Così ci stanno disattivando

Così ci stanno disattivando

Di Jacopo Brogi

Costruire una narrazione è fondamentale per far accettare una realtà. Poco importa se questa realtà percepita è distante anni luce dalla realtà vera. Anzi, più distante è, meglio verrà assimilata. Paradossalmente, una grande bugia è difficilmente smentibile, rispetto a una piccola menzogna, facilmente decodificabile e alla portata di tutti.

Lo testimonia la nostra Storia, disseminata ovunque di grandi eventi, eventi tragici, luttuosi e deflagranti per la vita di società intere, che hanno sempre una versione ufficiale, una ufficiosa, e una miriade di ipotesi di varia natura, alcune concretamente realistiche, altre verosimili ma incompiute, altre che depistano sia quelle vere che quelle lasciate a mezzo, e poi ci sono quelle più importanti, ossia quelle palesemente false, che – sembrando addirittura alternative - fanno il controcanto della versione ufficiale. Quella che dal Palazzo, ai media, una volta diventata senso comune della maggioranza, verrà trascritta dagli esperti nei libri di Storia, assieme alle sentenze giudiziarie di comodo e alle ricerche accreditate degli specialisti di regime.

A quelle nicchie intellettuali dissenzienti, a quelle parti di popolazione non omologate e critiche, basta affibbiare etichette, epiteti, offese comunemente accettate, e verranno automaticamente separate ed emarginate proprio da quelle stesse maggioranze silenziose già intrappolate nel recinto invisibile della versione ufficiale.

“Che cosa è un governo? Nulla se non è sostenuto dall’opinione” (1). Sanciva Napoleone Bonaparte, uno che col comando delle genti, ci sapeva fare.

Ed è formando, orientando e dirigendo quell'opinione, che si ottiene il via libera per gestire, indirizzare e plasmare la società.

“Un ordine è un ordine: il carattere definitivo e indiscutibile che è peculiare dell'ordine può anche aver contribuito a far sì che gli uomini vi riflettessero ben poco.

Dell'ordine si pensa: è sempre stato così, è naturale e necessario. Fin da piccolo l'uomo è abituato agli ordini, in essi consiste buona parte di ciò che si definisce educazione, e anche la vita dell'adulto ne è penetrata, si svolga essa nell'ambito del lavoro, della lotta o della fede. Non ci si è quasi chiesti cosa effettivamente sia un ordine, se sia davvero così semplice come sembra, se a dispetto della rapidità e della levigatezza con cui raggiunge l'obiettivo - non lasci altre tracce, più profonde e forse perfino ostili, in chi lo esegue.” (2)

Così il premio Nobel per la letteratura Elias Canetti definiva in “Massa e Potere” le conseguenze del comando. Se il panico comporta il “disgregarsi della massa” (3), l'ordine giunto dall'alto “si diffonde orizzontalmente tra tutti i vari componenti della massa stessa. (..) Poiché il singolo si trova di fianco ad altri suoi simili, egli trasmetterà subito quel comando agli altri. Nella sua angoscia, egli si preme agli altri. In un attimo, anche gli altri sono contagiati. Dapprima, solo alcuni incominciano a muoversi, poi un numero maggiore, infine tutti. Grazie alla diffusione immediata del medesimo comando, essi sono divenuti massa. Ora fuggono tutti insieme”.(4)

E se Canetti studiava i nostri comportamenti raffrontandoli al resto del mondo animale, Niccolò Machiavelli - anno 1532 - dava la sua sentenza sulla natura umana nel suo rapporto col Potere:

“Degli uomini in generale, difatti, si può dire questo: che sono ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, timorosi dei pericoli, avidi dei guadagni. Finché fai i loro interessi e non hai bisogno di loro stanno tutti dalla parte tua; ti offrono il sangue, i beni, la vita e i figlioli (..). Non appena cominci ad aver bisogno di loro, ti si rivoltano contro. E quel principe che si è interamente fondato sulle loro parole, se è privo di altre difese, perde il potere, poiché le amicizie basate sul pagamento di un prezzo, e non sulla grandezza e nobiltà d’animo, è come se fossero prese a prestito, non diventano veramente tue e, al momento del bisogno, non le puoi spendere. Gli uomini hanno meno timore di colpire uno che si faccia amare, piuttosto che uno che si faccia temere. L’amore è infatti sorretto da un vincolo di riconoscenza che gli uomini, essendo malvagi, possono spezzare ogni qualvolta faccia loro comodo. Il timore, invece, è sorretto dalla paura di essere punito, che non ti abbandona mai.” (5)

Ed è proprio la Paura, che torna sempre al centro di tutto, ciclicamente.

