Come si fa una comunità - Incontro con Vincenzo "Papaconscio" Rauzino

Le parole sono pietre

Come si fa una comunità - Incontro con Vincenzo "Papaconscio" Rauzino

Si pubblica sotto la registrazione dell'incontro di martedì sera (su Come Don Chisciotte - Le parole sono pietre) con Vincenzo "Papaconscio" Rauzino, autore e traduttore per Comedonchisciotte, oltre che che contadino, viaggiatore, musicista.

Questi i temi trattati:

3.30 La farsa sta andando in pezzi, ma potrebbero cambiare sceneggiatura per tenere in piedi lo stato d'emergenza: nuovi virus, attacchi alieni, black out generalizzati, rottura delle catene di approvvigionamento, guerra in Europa con l'Ucraina come epicentro. Bisogna essere preparati a tutto.

5.00 Se ne esce soltanto insieme. La necessità di aggregare tutti coloro che non sono caduti preda di quest'ipnosi.

7.50 Il modello delle società operaie di mutuo soccorso del XIX secolo: la pratica della solidarietà in tutte le sue forme. Necessità basilari di una Comunità di Vicinato Solidale: terra, scuola, infermeria, mezzi di trasporto, depositi comuni, assistenza legale, gruppi elettrogeni, baracchini cb.

14.30 Come funziona una Banca del Tempo.

16.25 La possibilità di dare vita a monete parallele per scambiarsi beni e servizi. Il sistema LETS (Local Exchange Trading System).

18.30 Un nodo critico delle comunità che saranno: l'assistenza sanitaria.

20.40 La necessità di aggregarsi con tutte le realtà che si battono contro la deriva autoritaria in atto: associazioni di medici, legali, insegnanti. Il bisogno di organizzare momenti di incontro e aggregazione contro il degrado sociale.

23.30 Esempi di organizzazione dal basso: la rete informale che sta prendendo corpo a Palo del Colle, in Puglia.

29.00 Questa lotta è il prezzo da pagare per assicurare un futuro ai nostri figli. È necessario farla finita con il vittimismo. Rielaborando il celebre adagio marxiano, "Pochi bisogni, molte capacità".

33.00 Il regime vs le comunità. La prevedibile ostilità delle istituzioni contro organismi ostili ad ogni istituzione.

36.10 Essere noi la Società. Il contratto sociale è stato infranto dai governanti e va riscritto su presupposti nuovi.

A martedì prossimo: nostro ospite sarà lo storico Paolo Borgognone.

Commenti (44)

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Mostra commenti 44 caricati
    1. Arthur 20 gennaio 2022

      Vi dico una cosa: le eventuali comunità solidali che dovessero nascere, falliranno.
      Credetemi.
      Sono idee fuori dalla storia e dalla realtà.

      Sarà la società che acquisirà una struttura più solidale nel momento in cui verrà introdotto il reddito universale, voluto da tutti, sia dai vertici del Capitalismo, ma anche da Cina, Russia, etc
      Una piccola nota: il primo a fare l'esperimento in una cittadina fu Nixon... chiaro?...

      L'obiettivo è resettare spesa pubblica e spesa previdenziale, con tagli e licenziamenti in massa nelle pubbliche amministrazioni.
      Senza reddito universale il sistema economico mondiale imploderebbe.
      Quindi lo faranno.

    2. LuxIgnis 20 gennaio 2022

      Non è vero che il primo è stato Nixon, i primi esperimenti risalgono addirittura al '700, ma è vero che ci andò vicino, ma poi ritirò il progetto. O meglio gli fu consigliato di ritirarlo.
      Ma era comunque fedele alle teorie originali del reddito universale che deve essere incondizionato oltre ad essere universale. E' il diritto al cittadino di avere il minimo indispensabile per vivere. Ed in realtà questo tipo di reddito è anche alla base del comunitarismo.

      Le proposte che girano adesso hanno tutte tolto l'essere incondizionato e questo lo rende solo un'arma di ricatto.
      A volte basta spostare una virgola....
      Senza dire che quello in vigore in Italia ha solo usurpato il nome, in realtà è una specie di sussidio di disoccupazione come ce ne sono stati e ce ne sono in Europa.

    3. Arthur 20 gennaio 2022

      Concordo che debba essere universale e non condizionato.
      Così finirebbe la vergogna del lavoro come strumento di ricatto.
      Quando il NWO fallirà e i responsabili andranno a picco, si farà il reddito universale oppure, se sarà stato già introdotto, verrà liberato dalle condizioni imposte.
      Comunque la direzione è quella.

    4. Fedeledellacroce 21 gennaio 2022

      Lasciami dissentire, le comunitá solidali sono giá una realtá. E ne spunteranno di nuove un po' ovunque.
      Poi che non risolvano i tuoi problemi, é un altro discorso.

    1. Papaconscio 20 gennaio 2022

      Nella rete che stiamo mettendo su c'è gente di destra, di sinistra, evangelisti, vaccinati e no. Quello che ci unisce è il fare e l'essere contrari alla svolta autoritaria (e dico autoritaria, non fascista o nazista). Ho usato una frase di Marx: che male c'è? "Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni": dov è il delitto in questa frase? Allora dico: "Chi coltiva un pensiero raccoglie un’azione, chi coltiva un’azione raccoglie un’abitudine, chi coltiva un’abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino." Così va meglio?

