Correva l'anno 2004: Cosa cerca Israele? Maurizio Blondet: "Un’arma che colpisca una specifica razza umana"

Correva l'anno 2004: Cosa cerca Israele? Maurizio Blondet: "Un’arma che colpisca una specifica razza umana"

26 Novembre 2004, ben 20 anni fa. Venti anni spaccati. ComeDonChisciotte.org pubblicò uno stralcio dal libro appena uscito “LA STRAGE DEI GENETISTI”, dove il grande giornalista Maurizio Blondet aveva indagato COSA CERCA ISRAELE.

Due decadi dopo, svariate guerre, un'era Covid-19, e ancora nuove guerre, anche vaccinali... ritroviamo in archivio questo pezzo interessantissimo, soprattutto alla luce di ciò che è accaduto negli ultimi quattro anni.

Nel mentre, l'immane tragedia di Gaza.

La parola a Maurizio Blondet.
Cosa cerca Israele?
DI MAURIZIO BLONDET

26 Novembre 2004

“E non si ravvidero dal commettere omicidi, magie, dissolutezze e furti” (Apocalisse, 9, 20)

Gli israeliani stanno cercando di identificare geni esclusivamente specifici degli arabi. Lo scopo: “creare per manipolazione genetica dei microrganismi che aggrediscano solo gli individui portatori di quegli specifici geni”. Non stiamo citando un romanzo di fantascienza né di fantapolitica, e nemmeno le elucubrazioni di complottisti paranoici. La notizia apparve il 15 novembre 1998 sul Sunday Times (1), l’inserto domenicale del Times di Londra, il più serio dei giornali britannici.

Il Times riportava che gli esperimenti erano in corso nel vasto centro di Nes Tziyona, sede dei laboratori militari più segreti di Israele, con installazioni per lo più sotterranee che coprono sei ettari. Citava un (anonimo) ricercatore israeliano, che riconosceva: “la comune origine semitica di arabi e israeliani rende il compito più difficile. Tuttavia, siamo riusciti a identificare certe caratteristiche particolari nel profilo genetico di certe popolazioni arabe, specificamente negli iracheni”.Il Times riferiva che la notizia aveva prodotto una piccola tempesta nella Knesset, il parlamento israeliano. Un deputato, Dedi Zucker, aveva dichiarato: “moralmente, data la nostra storia, la nostra tradizione e la nostra esperienza, un’arma di questo tipo è mostruosa e deve essere negata”.

Bella nobile dichiarazione, anche se notiamo in essa uno strano uso dei termini: l’arma razziale assoluta deve essere “vietata” o soltanto “negata”? Data la storia del popolo ebraico, è il possesso dell’arma finale del genocidio che va “negato” di fronte all’opinione pubblica?

Inutile chiedere a Dedi Zucker, che a quel tempo era membro, nel parlamento, della Commissione ricerca e sviluppo (dunque al corrente degli esperimenti in corso), e che nel frattempo ha lasciato il partito Meretz per fondare un proprio partito Verde. Non risponde a domande su quella sua uscita di tanti anni fa.

Anche più inutile bussare alle porte del centro scientifico Nes Tziyona presso Tel Aviv. Si tratta, come ha rivelato l’ex agente del Mossad Victor Ostrovsky, del “laboratorio per la guerra ABC di Israele”, ABC significa “atomica-biologico-chimica”: l’intera panoplia dell’armamento non convenzionale viene studiata e sviluppata segretamente lì.

Senza i minimi limiti morali, come fu detto ad Ostrovsky dai suoi superiori: “data la nostra estrema vulnerabilità, e che in caso di guerra non avremo un secondo appello, i nostri scienziati stanno sviluppando lì armi da giorno del ‘giudizio’. A questo riguardo, i palestinesi infiltrati [Ostrovsky parla di palestinesi catturati] venivano a proposito. Come cavie umane” (2). Converrà aggiungere subito che Ostrovsky ha avuto la casa bruciata ed è stato ridotto alla rovina economica per aver scritto queste righe. E che le rivelazioni del Sunday Times sono state accusate di “antisemitismo” dalla ben nota Anti-Defamation League.