“Il contagio, che nell'epidemia ha tanta importanza, fa sì che gli uomini si isolino gli uni dagli altri. Il miglior modo di difendersi consiste nel non avvicinare alcuno: chiunque potrebbe già portare in sé il contagio. Alcuni fuggono dalla città e si disperdono nei loro possedimenti. Altri si chiudono in casa e non lasciano entrare nessuno. Ciascuno schiva gli altri. Tenere gli altri a distanza è l'ultima speranza. La prospettiva di vivere, la vita stessa, si esprimono per così dire nella distanza dagli ammalati. Gli appestati formano gradualmente una massa di morti - i sani si tengono lontani da chiunque, spesso anche dai loro più stretti congiunti, dai genitori, dagli sposi, dai figli. E' degno di nota come la speranza di sopravvivere isoli ciascun uomo: dinanzi a lui sta la massa di tutte le vittime.” (6)

Elias Canetti si riferiva alle epidemie del passato antico, raccontate dal sopravvissuto Tucidide. Ma i meccanismi, anche narrativi, che si sono riproposti durante l'emergenza Covid sono stati i medesimi, pur non essendo noi di fronte alla peste, ma ad una robusta sindrome influenzale mal curata e mal trattata, secondo le pratiche ufficiali.

Va da sé che la Paura si risolve obbedendo, eseguendo gli ordini. E poi si trasforma in Speranza. La necessità di regole, comandi d'urgenza da seguire, diventa ingenuo e superficiale ottimismo: così “andrà tutto bene”.

Nella propaganda, pace e guerra riescono ormai a coincidere, tanto da provocare quotidianamente un terremoto psicologico permanente nel quale tutto è emergenziale e sull'orlo della catastrofe: da quello che mangiamo, a quello che respiriamo, a quello che viviamo. Dal clima all'incubo nucleare, fino alla crisi economica che erode salari, redditi, posti di lavoro, patrimoni. E la colpa è sempre nostra: siamo troppi, viviamo al di sopra delle nostre possibilità e inquiniamo senza criterio, volendo pure vivere in pace. E ciò non è possibile, quando in giro ci sono i dittatori. Però se ubbidiamo e ubbidiremo, le cose pian piano andranno meglio.

“Un signore prudente, pertanto, non può né deve rispettare la parola data se tale rispetto lo danneggia e se sono venute meno le ragioni che lo indussero a promettere. Se gli uomini fossero tutti buoni, questa regola non sarebbe buona. Ma poiché gli uomini sono cattivi e non manterrebbero nei tuoi confronti la parola data, neppure tu devi mantenerla con loro. Né mai a un principe mancarono pretesti legali per mascherare le inadempienze. Se ne potrebbero fornire infiniti esempi tratti dalla storia moderna, e mostrare quante paci, quante promesse furono violate e vanificate dalla slealtà dei prìncipi, e chi meglio ha saputo farsi volpe, meglio è riuscito ad aver successo. Ma è necessario saper mascherare bene questa natura volpina ed essere grandi simulatori e dissimulatori. Gli uomini sono così ingenui e legati alle esigenze del momento che colui il quale vuole ingannare troverà sempre chi si lascerà ingannare.” (7)

Così Machiavelli ci illustrava i frequenti – e costanti – tradimenti del Potere: promesse e speranze vane quindi?

Forse le nostre aspettative dipendono dal tipo di narrazione a cui, bene o male, volendo o non volendo, ci avviciniamo o ci sentiamo più affini. Da animali sociali quali siamo, tendiamo ad agire in branco, in gruppo, a sentirci parte di una collettività.

E se è probabilmente molto vero che le maggioranze silenziose sono già intrappolate nel recinto invisibile della versione ufficiale, della narrazione mainstream - mediatica ed educativa -, che gli trasmette certe idee e certi valori, dove sta quella parte di popolo non omologata e critica?

In tempi di guerra sanguinosa e fratricida ad Est, via Covid abbiamo ancora scontri all'arma bianca ad Ovest - la società si spacca – secondo la miglior tradizione del divide et impera – e si polarizza. Tanto da non esserci più zona grigia, nessuna sfumatura. Come rilevava qualche settimana fa il documentarista Massimo Mazzucco.

Una canzoncina di Francesco Gabbani, “Pachidermi e Pappagalli”, ancora oggi fa furore su internet. Oltre 16 milioni di visualizzazioni, mischiando e distorcendo di tutto, puntando i più giovani: dai banchieri ebrei alla lobby gay che dominano il mondo; dai rettiliani a Hitler; da Marylin e Elvis che vivi e vegeti stanno alle Hawaii; dall'invenzione dei Beatles alla Cia dentro i nostri cellulari; dalle piramidi marziane, fino all'inesistente sbarco sulla luna. Un padrone solo domina la Terra?

Così la spiegava Gabbani all'uscita, nel 2017:

"È un brano ironico sul tema del complottismo, che racconta l’esigenza di avere sempre una teoria su qualcosa, fuggendo dalla realtà attraverso fantasiose cospirazioni, fatte di luoghi comuni e dietrologie. E’ una canzone dove la fuga è da intendersi come una ricerca di quello che potrebbe essere definito un nuovo credo religioso, che è il luogo comune. L’uomo ha la necessità di credere in qualcosa e spesso lo trova nelle tante, troppe, falsità di Internet. E’ una fuga da un certo tipo di cultura, attuata per provare ad essere anticonformisti, ma diventando così più conformisti dei conformisti.” (8)

Fare un frullato mischiando poca roba buona, altra acerba e tanta altra fradicia, sperando che una valanga di panna renda bevibile la poltiglia andata a male. Questa, in sintesi, l'operazione Gabbani.

