Con il pretesto della guerra si prepara il Nuovo Ordine Mondiale

Con il pretesto della guerra si prepara il Nuovo Ordine Mondiale
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

Il conflitto in Ucraina non è stato aperto dalla Russia il 24 febbraio, ma dall’Ucraina una settimana prima. Lo testimonia l’OSCE. Un conflitto periferico pianificato da Washington per imporre un nuovo ordine mondiale da cui escludere prima la Russia, poi la Cina. Non fatevi abbindolare!

Le operazioni militari della Russia in Ucraina proseguono da oltre un mese; le operazioni di propaganda della Nato da un mese e mezzo.

Come sempre, la propaganda di guerra degli anglosassoni è coordinata da Londra. Con la prima guerra mondiale i britannici hanno acquisito in materia una competenza senza pari. Nel 1914 riuscirono a convincere gli inglesi che in Belgio l’esercito tedesco aveva praticato stupri di massa ed era dovere di ogni britannico soccorrere queste povere donne: una versione più edificante della necessità di bloccare il tentativo del kaiser Guglielmo II di rivaleggiare con l’impero coloniale inglese. Alla fine del conflitto la popolazione britannica pretese che le vittime fossero indennizzate. Cercando d’individuarle ci si rese conto che i fatti erano stati enormemente esagerati.

[caption id="" align="alignleft" width="400"] Il presidente Zelensky ha dichiarato guerra alla Russia il 17 febbraio 2022, ordinando alle truppe banderiste incorporate nell’esercito di attaccare i cittadini del Donbass. Poi, davanti ai dirigenti dei Paesi membri della Nato, ha sbandierato il drappo rosso per far imbestialire il toro russo, dichiarando che il suo Paese vuole la bomba atomica, in violazione dei trattati internazionali.[/caption]

Ora, nel 2022, i britannici sono riusciti a convincere gli europei che il 24 febbraio i russi hanno attaccato l’Ucraina per invaderla e annetterla: Mosca vorrebbe ricostituire l’Unione Sovietica e s’appresterebbe ad attaccare in successione tutti i suoi ex possedimenti. Una versione più onorevole per gli occidentali della “trappola di Tucidide”, su cui tornerò più avanti. In realtà, nel pomeriggio del 17 febbraio le truppe di Kiev hanno attaccato la propria popolazione del Donbass. Poi hanno agitato il drappo rosso davanti al toro russo con il discorso del presidente Zelensky ai dirigenti politici e militari della Nato riuniti a Monaco, in cui ha annunciato che l’Ucraina si sarebbe dotata della bomba atomica per proteggersi dalla Russia.

Non mi credete? Ecco i dati rilevati dall’OSCE alla frontiera del Donbass: da mesi non si registravano combattimenti, ma a partire dal pomeriggio del 17 febbraio gli osservatori dell’Organizzazione indipendente hanno accertato 1.400 esplosioni giornaliere.

Immediatamente le province ribelli di Donetsk e Lugansk, che pur continuando a considerarsi ucraine pretendevano autonomia da Kiev, hanno trasferito centomila civili per proteggerli. La maggior parte di loro si è spostata nelle zone interne del Donbass, altri sono fuggiti in Russia.

[caption id="" align="alignleft" width="400"] Numero di esplosioni registrate nel Donbass (14-22 febbraio 2022) Fonte: Rapporto quotidiano OSCE SMM.[/caption]

Nel 2014 e nel 2015, quando una guerra civile oppose Kiev a Donetsk e Lugansk, i danni materiali e umani erano affari interni dell’Ucraina. Nel frattempo però quasi tutta la popolazione ucraina del Donbass, non escludendo di dover emigrare, ha acquisito anche la cittadinanza russa. Di conseguenza, l’attacco di Kiev alla popolazione del Donbass iniziato il 17 febbraio è stato un attacco a cittadini ucraini-russi. Il 24 febbraio Mosca è andata d’urgenza a soccorrerli.

La cronologia è indiscutibile. Questa guerra non l’ha voluta Mosca, ma Kiev, nonostante il prevedibile prezzo che avrebbe pagato. Il presidente Zelensky ha deliberatamente messo in pericolo il proprio popolo e lui, solo lui, porta la responsabilità delle sofferenze che gli fa patire.

Qual è la ragione dell’agire del presidente ucraino? Dall’inizio del mandato Volodymyr Zelensky ha proseguito nel solco del predecessore Petro Porochenko: ha assicurato l’appoggio dello Stato ucraino alla sottrazione di fondi da parte degli sponsor statunitensi, nonché il sostegno agli estremisti interni, i banderisti. Il presidente Putin ha chiamato i primi «banda di drogati», i secondi «banda di neonazisti» [1]. Non soltanto Zelensky ha pubblicamente dichiarato di non voler risolvere il conflitto del Donbass con l’applicazione degli Accordi di Minsk, ma ha vietato agli ucraini di parlare russo nelle scuole e nelle amministrazioni pubbliche, e, fatto ancor più grave, il 1° luglio 2021 ha firmato una legge razziale che esclude di fatto gli ucraini che rivendicano la propria origine slava dal godimento dei Diritti dell’uomo e delle Libertà fondamentali.

