Cosa diavolo sta succedendo a Trieste?

Per rispondere a questa domanda, tenendo presente il tema dell'incontro a porte chiuse, bastano poche parole: il prossimo teatro di guerra.

Cosa diavolo sta succedendo a Trieste?

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Pochi giorni fa si è tenuta a Trieste una riunione segreta a cui hanno partecipato autorità di vario tipo: membri della NATO, membri dell’Atlantic Council, membri del think tank ungherese Danubio legato a Viktor Orbàn, membri dell’entourage di Donald Trump, membro delle Forze Armate e di polizia italiane, rappresentanti del governo cittadino e rappresentanti della massoneria locale. Questa informazione non la troverete altrove. L’argomento della riunione è stato la militarizzazione del porto di Trieste. Per quale motivo?

Il ruolo strategico di Trieste nella dottrina del Trimarium

Era il 1942: negli Stati Uniti d’America veniva pubblicato un libro destinato a diventare un caposaldo della scienza strategica marittima americana, intitolato America’s Strategy in World Politics, scritto dall’accademico geografo Nicholas John Spykman, uno dei padri della geopolitica a stelle e strisce, allievo spirituale di Sir Halford Mackinder.

Apparentemente, il libro in questione non ebbe successo presso il grande pubblico, mentre divenne una vera e propria bibbia della strategia “via mare” per tutte le potente talassocratiche, introducendo il concetto di Rimland che oggi utilizziamo in geopolitica.

Nel testo si trova un capitoletto dedicato ad un particolare argomento: la Trimarium doctrine, oggi meglio nota col nome modernizzato di Three Seas Initiative (3SI or TSI). Si tratta di una strategia che diventerà la regola d’oro per il mantenimento del potere americano sul continente Europa.

La 3SI, nota anche come la dottrina dei mari Baltico, Adriatico e Mar Nero, viene oggi considerata come una iniziativa strategica a cui partecipano 13 Stati aderenti, ovvero Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia, più 2 Stati de facto aggiunti che sono Moldavia ed Ucraina, ed è stata ufficialmente lanciata come progetto nel 2015 per voce del presidente polacco Andrzej Duda e della presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovič sotto l’attento coordinamento del Dipartimento di Stato americano.

Una casualità? Decisamente no.

Quando gli americani giunsero in Europa durante la Seconda guerra mondiale, non avendo intenzione di far una semplice vacanza estiva bensì di restarci e stabilire un potere duraturo, dovettero studiare un modo per tenere sotto controllo il continente, non soltanto dal punto di vista militare – cosa ben riuscita grazie all’enorme quantità di basi militari americane diffuse su tutti i Paesi europei – ma anche dal punto di vista finanziario e commerciale, oltre che politico.

In quel momento, l’Europa si trovava in una fase di divisione fra Est e Ovest, fra influenza atlantica e influenza sovietica.

L’Europa centrale o, più precisamente, la Mitteleuropa, era il fulcro geografico su cui stabilire l’esercizio di questo potere. Bisognava trovare un modo per controllare il continente in maniera stabile e duratura, esigenza che si era fatta pressante alla fine del primo conflitto mondiale e con la disintegrazione dell’impero asburgico, vero e proprio cuscinetto geopolitico che aveva attutito non poche frizioni e pretese fra russi, ottomani, tedeschi.

Le geografia politica che si era venuta a configurare con i 14 punti del programma di Woodrow Wilson non bastava per garantire la governabilità. Anche Winston Churchill era ben consapevole della necessità di un blocco solido e impenetrabile dalle potenze ad Est.

Venne quindi lanciata l’idea, di comune accordo fra Churchill e il subentrato Franklin Delano Roosevelt, di trovare una soluzione geoeconomica: con l’aiuto di tre Club federali, il Club di Londra, il Club di Parigi e il Club di Roma, nel 1945 venne pubblicata la Carta Intermarium, un documento elaborato a partire dalle teorizzazioni dell’americano Spykman, che proponeva l’unione di tutti i popoli che dal Mar Adriatico inferiore (Mar Egeo in particolare) fino ai Mari del Nord Europa, con la convinzione che la stabilità della regione fosse di fondamentale importanza per una duratura pace in tutta Europa.

