DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek
CUORI NERI E PROBLEMI DI IDENTITA' (IX)
Da alcuni anni, ci si guarda attorno meravigliati, notando come tanti tendano ad esprimersi attraverso metafore religiose, "da Bush a Osama bin Laden", per citare un luogo comune. E diciamo, giustamente, che la religione spesso esprime esigenze politiche.
Ma forse è il contrario: noi siamo usciti da un'epoca in cui i movimenti di massa sapevano esprimersi solo attraverso parole politiche, e anche questo comportava le proprie rimozioni e falsificazioni, come possiamo cogliere dalla domanda - posta, credo, da Michele Serra - se la pasta asciutta sia di destra o di sinistra.
Nel Novecento tutto è stato espresso in politica, il fascismo fu un fenomeno del Novecento. Quindi, per fedeltà, anche i vari movimenti neofascisti si esprimono politicamente. Fallendo sempre, in maniera a volte comica, a volte tragica, a volte schifosa.
Se il vero piano è quello mitico, quello contingente della politica viene curato dal neofascismo in una maniera assolutamente cialtrona. Anzi, siccome siamo tutti una strana combinazione di angeli e diavoli, la parte angelica viene riservata tutta per il piano mitico; e quindi, sul piano politico, si esprime il peggio dei neofascisti.
In fondo, "noi" aspettiamo l'età dell'oro, e il resto dell'umanità è composta da venduti e "italioti", un termine spesso usato dai neofascisti per descrivere i loro concittadini. In attesa della redenzione, nulla quindi vieta di fare politica per ottenere piccoli vantaggi, spesso a livello clientelare o personale; oppure, nel migliore dei casi, semplicemente per avere un palcoscenico su cui recitare il proprio psicodramma.
Tutti sono opportunisti, ma pochi lo sono in maniera palese come certi capi neofascisti. E il fatto che quell'opportunismo possa essere palese, vuol dire che se lo possono permettere, che costa poco in termini di consenso nello stesso "Ambiente".
Pensiamo a come i vari capi del neofascismo extraparlamentare abbiano in questi anni cambiato posizione, a favore o contro Berlusconi; e quanti neofascisti stanno dentro Alleanza Nazionale e quindi sostengono Berlusconi ormai da dodici anni.
Politicamente, sostenere o rifiutare Berlusconi non è questione da poco, perché significa sostenere o rifiutare la sudditanza all'impero statunitense, il liberismo, le privatizzazioni e anche il governo che ha legalizzato l'ingresso del maggior numero di immigrati della storia italiana.
Questo è possibile a causa del rapporto ambiguo con la stessa politica.
Carlo Terracciano è stato un esponente colto e coerente dell'ambiente neofascista, che non ha mai avuto nulla a che fare con le giravolte che abbiamo appena descritto. Però possiamo cogliere nelle sue parole proprio l'ambiguità che poi, in casi umani più pietosi, permette simili giravolte:
Solo chi ha una Fede profonda può fare Politica rivoluzionaria, essere un antimondialista coerente.
Ho "Fede" ? Certo che ce l'ho ! Non la fede cieca degli stolti, ma quella con gli occhi ben spalancati e la spada in pugno (beh! A dire il vero ho solo la penna…neanche….solo i tasti di un computer, che tuttavia cerco di usare come una spada).
E solo chi si sa sacrificare tutta la propria vita alla propria Fede, qualunque essa sia, può parlare con cognizione di causa: per la mia Fede, per le mie Idee, per la mia Visione del Mondo sono pronto a sacrificare tutto me stesso, i miei interessi privati, la mia "reputazione" per quel che me ne importa, la mia libertà (come già successe) e anche la mia vita.
Sarei fiero di morire ammazzato per Essa.
Senza tutto ciò, quel che si dice e si scrive non sarebbe mai Parola di uomo libero e responsabile (che cioè "risponde" del suo agire), ma vuoto ciarlare di quacquaraquà!
Sia chiaro, non sono parole vuote, sono parole onestamente sentite. Ma provate a immaginare l'effetto di un discorso del genere nel più classico degli scenari di politica reale, la riunione di condominio…
Insomma, è evidente che i neofascisti non hanno realmente la minima intenzione di vincere, perché ogni vittoria metterebbe a rischio la sopravvivenza della comunità.
Per questo motivo, la politica neofascista assume una gamma incredibile di vesti diverse, che all'osservatore poco accorto fanno pensare a stupidità, a pura e semplice confusione, oppure a qualche forma di astuto mimetismo.
In realtà, poiché il neofascismo non fa politica, esiste un'ampia libertà di idee politiche. È una politica da bar, ovviamente; ma in quel bar, ci sono persone di destra e di sinistra, credenti e non credenti, e anche un discreto numero di persone colte e intelligenti.
Una gran parte dei neofascisti, probabilmente la maggioranza, sostiene in economia "terze vie" e "socializzazioni" che – tolta la retorica – non sono del tutto diverse dalle idee che sosteneva a suo tempo il PCI. Per negarlo, certi antifascisti ricorrono a sottili distinzioni teologiche tra "vero" e "falso" anticapitalismo, mentre hanno ben poco da ridire quando un governo di centrosinistra arriva al governo con la benedizione della Confindustria.
Altri neofascisti sognano forme improbabili di feudalesimo, qualcuno il liberismo più acceso.
Lo stesso succede anche in altri campi: sulla mailing list neofascista Area Bin Aria, un sondaggio ha rivelato che il 68% degli intervenuti considera che fascismo e cattolicesimo sono "due visioni opposte e quindi inconciliabili". Come tanti sondaggi su Internet, con pochissimi votanti, la cosa dimostrerebbe poco; ma è interessante notare come questo risultato non abbia provocato alcun dibattito. E sembra che non abbia offeso i "camerati" di Forza Nuova che si considerano cattolici militanti.
Questo è possibile perché gli elementi "politici", ma anche quelli riconosciuti come religiosi, sono tutti secondari, rispetto all'istintiva conservazione del gruppo.
Commenti (0)
Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.
Accedi per commentare Registrati