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Ricordate la vicenda dei due marò?
Il caso dell'Enrica Lexie, conosciuto anche come caso dei due marò, è una controversia internazionale tra Italia e India sorta in merito all'uccisione di due pescatori indiani di cui furono accusati due fucilieri di marina italiani (marò), Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie come nuclei militari di protezione, e al loro arresto da parte della polizia indiana. I militari italiani sono stati accusati di aver ucciso il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala (Stato dell'India sud-occidentale) Valentine Jelastine e Ajeesh Pink, due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano. Il 31 gennaio 2022, il procedimento a carico dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è stato archiviato dal GIP di Roma poiché la loro condotta è stata ritenuta consona a "una situazione tale da far pensare a un attacco di pirati".
In quell’occasione, il governo indiano ha fatto il diavolo a quattro.
Il 19 giugno 2024 in provincia di Latina è deceduto Satnam Singh, il bracciante indiano morto dissanguato in seguito ad un incidente sul lavoro, con l’imprenditore agricolo suo datore di lavoro che non lo ha portato prontamente in un ospedale ma lo ha “scaricato” davanti alla sua abitazione.
In quell’occasione il governo indiano non ha fatto… NULLA.
Da quanto ci risulta, non ha convocato l’ambasciatore italiano in India, non si è rivolto alla Corte Internazionale dei Diritti dell’Uomo, non si è rivolto all’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro).
NULLA.
Perché?
Noi l’abbiamo capito quasi immediatamente: tra India ed Italia deve esistere un accordo.
Un po’ come l’accordo in essere tra Italia e Belgio negli anni ’50 del secolo scorso, quando il nostro governo ha fornito minatori in cambio di carbone e poi non ha protestato quando si sono verificati tragici incidenti come quello di Marcinelle.
Siamo rimasti silenti per più di un anno sul punto, finché una recente notizia non ha confermato i nostri sospetti.
Eccola: Russia. Accordo per un milione di lavoratori indiani entro il 2025
https://www.notiziegeopolitiche.net/russia-accordo-per-un-milione-di-lavoratori-indiani-entro-il-2025/
Da qui, sorgono spontanee alcune considerazioni. La democrazia dovrebbe essere una casa di vetro. Se nei prossimi mesi un lavoratore indiano morirà dissanguato in Russia, sapremo di chi è la colpa. HA STATO PUTIN.
E in Italia?
Chi ha fatto venire nel nostro Paese i braccianti indiani?
Dobbiamo tornare indietro nel tempo, ai primi anni ’90 del secolo scorso.
Il muro di Berlino è crollato, per cui a cascata in Italia devono scomparire i partiti che sono serviti agli angloamericani per contrastare il pericolo rosso, ormai inoffensivo.
Della questione se ne occupa la magistratura, ma si crea un vuoto di potere.
Gli angloamericani si affidano ad individui “borderline”, i quali hanno un piede nelle forze dell’ordine ed un altro nei servizi segreti.
Quelli del depistaggio del processo sull’attentato contro Borsellino e la sua scorta, per intenderci.
O quelli della mattanza di Genova del 2001, la ben nota «macelleria messicana».
Gli angloamericani osservano dall’alto il nostro Paese ed in provincia di Latina individuano tre elementi fondamentali da mettere a profitto: la pianura pontina, la piana di Fondi ed il MOF di Fondi, il secondo mercato ortofrutticolo d’Europa.
Vengono attuate le politiche neoliberiste di sfruttamento del territorio con il consequenziale avvio dell’agricoltura industriale. Tutto ciò però rende necessario, per essere concorrenziali sul mercato, l’abbattimento dei costi fissi, in primis la manodopera.
All’inizio il processo stenta, perché gli italiani non accettano di essere sfruttati nei campi a quelle condizioni, per cui gli “ideatori” del sistema si affidano ad un’etnia sbagliata da sfruttare e sottopagare: i maghrebini (tunisini, marocchini, algerini).
Questi ultimi sono teste calde che non accettano soprusi; ricordatevi che gli algerini hanno cacciato i francesi, diventando uno Stato indipendente.
Il sistema decolla cambiando etnia: la soluzione sono i docili sikh indiani, che non si ribellano mai.