Bisognava in particolare tenere in scacco una serie di porti di enorme importanza, come quello di Amburgo in Germania e quello di Costanza in Romania, e fra cui in particolare il porto di Trieste.

Da allora, la dottrina del Trimarium è stata perseguita con coerenza e determinazione, attraverso vari accordi internazionali multilaterali che hanno coinvolto rotte commerciali, istituti bancari, fondi di investimento e settore strategico. Tutto questo è stato favorito dal crollo dell’URSS, che ha significato un indebolimento significativo delle entità politiche dei Paesi coinvolti nel cuore dell’Europa dell’Est.

Se ci pensiamo, il Trimarium geograficamente crea una sorta di triangolo ad Est, andando a ridosso del confine con la Federazione Russa.

Esattamente ciò che la NATO ha fatto in 75 anni, ovvero espandersi ad Est per provocare ed aggredire la Russia. La prassi è stata coerente con la dottrina.

Di fatto, si tratta di uno strumento di controllo per tutta quella macroregione dei Balcani che sono oggetto di speculazioni, missioni militari e continui problemi politici e sociali, volutamente mantenuta sotto scacco e instabilità.

Il nuovo nome di Three Seas Initiative non varia la geometria strategica del vecchio Trimarium: sono stati aumentati i porti coinvolti ed è stata implementata la presenza militare americana nelle zone di interesse, fra cui la più importante e continuamente sotto l’attenzione degli USA è ancora Trieste. Come mai?

Il porto franco di Trieste e il Territorio Libero di Trieste

Non molti conoscono lo stato giuridico di Trieste, davvero singolare e meritevole di un approfondimento (che non svolgeremo in questo articolo, forse successivamente). Dopo la seconda guerra mondiale, la zona triestina venne designata ad essere uno spazio franco che doveva garantire un equilibrio di potere fra le Potenze contendenti, come spazio demilitarizzato e neutrale, dotato di un governo autonomo e di una coesistenza fra le varie etnie presenti.

Nel 1947 venne siglato il Trattato di Parigi, dove veniva stabilita la pace e venivano assegnate le ripartizioni di influenza fra i Paesi vincitori e quelli sconfitti. Con la 16° risoluzione, viene istituito il Territorio Libero di Trieste (TLT). Nel 1954 il Memorandum di Londra affida l’amministrazione civile provvisoria della Zona A all’Italia e della Zona B alla Jugoslavia. Nel 1975, però, con il Trattato di Osimo, Italia e Jugoslavia stabiliscono un confine tra territori che non possiedono, violando l’autonomia del TLT e il Trattato di Parigi.

Al crollo della Jugoslavia e alla successiva divisione delle terre in più Stati, il TLT si ritrova diviso fra tre Paesi – Italia, Slovenia e Croazia - che lo occupano illegittimamente, violando i Trattati precedenti e scatenando contese, lotte politiche e giudiziarie, scandali e proteste che ancora oggi proseguono.

La cosa più interessante è l’approccio italiano. Trieste è posta sotto occupazione amministrativa e militare, essendovi presenti forse armate e di polizia della Repubblica Italiana… e americane, in quanto l’Italia è una colonia degli USA sotto occupazione militare, come dimostrano le più di 120 basi statunitensi presenti su tutto il territorio.

Proprio a Trieste, gli americani hanno posto la scuola di intelligence dell’ONU e un particolare controllo di polizia, con presente anche l’Eurogendfor, che tiene sotto persistente controllo militare non soltanto la città ma anche le rotte commerciali.

