“CONTRO LA FAMIGLIA”: IL GLOBALISMO ALL’ATTACCO SENZA FRENI

L'ANALISI DI ANDREA ZHOK SULL'ULTIMO NUMERO DELLA RIVISTA MICROMEGA: "IL PROGRESSISMO COME RETROGUARDIA ARMATA DEL NEOLIBERISMO"

“CONTRO LA FAMIGLIA”: IL GLOBALISMO ALL’ATTACCO SENZA FRENI

Di Andrea Zhok

Stamane ricevo una comunicazione pubblicitaria, della rivista Micromega, rivista progressista per antonomasia, cui ho anche dato in passato un contributo. Nella comunicazione si annunciava l’uscita, in libreria e online, del nuovo volume dal titolo "Contro la famiglia. Critica di un'istituzione (anti)sociale". Riporto qui sotto il commento introduttivo.

“La famiglia come istituzione sociale è, non da oggi, oggetto di analisi e critica. Nel corso della storia il suo superamento è stato obiettivo sia di progetti di emancipazione basati su un’idea di condivisione della proprietà e del lavoro, sia di progetti politici totalitari, che in essa e nelle appartenenze e lealtà di cui è costituita scorgevano un ostacolo al rapporto tra i cittadini e lo Stato.

Non c’è dubbio che oggi ci troviamo di fronte a un prepotente ritorno della retorica dei legami familiari e di sangue. E allora cosa significa, oggi, proclamarsi “contro la famiglia”, come MicroMega ha scelto di intitolare il quarto volume di questo 2024 in libreria dal 25 luglio? Non certo mettere in discussione i legami affettivi e di reciproca cura che all’interno della famiglia si creano, ma mettere a fuoco e fare oggetto di analisi critica tutti i suoi aspetti antipolitici e antisociali: il FAMILISMO AMORALE; la TENDENZA A MINARE AUTOREVOLEZZA E CREDIBILITÀ DELLA SCUOLA, nel desiderio di ergersi a unica agenzia educativa dei figli; il ruolo svolto nella TRASMISSIONE DI RIGIDI RUOLI DI GENERE; la CONCENTRAZIONE DI GRANDI CAPITALI TRASMESSI PER VIA EREDITARIA con conseguente immobilità sociale... D’altro canto molto spesso sono le carenze dello Stato a indurre gli individui a un RIPIEGAMENTO NELL’AMBITO DELLE COMUNITÀ PIÙ PROSSIME, PRIMA FRA TUTTE PROPRIO LA FAMIGLIA, IN UN CIRCOLO VIZIOSO CHE È NECESSARIO SPEZZARE PER GARANTIRE A CIASCUNO IL PIENO DIRITTO AL DISPIEGAMENTO DELLA PROPRIA PERSONALITÀ.” [sottolineature mie]

Alcune considerazioni a commento sono d’uopo, esaminando partitamente le accuse qui sopra addotte a carico dell’ordinamento famigliare. Credo che ciò sia utile per mostrare come questa posizione esposta da Micromega rappresenti in forma emblematica alcune ragioni di fondo per cui il progressismo culturale sia divenuto, nel contesto contemporaneo, un’entità socialmente distruttiva, politicamente dissolutiva ed eticamente catastrofica.

L’attacco all’istituzione famigliare in ambito progressista o “di sinistra” non è naturalmente una novità, ma come sempre negli sviluppi culturali il contesto in cui una tesi viene proposta e sviluppata è non meno importante delle tesi stesse.

Nell’ambito ottocentesco in cui dapprima si sviluppa la critica all’istituzione famigliare, alcune delle tesi qui richiamate, come il riferimento al familismo amorale, potevano avere un relativo fondamento.

Ricordiamo che il concetto di “familismo amorale” venne introdotto dal politologo americano Edward C. Banfield nel suo libro The Moral Basis of a Backward Society (1958), frutto di una permanenza di 9 mesi nel paesino di Chiaromonte (Basilicata). Quest’esperienza permise apparentemente a Banfield di trarre conclusioni di valore generale sul ruolo negativo della famiglia nucleare come latrice di arretramento socioeconomico, a causa del proprio connaturato egoismo. A settant’anni di distanza la sciatteria dell’analisi di Banfield, 188 pagine prive di un apparato di analisi storica o comparativa degna di nota, appare palese. Ma ciò non toglie che il concetto di familismo amorale sia riuscito a diffondersi come uno dei molti piedi di porco utilizzati per scardinare ogni legittimazione dell’ordinamento famigliare. Che la famiglia nucleare, in condizioni storiche specifiche, possa assumere un ruolo eminentemente difensivo ed autoreferenziale è certo, ma che ciò sia una caratteristica in qualche modo qualificante della famiglia nucleare e delle sue lealtà interne, questa è una sciocchezza insostenibile. Sia come sia, in una fase espansiva della società moderna, in cui, almeno di principio, istituzioni statali strutturate iniziavano a farsi spazio, poteva essere plausibile vedere in alcune resistenze e diffidenze delle strutture famigliari tradizionali un fattore frenante, “regressivo”. Il prototipo di questa funzione regressiva poteva essere un modello di familismo visibile in alcune forme di criminalità organizzata (il familismo tipo “Padrino”). Ma la vera questione qui è capire in che misura nell’Europa del XXI secolo la “famigghia” di Vito Corleone rappresenti un fattore reale di destabilizzazione antisociale. L’impressione è che certa intellighentsia tragga le proprie fonti sulla realtà sociale più da Netflix che da uno sguardo alla realtà circostante.