Le forze armate russe prima hanno invaso il territorio ucraino, non dal Donbass, ma dalla Bielorussia e dalla Crimea. Hanno distrutto tutte le installazioni militari usate da anni dalla Nato e combattuto contro i reggimenti banderisti. Ora sono impegnate ad annientarle nella zona orientale del Paese. I propagandisti di Londra e le circa 150 agenzie di comunicazione sparse un po’ ovunque nel mondo ci garantiscono che, respinto dalla gloriosa resistenza ucraina, l’esercito russo sconfitto ha rinunciato all’obiettivo iniziale di conquistare Kiev. Ebbene, mai, assolutamente mai, il presidente Putin ha affermato che la Russia avrebbe conquistato Kiev, rovesciato il presidente eletto Zelensky e occupato il Paese. Anzi, ha sempre detto che gli obiettivi di guerra erano la denazificazione dell’Ucraina e l’eliminazione dei depositi di armi straniere (della Nato). Ed è esattamente ciò che sta facendo.

La popolazione ucraina soffre. Scopriamo che la guerra è crudele e che uccide sempre degli innocenti. Oggi siamo sopraffatti dalle emozioni e, siccome non sappiamo dell’attacco ucraino del 17 febbraio, ce la prendiamo con i russi, che riteniamo a torto “aggressori”. Non proviamo la stessa compassione per le vittime della contestuale guerra nello Yemen, per i suoi 200 mila morti, di cui 85 mila bambini uccisi dalla fame. È vero che ai nostri occhi gli yemeniti non sono altro che arabi.

Ma la compassione non ci deve indurre a ritenere che chi soffre è a priori dalla parte della ragione. Anche i criminali soffrono, quanto gli innocenti.

[caption id="" align="alignleft" width="400"] La delegazione ucraina alla Corte internazionale di giustizia ha ottenuto, in luogo di un giudizio nel merito, l’emissione di un provvedimento cautelare contro la Russia.[/caption]

Il 16 marzo la Corte internazionale di giustizia (CIG), il tribunale interno dell’Onu, cui ha fatto ricorso l’Ucraina, ha ordinato alla Russia a titolo cautelare di cessare la guerra e di ritirare le proprie truppe [2]. Ma, come ho dimostrato, la Russia è dalla parte del Diritto.

Ma come può la CIG essere stata a tal punto manipolata? L’Ucraina ha usato la dichiarazione del presidente Putin nel discorso sull’operazione militare della Russia, ossia che le popolazioni del Donbass sono vittime di un «genocidio». La Corte ha negato che ci sia stato genocidio e accusato la Russia di aver indebitamente invocato questo concetto. In diritto internazionale il termine “genocidio” non designa più l’eliminazione di un’etnia, ma ogni massacro ordinato da un governo. Negli ultimi otto anni in Donbass sono stati uccisi tra i 13 mila e i 22 mila civili, un numero che oscilla se si considerano i dati del governo ucraino o quelli del governo russo. La Russia, che si è difesa per iscritto, ha argomentato che la propria azione non si fonda sulla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, bensì sull’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, che autorizza la guerra come legittima difesa, come del resto aveva esplicitamente dichiarato nel suo discorso il presidente Putin. Il Tribunale non ha verificato alcunché, si è attenuto alle smentite ucraine, concludendo che le argomentazioni della Russia poggiavano indebitamente sulla Convenzione. Inoltre, non avendo la Russia ritenuto necessario farsi rappresentare fisicamente davanti alla Corte, quest’ultima ne ha approfittato per imporle una misura cautelare aberrante. La Russia, certa di essere dalla parte del diritto, si è rifiutata di ottemperarvi e ha chiesto un giudizio nel merito, che non sarà emesso prima della fine di settembre.

Fatte queste premesse, possiamo capire la doppiezza degli Occidentali solo ricollocando gli avvenimenti nel giusto contesto. Da una decina d’anni i politologi statunitensi affermano che l’ascesa di Russia e Cina porterà inevitabilmente a una guerra. Per spiegarlo il politologo Graham Allison ha inventato il concetto di «trappola di Tucidide» [3], riferendosi alle guerre del Peloponneso, che nel IV secolo a.C. opposero Sparta ad Atene. Lo stratega e storico Tucidide sostenne che le guerre divennero inevitabili allorquando Sparta, che dominava la Grecia, realizzò che Atene stava conquistando un impero e avrebbe minacciato la sua egemonia. L’analogia è eloquente, ma falsa: Sparta e Atene erano entrambe città greche, nonché vicine; Stati Uniti, Russia e Cina hanno invece culture diverse.