Il porto di Trieste, che dovrebbe essere porto franco internazionale, è il porto per eccellenza che permette l’accesso della Mitteleuropa al Mar Mediterraneo, che si apre sull’Oriente e sull’Africa, con un 73% di convenienza rispetto agli altri porti europei.

La sua posizione è strategica sotto tutti i punti di vista. Ecco perché gli americani hanno voluto prenderne il controllo per realizzare la dottrina del Trimarium.

Governare Trieste e il suo porto significa governare l’Europa del Sud e dell’Est.

Da Trieste fino al Baltico, si crea una linea retta che definisce una “cortina di ferro” immaginaria, ma anche un corridoio nord-sud a livello di gasdotti ed oleodotti, di rotte commerciali terrestri e di singolare amministrazione militare dei territori.

Tutto ciò violando la sovranità del TLT e gli accordi internazionali con cui venne istituito, commettendo un doppio atto di violenza.

Nel frattempo, su Trieste sono intervenuti anche la Cina e la Russia, la prima con importanti investimenti, pesantemente rallentati con la retrocessione dell’Italia dalla Silky Way nella primavera del 2024, la seconda già presente dal periodo sovietico e ora, dopo anni di investimenti, bloccata a causa delle sanzioni europee dal 2022.

La via del Cotone passa per Trieste

Torniamo alla riunione segreta di pochi giorni fa. L’argomento era la militarizzazione del porto, che è già sotto un controllo militare de facto, ma che verrebbe totalmente messo sotto assedio al momento dell’avvio della Via del Cotone da parte dell’Italia. Si tratta di una rotta commerciale alternativa dalla Via della Seta, realizzata con una partnership fra USA, India, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Israele, Giordania ed Unione Europea, consistente in due collegamenti, uno ferroviario e uno portuale, con fondi del Global Infrastructure and Investiment creato dal G7 nel 2002 e dal Global Gateway dell'Unione Europea. Lo scopo è, appunto, fare concorrenza alla Cina e, in generale, ai partenariati eurasiatici e ai BRICS+, dai quali i Paesi europei sono esclusi in virtù della sottomissione anglo-americana.

A questo corridoio economico fra India, Medio Oriente ed Europa, l’Italia parteciperà in virtù del memorandum firmato nel settembre 2023 proprio tramite il porto di Trieste.

Peccato che la situazione geopolitica europea – per non parlare di quella economica che è totalmente disastrosa per tutti gli Stati del continente – non sia esattamente favorevole: il conflitto russo-ucraino sta durando più di quanto la NATO avesse previsto e ciò determina una forte instabilità in seno proprio al triangolo del Trimarium – dove è stata aggiunto l’Ucraina nel 2023, con la scusa di rafforzarne la indipendenza militare -; la situazione in Medio oriente è uno scempio epocale; l’economia di guerra non ha favorito la ripresa dei Paesi europei, anzi li ha gettati uno dopo l’altro in un lungo inverno di inflazione; l’appoggio internazionale è venuto meno con l’avvento di un mondo multipolare a guida orientale, sgretolando giorno dopo giorno, accordo dopo accordo, l’egemonia americana in tutto il mondo.

Che fare, dunque, del Trimarium e di Trieste?

La militarizzazione di un porto franco internazionale appare come una provocazione ben precisa e congeniata. In violazione del diritto internazionale e con l’uso prepotente della forza, il blocco dell’Atlantico vuole alzare la voce nei confronti di Russia e Cina, cercando di limitarne gli interessi sui territori occupati. Ma, cosa ancor più probabile, ciò che tentano di fare è consolidare quella “cortina di ferro” dal Mediterraneo ai Mari del Nord, in modo da poter gestire (o quasi) l’eventuale disallineamento geografico del conflitto russo-ucraino.

Proviamo ad immaginare il seguente scenario: l’Ucraina cade, la NATO e la sua protesi nota come Unione Europea, costretta a combattere una proxy war suicida, non mollano la presa ed accettano di estendere il conflitto nel cuore dell’Europa. Dove andrebbero a combattere?