Effettivamente, un’arma che colpisca una specifica razza umana e solo quella è molto difficile da sviluppare. Il DNA di ogni uomo, giallo, nero o bianco, è simile al 99,9 per cento a quello di ogni altro uomo sulla terra, di qualunque colore sia. Il DNA degli europei è composto al 65% del patrimonio genetico degli asiatici e al 35% di DNA africano, il che fa della “razza bianca” un ibrido delle due “razze” più antiche.

La ricerca di un’arma genetica razziale dovrebbe dunque concentrarsi su quello 0,1 per cento di differenze nella sequenza del genoma, che fa ciascuno di noi diverso da ciascun altro. Poco? Ma quello 0,1 per cento rappresenta pur sempre, nell’affollata catena del DNA umano, diverse decine di migliaia di componenti elementari. C’è un consorzio farmaceutico privato, il SNP (3), che sta lavorando proprio sui polimorfismi dei singoli nucleotidi ” insomma su quello 0,1 per cento di “diversità” genetica ” e sta cercando proprio le variazioni riscontrabili da gruppo a gruppo, da etnía ad etnía.

Perché nonostante tutto le differenze razziali esistono. Certe malattie colpiscono più frequentemente una razza, e risparmiano l’altra. Certi caratteri costanti nella disposizione e nella quantità di muscoli, grasso, pigmentazione della pelle, eccetera, sono visibili ad occhio nudo. Questi caratteri devono avere qualche corrispondenza nei geni. E’ qui che la ricerca è promettente.

Un profano faticherà a crederlo. E soprattutto ad essere creduto. Meglio lasciare la parola agli esperti, che da tempo “da anni” mettono in guardia contro quel certo tipo di ricerche. Nel 1993 un gruppo di biologi preoccupati, la Rural Advencement Foundation International, già sottolineava che la “raccolta e catalogazione di materiale genetico umano”, quale è il Progetto Genoma, avrebbe finito per rendere realizzabili dei virus specificamente diretti contro una etnía umana (4).

Nel 1996 fu un ente molto più ufficiale, la British Medical Association, a lanciare lo stesso allarme. La dottoressa Vivienne Nathanson, che nell’associazione medica guida il comitato etico, pubblicamente denunciò che “è oggi possibile” produrre armi biologiche che abbiano come bersaglio un gruppo umano geneticamente specificato. E suggerì che tali armi potevano essere usate non per uccidere, ma per indurre sterilità e deformazioni neonatali nel gruppo-bersaglio: un metodo di genocidio che, disse, sarebbe difficile denunciare, perché potrebbe sembrare un “atto di Dio” (5). Nel 1999 l’associazione dei medici inglesi è tornata ad avvertire, con più urgenza, del rischio: “negli ultimi decenni i rapidi progressi (6) della biologia molecolare hanno reso trasferibile da una specie all’altra e fra differenti organismi il materiale ereditario (DNA).

Il Progetto Genoma Umano e il Progetto Diversità Genetica Umana cominciano a consentire l’identificazione del codice genetico umano, e le loro variazioni, in gruppi etnici diversi. [“] Si esprime la preoccupazione crescente sull’uso potenziale della conoscenza genetica per lo sviluppo di una nuova generazione di armi biologiche e tossine. La ricerca legittima sugli agenti microbici, sia in relazione al loro utilizzo in agricoltura o per migliorare la risposta terapeutica alle malattie causate da quegli agenti, è difficile da distinguere da ricerche che abbiano il maligno scopo di produrre armi più efficaci”.

Negli anni ’80, il governo del Sudafrica, il governo dell’apartheid, finanziò un programma segreto di guerra biologica, chiamato “Project Coast”, dove cercò di mettere a punto un’arma genetica mirata alla popolazione nera. Una “bomba negra”, per uccidere o debilitare solo gli africani. Pare che studi accurati fossero fatti, in quella sede, sulla pigmentazione epidermica come “bersaglio” possibile. Si cercò anche un farmaco capace di provocare l’infertilità, e che potesse essere somministrato agli africani in modo surrettizio, magari sotto il pretesto di una vaccinazione di massa.