La seconda imputazione grave che Micromega ritiene di dover ascrivere alla famiglia è di “minare l’autorevolezza e credibilità della scuola”. (Ok, non ridete). Qui, di nuovo, ci troviamo in un contesto analitico che sembra nascere nella società degli anni ’60. Sembra che abbiamo attorno famiglie solidissime e impermeabili, ma con alti tassi di analfabetismo, che fanno da barriera ai lumi della ragione portati dalla nuova scolarizzazione. Solo che mentre sessant’anni fa una funzione sprovincializzante e formativa della scuola pubblica poteva essere sostenuta, oggi la scuola è assediata da programmi eterodiretti, americanizzati, ad altissimo tasso ideologico, con una simultanea riduzione delle conoscenze a favore delle “competenze” (l’esteriorità di atteggiamenti e comportamenti). Al contempo le famiglie sono sempre più impotenti e slambricciate, assediate a loro volta dagli onnipresenti “schermi” che “educano” h24 i propri figli ai valori di TikTok e Walmart. Gli intellettuali di Micromega sembrano appena sbrinati, dopo essere entrati in un congelatore quando in televisione c’era il “maestro Manzi”.

La terza imputazione è complementare alla seconda: la famiglia avrebbe un ruolo regressivo perché sarebbe complice della “trasmissione di rigidi ruoli di genere”. Ora, al di là del fatto che è assai dubbio che ciò corrisponda oggi in qualche misura al vero, la vera questione è: esattamente a chi spetterebbe di educare i figli in questioni come l’affettività o l’orizzonte di aspettative circa sesso e genere? A Micromega? A Fedez? Al MinCulPop? Ai Kibbutz? Ai Soviet? All’Agenda 2030? Sono sfiorati dal dubbio che l’idea di possedere una superiore saggezza su temi come l’affettività primaria sia sfacciatamente autoritaria?

La quarta imputazione è forse la più comica: la famiglia favorirebbe l’immobilità sociale in quanto favorirebbe la concentrazione dei capitali per via ereditaria. Usciti dal loro congelatore ottocentesco gli intellettuali di Micromega hanno davanti agli occhi senz’altro i Buddenbrook. Si immaginano famiglie di capitalisti col cappello a cilindro e l’etica protestante del lavoro che passano attività di famiglia e capitali ai propri discendenti di sangue. Il carattere anonimo delle odierne multinazionali e dei fondi di investimento sembra essergli sfuggito. Di più, il modello famigliare che alimentava la concentrazione dei capitali non è neanche il capitalismo ottocentesco. Bisogna risalire al maggiorascato – abolito col Codice Napoleonico - dove solo il primogenito ereditava (per evitare il frazionamento del capitale). Ecco, immaginare che oggi la tendenza dei capitali alla concentrazione in regime capitalista sia dovuto all’ereditarietà famigliare è un indice strepitoso di come la sinistra non maneggi più neppure quegli elementi di economia di cui un tempo si faceva vanto.
E peraltro, laddove questa tendenza esistesse, laddove fossimo ancora in pieno maggiorascato, ovviamente il problema sarebbe rappresentato da ciò che la legislazione consente di fare, non certo dall’esistenza di un ordinamento famigliare.

In sintesi, lo stantio attacco alla famiglia che Micromega ritiene di dover muovere è motivato da una collezione di pretesti insostenibili. Ma la vera, profonda, motivazione è quella che fa capolino nelle considerazioni finali di cui sopra, ed è una motivazione schiettamente IDEOLOGICA: la famiglia, rientra nel novero delle “comunità più prossime”, che lo pseudoilluminismo progressista (in realtà neoliberismo inconsapevole) chiede di spezzare per “garantire a ciascuno il dispiegamento della propria personalità”.