Considerando come valido un approccio convenzionale di conflitto, i territori più ottimali sarebbero Polonia e Germania, passando per l’Ungheria.

Arrivare già fino alla Germania, però, vorrebbe dire far collassare la Deutsche Bank, già in terribile crisi, che è la prima fonte di flusso danariale per la Banca Centrale Europea, e questo non è ammissibile perché farebbe implodere il sistema politico UE e l’Euro come moneta, con disastrose conseguenze per il già martoriato dollaro.

Bisogna pertanto respingere il nemico e tenerlo oltre un certo confine. Da Trieste al Nord, dunque, serrando la Mitteleuropa con l’ausilio di Moldavia e Romania, è possibile stabilire un teatro di battaglia circoscritto e gestibile, già denso di presenza militare NATO da decenni ed in costante aumento negli ultimi anni, con esercitazioni e scuole di guerra in Polonia, Ungheria, Bulgaria e Romania che stanno preparando i soldati allo scontro con la Russia. Si tenga presente che la Croazia ha reintrodotto il servizio di leva obbligatorio e che l’Italia lo farà a breve, come già è in discussione in Parlamento da mesi.

Cosa diavolo sta succedendo a Trieste? Per rispondere a questa domanda, tenendo presente l’argomento della riunione a porte chiuse, bastano poche parole: il prossimo teatro di guerra.

E non verranno certamente a chiederci il permesso per cominciarla.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

21.08.2024

Lorenzo Maria Pacini. Professore Associato in Filosofia Politica e Geopolitica, UniDolomiti di Belluno. Consulente in Analisi Strategica, Intelligence e Relazioni Internazionali

Fonte: https://strategic-culture.su/news/2024/08/21/what-the-hell-is-happening-in-trieste/

Commenti (63)

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Mostra commenti 63 caricati
    1. XaMAS 23 agosto 2024

      Si tratta di una rotta commerciale alternativa dalla Via della Seta, realizzata con una partnership fra USA, India, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Israele, Giordania ed Unione Europea,
      [taglio]
      Lo scopo è, appunto, fare concorrenza alla Cina e, in generale, ai partenariati eurasiatici e ai BRICS+

      non capisco, quindi l'India tiene due piedi in una scarpa?

    1. natascia 23 agosto 2024

      L’Italia tutta, è un luogo pericoloso.I potenti la desiderano, si manifestano in vario modo nei suoi lidi. Luogo inspiegabilmente ricorrente in cui tutto può succedere.

    1. Shax 22 agosto 2024

      Intanto per la serie 'la guerra è tutta una finta' una nota urgente dell'ambasciata usa a kiev invita tutti i propri cittadini a lasciare il paese.
      Evidentemente dopo l'attacco di Kursk, i droni su Mosca, tentativi di attaccare con velivoli kamikaze anche Murmansk (che dista circa 3000 km dall'ucraina...sono entrati dalla Finlandia o dalla norvegia??) pare che i russi si siano leggermente rotti di aspettare...

    1. Nonso 22 agosto 2024

      Tutti stronzi

    2. REmaggiore 22 agosto 2024

      Aveva ragione quella pezzente... tra stronzi potrebbero organizzare degli aperitivi con orgia e lasciarci in pace. Si trovano così bene, tra stronzi

    1. albsorio 22 agosto 2024

      Via della seta marittima

      https://nordesteconomia.gelocal.it/infrastrutture/2023/06/20/news/i_cinesi_di_cosco_entrano_nel_porto_di_amburgo_al_249-12868272/

      https://www.startmag.it/mondo/tutti-i-porti-cinesi-nel-mar-mediterraneo-e-altre-storie

      Forse fuori tema

      https://www.byoblu.com/2022/06/23/trieste-laboratorio-biologico-conferita-immunita/

    1. nicolass 22 agosto 2024

      La guerra è finta solo per le zucche vuote che si credono menti illuminate... e comedochisciotte ne è piena

    2. ric 22 agosto 2024

      infatti a Gaza i 40 mila morti sono delle comparse cinematografiche volontarie...secondo. la narrativa del governo-

    3. ailavioni 22 agosto 2024

      E' tanto finta che è già cominciata, e nessuno se ne accorge, e quando arriverà anche qui troverà la gente occupata a bersi uno Spritz

    4. oriundo2006 22 agosto 2024

      Radioattivo. C'e' piu' gusto.

