Considerazioni sulla proprietà privata

Considerazioni sulla proprietà privata

Di Rachele Foschi

La proprietà privata è uno dei pilastri fondanti non solo la nostra società capitalistica e consumistica, ma le società di filosofia occidentale. Per la definizione della proprietà e per poterla tramandare, l'essere umano ha dovuto darsi delle regole che lo hanno portato fuori dallo stato di natura: dai comandamenti di non rubare, al matrimonio, istituzione necessaria per l'individuazione dei figli/eredi. La proprietà privata va intesa come la possibilità riconosciuta o la capacità di conservare dei beni. La conservazione implica diversi vantaggi: la capacità di far fronte ad eventi avversi o imprevisti, l'autonomia, che danno all'individuo la sensazione di benessere e felicità, di essere artefice del proprio destino, di veder riconosciuto il suo impegno. La conservazione permette, sul lungo periodo, la realizzazione personale e la mobilità sociale e di conseguenza una distribuzione più uniforme della ricchezza (che non consista banalmente nell'espropriare qualcuno per dare ad un altro). Matematicamente la proprietà privata dà luogo ad una funzione di utilità individuale sensibilmente crescente su un intervallo di valori molto ampio.

Non avere proprietà è una caratteristica dell'animale o dello schiavo: entrambi vivono al di fuori del contratto sociale umano, quando non sono addirittura loro l'oggetto della proprietà. Non possedere nulla mette l'individuo alla completa mercé di chi gli dà una “rendita”, un sussidio, l'elemosina, da mangiare; la proprietà privata lo renderebbe autonomo, pur con i vincoli del caso. Chi ha un terreno, ha la possibilità di coltivare qualcosa e mangiare, chi ha una casa, ha un riparo, ha una necessità di base in meno di cui preoccuparsi. Proprio alla terra è legata l'etimologia di diverse parole riguardanti la felicità: “felice” ha la stessa radice di “fertile” (da “ferro”=”produco”), “lieto” la stessa di “letame”. Secondo me, insito in queste etimologie c'è un concetto di proprietà: Tizio è felice non perché la terra è fertile in generale, ma perché possiede una terra fertile.

A fronte di questi benefici della proprietà privata, riconosciuti più o meno consciamente, far accettare globalmente l'abolizione della proprietà, e quindi la schiavitù (tranne ai pochi eletti che possiederebbero tutto), è un problema non indifferente, che i governanti si stanno impegnando a risolvere da qualche decennio a questa parte, nell'indifferenza e soprattutto nell'incoscienza generale.

Nonostante l'ampio spazio mediatico dedicato loro, le ideologie contro la proprietà privata rimangono diffuse con una certa rilevanza solo in alcuni strati della popolazione, ovvero in quelli che vedono negli aiuti di Stato e nel livellamento sociale un miglioramento delle proprie condizioni economiche.

Per non sfociare in una ribellione, costosa anche per chi deve sedarla, la violazione di un diritto riconosciuto dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo non può avvenire in maniera diretta. La rinuncia pacifica a un tale diritto viene resa possibile dall'introduzione lenta, apparentemente indipendente e casuale, di “istituzioni” che compensino illusoriamente i bisogni ora soddisfatti dalla proprietà: 1) garanzia della sussistenza , almeno per la parte “buona” della popolazione; 2) credito sociale , che, imitando un criterio di merito, dà all'individuo l'illusione di essere artefice della propria condizione; 3) beni “smaterializzati” e convertiti in servizi, che continuino a rendere la vita confortevole come con la proprietà, tranne per la loro caratteristica invisibile e sfuggente, ma fondamentale, di non essere conservabili, ovvero di essere sotto il controllo altrui. Deve insomma essere ridimensionato l'intervallo su cui la funzione di utilità sia crescente in maniera sensibile: nessuno combatterà per avere più di quanto non sia stabilito, se ciò ha un surplus di utilità pressoché nullo. La motivazione di altra natura rispetto a quella effettiva conferirà gradualità ad un “ridimensionamento” anche drastico. Ad esempio, non potersi permettere una casa, troppo costosa, perché etichettata come inquinante, viene giustificato e reso accettabile in nome di una necessità e di un bene maggiore (in questo caso il clima da preservare), fa leva sul senso di colpa. La colpa può essere vista come la percezione di un'utilità indebita, che rende accettabile subire ciò che in condizioni normali non lo sarebbe.

Attacchi al lavoro e alla proprietà
Il piccolo differenziale tra gli stipendi in Italia è un primo passo verso l'introduzione del reddito universale. Il fatto che pur piccolo non sia nullo da una parte dà ancora l'illusione alle persone di essere fautrici della propria condizione economica, dall'altra riesce a tenerle divise in classi sociali immaginarie, basate su differenze di stipendio di poche centinaia di euro che non riescono a tradursi in un diverso stile di vita.

La distruzione della classe media, trainante l'economia reale, porta necessariamente con sé un sovradimensionamento della classe dei lavoratori dipendenti, la maggior parte dei quali è già indirizzata verso mansioni poco qualificate, facilmente sostituibile e ricattabile e disposta a lavorare per un salario minimo. Chi non viene riassorbito come dipendente sfruttato, va ad incrementare le file dei disoccupati, che percepiscono un sussidio che grava sugli stipendi di chi ha ancora uno stipendio “tassabile” e che, essendo a fronte di nulla, è revocabile in qualsiasi momento. L'effetto cui concorre questa dinamica è che gli stipendi si appiattiscono progressivamente; la stessa retribuzione si percepisce facendo un lavoro altamente qualificato, non qualificato o anche non lavorando. Quand'anche un tale reddito permettesse a tutti una vita agiata, se fosse uguale per tutti priverebbe l'individuo dell'aspirazione al miglioramento e di ogni possibilità di realizzazione di sé. Tale situazione diventa sempre meno sopportabile quanto più questo reddito scende verso la soglia di sussistenza o ancora più in basso.

In Italia oggi la condizione economica si costruisce più che con il lavoro, su una base di risparmi e proprietà familiari: lo stipendio, talvolta buono ma non sicuro, serve da mantenimento momentaneo, la famiglia, cellula della società e dell'economia, con la sua proprietà privata, soprattutto con la casa di proprietà, tratto distintivo dell'economia italiana, costituisce un'importante retrovia.

Non è un caso che le riforme finanziarie dell'ultimo ventennio siano state rivolte all'abbassamento delle pensioni e a tassare la proprietà e a disincentivarla con altri mezzi. Dalla casa di proprietà dipinta come “ostacolo alla mobilità” (Monti, 2015) al più goffo accostamento tra proprietà privata e violenza sulle donne (Landini, 2021), si cerca di non imporre l'abolizione della proprietà privata, ma di farla digerire ai più, come benefica o quanto meno necessaria.

La proprietà privata viene dipinta come egoista; chi la difende, elevandola a ciò che va difeso subito dopo la propria vita e quella dei propri familiari, viene accusato di non avere il giusto ordine di valori, ma è la proprietà privata che distingue l'uomo dagli altri animali e il poter conservare e accumulare (comune a qualche altro animale) è legato alla sopravvivenza. La qualità della vita è legata alla proprietà: se un individuo ogni giorno deve procacciarsi il cibo e un insuccesso gli costa la fame, la preoccupazione per la soddisfazione dei bisogni primari riempirà la sua esistenza. La conservazione nasce in primis per diminuire un rischio, secondariamente per avere tempo da dedicare ad attività più soddisfacenti (anche spiritualmente). La conservazione in natura ha dei costi: l'individuo deve fare la guardia a quanto accumulato, per cui non può accumulare più di quanto non possa sorvegliare e difendere con le sue forze. L'istituzione della proprietà privata permette l'innalzamento di questo limite. La tutela della proprietà privata è, insieme alla salvaguardia della propria vita, uno dei motivi principali per cui l'uomo accetta la limitazione della libertà data dalla società (Hobbes). La proprietà privata non è solo quella dei “ricchi per diritto divino”, ma è anche quella derivante da redditi da lavoro, che del lavoro ereditano tutta la nobiltà; pertanto va interpretata e difesa come estensione e consolidamento del lavoro. La “dissuasione” alla proprietà, la sua penalizzazione o anche solo svalutazione arrivano infatti insieme al massacro del lavoro.

