Cosa nasconde l'autonomia differenziata

L’autonomia differenziata voluta dal Governo provocherà effetti negativi anche sul servizio sanitario pubblico, che rischia di essere smantellato a favore della sanità privata e delle assicurazioni. È necessario allora agire per difendere il diritto universale alla salute e alle cure per tutti.

Autonomia differenziata e lesione del diritto alla salute

Mercoledì 27 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull'autonomia differenziata, dopo 6 giorni dalla sua approvazione definitiva da parte del Parlamento.

In vista della consultazione referendaria (e della relativa caccia al quorum) che molto pobabilmente sarà promossa (secondo l'art.75 della Costituzione) da parte delle regioni targate PD, cerchiamo di capire cosa nasconde la riforma approvata e se davvero essa conviene soltanto agli interessi governativi attuali, o non è invece parte di una strategia di sistema che arriva dai diktat dei trattati e dalle riforme europee a cui l'Italia è subalterna: quel vincolo esterno tanto caro alla sinistra globalista e alle multinazionali, anche italiane.

Con la Meloni, ci sono paragoni.

Buona lettura.

Autonomia differenziata e lesione del diritto alla salute

Di Ciro Cardinale, lacittafutura.it

Com’è noto è stata approvato il disegno di legge 1665, che reca disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario, provvedimento già approvato dal Senato con modifiche rispetto al testo originario voluto dal Governo Meloni con l’obiettivo di attribuire alle regioni ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, in particolare nelle materie (o ambiti di materie) che fanno riferimento ai diritti civili e sociali, che devono essere garantiti equamente a tutti su tutto il territorio nazionale nel rispetto dei LEP, i Livelli Essenziali delle Prestazioni, che indicano la soglia costituzionalmente necessaria e invalicabile per l’erogazione delle prestazioni sociali di natura fondamentale. Dietro al nome autonomia differenziata si nasconde in realtà un processo di divisione del Paese, di rottura del patto repubblicano che finora ha cementato l’Italia tutta, dalle Alpi a Lampedusa. Essa provocherà un accesso diversificato ai diritti universali, che dovrebbero invece essere costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini e le cittadine in eguale misura su tutto il territorio nazionale, perché ogni regione farebbe autonomamente da sé con i propri fondi, trattenendo la maggior parte del gettito fiscale raccolto, che non verrebbe più redistribuito a livello nazionale per perequare le diversità esistenti tra i vari territori. Ogni regione potrà così avere le proprie scuole e le proprie università, una sanità propria e potrà gestire autonomamente e come meglio crede il proprio territorio e le proprie infrastrutture, cambiando in tal modo i rapporti di forza tra Stato e regioni, tra regioni del Nord e quelle del Sud, tra cittadini di serie A che possono godere di ampi ed efficienti servizi e tutti gli altri. L’autonomia differenziata alla fine cambierà anche la forma del nostro Stato, avvicinandolo sempre più pericolosamente verso uno Stato federale.

Una vittima illustre di tale riforma sarà anche il nostro sistema sanitario pubblico, già da tempo sotto attacco da parte di politici e partiti di destra a favore di una sempre più ampia quota di servizi affidata alla sanità privata. L’autonomia differenziata in ambito sanitario diventerebbe allora il grimaldello per scardinare e svuotare da dentro il sistema sanitario nato nel 1978, facendolo virare verso un modello privatistico in cui la faranno da padrone i ras delle cliniche e degli ambulatori privati e le assicurazioni sanitarie, in cui chi potrà permetterselo si curerà bene nelle strutture private di eccellenza, mentre tutti gli altri si dovranno accontentare di quello che sarà solo l’ombra del servizio sanitario come lo conosciamo adesso.