Al netto della fuffa sul carattere “antisociale e antipolitico” della famiglia, l’ordinamento famigliare, e gli ordinamenti comunitari in genere, rappresentano uno scandalo per l’odierna sinistra neoliberale perché non si adattano alle esigenze dell’individualismo mercatista – unica dimensione di libertà che sono ancora capaci di immaginare.
Il modello di libertà che propongono è il sogno bagnato di quel grande capitale che fingono di osteggiare. Sognano individui sradicati, isolati, che cercano consolazione passeggiando in quel grande supermercato che è diventato il mondo occidentale. Sognano individui fragili, fluidi e perciò disponibili ad essere collocati senza resistenza in ogni anfratto e posizione del macchinario globale. Collaborano fattivamente alla dissoluzione di ogni identità stabile, collettiva quanto personale, che potrebbe fungere da baluardo alla liquefazione dei rapporti di mercato.

Non so se questa operazione sia frutto di schietta complicità con il paradigma neoliberale, o se sia solo segno di una drammatica inconsapevolezza culturale, ma alla fine questo interessa il giusto: le intenzioni contano fino ad un certo punto e ciò che resta a futura memoria è solo un ennesimo contributo al degrado corrente.

Di Andrea Zhok

26.07.2024

Andrea Zhok, Professore associato di Filosofia Morale, Università degli Studi di Milano.

Fonte: https://t.me/andreazhok/420

Titolo originale: "IL PROGRESSISMO COME RETROGUARDIA ARMATA DEL NEOLIBERISMO"

Commenti (43)

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    1. Moderatore 29 luglio 2024

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      In questo caso ho approvato il suo commento ma la invito a adeguarsi in futuro.

    1. Jimbo 28 luglio 2024

      Zhok, uno dei piú lucidi.
      Sempre.

    1. BrunoWald 27 luglio 2024

      "della rivista Micromega, rivista progressista per antonomasia, cui ho anche dato in passato un contributo."

      Chi è colpa del suo mal...

      Detto questo, è un buon articolo.

      "Il modello di libertà che propongono è il sogno bagnato di quel grande capitale che fingono di osteggiare. (...) Collaborano fattivamente alla dissoluzione di ogni identità stabile, collettiva quanto personale, che potrebbe fungere da baluardo alla liquefazione dei rapporti di mercato."

      Il "progressismo" in poche righe.

    2. Cleon XIII 27 luglio 2024

      La famiglia, nel bene e nel male, è molte cose ma, essenzialmente, nell'ottica di una società che ha a cuore la giustizia sociale, la famiglia è parte essenziale di quel che chiamiamo welfare. Chiediamoci: chi negli ultimi decenni ha avuto interesse alla distruzione del welfare e degli ammortizzatori sociali? Chi ha voluto gettare gli individui disarmati e indifesi in pasto al Mercato?

    1. Bertozzi 27 luglio 2024

      Zhok, anche tu cerchi il facile consenso predicando banalità anti-trasumane, come se fossero grandi scoperte, puntando alla "pancia" dei lettori, e scrivendo idee fin troppo scontate, proporre analisi nuove e scevre dagli schieramenti politici è di sicuro troppo difficile per te; l'articolo come molti commenti spara sulla croce rossa della sinistra, evitando però di evidenziare le immense lacune dell'altra parte che ne esce sempre come una verginella e alimenta sottilmente l'inutile dicotomia vintage fra destra e sinistra - ennesimo specchio per le allodole e gigantesca distrazione di massa- per cui anche qui si sente il puzzo di vecchio e di cattedratico lontano un miglio, e non se ne capisce molto lo scopo, forse solo per farsi belli... Davanti a micromega, sai che gran raggiungimento.
      Che ci vuole su - tornando in argomento - davanti al demonismo attuale pure la peggiore famiglia di ieri pare una bellezza, peccato che non lo fosse nel 99 per cento dei casi. Di nuovo, distrazioni intellettualoidi di chi sta comodo comodo pagato dallo stato, che non mi pare sia mai stato citato nel suo bel pamphlet, come se lo stato non centrasse nulla col modus vivendi attuale, quando invece è il principale veicolo di tutto lo schifo che viviamo. Mai citato. Prendiamocela con micromega e con gli intellettuali di sinistra, prendersela coi cadaveri mica è difficile, più difficile prendersela col proprio datore di lavoro, vero prof? D'altronde, lo ricordo sempre, Zhok era quello che diceva che chi non vota se si rompe una gamba non dovrebbe andare al pronto soccorso, per cui, di che stiamo a parlare. Ennesimo buon tentativo, ma non abbocchiamo.

    1. Heidrek 27 luglio 2024

      Bé che dire, nemmeno sapevo che esistesse un simile movimento di critica nei confronti della famiglia nucleare.
      Secondo me sono scemenze scritte da persone perfettamente consapevoli di ciò che fanno, e che in realtà nemmeno le pensano veramente.