Tutto ciò è stato scritto nero su bianco non già in un romanzo fantapolitico, bensì su un rapporto che la US Air Force ha pubblicato nell’aprile 2001 (7). Gli autori danno conto dello smantellamento di quei programmi segreti, che in ogni caso non condussero a nulla di conclusivo. Ma si domandano: “quanto vicino è arrivato il Sudafrica ad una ‘bomba negra’? Altri paesi stanno sviluppando armi biologiche simili?” (8)

La domanda rischia di essere retorica. A causa dell’apartheid, il regime sudafricano fu colpito da embargo generalizzato. Sviluppò una sua propria industria di armamento con la collaborazione di Israele. Gli Stati Uniti ne erano consapevoli. Anzi, sembra, fu Henry Kissinger a incoraggiare quella collaborazione discreta: in quegli stessi anni l’Urss fomentava in Africa meridionale tutta una serie di “rivoluzioni” comuniste e il Sudafrica bianco era, in qualche modo, il solo contrafforte occidentale. Vi furono momenti in cui si produsse una vera integrazione delle due forze armate, Israele e Sudafrica.
Tutta una serie di armi rivoluzionarie furono concepite lontano da sguardi curiosi. Un cannone speciale a tiro rapido, creato dall’ingegnere Gerard Bull (9), fu adottato dai due eserciti. Nel 1977, un’esplosione nucleare nell’alta atmosfera sopra il deserto della Namibia rivelò agli americani che il primo test atomico israeliano aveva avuto successo. Sui progetti biologici condotti in comune sappiamo, ovviamente, molto meno. Ma nell’articolo rivelatore del Sunday Times compare il nome del dottor Dean Goosen, un sudafricano specialista di armamenti biologici: un personaggio che è riemerso in una recente faccenda assai oscura di contrabbando di armi biologiche.

Converrà ricordare che Israele non ha mai firmato la Convenzione contro le armi batteriologiche del 1972, sottoscritta da 140 paesi. Un portavoce israeliano, interrogato da giornalisti esteri sulla “bomba etnica”, rispose: “abbiamo un intero cesto di sorprese strategiche che non esiteremo ad usare se lo stato d’Israele sarà gravemente minacciato” (10).

E’ la dottrina strategica israeliana, applicata anche all’arma atomica. Negli anni della guerra fredda, Usa e Urss dichiararono preventivamente a quali condizioni avrebbero messo mano alle armi atomiche. Per esempio, non avrebbero risposto ad un attacco convenzionale con bombe nucleari. Israele si rifiuta di dichiarare a quali condizioni è disposta ad usare l’arma assoluta, per lasciare i potenziali nemici nell’incertezza strategica sulle sue reazioni, il che è in sé uno svantaggio strategico.

Il Sudafrica ha avuto il buon senso di smantellare i suoi progetti nucleari, scongiurando una corsa agli armamenti atomici in Africa. Israele non ha dato prova dello stesso buon senso per il nucleare, ed ora è costretta a bombardare preventivamente centrali dei potenziali nemici (lo ha fatto contro l’Irak distruggendo la centrale di Osirak, si prepara a farlo contro l’Iran) per soffocare tale corsa. Più Israele si arma, più paranoicamente si sente “insicuro” e “minacciato”: la condizione unica e soggettiva che, secondo la propria dottrina, l’autorizzerà ad usare per primo le armi non convenzionali.

Maurizio Blondet
Fonte:www.effedieffe.com
(capitolo tratto dal nuovo libro di Blondet “La strage dei genetisti – I retroscena della guerra nucleare, batteriologica e chimica”)

Maurizio Blondet
Tratto da “LA STRAGE DEI GENETISTI”
di Maurizio Blondet
2004, pp. 124, Edizioni EffediEffe

NOTE

[1] Uzi Mahnaimi e Marie Colvin, “The Israelis are making a virus that would target arabs: Israel planning ethnic bomb as Saddam caves in”, London Times, 15 novembre 1998.