Il servizio sanitario nazionale è stato istituito con la legge 23 dicembre 1978, n. 833. Esso si fonda sui principi di universalità, uguaglianza ed equità, a tutela del diritto universale alla salute proclamato nell’articolo 32 della nostra Costituzione, garantendo in tal modo l’accesso paritario al servizio sanitario a tutta la popolazione italiana, senza distinzione alcuna, cosa che certamente non avveniva col sistema precedente, basato sulle mutue private o aziendali. Il sistema ha funzionato bene per parecchi anni, garantendo ottimi standard di assistenza sanitaria e permettendo anche di innalzare le aspettative di vita della popolazione italiana. Ma a partire dagli anni ’80 del secolo scorso la sconfitta dei movimenti politici, sociali e sindacali democratici e il trionfo del liberismo hanno portato dapprima alla regionalizzazione del servizio sanitario, e poi al suo graduale smantellamento pezzo per pezzo, con la scusa dell’insostenibilità dei costi per le casse pubbliche e della necessità di avere una maggiore efficienza ed efficacia della spesa sanitaria. Vengono allora chiusi ospedali e ambulatori, ritenuti poco efficienti, ridotte le piante organiche di medici, infermieri e operatori sanitari, tagliati i fondi e gli investimenti in strutture e apparecchiature... verso l’obiettivo – non tanto nascosto - di fare mutare natura al sistema sanitario nazionale, virandolo verso uno privato, sempre però finanziato con i soldi pubblici. In questo contesto è evidente che il diritto alla salute diventa solo una chimera, i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie si allungano a dismisura, la qualità del servizio è sempre più scadente, medici, infermieri e operatori sono spinti a fuggire verso il privato, dove trovano stipendi più alti e ambienti più rilassati, i cittadini esasperati sono costretti ad attendere per settimane o mesi una prestazione sanitaria cui hanno diritto, oppure si rivolgono alle strutture private a pagamento, pur continuando a finanziare con i loro contributi una sanità pubblica che non funziona più. Eppure, la salute continua a essere un diritto fondamentale, anzi è l’unico tra i vari diritti riconosciuti dalla nostra Carta costituzionale ad essere espressamente definito come tale dall’articolo 32, diritto che la Corte di cassazione [1] ha considerato come “diritto soggettivo perfetto”, cioè “diritto assoluto e di rango primario per la persona umana”. Ma il colpo di grazia a questo malato ormai in coma sarà dato adesso dall’autonomia differenziata. L’autonomia differenziata non farà altro che peggiorare la situazione attuale, giungendo al paradosso di permettere la realizzazione in Italia di ben 21 servizi sanitari regionali e provinciali (per Trento e Bolzano), tutti diversi tra loro per prestazioni, risultati e obiettivi, in barba al diritto alla salute dei cittadini, come del resto ha pure evidenziato la Fondazione Gimbe [2]. Essa ha documentato che fin dal 2010 si sono registrati enormi divari in ambito sanitario tra il Nord e il Sud del Paese. In particolare, monitorando i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, cioè le prestazioni sanitarie che le regioni devono garantire ai cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, emerge che nelle prime 10 posizioni non c’è nessuna regione meridionale. Ancora, nel 2022, a fronte di un’aspettativa di vita media nazionale alla nascita di 82,6 anni, si passa dagli 84,2 anni della Provincia autonoma di Trento agli 81 anni della Campania, con tutte le regioni del Mezzogiorno che registrano valori inferiori alla media. È pure in aumento la mobilità dei cittadini meridionali verso le strutture sanitarie del Nord per farsi curare, mobilità che rischia di generare anche un paradosso: l’aumento di questa migrazione aggraverà pure la spesa sanitaria delle regioni settentrionali, costringendole prima o poi a tagliare i servizi o aumentare le imposte, a scapito anche dei loro cittadini. Le maggiori autonomie in campo medico potenzierà pure la performance sanitaria già alta delle regioni del Nord, a scapito di quelle meridionali, provocando pure una fuga dei lavoratori delle professioni sanitarie verso il Settentrione, dove riceveranno migliori condizioni economiche, impoverendo ulteriormente il già scarno capitale umano meridionale. Stando così le cose, proprio come rivela Gimbe nel suo rapporto, la maggiore autonomia in campo sanitario chiesta dalle regioni settentrionali e che presto verrebbe attuata con l’autonomia differenziata non potrà che amplificare le attuali diseguaglianze tra i vari territori italiani, portando al crollo del sistema sanitario nel Sud Italia, già in agonia. Di tutto questo se ne avvantaggeranno ovviamente la sanità privata e le assicurazioni, pronte a fare la loro parte per riempire i vuoti lasciati liberi dal servizio sanitario pubblico in ritirata.