      Il disegno neoliberalista dietro simili prese di posizione è più che evidente: atomizzare la società a livello molecolare (l'individuo) e recidere il più possibile ogni forma di legame che possa fungere da ostacolo ai consumi.
      Se non hai né famiglia né amici devi comprarti tutto e non puoi condividere niente. Ora: tutto ciò è legittimo, ma l'individualismo dev'essere una scelta consapevole e non un costrutto calato dall'alto.

      Fra il XIX e il XX secolo le elite liberali sono riuscite -anche se non del tutto- a demolire l'istituto della famiglia allargata in favore di quella nucleare: il successo più vistoso lo hanno raggiunto verso la fine del secolo, con i risultati che tutti sappiamo.
      Spesso non ci rendiamo conto della perdita che il nostro mondo ha subito con la fine della famiglia allargata: una serie di conoscenze e di saperi antichissimi tramandati per via orale ed esperienza pratica, in forma totalmente libera e gratuita, che risale alla notte dei tempi.
      I trentenni oggi sono fondamentalmente dei ragazzi che al massimo sanno svolgere mansioni strettamente inerenti il loro ambito professionale, e magari sanno praticare uno sport o suonare uno strumento musicale: e mi ci metto pure io.
      Mio nonno a trent'anni era un uomo nel senso più arcaico del termine e sapeva svolgere un'infinità di mansioni, con conoscenze nozionistiche e manuali raffinate, nei campi più disparati, dall'agricoltura all'edilizia al piccolo artigianato. Quando anche l'ultima generazione che ha avuto un legame familiare diretto con quell'umanità antica sarà scomparsa il mondo sarà cambiato per sempre, e di sicuro non in meglio.

      *Sulla forma e sul ruolo della famiglia allargata, e sulla sua scomparsa, consiglio il saggio sull'argomento nella raccolta "Il Mediterraneo" di Fernand Braduel, che per altro è un libro bellissimo.

    2. BrunoWald 27 luglio 2024

      Disamina perfetta, la tua. Hai colto esattamente nel segno, individuando una delle caratteristiche principali della crisi che attraversa la nostra civiltà. Resta solo da sperare che non si tratti di una crisi terminale.

    1. ignorans 27 luglio 2024

      Gli intellettuali di sinistra odierni sono quanto di più pazzesco si possa trovare in giro.
      Sarebbe interessante vedere applicare le loro ideologie sui loro sostenitori.
      Dovrebbero andare in tutte le case del popolo sparse in Emilia, in toscana, in Umbria, ecc. E annunciare la loro novella: "compagni, sciogliete le vostre famiglie, cedete i vostri possessi, ecc".
      Così sii vedrebbe finalmente quei poveri ex contadini ora pensionati ribellarsi alle direttive del partito

    1. Nonso 27 luglio 2024

      La famiglia deve riprendersi il suo ruolo e senza sconfinare nella presunzione di avere verità in tasca.

    1. Eugiorso 27 luglio 2024

      Gli ostacoli al libero scorrimento dei capitali finanziari predatori, dato che si è imposta la moderna crematistica di origine ebreo/ giudaica elaborata dagli angli e chiamata "globalizzazione", sono rappresentati dallo stato nazionale sovrano, dalla tradizione, dalla solidarietà di classe e, guarda caso, dalla famiglia correttamente intesa,uomo-donna-figli (ovviamente non dalle unioni di culattoni e lesbiche, opportunamente sponsorizzate contro la famiglia), stante che l'unità minima di resistenza all'abominio ebreo di cui sopra, fatto proprio dagli angli, è la singola persona all'interno della famiglia, cioè l'unità minima di resistenza è l'Uomo, come sosteneva il filosofo Costanzo Preve.

    2. BrunoWald 27 luglio 2024

      "dalla famiglia correttamente intesa,uomo-donna-figli (ovviamente non dalle unioni di culattoni e lesbiche, opportunamente sponsorizzate contro la famiglia)"

      Giocano sull'equivoco che porta i più a confondere il matrimonio con la relazione.

      Il matrimonio è essenzialmente un contratto finalizzato al bene superiore della famiglia, formata da genitori e figli.
      La relazione invece è una dinamica affettiva che può avvenire tra due persone, compresi culattoni e lesbiche, ma che riguarda solo i diretti interessati.

      Appunto per questo lo stato riconosce la società detta "matrimonio" tra un uomo e una donna, essendo finalizzata alla riproduzione che rende possibile l'esistenza dei popoli. Che Tonino e Pinuccia si amino, non importa a nessuno; che si prendano cura della prole, invece sì.

      Ecco perché il "matrimonio gay" è un'assurdità: perché tra due omosessuali può esistere una relazione, ma non un contratto che ha senso unicamente in funzione dei figli. Ed ecco perché la lobby vuole le "adozioni gay"...

      Parlando di abominio ebraico, è curioso il fatto che le famiglie di ebrei ortodossi osservino principi esattamente opposti a quelli che i loro media inculcano agli animali parlanti. Ma tu guarda che strano, no?