Se costruire una narrazione è fondamentale per far accettare una realtà, la figura del complottista non nasce da sola, ma è una creazione del sistema dai tempi dell'omicidio di John F. Kennedy: non potendo nascondere totalmente le strategie criminali del potere le si ridicolizza svalutandole, addossando a chi si pone legittimamente dubbi e domande il marchio del folle visionario da emarginare. I tempi della spoliticizzazione delle masse hanno fatto il resto: quando quasi più nessuno sa decifrare le dinamiche politiche, economiche e geopolitiche, tranne gli addetti ai lavori, chi altro potrebbe occuparsene se non qualche perditempo, magari un po' disturbato mentalmente?

Partendo da vicino e alla rinfusa: la Guerra Fredda e la strategia della tensione; i delitti Mattei e Moro, Falcone e Borsellino; la stagione delle bombe e di Tangentopoli; l'11 Settembre; la crisi finanziaria del 2008/2011; l'emergenza Covid. Grandi eventi, eventi tragici, luttuosi e deflagranti per la vita di società intere, che hanno sempre una versione ufficiale, una ufficiosa, e una miriade di ipotesi di varia natura, alcune concretamente realistiche, altre verosimili ma incompiute, altre che depistano sia quelle vere che quelle lasciate a mezzo, e poi ci sono quelle più importanti, ossia quelle palesemente false, che – sembrando addirittura alternative - fanno il controcanto della versione ufficiale.

I "Pachidermi e Pappagalli" di Francesco Gabbani sono nel frattempo diventati - di proposito - anche quelli di Carlo Cottarelli, che proprio così intitolò il libro che intendeva smontare le legittime rivendicazioni di politica economica legate alla sovranità monetaria perduta, di chi si oppone alla dittatura europea dei mercati e della moneta unica. Eh sì, proprio Cottarelli, oggi fresco ex senatore del Partito Democratico, ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, oltrechè ex direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica di Milano, finanziato da banche e fondi di investimento italiani e stranieri (9).

[caption id="" align="aligncenter" width="652"]Così ci stanno disattivando Carlo Cottarelli col suo libro Pachidermi e Pappagalli[/caption]

L'abito del complottista – assieme a quello di tutte le sue varianti – è cucito dal sistema addosso a chi si oppone al pensiero unico imperante.

Sta a chi vuol togliersi questa camicia di forza, questa identità ingegnerizzata ma inesistente, dando valore al proprio senso critico e alla propria cultura, alla propria storia, frutto sì di strategie criminali e di potere, ma anche di sacrificio e sincero impegno collettivo da parte soprattutto delle generazioni passate. Loro ieri, come noi oggi, si trovarono di fronte ai problemi della vita secondo la propria epoca, e – una buona parte – non decise certo di rimanere immobile perchè tutto era già stato deciso altrove. Ne è prova vivente chi sta leggendo questo articolo.

L'alluvione di notizie mainstream e non, che ogni giorno ci piomba addosso in ogni direzione, non ha la funzione di informarci per schiarirci le idee, o di indicarci la luce in fondo al tunnel, ma semmai quella di farci eccitare per una svolta imminente, per poi subito dopo farci deprimere visto il destino già scritto, come fossimo affetti da depressione bipolare permanente. Per disattivarci.

Tenendo ben presente quello straordinario manuale di istruzioni per l'esercizio del Potere scritto da Niccolò Machiavelli, "Il Principe":

“Bisogna infatti capire che un principe, soprattutto un principe nuovo, non può rispettare tutte quelle norme in base alle quali gli uomini sono considerati buoni, perché egli è spesso obbligato, per mantenere il potere, a operare contro la lealtà, contro la carità, contro l’umanità, contro la religione. Bisogna perciò che egli abbia un animo disposto a indirizzarsi secondo il vento della fortuna e il cambiar delle situazioni. Insomma, come dissi prima, non si allontani dal bene, quando può, ma sappia entrare nel male, quando vi è costretto.”

Di Jacopo Brogi

05.06.2023

NOTE

(1) = Napoleone Bonaparte, L'arte di comandare, a cura di Francesco Perfetti, p.64, Newton Compton editori, 2014
(2) = Canetti Elias, Masse und Macht, 1960 –Massa e Potere, p.365, Aldelphi Edizioni, 1981

(3) = Ibidem, p.31/33
(4) = Ibidem, p.375
(5) = Machiavelli Niccolò, Il Principe, p.129/131, Oscar Mondadori, 2019
(6) = Canetti Elias, Masse und Macht, 1960 –Massa e Potere, p.331/332, Aldelphi Edizioni, 1981.
(7) = Machiavelli Niccolò, Il Principe, p.136/137, Oscar Mondadori, 2019
(8) = https://music.fanpage.it/francesco-gabbani-lancia-pachidermi-e-pappagalli-brano-ironico-sul-complottismo/
(9) = https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-chi-siamo-finanziatori
(10) = Machiavelli Niccolò, Il Principe, p.137/139, Oscar Mondadori, 2019

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Fonte: https://www.sovranitapopolare.org/2023/06/05/precarieta-disoccupazione-covid-e-guerra/

Commenti (70)

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    1. carla 8 giugno 2023

      "Complottista" è la definizione invidiosa che viene data di chi è meno stolto

    1. omega 8 giugno 2023

      Entro nel dibattito con due affermazioni:
      1) In effetti, esiste anche un "complottismo di Stato";
      2) Nessuno finora ha indicato la massiccia presenza dei Professionisti del complottismo, cioè di quelli che sulle "teorie del complotto" ci fanno i soldi (vendendo libri, partecipando a programmi televisivi, sul web e sui social o confezionandoli e altro) e/o ci costruiscono le loro fortune politiche (vedi 5 stelle, Paragone e altri partitini del dissenso).