[2] V. Ostrovsky, By Way of Deception, citato da Kellia Ramares in “Unholy Grail, the Quest fo Genetic Weapons”, sul sito From The Wilderness, 4 marzo 2003.

[3] IL SNP Consortium (Single Nucleotide Polimorphism Consortium) è stato formato da AP Biotech, AstraZeneca, Aventis, Bayer, Squibb, Hoffman-LaRoche, Glaxo Wellcome, IBM, Motorola, Novartis, Pfizer, Searle, SmithKline: insomma l’intero mondo dei colossi multinazionali del farmaco.

[4] Pat R. Mooney, “Technological Transformation: the Increase in Power and Complexity is coming just as the ‘Raw Materials’ are eroding”, ETC Century, Dah Hammarskjoeld Foundation, Development Dialogue 1999: 1-2, p.33.

[5] “Genetic Weapons Threat?”, nel Genetic Forum della World Medical Association, in The Splice of Life, 4 febbraio 1997, Vol. 3 N. 4.

[6] Il complesso dell’informazione genetica accumulato nelle banche internazionali del gene raddoppia ogni 14 mesi. Un quarto di secolo fa, un laboratorio impiegava due mesi per sequenziare 150 dei miliardi di nucleotidi (le “lettere” molecolari che costituiscono il “messaggio” di un gene); oggi, si è in grado di mappare 11 milioni di geni in poche ore. Il costo della mappatura del DNA è calato da 100 dollari per coppia di basi nel 1980 a un dollaro nel 2001. Mappare il DNA di un singolo individuo alla ricerca di almeno 100 mila “variazioni individuali” (Single Nucleotide Polimorphisms) costava dieci anni fa 20 mila dollari, oggi lo stesso esame costa qualche centinaio di euro. Negli Stati Uniti, questa mappa personale genetica è diventato un diffuso regalo di nozze.

[7] Stephen Burgess ed Helen Purkitt, “The Rollback of South Africa’a Chemical nd Biological Warfare Program”, USAF Counterproliferation Center, Air War College, Maxwell Air Force Base, Alabama, aprile 2001.

[8] Ibidem, p.84, nota 17.

[9] Gerard Bull, geniale innovatore dell’artiglieria, progettò come noto un super-cannone, capace di lanciare proiettili a “velocità di fuga”, ossia di metterli in orbita: più economico e sicuro di missili. Per qualche motivo, il progetto fu rifiutato dalla Nasa e da Israele. Bull finì per offrirlo a Saddam Hussein. Fu ucciso in Belgio nel 1988, in una stanza d’albergo, quasi sicuramente da agenti del Mossad.

[10] Roy R. Blake, “Genetic Bullets, Ethnically Specific Bioweapons”, su FreePress Org., 4 gennaio 2002.
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Fonte - https://comedonchisciotte.org/cosa-cerca-israele-278/

Si ringrazia il Dott. Umberto Mendola

Commenti (29)

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Mostra commenti 29 caricati
    1. omega 30 novembre 2024

      Tanti anni fa diedero al cinema un film , nel quale una organizzazione razzista segreta aveva individuato un agente patogeno(ricordo di colore rosso) che, versato negli acquedotti delle città americane, poteva uccidere solo i neri.
      Ovviamente l'attentato venne sventato in tempo.

    1. mago 29 novembre 2024

      Ammesso e concesso che giochino con il DNA umano non vi sembra ridicolo che non abbiano trovato la cura contro il cancro o qualche altra malattia collegata ??? Eh si

    1. mago 29 novembre 2024

      dalle mie poche conoscenze in merito noto che gli ebrei si sposano sempre fra di loro e le coppie miste sono dettate da interesse,a parte quelli richiamati in Israele per i noti motivi quelli del ceppo originario avrebbero un patrimonio genetico puro quasi al 100% a differenza del resto del mondo che tende a relazioni multirazziali per scelta o perché non ne può fare a meno vedi paesi colonialisti.Per il resto io non ho mai visto negli spot Covid a differenza dei filmetti che vanno di moda oggi la persona di colore in terapia intensiva o abbia avuto notizia ,letto necrologi di decessi di quel tipo di persone. ci sarebbe da meditare.