La conferma la danno gli anziani controllori, ormai pensionati, del Cotral (i bus regionali): raccontano che i maghrebini non avevano mai o quasi mai biglietto o abbonamento, mentre gli indiani sono sempre in regola.
Attenzione!
Questo articolo è pubblicato all’interno della rubrica “Dissentire dal dissenso” perché il mondo del dissenso non ha capito una cosa essenziale: con i sikh il sistema ha fatto ingegneria sociale.
Ha studiato scientificamente, nel corso degli anni, come sfruttare un’etnia per capire quale fosse la loro soglia di sopportazione, per capire fin dove potesse spingersi.
Una sorta di “Gaza lavorativa”.
Il risultato di questo studio scientifico è risultato utilissimo in epoca Covid.
Fermo restando che in Italia non vengono sfruttati solo gli indiani.
Nel Mezzogiorno esistono dei ghetti, privi di acqua e di corrente elettrica, in condizioni igieniche insopportabili, nei quali vivono ammucchiati centinaia di braccianti agricoli stagionali di varia provenienza (africani, ma anche dell’Est Europa). Veri e propri campi profughi. Nemmeno i terremotati, nelle ore immediatamente successive al sisma, vivono in condizioni simili.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Il popolo non deve sapere, dev’essere tenuto all’oscuro.
I braccianti non hanno mezzi di trasporto, non possono spostarsi: per avere, giusto per fare un esempio, un’aspirina o un qualsiasi medicinale, devono rivolgersi ai caporali, che si fanno pagare salatissimamente per andare in città, acquistare il farmaco richiesto e portarlo nel ghetto. E questo è solo un esempio.
Quei ghetti sono vere e proprie… “città 15 minuti”.
Ingegneria sociale, studi scientifici utilissimi per realizzare i progetti previsti per i prossimi anni.
Torniamo agli anni ’90 del secolo scorso.
Gli uomini borderline hanno attuato il progetto, le forze politiche, finita la fase provvisoria di vuoto di potere seguita a Tangentopoli, si sono trovate di fronte al fatto compiuto.
Come hanno reagito?
I partiti di centrodestra hanno ragionato sul breve periodo: «Che bello, intercettiamo il voto degli imprenditori agricoli!».
I partiti di centrosinistra hanno ragionato sul medio-lungo periodo: «Che bello, intercettiamo il voto dei braccianti stranieri!».
Ecco perché propongono lo ius soli.
I sindacati dei lavoratori, invece, hanno ragionato così: «Che bello, con i braccianti stranieri copriremo il buco di iscrizioni, dato che i giovani italiani non si iscrivono più. Torneremo ad essere sindacati dei lavoratori, anziché sindacati dei pensionati».
Sugli individui “borderline” si è concentrato molto Maurizio Torrealta nel libro “Il quarto livello”.
Noi ci limitiamo solo a rilevare questo: vi ricordate le parole «Un vile, un vile affarista»?
Cossiga non chiese mai scusa a Draghi.
Ma quando si trattò di De Gennaro, Cossiga chiese scusa pubblicamente, il che dovrebbe far riflettere.
Molto.
Il mondo del dissenso non parla mai di quegli individui “borderline”.
Eppure il libro di Maurizio Torrealta è stato pubblicato nel lontano 2011.
Sono concetti noti da tempo.
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23.08.2025
Titolo originale: Dissentire dal dissenso – I due marò e Satnam Singh
maghi 29 agosto 2025
pur di mandare avanti questo capitalismo consumistico farebbero altro che la vergogna covid (mln di morti e ammalati), le guerre ucraine e gazesi (altri mln di morti, feriti gravi e dispersi). Quanti si accorgono di questo scempio? Tutti o quasi si fermano agli aspetti esteriori di questo fenomeno e se la prendono coi vari attorucoli, che il baraccone mette davanti. Se si avesse un cuore, si andrebbe alla radice del male, ma non si può. Quello che succederà, ce lo saremo meritato. Intanto sopra la testa continuano a passare gli aerei pieni di disperati, che il potere, la matrix, ha convinto quale sia la felicità che loro devono seguire. Li chiamano turisti. Puah.