    1. absitiniuriaverbis 8 giugno 2023

      "..., perché egli è spesso obbligato, per mantenere il potere..."

      La domanda e': a dispetto di chi?
      Qui casca l'asino.

    1. Bertozzi 7 giugno 2023

      In realtà è probabile che la canzone in oggetto sia stata scritta dal paroliere Fabio Ilacqua, già autore di 'occidentali's karma ' vincitrice di Sanremo, che ironizzava sulla spiritualità, in generale; brano gradevole sia per musica che testo, devo dire mi aveva fatto sorridere quando l'avevo sentita la prima volta. Non avrei mai pensato che sarebbe stata una tappa di questa demonizzazione dello spirito e tendenza debunkeriana d'accatto attraverso la musica, anche perche sul tal Ilacqua avevo visto un servizio che ne descriveva le abitudini e mi aveva fatto una bella impressione,lo scrittore vive infatti in un paesino di montagna e fa l'agricoltore, dipinge e vive senza cellulare, il massimo che si concede è un bicchiere al circolo della frazione in cui vive. Chi l'avrebbe mai detto?

      Qui la pagina di wiki su di lui
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fabio_Ilacqua

    2. DrCaligari 7 giugno 2023

      Concordo. "A un passo da te" poi è un piccolo capolavoro, li siamo nel solco della grande tradizione delle migliori canzoni di Mina e di Celentano.
      E contraccambio:
      https://www.youtube.com/watch?v=XGcX5wopq3M

    3. Maurizio 7 giugno 2023

      Allora si tratta di pecora tornata nell'ovile, un classico sempreverde

    4. Divoll 7 giugno 2023

      C'e' sempre il rischio di staccarsi un po' troppo dalla realta'.

    5. IlContadino 8 giugno 2023

      Ho ascoltato il pezzo, l'ho trovato...come dire? Perché no?! Meglio che ci sia, che il pezzo esista piuttosto che il contrario. Voglio dire, debunking d'accatto che comunque ha il pregio di portare certe tematiche alle orecchie della gente, dei ragazzi, chissà che in qualche orecchio non faccia presa e i concetti non vogliano essere poi approfonditi. Della serie: "com'è 'sta storia che non siamo mai andati sulla luna?!" E magari ti ci interessi e arrivi a vedere il documentario di Mazzucco.
      Forse era l'intento del paroliere, chissà.

    6. Bertozzi 8 giugno 2023

      Si, il ragionamento ci sta. Con il vuoto pneumatico che ci circonda tutto fa.

    1. Vincent1 7 giugno 2023

      I complottisti sono facili da smontare. Esempio:
      Scie chimiche. Negli anni 90 sono partiti in tromba paventando scie chimiche velenose che avrebbero distrutto il mondo. Ovviamente i 'complottisti' facevano parte della banda bassotti.
      Sono andati avanti per anni mostrando foto di nuvole artificiali che inondavano i cieli. Ovviamente non c'era ancora nulla.
      Hanno poi aperto inchieste ed è stato dimostrato che era tutto falso.
      Domanda: alla luce del passato, prima di gridare al lupo al lupo per le scie chimiche, un complottista (serio) ci ripensa almeno 10 volte.
      Questo è solo un esempio ma c'è poi da dire che sono arrivati ad un punto che non se ne preoccupano neanche.
      Vanno avanti indisturbati. Vaccini, scie chimiche, veleni, CO2, svolta green. Ormai si muovono con libertà totale.

    2. TorreNera 7 giugno 2023

      Non è che si muovano in libertà totale. La gran parte ha semplicemente abbassato l asticella.
      Mi spiego, si è passati dal difendere la propria teoria su solide basi, espresse in maniera chiara ad un più generico "provami tu che non ho torto...!"

    3. Vincent1 8 giugno 2023

      Verissimo

    1. Vincent1 7 giugno 2023

      Bellissimo articolo.
      Riflessioni che condivido in toto.
      Quello di Machiavelli, comunque, qualche regola, pur l'aveva. Il principe dei giorni nostri però non ha alcuna regola. Solo opportunismo.
      L'altra differenza è che il primo, in qualche modo aveva una sua sovranità e le sue decisioni, avrebbero comunque pesato sull'opinione pubblica infatti il M. dice 'Non si allontani dal bene quando può...'. Una certa remora comunque deve permanere. Ma questo fa intravvedere un altro aspetto non poco rilevante e cioè che essi sapevano dove si trovava il confine tra il bene e il male.
      I nostri 'eletti' invece non hanno la minima idea di quale sia il bene e quale sia il male. Sono esseri abbietti, criminali e assetati di denaro e di potere e se questo deve farli passare sui nostri corpi, ben venga, nessun problema.
      Il principe di Machiavelli, in cambio di qualche svista tra il bene e il male riceveva in cambio una dose smisurata di potere che li portava ad essere, tra l'altro a vita, al di sopra di popoli e leggi. I nostri hanno in cambio qualche bonifico di qualche decina di migliaia di euro e per una o massimo due legislature. Il salario della loro meschinità.
      Non esiste un popolo più squallido dei nostri 'principi'.