    1. mago 28 novembre 2024

      I Russi catturarono persone che stavano mappando il DNA in zone confinanti,non mi ricordo più purtroppo la fonte.Penso che questi ( i Sionisti) ed in generale i loro amici si stiano spingendo un po’ troppo a giocare con il DNA. Poi oggi leggo che sospenderebbero il mandato di arresto per bibi e la sua cricca se si impegnerebbero a condurre una inchiesta seria sul presunto genocidio.

    2. casalvento 28 novembre 2024

      Non saranno i soli. La genetica è come un vaso di Pandora. Ne vedremo delle belle, si fa per dire.

    1. PietroGE 28 novembre 2024

      La pericolosità di Israele sta nel fatto che si tratta di un regime teocratico e quando ci sono di mezzo i motivi religiosi è difficile se non impossibile aspettarsi una politica basata sul ragionamento e la razionalità. C'è poi la caratteristica di inserire la vendetta, anche a distanza di secoli, come strumento della politica di convivenza con i popoli vicini e lontani che rende gli accordi e le pacificazioni carta straccia. Non sono solo le caratteristiche genetiche degli arabi quello che i genetisti israeliani stanno cercando di individuare per usarle come arma biologica ma, e la cosa è molto più facile, quelle degli ariani europei. Da notare però c'è anche il fatto che il razzismo ebraico e l'uso di sposarsi anche tra cugini rende gli ebrei stessi vulnerabili a questo tipo di armi biologiche, anche più di altri popoli.

    2. Sony 28 novembre 2024

      Motivi religiosi? 😂😂😂 pensavo fosse una astuta copertura… la religione non c’entra nulla. Vogliono semplicemente tutto il medioriente e forse anche di più ma non lo fanno in nome della religione, quella è la scusa per gli allocchi. Mi fa strano che lo hai scritto.

    3. PietroGE 28 novembre 2024

      Lo vogliono perché glielo ha promesso Dio stesso. Così dicono. Basta poi seguire quello che dice Netanyahu negli ultimi discorsi.

    4. Sony 28 novembre 2024

      Si ma abbi pazienza lo dicono per gli allocchi non è la verità… nemmeno per loro è la verità, qualcosa devono pur dire per giustificare e ci riescono nell’intento e.

    5. ric 28 novembre 2024

      cosi dicono... basta dirlo e tutti dovrebbero crederci ?

      sembra di si..

    6. ric 28 novembre 2024

      L’arroganza di IsraeleSe non fossimo in un mondo così schifoso bisognerebbe prendere una troupe e stare un mese nei territori occupati per filmare quello che succede.Ma pare che i media diventino ciechi e sordi dinnanzi alla bufala colossale del diktat biblico/essenzialista: quella terra appartiene a loro perché lo ha deciso Dio .Gaza,luogo infernale ,è da 75 anni sotto il tallone di ferro del Governo israeliano al punto tale che è stata dichiarata ‘territorio inabitabile’ dall’ONU.E anche se gli israeliani, hanno detto che da lì si sono ritirati,di fatto ,,sono loro che decidono tutto, elargiscono l’energia, l’acqua, l’elettricità.Con questo attacco,che ha sbaragliato l’arroganza e la sicurezza di Israele abituata ad agire indisturbata , Netanyahu rilancerà sul fatto che gli ebrei si devono difendere e devono esistere; e sarà legittimato a massacrare migliaia di palestinesi, tra loro ci saranno donne, anziani e bambini. Per lui i palestinesi devono stare incatenati, senza la possibilità di vivere,nascere,durare …

    7. casalvento 28 novembre 2024

      La loro religione mi sembra essere essenzialmente un culto di se stessi come popolo o tribù o nazione che sia.