Come si è visto qui in estrema sintesi, l’autonomia differenziata anche in campo sanitario reca con sé molti dubbi, che finora la maggioranza di governo ha preferito ignorare. Un progetto così scellerato deve allora trovare l’opposizione ferma di cittadini e cittadine, perché sicuramente antidemocratico e lesivo dei principi fondamentali della nostra Costituzione, primo fra tutti il diritto fondamentale alla salute. È necessario allora agire in concreto per difendere tale diritto e garantire l’accesso alle prestazioni sociosanitarie in maniera paritaria a tutti i cittadini e le cittadine della Penisola, traducendo i bisogni di cura e salute della popolazione in rivendicazioni individuali e collettive nei confronti delle strutture sanitarie locali e regionali, facendo pure conoscere cosa diventerà domani un servizio fondamentale e imprescindibile per tutti se dovesse venire approvata la riforma oggi in discussione in Parlamento.

Di Ciro Cardinale, lacittafutura.it

22.06.2024

Titolo originale: Autonomia differenziata e lesione del diritto alla salute

NOTE

[1] Sentenza n. 786/1973.

[2] Rapporto L’autonomia differenziata in sanità, in https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM01/Audizioni/leg19.com01.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.34026.26-03-2024-11-34-12.951.pdf.

--

Fonte: https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/autonomia-differenziata-e-lesione-del-diritto-alla-salute

Commenti (55)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 55 caricati
    1. Taccarezza 28 giugno 2024

      Ottenuta questa grande vittoria (ahah), venute meno le ragioni del loro spiacente esistere, ci auguriamo tutti facciano la medesima fine del Farage e del suo precedente partito (e sembrano essersi già addirizzati per il giusto cammino, in quanto a ciò).

    1. Arian Van Heisen 28 giugno 2024

      ogni regione farebbe autonomamente da sé con i propri fondi, trattenendo la maggior parte del gettito fiscale raccolto, che non verrebbe più redistribuito a livello nazionale per perequare le diversità esistenti tra i vari territori.

      Certamente il concetto è giusto..!
      in quanto in Italy l' Evasione Fiscale,come i percettori di RDC, la Mafia nelle Istituzioni vedi le Puglie dove i cittadini pure li confermano, malaffare tutto concentrati nel Centro Sud .
      Poi tirare in ballo la sanità pubblica che verrebbe privatizzata dalla Dx è solo un esercizio fazioso di falsità tipiche della Pseudo sx Italica come si percepisce tra le righe dell articolista perchè la privatizzazione è stata fatta proprio dal Centro Sx con i radical schik al governo

    2. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Invece io vedrei solo stato centrale uber alles, che raccoglie il gettito fiscale e lo ridistribuisce sul territorio a seconda delle esigenze e della diversità e carenza, nei servizi fondamentali: sanità ed istruzione pubblica, viabilità e trasporti, energia, telecomunicazioni. Ovviamente questo in un quadro di rigido controllo di tutti gli enti pubblici coinvolti nelle erogazioni degli stessi. Lasciamo perdere destra e sinistra, che al momento in Italia non esistono, sono solo maschere per una presa in giro del corpo elettorale.

    3. Arian Van Heisen 28 giugno 2024

      è dimostrato che lo Stato Unico Centrale non funziona in presenza di culture ed economie diverse perchè diventa assistenzialismo e non fa sviluppare le parti piu deboli
      proprio come in Italy

    4. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Non è dimostrato affatto. Diventa assistenzialismo solo se non esistono organi di controllo efficienti che svolgono il loro dovere.