Per fare un esempio, la Cina rifiuta la proposta di concorrenza commerciale del presidente Biden, cui oppone la propria tradizione di trattative vantaggiose per tutti, riferendosi non tanto a contratti commerciali favorevoli a entrambe le parti, ma alla propria storia. L’“Impero di mezzo” è estremamente popoloso. L’imperatore era costretto a delegare il più possibile l’esercizio della propria autorità – del resto la Cina è ancora oggi il Paese più decentrato al mondo. I suoi decreti non avevano ricadute identiche in tutte le province. L’imperatore doveva perciò assicurarsi che nessun governatore locale considerasse il decreto imperiale superfluo e trascurasse l’autorità imperiale. Per questa ragione aveva cura di garantire una compensazione alle province non toccate dal decreto, affinché si sentissero comunque sottomesse alla sua autorità.

Dall’inizio della crisi ucraina la Cina non soltanto adotta una posizione non-allineata, ma protegge il proprio alleato russo nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti temono a torto che la Cina invii armi a Mosca. È fuori questione, sebbene fornisca aiuto logistico, per esempio i pasti dei soldati. La Cina osserva cosa accade, per dedurre cosa accadrà quando tenterà di recuperare la provincia ribelle di Taiwan. Beijing ha gentilmente respinto le profferte di Washington: fa analisi a lungo termine e per esperienza sa che se lasciasse distruggere la Russia, anche la Cina stessa sarebbe ancora una volta saccheggiata dagli Occidentali. La salvezza della Cina è inesorabilmente legata alla Russia, anche se un giorno dovranno confrontarsi sulla questione della Siberia.

Torniamo alla “trappola di Tucidide”. La Russia sa che gli Stati Uniti vogliono cancellarla, quindi previene una possibile invasione/distruzione. Ma il suo territorio è immenso e la sua popolazione non abbastanza numerosa. Non può difendere confini troppo estesi. Dal XIX secolo la Russia ha elaborato una strategia difensiva che consiste nel sottrarsi agli avversari. Quando fu attaccata, prima da Napoleone poi da Hitler, spostò la popolazione sempre più a est, bruciando le proprie città prima dell’arrivo dell’invasore, che così non poté approvvigionare le proprie truppe e fu costretto ad affrontare l’inverno senza mezzi e infine a ritirarsi. Questa strategia della “terra bruciata” ha funzionato solo perché Napoleone e Hitler non avevano basi logistiche in prossimità. La Russia di oggi sa che non potrebbe sopravvivere se armi statunitensi fossero piazzate in Europa centrale e orientale. Per questa ragione al momento del crollo dell’Unione Sovietica chiese che la Nato non si estendesse in nessun caso a est. Il presidente francese François Mitterrand e il cancelliere tedesco Helmut Khol, che conoscevano la storia, pretesero dagli Occidentali l’assunzione di questo impegno. Al momento della riunificazione della Germania redassero e firmarono un trattato in cui la Nato s’impegnava a non oltrepassare la linea Oder-Neiße, ossia la frontiera tra Germania e Polonia.

La Russia fece incidere sul marmo questo impegno: nel 1999 e nel 2010 con le dichiarazioni dell’OSCE di Istanbul e Astana. Ma gli Stati Uniti l’hanno ripetutamente violato: nel 1999 con l’adesione alla Nato di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia; nel 2004 con l’adesione di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia; nel 2009 con l’adesione di Albania e Croazia; nel 2017 con l’adesione del Montenegro; infine nel 2020 con l’adesione della Macedonia del Nord. Il problema non è l’alleanza di questi Stati con Washington, ma il fatto che sono diventati depositi di armi statunitensi. Mosca non critica che questi Stati abbiano scelto di allearsi con gli Stati Uniti, rimprovera loro di servire da avamposti del Pentagono per preparare un attacco alla Russia.

