Covid: il ministero della Salute ricorre al Consiglio di Stato contro le cure domiciliari

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Il ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e l’Agenzia italiana del farmaco hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio, il 4 marzo scorso, aveva stabilito che i medici nel trattamento dei pazienti positivi al coronavirus potessero «prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza» senza necessariamente attenersi ai protocolli Aifa che prevedono che le cure domiciliari si basino sulla somministrazione di paracetamolo e vigile attesa. Il ricorso, oltretutto, arriva a pochi giorni di distanza dal voto con cui il Senato, in modo quasi unanime (212 a favore, 2 astenuti, 2 contrari), ha chiesto al governo di approvare un protocollo unico nazionale per regolamentare e ampliare le cure domiciliari contro il Covid-19. Il ricorso va nella direzione esattamente contraria.

Un ricorso che «lascia senza parole» afferma in una nota il Comitato Cure Domiciliari Covid-19, ovvero l’associazione di medici che aveva presentato il ricorso in favore delle cure domiciliari che era stato accolto dal Tar. Sottolineando come il ricorso vada contro le fondamenta stesse delle cure domiciliari che necessitano «la libertà dei medici di fare riferimento alla propria esperienza e formazione per curare i pazienti in scienza e coscienza, con libertà prescrittiva dei farmaci ritenuti più efficaci e la necessità di agire tempestivamente, ovvero entro le prime 72 ore» differentemente da quanto era previsto dal protocollo Aifa basato su vigile attesa con Paracetamolo. Il Comitato chiede al ministro Speranza di fornire al più presto delucidazioni in merito al ricorso.

Non va dimenticato, inoltre, che la validità dei trattamenti domiciliari è ormai ampiamente dimostrata, non solo da diverse ricerche scientifiche, ma anche dall’esperienza di molti paesi esteri, che proprio attraverso migliori protocolli di cure domiciliari hanno ottenuto livelli di contagio e tassi di mortalità ben al di sotto di quelli italiani.

Fonte: https://www.lindipendente.online/2021/04/22/cure-covid-il-ministero-della-salute-ricorre-al-tar-contro-le-cure-domiciliari/

Pubblicata il 22.04.2021

Commenti (8)

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Mostra commenti 8 caricati
    1. airperri 25 aprile 2021

      Nemmeno per fare le schifezze comunicano tra loro e quindi ecco che il Consiglio di Stato deve metterci una pezza per la inefficienza del Governo.
      Immagino che Speranza adesso girerà con tripla mascherina e cilicio per autoflagellarsi agli occhi dei suoi capi.

    1. emilyever 24 aprile 2021

      Purtroppo è di oggi la notizia che il consiglio di stato ha dato ragione al ministero della salute, e quindi è andato pure contro alla decisione quasi unanime del parlamento. Mostruoso, avere il coraggio di contestare il fatto che i medici possano curare, e dopo l'uscita anche del protocollo Remuzzi. Possibile che la gente non si svegli neppure ora?

    1. Quasar 23 aprile 2021

      arriviamo in ritardo di 1 anno e piu di 100.000 morti per le cure domiciliari e questo qua fa pure ricorso

      imbarazzante e' il minimo ma i termini da usare sarebbero altri

    1. Astrolabio 23 aprile 2021

      E dove erano i protocolli e emanati da chi quando agli anziani in ospedale pompavano nei polmoni ossigeno senza sapere nemmeno che cosa avevano?

    2. Quasar 23 aprile 2021

      potrebbe esserci anche il dubbio che lo sapevano benissimo

    3. Astrolabio 23 aprile 2021

      Se i pazienti sono morti e sapevano cosa avevano hanno sbagliato cura e li hanno ammazzati.

    1. Мосин 23 aprile 2021

      Ovvio: se la gente guarisce alla svelta a casa = niente morti. Niente morti = niente vaccini.

    1. giovanni 23 aprile 2021

      Potremmo accontentarci si un sonoro "ridicoli" se contando il numero delle vittime a causa di direttive demenziali non ci fosse che da augurargli il patibolo.

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