Pian piano le persone fanno capolino in Piazza Fontana per il ritrovo alle 17:30, con una temperatura alta all’incirca trentotto gradi ed un’umidità elevata. Ma non importa a tutti noi astanti, ci sono cose per cui vale la pena esser qui in questo momento storico. Arrivano gruppi di ogni età, famiglie con bambini, anziani, giovani, poi arriva un gruppo di universitari che in mano stringono cartelli con slogan in favore di un’università accessibile a tutti. I giovani arrivano finalmente! Danno man forte alla lotta per preservare la libertà di scelta e la base della nostra democrazia. Vedremo presto anche i comitati di insegnanti, presidi e genitori. Il dissenso si allarga sempre più, i media cominciano a parlare dei cortei, sempre o quasi sminuendo il numero dei presenti, o descrivendoli erroneamente come cortei solo no-vax, riduttivo e non veritiero peraltro.
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Milano - 14-08-2021 - Universitari in piazza[/caption]
Attendiamo le ore diciotto per partire, il corteo si allinea, davanti ci sono gli striscioni, e subito dopo i cartelli più evidenti, più spiritosi ed il tricolore. Si va verso Piazza Duomo e scorrono vari slogan, i principali sono: “NO GREEN PASS, LIBERTA’, GIU’ LE MANI DAI BAMBINI E DALLA SCUOLA”. Siamo molti già in partenza, ma man mano il corteo si infittisce. Molti a lato ci fotografano o filmano. Il corteo si ferma un attimo in Piazza Duomo, dove si cerca di fare un paio d’interventi tra cui quello di un sanitario. Non vi è un impianto audio valido, così purtroppo la voce si perde ed in fondo non sentono, meglio un corteo in cammino e parlare alla fine. Il corteo riprende verso Piazza Scala sede del municipio e del sindaco. Ci siamo sparpagliati il più possibile abbracciando tutta la piazza. Quindi protestiamo e poi ripartiamo percorrendo Via Verdi che porta nel quartiere di Brera, e passata l’Accademia delle Belle Arti siamo passati tra i bar ed aperitivi all’aperto, mentre i turisti ci osservavano e filmavano.
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Milano - 14-08-2021 - In mezzo al corteo[/caption]
Un signore straniero con baffi e bastone entra in corteo con noi, mentre da un palazzo un signore sventola fiero il tricolore e ci applaude e sorride “Forza! Bravi!“. Tantissimi ci riprendono coi loro cellulari, e più ci filmano più ci vedranno. Solo due ragazze a lato scuotono il capo dicendo: “Noi siamo a favore del green pass.” . A questo un uomo risponde: “E noi contro, non ci vedi quanti siamo?” Ma chissene…proseguiamo. Alcuni cartelli sono satirici, ma del resto è comprensibile dato l’aspetto caricaturale del GREEN PASS, o meglio chiamato NAZI PASS! Da Via Solferino ci si vorrebbe recare sotto la sede del Corriere della Sera, ma la polizia non ci permette di passare. Il corteo insiste sempre più ma nulla da fare, così si percorre Via Statuto a lato per giungere in zona Sempione, sotto la sede della RAI. Subito dopo Piazza Lega Lombarda rimango impressionata, quando al semaforo sostiamo due o tre minuti, e mi rendo conto di quanta gente si è unita al corteo, che è lunghissimo e pare senza fine.