[caption id="" align="alignleft" width="400"] Victoria Nuland non ha conosciuto personalmente Leo Strauss, ma è stata educata al suo pensiero dal marito, Robert Kagan, col quale ha fondato il Progetto per un nuovo secolo americano, il think tank che invocava una catastrofe simile a quella di Pearl Harbor per riuscire a imporre la propria politica. Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono per loro una «sorpresa divina». Come la guerra in Ucraina, questi ignobili attentati non hanno fatto a pezzi la potenza degli Stati Uniti, anzi, le hanno permesso di perpetuarsi.[/caption]

A ottobre 2021 la straussiana [4] Victoria Nuland, numero due del dipartimento di Stato, è andata a Mosca per intimare alla Russia di accettare lo spiegamento di armi statunitensi in Europa centrale e orientale, promettendo in contropartita investimenti statunitensi in Russia. Poi ha minacciato la Russia nel caso non avesse accettato le offerte di Washington; per concludere ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero portato Putin davanti a un tribunale internazionale. Mosca ha risposto il 17 dicembre con una proposta di Trattato a garanzia della pace, basato sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite, che ha provocato la tempesta attuale: il rispetto della Carta, fondata sul principio di uguaglianza e della sovranità degli Stati, presuppone infatti la riforma della Nato, il cui funzionamento si basa sulla gerarchia fra Stati membri. Adescati dalla “trappola di Tucidide”, gli Stati Uniti hanno fomentato l’attuale guerra in Ucraina.

Se diamo atto che il loro scopo è cancellare la Russia dalla scena internazionale, la reazione degli anglosassoni alla crisi ucraina diventa trasparente. Non cercano di respingere militarmente l’esercito russo, né d’intralciare il governo russo, ma di cancellare ogni traccia della cultura russa in Occidente. E sussidiariamente tentano d’indebolire l’Unione Europea.

Hanno iniziato con il congelamento dei beni degli oligarchi russi in Occidente; misura applaudita dalla popolazione russa, che li considera illegittimi beneficiari del saccheggio dell’URSS. Poi hanno imposto alle imprese occidentali di troncare le attività con la Russia. Hanno poi proseguito impedendo l’accesso delle banche russe al sistema bancario occidentale (il sistema SWIFT). Ebbene, se le misure finanziarie sono disastrose per le banche russe (non per il governo russo), le misure contro le imprese che lavorano in Russia vanno invece a vantaggio della Russia, che al minimo costo recupera i loro investimenti. D’altronde, la Borsa di Mosca, chiusa dal 25 febbraio (l’indomani della risposta russa) al 24 marzo, al momento della riapertura ha registrato un progresso. Certo il primo giorno l’indice RTS è calato del 4,26%, ma è un indice che misura soprattutto i valori speculativi; al contrario, l’indice IMOEX, che misura l’attività economica nazionale, è aumentato del 4,43%. I veri perdenti delle sanzioni occidentali sono i membri dell’Unione Europea, tanto stupidi da adottarle.

[caption id="" align="alignright" width="400"] Paul Wolfowitz è stato iniziato al pensiero di Leo Strauss dal suo professore di filosofia, Alan Bloom. In seguito è diventato allievo del maestro all’università di Chicago. Leo Strauss lo ha convinto che gli ebrei non devono aspettarsi nulla dalle democrazie. Per evitare una nuova Shoah devono costruirsi da sé il proprio Reich. Meglio avere il coltello dalla parte del manico.[/caption]

Già nel 1991 lo straussiano Wolfowitz scriveva in un rapporto ufficiale che gli Stati Uniti dovevano impedire che una potenza potesse espandersi al punto da diventare un rivale. All’epoca, essendo l’URSS in frantumi, individuò nell’Europa il potenziale rivale da abbattere [5]. Ed è ciò che fece nel 2003 quando, diventato numero due del Pentagono, vietò a Germania e Francia di partecipare alla ricostruzione dell’Iraq [6]. Ed è a questo cui si riferiva nel 2014 Victoria Nuland quando conferì all’ambasciatore USA a Kiev l’incarico d’«inculare l’Unione Europea» (sic) [7].

Oggi viene intimato all’Unione Europea di fermare le importazioni di idrocarburi dalla Russia. Se ottempererà all’ingiunzione, la Germania cadrà in rovina e con essa tutta l’Unione. E non sarà un danno collaterale, ma l’esito di un pensiero strutturato, espresso con chiarezza da trent’anni.

La cosa più importante per Washington è escludere la Russia da tutte le organizzazioni internazionali. Già nel 2014 riuscì a escluderla dal G8. Il pretesto non fu l’indipendenza della Crimea (da quest’ultima reclamata sin dalla dissoluzione dell’URSS, diversi mesi prima che l’Ucraina pensasse alla propria indipendenza), ma la sua adesione alla Federazione di Russia. La supposta aggressione dell’Ucraina le fornisce l’occasione di escluderla dal G20. La Cina ha immediatamente fatto notare che nessuno può essere escluso da un forum informale che non ha uno statuto. Ma il presidente Biden è comunque tornato alla carica il 24 e 25 marzo durante il viaggio in Europa.

Washington moltiplica gli abboccamenti per escludere la Russia dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). In ogni caso i principi dell’OMC sono già demoliti dalle “sanzioni” unilaterali messe in atto dagli Occidentali. L’esclusione della Russia sarebbe dannosa per entrambi i campi. Qui è opportuno rifarsi agli scritti di Paul Wolfowitz, che nel 1991 scriveva che Washington non deve cercare di eccellere in assoluto, ma di essere primo rispetto agli altri. Questo implica, notava Wolfowitz, che gli Stati Uniti non devono esitare a farsi del male, se possono farne molto di più agli altri. Noi tutti pagheremo per questo modo di ragionare.

