CRONACHE DAL FUNERALE DELLA COSTITUZIONE

CRONACHE DAL FUNERALE DELLA COSTITUZIONE

Di Andrea Zhok

Due parole sulla sentenza della Corte Costituzionale 199 depositata qualche giorno fa ed avente per oggetto la legittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale (e di quel paraobbligo che fu il Green Pass: non ti obbligo fisicamente ma ti tolgo lo stipendio se non lo fai).

Come ampiamente previsto e prevedibile la Consulta ha ribadito il proprio stesso lasciapassare, dato con la precedente sentenza del novembre 2022.

La motivazione della sentenza attuale, già ampiamente commentata, fa un’affermazione cruciale: l’obbligo vaccinale sarebbe stato 1) legittimato dalla necessità di tutelare la salute pubblica prevenendo i contagi, e 2) tale funzione sarebbe stata legittimata dallo stato delle conoscenze del momento (“le evidenze scientifiche disponibili all’epoca”).

Ad 1) Già il primo punto è interessante, perché mette in campo un principio di subordinazione del diritto individuale sulla base di un’istanza di bene collettivo. Questo principio, pur essendo comprensibile, non è affatto ovvio. Non basta appellarsi retoricamente al “bene pubblico” perché questo appello sia sensato. Come la storia esemplifica in una molteplicità di casi ci si può appellare alle ragioni superiori del bene comune per giustificare le peggiori porcate. Un tale principio ha senso, se e quando lo ha, solo in quanto implementa un ragionamento utilitaristico, tale per cui i danni prodotti da una certa coercizione individuale siano più che compensati dai benefici che ricadono su tutti gli altri membri della società. E qui è interessante notare che nessuno né al tempo né oggi si è mai esercitato in una simile (complessa) valutazione utilitaristica. Per farlo sarebbe stato necessario valutare numericamente i rischi dell’inoculazione e i benefici collettivi attesi dagli effetti dell’inoculazione, e questo calcolo si sarebbe dovuto fare non in maniera forfettaria, ma per fasce di età, visto che nella fattispecie rischi e benefici erano distribuiti in maniera drammaticamente asimmetrica. Sarebbe stato bello avere a disposizione questo calcolo al tempo, in modo da avere oggi la possibilità di smontarlo. Ma a nessuno venne in mente di produrlo. Bastava la persuasione collettiva media che i benefici sovrastavano i rischi. E siccome la persuasione collettiva media era disposta dall’unisono dei media, non c’era materia del contendere. Retorica pubblica camuffata da ragione pubblica.

Ad 2) Il secondo punto è però assai più interessante perché introduce l’idea che a giustificare l’operazione fosse sufficiente lo stato delle conoscenze del momento. Questo punto è particolarmente interessante per la semplice ragione che chiunque non si sia sistematicamente tappato occhi e orecchie oggi sa che il presupposto “scientifico” del momento era puramente e semplicemente falso. La vaccinazione non fermava la trasmissione del virus, il vaccino non era stato né prodotto né testato per avere quel risultato. Si potrebbe dire che, poverini, mica c’avevano la sfera di cristallo, come potevano saperlo? Ecco, qui ci sono due questioni che devono essere chiarite.

2.1) La prima questione ha a che fare con l’idea di “evidenze scientifiche disponibili all’epoca”. Se anche tali evidenze scientifiche all’epoca ci fossero state (e noi sappiamo che non c’erano), ciò che dovremmo chiederci è: qualunque momentanea “evidenza scientifica”, che dura lo spazio di un mattino, qualunque “prova scientifica” per cui ci siano in questo semestre degli argomenti a favore può diventare una ragione sufficiente per adottare norme legislative conformi? Per di più norme coercitive della libertà individuale? Dovrebbe essere chiaro e noto agli eccellenti giuristi – e se non gli è noto si muniscano di qualche decente storico della scienza – che i risultati scientifici prima di essere considerati probanti attraversano un lungo periodo di libera discussione e consolidamento probatorio. Solo a Hollywood c’è un experimentum crucis dopo di che una verità scientifica viene certificata in maniera inconcussa. Se oggi ci fosse un’epidemia di vaiolo potremmo ricorrere all’antivaiolosa sulla scorta di un’evidenza scientifica consolidata. Come tutte le evidenze scientifiche, anche quella potrebbe rivelarsi ad un certo punto labile, ma in un simile caso il giurista potrebbe legittimamente parlare di “evidenze scientifiche disponibili all’epoca”. Ma se cominciamo a considerare “evidenza scientifica disponibile all’epoca” qualunque cosa che momentaneamente, per qualche mese, viene accreditata da qualche articolo scientifico, dovrebbe essere chiaro a tutti che si apre in questo modo uno spazio infinito per ogni tipo di abuso. L’obsolescenza degli articoli scientifici è enorme e il numero di articoli pubblicati e poi ritirati è colossale. Se qualunque governo può utilizzare qualunque “evidenza scientifica” similmente cursoria per stabilire una legislazione coercitiva emergenziale, siamo di fronte a un fatto che snatura completamente il concetto stesso di diritto. Di fatto con un pizzico di manipolazione a buon mercato si può giustificare letteralmente qualunque cosa.

