Coscienza economica

Coscienza economica

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Questo scritto ambisce a trattare significati profondi in argomenti banali, e non è adatto ad una lettura frettolosa, per confermare ciò che si sa già, anziché prendersi il tempo per riflettere.

A dimostrazione iniziamo da due brani famosi, uno sacro e uno profano:

“Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte …”

“Nei quartieri dove il sole del buon Dio Non da i suoi raggi Ha già troppi impegni per scaldar la gente D'altri paraggi

Una bimba canta la canzone antica

Della donnaccia ...”

In entrambi i casi si evoca l’archetipo della figura femminile, ma nei suoi estremi, uno di purezza divina e l’altro del suo opposto peccaminoso. Ed è in questo secondo caso che lo scanzonato poeta inserisce ironicamente la divisione di classe, che è più di una semplice cornice suggestiva, è la fonte stessa dei problemi dell’economia. Mentre invece la semplice preghiera cristiana induce all’unità nello spirito rammentando il comune destino di noi “poveri” mortali.

E’ noto che “cherchez la femme” e “cherchez l'argent” sono entrambi buoni consigli per i segugi della verità, quando la situazione diventa fumosa, apparentemente inestricabile, in contesti tra loro diversi ma non troppo.

Anche questa del “movente” è una buona traccia per comprendere il senso della ricerca del “benessere”, che ne lascia trapelare i contenuti in un’economia ancora prevalentemente maschilista ma comunque intesa come “allocazione di risorse limitate tra usi alternativi al fine di massimizzare la soddisfazione”. Un fine che viene poi elaborato e nobilitato dai Padri Costituenti come “pieno sviluppo della persona umana”, laddove indicano un primario dovere dello Stato nel rimuovere gli ostacoli materiali sulla via di questo sacrosanto obiettivo individuale, al quale chiunque ha diritto di aspirare. Insomma, per quanto sfuggente, non si può parlare di economia tralasciandone lo scopo, che invece va posto in primo piano, sotto i riflettori, essendo fondante di ogni successiva logica posta in essere per conseguirlo.

In un mondo ideale, nel paese di Utopia, tutti navigano veramente sulla stessa barca, che non fa distinzione tra ponti di prima, seconda e terza classe. Eppure anche in questo viaggiare benevolmente paritario non sarebbe semplice distillare e concretizzare interessi e scopi condivisi da tutti, a parte l’innato istinto di sopravvivenza: amore, salute, svaghi, conoscenza, spiritualità, sicurezza, serenità, bellezza, ecc. ecc. Ma diventa veramente complesso, se non impossibile, definire tali scopi quando assumono oggettivamente forme e contenuti assai diversi, inconciliabili tra loro rispetto ad intere categorie di viaggiatori, su quest’unica astronave cosmica che ospita sì l’umanità intera, ma in condizioni di vita esageratamente differenziate.

Eppure ogni Paese, identificabile in una porzione geografica del pianeta-astronave, dovrebbe esprimere collettivamente un proprio unico governo “politico” in nome di tutti, o almeno della maggioranza dei cittadini. Se poi ci chiediamo il perché il bene di taluni diventa il male di altri, la risposta è relativamente facile: ci sono classi privilegiate dominanti e classi penalizzate subalterne, banalmente identificabili in ricchi e poveri materialmente. E c’è tutta una cultura che nasconde, o peggio giustifica queste disparità di condizioni, gestite politicamente dal conduttore istituzionale.

Il che non implica affatto che l’unico scopo della vita sia il benessere materiale, per quanto lo si voglia far credere, ma che un suo pur minimo ma dignitoso livello garantito sia condizione necessaria per consentire in ogni caso di coltivare la propria crescita spirituale, in un viaggio interiore parallelo al viaggiare comunitario.

Casa+legge, questa è l’etimologia della parola economia, e non c’è modo di tenere separati questi due settori, il privato e il pubblico.