La proprietà e il valore convenzionale del credito
Un primo esempio di svalutazione lo abbiamo avuto durante il lockdown: i soldi non potevano essere usati per andare al ristorante, al teatro, per andare in vacanza, neanche nella seconda casa; i soldi (quantificazione della proprietà) non potevano più essere usati per incrementare la qualità della vita (arricchimento culturale, contatto con la natura). Al supermercato, in maniera del tutto priva di logica, non si poteva comprare biancheria, filo per cucire, accessori per la conservazione dei cibi; alcuni siti di e-commerce o corrieri minacciavano di sospendere la possibilità di acquisto o di non consegnare generi che non fossero di prima necessità. Contemporaneamente venivano elargiti (chiaramente a spese dei contribuenti) aiuti a chi non aveva lavorato, tutto nell'ottica di garantire le necessità primarie a tutti, ma il “non essenziale” a nessuno.

Un avvertimento di come il valore della proprietà sia puramente convenzionale: la società dà, la società revoca. Mentre, contravvenendo alla tutela della proprietà, è proprio il patto sociale ad essere nella posizione di dover essere revocato. Questa situazione ha generato per l'individuo una funzione di utilità piatta da un certo importo in su: una volta che si percepiscono (in qualsiasi modo) 500 euro al mese, il tanto che basta per fare la spesa alimentare e pagare le bollette, l'utilità non cambia. Questo è il tipo di funzione di utilità che poteva avere un uomo primitivo, che non aveva modo di conservare il cibo.

Un secondo esempio è dato dal lasciapassare c.d. verde, che già costituisce una forma di credito sociale che va ad annullare il credito costituito dai risultati di lavoro e proprietà. Un individuo potrebbe avere i soldi per concedersi una visita ad un museo, una cena al ristorante o di viaggiare su un treno veloce, ma non è abbastanza ricco nella “valuta sociale” per poterselo permettere. Anche questo fenomeno genera, almeno per chi non possiede “credito sociale”, una funzione di utilità piatta da un certo importo in poi, ovvero: se non ci si può permettere il superfluo, l'utilità percepita della cifra che eccede il necessario è praticamente nulla.

In questa ultima fase il credito sociale va ad intaccare anche il necessario, nella forma del lavoro: non un modo per spendere, quindi per usufruire di un credito, ma un modo per ottenere credito. Quand'anche non si lasciasse morire di fame nessuno e a tutti, anche a chi è sprovvisto di pass ideologico, venisse garantito l'assegno alimentare (non un reddito da lavoro quindi), non sarebbe una vittoria, ma anzi una strada spianata, e approvata anche da chi si oppone al lasciapassare, verso il reddito universale, equivalente all'espropriazione di tutto.

Agenda 2030: “Non avrai nulla e sarai felice”
Il prossimo passo riguarda, oltre a un'impennata dei prezzi delle materie prime del settore energetico, l'esclusione dal mercato delle case che “sprecano energia”. Così come vanno socialmente interdetti gli untori che non si vaccinano, così vanno puniti coloro che producono troppa CO ₂ , in questo contesto per il tramite della propria casa. Sarebbe molto facile implementare questo criterio in altri contesti economici: anziché le riserve auree di uno Stato, com'era un tempo, la moneta potrebbe essere commisurata alla quantità di CO ₂ che ogni Stato può produrre, ridefinendo sulla base dell'anidride carbonica i prezzi di qualsiasi bene; non è un semplice cambio di valuta, perché ci sarebbe un rimescolamento dei prezzi e beni essenziali non calmierati, ma non è neanche un vero cambio di paradigma, in quanto rimane intatto il meccanismo dello scambio, il concetto di valore in base una valuta e, volendo, la distribuzione del credito. Rendere invendibili e non affittabili, se non espropriare direttamente, case non rese energeticamente efficienti neanche con gli incentivi statali (quindi sempre rimborsati a spese della comunità), invece significa distruggere quello che in Italia è il principale serbatoio di conservazione della proprietà della classe media: i molto ricchi potranno continuare a godere dei diritti dell'uomo, diventati ora privilegi, mentre gli altri non potranno accumulare, conservare, pianificare, realizzare, ma sarà loro permesso di esistere economicamente solo a tempo determinato, come piccoli consumatori costanti, che soddisfano bisogni altrettanto piccoli ed effimeri.

Di Rachele Foschi

Professore Associato presso il Dipartimento di Economia e Management

Università di Pisa

BIBLIOGRAFIA

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/11/30/papa-il-diritto-alla-proprieta-privata-non-e-intoccabile_0424ae5d-26b9-43f9-9da9-5ba56d6f1f0b.html
https://www.laverita.info/landini-e-la-violenza-sulle-donne-e-colpa-della-proprieta-privata-2655325325.html
https://www.maurizioblondet.it/il-commento-di-carlo-grossi-sulla-direttiva-ue/
http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm

--

Pubblicato da Jacopo Brogi, ComeDonchisciotte.org

Commenti (85)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 85 caricati
    1. Arthur 25 gennaio 2022

      Dopo aver letto l'articolo e i numerosi commenti con alcune allusioni relative al nostro presunto futuro, ecco quel che penso.

      Il NWO e il Great Reset falliranno.
      Coloro che davvero tirano le fila (dietro gli pseudo-burittinai che conosciamo) non lo vogliono.

      Non ci sarà nessuna abolizione della proprietà privata.
      "Non possiederai nulla e sarai felice", etc. è soltanto lo slogan e specchietto per le allodole con cui i furbi hanno accalappiato i post-comunisti per cooptarli nel progetto fallimentare e farli poi restare, a tempo debito, con il cerino in mano.
      I fessi ci sono cascati.

      Grazie alla robotizzazione ed alla accelerazione della tecnologia, chi opererà nel mercato diventerà ancora più ricco perché venderà beni e servizi prodotti con manodopera ridottissima e a costo bassissimo.

      Ci sarà il reddito universale, indispensabile per tenere in piedi il mercato.

      Sarà questa la Quarta Rivoluzione Industriale, destinata a durare per molto tempo.
      Poiché sarà percepita come ritrovata normalità che era andata perduta, tutti se ne innamoreranno, considerandola paradisiaca dopo aver appena assaporato l'orrore infernale del NWO e Great Reset.

      E una grande, lunga, amata pace sociale regnerà nei cuori di tutti.
      Così il Capitalismo, ora in crisi sistemica, sarà salvo e in una botte di ferro.

      Non so se mi sono spiegato...
      È chiaro?

    1. Eugiorso 25 gennaio 2022

      Mai come oggi, con la peste neocapitalista-globale di matrice usuraria e giudiaca che impazza, la propietà privata è un furto.
      Non soltanto dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della stessa esistenza biologica dell'uomo, ben oltre gli aspetti economici, finanziari e monetari ...
      Del resto, se si considera l'etimologia della parola privato, ci si accorge che deriva da "privare", il che può essere interpretato, checché ne scrivano molti dizionari, come spogliato di qualcosa o escluso da qualcosa, da interpretarsi chiaramente in termini negativi.
      Era "privato" chi era escluso dalla spartizione/ assegnazione dei beni del demanio, ai tempi dell'antica Roma ...
      L'espressione, perciò, ci suggerisce esclusione, diminuzione e non pare positiva.

