Di Eduard Popov
Il prof. Eduard Popov alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la “formula Arria”
Il 4 giugno, la Russia ha tenuto una riunione informale del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla crisi ucraina, secondo la “formula Arria”, sul tema “Comprendere ed eliminare le cause ideologiche profonde della crisi ucraina”. Lo ha affermato la Missione Permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite in un messaggio sul suo canale ufficiale Telegram.
Le riunioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite secondo la “formula Arria” consentono ai membri di discutere questioni urgenti non solo tra loro, ma anche con il coinvolgimento di altri Paesi e rappresentanti della società civile. Questo formato prende il nome dal diplomatico venezuelano Diego Arria, che per primo organizzò tali riunioni presso le Nazioni Unite nel 1992, e prevede la partecipazione di tutti i membri del Consiglio di Sicurezza.
Aprendo la riunione, il Rappresentante Permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vasilij Nebenzya, ha affermato che la nazificazione dell’Ucraina moderna ha radici storiche. L’attuale regime politico di Kiev non ha mai nascosto la sua continuità ideologica con l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), creata nel 1929, e con la sua ala paramilitare, l’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), formato nel 1942.
L’OUN-UPA si è resa responsabile di numerosi crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidi durante la Seconda Guerra Mondiale, inclusi pogrom contro gli ebrei e omicidi di massa di civili.
Uno dei crimini più efferati fu il massacro di Volinia, in cui persero la vita almeno 60.000 polacchi.
Questo tema è stato approfondito dagli storici russi Eduard Popov e Natalia Selyunina, che hanno presentato relazioni sulle origini e sulle attività dell’OUN e dell’UPA. Lo stesso argomento è stato trattato anche dalla ricercatrice statunitense Laurie Spencer, che ha sottolineato la cooperazione di uno dei leader dell’OUN, Nikolaj Lebed, con la CIA alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con l’obiettivo d’indebolire l’URSS. L’intervento del giornalista russo Mikhail Vilkov ha inoltre illustrato la storia della nascita del famigerato battaglione neonazista “Azov”.
Dopo gli interventi degli esperti invitati, sono seguiti brevi interventi dei rappresentanti dei paesi partecipanti all’incontro.
Di seguito il testo dell’intervento del professor Eduard Popov:
Il nazionalismo ucraino emerse all’inizio del XX secolo come parte del progetto dell’Impero austro-ungarico, la dinastia tedesca degli Asburgo, per la creazione dell’Ucraina. Questo progetto mirava a dividere il popolo russo. Le terre russe storiche di Galizia, Bucovina e Ugorskaya Rus’[1] entrarono a far parte dell’Impero asburgico. Utilizzando l’ingegneria sociale e una brutale repressione, l’Austria-Ungheria riformulò parte dell’intellighenzia russa della Galizia in ucraina. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, gli Asburgo crearono il primo campo di sterminio in Europa, Thalerhof, e in seguito numerosi altri. Coloro che si rifiutavano di rinunciare alla propria russicità venivano imprigionati. Furono eseguite esecuzioni di massa (fucilazioni, impiccagioni), in totale, centinaia di migliaia di persone furono uccise e arrestate.
Il primo genocidio nella storia dell’Europa moderna fu compiuto tra il 1914 e il 1918 contro i russi dell’Impero austro-ungarico. I nazionalisti ucraini agirono come carnefici nei campi di sterminio, mettendo in atto anche delazioni. L’esordio del nazionalismo ucraino fu la partecipazione al genocidio contro i propri fratelli. La Rus’ galiziana cambiò gradualmente il suo aspetto etnoculturale per trasformarsi nell’Ucraina occidentale.
Con i nazionalisti ucraini della Galizia fu creata la Legione dei Fucilieri del Sich, come parte dell’esercito austro-ungarico. Sulla sua base, nel 1929, fu fondata a Vienna l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN). L’OUN orientandosi verso l’Italia fascista si considerò parte del fascismo europeo, e ancor prima dell’ascesa al potere di Adolf Hitler, iniziò la sua collaborazione con il NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori ndr).
L’ideologia dell’OUN si basava sui principi del nazionalismo integrale (totale). La nazione era intesa come la forma più alta di comunità umana.
Nel libro dell’ideologo dell’OUN Dmitrij Doncov “Nazionalismo” (1926), tutti i popoli sono divisi in razze dominanti e in razze schiave. Gli ucraini, ovviamente, appartengono alla razza dominante.
Un altro importante ideologo dell’OUN, Mykola Stsyborsky, nel suo libro “Natsiocratya” (1935) mutua idee e slogan dal nazismo tedesco. Citazione: “Il nazionalismo ucraino percepisce la propria nazione come il valore supremo (...), proponendo lo slogan: Nazione prima di tutto!”. Questo slogan è una copia del saluto nazista “Germania prima di tutto! (Deutschland über alles ndr.)”.