    5. Arian Van Heisen 28 giugno 2024

      .....organi di controllo efficienti....

      mi scusi, ma fa ridere..!
      nel caso delle Puglie solo per fare un esempio cosa dovrebbero fare gli organi di controllo ?
      incarcerare tutti i Votanti che legittimano dei mafiosi nelle istituzioni ..!
      al contrario ,....proprio dimostrato
      non vi è peggior cieco di chi non vuol vedere

    6. ric 28 giugno 2024

      gli organi di controllo diventerebbero stipendifici a non finire. Manca la visione del bene collettivo come .Manca l' educazione socio/politica di base a tutti i livelli.

    7. Ciaparat 28 giugno 2024

      Non c'è niente da fare: sono pieni d'Italia fin sopra i capelli, non riescono a pensare senza il potere centrale che li guida. L'idea che una regione o una città o semplicemente... un individuo possano pensare e decidere li fa impazzire. Vogliono il Duce, Che Guevara, il Grande Capo.
      Chi ama l'Italia non può amare la libertà. Se non ci disfiamo dell'Italia non risolviamo nulla.

    8. Ciaparat 28 giugno 2024

      devi deciderti: vuoi Che Guevara o un organo che lo controlla?

    9. ric 28 giugno 2024

      a.. ma allora sei proprio gnucco-...

    10. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Sto parlando di uno stato dove le cose funzionino. È evidente che se si è governati da pagliacci, sia uno stato federale che uno centralizzato saranno destinati al fallimento. Era talmente ovvia la premessa, che pensavo non ci fosse bisogno di sottolinearla. Evidentemente mi sbagliavo.

    11. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Dipende. Una forma statale fortemente centralizzata l'abbiamo avuta in un passato non troppo lontano, e ha dimostrato, al di là delle inevitabili inefficienze, di funzionare abbastanza bene nella gestione della cosa pubblica. Sicuramente meglio del puttanaio odierno.

    12. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Sei dissociato dalla realtà. Vivi nell'insana illusione di avere la verità in tasca. Secondo il tuo vacillante pensiero, chi non la pensa come te vuole duci o guerriglieri cubani.

    13. Arian Van Heisen 28 giugno 2024

      Lo Stato non è altro che la fotografia dei cittadini se i cittadini funzionano ed hanno senso civico funziona anche lo Stato, se i cittadini sono simil mafiosi lo stato pure,l esempio della Puglia è la conferma) per questo parlavo di differenze culturali ed economiche nelle Tre Italie

    14. BrunoWald 29 giugno 2024

      "Se non ci disfiamo dell’Italia non risolviamo nulla."

      Non ti preoccupare, di quella ci hanno già espropriato a suo tempo, anche se per qualche decennio ce l'avevano lasciata in comodato d'uso.

      Presto la commedia finirà anche formalmente, e se la spartiranno le Triadi cinesi, la mafia nigeriana e il califfato del Levante. Inshallah!

    15. Giudice Holden 29 giugno 2024

      Sulla prima parte concordo. Ma è appunto compito dello stato appianare queste differenze. Che non sono solo culturali (anzi questo tipo di differenza va tutelata, perché arricchisce una nazione), ma di mentalità e comportamentali. E queste volendo si possono modificare. Manca la volontà dall'alto. E sai perché? Perché la criminalità organizzata paga. E paga perché col malaffare la classe politica ci mangia.
      E non illuderti che al nord sia diverso. Anzi. Semplicemente, si maschera meglio, perché ogni demone si mimetizza ed assume le sembianze dell'ambiente in cui opera.

    16. ric 29 giugno 2024

      voglio c il CHE sia l' organo di controllo.