Diverse scuole di pensiero economico privilegiano l’uno e demonizzano l’altro dei due ambiti, stigmatizzando le devianze che di fatto si producono paradossalmente proprio nell’applicare le loro ricette per un economia che pretendono virtuosa. Così i liberisti denunciano le angherie dello Stato nel mentre lo occupano per piegarlo ai loro interessi di parte. All’opposto socialisti e comunisti, nel regolamentare restrittivamente l’agire privato, tendono a ridurre esageratamente i gradi di libertà personale, non solo in ambito imprenditoriale, ma anche nella vita più in generale.

Si tratta di scuole di pensiero subdolamente ideologiche, poiché non hanno il coraggio, la volontà, talvolta neppure la capacità di confrontare continuamente i loro valori di riferimento con gli esiti umani delle rispettive politiche economiche, laddove vengono applicate secondo la prassi legislativa e nell’agire diffuso così legalizzato, al netto dei fenomeni corruttivi indotti e ipocritamente tollerati.

Questo significa forse che non c’è soluzione, che l’umanità è condannata a vivere in un mondo ingiusto, che penalizza le maggioranze dei più deboli in un confronto economico fintamente competitivo?

La risposta viene dalla coscienza, che non ammette scusanti, neppure autodefinendosi “infelice”, ma al contrario urla nel profondo di ciascuno che il bene esiste, la verità esiste, la giustizia esiste, la libertà esiste, e tutto si può tenere insieme.

Questo significa essere e restare umani, pur con tutto il fardello che la sete di conoscenza ha accumulato sulle nostre spalle in migliaia di anni, con una crescita esponenziale del sapere specialistico, con relative applicazioni, che ai giorni nostri è entrata in fase critica terminale, dove il male e il bene si evidenziano con il maggior contrasto e la maggior forza di sempre, in una lotta salvifica o mortale, a seconda di come sappiamo reagire al male imperante.

Le divisioni e le polarizzazioni dominano questo mondo, coerentemente con la concezione cristiana, che permea la nostra cultura anche in chi lo nega, laddove afferma che Satana è il “principe di questo mondo”. Però questo è anche il nostro mondo, e Satana dovrà vedersela con ciascuno di noi, in singolar tenzone, in una lotta all’ultimo sangue che possiamo vincere con il coraggio che è in noi stessi, sulle orme dei nostri migliori antenati che hanno tracciato le vie del bene, di cui nonostante tutto godiamo ancora molti frutti. Ma potremo combattere efficacemente solo col coraggio di guardare in faccia il lato oscuro dell’esistenza in ogni dove, dentro e fuori noi stessi, se non altro per i posteri che erediteranno il nostro agire di oggi.

A ben vedere si torna sempre lì, al peccato originale, al mangiare il frutto della conoscenza.

Redimere questo peccato si può, e lo si deve fare gestendo secondo coscienza i frutti della conoscenza stessa, a fin di bene, cosa tanto più necessaria quanto più questi frutti potenziano enormemente le capacità di manipolare la natura, nel bene ma soprattutto nel male. Gli artifici malvagi che hanno portato alla diffusione del virus SARS-CoV-2 e suoi presunti antidoti, come pretesto per scatenare le politiche psicopandemiche, sono stati solo un pallido esempio del male che dovremo combattere, altrimenti ci travolgerà verso l’estinzione, che è una eventualità possibile, un “game over” indegno della nostra identità, evolutasi in millenni di traversie e sofferenze, spesso autoinflitte. Non può finire tutto nel nulla così stupidamente, è ora di reagire. Cominciando dal volere e perseguire la giustizia sociale, che non sarà tutto, ma è un prerequisito necessario per poter proseguire con la necessaria energia in questo affascinante percorso esistenziale, del quale ci è stato concesso di sperimentare un tratto, breve ma potenzialmente assai significativo. Questo credo sia il fondamento di una nuova economia, da costruire sulle macerie di un neoliberismo scatenato ma giunto ormai allo stadio terminale, che ha prodotto sperequazioni inaccettabili e regimi totalitari a loro difesa e conservazione.