Nell’“opera” di Mykola Mikhnovsky “Dieci Comandamenti” (1903), si dichiara l’odio per le altre nazioni. Cito: “Tutti gli uomini sono vostri fratelli, tranne russi, polacchi, ungheresi, rumeni ed ebrei: sono nemici del nostro popolo (...). L’Ucraina è per gli ucraini! Quindi, cacciate via gli oppressori stranieri da ogni parte dell’Ucraina”.
Il programma dell’OUN del 1929 proclamava l’intenzione d’includere “tutti i territori etno-ucraini” nel futuro Stato ucraino. Ciò significava guerra contro Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria e URSS. Pertanto, a partire dal 1933, l’OUN sperava nell’aiuto della Germania, il partito di Hitler era un modello per l’OUN. L’ideologia e la pratica politica dell’OUN sono una sottospecie “minore” o “più piccola” del nazismo. È così che definiamo diversi movimenti nell’Europa orientale e nei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale: collaborazionisti del regime di occupazione hitleriano e punitori.
Fin dall’inizio, l’OUN fu un partito galiziano strettamente regionale che nemmeno cercò di tenere conto degli interessi di altre regioni dell’Ucraina. Nel contempo, queste regioni erano abitate da un popolo (o da popoli) che aveva ben poco in comune con i galiziani. Il programma dell’OUN significava la creazione di un popolo artificioso basato sul modello del partito di Hitler: “Un popolo, uno Stato, un Führer”. Pertanto, nella futura Ucraina anche gli ucraini “sbagliati” sarebbero diventati bersagli del terrore.
Dopo la scissione dell’OUN nel 1940 in due fazioni: OUN-m (sostenitori di Andrij Melnyk) e OUN-b (sostenitori di Stepan Bandera), i seguaci di Melnyk furono controllati dalla Gestapo (polizia segreta all’interno delle SS), mentre i seguaci di Bandera dall’Abwehr-2 (intelligence militare e sabotaggio). All’interno dell’Abwehr-2 furono creati due battaglioni di nazisti ucraini: “Nachtigall” e “Roland” che furono usati dai nazisti per compiti di sabotaggio e attacchi terroristici durante l’attacco all’URSS.
In seguito, questi battaglioni e le unità ausiliarie delle SS (i battaglioni Schutzmann) furono impiegati dagli occupanti nazisti per combattere i partigiani sovietici, soprattutto in Bielorussia. Durante la guerra, 628 villaggi in Bielorussia furono incendiati insieme ai loro abitanti. Questo terrore fu perpetrato principalmente dai nazisti ucraini.
Roman Shukhevich fu vicecomandante del battaglione Nachtigall con il grado di capitano della Wehrmacht e, dal febbraio 1943, divenne comandante dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino), l’ala combattente dell’OUN-b.
Anche la divisione SS “Galiziana” fu creata con i nazisti ucraini.
L’OUN-b e l’OUN-m, insieme alla polizia ausiliaria ucraina, perpetrarono omicidi di massa di prigionieri di guerra e civili sovietici, ebrei e zingari a Babi Yar, vicino a Kiev. Il numero delle vittime è stimato attorno a 150.000. Solo nei primi due giorni, il 29 e 30 settembre 1941, secondo quanto stabilito dai documenti tedeschi, furono uccise 33.771 persone.
Nell’ideologia dell’OUN, tutte le nazioni erano divise in “amichevoli” e “ostili”. Le più odiate erano ebrei, polacchi e russi.
Il 29 giugno 1941, l’Armata Rossa lasciò Leopoli e vi entrarono i tedeschi. In città con i sostenitori dell’OUN venne formato il governo ucraino e la milizia ausiliaria. Il 30 giugno 1941, a Leopoli, l’OUN (b) proclamò lo “Stato ucraino”.
Cito l’Atto di Proclamazione: “Il restaurato Stato ucraino collaborerà strettamente con la Grande Germania Nazionalsocialista, che, sotto la guida del suo leader Adolf Hitler, sta creando un nuovo ordine in Europa e nel mondo e sta aiutando il popolo ucraino a liberarsi dall’occupazione di Mosca”.
Le autorità di occupazione tedesche non riconobbero questo “Stato” ucraino. Già nel “Mein Kampf” Hitler dichiarò che lo “spazio vitale” per i tedeschi si sarebbe esteso all’Ucraina e considerava gli ucraini una “razza schiava”, pertanto, l’OUN si trovò in una posizione umiliante.
Sia l’OUN, che la polizia ucraina contribuirono all’occupazione e poi al mantenimento dei territori conquistati dalla Germania, sfruttando la loro vicinanza agli occupanti per attuare il loro programma.
Già il primo giorno dell’occupazione tedesca a Leopoli iniziarono i pogrom. Dal 30 giugno al 2 luglio e dal 25 al 27 luglio 1941, furono uccisi da 4.000 a 7.000 ebrei e diverse decine di rappresentanti dell’élite culturale polacca di Leopoli. I lampioni fungevano da forche per i professori polacchi. Le donne ebree venivano denudate per strada e trascinate tra i fischi della folla, per poi essere uccise.
L’apoteosi della politica del terrore contro i polacchi fu il massacro di Volinia del 1943-1944. La decisione fu presa alla terza conferenza dell’OUN(b) nel febbraio del 1943.