    1. Ciaparat 28 giugno 2024

      Vedo che CdC è diventato proprietà del gruppo GEDI. Mi aspetto Molinari al vertice molto presto.
      Non si capiscono altrimenti articoli come questo: nessuna critica al concetto stesso di stato nazionale - che è l'unico, vero problema che abbiamo, paura dell'autonomia (cioè della libertà), gente che vorrebbe abolire anche le regioni, altri che "la sanità è pubblica" o non esiste...
      Triste parabola per un sito che si vorrebbe libero e indipendente.

    2. absitiniuriaverbis 29 giugno 2024

      Una curiosita' a proposito di GEDI: da dove arriva l'informazione? Puoi condividere la fonte?

    1. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Per come la vedo, non dovrebbero esistere nemmeno le regioni, se non come rappresentanze di identità geografiche e culturali. Limiterei gli organi istituzionali, sotto lo stato, a province e comuni.

    2. Ciaparat 28 giugno 2024

      Certo, e mi raccomando, a capo mettici un podestà. E tutti a urlare EIA EIA ALALA'.

    3. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Che commento intelligente. Almeno scrivilo bene.

    4. ric 28 giugno 2024

      possono benissimo coesistere...ma non come ora che sono dei doppioni inutili e costosi.

    5. ric 28 giugno 2024

      mettiamo un CHE GUEVARA in ogni provincia con poteri assoluti. E finalmente tu imparerai qualcosa di utile

    6. ric 28 giugno 2024

      adesso non esagerare con le pretese impossibili !

    7. Arian Van Heisen 28 giugno 2024

      Il problema che in Italy non esiste uno Stato ma in realtà sono tre, per questo si sono dovuti inventare F.lli d Italia anche nell' Inno Nazionale
      dovrebbero esistere tre Stati con sotto Province e Comuni

    8. Ciaparat 28 giugno 2024

      beh, non esagerare: assoluti ma sopra pur sempre deve essere Roma, giusto?

    9. Ciaparat 28 giugno 2024

      Per come la vedo io invece non dovrebbe esistere l'Italia, se non come rappresentanza di un'identità geografica e culturale (quale?).

    10. ric 28 giugno 2024

      roma chi ? roma cosa ?

    11. Giudice Holden 28 giugno 2024

      Punti di vista.

    12. BrunoWald 29 giugno 2024

      In confronto alla desolante Italia di oggi, ci sarebbe da metterci la firma mille volte. Ma anche se gli Italiani fossero più svegli, niente da fare: rien ne va plus!

      Come cantava Carosone:

      Tu vuo' fa' l'americano
      'Mericano, 'mericano
      Sient'a mme chi t' 'o ffa fa

      Hanno voluto la Merica, e questo calice se lo trangugeranno fino in fondo.

      Alalá!

    13. BrunoWald 29 giugno 2024

      I quali tre stati erano governati rispettivamente da mafia, Vaticano e massoneria, ma poi hanno rimescolato le carte e adesso è un'unica comproprietà.

    14. Taccarezza 29 giugno 2024

      Ma ai celtoni, quelli con le corna non per caso, piace il farla da bardasse degli Americani. Si identificano e rispecchiano nel libertarismo di quelli, le pazze.

    15. ric 29 giugno 2024

      no .. roma proprio no.

    1. uomospeciale 28 giugno 2024

      Ampi margini di autonomia regionale sono sempre stati previsti anche dalla carta costituzionale, semplicemente non erano mai stati applicati tranne pochissismi casi.
      Potrebbe essere una buona occasione per alcune regioni con altissima evasione tributaria di gestire in modo più responsabile tributi e imposte recuperando l'enorme percentuale di evasione di certi comuni.
      Basti pensare che solo a Napoli, ci sono tasse, multe e imposte non versate per miliardi di euro.
      È interesse dei cittadini di tutte le regioni avere delle amministrazioni più virtuose e attente alla gestione e recupero di tributi e multe evasi in un ottica sia di riduzione delle tasse che del miglioramento dei servizi a fronte del pagamento delle stesse.
      Se in molti comuni d'Italia la gestione dei servizi e del territorio è disastrosa, non è solo per cronica mancanza di risorse e per il disinteresse delle istituzioni, ma sopratutto per l'apatia di milioni di persone che ben consapevoli di aver sempre evaso i pagamenti dei servizi non si aspettano né pretendono che questi servizi funzionino:

      Persino un caffè se lo paghi, pretendi che ti venga dato, e che sia buono.