      Cari saluti

    1. danone 25 gennaio 2022

      Tema, quello della proprietà privata, molto complesso, come anche altri commentatori hanno sottolineato giustamente.
      Detto questo però, ritengo invece che il punto da cui partire, per sbrogliare questa matassa, sia relativamente accessibile a tutti e condivisibile da tutti.

      1. L'unica proprietà privata riconoscibile come sacra ed inviolabile sempre, è il frutto del proprio lavoro.

      Stabilito questo, il secondo punto che ritengo anch'esso di facile comprensione e quindi condivisibile da tutti, e inviolabile nei sui presupposti di verità, consiste nello

      2. stabilire quale soglia minima di proprietà privata, frutto del nostro lavoro è da considerare sufficiente per garantire la dignità della persona, per riconoscerla come diritto inalienabile a tutti e a chiunque, compreso chi, col proprio lavoro, non riesce a raggiungerla.

      Stabilito questo secondo punto, l'ultimo punto non redimibile da semplici opinioni e non delegabile alle differenti ideologie del pensiero, è

      3. Garantire la funzione sociale di qualunque e qualsiasi proprietà privata.
      Non si può riconoscere il diritto di possesso e di uso, di nessuna proprietà privata, indipendentemente dal suo valore, se non rientra nel rispetto della funzione sociale (rispetto per gli altri).

      Secondo me dopo aver stabilito questi punti, come fondanti il senso di un approccio normativo e regolatorio del tema della proprietà privata, ritengo la matassa molto più accessibile e sbrogliabile.

    1. A.P. 25 gennaio 2022

      la proprietà privata è necessaria per molti motivi contingenti alla vita sociale, disfarsene è da pazzi o da ingenui.
      un conto è avere un reddito, una casa, un'automobile, qualche terreno coltivabile, magari una piccola fabbrichetta, insomma quelle cose che ti possono rendere la vita più comoda al prezzo del lavoro e del sacrificio.
      un altro conto è avere patrimoni immobiliari o terrieri enormi,banche, industrie multinazionali e tutto l'elenco ovvio che non stiamo qui a redigere.
      oggi, il freno che deve essere opposto all'enorme speculazione finanziaria e all'insensata e ormai fuori misura accumulazione capitalistica slegata dal rapporto dialettico con il lavoro, non è il divieto della proprietà privata ma tornare al più presto possibile alla gestione dell'economia e della finanza nelle mani dello stato, ovviamente con tutti i pro e i contro di questo sistema, che comunque è sempre meno distruttivo che quello attuale fondato su quello privato.
      sappiamo che con la scusa della corruzione e dell'inefficienza dello stato nella gestione dell'economia si sono privatizzati i centri della finanza causando lo spettacolo orrido di oggi.

    1. Nestor Halak 25 gennaio 2022

      Aggiungerei che mentre i comunisti prevedevano la proprietà pubblica dei beni di produzione e cioè in capo ad uno stato al di sopra di tutti e al contempo di proprietà di tutti, che redistribuisse la ricchezza prodotta in comune in funzione dei bisogni di ognuno, il nuovo paradigma in costruzione prevede la proprietà privata di tutti i beni prodotti in comune, in capo ad una ristrettissima aristocrazia che non ha alcun obbligo di redistribuzione se non il minimo che la realtà gli impone per il mantenimento in vita di quella parte del volgo che sia necessaria al sistema.
      Il che rende l'abolizione della proprietà privata postmoderna molto diversa da quella del comunismo.

    1. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Al di là dell'articolo che mi lascia veramente perplesso e confusionario, vorrei tanto capire che c'entra la foto dei nativi americani in testa all'articolo che non avevano proprietà privata?

      La proprietà privata è solo una convenzione sociale, così come è, è completamente ingiusta ed è il risultato spesso di un furto. Territori che nel tempo sono stati rubati (conquistati si dice) ad altri uomini.
      La proprietà privata si riferisce ad un territorio o ai mezzi di produzione come diceva Marx, non certo al possesso dei pantaloni che ci mettiamo la mattina.
      Si può anche essere d'accordo che un minimo di proprietà privata è anche giusta, ma quest'articolo non fa nulla per far capire fin quanto la proprietà è giusta e quando diventa un'ingiustizia.
      Se è giusta così come è allora fa bene Bill Gates a comprarsi mezzo mondo. Ne ha le possibilità, è nel suo diritto.
      Il problema allora non è che vogliono togliere la proprietà privata è che la vogliono solo nelle mani di pochi individui. Allora la soluzione non è di lasciare il concetto di proprietà così com'è ma di rivederlo passando per una ridistribuzione equa, ed evitando gli accumuli.
      I nativi del Canada, le Prime Nazioni, avevano una cerimonia che si teneva ogni anno od ogni tot, che si chiamava Potlac. Era fatta proprio per evitare gli accumuli, (e poi li chiamiamo selvaggi!). In questa cerimonia chi aveva di più, per capacità, per fortuna o quello che sia, ridistribuiva il suo eccesso a quelli che avevano di meno. Parliamo di oggetti, cavalli, pellicce, cibo e non di territori che erano comuni.
      Non serve dire che questa cerimonia fu vietata dai "visi pallidi".

      Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, si continua con la confusione e si continua ad omettere che deve essere incondizionato. Se è condizionato ad un credito sociale è esattamente il proseguimento della proprietà privata così come è. Tanto per pochi e le briciole, se fai il bravo, a chi non ha niente.

      In realtà il reddito universale incondizionato o reddito di cittadinanza è una forma nobile di redistribuzione della ricchezza, una sorta di Potlac moderno. E non è assolutamente contro un concetto base di proprietà privata, anzi in qualche modo mette tutti nella possibilità di avere un territorio dove stare e del cibo con cui sostentarsi.

      P.S. In spiritualità la proprietà privata non esiste. Tutto appartiene a Dio. Puoi fare quello che ti pare ma quando sarà il momento tutto ciò che hai accumulato non potrai portartelo appresso. Nulla di nulla, e solo se la tua anima peserà quanto una piuma passerai la soglia. L'essenziale non si vede con gli occhi e non si tocca con le mani.

    2. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Assoltamente falso che gli Indiani non avessero proprietà privata!!!

    3. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Dove?

    4. Tizio8020 25 gennaio 2022

      che c’entra la foto dei nativi americani in testa all’articolo che non avevano proprietà privata?

    5. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Il dove era rivolto agli indiani e la lor presunta proprietà privata, ma comunque ho visto l'altra tua risposta e ti ho risposto lì.

    1. AlbertoConti 25 gennaio 2022

      L'argomento è importantissimo, attuale, cruciale. Purtroppo viene qui trattato con un insalata di considerazioni contingenti che non aiuta certo ad enucleare il nocciolo della questione. Alla fine resta una gran confusione mentale che distoglie dal punto essenziale della questione.
      E qual'è questo punto?

      A mio avviso il nocciolo della questione è nel rapporto quantità/qualità della proprietà privata e nella sua ereditabilità, due aspetti inscindibili del problema che concorrono a selezionare la classe dirigente dei ricchi e superricchi in base a principi di abilità nella sopraffazione dolosa, detta banalmente furto. In pratica siamo, stante così le cose relativamente alla giustificazione sociale della propretà privata, condannati ad essere governati da criminali scelti per le loro capacità di delinquere, meglio se "legalmente".

      Paragonare la proprietà privata dello spazzolino da denti con quella di una "fortuna" plurimiliardaria e opportunamente diversificata in beni mobili e immobili, fondazioni, ecc. è un abominio contro natura e contro logica, eppure è quello che viene sdoganato quotidianamente fino a renderne "pazzesca" solo l'ipotesi di discussione.

      Il "merito" nel guadagnare in vita secondo le proprie abilità personali è l'altro pilastro da demistificare, secondo misura.