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Milano - 14-08-2021 - Striscione in un corteo[/caption]
Percorriamo Viale Byron e poi Via Melzi d’ Eril e siamo tutti tranquilli, anche gli uomini della Digos lo sono, tranne uno. Quest’ultimo ferma uno dei manifestanti, poco distante da me e chiede i documenti per un controllo di polizia. Il che è lecito, ma la cosa che non mi piace e che non piace a molti, è che lo strattona per un braccio. Un collega più pacato, gli chiede spiegazioni, il manifestante ci dice: “Filmate, filmate tutto!“. così ci raduniamo intorno e filmiamo il più possibile. Ad un certo punto parte il coro: “Lascialo, lascialo, lascialo!”. Altri manifestanti accorrono in soccorso dell’esile manifestante, il quale con la maglietta strappata scappa via, traumatizzato ed intimorito. La folla inizia a gridare contro l’agente, che è costretto a riparare dai colleghi. Lo guardiamo tutti male, molti gli gridano: "Vigliacco! Vergogna!" ma la maggioranza degli agenti è tranquilla ed equilibrata. Se sono lì è per garantire la sicurezza, quindi “si” al controllo dei documenti, ma giù le mani dalle persone.
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Milano - 14-08-2021 - Forze di polizia schierate[/caption]
Il corteo arriva sotto la sede RAI di Corso Sempione, li troviamo schierati vari poliziotti della Celere, con camionette ed agenti della Digos. Qualcuno con un megafono chiede un incontro con la dirigenza RAI ed il governo il prima possibile. Dopo circa 15 minuti scende un cameraman della RAI ed io approfitto subito per mostrargli frontalmente il mio cartello: “LIBERTA’ DI SCELTA, OPINIONE, INFORMAZIONE VERA, NON CORROTTA E PAGATA DALLO STATO.”. Lui mi inquadra molto bene, poi la gente si siede in un sit-in che blocca le linee 1, e 10. Il corteo resterà lì fino alle 21 ed oltre.
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Milano - 14-08-2021 - Un altro cartello "Il mio pass e la costituzione"[/caption]
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Milano - 14-08-2021 - Piazza Duomo[/caption]
Né sinistra, né centro, né destra hanno mai riempito le piazze con questi numeri, questi sono cortei apolitici e pacifici. Preparatevi, perché da fine mese saremo molti, ma molti di più, scenderanno in piazza anche i lavoratori minacciati di licenziamento o sospesi. E quando mancherà il lavoro, saremo quasi tutti insieme a protestare. Milano c’è, come sempre, e brava Milano!
Di Patrizia Ligabo’, rivisto e pubblicato da Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org
aleguli 16 agosto 2021
Gentilissima Giulio, leggo volentieri questa utile cronaca della manifestazione di Milano. C’è però in conclusione un passaggio che non si può sentire, assurdo, fuorviante e del quale non comprendo la genesi: “Né sinistra, né centro, né destra hanno mai riempito le piazze con questi numeri, questi sono cortei apolitici e pacifici.”. Francamente basterebbe un minimo se non di memoria almeno di conoscenza storica per sapere che le piazze italiane si sono molto spesso riempite di decine e centinaia di migliaia di cittadini. Penso a Genova nel 2001 o alle megamanifestazione della CGIL, a tante manifestazioni contro la guerra nel 1990, ancora nel 1999 o nel 2003. Penso alle infinite manifestazioni studentesche, a quelle ancora più consistenti per i contratti per esempio metalmeccanici e ad una storia nazionale tutta caratterizzata da enormi manifestazioni talvolta di partito, talvolta popolari ed unitarie di tanti e diversi. Semmai è vero che nell’ultimo ventennio, da quelle contro la guerra in Irak del 2003 è vero che non ci sono state più manifestazioni oceaniche e plurali forse con rare eccezioni. Ma è proprio un ventennio in cui la politica è morta, infatti se ne vedono i risultati: il regime e le discriminazioni come mai dal 1945. Rimane vero l’assunto che se non ti occupi di politica (per mille ragioni anche nobili) sarà poi la politica ad occuparsi di te. Nulla di tanto vero alla luce di quanto accaduto negli ultimi 20 mesi. Ora le cose stanno in parte cambiando. Siamo costretti spesso controvoglia a fare politica, scendiamo in piazza in manifestazioni politiche, rivendichiamo il diritto di fare politica, aggregarci, fare assemblee e manifestazioni per difenderci dall’orrore. Francamente non vedo nulla di più politico di quanto avvenuto a Milano e da lei descritto, idem a Torino, Rimini, Bologna, Padova, Udine ecc… Siamo in tanti, abbiamo idee diverse ma dire che siamo nelle strade e nelle piazze in modo apolitico è totalmente sbagliato, mi permetto di dire un po’ folle e non mi spiego perchè lei lo affermi? Le assicuro che nei prossimi sabati ma non solo il Sabato…saremo ancora in tante piazze a fare politica contro idee politiche deteriori per la Costituzione e la Libertà che la politica ci ha dato con la Guerra di Liberazione e un politicissimo dopoguerra. A presto e buone cronache. alessandro gulinati
danone 17 agosto 2021
Tutto giusto, condivido, tranne.."e la libertà che la politica ci ha dato con la guerra di liberazione".