    1. gix 27 luglio 2024

      Tra micromega e netflix c'è un discreto abisso di condivisione, che forse vale la pena tenere presente. Non sappiamo quante coscienze abbia la presunzione di smuovere micromega, nel senso di portarle dalla sua parte, ma possiamo immaginare quante ne riesca a condizionare netflix e, più in generale la cinematografia. Per dire, la rappresentazione della famiglia riportata nel Padrino ha fatto sicuramente molta più strada, (anche nel mondo) di quella che micromega pensa di propugnare, dall'alto della sua presunta autorità morale. Inoltre non possiamo essere così sicuri che l'immagine data dalla famiglia del "padrino" sia così negativa, per un messaggio che alla fine si diffonde nel mondo presso le più svariate culture. La famiglia di per se non è certo depositaria del bene assoluto o della migliore forma di convivenza (vedi per esempio i drammi familiari, le stragi sempre più frequenti), ma non c'è dubbio che, nel "padrino" citato ci sono vari concetti che hanno portata e valori indubbiamente positivi, almeno per una interpretazione diffusa. La difesa della famiglia come gruppo dalle insidie esterne, la difesa dell'onore, in forme magari estreme e distorte, la concezione di qualcosa che possa essere trasmesso alle generazioni future nel nome della conservazione di un nucleo di appartenenza. Non sappiamo se è ancora vero che i mafiosi di oggi non vogliono la droga per i loro figli o non ammettono la pedofilia, come invece è per certi circoli mondialisti, ma, se è ancora così, è un bel problema per i fautori dell'agenda.

    1. AlbertoConti 27 luglio 2024

      "Dio, Patria e Famiglia" era uno degli slogan distintivi del fascismo, una delle poche cose buone che lo ha contraddistinto e che oggi suona come difesa della propria umanità di fronte ad un mondo decadente ed antiumano.
      Anche per il nostro cattolicesimo fino a prima dei dissolutori alla bergoglio la famiglia rappresentava un valore primario da privilegiare e rispettare.

      In effetti la famiglia entro i limiti di una pur relativa "normalità" rappresenta oggettivamente l'anello di congiunzione tra un individualismo autistico e la relazione con gli altri da sè, con il resto del mondo, offrendo l'imprinting alla socialità che vede nel rapporto madre-figlio il suo primo germoglio, da superare in seguito come superamento del complesso di Edipo.

      La coercizione stessa insita nei legami famigliari, sia affettivi che materiali, è un fortissimo strumento di crescita soprattutto nei momenti di crisi più acuta, degli episodi più difficili e dolorosi della propria esistenza.

      E' comunque curioso che la degenerazione dei principi storici della "sinistra" (comunismo, socialismo) sia portatrice oggi della negazione dei principi fascisti sopra citati, mentre invece per molto altro si trova in perfetta sintonia con quanto di peggio ha dimostrato la parabola nazifascista nei fatti.
      Gli "opposti estremismi" combaciano o si contrappongono a seconda dei tempi storici della dissoluzione ideologica, altro elemento chiave che va invece recuperato per poter rifondare una vera Politica.

    2. LuxIgnis 27 luglio 2024

      Premetto che non condivido le tesi di Micromega, e son d'accordo con le critiche di Zhok su grandi linee.
      Ma "Dio, patria e famiglia" io le considero gabbie mentali che onestamente mi interessano poco e non considero questi grandi valori.
      Partiamo da Dio. Dio chi? Quello della nostra tradizione, giudaico cristiana, un Dio violento, geloso. Un concetto, quello di Dio, che è stato più divisivo che unificante, che ha creato più danni che benefici, che ha reso schiavi gli uomini. Questo Dio? No grazie. Non credo che esista e anche se esistesse di sicuro non sarebbe il mio Dio.
      Passiamo a patria. Anche qui, quale patria? Quella che ha portato a morire milioni di persone nelle guerre mondiali, e che potrebbe anche a portare a morire i giovani oggi per l'Ucraina. Una patria che non glie ne frega niente degli ultimi e che anche li vede forse con disprezzo. E tanto altro. Pur essendo nato e vissuto qui, faccio fatica a considerare l'Italia come patria. Patria è forse dove ti senti a casa. Qui non c'è casa.
      Arriviamo la famiglia. Quale? Quelle mafiose, quelle che detengono il potere e la ricchezza che distribuiscono mal volentieri, quelle abusive?
      Quelle che castrano i propri figli obbligandoli a rinnegare il proprio essere? Quelle che in tempi di Covid hanno emarginato le persone del loro stesso sangue che la pensavano diversamente? Certo in mancanza di Dio vero, di una patria vera, la famiglia è l'ultimo posto dove si può trovare rifugio, magari pagandolo a caro prezzo, ma diventa spesso un carcere, non un luogo d'accoglienza e di supporto.