      Basterebbe imporre una tassa sull'eredità proporzionale al capitale ereditabile, fino al 99% oltre i 10 miliardi, e metà del problema sarebbe risolto. Abolendo ovviamente il concetto stesso di "persona giuridica", che è un ossimoro utile solo ad evadere le tasse.

    2. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Difatti è un articolo raffazzonato e molto confusionario.

    3. Simsim 25 gennaio 2022

      Io lo trovo solo molto parziale e riduttivo. Non é un tema che si puó sviscerare con due parole come fatto qui, e se non si settano dei capisaldi da cui partire per l´analisi, diventa tutto buono.

      Andrebbe definito il concetto di proprietá privata intanto. Nella mia definizione, gli averi che usi quotidianamente sono difficilmente assimilabili al concetto di proprietá privata tout court. Se io possiedo la casa in cui vivo, con gli oggetti di cui piú o meno posso aver bisogno nel quotidiano, non sono assimilabile a chi ne possiede 10, una per zona climatica. Il problema oggi é questo: la narrazione sta entrando prepotentemente nell´esistenza quotidiana, imponendo concetti dall´alto al basso che peró non valgono per chi la narrazione la crea. Ci manca peraltro (volutamente temo) un termine che faccia distinzione fra l´accumulo e il vivere giorno per giorno. Anche la mia analisi é, per ovvi limiti di spazio ed esposizione, estremamente limitata. Ma forse focalizza uno step in piú.

    4. Dante Bertello 25 gennaio 2022

      Io invece abolirei la tassa di successione.

      Se andiamo a vedere chi fossero i grandi capitalisti dell'inizio novecento, scopriamo che quasi tutti i loro eredi hanno perso le fortune che gli hanno lasciato gli avi.

      Questo significa che non basta ereditare, bisogna saperci comunque fare.

      Lo stesso non lo si può dire dei banchieri, che invece da centinaia di anni continuano ad aumentare i loro capitali e a rimanere saldamente in vetta.

      E' avvenuto perchè sono riusciti a far varare delle leggi che li ha protetti da concorrenti più abili, creando crisi che hanno tagliato a questi ultimi le gambe e al contempo portato loro ad arricchirsi sempre più, assorbendo aziende in difficoltà pagandole poco o nulla.

      Il grande problema di oggi sono i banchieri-finanzieri, proprietari delle banche centrali (private) e controllori dell'offerta della moneta.

      Sono altresì convinto che i beni essenziali debbano però rimanere sotto l'egida statale, tra questi l'acqua, l'energia, la sanità e naturalmente la Moneta.

      Deve perciò esserci una commistione tra economia privata e pubblica, così come è stato per esempio in Italia, fino alle nefaste privatizzazioni dei primi anni '90, quando sul panfilo Britannia Draghi e co. svendettero i nostri gioielli pubblici, non per nulla fortemente appetiti dalla finanza anglo-americana.

      Non è una cosa facile da attuare, perchè ci vogliono persone capaci e soprattutto oneste intellettualmente a stabilire le regole, ma se si vuole un Mondo giusto, non si può andare a cercare le soluzioni negli estremismi, siano essi di destra come di sinistra.
      La strada giusta è quella che sta nel mezzo.

    5. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Era una risposta solo ad Alberto ne ho discusso più dettagliatamente in un altro post, in cui tra l'altro dico qualcosa di simile al tuo.

    6. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Guarda che le "Grandi famiglie di Capitalisti" dell'inizio '900 sono esattamente le stesse che possiedono le grandi Banche!!

    7. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Non ha centrato il succo dell' articolo che pone l' accento sulla deriva che ha preso l' establishment Globalizzante tendente all' eliminazione della classe media e con essa la proprietà sostituendola con la concessione a tempo.
      La progressività della tassazione a cui fa riferimento nel suo commento è già presente più o meno in tutta Europa.

    8. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Forse la confusione l' avete fatta voi o non avete capito il nocciolo dell' articolo, naturalmente per chi pensa che la proprietà privata
      sia un furto, la butta nel ..molto confusionario...!.

    9. Dante Bertello 25 gennaio 2022

      E' il contrario, i banchieri sono diventati proprietari di industria. Dopo avere prestato loro il denaro in tempo di crisi, ne sono diventati i padroni.
      Dove sono i Lancia, i Krupp, i Pirelli, i Ford? Spariti, e come loro la maggior parte degli industriali.
      Mentre i Rothschild, i Morgan, i Goldman-Sachs, i Warburg, i Rockefeller sono ancora al loro posto.

      Il capitalismo produttivo o industriale, deve seguire il libero mercato, mentre quello speculativo finanziario (bancario) si è barricato con leggi ad hoc.

    10. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Sostanzialmente d' accordo, ma la tassazione è progressiva oltre che di grado, nel caso delle eredità.
      Il problema è Politico, nel senso che questi ultimi trovano escamotage per aggirarle, così che i grandi capitali sfuggono ai Controlli .
      Tipo Paradisi Fiscali che nessuno vuole regolamentare, oppure leggi come quelle introdotte da Renzi per cui se investi 100.000 Eur come soggetto estero sei esentasse , ed allora Ronaldo si porta a casa 30 Milioni annui senza versare una Eur al fisco, questi sono solo esempi legali per evadere

    11. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Non è proprio così, avete ragione tutti e due solamente fate un ' analisi parziale , con la Deregulation avviata negli anni 80 e la nuova legge ha abrogato le disposizioni del Glass-Steagall Act del 1933 che prevedevano la separazione tra attività bancaria tradizionale e investment banking ,i Krupp, i Pirelli, i Ford sono andati dietro le quinte non rischiano più direttamente ma fanno rischiare lo Stato .
      In pratica la Globalizzione si è trasformato in un Comunismo globale al contrario.?

    12. Simsim 25 gennaio 2022

      E io intendevo rafforzare il tuo concetto sopra :)

    13. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Ah ok!

    14. Luca VFR 26 gennaio 2022

      Abolendo la famosa Glass-Steagall Act, fatta per evitare che si ripetesse la crisi del '29 ci siamo ricaduti dentro, e a piedi uniti, qualche anno dopo l'abolizione. Ma d'altronde l'innovatore, quello munito di ricette salvifiche, di solito ripete gli errori del passato meravigliandosi dei risultati solitamente catastrofici. E viene solitamente perdonato perché gli altri, i danneggiati, di media non sanno o non ricordano gli errori precedenti. Anche la Tatcher privatizzò le ferrovie inglesi: nel giro di pochi anni cadevano a pezzi e ci furono gravi incidenti. Han dovuto rinazionalizzarle. E lo steso accadrà in Italia: nel 1905 furono create le FS, nazionalizzando le vecchie compagnie ferroviarie che avevano una rete fatiscente, lo Stato ci mise dentro una "paccata di miliardi", uniformò standard e materiale dopodiché è arrivato il "privatizzatore di turno" che riprivatizza tutto. A breve, dati i disastri che si prospettano rifaranno le FS 2: la vendetta. La Storia si ripete sempre, diceva qualcuno:la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. La terza, aggiungo io, come comica. Ma Stan Laurel ed Oliver Hardy le facevano decisamente meglio.

    15. Arian Van Heisen 26 gennaio 2022

      " E viene solitamente perdonato perché gli altri, i danneggiati, di media non sanno "

      " Studia il passato se vuoi prevedere il futuro." Confucio.
      La storia si ripete sempre sotto forme diverse vero, non sono d' accordo con Marx che secondo lui si ripeteva due volte,
      " La storia è fatta da nuove persone che fanno vecchi errori." diceva Freud, perchè : Il modo più efficace di distruggere le persone è negare e cancellare la stessa comprensione della loro storia, quello che ora accade è proprio per questo ultimo assioma di G. Orwell. a conferma del tuo incipit .