    1. clausneghe 28 giugno 2024

      Autonomia differenziata mi sa tanto di raccolta differenziata e se funzionerà come quella siamo a posto, siamo..
      Intanto lo scemo strafatto di paninazzi e coca cola strepita che bisogna togliere ogni anche immagine della foglia proibita, manco fosse il bau bau..Ste scemi si meriterebbero la Sharja che così gli mette fuori legge il vino, ubriaconi agricoltori leghisti che non sono altro e se si offendono meglio.

    2. sbregaverse 28 giugno 2024

      E' la neolingua bellezza !

    3. ailavioni 28 giugno 2024

      Guai a chi mi tocca il vino.
      E chi non beve con me, peste lo colga !

    4. clausneghe 28 giugno 2024

      Il buon vino piace anche a me e infatti non mi sogno di proibirlo, a differenza dei sopracitati di un partito politico odioso quanto colluso, e lo dico da nordista più di loro.

    5. ailavioni 28 giugno 2024

      bravo !

    1. anto85 28 giugno 2024

      Sono sardo, conosco la realta' della mia Sardegna e da quasi 30 anni esiste l'alternarsi di giunte di destra e sx con un netto peggioramento a prescindere dalla coalizione in carica.
      Fa sorridere che la Todde - ma come lei altri - ignori di essere presidente di una regione a STATUTO SPECIALE, ma la propaganda (si sa) vince su tutto.
      Diciamoci la verita', quando non hai una moneta tua e qualsiasi scelta dipende dagli ordini dati a Bruxelles, i risultati non possono che essere disastrosi.
      Certamente fanno sorridere quelli che a sinistra lanciano l'allarme sanita' quando sono stati loro - proprio a partire dal colpo di stato al Berlusca - a smantellarla pezzo per pezzo, perche', diciamocela tutta, la UE aveva bisogno di salvare l'euro e Monti fu piazzato per quello.
      La FR si avvia a fare la stessa fine, ma vedremo quanto sara' forte il loro spirito europeista (lol)

    1. pieros 28 giugno 2024

      Continuo a non capire perché un servizio pubblico debba essere per forza pure statale e l'autore dell'articolo,e il sito linkato, mi pare un poco di parte.
      DAto che il sito stesso si definisce con una citazione di gramsci: partigiano. Appunto,di parte.
      Se poi l'autore ci spiegasse com'è che in Trentino alto Adige la cosa funziona in modo diverso che in Sicilia...
      P.s.sono trent'anni almeno che si tolgono risorse alla sanità. E per più di metà di questo periodo al governo c'è stata la sinistra.
      Pensare di cambiare sistema perché non funziona, no?
      Questo non va? Bene, suggeriscano un'alternativa.
      Se no son solo chiacchiere senza scopo.

    2. ric 28 giugno 2024

      l' alternativa unica che sia vincente nei confronti di una sanità pubblica che non funziona , non e' una sanità privata . l' unica soluzione e' far funzionare la sanità pubblica , e se non funziona non e' perché e' pubblica .Ma perche'
      ci sono dei deficienti ai vertici..

    3. sbregaverse 28 giugno 2024

      Più che deficienti sono venduti.*
      *Se individuate il/i compratore/i , come premio potrete scegliere tra un lecca lecca o una lingua di Menelicche.

    4. Ciaparat 28 giugno 2024

      La tua ingenuità (non credo infatti che tu sia colluso) è commovente, davvero. E' comunque tipica di molti adoratori dello stato.

    5. ric 28 giugno 2024

      la tua mancanza di varianti logiche rispetto allo sfacelo del liberismo individualista delle economie globaliste ti fa un perfetto servo da utilizzare a piacere . complimenti !