    5. Astronauta 22 agosto 2024

      o al polonio, un po‘meno gustoso.

    1. gix 22 agosto 2024

      Ammesso che sia vero come è stato descritto, tralasciando la partecipazione degli ungheresi all'incontro segreto (che da sola meriterebbe riflessioni approfondite), incuriosisce la presenza delle massonerie locali. Gli americani hanno forse bisogno della collaborazione di entità segrete locali, come fu per l'invasione della Sicilia con la mafia?

    2. ric 22 agosto 2024

      molto molto realistico..

    3. mago 22 agosto 2024

      senza offesa per l`autore ma manca solo il maresciallo e il curato..i massoni e gli Ungheresi ?

    4. alessandroparenti 22 agosto 2024

      E poi questo misterioso status della città di Trieste, dovuto ad accordi di 80 anni fa: ma chi li rispetterebbe più gli accordi dello stato giuridico del porto di Trieste? L'America forse?

    5. ric 22 agosto 2024

      in Ungheria , come in ogni paese c'e' di tutto ...Soros compreso !

    6. ric 22 agosto 2024

      verissimo..e l' anticamera la si fa nei Lions Club

    7. ws 22 agosto 2024

      le massonerie sono da sempre di "obbedienza...all'estero"
      Sono state fondate solo a questo scopo.

    8. mago 22 agosto 2024

      Ma il porto di Trieste come quello di Amburgo non lo hanno venduto ai Cinesi ? Quindi che ci azzecca ?

    1. Shax 22 agosto 2024

      Nel silenzio più totale dei media stranissimi incendi presso depositi e industrie belliche si stanno moltiplicando in ue: negli scorsi giorni in Polonia un convoglio di camion diretto verso l'ucraina con armi e munizioni è saltato in aria con esplosioni multiple.
      In Bulgaria invece a bruciare è stata una fabbrica di munizioni mentre in Romania ad andare a fuoco è stato un deposito di attrezzatura militare e droni.
      E di eventi strani ne vediamo anche in Italia, come 'l'affondamento' del Bayesian che si lega a doppio filo a quello delle spie israeliane del lago Maggiore di un anno fa. Sembra che navigare in Italia sia diventato molto pericoloso per certi esponenti...
      Quel che si pianifica a Trieste, in spregio agli accordi post seconda guerra mondiale, è quello che gli usa hanno sempre fatto, ossia riservarsi una posizione di dominio e di vantaggio in casa altrui e prepararsi alla guerra, che sia essa economica, politica o militare.
      Ancora parliamo di guerra finta, nonostante gli uomini e i mezzi della nato entrati in Russia e la risposta che ogni giorno aumenta in maniera per ora silente nella sonnacchiosa europa.

    2. ric 22 agosto 2024

      verissimo ..specialmente l' affondamento di uno yacht di 540 tonnellate .......

      Manco a Capo Horn con vento a 60 nodi e mare forza 7 , dove barche di 12 mt con trinchettina lo attraversano avrebbe dei problemi a far bollire l' acqua per la pasta ....
      e va giu' con 30 nodi di vento senza le vele ammainate?

    3. mago 22 agosto 2024

      mi sa che alla cantieri Perini Navi non la hanno presa bene...

    4. alessandroparenti 22 agosto 2024

      Senza le vele issate, carissimo. :)

    5. Shax 22 agosto 2024

      Dall'affondamento il sito della Perini Navi risulta irraggiungibile...