2.2) La seconda questione è ancora più clamorosa, ed è data dal fatto che al tempo quelle “evidenze scientifiche” puramente e semplicemente non c’erano. C’erano a reti unificate pagliacci in doppio petto e televirologi in libera uscita che spergiuravano che quelle evidenze ci fossero, ma non c’erano. Di più, siccome il governo doveva avere in mano la documentazione fornita dalla casa farmaceutica, in cui si scrive nero su bianco che non era stato fatto alcun test sull’efficacia dell’inoculazione intorno alla trasmissibilità, il governo ha fondato le sue decisioni consapevolmente su una menzogna (a meno che non si voglia credere che per il ministro della salute “evidenza scientifica” fosse qualche battuta dei televirologi a molla e non si fosse peritato di valutare la documentazione disponibile).
A parte la mancata documentazione, ricordo sommessamente che focolai in gruppi di vaccinati erano stati documentati sin da marzo 2021 (ricordo il primo in Scozia), e ricordo che articoli che certificavano (prima facie) come la carica virale nelle vie aeree dei vaccinati fosse eguale a quella dei non vaccinati. (Nel mio piccolo cercai, al tempo, di attrarre l’attenzione in TV su uno di questi articoli, pubblicato dal prestigioso British Medical Journal, ottenendo solo di essere dileggiato e ricavandone un’ulcera gastrica).

Ma ovviamente, se per la Corte Costituzionale, conta come “evidenza scientifica disponibile all’epoca” l’opinione pubblica media, in cui tutte le evidenze contrarie - essendo state sistematicamente screditate – non potevano in alcun modo imporsi, beh, credo sia chiaro a tutti come la china che si è presa con questa sentenza è quella della morte del diritto e del trionfo dell’arbitrio.

La semplice verità – al netto di tutti i ragionamenti svolti più sopra – è che la Corte Costituzionale ha coperto pragmaticamente il governo e le sue decisioni. Lo ha fatto perché non farlo avrebbe dato la stura ad un profluvio di ricorsi e ad una delegittimazione dello stato, tutte cose che - nel momento in cui serve tenere la barra a dritta in vista del futuro orizzonte bellico - si volevano accuratamente evitare.
Dunque è tutto perfettamente comprensibile e tutt’altro che inaspettato. Solo dev’essere chiaro che qui la giustizia non c’entra più nulla. La separazione dei poteri, precondizione fondamentale per l’esistenza di uno stato di diritto è finita, e con ciò è morta la Costituzione e la democrazia che essa sanciva.

Di Andrea Zhok

30.12.2025

Andrea Zhok è Professore associato di Filosofia Morale all’ Università degli Studi di Milano.

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Fonte: https://t.me/andreazhok

Commenti (18)

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Mostra commenti 18 caricati
    1. BrunoWald 2 gennaio 2026

      Che gli organi mafiosi di uno stato mafioso si spalleggino e si coprano a vicenda, è del tutto normale e di sicuro non è una novità. Di nuovo c'è solo che con la pandemenza l'hanno fatta veramente grossa, per cui chiunque non sia un imbecille ha capito da tempo come stiano le cose.

      La buona notizia è che con questa sentenza la realtà non è più occultabile: lo "stato di diritto" è una presa per i fondelli, l'unico "diritto" essendo quello del più forte, cosa che si rende palese in tempi di particolare crisi come quelli che stiamo vivendo.

      È solo positivo che venga meno la finzione: forse sentiremo meno sprovveduti discettare della "costituzione più bella del mondo", scritta da una banda di farsanti che si trovavano sui seggi di un parlamento solo per grazia dell'occupante. Quello stesso occupante il cui primo referente sul suolo italiano fu il mafioso Calogero Vizzini.

    1. Martin 1 gennaio 2026

      Zhok, la Costituzione italiana è morta con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht (1993).

