONI

Di Bianca Laura Granato

Sotto la copertura del PNRR, il governo manda a segno un altro colpo al cuore della scuola della Costituzione: la de-forma degli istituti tecnici, mandante Confindustria.

Con una legge delega, a sorpresa, senza un minimo di consultazione delle sigle sindacali di categoria e di docenti e dirigenti scolastici, il governaccio di centrodestra, che quanto a disastri non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori di centrosinistra, manda a segno un colpo che verrà avvertito soprattutto dalle famiglie con disagio economico: la riforma degli istituti tecnici.

La riforma prevede fin dal 2026/27, a iscrizioni già avvenute, la riduzione di un anno del corso di studi degli istituti tecnici, con un taglio significativo delle ore di italiano e geografia economica e l'aumento delle ore di alternanza scuola-lavoro. Ma il bello arriva dopo: per acquisire un titolo di studio direttamente spendibile nel mondo del lavoro, gli studenti dovranno integrare il percorso con altri due anni a pagamento, in funzione del reddito e della capienza dei fondi pubblici, presso gli ITS (acronimo di Istituto Tecnologico Superiore, ndr).

Gli ITS, per chi non lo sapesse, sono delle fondazioni a cui con soldi pubblici lo Stato ha delegato (sotto il governo Draghi nella passata legislatura) il compito di addestrare i ragazzi usciti dagli istituti di istruzione secondaria di secondo grado al lavoro in aziende del territorio. Questi istituti infatti hanno un consiglio di amministrazione in cui a fare la parte del leone sono le aziende che danno l'indirizzo alla formazione o - meglio - all'addestramento da impartire.

Si tratta di un regalone a Confindustria, che così si avvantaggia del fatto che i costi della formazione al lavoro in azienda vengono scaricati sui contribuenti e sulle famiglie dei ragazzi.

In altre parole, Confindustria decide nel proprio esclusivo interesse come addestrare le proprie nuove reclute, senza pagare per la formazione. Riassumendo: socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

I docenti titolati a insegnare negli ITS sono sia quelli che hanno cattedre negli istituti tecnici e professionali, sia persone non formate ma provenienti dalle stesse aziende. Appare quindi evidente un dato:

i ragazzi che usciranno dalla nuova riforma 4+2 non saranno più preparati di quelli che oggi escono dagli istituti tecnici, perché le ore che perdono per l'alternanza in più e l'anno che perdono di scuola gratuita vanno abbondantemente a compensare quello che acquisiscono nei due anni gestiti direttamente dalle imprese.

In più essi perderanno ore in quelle discipline formative (italiano e geografia economica) che danno un'impostazione minimamente critica e di respiro generale alla formazione tecnica; questa si trasformerà appunto in addestramento al lavoro in azienda.

E c'è di più. In un periodo come quello attuale, in cui le tecniche di produzione cambiano alla velocità della luce, i ragazzi usciti dagli ITS in capo a due o tre anni non avranno più la formazione idonea a quel lavoro specifico, verranno facilmente rimpiazzati dalle nuove reclute e saranno costretti a pagare nuovamente per potersi aggiornare.

Non solo: quella competenza può avere un suo senso solo se legata alle aziende del territorio e difficilmente potrà essere fatta valere in altri luoghi. Quindi chi la conseguirà sarà un precario a vita, costretto a una formazione continua e sotto il giogo di padroni locali, a pagamento, sempre che l'azienda non chiuda o modifichi completamente la produzione. In quel caso, colui che avrà scelto di essere addestrato da schiavo non avrà più modo di riciclarsi in altri posti di lavoro.

Diciamolo: questa riforma è semplicemente SCANDALOSA! E chiunque avesse da spezzare una lancia a favore di questo governo deve prendere atto che esso è soltanto la perfetta continuazione di quello precedente.

La stessa Forza Italia, che a suo tempo aveva perorato la costituzione degli ITS, oggi attraverso Valditara (già estensore della riforma universitaria Gelmini del 2010) ci propina questo bel pacchetto tutto incluso in cui paghi per diventare schiavo a vita dei signorotti locali.

Ovviamente le materie umanistiche saranno le più sacrificate: per fare lo schiavo non hai bisogno di usare il cervello, bastano le mani.

Di Bianca Laura Granato

04.05.2026

Bianca Laura Granato. Presidente di Popolo Unito, Senatrice XVIII legislatura

PopoloUnito è un'associazione nazionale presieduta dall'ex senatrice Bianca Laura Granato e impegnata nella salvaguardia dei diritti dei cittadini italiani. Il suo obiettivo è garantire che ogni cittadino possa godere dei propri diritti in un contesto di equità, giustizia e trasparenza. Assume a modello valoriale la Costituzione Italiana del 1948 e si adopera per attuarla attraverso forme di aggregazione e di cooperazione alternative. Le sue attività spaziano dalla consulenza legale alla sensibilizzazione su tematiche cruciali per la società.