Nel concreto però occorre ripartire nel rispetto dell’inerzia, soprattutto culturale, delle masse, garantendo una qualche forma di continuità storica. Ad esempio semplicemente riprogettando una gestione della moneta finalmente onesta e restituendo alla condivisione democratica l’allocazione delle risorse pubbliche disponibili, secondo i più autentici interessi popolari.

Sia che si tratti di micro che di macro economia, occorre sempre porre al centro l’essere umano in quanto tale, con tutte le sue fragilità ed esigenze, materiali e spirituali. Occorre altresì tener presente che siamo immersi in un contesto evolutivo delicato, gravemente minacciato da forze sovversive che falsificano le grandi problematiche della nostra vita, per creare idoli virtuali ai quali sacrificare tutto di noi, dalla libertà alla nostra stessa anima, rendendoci schiavi zombificati al servizio di un’elite diabolicamente alienata.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

29.09.2023

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Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. Pfefferminz 5 ottobre 2023

      Ciao Alberto, sapendo che ti interessi della tematica OMS, ti segnalo la seguente iniziativa che ha preso il via due mesi fa nei Paesi di lingua tedesca:
      "Who is WHO? – Time to leave the Bubble"
      https://tkp.at/2023/10/02/who-is-who-time-to-leave-the-bubble-raus-aus-der-filterblase/
      Nella seconda parte dell'articolo trovi il testo in inglese.
      Di cosa si tratta? Al fine di informare la popolazione sui piani dell'OMS, vengono distribuiti in ogni dove dei volantini ideati in modo intelligente: essi contengono delle domande e stimolano così la curiosità di chi legge. Per coloro che vogliono saperne di più c'è un QR Code che porta ad una miriade di link con tutte le informazioni cruciali. Se ne sei già a conoscenza, come non detto.

    1. gix 2 ottobre 2023

      Vedo, caro Conti, che hai il gusto per la risoluzione dei problemi, come Mr. Wolf, il quale aveva in tutta evidenza la rara capacità di saper individuare e mediare fra gli interessi delle parti non scontentando nessuno...Per risolvere il problema della giustizia sociale però, mi sa che occorre ben più che un mister Wolf. Prima di tutto, ancora non abbiamo ben chiaro perchè esiste una ingiustizia sociale. Come criterio generale potremo forse considerare quello della mancanza, ovvero della scarsità di una qualche risorsa, o anche solo di qualche dote fisica e/o intellettuale. Ma siccome alla fine abbiamo tutti carenza di qualcosa, forse non basta nemmeno questo criterio, diciamo cosi, di buon senso. Ci sarebbe il richiamo al libero arbitrio, ma alla fine, almeno a me, non convince nemmeno questo. Siamo in un momeno delicato certo, ma almeno qualcuno comincia a capire che una ingiustizia sociale esiste ed è voluta da umani nei confronti di altri umani; per secoli non ci si è resi conto nemmeno di questo. Diciamo che, da questo punto di vista, la strada giusta è sicuramente quella intrapresa da una parte del mondo, nel momento in cui si propone come portatrice di nuovi rapporti reciproci fra i popoli e le nazioni, basati sul rispetto reciproco dell'economia e della sovranità altrui, non certo sullo sfruttamento e sulla sopraffazione. Questo è il minimo sindacale, per così dire su scala globale.

    2. gix 2 ottobre 2023

      Certo, esiste il rischio che, con l'individuazione di (nuovi)valori universalmente riconosciuti per una società ed un mondo fondamentalmente più giusto, le differenze si assottiglino sempre di più e l'umanità intera possa raggiungere un livello più o meno uguale di coscienza e di consapevolezza. Insomma, per ottenere una parvenza di giustizia sociale di base, il rischio è che si diventi tutti "comunisti". Ma tranquilli, ci vorrà tempo e fatica, per ora conviene lavorare sul rispetto delle differenze e delle diversità...

