Nella patria di Elias Lonnrot è accaduto che quanto promesso, pianificato e deciso ancora un paio di anni fa dall’Istituto nazionale per l’educazione, questo autunno sia effettivamente divenuto realtà. Già dal corrente anno scolastico infatti, nella scuola primaria finlandese non si impara più a scrivere in corsivo ma soltanto in stampatello, in quanto strumento graficamente più semplice e più veloce da apprendere, oltre che più adattabile e familiare per l’uso di pc, tablet e smartphone. Addio per sempre alla grafia individuale (e quindi alla società finlandese del futuro), addio alle belle ed eleganti (ma anche alle brutte e sgraziate) scritture personali che tanto contraddistinguono ognuno di noi e la nostra personalità fin da bambini, sui banchi di scuola. Solo block capitals dunque, affiancate da un uso sempre più massiccio – che diverrà totalizzante nell’arco di pochi anni – di tastiere, touch screen e supporti tecnologici fin dal primo anno di primaria, rinunciando definitivamente alla creatività del proprio segno a vantaggio di e-fonts e lettering predefiniti e uguali per tutti.
Corsivo addio. Verso un’omologazione che sa di regressione storica
Commenti (21)
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Non è il corsivo in sé, è il trend che preoccupa. Oggi il corsivo, domani le poesie perché a chi interessano le poesie? Poi la letteratura e la storia perché nelle classi ci sono troppe nazionalità e non bisogna discriminare nessuno. Poi la matematica non elementare perché...troppo difficile. Alla fine verranno fuori yes men (e women) senza identità e capacità di critica. Ma forse è proprio così che li vuole il regime.
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Non ' in Filandia che hanno imposto la moneta elettronica ?
Quella che piace tanto a bersani ? -
Fastidioso e ignorante...
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Mah!.........Io saranno 35 anni che non scrivo più niente in corsivo. Uso solo lo stampatello.
Ci ho riprovato di recente e mi sono accorto che non saprei neppure più scrivere nulla in corsivo, non lo uso da troppo tempo....La "H" e la "F" maiuscole per esempio, non ricordo più neppure come si facciano...
Solo la firma sugli assegni mi viene benissimo......Sarà perché in quello ho moltissima pratica. -
stessa cosa qua, gli intelligentoni italiani si oppongano pure. Da mancino, con tentativi ripetuti di correggermi, non posso che essere schifato dall'ignoranza e arretratezza italopiteca, in Finlandia siamo anni luce avanti.
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Non è da molto che sanno scrivere i finlandesi.
Mi pare che la scrittura finlandese ci sia realmente solo dal XIX secolo, quindi è ovvio che sia difficile per i finlandesi imparare non solo la scrittura, ma differenziarla tra corsivo e stampatello, considerando che le lingue uraliche sono normalmente scritte con caratteri non occidentali. Oltretutto il filandese scritto è solo quello di Turku...
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Scrivere in corsivo è un modo per esprimere la propria fantasia e migliorarsi, una libertà di espressione personale che viene dall' anima, totalmente in sintonia con l' autore..:
" A mio avviso infatti, al di là di un pragmatismo di facciata, questa scelta nasconde una perniciosa omologazione che viene candidamente spacciata per innovazione ma che ha il sapore di un dispotico livellamento culturale. Siamo di fronte all’ennesimo caso di provvedimento subdolo e irreversibile che assottiglia sempre più i nostri spazi di libertà, intromettendosi perfino nel nostro modo di scrivere e di tenere la penna in mano, cosa che dovrebbe rappresentare, anche simbolicamente, un vero e proprio baluardo di libertà. "
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Scrivere a mano coinvolge molti più circuiti celebrali con conseguenze sicuramente rilevanti, sopratutto per i bambini. Che il corsivo funga da specchio per l’anima è affascinante ed abolire eliminare questa ricchezza di espressione pure questa avrà effetti prevedibili. .
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Cerebrali.
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Nelle classi dove insegno, gli alunni con maggiori difficoltà scrivono solo in maiuscolo e non riescono a leggere il corsivo. Questi, teoricamente sarebbero già pronti e contenti per una tale riforma.
Mi permetto di notare due cosucce : 1) scrivere in stampatello rallenta e occupa spazio sul foglio, ragione per cui gli elaborati di chi lo usa sono spesso poverissimi o più poveri di chi scrive in corsivo; 2) non è assolutamente detto che tutti potremo usare un tablet o un PC per comunicare: a scuola questi dispositivi sono abbastanza rari, vecchi e malfunzionanti. Anche se si avessero a disposizione aule di informatica perfettamente funzionanti e un tablet per ogni bambino, partire dall'idea che "tanto useremo tutti un PC per scrivere " per concludere che il corsivo è ormai obsoleto è demenziale, anti democratico e un mettere il carro davanti ai buoi. Inoltre ci si dimentica di un principio cardine della didattica: lo strumento usato non è mai neutro. Se cambio il modo di apprendere cambio anche il modo di ragionare e questo mi pare molto pericoloso quando si parla di bambini e ragazzi in formazione. -
E poi se tutti scrivono sempre con un PC sono piu' controllabili dal Potere.
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E' un punto fondamentale, tutto ciò che è digitato è digitale, quindi per l'eternità a disposizione dei mega database globali, mostri che stanno crescendo nelle fortezze informatiche delle elites.