    2. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Grazie e interessanti e condivisibili le sue riflessioni.

    1. ignorans 7 giugno 2023

      Sta a chi vuol togliersi questa camicia di forza, questa identità ingegnerizzata ma inesistente, dando valore al proprio senso critico e alla propria cultura, alla propria storia, frutto sì di strategie criminali e di potere, ma anche di sacrificio e sincero impegno collettivo da parte soprattutto delle generazioni passate. Loro ieri, come noi oggi, si trovarono di fronte ai problemi della vita secondo la propria epoca, e – una buona parte – non decise certo di rimanere immobile perchè tutto era già stato deciso altrove.

      Eh sì, si tratta di combattere contro "le realizzazioni" delle generazioni passate, le quali ci hanno messo in questo pasticcio.
      Le generazioni passate hanno sbagliato tutto, e credendo di far bene, tra l'altro.
      Come facciamo a mantenere questo carrozzone chiamato "stato"? Come è possibile spendere e spandere per realizzare ciò che non ha nessuna importanza?

    2. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Chi e' nato nei primi del novecento e' stato mandato a combattere in due guerre mondiali. Non so se poi, chi e' sopravvissuto ha dato la colpa di questo ai propri padri o ai propri nonni. Accettando questa formula sara' sempre colpa nostra. Ci sono responsabilita' individuali, e anche collettive, ma se i giovani lavoratori di oggi non avranno una pensione domani, non e' certo colpa dei padri o dei nonni che, anzi, li aiutano a campare.

    3. ignorans 8 giugno 2023

      Se i padri o i nonni "aiutano a campare" figli e nipoti, non è una bella situazione. E la colpa è proprio dei padri e dei nonni.
      Spesso gli umani fanno cose credendo di fare bene mentre invece promuovono il contrario. È quasi sempre così.
      Normalmente gli umani non sanno costruire società. Ci provano, sbagliano e poi non riconoscono lo sbaglio. Si lasciano guidare dai loro desideri: "voglio la buona pensione", "voglio tutto garantito", "voglio voglio voglio"....
      Il ruolo dei vecchi è la saggezza e i nostri vecchi non ce l'hanno.

    1. IlContadino 7 giugno 2023

      Dato che si discute a proposito di narrazioni da mettere in discussione, propongo 22 minuti del Greg, ci parla di Antartide:

      Dopo questo video ne ha fatto un altro a proposito del Polo Nord, interessante anche quello, a mio avviso... sarà che sono affezionato al Greg, mi ha tenuto compagnia nei primi mesi di pandemenza, uno dei pochissimi che non si è dovuto ricredere, sul pezzo fin da subito, poi l'avevano segato...

    2. Jimbo 7 giugno 2023

      Ma é il comico che avevo visto cantare swing dieci anni e trenta chili fa?
      Gradevole il pezzo, saró anche complottista ma un buco in Antartide dove le supermenti danno ordini ai nasoni....

    3. alessandroparenti 7 giugno 2023

      Ma chi è quel ciccione di Greg? Non può essere il comico che fa coppia con Lillo, non può essersi ridotto così!

    4. natascia 7 giugno 2023

      Un’appassionato di auto. Un vero amante.

    5. IlContadino 8 giugno 2023

      Sì, teorie alquanto bizzarre...
      Ogni bravo complottista ha il dovere di lavorare anche sull'Antardite, personalmente l'ho messo in cima alla lista; chiunque parla di Antartide cattura la mia attenzione, se poi a farlo è il Greg mi viene anche voglia di condividerlo.
      Gran soggetto il Greg, gran soggetto

    6. LuxIgnis 8 giugno 2023

      Non c'entra nulla. Utilizza solo il nome del comico.
      È solo un tizio che si è rifugiato alle Canarie, tra l'altro pare per qualche pendenza giudiziaria qui in Italia, che si è messo a fare il complottista.

    1. LuxIgnis 7 giugno 2023

      Grandi eventi, eventi tragici, luttuosi e deflagranti per la vita di società intere, che hanno sempre una versione ufficiale, una ufficiosa, e una miriade di ipotesi di varia natura, alcune concretamente realistiche, altre verosimili ma incompiute, altre che depistano sia quelle vere che quelle lasciate a mezzo, e poi ci sono quelle più importanti, ossia quelle palesemente false, che – sembrando addirittura alternative – fanno il controcanto della versione ufficiale.