      Quindi questi concetti non è che siano tanto puri da poter essere indicati a valori universali. Sono solo parole che dietro non hanno nulla. Forse un tempo l'avevano, ma ho dei dubbi, ma ora sono cornici con niente dentro.

      Dio, patria e famiglia, tutti e tre questi concetti hanno una cosa in comune che è la condivisione, la connessione, dal grande al piccolo.
      Ma quando questi diventano divisivi, e gli Dei sono in lotta fra di loro, le patrie sono in lotta fra di loro e le famiglie anche, ha ancora senso parlare di questo?

    3. Giudice Holden 27 luglio 2024

      Partiamo da Dio. Dio chi? Quello della nostra tradizione, giudaico cristiana, un Dio violento, geloso. Un concetto, quello di Dio, che è stato più divisivo che unificante, che ha creato più danni che benefici, che ha reso schiavi gli uomini.

      Concordo. Il dio giudaico veterotestamentario è la reificazione delle peggiori depravazioni umane.

    4. pieros 27 luglio 2024

      Gli opposti estremismi si toccano xché derivanti dallo stesso brodo ideologico.
      Cmq chi vede la storia da un ottica cristiana, non può non tener conto delle parole sulla famiglia a Fatima: che la battaglia finale del demonio contro il cristianesimo sarà sulla famiglia.

    5. AlbertoConti 27 luglio 2024

      Certo è che a guardare solo il peggio qualsiasi cosa non va bene. E a quel punto cosa ti resta in mano? Nulla, cioè quel che vogliono le forze del male.

    6. AlbertoConti 27 luglio 2024

      "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"

      Come base rivoluzionaria è ancora tutta da comprendere.

    7. Martin 27 luglio 2024

      Secondo i cristiani, il Dio degli Ebrei della Bibbia, violento e vendicativo, si sarebbe poi pentito ed avrebbe inviato il Figlio a riscattare non il popolo ebraico ma l'intera umanita'. Beato chi ci crede......

    8. nicolcass 27 luglio 2024

      un miglioramento c'era

    9. Martin 27 luglio 2024

      Sicuro, ma si tratta di un cambiamento e di un pentimento radicale, e non sono propenso a credere a un Dio che cambia idea e si pente

    10. Arthur 27 luglio 2024

      Molti credono che il Cristianesimo sia una favoletta e nulla più.
      Secondo me non lo è, anzi, contiene verità molto scomode per i poteri del mondo, soprattutto sul mistero della vita, della morte e resurrezione, e sul futuro del genere umano nel contesto di un cosmo in costante evoluzione.
      Ma sono in pochi a subdorare cosa ci sia dietro davvero.
      Le interpretazioni degli gnostici (antichi e moderni) sono uno specchietto per le allodole.
      Ovviamente concordo con chi reputa l'Antico Testamento una accozzaglia di idiozie, anche se qua e là vi sono sparsi germi di verità.

      Ma anche ammesso che il Cristianesimo (Cattolicesimo) sia una favoletta, questa religione ha comunque vari meriti.

      Prima di tutto il Cristianesimo educa all'empatia verso il prossimo e forma le coscienze alla pietà.
      Se la gente metabolizzasse certi principi, il mondo sarebbe diverso, clamorosamente diverso, e decisamente migliore.
      E già questo è sufficiente per considerare il Cristianesimo come la più nobile religione che esista, dotata di spiccata funzione paideutica.

      Cristianità significa prima di tutto civiltà.

      (continua)

    11. Arthur 27 luglio 2024

      (continua)

      Aggiungo inoltre che il Cristianesimo possiede la dote di essere in grado di frenare l'innata tendenza di una parte del genere umano a vivere come maiali e regredire al livello degli animali.

      Purtroppo negli ultimi due secoli sono accadute cose che hanno innescato uno sfacelo culturale e morale tale da ridurre l'Occidente ad un porcile.
      Mi riferisco alla porcilaia prodotta dal sistema di potere liberal-marxista che ha avuto origine da quella maialata che è la Rivoluzione Francese.
      Oggi il sistema di potere AGM ci sguazza, come i maiali nel fango.

      Preferisco il mondo di una volta.
      Morte ai giacobini!

    12. Arthur 27 luglio 2024

      Però Gesù insegnò cose che erano scomode per la casta sacerdotale e farisaica.
      Proprio per questo lo odiarono e vollero la sua morte.
      Gesù di fatto ha smantellato la religione vetero-testamentaria.
      Il Cristianesimo costituisce un punto di svolta considerevole nella storia delle religioni.

      PS.
      Provate a chiedere a un ebreo convinto semi-fanatico cosa ne pensa di Gesù...