    1. omega 1 gennaio 2026

      Ci vorrebbe una nuova Costituzione, nella quale procedere anche alla sostituzione della Corte Scostituzionale con altro organo.

    1. maghi 1 gennaio 2026

      mi dispiace per il professor Zhok per l'ulcera gastrica. I miei amici, cui avevo detto di non vaccinarsi, si sono tutti vaccinati o in vero o per finta, non lo so. Mi è dispiaciuto, ma siccome mal voluto non è mai troppo, non ho avuto conseguenze spiacevoli. Vedremo a breve se la Bolgan aveva ragione, come il saggio cinese sulla sponda.

    2. absitiniuriaverbis 1 gennaio 2026

      Forse ti interesserà saperne un pizzico di più a proposito del saggio sulla sponda. Ti racconto il punto di partenza.

      Connotazione culturale: perché i saggi si trovano spesso "in riva all'acqua"?

      Nella cultura tradizionale cinese, "sponda del fiume", "riva del fiume" o "sull'acqua" sono ambientazioni classiche frequentemente raffigurate da saggi (saggi, filosofi, eremiti), derivanti principalmente da due profonde scuole di pensiero filosofico:

      1. Pensiero taoista: comprendere la natura e il "Dao"

      * Collegamento fondamentale: il taoismo promuove l'apprendimento dalla natura. L'acqua corrente del fiume simboleggia l'eterno cambiamento del mondo ("Il tempo scorre così"), mentre la riva stabile del fiume rappresenta tranquillità e costanza.

      * Posizione del saggio: il saggio siede tranquillamente sulla riva, osservando l'acqua che scorre, meditando e comprendendo le leggi del "Dao", ovvero mantenendo la pace interiore in mezzo all'eterno cambiamento, raggiungendo lo stato di "il bene supremo è come l'acqua".

      2. Pensiero confuciano: metafore per il tempo e la vita

      * Fonte classica: Confucio una volta si lamentò presso un fiume: "Il tempo scorre così, senza mai fermarsi né di giorno né di notte". (Gli Analects)

      * L'intuizione del saggio: qui, l'acqua del fiume è una potente metafora del passare del tempo e della brevità della vita. L'immagine di un saggio sulla riva del fiume incarna spesso profonde riflessioni filosofiche sul valore del tempo e sulla comprensione del mondo.

      Modi di dire e poesie correlati

      Questa immagine è racchiusa anche in alcune espressioni comuni:

      · "Osservare il fuoco dalla riva": descrive metaforicamente l'osservazione calma dello sviluppo degli eventi da bordo campo, senza intervenire facilmente, trasmettendo un senso di distacco e saggezza.

      · Versi poetici: come "Una vela solitaria scompare nel vasto cielo azzurro, solo il fiume Yangtze scorre verso l'orizzonte" (Li Bai), spesso utilizzano la prospettiva della riva del fiume per esprimere emozioni profonde e intuizioni filosofiche.

      In sintesi, "il saggio cinese sulla riva del fiume" non è semplicemente una descrizione geografica, ma un profondo simbolo culturale. Simboleggia la comprensione delle leggi della natura, la contemplazione del tempo e della vita e la saggezza di ricercare la stabilità interiore e la trascendenza in un mondo in continua evoluzione.

    3. maghi 1 gennaio 2026

      noi occidentali diciamo che il tempo è galantuomo, perchè chi sa attendere il più delle volte viene esaudito senza muovere un dito. Se non si viene soddisfatti dallo scorrere dell'acqua e del tempo, come disse Massimo Decimo Meridio nel Gladiatore: "Avrò (comunque) la mia vendetta, o qui o nell'altra vita". Bisogna però credere nell'altra vita come ce l'hanno rivelata le nostre Sacre Scritture, perchè altrimenti uno si farebbe giustizia da solo. Tra l'altro Dio nella Bibbia dice di non vendicarsi, nemmeno per farsi giustizia lecita, perchè dice: "La vendetta è mia". E anche che si ricorderà per mille generazioni del bene fatto, mentre solo per 3 o 4 del male, forse perchè estirpare il male è un Suo compito. Penso.

    4. absitiniuriaverbis 2 gennaio 2026

      Commento cancellato.
      È solo il 2 gennaio...relax!

    5. maghi 2 gennaio 2026

      lo so che non gradisci molto la cultura occidentale di origini greche e giudee, ma tra qualche decennio non esisterà più. Rimarranno la cinese, l'islamica e forse quella indù.