    16. Tizio8020 26 gennaio 2022

      Ormai hanno sdoganato il famoso "utili privati, perdite pubbliche". Le gradni multinazionali non solo non pagato un centesimo di tasse, ma si permettono pure di sfruttare la manodopera del Paese senza retribuirla adeguatamente.
      E non mi si venga a dire che "non le si può tassare" perchè non è vero. Il giochino di scatole cinesi di Ikea e compagnia bella è visibilissimo.
      Serve la volontà di farlo.
      Inoltre è assurdo stare in una UE che permette tassazioni diverse di comodo.
      Lussemburgo, Cipro, Malta... fuori dai coglioni.
      L'Irlanda solo ospitando le grandi aziende ha moltiplicato il suo PIL... Tu vendi su ebay e ti trattengono IVA e commissioni.
      Poi loro risultando in Lussemburgo non pagano nulla.

    17. Arian Van Heisen 26 gennaio 2022

      Esatto, ma non è un problema di mezzo cioè Eu. Eur o £ , ma di classe politica.
      I Politici nella stragrande maggioranza sono solo dei Camerieri che servono al popolo delle pietanze già preparate .
      Quando mandi fuori dai coglioni Lux o Malta non cambia nulla se il Politico in Italy o in Eu. fa quello che gli dicono in USA ed alla finanza USA fanno comodo i Paradisi Fiscali.

    1. Dante Bertello 25 gennaio 2022

      A proposito del "Reddito Universale", c'è un detto russo che fa:
      "Solo nella trappola per topi, il formaggio è gratis".

    2. A.P. 25 gennaio 2022

      un proverbio molto sensato.

    3. Fedeledellacroce 25 gennaio 2022

      Rapportato a noi del terzo millennio, riguardo ai social e app varie, quando sono gratis, il prodotto sei tu

    1. IlContadino 25 gennaio 2022

      Un vecchio monaco vive in una grotta, medita isolato dal mondo, non possiede nulla, una volta al giorno scende al mercato per mendicare una ciotola di riso. Un giorno un giovane monaco si reca alla grotta in cerca di consigli, anche lui vuole raggiungere l'illuminazione, desidera provare l'ascetismo. Il vecchio cede la grotta al giovane, mentre se ne va: "Mi raccomando, non attaccarti a nulla."
      Un pomeriggio un gattino si avvicina alla grotta, il giovane monaco lo prende in simpatia, quando scende al mercato per mendicare la ciotola di riso cerca di procurarsi anche del latte per il gattino, un commerciante gentile gli offre in dono una capra che sta per partorire, di modo che abbia sempre del latte fresco. Il giovane accetta. La capra partorisce tre capretti, il monaco ora deve costruire un recinto, così chiama un manovale che si presenta al lavoro con la giovane figlia. Il monaco vende una parte del latte per pagare il manovale, ma dato che non è sufficiente allestisce un pollaio per vendere uova.
      Dopo qualche tempo il vecchio monaco torna in visita alla grotta per controllare i progressi del giovane. Trova una fattoria piena di animali, bambini che corrono in qua e in là, il giovane monaco indaffarato con la moglie a sistemare lo steccato.
      Il vecchio si avvicina, gli domanda:"E l'illuminazione?"
      Il giovane: "Colpa del gatto".

    2. sbregaverse 25 gennaio 2022

      Mi sorge il dubbio che alcuni illuminati che ben conosco e che posseggono qualcosina di più di un gattino,non lo siano.

    3. sbregaverse 25 gennaio 2022

      Ma che sbadato,son io,dimenticavo:si può possedere il mondo intero basta non ci sia ATTACCAMENTO.

    1. Fedeledellacroce 25 gennaio 2022

      Articolo coerente ed esplicativo.
      La proprietá privata diventerá un lusso per pochi.
      Un passo indietro nelle libertá e nel tempo.
      Di almeno un secolo.

    2. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Molti di più! Ma il fenomeno è cominciato tantissimo tempo fa. I grandi latifondisti del meridione Italiano hanno accumulato terre inizialmente concesse loro in affitto, e poi semplicemente usurpate.
      Terre "Demaniali", cioè dello Stato, cioè di tutti.
      Analogamente hanno fatto le grandi cooperative (rosse, verdi, bianche) nel nord Italia.
      Terre Statali date in affitto per la bonifica, poi lasciate in affitto per decenni a canoni ridicoli, infine regalate! Sostanzialmente si sta ripresentandoil problema che si ebbe nell'Impero Romano d'Occidente. Poche famiglie che fanno Leggi in base alle quali il piccolo possidente è quasi costretto a cedere le terre a loro per non dover pagar tasse assurde.

    3. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Uno dei pochi che a capito il succo dell' articolo .

    4. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Esatto..! un sistema simil feudale dove i feudatari ( FED e BCE )
      spartiscono con i loro vassalli ( Corporation Globali)

    1. Luca VFR 25 gennaio 2022

      Quante parole per riconoscere che la proprietà è uno degli istinti innati di tutto il mondo animale al quale noi, anche se ci pare riduttivo ammetterlo, apparteniamo pienamente. Qualsiasi animale "segna" il suo territorio, vedi ad esempio il micio di casa, e guai a "occuparlo" questo territorio. E' "naturale" che sia così e tentare di annullare questo principio è come pretendere di fare ruotare il pianeta da Est verso Ovest asl posto che da Ovest verso Est come fa. E' un tentativo destinato d'ufficio al fallimento. Ma l'essere umano è noto per volere fare le cose sempre "contro natura"

    2. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Quella del gatto non è "proprietà privata" che è un concetto solamente dell'uomo. Gli animali non hanno proprietà privata, nemmeno i nativi di tutto il mondo la avevano. Non c'è niente di naturale nella proprietà privata.

    3. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Mica vero! Gli Indiani delle Pianure non solo avevano il concetto di proprietà privata, ma vivevano più o meno bene in proporzione a quanto possedevano. La base erano i cavalli, per avere una moglie dovevi "comprarla" dando ij cambio dei cavali al padre, e come se li poteano procurare? O li catturavi allo sttao brado o li rubavi! Usavano rubarsi i cavalli tra tribù nemiche esattamente come i bianchi. Una famiglia di 6 persone necessitava di almeno 10 cavalli per potersi muovere e trasportare tutti i propri averi. Le tribù che non avevano cavalli (Piedi Neri ed altri) usavano i cani, ma potendo portare con se molta meno roba vivevano esistenze misere, da straccioni. Stessa cosa con oggetti, armi etc. Se rubavi un fucile o uno scudo venivi ucciso, sic et simplicer. SE la tua sopravvivenza dipende dal possesso di un oggetto è normale che il furto del detto oggetto sia punito.

    4. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Quella non è proprietà privata.
      La proprietà privata si riferisce al territorio.
      Neanche Marx ha mai messo in discussione che un oggetto personale è tuo, e nessuno lo può toccare.
      Conosci poco della storia dei nativi, non è proprio così come la metti. Più da film western che da realtà.

    5. Tizio8020 25 gennaio 2022

      LOL!!! Poche idee e ben confuse!!! Quindi un cavallo non è proprietà privata ma una casa sì?