    13. Bertozzi 27 luglio 2024

      Sarà andato in analisi anche lui

    14. Martin 27 luglio 2024

      Concordo in gran parte, Rivoluzione francese ovviamente inclusa. Infatti pur non essendo assolutamente un cristiano credente, ne apprezzo una parte del messaggio etico, e francamente mi comporto in modo infinitamente più cristiano a livello etico di tanti cristiani e cattolici che si dichiarano credenti ed apparentemente osservanti.
      Sempre da non credente ma da conoscitore della teologia e dottrina cattolica, e della sua storia, ho poi enormi problemi - come te - a comprendere come il popolo cristiano e cattolico possa accettare un Papa chiaramente eretico come l'attuale, ma e' un altro discorso. Un Papa che sta svendendo cristianesimo e cattolicesimo al neoglobalismo.

    15. Martin 27 luglio 2024

      Congrats, veramente ottima!

    16. Giudice Holden 27 luglio 2024

      Si, certo...poi però tutti quelli che non sono d'accordo, giù nello scarico , a bruciare le chiappe nella Geenna.

    17. Giudice Holden 27 luglio 2024

      Vero. Che poi, non si è mica pentito poi tanto, a legger bene certi passi del NT.

    18. Giudice Holden 27 luglio 2024

      Che tanti ebrei non sopportino la figura di Gesù, è vero. Ma al di là di loro stessi, d'altronde, cosa davvero amerebbero?
      Questo però non me lo fa comunque apprezzare.

    19. BrunoWald 27 luglio 2024

      "mentre invece per molto altro si trova in perfetta sintonia con quanto di peggio ha dimostrato la parabola nazifascista nei fatti."

      E no, così è troppo comodo, mio caro.

      È proprio "il meglio" a fare la differenza!

      Perché quel "quanto di peggio" che imputi alla "parabola nazifascista" caratterizza qualunque realtà in lotta per la sua affermazione o sopravvivenza, specialmente in epoche di sconquassi storici e crisi di civiltà come quelle che hanno prodotto i "Cattivi per eccellenza".

      Bisogna sempre stare a ricordarvi il totalitarismo sanguinario dei vostri amici giacobini e bolscevichi?

      I giudizi sommari su sistemi politici che hanno avuto una breve e tempestosa esistenza tra due guerre mondiali lasciano il tempo che trovano. Quelli sul vostro sistema democratico invece, nato sulle ceneri del fascismo tra fiumi di retorica e promesse smentite dai fatti, e che ci ha condotti fin dentro il liquame attuale, hanno basi un pò più solide.

      Per cui non inventiamoci "sintonie": questo mondo è un tutt'unico, ed è interamente cosa vostra! Che gli ingenui s'aspettassero qualcosa di diverso, è irrilevante.

      Noi che non ci riconosciamo in esso siamo solo degli spettatori, che osservano con un sorriso ironico seduti in riva al fiume.

    20. absitiniuriaverbis 29 luglio 2024

      Forse sbaglio se scrivo che nel tuo pensiero il cristianesimo sia l'unica 'scuola di pensiero' che possegga delle qualità quali quelle che elenchi?
      Penso di sì, sbaglio.

    1. pippo123 27 luglio 2024

      un ennesimo tassello del processo di americanizzazione delle masse, negli USA, visto in cento film, la fatica di vivere viene imputata sempre ad un padre alcolizzato e violento, sempre assente...beh...cazzi loro...delle loro paturnie anglosassoni...a casa mia e in quella del vicinato la famiglia era una cosa seria...

    1. Primadellesabbie 27 luglio 2024

      Chi pensa di modificare o superare la famiglia, ipotesi non peregrina, dovrebbe prima immaginare e impostare una comunità in armonia con la nuova realtà.

      Qui, trovo le critiche polemiche di Zhok solo una tacca sopra gli argomenti mal posti e in parte pretestuosi scelti da Micromega.

    1. Martin 27 luglio 2024

      Secondo Heidegger, la psichiatria contemporanea ha bisogno dello psichiatra, con il che e' detto tutto: e' fondamentalmente errata nei principi ideologici portanti, ossia a partire da Sigmund Freud (vedasi ad esempio gli spaventosi deliri ideologici sulla presunta sessualità infantile).
      Articoli come addirittura la collana in questione di Micromega sono semplicemente immondezza.
      Non si afferrano le reali ragioni dell'attacco alla famiglia tradizionale, se non in una ottica apertamente e puramente distruttiva. Non si tratta di una novità, vedasi "Morte della famiglia" di David Cooper, 1977.

      Infatti, chi vuole sostituire la famiglia tradizionale e' stra liberissimo di farlo, e di finire e/o far finire partners e figli pressochè puntualmente vittima e preda di avvocati, psicologi e psichiatri. Nel caso del cambio di sesso adolescenziale, si aggiungono anche endocrinologi e chirurghi.