Guerra di liberazione è una definizione falsa ed è già propaganda.
Non intendo che la fai tu, condivido ciò che hai scritto, ma la definizione in oggetto non perorarla che fa danno.
aleguli 17 agosto 2021
Liberazione dal nazifascismo per un nuovo regime democratico sotto occupazione americana, ok ma certamente meno oppressivo del precedente...eppure certamente oppressivo per tanta povera gente, per tanti militanti di socialcomunisti, secondo me comunque vista la Costituzione e il mantenimento delle Libertà fondamentali (con mille contraddizioni) certamente migliore di un regime che inviava in campi di lavoro quando non di sterminio e aggrediva altre nazioni mandando a morire i giovani italiani in assenza di libertà di stampa e libera aggregazione politica e sindacale. Grazie comunque della tua lettura e condivisione al 90%, ale
BrunoWald 17 agosto 2021
Non c'è stata una "guerra di liberazione", ma una guerra civile tra due gruppi minoritari di italiani, appoggiati da eserciti stranieri in lotta sul nostro territorio. Tutti gli altri stettero a guardare. Terminò con una ignominiosa disfatta e la conquista dell'Italia ad opera di un impero nemico.
Tranne gli italiani che erano agli ordini di Mosca, e quelli fedeli al fascismo, tutti gli altri misero in atto una furbata italiota: finsero che la sconfitta non fosse di TUTTI NOI, ma solo di una parte... sulla quale ora sputavano, come se la maggioranza degli sputazzatori non si fosse per vent'anni proclamata fascistissima...
Così chiamarono Liberazione la morte della patria, e scelsero un giorno per festeggiarla, inventando una "insurrezione" avvenuta a cose fatte. Seguirono orrendi massacri, perlopiù di civili inermi, stupri in massa di madri, sorelle, fidanzate ecc... Poi ci fu un referendum incredibilmente vinto dall'oscena monarchia sabauda, ma l'occupante voleva una repubblica... e anche questa ebbe la sua brava giornata festiva.
Le pare che una nazione che si "rifonda" a partire dall'auto-inganno sistematico, e si legittima con menzogne e ipocrisie, possa avere un qualsiasi futuro? Si, c'è stato il boom economico e una crescita che ha riguardato tutto il mondo industrializzato... Ma adesso i nodi vengono al pettine e ci presentano il conto.
Le libertà concesse erano solo di facciata, l'occupante ci ha governati attraverso i suoi strumenti: Vaticano, mafia e massoneria. Nelle galere ci sono stati più prigionieri politici nella Repubblica che nel Ventennio, e le aggressioni agli altri popoli le abbiamo riprese a partire dal 1999: stavolta però non per conto nostro, ma al seguito del padrone. La stampa è di regime oggi come ieri, ecc. Tra due dittature, preferisco quella che almeno non finge.
Penso che dovremmo tutti cominciare ad analizzare la nostra storia con obiettività, bevendo fino in fondo questo amaro calice, se vogliamo avere l'opportunità di intravvedere un possibile avvenire.