    8. ric 29 novembre 2024

      ne tribu' tantomeno popolo ...Un branco di iene .

    1. maghi 28 novembre 2024

      blondet non conosce la termo al cobalto. Sarebbe meglio se qualcuno gliene parlasse.

    2. Sony 28 novembre 2024

      Nemmeno io, mi vuoi spiegare?!

    3. Sony 28 novembre 2024

      Odio la spocchiosita’…ed il so tutto io… so benissimo di che parli ovviamente e magari spieghi cosa c’entra con l’articolo che parla di tutt’altro. Grazie e buona giornata.

    4. maghi 28 novembre 2024

      se sai cos'è, dovresti capire che la termo al cobalto rende inutili le armi nucleari. Che Blondet o altri ne parlino serve solo per terrorizzare. E' merito di essa se non ci può essere una guerra nucleare tra potenze nucleari. Tutti quelli che le paventano, fanno solo propaganda. Questa è l'ultima risposta chi ti dò, perchè il tuo tono non mi è piaciuto. Addio.

    5. maghi 28 novembre 2024

      ovviamente il nick name sony finisce tra coloro che il sommo Virgilio consigliò al Sommo Vate di solo guardare e passare oltre. Senza nessun riferimento all'inferno, ovviamente. Per me tutti possono andare dove vogliono. Ci mancherebbe.

    6. colzani5 29 novembre 2024

      Cortesemente, potrebbe illustrare il funzionamento di questa "termo al cobalto" e in che modo dovrebbe inibire una ipotetica esplosione termonucleare ed il suo conseguente fall-out radioattivo. Grazie

    7. maghi 29 novembre 2024

      E' detta la bomba della fine del mondo. Esiste dagli anni '60 e tutti i paesi nucleari la possono avere. La sua deflagrazione potrebbe spargere le sostanze radioattive in tutto il globo, sterilizzando la vita, non solo umana, per 5 anni. Dopo la radioattività decadrebbe, permettendo di nuovo la vita. Solo che di vivo non ci sarebbe più nulla, tranne qualcuno che si fosse rifugiato per quel periodo sotto terra. Sono convinto che Putin, quando ha detto che ai russi non interessa un mondo senza la Russia, si riferisse più alla termo al cobalto, che alle altre armi nucleari. Per lo stesso motivo al Corea del Nord è lo stesso tanto temuta e pure Israele. Paesi lillipuziani, che senza non sarebbero considerati più di tanto. E' quella la vera ragione dell'impossibilità dello scoppio di una guerra tra potenze nucleari o tra i due blocchi, est vs ovest, che ormai esistono.

    8. colzani5 30 novembre 2024

      Ho capito ma potrebbe essere più specifico e se possibile citare riferimenti e materiale di studio dove approfondire. Grazie

    9. maghi 30 novembre 2024

      basta andare su internet e digitare "termonucleare al cobalto".

    10. colzani5 30 novembre 2024

      Certo. Ma a parte il fatto che questo fenomeno è conosciuto da decenni e la narrativa in merito è facilmente tracciabile, quello che non ho capito è in che modo (e per questo le ho chiesto delucidazioni) ciò possa neutralizzare un fall-out nucleare avendo questa applicazione la caratteristica di generare un fall-out ancora più dirompente e duraturo di quelli generati dalle "tradizionali" bombe nucleari. Grazie

    11. maghi 1 dicembre 2024

      con la termo al cobalto è chiaro che non è possibile per nessuno sperare di vincere una guerra nucleare, perchè la ricaduta radioattiva interesserebbe la superficie di tutto il globo, sterilizzandolo e annullando qualsiasi forma di vita, animale o vegetale che sia. Se verranno utilizzate le armi nucleari, sarà fatto di comune accordo per scongiurare il pericolo che qualche paese pazzo, come potrebbe essere benissimo Israele col suo fondamentalismo religioso o anche la Corea del Nord, faccia brillare una termo al cobalto, prima di essere sopraffatto. Il fall-out della bomba termo al cobalto, ha così limitato, se non scongiurato, il il fall-out delle altre bombe nucleari.

