Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
Trump afferma con la consueta sicumera di aver vinto la guerra contro l'Iran, nel mentre il suo indice di credibilità scende ai minimi termini. Questo significa che mente sapendo di mentire, come al solito, cioè bleffa, quando però questa volta tutti sanno che bleffa. E' come quando si gioca a carte con un bambino piccolo e lo si lascia vincere contro l'evidenza, tanto lo si fa contento lo stesso, anche se lui sa di aver vinto solo per gioco, per la benevolenza dell'avversario. Qualcuno direbbe che lo si tratta da deficiente, ma in realtà si sceglie la soluzione migliore per ciascuno dei giocatori, alla luce del sole.
Meglio sopportare un "alleato" pazzo o demente che una coerenza disastrosa, per tutti.
I media faranno il resto, normalizzando l'impossibile, fino a che è reso possibile da un'ipocrisia diffusa travestita da stupidità, nell'indifferenza generale per stanchezza ed assuefazione alla menzogna sistematica.
La realtà però lavora, anche se sottotraccia, e cambia i rapporti di forza tra i contendenti impegnati in una lotta per la sopravvivenza che prevede necessariamente vincitori e vinti.
Quando un bullo fa pena, vuol dire che ha già perso, lui e chi sta ancora dalla sua parte per vigliaccheria. Le conseguenze sono inevitabili, e non tarderanno a manifestarsi più o meno drammaticamente. Possiamo solo sperare che non siano troppo severe, rispetto alle peggiori previsioni catastrofiche.
Tuttavia i costi dell'adeguamento ad una realtà in rapido cambiamento sono controbilanciati dai benefici di una maggior equità ed armonia nel mondo, di cui continuiamo a far parte nonostante tutto. Quindi possiamo a pieno titolo gridare "morte al tiranno!", di cui Trump è solo un apparenza momentanea, quasi un ologramma, un simulacro non peggiore di tanti altri che l'hanno preceduto. Nella fondata speranza che questa volta siamo prossimi alla fine di un ciclo secolare che fino a ieri sembrava indistruttibile nella sua continuità.
La fine dell'impero americano unipolare che sia la fine di ogni altro impero futuro dello stesso stampo: prevaricatore, subdolo, crudele, suprematista, ecc. ecc. Nessun altro popolo dovrà mai più proclamarsi "primo" fra tutti in diritti e dignità, men che meno pretesi e giustificati dalla volontà di Dio, ultima ipocrisia ideologica evidentemente priva di qualsivoglia fondamento.
Questo non significa negare i valori positivi che ogni popolo sa esprimere, anche sotto le peggiori gestioni politiche. I valori autentici si sanno affermare per merito proprio, contro ogni censura di qualunque tipo, autoritaria o ideologica che sia. Saperli riconoscere è compito della coscienza individuale, che se ben amministrata contribuisce all'evoluzione civile dell'umanità intera.
Combattere l'ignoranza fa parte dell'educazione a saper distinguere il bene dal male, fa parte della guerra che ognuno di noi combatte dentro e fuori di sé, senza mai "mollare". Questo è il destino delle persone di buona volontà, che non si stancano mai di costruire il bene e distruggere il male, in una partita con alterne vicende, che non avrà mai fine. Del resto ogni viaggio è interessante quando è movimentato, imprevisti compresi. In questa fase storica possiamo considerarci viaggiatori fortunati, a costo di ovvi sacrifici. Sempre che Dio "ce la mandi buona", con un qualche lieto fine, nel quale è giusto credere.
Intanto però dal finestrino del nostro treno in viaggio verso l'ignoto osserviamo le sofferenze inenarrabili di palestinesi, ucraini, cubani, sudanesi, iraniani, libanesi, e via e via, in un paesaggio che è casa nostra, che siamo noi stessi anche da seduti in una più o meno comoda carrozza, separati solo da un vetro che non ci proteggerà dall'essere direttamente e indirettamente coinvolti, sia dagli effetti che dalle cause di questo malessere universale, che ci sovrasta come un male oscuro che potrebbe travolgerci in qualsiasi momento, sia che ci rendiamo conto sia che no, come purtroppo constatiamo in molti compagni di viaggio attorno a noi, apparentemente più sereni e contenti di quel poco o tanto di cui per ora godono ancora, come bambini "fortunati", fintamente inconsapevoli. Gente e genti diversi tra loro, ma tutti partecipi del viaggio su uno stesso treno, o nave, o astronave, con gli stessi sentimenti, emozioni, desideri, effimeri come impone il destino comune di noi mortali.
E' più importante il viaggio o la meta? La risposta è necessariamente personale. Nel frattempo ogni istante di vita non va sprecato, nel segno del rispetto universale, per quante violazioni siamo e saremo costretti ancora a registrare. Questo si può fare, con una fatica sicuramente ripagata in qualche forma superiore.
Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
01.05.2025
akel 2 maggio 2026
"Nessun altro popolo dovrà mai più proclamarsi “primo” fra tutti in diritti e dignità, men che meno pretesi e giustificati dalla volontà di Dio, ultima ipocrisia ideologica evidentemente priva di qualsivoglia fondamento."
Può spiegare di quale dio sta parlando? Se è il dio delle religioni abramitiche sono le sue parole ad essere ipocrisia ideologica evidentemente priva di qualsivoglia fondamento.
AlbertoConti 3 maggio 2026
Sto parlando della strumentalizzazione del concetto di Dio da parte di guerrafondai, genocidi, prevaricatori d'ogni sorta che usano la forza e non sanno come altro giustificarla. Quando uno dice "Dio lo vuole", brandendo una spada insanguinata, è chiaro che parla di una religione monoteista, fregandosene però dei suoi contenuti, e delle varie interpretazioni religiose. Difficilmente questi delinquenti credono in qualche cosa al di là del loro tornaconto.
akel 4 maggio 2026
Strumentalizzazioni????
è la parola del dio della civiltà occidentale" che non solo giustifica ma esalta la guerra, la distruzione, il genocidio, la crudeltà, la vendetta.
Sembra proprio che non solo lei non l'abbia mai letta la parola di dio ma che ignori anche completamente gli ultimi 2000 anni di storia durante i quali i seguaci delle religioni monoteistiche hanno offerto uno spettacolo veramente impressionante di crudeltà, intolleranza, disprezzo per ogni forma di vita.
Quella che lei chiama "tendenza al bene universale" è solo una sua fantasia di cattivo gusto!
Moderatore 5 maggio 2026
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