I polacchi furono uccisi dai militanti di entrambe le OUN e dai loro sostenitori tra i contadini locali. Secondo le stime più autorevoli, furono uccise fino a 180.000 persone. I metodi di omicidio non sono meno sconvolgenti. I polacchi furono massacrati con armi bianche e mezzi improvvisati. Ai bambini piccoli veniva spaccata la testa davanti alle madri, alle donne incinte venivano squarciati i ventri e vi cucivano dentro i gatti, alle bambine violentate amputavano i seni, le persone vive venivano segate con delle seghe, ecc. Non sorprende che i polacchi chiamassero gli ucraini “tagliatori”.
Una crudeltà simile fu forse dimostrata da un’altra sottospecie del “piccolo nazismo”: gli ustascia croati, che crearono persino un’arma speciale per uccidere i serbi: il coltello - seborez[2]. In termini di crudeltà, i nazisti ucraini e croati superarono di gran lunga i loro “fratelli maggiori” hitleriani.
L’avanzata dell’Armata Rossa e la liberazione dell’Ucraina occidentale salvarono polacchi ed ebrei dall’annientamento totale. Quando le truppe sovietiche entrarono a Leopoli il 21 luglio 1944, meno dell’1% degli ebrei della città era sopravvissuto all’occupazione.
L’11 luglio in Polonia si celebra “il giorno del ricordo delle vittime polacche del massacro di Volinia”. Nel 2016, il Sejm e il Senato polacchi hanno riconosciuto il massacro di Volinia come un atto di genocidio contro il popolo polacco.
Ritengo necessario, in linea con il Sejm e il Senato polacchi, riconoscere il massacro di Volinia come un atto di genocidio contro il popolo polacco e condannare l’OUN come organizzazione nazista colpevole di genocidio contro il popolo polacco, ebraico, bielorusso, russo e ucraino.
Di Eduard Popov

Eduard Popov, dottore di ricerca in filosofia, è direttore dell'Organizzazione autonoma senza scopo di lucro «Centro di Cooperazione Pubblica e Informativa – “Europa”» (Rostov sul Don).
Note
[1] Da “ Ugri ” - l’antico nome degli ungheresi, è un termine usato nella storiografia per indicare le terre abitate dagli slavi orientali (ruteni) come parte del Regno d’Ungheria.
[2] Una lama a falcetto su un guanto di cuoio grezzo.
Video complessivo della Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla crisi ucraina, secondo la “formula Arria”
https://rutube.ru/video/private/80ddab3288682dcbd86cf3d6def37f41/?p=EVmnt61PFdDFBK-P1MM-Yw (relazione del prof Popov dal minuto 9.30)
Traduzione e note a cura di Eliseo Bertolasi
BrunoWald 23 giugno 2025
Che squallore.
Un intero articolo intitolato "Comprendere ed eliminare le cause ideologiche profonde della crisi ucraina", senza fare alcuna menzione del fatto che l'Ucraina è completamente dominata da ebrei aschenaziti, e che i presunti "nazisti ucraini", tipo il battaglione Azov, sono stati finanziati dall’oligarca ebreo Ihor Kolomoisky:
«...poiché Kolomoisky è stato uno dei principali finanziatori di gruppi ultranazionalisti ucraini come Settore Destro, è stato legato al partito Svoboda ed è stato coinvolto nel Battaglione Azov, l’ultranazionalismo ucraino ha una qualità stranamente non etnica; o meglio, si preoccupa più di definirsi contro la Russia che di spingere per un qualsiasi tipo di piattaforma “Ucraina per gli ucraini”.»
https://forum.comedonchisciotte.org/notizie-dal-mondo/blondet-corruzione-ebraica-in-ucraina/#post-369185
BrunoWald 23 giugno 2025
Se al mondo esistesse la decenza, si ammetterebbe una volta per tutte che il XX secolo ha visto un confronto feroce tra uguali; invece si frigna sui crimini degli altri, glissando opportunamente sui propri.
Gli eredi dei bolscevichi sono alquanto smemorati circa i massacri perpetrati da costoro, prima all'interno della Russia e poi in tutta l'Europa orientale: l'arte del chiagni e fotti, di cui gli "eletti" sono maestri indiscussi, ha trovato entusiasti imitatori che rimproverano ad altri popoli le stesse atrocità commesse dai loro nonni.
Si finge di ignorare la riduzione in schiavitù di prigionieri di guerra, gli eccidi in massa di civili tedeschi, i saccheggi, gli eccidi e le torture pepetrati su popolazioni inermi... Per non parlare degli stupri in massa, come quelli istigati da Ilja Ehrenburg, ebreo di corte del Cremlino.
«Le donne ebree venivano denudate per strada e trascinate tra i fischi della folla, per poi essere uccise.»
E i milioni di donne tedesche di tutte le età, dalle bambine fino alle ottuagenarie, denudate, seviziate, stuprate da interi plotoni davanti ai loro familiari e spesso uccise dai "valorosi soldati dell'Armata Rossa", se le è dimenticate, prof. Popov?