    12. colzani5 1 dicembre 2024

      Non voglio esser polemico ma non ha dimostrato l'efficacia detterrente di questa alternativa al cobalto e nemmeno mi ha indicato riferimenti a cui poter accedere per verificare la sua teoria. Potrebbe spiegare meglio in che modo l'alternativa cobalto renderebbe "inutili le armi nucleari"? Grazie

    13. maghi 1 dicembre 2024

      perchè dopo il suo utilizzo non ci rimarrebbe più nessuno, che le potrebbe usare. Fine della civiltà e dell'umanità.
      A me pare chiaro che una cosa è utile se c'è qualcuno che la può usare. Se non c'è più nessuno, tutto diventa inutile.

    14. colzani5 1 dicembre 2024

      Credo che questo accada anche nel caso di un confronto nucleare. Correvano gli anni 50 quando questa ipotesi venne a galla e da allora le stesse ipotesi sono state sviluppate anche per l'impiego delle più dirompenti armi nucleari odierne che in quanto a dirompenza e fall-out surclassano di gran lunga qualsiasi tipo di bomba H, che dovrebbero essere i veicoli di questa bomba al cobalto. Comunque, per quel poco che ho potuto studiare l'isotopo del cobalto 60 porterebbe devastazione su aree limitate alla deflagrazione della bomba e il decadimento limitato a 5,7 anni. Ad ogni modo, se questo ordigno rende inutili le bombe nucleari credo che ogni nazione dovrebbe dotarsene di uno garantendo così la pace sulla Terra.

    15. maghi 2 dicembre 2024

      gli isotopi di Chernobil e di Fukushima sono stati ritrovati in tutto il mondo. Questo dovrebbe far riflettere. Sì, penso proprio che la termo al cobalto abbia assicurato, se non la pace alle nazioni nucleari, almeno di non essere coinvolte in una guerra globale, perchè, come ha detto anche Putin, ai russi non interessa un mondo senza la Russia. Penso lo pensino pure i sionisti e anche i pazzi di quei paesi dotati di armi nucleari. Basta costruire una termo al cobalto abbastanza grande rivestita di sufficiente cobalto e la vittoria e distruzione dei nemici è raggiunta. Tanto la sconfitta, anche se contro un nemico finto comprensivo che ti dà un piano Marshall alla lunga diventa sempre un'assimilazione e una schiavitù.
      Non tutti gradiscono finire schiavi e assimilati, ci sono pur sempre individui con dignità, personalità e indipendenza, che preferiscono la morte alla schiavitù.
      Purtroppo la razionalità benigna è una caratteristica solo del super-io, ma le azioni dell'essere umano sono dettate il più delle volte dall'io-inconscio. Quindi maligne.

    16. colzani5 3 dicembre 2024

      Capisco la logica dietro a questo teorema e credo che l'intenzione di innescare un conflitto nucleare era remota (se non utopica) già con la tecnologia convenzionale.
      L'idea che un pazzo possa porre fine al pianeta Terra è ciò che ha forzato le amministrazioni delle nazioni nuclearizzate a sottoscrivere protocolli di sicurezza che rendano praticamente impossibile l'innesco di un tale scambio militare.
      Forse chi non ha sottoscritto i trattati di non proliferazione e tuttora nasconde al globo il proprio arsenale potrebbe essere considerato un pericolo loetale per l'intera umanità.
      Ma anche in questo caso, nonostante Israele sia colmo di invasati messianici, mi auguro che i protocolli di innesco siano complessi e inaccessibili come per USA, Russia e Cina.
      Potrebbe - ed uso il condizionale perché le menti dei sionisti sono diverse da quelle degli esseri umani - che queste bestie impieghino armi tattiche come perfino uno storico "pacifista" come il sionista Benny Morris si auspicava nella probabile e prossima guerra di ridimensionamento e rovesciamento della Persia.

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