    3. IlContadino 2 ottobre 2023

      Parole di buon senso, Gix.
      L'altro giorno, su proposta della Pisino, mi sono guardato il documentario sulla Magnani, interessante.
      Mi sono dovuto registrare al sito di RaiPlay, inserire i dati: nome, cognome, mail, data di nascita e, udite udite: sesso, accanto le tre opzioni: maschio, femmina, altro.
      Il buon senso si è estinto, quanto meno si è preso una lunga vacanza;-))

    4. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      O forse è arrivato il buon senso.
      A parte una certa propaganda che è anche odiosa, la maggior parte della gente evita il problema e non lo affronta. Se ne disinteressa e lo vede solo con pregiudizi personali.
      Ma ti basti sapere che, secondo alcune stime, circa l'1,5% dei nuovi nati, nasce con tratti sessuali ambigui. Sono quelli che una volta venivano chiamati ermafroditi, ora hanno un altro nome. Di questi circa 1/4 dovranno essere sottoposti a operazioni chirurgiche per assegnare loro un sesso univoco. Con conseguenze a volte devastanti visto che da neonati non si possono conoscere le tendenze profonde sessuali di un individuo. Gli stessi "ermafroditi" sono contrari a questo tipo di operazioni per i motivi detti. E la scelta dovrebbe avvenire in età adulta.
      Non sono pochi. E visto che Gix diceva che bisogna avere rispetto per le diversità, bisogna anche considerare che vi sono diversità che non ci aspettavamo.
      Ora, quindi che lo si voglia o no è la stessa natura che crea una specie di terzo sesso: l'altro appunto.

    5. ric 2 ottobre 2023

      se ci sono diversita' congenite , fisiche o anomalie e' un problema che rientra nella casistica e vanno affrontate clinicamente in modo scientifico -

      ma quando certe diversita' comportamentali vengono esaltate , ampliate , protette e addirittura privilegiate , allora siamo di fronte a qualcosa di abominevole.

    6. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      Sono la stessa cosa se ci pensi bene.
      Chi ti dice che quelli che poi non si riconoscono nel proprio sesso abbiano un'origine biochimica? Che ha radici proprio lì?
      Il problema che nella vita non esiste niente ma assolutamente niente di assoluto. Vi sono zone di confine in cui l'ambiguità regna sovrana e per me per rispetto a essi li lascerei così come sono o come vogliono che siano.

      Poi la propaganda è un altro paio di maniche. E secondo me nasconde ben altro perché io non credo proprio che quelli che tirano le fila abbiano tanto a cuore le diversità. Ricordiamoci che sono stati quelli che le diversità le hanno sempre rase al suolo, con forza.

    7. Bertozzi 2 ottobre 2023

      Giustizia sociale? Mancanza? Le realtà sono davanti a tutti eppure nessuno le vede. Gurdjieff dice bene, ognuno ha di ogni singola parola una diversa opinione sul suo significato perciò è impossibile che ci si capisca; Fantozzi e la sua generazione aveva casa lavoro famiglia, automobile vacanze, ed era l' epitome dello sfigato. Pochi anni dopo, diciamo dal 2000 in poi tutto questo si è dissolto, i Fantozzi sono invecchiati e si sono ritrovati con doppia casa, doppia macchina e pensione. Con 4000 euro di pensione metà anno lo passiamo in Portogallo. Gli altri? I loro figli? Nessuna casa nessun lavoro nessuna famiglia. Vessazioni e sensi di colpa, pandemie inventate e fesserie quotidiane spacciate per verità. Basta uscire di casa e guardare il mondo e tutto questo non può che essere evidente. Le ingiustizie e iniquità sono evidenti, il giovane che vuole dare da mangiare ai suoi figli deve correre con un furgone Amazon per 12 ore rischiando la vita senza poter pisciare e per guadagnare nulla, solo il necessario per il tetto e il pasto, il vecchio che vive accanto a lui sta in piscina e taglia l'erba al pratino inglese due volte al giorno con il tagliaerba nucleare. E vorremmo parlare di giustizia, di mancanze? Non ci sono più occhi e cuore e le chiacchiere stanno a zero. Altro che giustizia sociale, sopraffazione sfruttamento, gli uomini sono macchine incapaci della più semplice percezione, altro che filosofie.