    6. absitiniuriaverbis 2 gennaio 2026

      Mi permetto un sincero:
      Amico mio, non è che non gradisco la tua o altrui fede, non le comprendo e non sono portato.
      Se fossero foriere pace tra gli umani sarebbero benvenute. IInvece anche tra uomini di fede si è assistito, e continua, al macello. Tu hai fede, buon per te. Me ne rallegro. Ebrei, cristiani e mussulmani...stesso padre che ha dettato loro pagine e comandamenti di contenuto distinto. Tutti pronti a credere nella verità unica ed assoluta ed in armi. .Ma la Verità non si scrive e non si dice, e non si contempla, si fa in pratica ogni momento di tutti i momenti.Ma dov'è la vostra fede?
      Dove si nasconde? Per be' non vi fa aprire gli occhi invece di rendervi ciechi obbedienti?
      È chiaro, ritengo, che parlo in generale degli umani e non dei singoli.

      Le religioni, invece, quelle non le digerisco proprio. Artifatti posti e preposti al servizio del controllo.
      Contraddizioni, aggiunte e sottrazioni, politica, assurdità logiche e pratiche
      Se ti fai leggere i testi detti sacri scelti ad hoc (questo si, questo no, questo forse...) e te li fai spiegare con tutte le interpretazioni e distinzioni ad hoc, diventi un fedele (f minuscola) di tipo geografico (ovvero la fede dipende da dove nasci). Se li leggi da solo ti metti le mani nei capelli e butti il tutto nel fuoco. O, almeno, questo è quello che ho fatto io

      Quindi goditi la tua fede che ti auguro sinceramente che sia quella che tu scrivi con la maiuscola Fede.

      Personalmente leggo altre cose che puntano sullo stile di vita e sul se' interiore da sviluppare. Mi sono più consone.

    7. maghi 3 gennaio 2026

      stavo parlando di cultura, non di religioni o fedi, anche se poi, andando a pregare a Prato, dove vivono 40.000 cinesi, almeno un cinese ce lo trovo nella chiesetta. Le culture si interconnettono colle religioni ed è un male immenso, specialmente nel caso di quella messa sù da Gesù, perchè a differenza della ebraica e della islamica ha elementi impressionanti e sconvolgenti per la natura umana, come il comandamento di amare il nemico. Nelle altre due si rispetta il nemico solo dopo averlo soggiogato e fatto convertire. Gli assiri facevano lo stesso senza pretendere la conversione. Vivere di cultura come facevano i filosofi greci, sarebbe l'ideale, poi la fede è un addendum che si può avere, se e solo se c'è una chiamata spirituale, una vocazione. Ma pretendere che tutti abbiano la fede, quando 1 su mille o su un milione, ce l'ha questa vocazione o dono, come la chiamava San Paolo, perchè folgorato da questa chiamata sulla via di Damasco, è solo una prepotenza dettata dalla sete di dominio sugli altri, che è l'essenza delle religioni. Il tuo cammino è essenzialmente culturale, il mio è spirituale e culturale. Per farlo devo fare un percorso personale, che non è quello che vorrebbe il magistero della religione cattolica, perchè mi porterebbe dritto all'inferno, perchè in Paradiso ci si va da soli. Il gruppone che vogliono fare le religioni non è per portare le anime al Padre Celeste, loro Creatore, ma solo per dominarle qui in terra e poi nell'eternità. O nelle vite trasmigrate, se preferisci. "il Nirvana può essere visto come una sorta di "paradiso" in senso spirituale, ma è più preciso definirlo come una liberazione dalla sofferenza e dal ciclo di rinascita (samsara), uno stato di pace immensa e beatitudine, che è diverso dal concetto di paradiso come luogo di ricompensa eterna, sebbene entrambe le concezioni puntino a un'esperienza di beatitudine suprema. Mentre il paradiso nelle religioni indiane (come i devaloka) è un piano di esistenza dove si risiede temporaneamente, il Nirvana è uno stato finale di liberazione totale". Come leggiamo su internet i due concetti si assomigliano e non si negano a vicenda, essendo entrambi ultraterreni, ossia rivelati da divinità o Dio. Ad ognuno il suo cammino. Però a me pare più desiderabile una vita eterna insieme al Creatore, dove gioia, amore, conoscenza intima di Lui, a cui non arrivare compiutamente nemmeno nell'arco dell'eternità, alla liberazione dalla samsara, che non è comunque poco, anche se, perdonami, mi somiglia un poco al concetto di suicidio, che non ci può essere per l'immortalità dell'anima. Mi rendo conto che le religioni monoteistiche ci hanno sempre marciato su questo concetto per far fare anche azioni malvagie, come le Jihad, le crociate o i genocidi attuali in Palestina ai propri accoliti, ma che ci vuoi fare, "homo homini lupus" dicevano Plauto, Cartesio, Hobbes e Schopenhauer. Ed è su queste emozioni che si innesta il successo dominatorio delle religioni. In pratica il Nirvana e il Paradiso, solo nella forma annunciata da Gesù, infrangono questo dominio. Per questo anche la religione cosiddetta "cristiana" è lontana da Dio, perchè ha venduto la primogenitura per un piatto, anche se molto grasso, di lenticchie, come fece Esaù.