      Tutti ovviamente pronti e felici di assistere disinteressatamente nel percorso verso la liberazione, che in realtà nasconde livelli di dipendenza atroci - dalle sopracitate categorie (avvocati, assistenti sociali, psicologi, psichiatri, endocrinologi, chirughi estetici e non), ovviamente felici di profittare! Ovvio che il sistema siamo noi!!!

      Per inciso, ovvio che esiste la famiglia patologicamente repressiva, siamo in tanti nella mia generazione di baby boomers ad averla conosciuta e sopportata. Io mi ricordo perfettamente dei miei nonni nati a fine 1800.

      Ma le dis-famiglie portano con sè rovine ancora peggiori ed inesplorate. Siamo alla seconda generazione, alla terza che sta iniziando i danni saranno ancora piu' evidenti e visibili, ossia innegabili, ma a quel punto non sarà piu' possibile fare marcia indietro. E' il classico circuito della decadenza.
      By the way, l'esplosione dell'omo e bisessualità maschile nelle giovani generazioni, sarebbe assolutamente casuale? C'è qualcuno in grado di assicurare la casualità?

      I segnali dei profondo disadattamento della terza generazione, visibile negli USA - ove molti processi di disgregazione sono anteriori e più avanzati che in Europa - sono evidenti sotto valanghe di profili.

      Tutti gli ultimi recenti mass shootings nelle scuole USA, ed anche l'attentato a Trump, sono stati commessi da adolescenti e giovani tra i 16 ed i 24 anni!!!
      E' un dato obiettivo e una novità incontrovertibile, ma si fa finta di niente!

      La cruda e triste realtà e' che psicologi e psichiatri, etc etc si sfregano letteralmente le mani dalla gioia!! Piu' pazienti!!!!

    2. Deheb 27 luglio 2024

      Sei stati anche gentile con gli eredi di Flores D’Arcais.
      il loro unico “merito” è che da contro il berlusconismo sono diventati propositivi, hanno un programma, una vision.

    3. Martin 27 luglio 2024

      Chiamalo merito, sputtanare Berlusconi in tutti i modi come il classico italiano furbo, evasore, corrotto, puttaniere e para mafioso, a piena conferma dei secolari pregiudizi e razzismi protestanti, calvinisti e anglosassoni nei confronti di Italiani e Latini in generale.

      Ne siamo usciti tutti sputtanati come Italiani - loro inclusi, ovviamente - ma non ci arrivano a capirlo.

    4. Arthur 27 luglio 2024

      Hai ragione, però Berlusconi non rappresentava di certo l'Italia migliore.
      Purtroppo.
      Con il consenso politico ricevuto avrebbe potuto fare molto di più.
      Invece ha preferito il sistema-bordello, perfettamente allineato all'andazzo liberal-marxista degli ultimi due secoli.
      Peccato.

    5. Martin 27 luglio 2024

      Quel poco che ha fatto non dev'essere stato così poco, se una coalizione internazionale (UE, Germania e satelliti, Francia, GB e USA di Obama) politica e mediatica, in alleanza con la sinistra italiana, lo ha costretto a dimettersi nel 2011.

    6. nandoricciardi 27 luglio 2024

      E' sempre un piacere leggerti. Ti avventuri nei paradossi più spericolati pur di difendere (e lo fai sempre, perinde ac cadaver) la tua parte politica. Ora fai una tiratina d'orecchi a Zio Silvio per le sue bonarie inadempienze da Presidente del Consiglio e sotto sotto lo assegni all'inferno comunista. In questo senso sarebbe stato addirittura un precursore dei vari Soros, Gates e Schwab, tutti comunisti nella narrazione di una certa controinformazione infiltrata dal mainstream. Dovresti ricordare che Berlusconi era prima di tutto un fiero nemico dei "comunisti" e questo non a sua insaputa, infatti promosse o pubblicò a suo nome (non ricordo bene) un Libro nero del comunismo. Ti sovvenga dunque l'ammonimento di Padre Dante: "la contradition che nol consente".

    7. nandoricciardi 27 luglio 2024

      Cosa ha fatto? così, giusto per farmi un'idea, oltre ad essere un finanziatore della mafia e un corruttore di giudici?

    8. Bertozzi 27 luglio 2024

      Applausi!

    9. Martin 28 luglio 2024

      Corruttore di giudici e' molto dubbio, anche se ci fu una vera e propria corsa tra lui e De Benedetti. Finanziatore della mafia e' una balla diffamatoria delle peggiori. Se avesse finanziato la mafia, di certo non lo avrei mai sostenuto. Con queste balle diffamatorie, oltre appunto a diffamare, cercate di accreditarvi come i piu' nemici della mafia. Come ti sbagli, io li fucilerei tutti.

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