    8. ric 2 ottobre 2023

      l' ho gia' scritto da altre parti ma mi ripeto :

      Ero in vacanza in Corsica , 1987 all' Ile Rousse. mio fio di 5 anni aveva fatto subito amicizia con una bambina ,una biondina con le trecce lunghe , di pari eta' vicina di tenda ( campeggio ) Passano le giornate a rincorrersi e giocherellare . Un pomeriggio complice la calura il gioco dei due si arricchisce con spruzzate d acqua a volonta'., e mentre si ricorrevano mio figlio si aggrappo' agli slip della bambina e praticamente glie li sfilo'. Che dire fra lo stupore di tutti ...aveva un pisello come tutti i maschietti di questo mondo .

      Mia moglie che non aveva "peli sulla lingua "

      si rivolse energicamente ai genitori (milanesi ) della bambina per chiedere spiegazioni . La risposta fu che loro desideravo avere una bambina , invece il caso della vita ha fatto nascere un maschietto .
      Capisci che certe attenzioni moderne sono volutamente indotte ??
      Lo sai che questi atteggiamenti vengono proposti e coltivati gia' dalle scuole elementari ?

    9. ric 2 ottobre 2023

      ma devi spiegarci ancora perche' la colpa la dai ai pensionati modello ( inventati per la cronaca ) e non te la prendi con Amazon... ma ora le cose cambieranno molto presto..il cuneo fiscale = : SGRAVARE LE IMPRESE dagli oneri sociali che costituiscono il salario differenziato dato dal costo del lavoro , atto a determinare le pensioni , la sanita' , e tutti quei sevizi atti a determinare una esistenza quando le forze non sono piu' quelle di un ventenne. il costo del lavoro non scendera' assolutamente , poiche' sara' appannaggio delle imprese ( il contentino ) ma mancheranno soldi per il sociale a cominciare dalle pensioni .. non credo che tu voglia
      questo , ma il problema va risolto diversamente.

    10. Bertozzi 2 ottobre 2023

      Dove leggi che do la colpa ai pensionati? Ho scritto che non ci sono occhi per vedere, e che ognuno la giustizia o l'ingiustizia li vede accetta e giustifica a suo modo.
      Il cuneo fiscale cambierà le cose? Mah, chi lo sa, dici che le generazioni di lavoratori di adesso non avranno domani la pensione? E che problema c'è, han vissuto e vivono anche senza tutti gli altri privilegi delle generazioni che li han preceduti, tutto regolare, sarebbe strano che dopo una vita senza diritti li avessero acquisiti tutti alla fine, non sia mai. Ma vedi il problema era di riuscire a vederle le eventuali ingiustizie, non certo risolverle, e siamo per la maggior parte incapaci di riuscire a percepirle anche lontanamente per cui figuriamoci accettarle e figuriamoci risolverle. La colpa è di Amazon certo, e anche un po' delle giovani generazioni che han poca voglia di lavorare e di fare famiglia, e alla fine se lo meritano un po', il destino manifesto questo dice: se avete tutte queste sfighe è perché un po' Ve lo meritate, avete poca voglia, mica come noi che eravamo grandi lavoratori abituati al sacrificio.
      Con questi occhi non si può percepire l'ingiustizia, la mancanza, lo sfruttamento, per cui van bene le chiacchiere e le filosofie che avallano le iniquità e le peggio cose, tanto la colpa è di Amazon.