      Il problema è che non lo fanno per disattivarci, a quello ci si pensa da soli. Perché quando si nota che una buona parte della contro informazione in rete va appresso a bufale enormi come, giusto per fare un esempio ma ce ne sono moltissimi, come il QAnon. Dove a suo tempo diversi esponenti di questa bufala la promulgavano in ogni dove. E dove non valeva il tentativo di argomentazione cercando di spiegare che non reggeva l'ipotesi. Il gioco è facile.
      E questa è solo un esempio dei meno eclatanti. Ma personalmente ho letto e leggo delle cose che non stanno né in cielo né in terra.
      Ma si continua, e ogni volta c'è n'è una diversa.
      Di fronte a questo come si fa a meravigliarsi che un cantante di III categoria come Gabbani ci faccia una canzoncina sopra? Ce l'ha su un piatto d'argento. Infatti lui mischia una marea di cose insensate insieme a qualcuna che forse sensata lo è davvero.
      Il "mestiere" del complottista dovrebbe essere principalmente quello di scovare le contraddizioni su una narrativa promulgata dal sistema, e non di proporre versioni almeno finché queste non siano supportate da fatti verificabili.
      Teorie fantasiose che sono smontabili in 5 minuti e che non reggono alle verifiche, non dovrebbero avere proprio spazio, non dovrebbero essere minimamente prese in considerazione.
      Si può sbagliare, è chiaro, ma ci dovrebbe per lo meno esserci un'analisi seria.
      Altrimenti è inutile, queste cose fanno un gran danno.

    2. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Il problema e' anche che una canzoncina di Gabbani, come quella citata, fa oltre 16 MILIONI di visualizzazioni, e se andate a leggervi i centinaia di commenti, nella quasi totalita', trovate che e' li' - grazie anche a una canzoncina cosi' - che si rafforza la versione mainstream, piu' di un tg o di una La7 qualsiasi, visto che i giovani non seguono la Tv ma il web, o social o il divo di turno. Poi Gabbiani ha presentato o presenta ancora, una trasmissione in tv filo global, cosi' puo' acchiappare pure genitori e nonni di quei ragazzini che sanno a mente la canzoncina. Milioni di persone, ecco chi sono i complottisti, secondo loro (via Gabbani & friend's).

    3. LuxIgnis 8 giugno 2023

      È conseguente a quello che ho detto.
      Non ci dovremmo preoccupare per nulla delle armi che usa il mainstream - fa il suo lavoro. Non potrebbe fare diversamente. Bisognerebbe preoccuparci di non cadere in queste trappole, e di ripulire il nostro cortile.

    4. Jacopo Brogi 10 giugno 2023

      Condivido, bisogna stare attenti a cadere in trappole o trappoloni che sono ovunque. Le armi che usa il mainstream purtroppo ce le ritroviamo accanto troppe volte. Anche se non abbiamo la tv, entrano nella nostra vita ugualmente perchè producono il sentire comune di milioni di persone, difficile non considerarlo. Purtroppo.

    1. berlioz 7 giugno 2023

      c'è un fondo paranoicale che pervade tutta l'argomentazione e che perciò la rende quasi priva di senso, in un certo senso controproducente
      chi vuole disattivarci? se questo non è chiaro anche tutta la successiva meccanica del potere appare insensata
      dunque un articolo faticoso, se poi alla fine si traduce in un elogio della indipendenza di giudizio e della libertà d'espressione
      ma, se ho davvero capito bene e questa è la lodevole finalità, si tratta soprattutto di una lagnanza inutile, ancor più se rivolta ai frequentatori di cdc che sicuramente saranno più che abituati a sentirsi definire "complottisti"...
      con tutti i factchecker diplomati a La7, con mieli che spara puttanate da ogni dove su tutto lo scibile umano, con tutto quello che il covid ha svelato sul mainstream, viene spontaneo dire al povero gabbani: ma tu, cantautore chi sei per suggerirmi cosa pensare o non pensare, credere o non credere?

    2. Maurizio 7 giugno 2023

      viviamo in un'epoca in cui ancora folle oceaniche vanno a venerare vasco come vate e maestro di vita, figuriamoci se l'ultimo dei gabbani non può avere la sua piccola fetta di notorietà

    3. luciolandi 7 giugno 2023

      Lo stesso servo che propagandava il siero magico ed oggi (strumentalmente) attacca il governo perché dice bugie.
      Abbattetelo.

    4. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Piu' che paranoico il senso dell'articolo e' quello che chi diffonde e maneggia la narrazione dominante, molto molto probabilmente, se non certamente, diffonde anche le etichette e le famose fake news, fatte apposta per screditare chi soprattutto in buona fede le rilancia o che poi vanno ad uso e consumo di quegli influencer, quelli del "abbiamo gia' vinto" o "e' finito tutto". Gabbani e' chiaramente mainstream, ma non tutto l'antisistema, anche informativo, e' quello che luccica.

    5. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Giusto, pero' quando sei visto e seguito da milioni... acqusisci un potere che qualcun altro politicamente usera'

    6. omega 8 giugno 2023

      In precedenza aveva propagandato la Coca (non Cola).