    6. ric 22 agosto 2024

      vero..da velista quale sono l' ho sparata grossa ,,,,,

    7. ailavioni 22 agosto 2024

      Pare che diano la colpa ad una serie di manovre sbagliate da parte del capitano. Pare pure che il suddetto sia stato anche il primo a salire sulla scialuppa di salvataggio.
      Boh ?
      Come sarà ????

    8. ailavioni 22 agosto 2024

      A parte tutto mi pare che un albero di oltre settanta metri sia una emerita c*gata per una barca simile.

    9. ric 22 agosto 2024

      si . lo trovo adatto in proporzione solo su barche da regata. L l'armamento a sloop impone una piu' alte lunghezza d' albero per avere superficie velica adeguata , ma pone il centro velico in punti critici , compensati solo da bulbo -
      resta il fatto che senza le vele , l' albero e' ininfluente come dinamica che si vuol descrivere...
      Sai un laser 4,20 mt , ha l' albero di 6 mt sul pelo d'acqua , pesa 59 kg e non ha bulbo.

    10. DANILO FABBRONI 22 agosto 2024

      Ma che vuol dire l'affondamento del Perini? a Palermo si è verificato un fortunale di eccezionale magnitudo il che accanto molto probabile ad errori umani ha portato all'affondamento. Postulare che Lor Signori possano artificiosamente creare un fortunale è essere Jules Vernes quindi dar man forte ai chi dileggia coloro che la pensano dietrologicamente.

    11. DANILO FABBRONI 22 agosto 2024

      Ma cosa sta dicendo? manco a Capo Horn|! la storia dell'architettura navale è densissima di incidenti del genere! ps: Lei non sa nulla di mare. 60 nodi non sono forza 7.

    12. DANILO FABBRONI 22 agosto 2024

      Ma cosa c'entra? Perini fece fallimento anni fa, i lsolo marchio è stato rilevato da una altra holding che non ha nessuna colpa a riguardo. Ma cosa dite?

    13. DANILO FABBRONI 22 agosto 2024

      Ma cosa sta dicendo? la nave è stata firmata da uno dei migliori architetti navali del mondo, poi l'albero è sempre più lungo e di tanto della lunghezza al galleggiamento di una barca a meno che non sia in coperta.

    14. Shax 22 agosto 2024

      Affondamento vuol dire, come da dizionario, l'andare a fondo, cosa che il Baysian ha effettivamente fatto. Non implica necessariamente l'azione dolosa o colposa. E' semplicemente un fatto. Come la chiameresti te?
      Comunque ho fatto una ricerca di tutte le stazioni meteorologiche della zona e quella che ha segnato la raffica di vento più forte è quella di Porticello di però 'solo' 64km/h alle 3:59 della notte incriminata. Raffica, che converrai, non è di tale intensità da far affondare o rovesciare una barca a vela di quelle dimensioni progettata per le traversate atlantiche e per affrontate le 'vere' tempeste che talvolta imperversano nell'oceano atlantico.
      Raccolti questi fatti, ognuno può farsi l'idea che vuole: che sia una concidenza, un errore umano, una sfortunata serie di eventi...

    15. clausneghe 22 agosto 2024

      E già che siamo complottisti mettiamoci anche gli strani ripetuti incendi nel centro di Roma. Oggi è toccato alla zona di Cinecittà e ci sono quattro pompieri ustionati. Aprono un fascicolo contro ignoti.

    16. clausneghe 22 agosto 2024

      Ha stato la Piovra ammaestrata di Putin, l'ha tirata giù con i suoi tentacoli..
      Pensavate che i Russi abbiano solo i Delfini?
      C'hanno dalla loro anche le Orche e le Balene oltre a Nessie che è un Agente in UK.