    8. absitiniuriaverbis 3 gennaio 2026

      Dici che parlavi di cultura citando 'le nostre Sacre Scritture ed ' il Dio della Bibbia e Gesu''.
      Quindi, anche se scrivi, e ritengo giustamente, che cultura e religione purtroppo si intromettono, non le hai tenute separate.
      Questo è quello su cui contavano coloro che hanno assunto le religioni al servizio del controllo.
      Non è affatto facile separarle quando diventano parte integrante del modo di vivere.

      Camminando capita che le strade si intreccino. Ritengo che accada perché ci sono elementi di valore universale che possono essere eventualmente scambiati.
      Chissà.

      Forse Esau' era di stirpe cinese...🤣 "primum vivere deinde philosophari".

    9. maghi 3 gennaio 2026

      invece è facile separare cultura e religione. Basta rifiutare la religione come te la vogliono imporre i religiosi, tagliandone le parti marcie e tenendo quelle sane, operazione che non puoi fare se non hai una sufficiente cultura. Io voglio vivere usando l'intelligenza, la filosofia e le emozioni, cioè tutto quello che Dio mi ha dato, visto che al resto ci pensa Lui. Solo così mi sento libero dai condizionamenti e felice di essere me stesso. L'intelligenza e la filosofia ti liberano dai condizionamenti e le emozioni ti rendono felice. La Grazia di Dio ti da anche la gioia spirituale, ma solo per poco, così che non si dimentichi quella eterna. Il Paradiso in terra non è possibile.

    10. absitiniuriaverbis 4 gennaio 2026

      Va da se, ritengo, che coloro (stato, religioni e gruppi di potere di ogni tipo) che ci amministrano (e amminestrano) facciano del loro meglio per ingabbiarci dall'esterno.

      Ma le gabbie interiori, quelle nostre nel senso autentico ( quelle che derivano dalla cultura geografica e quindi mista a fede e religione e credenze e stili di vita e di rerlazioni sociali...) sono indubbiamente le migliori.

      Perche' e' facile non rendersi conto della loro influenza: entrano in automatico.
      Ci dimentichiamo che non siamo schiavi di quello che pensiamo e quindi non decidiamo ne' scegliamo consciamente cosa privilegiare tra la moltitudine dei pemsieri che ci affollano. Ci identuifichiamo con i nostri pensieri. Ma noi siamo, o meglio, dovremmo essere oltre i nostri pensieri per poter decidere o scegliere.

      Il ricordarsi di se stessi tende a sparire per far posto alle potenti costrizioni che ci guidano o cercano di farlo.

      Quindi, le uniche gabbie veramente efficaci sono quelle che ci costruiamo con le nostre mani. Tu le tue, io le mie. Ed a esse attribuiamo nomi convenienti perche' ci siano piu' familiari.

      Quindi siccome non possiamo controllare quello che succede intorno a noi (furi dalla gabbia), possiamo solo cercare di decidere come reagire in accordo a chi riteniamo di essere o in accordo a chi stiamo cercando di diventare.
      Il resto sono conseguenze.

    11. maghi 4 gennaio 2026

      il saggio dice: Non mi rompete i cabbasisi". I rompicoioni non demordono di sicuro e l'unico rimedio è raccogliersi in preghiera in luoghi solitari. Così quello che succede fuori della gabbia non tange chiu (più) e quello che succede dentro pure, perchè la preghiera protegge dai pensieri o almeno li frena assaie. E' un pò quello che insegna Gesù, quando viene visitato da satana nei 40 giorni di deserto. Ovviamente l'insegnamento è sparito dai Vangeli (ma ti pareva!!!), ma l'ha dettato alla Valtorta. Quindi solitudine e preghiera. Sai, mi diverte dire ai sacerdoti, che gli islamici ferventi pregano 5 volte al giorno a differenza dei cristiani che non pregano più e aspettare che loro mi dicano che sì pregano tanto, ma pregano male e vedere la loro faccia sconsolata, quando dico che loro almeno pregano. Forse è anche per questo che rimango cristiano: perchè mi diverto con questi personaggi da barzelletta, che credono di essere i perfetti, i migliori. E la loro condanna esce proprio dalla loro bocca, quando dicono che la superbia è il peccato delle anime religiose. E non solo cristiane, ovviamente. Buona cena o digestione. Stai attento a non mangiare troppo la sera. Un mio amico non si è risvegliato.