    1. JHON 7 giugno 2023

      A parte la canzone di Gabbani di cui non conoscevo minimamente ne il titolo, ne l' autore se non dopo averlo appreso qua sopra, il titolo di tale disco però mi ricorda un altro, fuori concorso oramai, ma del tutto paragonabile all' attuale e cioè: Papaveri e Papere. Non mi ricordo chi la cantasse, ma ha anticipato di 50 e passa anni il cantante sopra. Col termine Papaveri si intendeva classificare i rappresentanti del potere, i Principi, come li descrive così bene Macchiavelli, o i Capitani d'Industria, o i Prelati di alto rango, insomma tutta la classe di individui che si considerano superiori agli altri, per il solo motivo di appartenere a una élite di rango. Essi possono dispensare il bene e il male a loro piacimento, le loro mani possono colpire e accarezzare, possono essere piuma o ferro, dipende da chi si trovano davanti in quel momento. Poi in alternativa a loro, figli di un Dio minore ci sono le papere, che subiscono le angherie quotidiane dei Papaveri, dalle piccole cose quotidiane ai grandi soprusi nella vita civile, come sperimentato da tutti noi in questi 3 anni. Non un giudice onesto è stato trovato a Berlino, anzi, uno ad onore del vero è stato trovato, una Bravissima persona, la definirei un Angelo caduto dal cielo. In quel di Pisa smontò completamente la tesi dell' obbligo vaccinale, mostrando al mondo il (re) Papavero nudo! Quanto mai, esclamò il Principe! L' Indipendenza della Magistratura, così com'è va rivista, anzi va riscritta, cosi le Papere non potranno più starnazzare! Ok?.
      La famosa canzone degli anni '50, finiva così: " Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, ma tu sei paperina che cosa ci vuoi far!

    2. Jacopo Brogi 7 giugno 2023

      Ottimo il parallelo... "Siamo uomini o Caporali " :)

    1. Divoll 7 giugno 2023

      Non ho mai concordato con Machiavelli sulla sua visione di come debba essere il Principe. Sembra, piuttosto, come NON debba essere.
      Tuttavia, con i malvagi dovrebbe essere inflessibile e trattarli come meritano. Peccato che certe leggi formino lacci e impedimenti, perche' i criminali, specie quelli che si organizzano in mafie, supermafie e globalisti, non si possono combattere legalmente. Con loro funziona solo il metodo Duterte. O il metodo Robespierre.
      Quando il principe, ovvero il capo di uno stato, che sia uno stato piccolo o grande, e' un uomo sleale, crudele, ingiusto (anche se solo quando ritiene che serva), gli si formera' attorno una popolazione sleale, crudele e ingiusta che ne avra' paura e lo odiera'. Ma quando il principe e' giusto, saggio, leale e sa mantenere la parola, gli si formera' attorno, gradualmente, una popolazione giusta, saggia, leale e affidabile ed egli sara' temuto, ma anche amato e rispettato e, proprio in questo, piu' forte. Nella storia c'e' stato il proverbiale Salomone. Oggi, che corrisponda alla descrizione, ne conosco solo uno.

    1. DrCaligari 7 giugno 2023

      Aggiungerei la banda del Brabante, la Uno bianca, il Mostro di Firenze correlato alla Ripper crew di Chicago, Bologna, Ustica, Piazza Fontana, l'attentato al Wto del '93, il Vajont, Bobby Kennedy, Moro e il tentato omicidio perfino di Reagan, più infiniti altri possibili esempi. Tutte cose che comunque hanno in comune il disprezzo per la vita umana e la propensione dei Neocon a eliminare fisicamente stuole di innocenti e non solo nemici politici. Quindi quello che vediamo oggi deve stupirci ma fino a un certo punto, perché sono sessant'anni che succede sotto i nostri occhi. Pensavo: noi distinguiamo tra omicidio, strage e genocidio in ordine di gravità crescente, ma l'"aggiustamento demografico" in corso cui assistiamo ha senso definirlo un crimine? Insomma non c'è una cesura ma una completa continuità con un progetto politico ed economico che si è dipanato nel secondo dopoguerra e che vede le sue radici culturali e la sua accettazione ideologica del tutto assimilate e introiettate dall'intera popolazione occidentale, a parte poche eccezioni.

    2. luciolandi 7 giugno 2023

      "Quanto male devo fare per fare del bene."

    3. DrCaligari 7 giugno 2023

      Pertinente. Però questo è il punto di vista del Potere mentre io consideravo il punto di vista della popolazione. "Non è male e non è bene, è così"

    4. luciolandi 7 giugno 2023

      Invece è bene anche per la popolazione, solo che non lo può capire, anche se glielo spieghi.
      Anzi meglio non lo sappia proprio e si convinca di mettersi in fila per le siringhe per il loro bene.

    5. Divoll 7 giugno 2023

      Se devi fare del male per il bene, il bene non e' piu' bene. A meno che per "male" non si intenda la punizione inflessibile dei malvagi. In quel caso - e solo in quello - il bene sara' Bene.

    1. natascia 7 giugno 2023

      Bisogna agire bene, sempre.La perseveranza nel bene da i suoi frutti. Chi disobbedisce a fin di bene, crea scompiglio nella massa che a sua volta avrà meno paura. Il principe talvolta deve virare contro il male, suo malgrado.

    2. Divoll 7 giugno 2023

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    1. Jimbo 7 giugno 2023

      Se la definizione di complottista é quella indicata nell'articolo... sembrano gli unici intelligenti, anche se incapaci di organizzarsi per produrre un'opposizione, quindi socialmente deboli.
      Avercene.
      Negli ultimi anni sono diventati milioni.
      Sono diventati i nemici della cricca e dei loro allineati, che li temono perché potrebbero organizzarsi per opporsi.
      Comincio a dubitare che siano intelligenti peró... se veramente fossero milioni cosí intelligenti organizzerebbero un'opposizione. Vabbé non si vuol votare.... fuori, per le strade
      Qualcosa non torna: o non sono milioni ma solo migliaia, o non sono cosí intelligenti o ... non fanno la fame ma proprio per niente, stanno benone nonostante tutto.