La cosa più importante per gli Straussiani è escludere la Russia dalle Nazioni Unite. Non sarebbe possibile se fosse rispettata la Carta delle Nazioni Unite, ma Washington non si farà molti scrupoli, come non se li è fatti in tante altre occasioni. Già ora ha preso contatti con ogni Stato membro dell’ONU, salvo poche eccezioni. La propaganda anglosassone è già riuscita a far prendere lucciole per lanterne: tutti sono convinti che un membro del Consiglio di Sicurezza si è lanciato in una guerra di conquista di un Paese vicino. Se Washington riuscirà a convocare un’Assemblea Generale straordinaria dell’ONU e a modificarne lo statuto raggiungerà lo scopo.

L’Occidente è in preda a una specie d’isteria. Si dà la caccia a tutto quel che è russo, prescindendo dai legami con la crisi ucraina. Si vieta agli artisti russi di esibirsi, anche quando reputati oppositori del presidente Putin. Qui un’università vieta lo studio dell’eroe antisovietico Solgenitsin, là un’altra università bandisce lo scrittore del dibattito e del libero arbitrio Dostoevskij (1821-1881), oppositore al regime zarista. Qui si annulla un concerto diretto da un capo d’orchestra russo, là si sopprime dal programma Ciaikovski (1840-1893). Tutto quanto è russo deve sparire dalla nostra coscienza, così come nell’antichità l’impero romano rase al suolo Cartagine cancellandone metodicamente ogni traccia, al punto che oggi non sappiamo molto della sua civiltà.

Il 21 marzo il presidente Biden non ne ha fatto mistero. Davanti a una platea di capi d’impresa, ha dichiarato: «È il momento di cambiare le cose. Ci sarà un Nuovo Ordine Mondiale e noi dobbiamo dirigerlo. E per farlo dobbiamo unire il resto del mondo libero» [8]. Questo nuovo ordine [9] dovrebbe dividere il mondo in due blocchi ermetici; una scissione che non ha precedenti, che non ha paragoni con la cortina di ferro della guerra fredda. Alcuni Stati, come la Polonia, pensano di perdere tanto, come tutti gli altri, ma di avere comunque qualcosa da guadagnare: il generale Waldemar Skrzypczak ha reclamato che l’enclave russa di Kaliningrad diventi polacca [10]. Infatti in un mondo spaccato in due come potrebbe la Russia governare una provincia che si trova dall’altra parte?

Di Thierry Meyssan, Voltaire, voltairenet.org

29.03.2022

Questo articolo è il seguito di: 1. «La Russia vuole costringere gli USA a rispettare la Carta delle Nazioni Unite», 4 gennaio 2022. 2. «In Kazakistan Washington porta avanti il piano della RAND, poi toccherà alla Transnistria», 11 gennaio 2022. 3. «Washington rifiuta di ascoltare Russia e Cina», 18 gennaio 2022. 4. «Washington e Londra colpite da sordità», 1° febbraio 2022. 5. “Washington e Londra tentano di preservare il dominio sull’Europa”, 8 febbraio 2022. 6. “Due interpretazioni della vicenda ucraina”, 15 febbraio 2022. 7. “Washington suona la tromba di guerra, ma gli alleati desistono”, 23 febbraio 2022. 8. “È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra”, 7 marzo 2022. 9. «Una banda di drogati e neonazisti», 7 marzo 2022. 10. “Israele sbalordito dai neonazisti ucraini”, 8 marzo 2022. 11. «Ucraina: la grande manipolazione», 22 marzo 2022.