    6. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Scontri per le proprietà tribali

      Contrariamente alla nozione comune che i nativi americani non conoscessero la proprietà privata, questo concetto era regolarmente messo in pratica nella maggior parte delle comunità di medie dimensioni ed esistevano veri e propri diritti di sfruttamento di fiumi, laghi o foreste.
      Gli appezzamenti di terra coltivata erano spesso proprietà di una famiglia e passati in eredità ai figli, insieme ai diritti di sfruttamento delle risorse presenti sul terreno.
      Le tribù composte da numerosi nuclei familiari gestivano vasti territori di caccia o pesca con frazioni assegnate ad ogni clan della comunità e sconfinare in territori di caccia sotto una differente “giurisdizione” poteva causare scontri violenti o delicate trattative per risolvere il problema.

      https://www.vitantica.net/2018/03/05/i-nativi-americani-erano-davvero-ambientalisti/

    7. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      A parte il fatto che non tutti i nativi avevano proprietà dei cavalli e spesso erano in comune.
      E quando non lo erano come ho già detto veniva ridistribuiti regolarmente.
      L'esigenze della tribù erano comuni rispetto alle esigenze del singolo.
      Si c'è una bella differenza tra una casa ed un cavallo. Una è una proprietà l'altra è un possesso.
      Neanche i nativi stanziali (non tutti erano nomadi come quelli della pianure) contemplavano che la casa fosse di proprietà.
      Presso i Cherokee tutto la tribù partecipava alla costruzione delle case quando ve ne era l'esigenza, con materiali comuni. Diciamo che un posto era assegnato ad una determinata famiglia ma non era di sua proprietà esclusiva e non era ereditabile.
      E non solo loro.

    8. Tizio8020 25 gennaio 2022

      No! Assolutamente no.

    9. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Bah hai citato un articolo di parte scritto da bianchi che non hanno mai interpellato un nativo. Ti consiglierei di leggere libri scritti dai nativi e non da antropologi che cercano una giustificazione della loro visione distruttiva del mondo.
      Se fosse vero quello che dice l'articolo allora avremmo dovuto trovare un america molto ma molto contaminata dalle pratiche non ecologiche dei nativi.
      La realtà dei fatti è che la devastazione dei territori avviene quando i bianchi si insediano e non prima.
      Cioè è banale dire che manipolassero l'ambiente come fanno tutti. Certo che lo facevano. Qualunque animale lo fa per le proprie esigenze. Ma è come lo si fa che fa la differenza.

    10. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Se per te non c'è differenza tra una casa ed un cavallo allora va benissimo che vi siano persone hanno proprietà immense. In fin dei conti gli sono utili quanto può essere un cavallo, e perché limitarle?
      Per quanto riguarda il possesso dei cavalli presso le tribù dei nativi, a parte che ne esistono centinaia ed ognuno aveva le sue regole, ma in linea di massima vale quello che ho detto io.
      Ti basta chiedere a qualche nativo e non fidarti di quello che gli antropologi bianchi hanno scritto.

    11. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Credici!

    12. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Aggiungo anche che nessun nativo affittava sue proprietà come dici tu.
      Ne case ne cavalli ne pellicce ne oggetti. Quindi non è proprietà privata.
      Tutta la tribù partecipava alle esigenze del singolo. Nessuno era lasciato indietro, nessuno. Ognuno era in potere di cacciare dove voleva o abbeverarsi a qualunque acqua. I limiti territoriali erano fra tribù diverse. E questo mi sembra logico. Come anche logico che ci fossero delle scaramucce ogni tanto, ma mai guerre vere e proprie.
      Ma se vuoi continuare a chiamarla così per giustificare gli orrori della proprietà privata moderna, fai pure ma era una proprietà limitata alle esigenze del singolo, non vi era nessun sfruttamento della stessa.
      Ed è una bella differenza.
      E laddove vi era comunque un accumulo dei beni come nei nativi canadesi vi erano spesso forme di ridistribuzione.
      Credici tu se vuoi. Ma è antropologismo di rapina, di proiezione tanto per dire avete visto anche loro sono come noi e quindi è naturale che l'uomo ha proprietà, che devasti il territorio, che sia sanguinario, ecc. E' un diritto di natura tutto ciò.
      In realtà questo è falso. E vuole nascondere il fatto che molte società che noi definiamo sprezzantemente primitive, non lo erano affatto ed avevano regole sociali molto più evolute di quelle nostre. Più egualitarie e più giuste.
      Ci fa comodo dire che sono dei selvaggi, quando in realtà i selvaggi siamo noi.

    13. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Parla per te. Io non sono selvaggio e non lo accetto di sicuro. Resta con le tue idee...

    14. Fedeledellacroce 25 gennaio 2022

      I nativi americani non avevano cavalli.
      Li hanno portati gli spagnoli.

    15. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Oh una persona civile.
      Io preferisco essere un selvaggio.
      E non sono tue idee sono tue proiezioni su un qualcosa che hai dimostrato di non conoscere assolutamente.
      Leggi di più sull'argomento e ti accorgerai che il concetto di "proprietà privata" non si applica ai nativi americani ma anche ad altri.
      Comodo è!
      P.S. Ti rendi conto che non hai più argomentato.

    16. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Tra l'altro. Fino al 500-600 non esistevano, anche se in antichità erano esistiti anche lì ma si erano estinti.

    17. Tizio8020 25 gennaio 2022

      No no. Ho decine di libri, li studio da oltre 40 anni, non mi puoi convincere di sicuro!

    18. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Esatto.
      Se è per quello, avevano città con decine di migliaia di abitanti...

    19. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Sbagli Lux, è un 'istinto naturale dell' essere umano, appropriarsi di quello che gli piace fin dalla nascita.

    20. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Forse per te.

    21. natascia 25 gennaio 2022

      Anche i tappeti che servivano alla costruzione della tenda erano beni ereditari, paragonabili ad un’abitazione moderna .

    22. danone 25 gennaio 2022

      Arian è vero che l'istinto del "è mio" è naturale e c'è fin dalla nascita, ma anche i dentini da latte sono così.
      Diciamo che le fasi evolutive, anch'esse naturali, prevedono la dismissione di certi tratti e caratteristiche, che possediamo fin dalla nascita, per far posto a funzioni superiori, acquisite tramite il superamento di precisi e specifici compiti di sviluppo, che siamo riusciti a superare con successo.

    23. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Non per me, è un ' imprinting naturale nel ns. DNA
      fin dalla nascita.
      Poi che gli eccessi vadano regolamentati è un ' altro discorso.
      Noto che tu stesso hai ammesso che anche Marx lo ammetteva.

    24. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Beh anch'io ma non mi puoi paragonare la proprietà privata come la concepiamo noi con quella dei nativi, se la concepivano poi. Non sono cose assolutamente paragonabili.
      Se vuoi possiamo anche chiamarla proprietà privata se ti fa piacere ma i due concetti sono talmente diversi che questo crea confusione.
      O non ci hai capito nulla, oppure vuoi capirci solo quello che ti fa comodo.

      "Essere è una proposta spirituale. Guadagnare è un atto materiale. Tradizionalmente, gli indiani d'America hanno sempre cercato di essere le persone migliori che potevano. Parte di quel processo spirituale era ed è dare via la ricchezza, scartare la ricchezza per non guadagnare."

      Ruseel Means (Lakotah) Identico al nostro concetto di proprietà.

      "La nostra terra è più preziosa dei tuoi soldi.
      Durerà per sempre.
      Non perirà nemmeno per le fiamme del fuoco.
      Finché splenderà il sole e scorreranno le acque, questa terra sarà qui per dare vita a uomini e animali."

      Crowfoot (Siksika) La terra non ha valore e se non ha valore non è proprietà.

      "Supponiamo che un uomo bianco venga da me e dica: Joseph, mi piacciono i tuoi cavalli. Voglio comprarli.
      Gli dico, no, i miei cavalli mi stanno bene; non li venderò.
      Poi va dal mio vicino e dice: pagami dei soldi e ti venderò i cavalli di Giuseppe.
      L'uomo bianco torna da me e dice: Joseph, ho comprato i tuoi cavalli e devi farmeli avere.
      Se abbiamo venduto le nostre terre al governo, questo è il modo in cui le hanno acquistate."