    17. ric 22 agosto 2024

      centra nulla se l'albero e' in coperta o sulla chiglia. quello che centra e' la sua lunghezza rispetto al baricentro che puo' essere a pelo d' acqua , sotto il galleggiamento o addirittura sul attacco del bulbo . tutto dipende dal progetto in base allo scopo ed utilizzo della barca

      poi firmata da chi ?

    18. ric 22 agosto 2024

      se la barca, ancorata in rada , senza vele , si mette in linea al vento automaticamente . io 60 nodi li ho visti e vissuti su di un lago francese , l'importante e' che sia ancorata con almeno 4 volte di catena X la profondita' del luogo dove si trova.

      affondata in pochi minuti...senza vele... tante altre barche in rada,,,il miglior progettista del mondo ?'

    19. ric 22 agosto 2024

      in rada a Palermo era pieno di barche....

    20. ric 22 agosto 2024

      bravissimo !!

    21. ws 22 agosto 2024

      Non basta l' essere "elettrificati" per affondare in una mareggiata
      A me sembra molto più probabile che se un panfilo affonda a "boccaporti aperti" qualcuno lo abbia sabotato .

    22. ric 22 agosto 2024

      ci sono barche fatte per affrontare il mare, altre per stare nei porti...

    23. Shax 22 agosto 2024

      Strategia della tensione

    24. Astronauta 22 agosto 2024

      Strategia da combustione.
      Nerone ne sapeva qualcosa quando la monnezza nella suburra era troppo.
      E non c erano ancorai rumeni.

    25. Astronauta 22 agosto 2024

      L improvviso vento ricorda tanto la barca sul lago maggiore piena di spie italo sioniste.
      La strategia della distrazione sta andando alla grande tantochenessuno si chiede come possa un vento simile sorgeredal nulla ecolpire solo una barca mentre le
      altre restano intatte…
      Non e‘unacosa normale che in Italia,soloin Italia,succeda questo.
      Per quale motivo era a Porticello una barca inglese?
      Lavacanza non c entra un caxxo.

    26. alessandroparenti 22 agosto 2024

      Sei un velista? Esperto?

    27. mago 22 agosto 2024

      Chiedo scusa hanno detto e ridetto che la barca è della Perini Navi poi se sia passata di mano non so,comunque era una battuta nel senso che non è che si sia fatta buona pubblicità inizialmente,poi vedremo forse perché è affondata ma se aspettiamo come il Moby Prince viene lunga.

    28. Shax 22 agosto 2024

      una cosa è certa: se fossi un esponente di spicco di certi ambienti anglosionisti non verrei proprio a passare giornate in barca in Italia...tira una brutta aria qui...

    29. mago 22 agosto 2024

      Azzardo che una barchetta simile abbia dei sensori che chiudano i boccaporti ed un bel pannello in sala comandi che segnali le anomalie poi anche Maxwell padre di Ghislaine compagna di Epstein ebbe un brutto incidente sulla sua barchetta tanto da affogare senza che nessuno abbia visto era anche lui legato a certi giri,naturalmente sono tutte coincidenze.

    30. ric 22 agosto 2024

      si m ma dai boccaporti oppure oblo' . l' acua che passa prima di riempite la barca e farla affondare passano delle ore .....rendi conto dei volumi interni ,,,la barca e0 affondata in brevissimi tempo. .difficile da sostenere come una casualita'...

    31. ric 22 agosto 2024

      I Palestinesi... ..

    32. ric 22 agosto 2024

      velista ecco cosa sono , ma sempre curioso instancabile di sapere come funzionano le cose

    33. ric 22 agosto 2024

      mah.. e affonda l' unica barca-capolavoro della Perini-navi

      nella rada con tante altre barche alla fonda ?