NOTE
[1] Si veda il nono articolo di questa serie: «Una banda di drogati e neonazisti», 7 marzo 2022.
[3] "The Thucydides Trap: Are the U.S. and China Headed for War?", Graham T. Alllison, The Atlantic, September 24, 2005. Destined For War: Can America and China Escape Thucydides’s Trap?, Graham T. Allison, Mariner Books; (2017).
[4] Per sapere chi sono gli Straussiani si veda l’ottavo articolo di questa serie: «È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra», 7 marzo 2022.
[5] Questo documento è stato rivelato in «US Strategy Plan Calls For Insuring No Rivals Develop», Patrick E. Tyler, New York Times, March 8, 1992. Si vedano anche gli estratti pubblicati a pagina 14 : «Excerpts from Pentagon’s Plan: "Prevent the Re-Emergence of a New Rival"». Ulteriori informazioni si trovano in «Keeping the US First, Pentagon Would preclude a Rival Superpower» Barton Gellman, The Washington Post, March 11, 1992.
[6] « Instructions et conclusions sur les marchés de reconstruction et d’aide en Irak », par Paul Wolfowitz, Réseau Voltaire, 10 décembre 2003.
[7] “What about apologizing to Ukraine, Mrs. Nuland?”, by Andrey Fomin, Oriental Review (Russia) , Voltaire Network, 7 February 2014.
[9] “Storia del « Nuovo Ordine Mondiale »”, di Pierre Hillard, Traduzione : Voici della strada, Rete Voltaire, 3 marzo 2010. “Il progetto di un Nuovo Ordine Mondiale si scontra con le realta geopolitica”, di Imad Fawzi Shueibi, Traduzione OldHunter, ComeDonChisciotte.org (Italia) , Rete Voltaire, 28 agosto 2012.
[10] « La Pologne revendique Kaliningrad », Réseau Voltaire, 26 mars 2022.



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link fonte: https://www.voltairenet.org/article216256.html

29.03.2022

Pubblicazione di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (28)

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    1. BrunoWald 10 aprile 2022

      "Il presidente Zelensky ha deliberatamente messo in pericolo il proprio popolo e lui, solo lui, porta la responsabilità delle sofferenze che gli fa patire. Qual è la ragione dell’agire del presidente ucraino?"

      Che essendo Zelensky un khazzaro, degli ucraini non gliene potrebbe fregare di meno, al pari di tanti altri membri del suo esclusivo clan, infiltrati nei più diversi paesi del mondo. Nell'articolo di Meyssan appaiono altri due di questi serpenti, gli "straussiani" Nuland e Wolfowitz. In passato riservavano il loro odio alla Germania e vollero distruggerla; oggi è il turno della Russia. Domani, probabilmente, della Cina.

    1. Quasar 9 aprile 2022

      Come sempre, la propaganda di guerra degli anglosassoni è coordinata da Londra

      purtroppo non si limitano solo alla propaganda praticamente sono la regia di tutto

    1. carla 9 aprile 2022

      Purtroppo di mezzo ci sono pure i laboratori naziUsa e nazinato (mi sembra 18) con tanto di sponsor della white house odierna nonchè di obanana, per la produzione di nuovi vairus più pericolosi del covid.
      Spero che questa guerra porti almeno la distruzione di quanto ingrassava hunter (cacciatore) e suo padre in Ukraina, visti gli ultimi sviluppi e rivelazioni dell'hard disk con immagini pedopornografiche del caro hunter.

    1. carla 9 aprile 2022

      Pensavo che le sanzioni fossero contro la Russia finchè non ho letto la bolletta e ho fatto carburante all'auto

    1. carla 9 aprile 2022

      Nessuno finora di tutti quei pacifinti che infestano i media che si sia anche solo preso la briga di leggere o informare su cosa sono stati per il Donbass questi ultimi 8 anni.
      Forse pensano che questa volta non serva inventare armi di distruzione di massa, basta inebetire semplicemente la massa

    1. Ultor 9 aprile 2022

      la russia di putin e la famiglia rothschild, tramite il loro fondo avvoltoio franklin templeton, sono i più grandi creditori dell'ucraina, la guerra è tra loro: tra chi vuole difendere interessi e popolazioni russe e chi accampa pretese territoriali per la "Nuova Israele". Il fondo avvoltoio di cui sopra ha già distrutto, tra l'altro, le economie di argentina e grecia

    1. Nestor Halak 9 aprile 2022

      "Il conflitto in Ucraina non è stato aperto dalla Russia il 24 febbraio, ma dall’Ucraina una settimana prima"

      Mi pare più corretto sostenere che il conflitto in Ucraina è stato aperto dal colpo di stato del 2014 e poi è proseguito fino ad oggi con fasi più o meno intense.

      "una legge razziale che esclude di fatto gli ucraini che rivendicano la propria origine slava dal godimento dei Diritti dell’uomo e delle Libertà fondamentali"

      Caspita, ricorda da vicino le Leggi Pandemiche emanate in Italia. Zelensky avrebbe dovuto far parte del comitato tecnico scientifico, come comico ne avrebbe suggellato il prestigio.

    1. Bertozzi 9 aprile 2022

      Buongiorno Meyssan, finalmente qualche intellettuale che riesce a registrare l'ovvio, ci si chiede dove eravate tutti negli ultimi due anni. E lascia stare Tucidide, dai.

    1. fuffolo 9 aprile 2022

      Nessun nuovo "ordine" mondiale senza Cina e Russia, ma pure India, Iran, Venezuela e Brasile. La guerra è a scartamento ridotto perchè serve per la demolizione controllata dell'uomo occidentale ma non delle strutture, che devono essere salvate.
      Sono tutti d'accordo come in un teatrino, anche se sembra più un circo barnum dove l'attrazione è la nostra società malforme che si suicida.