    1. CptHook 1 gennaio 2026

      Più chiaro di così..., soprattutto "in vista del futuro orizzonte bellico"..., la pandemenza è stata la prova generale propedeutica all'introduzione della legge marziale..., al tempo eravamo guardati e bollati come untori, domani altre torme di zelanti delatori si affretteranno a denunziarci come quinte colonne russe..., se pure gli sarà possibile, perché quello che questo rinnovato, sciagurato gregge di telebeoti non ha capito, è che quando si combatte per l'esistenza, non si guarda in faccia a nessuno..., e la Russia lo ha ben dimostrato, nella storia, arrivando persino a bruciare Mosca per mettere in difficoltà Napoleone.
      Al tempo del fascismo almeno si diceva, a torto o a ragione, "libro e moschetto, fascista perfetto"..., un richiamo alla cultura c'era, ma questi qua, a quale cultura si richiamano?
      Agli "influencer"? Ai "tronisti"? A "Il Grande Fratello", espressione di cui il 90% almeno non conosce l'origine e il significato in contesto?
      Quali "attributi" tireranno fuori per opporsi, oppure per combattere?
      E, soprattutto, con quale senso critico potranno discernere tra la notizia fasulla (*), l'operazione sotto falsa bandiera (**) che verranno televendute da personaggi al confronto dei quali le signore Marchi madre e figlia sono due integerrime figure? Comprenderanno la realtà che, una volta di più, altro non sono, per dirla con Trilussa, che "quer popolo cojone/risparmiato dar cannone"?
      Stavolta però, non esiste più la guerra di trincea, localizzata, lontana da casa..., ma che c...o capiscono questi?

      (*) "fake new" di cui oltretutto si usa il plurale news per dire "una fake news" 🤮

      (**) "false flag"

      Possibile che non si possa usare la nostra lingua? Mi ricorda un emerito imbecille analfabeta che ho avuto come capo: aveva imparato step, loop, follow-up e una volta, in una riunione, fu capace di concludere "con questo step chiudiamo il lup e ci follappiamo la prossima settimana..."
      Giuro che è vero..., povera Italia...

    2. absitiniuriaverbis 1 gennaio 2026

      Ben detto!
      Costituzione di molto fragile costituzione!
      Aggiungo una cosetta e, se non si capisce questa citazione, bisogna necessariamente rileggerla più e più volte:

      "Non si può tornare indietro e cambiare
      l'inizio, ma è possibile iniziare da dove si è e
      cambiare il finale."

      A scanso equivoci ne aggiungo un'ulteriore:
      Se stai cercando quella persona
      che ti cambierà la vita,
      guardati allo specchio.

    3. CptHook 1 gennaio 2026

      Concordo pienamente e, soprattutto, con la seconda, che altro non è che il nostro "aiutati che Dio ti aiuta"..., però mi piace di più perché lusinga la vanità..., 😁

    4. ndr60 1 gennaio 2026

      Concordo, inoltre che la psico-pandemia fosse la prova generale venne evidenziato dal fatto che passò immediatamente in secondo piano, il giorno dopo l'inizio della operazione militare speciale alias invasione dell' Ucraina da parte della Russia, e con la stessa velocità i contrari alla narrazione ufficiale passarono da no-vax a putiniani.
      Piuttosto, non ho capito se il discorso di Zhok sulle evidenze disponibili all'epoca sia letterale o una forma retorica: già ad aprile 2020 era uscito un articolo di Ioannidis nel quale si evinceva la mortalità della COVID-19 divisa in fasce d'età. In essa, era chiarissima la differenza tra anziani (e con pluri-patologie) e soggetti più giovani, fino ai bambini. Un eventuale vaccino, al momento non disponibile, era un' indicazione solo per la prima categoria, non certo per le altre. Vero che poi lo stesso Ioannidis venne attaccato (così come i firmatari della great Barrington declaration), tuttavia scripta manent, anche se non vengono letti

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