    34. ric 23 agosto 2024

      la deriva alzata , in assenza di vele funge perfettamente da contrasto fra opera morta ed opera viva anche a deriva completamente sollevata.. che per sollevata si intende sempre 5 mt sotto il livello della acqua ,Non riesco ad immaginare quante decine di tonnellate caratterizzino la deriva una simile imbarcazione, che le porte si aprano solo elettricamente non lo credo neanche s e lo vedessi..
      Poi calcola anche alla " carlona tutti i volumi interni , e vedrai che prima di riempire la barca ne passano di ore...

      posso solo dirti che una barca non da regata , sui 15/ 20 metri pesa sulle 15 tonnellate ma 7 di queste sono solo per il bulbo.........

      a meno che abbia perso il bulbo improvvisamente sotto sollecitazione allora tutto cambia...e l' albero anche non invelato potrebbe rovesciare la barca che senza bulbo non si raddrizza mai piu'---

    35. ric 23 agosto 2024

      assolutamente non veritiero il disegno .

      senza le vele il vento non smuove piu' di tanto la barca anche con deriva alzata. i 75 metri d' albero sono perfettamente contrastati la peso della deriva alzata. Poi mi si deve spiegare cosa ci fa una deriva alzata in un fondale di 50 mt......come gia' detto solo se perde il bulbo .la barca si solleva di almeno due metri sul pelo dell' acqua e allora la forza dell albero m non per il suo pesa , ma per il "momento " di leva potrebbe rovesciare la barca. circa la deriva ... una volta le barche venivano zavorrate con pietre dentro la chiglia........per contrastare lo sbandamento dovuto al vento....

    36. ric 23 agosto 2024

      il foutunale ha affondato solo la barca piu' grande , la piu' prestigiosa , e progettata dal miglior progettista al mondo...

      tutte le altre che erano in rada sono pronte a navigare...ma non ti vengono dei dubbi ?

    37. ric 23 agosto 2024

      si stavano a galla per pochi anni . alcuni decenni al massimo 20 anni le navi i da trasporto dell 1800... dovevano essere leggere veloci per assicurarsi il primato sui mercati europei , oppure quelle dei pirati per sfuggire alla finanza...
      ma ci sono vìbarche a vela della fine 1800 che ancora navigano perfettamente sane...6 nodi al massimo...con 30 nodi di vento..

    38. ric 23 agosto 2024

      sei per nulla andato fuori argomento a mio avviso , l' argomento e' interessante sotto tuti gli aspetti.

      aspettiamo le indagini...ma visti i personaggi in gioco non vorrei che diventasse un caso "Mattei " o Aldo Moro..

    39. XaMAS 23 agosto 2024

      situazione che non fa altro che confermare la stupidata delle porte elettriche

    1. clausneghe 22 agosto 2024

      E non verranno certamente a chiederci il permesso per cominciarla, scrive il Pacini che evidentemente non conosce gli Utenti di questo Sito (alcuni non tutti per fortuna) che di sicuro lo spernacchieranno definendolo un boomer da divano ossessionato dalla guerra che come tutti sanno non esiste se non nel cervello malato di pensionati e covidiani spinti. Non c'è nessuna guerra, è solo un teatrino per i gonzi creduloni, sono tutti d'accordo, anche quelli che muoiono o restano mutilati, è evidente che sono tutti d'accordo e la marmotta intanto scarta la testata radioattiva, così per gioco..
      A Tieste è tutto a posto, soffia la bora ogni tanto e i militari sono lì per pescare e fare il bagno, altro che prepararsi al combattimento..

    2. sbregaverse 22 agosto 2024

      Avviso ai natanti :
      Atttenzionare 《 L'onda dell'incrociatore》

    3. oliver 22 agosto 2024

      Ottimista !

    4. DANILO FABBRONI 22 agosto 2024

      Quindi la guerra non esiste a Gaza o in Ucraina?

    5. clausneghe 22 agosto 2024

      E te pareva..Guarda che ero in modalità "ironia nera"
      per via di una diatriba con coloro che anche qui sopra negano con insistenza che si vada verso un conflitto globale che non ci lascerà fuori, con buona pace dei "andrà tutto bene" Cordialità.

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