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. makarov 7 maggio 2026

      Questi maiali vogliono farsi i "cinesi" in casa...dato che dalle altre parti li hanno sbattuti fuori a calci, devono ricreare in casa un pochino di manodopera a basso costo.

    1. maghi 5 maggio 2026

      già quelli che facevano gli istituti tecnici 60 anni fa ci entravano adolescenti e ci uscivano ancora adolescenti, ossia immaturi. Solo chi faceva i licei poteva attraverso il percorso di studi maturare le proprie capacità cognitive e di giudizio. Non tutti purtroppo. Cioè ci entravano immaturi e ci uscivano immaturi, cioè schiavi. Del sistema, del consumismo, dell'avidità, del capitale. Continuate pure col divide et impera, schiavi del sistema, tanto tra poco non avranno più bisogno di voi. Sono rimasti solo gli ultra 70 ad avere un pò di cervello realistico e critico, poi il nulla non avanzerà più, perchè ci sarà solo il nulla.

    2. makarov 7 maggio 2026

      Mah...io non sono più ragazzino da un pezzo. Ho una formazione tecnica, ma ciò non mi ha impedito di leggere ed apprezzare Goethe, Schiller, Lucrezio, De la Boétie, Descartes oppure Francesco Colonna tanto per citare qualche nome tra i tanti.
      Quelli del liceo me li ricordo come una banda di sfaticati dediti alle canne che facevano occupazione anche per la focaccia unta (non è una battuta). Questo ovviamente per quello che ho potuto constatare io.

    3. maghi 8 maggio 2026

      in effetti, come ho detto più volte, terminati gli ottuagenarui e settuagenari, il popolino sarà ridotto ad una massa di obnubilati, che si dannano solo per la focaccia unta.

    4. makarov 9 maggio 2026

      In linea di massima è vero (forse più ottuagenari), anche se con i dovuti distinguo. Conosco svariate persone che hanno superato i 70 e, francamente, in testa hanno qualche idea confusa,una manciatina di luoghi comuni e mer*da molla (l'asterisco!!) Io ho 55 anni e, sempre francamente, non mi sento obnubilato.

    5. maghi 10 maggio 2026

      se non riesce a vedere la realtà sotto molteplici punti di vista, può essere un sintomo di obnubilazione. Un esempio: a me piace come a tutti il divertimento, ma se uno non si accorge, che è una trappola per importi le vanità, significa che sei obnubilato. Significa che sei telecomandato. Lo stesso dicasi per tutti i vizi. La lussuria, l'accidia, l'ira , la superbia, la gola, Mi ricordo che quando vedevo la TV, le pubblicità del caffè o della cioccolata, mi facevano venire voglia di consumarle. Per fortuna non la guardo più da 30 anni. E tutte quelle donnine più o meno scoperte che usano per farti guardare le pubblicità anche qui sui siti internet, mi danno lo stesso fastidio, perchè usano gli stimoli sessuali per importele. Ribellarsi a questa sorta di condizionamenti subliminali è già cercare di sfuggire alla obnubilazione. E quando uno cerca di essere libero, è già tutto quello che può fare, ma lo può fare solo se si accorge di esser nella condizione di voler essere intrappolato. Leggo tutte le notizie, ma non credo pienamente a nessuna, perchè le considero tutte manipolate. Già è difficile cercare di far andare abbastanza decentemente la mia realtà contingente, figuriamoci se mi faccio abbindolare dai media e dalla controinformazione, che riguardano realtà a 5000 o più km da me. A ogni giorno è bastante la sua pena. Figuriamoci se mi vado a cercare pene, che sono così lontane. Significa non solo essere obnubilato, ma anche masochista. Io non posso modificare la realtà, posso solo cercare di non far parte o di far parte di essa. Vale con la realtà il principio principe della psicologia sui dissidi. Se vale la pena affrontarli, bisogna discernere se possono essere risolti razionalmente col dialogo, perchè se rimangono solo le opzioni dello scontro, legale, fisico, mentale, spirituale o altro, o la fuga, bisogna valutare quale delle due scelte rimanenti, è la meno costosa in termini psichici, economici, perchè gli scontri hanno un costo e se possibile, sarebbe sempre meglio aggirarli il più possibile, perchè non si possono cambiare le realtà o le persone. Tante volte i dissidi si risolvono anche da sè: basta mettersi sull'argine a guardare scorrere il fluire degli eventi.