    1. TizianoS 9 aprile 2022

      Condivido quanto scritto da Thierry Meyssan in questo articolo.
      Io sono sempre stato del parere che la Russia rappresenti, almeno per i cristiani, l'ultimo "legittimo" potere imperiale del mondo e ne ho ricercato le basi storiche.

      Ho trovato nel Post "Il significato dello stemma della Federazione Russa" dell'ottobre 2019 di Luca D'Agostini il seguente brano:

      Tra il 1523 ed il 1524, l'anziano monaco ortodosso Filofej scrisse una lettera al Granduca di Mosca Ivan III nella quale lo esortava a combattere l'eresia. A detta del monaco, il Principato di Mosca restava l'ultimo baluardo della vera fede. "Tutti i
      regni cristiani sono giunti alla loro fine e si sono fusi nell'unico regno del nostro sovrano", scriveva Filofej in una delle sue lettere. “Due Rome sono cadute, ma
      la Terza resiste e non ve ne sarà una quarta".

      Io vedo nel comportamento della Russia una forma di resistenza al progetto del Nuovo Ordine Mondiale americano-massone.

    1. Rnamessaggero 9 aprile 2022

      Thierry Meyssan sa esporre molto bene i fatti, ottimo respiro. La Russia, come ha detto Putin, può difendersi, in questo e per questo ha speso tempo, l' Ucraina non gli è mai interessata, ed è inutile spiegare il perché. La guerra occidentale, come ben esposto da Thierry Meyssan, è tutta su un fronte tattico più che militare. Per i tatticismi russi abbiamo già molti esempi ma la divisione in due del mondo al momento sembra inevitabile. L' Europa ne fa le spese perché concorreva alla ricchezza russa e alla propria, per impedire il pericolo di totale superamento, come blocco, degli USA, gli Usa ricorrono all' apparato militare, a questo serve l' esercito americano, a controllare i territori occupati. L' America fa le leggi o semplicemente cambia idea quando vuole e l' esercito ricorda chi è che comanda. Al netto di tutti i corrotti opportunisti o mercenari che dir si voglia, europei.

    1. JA 9 aprile 2022

      Ripeto ancora: basta leggere i nomi di tutti i personaggi nominati in questo articolo e di quelli che compaiono come attori principali di questa strana guerra perché la realtà surclassi le fantasie dei protocolli dei savi di sion. Non fosse stanno prendendo una piega dalla fine imprevista comunque vadano le cose. :)
      https://it.wikipedia.org/wiki/Protocolli_dei_Savi_di_Sion

    1. Fedeledellacroce 8 aprile 2022

      Con pazienza, il buon Thierry ci mostra di nuovo il panorama.
      La polarizzazione del mondo é in accellerazione .....
      Momenti che faranno la storia, sappiamo come é iniziata, ma non sappiamo come andrá a finire.....

    2. IlContadino 9 aprile 2022

      Ciao Fedele, leggendo il tuo commento, forse per via del termine "polarizzazione", mi si è formata nella mente l'immagine di un bambino, un bambino che si diverte nell'adoperare il suo giocattolo, uno di quelli meccanici, con le pile. Le pile sono formate di un polo positivo ed uno negativo, senza poli niente pile, senza pile niente giocattolo. Chissà se sono riuscito ad esprimere la mia visione?!

    3. Fedeledellacroce 9 aprile 2022

      Perfettamente.
      Sai che anche ogni cellula vivente é una sorta di mini-batteria, con il suo bel polo positivo e quello negativo....

    1. Arthur 8 aprile 2022

      Alcune brevi riflessioni.

      1. La Russia.
      Verrebbe da chiedersi: ma perché negli ultimi trenta anni la Russia è stata a guardare?
      Tutte le risposte sono deboli.
      Questo resta un mistero.

      2. Gli USA.
      In tutta onestà mi riesce difficile credere che gli USA vogliano davvero guerreggiare con Russia e Cina.
      La sensazione è che mirino a colpire l'Europa.
      Ed è palese che sia così.
      Le sanzioni folli nei confronti della Russia, che danneggeranno l'Europa, ne sono la prova.
      Del resto, lo stesso Meyssan nell'articolo sostiene:
      "gli Stati Uniti dovevano impedire che una potenza potesse espandersi al punto da diventare un rivale. All’epoca, essendo l’URSS in frantumi, individuò nell’Europa il potenziale rivale da abbattere.
      Ed è ciò che fece nel 2003."
      ... 
      "Ed è a questo cui si riferiva nel 2014 Victoria Nuland quando conferì all’ambasciatore USA a Kiev l’incarico d’«inculare l’Unione Europea»"
      "Oggi viene intimato all’Unione Europea di fermare le importazioni di idrocarburi dalla Russia. Se ottempererà all’ingiunzione, la Germania cadrà in rovina e con essa tutta l’Unione. E non sarà un danno collaterale, ma l’esito di un pensiero strutturato, espresso con chiarezza da trent’anni."