      Joseph (Nez Perce) Anche qui si evince che la terra non è in vendita, perché non si possiede

      "I bambini erano incoraggiati a sviluppare una disciplina rigorosa e un'alta considerazione per la condivisione.
      Quando una ragazza ha raccolto le sue prime bacche e ha scavato le sue prime radici, sono state regalate a un anziano in modo che condividesse il suo successo futuro.
      Quando un bambino portava l'acqua per la casa, un anziano faceva i complimenti,
      fingendo di assaggiare la carne nell'acqua portata da un ragazzo o le bacche in quella di una ragazza.
      Il bambino è incoraggiato a non essere pigro e a crescere dritto come un alberello."

      Mourning Dove Anche qui strano modo di intendere la proprietà

    25. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Diciamo che confondete la regolamentazione con un principio fondamentale naturale .
      I denti non puoi toglierli altrimenti non mastichi più...!
      ed è stato il problema principale del Fallimento dell' applicazione del Socialismo Reale cioè il Comunismo.

    26. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Non esiste una cosa come imprinting naturale nel DNA. Questa è la follia Darwiniana che è servita solo a giustificare gli orrori dell'uomo.
      E' l'ambiente che la fa da padrone. Se vivi in un ambiente dove tutti hanno in comune, dove tutti sono spinti a condividere, dove tutti vanno in giro nudi (per fare una battuta) allora farai esattamente questo.
      L'istinto naturale come dici tu esiste anche ma non su queste cose. Ad esempio l'istinto di sopravvivenza ti farebbe difendere il coltello da caccia, ma non c'entra nulla se difendi 1000 coltelli da caccia.

    27. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Vabbè ora non possiamo fare una disquisizione sull' imprinting o su Darwin.
      Ho capito l' ambiente...! , ma questo non toglie l' istinto, oltre che di ( Ambienti ) non è unico sul Pianeta.
      Il tuo è l' errore del Socialismo Reale un' Utopia ( per ora ).
      Forse in una Quinta Dimensione.

    28. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      I nativi che utilizzavano i teepee erano una piccola parte delle nazioni dei nativi. I nomadi delle grandi pianure. La maggioranza erano stanziali ed avevano case che possedevano ma non erano niente di paragonabile alla nostra proprietà privata.
      Tra l'altro le pelli di cui tu parli venivano procacciate da parte di tutta la tribù che partecipava alla caccia e poi distribuite in maniera equa ai partecipanti. E' vero che chi aveva partecipato più attivamente o aveva ucciso di più riceveva di più, ma tutti usufruivano del bottino.
      Quindi in realtà quelle pelli anche se diventava un possesso del singolo o della famiglia, vi avevano partecipato tutti a quel possesso.
      Un po' diverso dal concetto di proprietà privata nostrana.

    29. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Qui il socialismo reale c'entra una beata mazza. E' casomai una fissa tua.
      E' semplicemente che questo istinto biologico di cui parli non esiste. O meglio come ho detto è limitato all'istinto di sopravvivenza. Anche negli animali è così. Se le risorse sono scarse allora scatta il possesso ma se le risorse non sono scarse c'è molta condivisione. Se una tigre ha da mangiare, gioca con la capra. E' successo veramente.
      In biologia si chiama epigenetica che studia appunto la forte influenza che ha l'ambiente sulle predisposizioni genetiche. E' in grado di accendere o spengere un gene del DNA che ne ha milioni ti ricordo.

    30. danone 25 gennaio 2022

      I primi denti da latte cadono naturalmente, ad un certo punto dello sviluppo naturale dell'uomo.
      Allo stesso modo l'istinto del possesso è naturale e presente fin dalla nascita, perchè l'uomo in quella fase di sviluppo è naturalmente così e serve, è giusto che sia così.
      Ma come si è naturalmente in modo in una fase, così si diventa naturalmente diversi, in una fase successiva, grazie al superamento di precisi nodi di crescita, che vanno superati se no nascono dei problemi più grandi, acquisendo nuove capacità e funzioni, non presenti dalla nascita.
      L'istinto del possesso è naturale che vada superato, non è naturale che rimanga a vita perchè è presente fin dalla nascita.

    31. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      A parte che non ho nessuna fissa sul ( socialismo reale) anzi lo auspico, anche se non nelle attuali condizioni ambientali a tal proposito o anche parlato di 5.a dimensione con salto quantico del Pianeta.
      Forse non te ne accorgi , ma affermi un concetto per poi smentirlo subito dopo con un ' altro .
      Il Possesso è una Derivata della Proprietà non può esistere il Possesso se non esiste la Proprietà

      Quest' ultimo è un concetto non facile da spiegare e comprendere per ovvie ragioni qui.
      Queste distanze formali è frutto solo di incrostazioni ambientali ideologiche, non di reale distanza oggettiva a mio modo di vedere.

    32. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Siamo sempre li..!
      Allora , il fatto evolutivo che citi ( Denti latte - Denti Definitivi ) lo devi paragonare nel caso a: ( Proprietà - Proprietà Regolamentata)
      Tu confondi molto...! il Possesso non è Proprietà , posso Possedere senza essere Proprietario
      La Proprietà è una Funzione il Possesso è la sua derivata , il Possesso non può esistere senza la Proprietà.

    33. Fedeledellacroce 25 gennaio 2022

      Se un predatore "lavora" e investe tempo ed energie per catturare una preda, quella é "sua" e la difenderá con i denti e le unghie.
      Allo stesso modo un uccellino che costruisce il suo nido, lo difenderá da eventuali invasori. E cosí via.....
      Il frutto dei tuoi sforzi é tuo. E lo difendi
      Mi sembra anche logico.
      Non ho bisogno di interpellare Marx, né Kant, né Hegel, né Socrate

    34. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Eh ma non ho negato questo. Ma se un predatore ne ha in abbondanza lo condivide.
      D'altronde quando i leoni catturano la preda ne mangiano un po'. Poi arrivano le iene, e poi gli avvoltoi. In apparenza per come la vedi tu si potrebbe dire che iene ed avvoltoi siano solo dei parassiti, ma non è così. Nel contesto globale svolgono una funzione importantissima, anche pe ri leoni.
      I leoni non impediscono alle iene o agli avvoltoi una volta saziati di banchettare.
      Ed anche questo senza bisogno di interpellare alcunché.
      Quindi non mi pare che i leoni esercitino un diritto di proprietà, al di fuori del necessario alla sopravvivenza.
      Qui ricordo si parla di proprietà privata come concetto della nostra cultura, e che no ha basi biologiche ma solo culturali e che varia da cultura a cultura.

    35. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Hai ragione in parte. Io ho usato il temine possesso per differenziarlo dal termine proprietà privata come viene intesa attualmente.
      Se però con proprietà privata consideriamo tutte le forme che sono sociali e non naturali, allora sì che creiamo confusione. Perché come ho cercato di dire per i nativi quel concetto caro all'uomo bianco non appartiene.
      Su quale sia il termine più giusto si può discutere, ma non è corretto dire che la proprietà privata è un qualcosa di naturale o di innato.

    36. Fedeledellacroce 25 gennaio 2022

      La proprietá é, diciamo, la legittimazione del possedere qualcosa.