    6. Ummon 29 giugno 2024

      Fai una bella domanda e provo a dare una risposta costruttiva, ma metto le mani avanti che sarà molto incompleta.

      Tu parti da una domanda generale sacrosanta: "pubblico" e "statale" NON sono sinonimi. Ciascuno di noi compra il pane, ma il panettiere non è un dipendente statale: è un privato, che si alza alle tre del mattino per portare i propri soldi a casa come un qualunque libero professionista, e lo Stato agisce in modo indiretto calmierando i prezzi e facendo così in modo che ogni cittadino, anche povero, possa comprare una pagnotta.

      Seguendo lo stesso ragionamento che mi pare sottinteso dal tuo post: ma allora possiamo teoricamente trovare una soluzione del genere anche per la sanità?

      Ecco: *in teoria* sì, cioè potremmo avere che la maggior parte delle prestazioni (diciamo per fare un esempio concreto: tutte le prestazioni diagnostiche differibili) vengono erogate da privati, ma il costo non ricade direttamente sul cittadino ma su apparati previdenziali, mutualistici o assicurativi (e sì, cito di proposito le vecchie casse-mutua con i loro corollario in stile Alberto Sordi).

      Filerebbe in teoria. In pratica: la previdenza pubblica è al collasso, le mutue funzionano solo se hanno una governance trasparente che impedisce di intascare mazzette, le assicurazioni non sono integrate col mondo del lavoro e quindi sono appannaggio di pochi cittadini.

      Manca cioè "l'impalcatura" necessaria a organizzare un sistema che sia sì pubblico ma non statale.

    1. sarah 28 giugno 2024

      Oggi abbiamo "regioni" che, leggo, inventano ex novo obblighi di dichiarazioni vaccinali e altre amenità fregandosene altamente delle liste d'attesa, dello stato degli ospedali, del "benessere" dei propri addetti, ecc. Evidentemente perché quelle cose lì pagano, mentre assicurare una buona qualità del servizio costa e basta. Non vedranno l'ora di essere ancor più autonomi. Poi ho letto Gimbe: al di là delle quattro ovvietà che rileva adesso, se penso a ciò che questa "associazione" (o che diavolo sia) ha divulgato e contributo a mettere in piedi circa tre anni fa pur di riempirsi le tasche... Altro che salute tutelata dalla costituzione. Da che pulpito...

    1. sbregaverse 28 giugno 2024

      Il, lo, la, i, gli, le, un, uno, una : sono articoli;
      quelli della Costituzione NO.

    2. Nonso 28 giugno 2024

      Sbrega non potresti pubblicare un tuo articolo?

      Sei il cinismo meglio mascherato che io abbia mai incontrato. Buon carnevale.

      PS, siamo uomini o clienti?

    1. pippo123 28 giugno 2024

      Da anni persone del sud vengono a farsi curare in Lombardia..da medici spesso del sud...scusate ma di chi è la colpa?...non è che prima di puntare il dito la classe politica del sud deve fare mea culpa?

    1. FrancoMaloberti 28 giugno 2024

      Una popolazione è considerata adulta quando cammina con le proprie gambe.

    2. sbregaverse 28 giugno 2024

      Macchè camminare : in Italia s'è imparato a strisciare sulle bave di vaselina.

    3. uomospeciale 28 giugno 2024

      Chiaro semplice e inconfutabile.
      Hai il dono della sintesi.

    1. IlContadino 28 giugno 2024

      Leggo che il servizio sanitario nazionale è stato istituito con la legge 23 dicembre 1978, a partire dagli anni '80 è iniziato il suo graduale smantellamento.
      È durato un battito di ciglia.
      Non era ancora nato, il nostro povero servizio sanitario nazionale, che già lo stavano spolpando.
      Ora prenoto una visitina alla prostata, ad una certa età è consigliata, prevenzione innanzitutto, mica per me, per il mio figliolo.

Visualizzati 55 di 55 commenti approvati.