    6. makarov 11 maggio 2026

      Guardi, se crede di potermi dare dell'obnubilato si sbaglia di grosso. Non ho più la tv da moltissimo tempo, non credo a nessun tipo di propaganda, che sia mainstream o cosidetta controinformazione. Non ho smartphone, non ho fatto vaccini, tamponi e nemmeno autecrtificazioni e sono andato dove mi pareva sbattendomene di zone rosse e altre minchiate, tanto per fare un esempio.
      Lei ha fatto lo stesso?
      Il "principio principe" della psicologia che pare guidarla (così come la teoria dell'"aggiramento degli scontri") lo chiamerei, per chiarezza e sintesi, paraculaggine.
      Quei pochi commenti che inserisco qui è per sottolineare che, a mio avviso, l'unico modo per scrollarsi di dosso le pulci è grattarle via con la forza.
      Il non adirarsi o indignarsi più per certi eventi, il rimanere impassibili davanti alle più bieche porcate quotidianamente riportate, il dire "a me basta già la mia pena" oppure "non posso fare altro, meglio la fuga"...ecco...forse questo è proprio lo stadio definitivo e ultimo di obnubilazione delle masse che viene ricercato dagli usurpatori che governano.
      Quindi, alla fine, è sempre meglio guardare la trave nei propri occhi, che cercare la pagliuzza in quelli altrui

    7. maghi 11 maggio 2026

      il covid, dove anch'io sono stato un disubbediente, mi ha insegnato una cosa: che è inutile cercare di far cambiare idea alle persone. Chi voleva bucarsi, l'ha fatto nonostante cercassi di dissuaderlo. Ognuno ha la sua testa ed è bene che faccia quello che pensa. Quindi ognuno pensi alla sua trave e buonanotte.

    8. makarov 11 maggio 2026

      Su questo sono più che d'accordo. Però sarebbe anche utile prima di offendere il prossimo (cosa che io non ho fatto nei suoi confronti) fare un po di autocritica...per non rischiare di dare del proprio agli altri. Buonanotte anche a lei

    9. maghi 11 maggio 2026

      a me non pare di aver offeso nessuno, ma se lei sente un'offesa in un "può essere", le chiedo scusa. Comunque: "No, la frase "può essere" indica generalmente possibilità, probabilità o incertezza, non una certezza assoluta"Da AI overview. E anche da quello che avevo imparato al liceo. Facciamoci una buona dormita sopra e non pensiamoci più.

    10. makarov 12 maggio 2026

      Non c'è solo il "può essere" del quale conosco bene il significato, ma anche il "significa non solo essere obnubilato..." che a quanto pare contiene un'affermazione.
      Comunque non importa, probabilmente ritiene il nascondersi dietro ad un dito parte della ricetta per la felicità psicologica che aveva citato in precedenza. Grazie per avermi illuminato in merito ad AI Overview, che non avevo mai sentito e mai utilizzato e che credo mai userò...ho sempre utilizzato ed utilizzo tuttora i libri, di tutti i tipi...compresi dizionari ed enciclopedie.
      Anche questo avevo imparato tempo addietro, senza essere andato al liceo. Come sopra, le auguro nuovamente una buonanotte.

    11. maghi 12 maggio 2026

      ora bisogna dire che i licei dei miei tempi erano tutt'altra cosa che ai tuoi. Pensa che da 5 prime, si rimase in due seconde. 60% di bocciati senza appello. Allora c'era il recupero a settembre e la professoressa d'italiano mi ci mandò, perchè secondo lei non sapevo scrivere. Mi voleva bocciare anche a settembre, nonostante avessi 7 all'orale, ma il consiglio di classe non glielo permise, perchè allo scientifico già allora non si poteva bocciare uno studente più che sufficiente in tutte le materie, perchè alla prof di lettere non piaceva come scriveva. E' stata l'unica prof di lettere che in tanti anni mi dava voti negativi ai compiti, ma tant'è. Dopo che finii, le 7 classi di prima non diventavano più 2 o3, ma rimanevano 7. Significa che erano cominciati i tempi delle merende e finiti i tempi della dedizione e della responsabilità. Poi ci si lamenta che l'Italia è andata a put@. Non poteva essere diversamente.

    12. makarov 13 maggio 2026

      Anche ai miei tempi si veniva rimandati a settembre. Da noi invece di due prime da una ventina di persone l'una siamo arrivati in quinta che eravamo in sei...l'altra quinta erano in cinque. Ho fatto il tecnico nautico.Bocciavano che era un piacere per ogni minima mancanza, il preside era considerato una specie di bestia nera...rimproverava perfino i professori davanti agli alunni se venivano meno per qualche motivo al loro compito...ma era giusto così. Ricordo che una volta aveva rimandato a casa una delle pochissime ragazze che c'erano perchè si era presentata con la gonna troppo corta. Il vestiario non era consono. Dava del lei a tutti, anche agli studenti. Ogni tanto lo incontro ancora il preside in giro...avrà più di 90 anni, ed è un piacere chiacchierare con quella affabilissima persona. Non l'ho mai visto come una "bestia nera" nemmeno quando ero ragazzino...ancora meno oggi, soprattutto alla luce di come si sono evolute le cose

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