    37. Tizio8020 25 gennaio 2022

      Hai scelto proprio l'esempio sbagliato:

      https://books.google.it/books?id=CpeWDQAAQBAJ&pg=PT31&lpg=PT31&dq=Cherokee+e+propriet%C3%A0+privata&source=bl&ots=0oF6rMDYs-&sig=ACfU3U22hLYqC87HB5-I4AOR886qYK21Zw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiyvbb2sc31AhVvMOwKHT7sBVsQ6AF6BAgMEAM#v=onepage&q=Cherokee%20e%20propriet%C3%A0%20privata&f=false

    38. LuxIgnis 25 gennaio 2022

      Se mi facesse vedere la pagina forse potrei risponderti.
      Ma non mi sembra che sia un libro scritto da un nativo.
      P.S. ora mi si è aperto.
      Ma devo dire che una frase come "praticano la proprietà privata" buttata lì non è che abbia un significato tanto profondo. Visto che poi non spiega come la intendessero e come veniva regolata se veniva regolata.
      Che i Cherokee fossero una nazione molto grande e sviluppata, e stanziale, questo lo sapevo.
      Ma tu sapevi che i Cherokee costruivano le loro case di legno con il contributo di tutta la tribù? E con materiali comuni? Quando ve n'era l'esigenza.
      Ora come si può considerare proprietà privata nella nostra accezione del termine, se queste veniva costruite da tutti? E su un suolo pubblico che apparteneva a tutta la nazione?
      Privata di chi?
      E sapevi che furono i Cherokee a dare aiuto ai primi coloni, che furono accolti pacificamente? E che gli furono dati gli strumenti ed anche la terra dove costruire le abitazioni. Furono date non vendute.
      Il famoso giorno del ringraziamento deriva da quello. Solo che gli Americani ringraziano Dio ma non i Cherokee che gli hanno salvato il culo.
      Forse hai scelto te l'esempio sbagliato.

    39. Arian Van Heisen 25 gennaio 2022

      Si , anche se così messa potrebbe fare sorgere degli equivoci, la Proprietà e lo strumento giuridico fondato su un istinto naturale dell' uomo che stabilisce il diritto al possesso e al godimento di un bene.
      Come scritto in altri post il Possesso è una derivata della Proprietà , può esistere il possesso senza averne la Proprietà ma essendo una derivata non può esserci Possesso senza Proprietà.

    40. Luca VFR 26 gennaio 2022

      Mi dispiace ma dissento clamorosamente: esiste eccome l'imprinting naturale nel DNA.

    41. Luca VFR 26 gennaio 2022

      Si chiama "vernice di civilizzazione". Se non che la vernice si scrosta, specialmente quando le condizioni diventano molto) sub-ottimali. Che in parole povere si traduce in: a pancia piena si filosofeggia sui "massimi sistemi", a pancia vuota, com'è il tgempo attuale, si cerca di riempire la pancia.

    42. natascia 26 gennaio 2022

      Grazie per la risposta. Trovo tuttavia sterile voler ritornare e rapportare al presente il modello di vita delle popolazioni native : arcaiche situazioni di assenza di antropizzazione. Parliamo del qui e ora. La proprietà privata intesa come ostacolo alla mobilità di cui parla l’utile idiota, esprime il progetto di distruzione della comunità, della famiglia e infine dell’individuo. Un progetto criminale necessario al rafforzamento di questa attuale élite egemone, responsabile dell’inquinamento e della sovrapolazione del pianeta. Per lo schiarimento di idee degli utili idioti bisognerebbe che anziché divenire monadi trasparenti ci si riunisse in vere comunità nomadi di 2-300 persone e ci si accampasse nei parchi delle ville con campo da golf dei frugali. Per anni.

    43. LuxIgnis 26 gennaio 2022

      Oh ma nessuno vuole proporre un modo di vita che non esiste purtroppo più e che sarebbe inapplicabile così com'è ora. Ma il concetto di proprietà privata odierno è comunque fallato e creatore di ingiustizie e disuguaglianza. E' sotto una logica di prevaricazione.
      Partendo da questo se ne può discutere.

    44. LuxIgnis 26 gennaio 2022

      Un imprinting esiste ma dove come e fino a quanto?
      Quello che la scienza dell'epigenetica sta dimostrando sempre più è che l'ambiente (per ambiente si intende tutta una serie di forze esterne non legate all'imprinting) ha una forte influenza su ciò che è "innato".
      E' il dilemma che gli inglesi chiamano con il conflitto tra "nature" e "nurture" (allevamento, ambiente).
      Fin dove prevale la natura e fin dove invece l'ambiente?
      Ci sono studi fatti sui gemelli, alcuni di questi anche orribili (gemelli separati appositamente), che dimostrano come l'ambiente sia molto più risolutivo nel carattere, cultura, predisposizioni, e persino, nei limiti, nell'aspetto fisico.
      Ci sono anche studi sulle persone che hanno disturbi della personalità multipla che provano come un'influenza psichica, quindi esterna perché al di là dell'imprinting, creino non solo diverse personalità ma diversi fisici. Esempio una personalità è soggetta ad una malattia mentre l'altra no.
      Quindi c'è molta strada da fare e dire che l'imprinting naturale esiste in quanto determinante, è molto ma molto riduttivo.
      P.S. Così visto che siamo in tema, va anche detto che una certa percentuale del DNA è composto da materiale virale. Vale a dire che dei Virus hanno forgiato il DNA. Ed anche questa è un'influenza esterna. Siamo molto più interconnessi di quello che crediamo. Lo si dice da migliaia di anni ma nessuno lo vuole capire.

    1. natascia 25 gennaio 2022

      Analisi magistrale che fissa il concetto
      di impossibilità della vita umana al di fuori della proprietà privata. Vita umana intesa quale atomo di libertà , di creatività , di proficua messa a frutto di talenti innati , ereditati , acquisiti. Analisi che riporta ad alcune fondamentali domande: perché da qualche decennio i governanti si stanno impegnando globalmente a far accettare l’abolizione della proprietà privata? E di seguito, perché gli stipendi dei dirigenti hanno subito un progressivo, incommensurabile distacco dal personale operativo, tecnico, concettuale? E infine perché è stata silurata l’iniziativa privata, la piccola e media industria, il ceto medio? Non esistono altre risposte se non quella di trovarci di fronte ad un nemico che spinge la massa verso il basso per distruggerla. Un progetto che sfrutta ogni possibile debolezza dell’animo umano per portare l’Uomo verso l’autodistruzione . Questo nemico ben conosce la forza delle masse e ben sa che se esse arrivassero ( arriveranno) al risveglio i suoi progetti sarebbero relegati ad un capitolo di storia tenuto in vita solo a monito di punto più basso finora raggiunto dal l’umanità.

    1. Papaconscio 24 gennaio 2022

      Chissà quanti anni di laboriosi studi presso il Dipartimento di Economia e Management avrà passato la signora Foschi.

    1. Arian Van Heisen 24 gennaio 2022

      " Dalla casa di proprietà dipinta come “ostacolo alla mobilità” (Monti, 2015) al più goffo accostamento tra proprietà privata e violenza sulle donne (Landini, 2021), si cerca di non imporre l’abolizione della proprietà privata, ma di farla digerire ai più, come benefica o quanto meno necessaria.
      La proprietà privata viene dipinta come egoista; chi la difende, elevandola a ciò che va difeso subito dopo la propria vita e quella dei propri familiari, viene accusato di non avere il giusto ordine di valori, ma è la proprietà privata che distingue l’uomo dagli altri animali e il poter conservare e accumulare (comune a qualche altro animale) è legato alla sopravvivenza "

      La “dissuasione” alla proprietà, la sua penalizzazione e alla sua svalutazione arrivano infatti insieme al massacro del lavoro ed è già cominciata, chiunque vuole acquistare casa o venderla, deve affrontare una serie di pastoie burocratiche costose ed inutili doppioni come Certificato di Conformità Energetica, Certificato di Concessione Edilizia che oltre ad essere costose per il forzato impiego di Professionisti impiegano lunghi mesi per ottenerli.
      L' abolizione della proprietà privata è contro l' essenza stessa della natura umana, un ' imprinting nel DNA di ogni nascituro che si associa indissolubilmente all' istinto di sopravvivenza.

    1. cedric 24 gennaio 2022

      Per approfondire la faccenda si consiglia la ri-lettura dei Dibattiti sulla legge contro i furti di legna dell'indimenticato Karl Marx.
      (se la cercate su google occhio al correttore automatico che ve lo cambia subito in Groucho Marx)

Visualizzati 85 di 85 commenti approvati.