      3. L'Europa.
      Domanda: ma gli europei ci sono o ci fanno?
      Come è possibile che i popoli europei accettino di essere governati da certa gentaglia?

    2. nicolass 8 aprile 2022

      Negli ultimi 30 anni o meglio negli ultimi 20 anni di ascesa al potere di Putin la Russia è stata impegnata nel ricostruire le sue forze armate dopo la caduta in rovina dell'Unione Sovietica dell'era Yeltsin... parimenti è stata impegnata nel tentativo di essere accettata tra le grandi potenze occidentali senza successo... mentre la Russia stendeva ponti gli altri facevano terra bruciata intorno a lei. Credo che alla fine Putin si sia stancato e abbia capito che era del tutto inutile provare a ragionare con l'Unione Europea e meno che meno con gli Usa.... adesso che si sente abbastanza sicura del fatto suo sia militarmente che politicamente rivendica il posto che le spetta nel consesso internazionale e detta delle linee rosse per la sua sicurezza nazionale che non sarà consentito a nessuno di violare e l'Ucraina è una di queste

    3. Arthur 9 aprile 2022

      Mah, io non sono così convinto.
      Trenta anni di esitazione sono tanti.
      Se nel frattempo dovessero essere riusciti ad avere armi "tecniche", ma magari...

    4. Arthur 9 aprile 2022

      A proposito della Russia!
      Ma ti sei mai chiesto perché la Russia non abbia fatto praticamente nulla nel 2014 in occasione del colpo di stato anti-russo in Ucraina spalleggiato dall'amministrazione Obama?
      La Russia poteva intervenire subito e risolvere rapidamente evitando guai futuri.
      Perché non lo ha fatto?

    5. Fedeledellacroce 9 aprile 2022

      Caro Arthur, penso che Putin e la sua Russia non potevano scegliere momento migliore.
      Della serie ora o mai piú.
      Capisci?
      Capisci che prima sarebbe sembrato aggressivo, e dopo sarebbe stato troppo tardi?
      Finalmente buona parte del pianeta, é d'accprdo e pronta a disfarsi del giogo atlantista, grazie ad anni di paziente doplomazia a livelli non visti da....secoli.
      E tu dici che in questi anni Putin ha perso tempo?
      No Arthur, penso che ha scelto alla perfezione il momento.
      Ovviamente spinto anche dalla sorprendente pressione della NATO e sgherri

    6. Nestor Halak 9 aprile 2022

      Provo a rispondere:

      1 la Russia negli ultimi 30 anni ha semplicemente fatto quel che ha potuto in relazione alla sua situazione interna, dove i filo americani hanno sempre contato molto, e in relazione alla sua debolezza esterna, derivata dal crollo rovinoso dell'URSS;

      2 gli USA vedono effettivamente dei nemici nella Cina (principalmente) e nella Russia, ma sanno che non possono provocare un conflitto militare diretto, perciò fanno la guerra per vie traverse. L'Europa non è un nemico perché non è un'entità politica autonoma, ma direttamente da loro controllata e fa i loro interessi, come è facile vedere in questo frangente;

      3 l'Europa, allo stadio attuale, non ha alcuna autonomia di governo, è un protettorato americano come Portorico.

    7. Arthur 9 aprile 2022

      Se è come dici tu, sarebbe interessante.
      Vediamo cosa succede.

    8. Fedeledellacroce 9 aprile 2022

      Ci sará molto da vedere.
      La Russia sta apertamente sfidando US UK e servetti vari.
      La 3GM é alle porte.
      NATO & C. non possono fare pippa, perderebbero credibilitá. successivamente comincerebbero a perdere paesi membri.

    9. Quasar 9 aprile 2022

      perche' nel 2014 l'esercito russo non poteva ancora competere con la nato

      oggi puo'

    10. Arthur 9 aprile 2022

      Mi auguro che tu possa avere ragione.

    11. Quasar 9 aprile 2022

      in realta' spero' di no perche' chi c'e' dietro ai russi si scontrebbe con chi c'e' dietro agli americani

      e sarebbe un problema planetario

    12. Arthur 9 aprile 2022

      E chi sarebbero?

    13. BrunoWald 10 aprile 2022

      "Come è possibile che i popoli europei accettino di essere governati da certa gentaglia?"

      Perché hanno perduto due guerre mondiali, e gli ultimi che tentarono di ribellarsi furono sepolti sotto le bombe, o in subordine impiccati, massacrati o stuprati in massa.

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