    11. gix 2 ottobre 2023

      Quando parliamo di ingiustizia sociale penso che siamo tutti d'accordo nel comprendere anche le cose che hai riportato te. Le generazioni che hanno goduto della cosidetta abbondanza hanno sicuramente avuto la fortuna, senza rendersene conto poichè le lotte vere le hanno fatte altri prima di loro, di trovarsi in un momento in cui faceva comodo al "sistema" (generalizzando, ci mettiamo dentro le elite e anche coloro che, come esecutori, dovevano, in quegli anni conservare il consenso) concedere un pò di benessere. Ma queste generazioni hanno avuto la grave colpa di non essere, per la maggior parte, consapevoli di tale fortuna e di non fare nulla (non tutti ovviamente) per mantenerla, diciamo così, a vantaggio dei propri discendenti. Oggi non è che ci siano molte alternative, se si vuole correggere gli errori fatti, e perciò riprendo una frase di Conti che approvo in pieno:"restituendo alla condivisione democratica l’allocazione delle risorse pubbliche disponibili, secondo i più autentici interessi popolari". Ma è chiaro che anche in questo modo, non si può prescindere dalla consapevolezza del valore di ciò che occorre fare, e questo vale per tutti.

    12. andreabsni 2 ottobre 2023

      Il buon senso è stato sostituito dal senso comune

    13. gix 2 ottobre 2023

      In realtà il rispetto delle diversità presuppone l'accettazione, anche forzata, della loro esistenza. Non ci possiamo fare nulla, anche se il sogno probabile e definitivo delle varie agende mondialiste è non altro che quello di una unica razza mondiale, meticcia, o gialla o nera che dir si voglia. Posso dirti che in un libro di recente lettura, "Cronache dal futuro" dove vengono riportati i diari di Paul Amadeus Dienach, nel 3906 il mondo è popolato pressochè da una unica razza, che alla fine ha vinto "biologicamente" per così dire, sopravvivendo, senza particolari meriti, a varie vicissitudini del genere umano. Quella razza è la razza bianca, peraltro di derivazione scandinava. Non ci sono praticamente più neri, asiatici e altro, avanza qualcosa di latinoamericano...Il sogno futuro delle elite quindi, la razza superiore è ora anche padrona del mondo. Ma si tratta di fantalibri, che però contengono fatalmente, spesso, descrizioni di mondi e società allineate alle agende attuali.

    14. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      Credi quello che vuoi ma i problemi molto ma molto più gravi sono d'altra parte. Solo che quella parte a nessuno o quasi interessano. Visto che poi ci si perde in cose di poco conto e facilmente risolvibili. Nello scritto Alberto ha messo in luce alcuni aspetti di questi problemi.
      Comunque di malati mentali esistono e da sempre. Molto prima di questa "propaganda" io da ragazzo conoscevo una ragazza e ci ero amico. Gli volevo anche un gran bene. Questa ragazza aveva seri disturbi psicologici, ma seri non piccole cose. E sai perché? Il padre avrebbe tanto voluto avere un maschio e l'ha trattata da maschio. Anche arrivando a vestirla come un maschio. Il padre è morto presto ma lei non si è mai più ripresa.
      E poi mi vengono a parlare della famiglia tradizionale come esempio sublime di virtù. Eccola anche cos'è la famiglia tradizionale.

    15. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      Se pensiamo che fino a 40000 anni fa convivevano sul pianeta terra ben 6 o 7 razze di ominidi. I Neandertal sono i più famosi ma non gli unici. Ognuna con caratteristiche diverse. Poi ne è sopravvissuta solo una, non si sa il perché, la più giovane tra l'altro. L'homo sapiens.
      Quindi è un qualcosa che già è successo. E non ho dubbi che qualche potente malato di mente come sono, abbia questi desideri.
      Il problema che non capiscono loro, ma anche molti degli "alternativi" è che la diversità è una ricchezza in tutti i sensi. L'omologazione è invece la morte. Se si realizzassero i sogni di questi folli sarebbe la fine per il genere umano. E ci siamo molto vicini. E non so, a questo punto, se sia proprio un male.

    16. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      Questi sono i problemi. Non gli altri di cui si discute troppo spesso e a vanvera.

    17. LuxIgnis 2 ottobre 2023

      Avete ragione tutti e due. Solo affrontate il problema da prospettive diverse. Ma è quello il problema.