    2. luciolandi 7 giugno 2023

      "Fare l'opposizione" 🤣🤣
      Qui ognuno si salva da solo.
      Ma il complottista non è quello che i complotti li concepisce ed esegue?

    1. Arian Van Heisen 7 giugno 2023

      Bello questo articolo mi è piaciuto...!
      siamo spacciati...!? o forse attendiamo e confidiamo in un nuovo Dittatore..!

    2. mago 7 giugno 2023

      e se fosse femmina ?

    3. Maurizio 7 giugno 2023

      tocchiamo ferro

    4. mago 7 giugno 2023

      Veramente con una sanna Marin sapessi che sballo,poi milioni di italiani nel privato sono già sottomessi checche`se ne dica ad una Femmina non cambierebbe quasi nulla...ci accorgiamo ora con giorgia---

    5. Arian Van Heisen 7 giugno 2023

      lo ripeto per l' ennesima volta La femmina non è stata creata per il comando non possiede la Virtude dicevano gli Antichi fanno solo disastri, basta guardare ora cosa combinano, sono ormai dappertutto tranne dove dovrebbero..!
      Il Dittatore dovrebbe rivedere pure il Suffragio Universale come è possibile vedere un elemento come Shlein alla guida del maggior partito di opposizione, è palese il sistema non regge pi+...

    6. Divoll 7 giugno 2023

      Non ti scorare, forse la Shlein riuscira' a farlo diventare il minor partito di opposizione e allora la sua funzione sara' stata storicamente buona e giusta ;-)

    7. Divoll 7 giugno 2023

      Non e' questione di femmine o maschi, e' questione di personalita'. Da un lato ci sono le pavide, le cretine, le crudeli e le scellerate, scelte proprio per queste doti, le Sanne Marin, le Hilary Clinton o le Madeleine Albraight, dall'altro le intelligenti, le forti, le Caterina la Grande, le Marine Le Pen, le Zakharove.
      Perche' altrimenti dovresti spiegarmi fenomeni come Trudeau, Micron o Scholz.

    8. alessandroparenti 7 giugno 2023

      Il pd non è all'opposizione di niente, Arian, non scordiamolo.

    9. Arian Van Heisen 7 giugno 2023

      Certo sono tutti al sevizio dei soliti noti ...!
      si fa per dire magari qualcuno ci crede che la Meloni o la Shlein facevano o fanno opposizione
      la fanno solo quando devono prendere i voti

    10. Arian Van Heisen 8 giugno 2023

      è questione di DNA
      Nei maschi non tutti sono virtuosi tipo Trudeau, Micron o Scholz. poi ci sono quelli che la posseggono
      nelle femmine sono tutte uguali non hanno la virtu della forza della sincerita e della perseveranza oltre ad altre come un intelligenza mediamente nettamente inferiore a quella maschile 2 etti di materia grigia in meno rispetto al maschio
      LE FEMMINE TRADISCONO PER DNA ragionano con L UTERO tutte chi piu o meno.

    11. mago 9 giugno 2023

      Lo so quello che dici..in famiglia comandano le femmine...toste direi poi professionalmente............

    12. mago 9 giugno 2023

      Vorrei vederti confrontarti con mia figlia...sarebbe bello..ma ti voglio bene...

    13. Arian Van Heisen 9 giugno 2023

      Grazie Mago ricambio l' affetto...!
      sarebbe troppo facile hanno argomenti deboli detto questo le Femmine quando agiscono nel loro ruolo naturale sono il completamento del Maschio.

    1. Maurizio 7 giugno 2023

      Leggendo questo articolo mi è venuto da pensare alla distinzione tra "uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà", perché questo tal Gabbani di cui ignoravo l'esistenza andrebbe senz'altro a finire nell'ultima categoria.

    2. alessandroparenti 7 giugno 2023

      Dimentichi i pigliainculo, la quarta delle cinque categorie.

    3. carla 8 giugno 2023

      Gli Anobaleno

    4. alessandroparenti 10 giugno 2023

      dico davvero. Sciascia lo ha scritto

    1. luciolandi 7 giugno 2023

      Beato chi crede alle narrazioni, storiche o contemporanee; quasi lo invidio.

    2. gianB 7 giugno 2023

      A questo punto allora diciamo anche "Beati i poveri in spirito perché di loro sarà il Regno dei Cieli".

    3. Maurizio 7 giugno 2023

      Le scritture con "poveri in spirito" non intendevano "coglioni"

    4. uomospeciale 7 giugno 2023

      E in più essendo poveri in spirito, non sono manco spiritosi.

    5. luciolandi 7 giugno 2023

      Se ti va di dirlo...

    6. Maurizio 7 giugno 2023

      e aggiungo che hanno poco alcol per consolarsi

    7. DrCaligari 7 giugno 2023

      poco alcol ma parecchi shottini, è l'era della quantistica.

    8. gianB 7 giugno 2023

      Quello non mi permetterei mai di dirlo. Ma che non li rompono comunque é certo, e questo è quello che interessa a chi comanda, no che siano o meno coglioni.

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