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Il nuovo che avanza: mio figlio ha voluto frequentare un istituto tecnico indirizzo informatico. Classe digitale. Il tablet NON è gentilmente offerto dall'istituto (non se lo può permettere) ma deve essere finanziato dalla famiglia. Il più economico è l'IPAD mini, costo scontato 350€ circa. Altre famiglie hanno acquistato modelli superiori, il che pone almeno due questioni: il monopolio della Apple su questioni didattiche (chi lo ha deciso? Esiste ancora la difesa contro i monopoli?) e una sorta di bullismo da "ce l'ho più grosso io" ben tollerato dall'istituzione pubblica.
Ma questo è solo l'inizio. Provate voi ad acquistare dei libri digitali. Non si comprano nelle librerie, nossignori. Bisogna avere una connessione internet valida e carta di credito (le carte di debito, più economiche e funzionali non vanno bene) per acquistare ciò che lo Stato vuole. E non basta ancora. Un sito invece di cliccare sul libro virtuale vuole che si vada in una certa regione e si entri nel carrello, poi si deve digitare il codice ISBN. Semplicemente demente, per uno che fa continui acquisti online come me. Pensate poi che i libri virtuali costino una frazione dei libri reali, stampati su carta vera con inchiostro vero? Sbagliate. Costano diciamo l'80% del loro valore.
Ma tutte queste bestialità servono ad educare i nostri figli, si dice. Esperti in tecniche indirette, in relazioni virtuali, li vogliono concentrati sulla metafisica, cifra della postmodernità. Serve un altro Hegel, che ricordi come non è la metafisica a formare il carattere di un popolo, ma il materialismo storico.
Insomma un passo indietro non da poco, almeno filosoficamente parlando.
"lo strumento usato non è mai neutro."
Vaglielo a spiegare ai sostenitori del nuovo che avanza.....
Grazie del bel commento.
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concordo con gianluca2: l'articolo va letto come corollario a quello sul genio nordico.
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Qualche giorno fa uscì un post sulla presunta genialità nordica ...
Ecco qui i geniali nordici: cervelli all'ammasso.
Mi raccomando: imitiamoli subito.
Quando scopriremo che sono degli imbecilli sarà troppo tardi.
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Cosa significa il 93% di diplomati: significa un altissimo livello di scolarizzazione nemmeno lontanamente paragonabile a quella primaria di un tempo. A questo si ambisce arrivare in tutto il mondo. All'ignaro felice. Allo schiavo diverso. Se a questo si riescono a portare le masse, niente di nuovo sotto il sole, basterebbe solo sapere come vengono formati ed educati i figli dei feudatari per comprendere tutto.
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Ti posso rispondere io per esperienza indiretta: le scuole private, quelle serie, non i "diplomifici", quelle dove si fa la fila per entrare nonostante la retta e dalle quali si viene espulsi con facilità alla prima cavolata combinata sono severe, molto severe. Severe come lo era la scuola pubblica fino a quando un'omologazione verso il basso voluta da destra e da sinistra per opposti motivi non l'ha ridotta allo stato attuale.
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Uunista Ulos 20 novembre 2016
L'insegnamento del corsivo non evita comunque di commentare con una valanga di inesattezze...
Mi pare di capire che molti confondano corsivo con minuscolo (anche leggendo i commenti sul Foglio e sul Giornale), e mi pare lo faccia anche chi scrive l'articolo. Almeno nell'articolo ci si sente in dovere di specificare quale sia il livello della proposta formativa in Finlandia.
In Finlandia il livello medio d'istruzione è impressionante credo anche grazie a TV e giornali totalmente non paragonabili ai nostri. La gente legge moltissimo e viaggia altrettanto quindi prima di dare giudizi bisognerebbe informarsi.
Chi sostiene che l'insegnamento del corsivo è utile per lo sviluppo della fantasia parla di un mondo ideale e di un concetto astratto e probabilmente ha ragione. Poi però c'è la realtà, dove insegnare il corsivo a una classe di 25 alunni non so quanta fantasia sviluppi piuttosto che non insegnarlo a una classe di 10 - 12 alunni dove mezzi a disposizione e le attività proposte sono imparagonabili a quelle italiane. In Finlandia si va a scuola un anno dopo e i compiti a casa (che ci sono) sono pochi, eppure questo passaggio "morbido" allo studio pare estremamente efficace visti i risultati.
In Italia si parla ancora di ceffone educativo.....
Vivo a Turku e mia figlia, la prima di tre, frequenta la prima elementare.
P.s.: @Lila. Il finlandese, e i suoi 15 modi, sono letteralmente un casino, soprattutto per chi come me non ha studiato il latino... poi però scrivi un sacco di cose non vere: maschile e femminile non esistono, imparate le vocali diverse (quelle coi due puntini, per capirsi) è facilissimo da leggere, la grammatica esiste dal '600 (Agricola), prima si parlava o svedese o russo a seconda di chi comandava, qui NON è russia!
Lila 20 novembre 2016
... non ancora : )
Primadellesabbie 20 novembre 2016
La Carelia é divisa, fin quando c'era l'Unione Sovietica, la parte russa era la parte più curata, e destava l'ammirazione dei finlandesi che vi si recavano in gita.
I villaggi avevano diritto di estrarre dai boschi il legname per riparare e rinnovare le case.
Caduta l'URSS i boschi sono stati privatizzati, e le case trascurate fanno rimpiangere quei tempi...
PersicusMagus 21 novembre 2016
Ciao, ho letto che stai in Finlandia.
Si parlava un paio di giorni fa di clima.
Cosa vi sembra a voi in Finlandia, che negli ultimi anni le temperature si siano alzate o che tutto sommato siano nella norma?