    18. lilithdea 3 ottobre 2023

      Chissà perché per gli "onorevoli in pappamento" anche della generazione X e Y o altri privilegiati(i figli di) non valgono mai questi discorsi, nonostante abbiano dei benefit da capogiro ed un vitalizio di cui si dovrebbero vergognare finchè campano, anche dopo visto che lo ereditano i parenti. Ma ovvio le vere ingiustizie in questo paese era dare spesso un modesto R.d.C. a famiglie indigenti, dove il capo famiglia a 50 anni o accetta di pulire i cessi a nero o non è più utile al mondo del lavoro. Quoto anche le virgole del tuo post Bertozzi.

    19. lilithdea 3 ottobre 2023

      E su questo la "politica" ci marcia, ovvero sulle divisioni che ci sono tra il ceto medio-basso che avrebbe soluzioni per togliere dei privilegi alla castaccia, ma appunto si contrappone tra loro perché si anno visioni diversi sulla giustizia sociale, penso alla sinistra o a quello che resta ancora ed ai 5 stelle non dell'aria di quel traditore di Di Maio. Dividi et impera è stato il motto da quel farabutto di Draghi in poi, e questo ultimo governo che è tra i peggiori insieme a quello già citato, al Renzi, al Letta, al Monti sta seguendo pedissequamente questo motto. Dopo aver recluso gli italiani che non avevano il sacro pass, sono passati ai migranti..peccato che gli ucraini non vengano messi nella conta.

    20. Primadellesabbie 3 ottobre 2023

      Qui un precedente famoso:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke#Further_reading

      Al paragrafo: "Early life":

      '...The relationship between Phia and her only son was coloured by her mourning for an earlier infant daughter who died within one week. During Rilke's early years, Phia acted as if she sought to recover the lost daughter by treating Rilke as if he were a girl. According to Rilke, he had to wear "fine clothes" and "was a plaything [for his mother], like a big doll. ...'

      (Curiosamente, nella versione italiana di Wikipedia, questa non indifferente nota biografica è omessa.)

    1. Primadellesabbie 2 ottobre 2023

      Nessuno ha mai pensato a un liberismo senza la proprietà privata, o con questa limitata allo stretto necessario?

      Si provi a pensarci, se non altro aiuta a chiarire le idee.

      (Suppongo che in Cina ci abbiano pensato e poi scelto di lasciare la proprietà, a condizione che il liberista lasci parzialmente dirigere la sua azione, rispettando gli indirizzi indicati dalla componente politica, altrimenti si sequestra la proprietà e il proprietario).

    1. gianB 1 ottobre 2023

      "Le divisioni e le polarizzazioni dominano questo mondo, coerentemente con la concezione cristiana, che permea la nostra cultura anche in chi lo nega, ...". Chissà se è coerente anche con qualche altra religione , ora controllo, no tanto per sapere se posso, con l'opportuna modifica, mandare l'articolo anche ai miei amici islamici, buddisti, induisti ...
      P.s.: È comunque scontato che l'opzione invio con modifica non è lecita.

    1. carla 1 ottobre 2023

      Quando ero bambina credevo nel bene, avevo invece dubbi sull'esistenza del male, del demone, di satana.
      Ora che non sono più giovane ho la certezza dell'esistenza del male, molto meno di quella del bene.
      P.S. venerdì scorso su canaleItalia n.12 in Veneto hanno intervistato una adulta belga ora residente negli Usa che grazie ad un gangster è uscita viva dopo 8 anni di prigionia come schiava di organzzazioni pdofile in Belgio.
      Le sevizie sono iniziate quando aveva 6anni, alla domanda se sia stata violentata anche da politici italiani oltre che da quelli belgi, ha fatto il nome di andreotti.

    2. ric 2 ottobre 2023

      belgio ?...Marcinelle

    3. JHON 2 ottobre 2023

      Peccato che il soggetto non possa replicare. Credere a tutto si finisce per non credere più a niente.

    1. LuxIgnis 1 ottobre 2023

      Clap clap. Hai centrato il punto essenziale.

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