    2. LuxIgnis 20 gennaio 2022

      Bene. Di comuni o simili, associazioni con spirito comunitario e di mutua assistenza ve ne sono state tante nel corso della storia, ma proprio tante.
      Sono sempre e ripeto sempre state contrarie ad una svolta autoritaria o per lo meno contro una cultura autoritaria e perbenista.
      Ve ne sono state di tanti tipi, socialiste, anarchiche, comuniste, libertarie, cattoliche, ma non ne conosco una di destra. Si loro hanno il cameratismo ma è un'altra cosa.
      Prima dell'avvento del nazismo ve ne era una molto fiorente in Germania, ora non ricordo i particolari, ma era di natura libertaria, praticavano il nudismo, la libertà di pensiero, ecc. Fu brutalmente repressa dai nazisti, in quanto "degenerati".
      Addirittura in Cina vi fu nell'antichità un piccolo regno impostato sul pensiero Taoista. Il pensiero Taoista è molto libertario ed ha una struttura comunitaria, non gerarchica. Durò una 70ina d'anni.
      Ma è comunque la fine che hanno più o meno fatto tutti questi esperimenti comunitari, o reti sociali. Come diventavano importanti venivano repressi dai vari autoritarismi sia di destra sia di sinistra. Fanno molta paura.
      La frase di Marx deriva da quelle esperienze comunitarie (comune di Parigi) ed è sacrosanta.

      P.S. Sono andato a cercare il libro da cui ho tratto il movimento tedesco, e l'ho trovato. Era il movimento di "riforma della vita" tedesco.
      La loro visione era pacifista, di liberazione sessuale, comunitaria, usavano materiali che ora chiameremmo biologici, cure naturali parità dei sessi, ecc.
      Ve ne erano diversi di movimenti del genere in quel periodo prima della II seconda guerra mondiale.

    3. Hospiton 20 gennaio 2022

      Vicenda molto interessante quella delle comuni pre-IIWW. Qualche anno fa il regista Mario Martone girò un film, "Capri Revolution", ispirato proprio ad una delle suddette comunità (nello specifico quella creata appunto a Capri dal pittore Karl Diefenbach, inizi del '900)

      https://www.liberecomunita.org/index.php/storie-e-memorie/131-capri-revolution-ossia-karl-diefenbach-e-la-sua-comunita

    4. Fedeledellacroce 21 gennaio 2022

      Intanto grazie per il tuo impegno e contributo.
      Non te la prendere se i bischeri si lagnano per una frase di Marx. Probabilmente se non specificavi che era di Marx, nessuno avrebbe frignato.
      Ho avuto amici di estrema destra e di estrema sinistra.
      Parlo 5 lingue e imparare il linguaggio della destra e della sinistra é stato per me naturale. Ma non lo é per chi si trincea nelle proprie convinzioni, per chi ancora si identifica in una destra o una sinistra.
      E' un linguaggio.
      Chi lo ignora é un ignorante

    1. danone 20 gennaio 2022

      Leggendo i commenti capisco cosa ci manca veramente, ovvero la possibilità di incontrarci fisicamente da qualche parte, per poterci conoscere e confrontare veramente.
      Bisognerebbe passare intere giornate insieme, a mangiare, fumare, bere e dibattere tra noi di queste tematiche, delle nostre singole vedute, dei problemi che vediamo e di come pensiamo di risolverli, e delle nostre proposte se ne abbiamo.
      Difficile costruire qualcosa di significativo solo interfacciandosi virtualmente.
      Ci metteremo poco a capirci e a superare le incomprensioni che ci impediscono la possibilità di costruire qualcosa di comune, anche se non necessariamente di locale, essendo noi sparsi in tutta Italia, e questo invece di essere un punto di debolezza, bisognerebbe riuscire a trasformarlo nel nostro maggior punto di forza.

    2. IlContadino 20 gennaio 2022

      Domani mattina viene a casa un bambino che come i miei è in educazione parentale, faremo un paio d'ore di laboratorio d'arte. Un primo passo, un approccio, un dare il là a qualcosa di nuovo, di diverso, di rivoluzionario. Si inizia così, con calma ma anche determinazione. Si comincia con chi si ha attorno, si lasciano per un attimo da parte le divergenze e ci si concentra su ciò che unisce. Se son fiori fioriranno. E come diceva un caro amico che non c'è più: "Chi fa sbaglia, chi non fa raglia"

    3. Madrigalista 20 gennaio 2022

      Oggi pomeriggio ero in giro per la solita corsetta settimanale, mi aiuta oltre che per restare un po' in forma anche e soprattutto per mettere ordine e fare chiarezza nei miei pensieri. Non so se capita solo a me, ma ci sono tutte una serie di attività (tipo appunto correre, ma anche andare in bici o guidare in autostrada...!) che mi aiutano particolarmente a mettere a fuoco dei concetti in una maniera che altrimenti avrei più difficoltà ad assimilare.
      Beh, oggi durante questa corsetta mi è tornato in mente questo tuo messaggio Danone, e ho pensato che davvero sarebbe una cosa positiva potersi confrontare e discutere personalmente di tutta una serie di aspetti che attanagliano il nostro presente, proponendo quindi ipotesi e soluzioni per il futuro. Il tutto -perchè no?- mangiando, fumando e bevendo come giustamente dici tu! 😉
      Buh, forse puo' essere un po' utopica sta cosa di riuscire a trovarsi tra tutti considerando i vari impegni lavorativi (per chi ancora un lavoro ce l'ha, ovvio... 😬 ), familiari, logistici, ecc ecc... ma a me l'idea stuzzicherebbe non poco!

    4. danone 20 gennaio 2022

      Vedrai che capiterà l'occasione :-))

    5. Madrigalista 20 gennaio 2022

      ahahah... sperèm! 😉

    6. IlContadino 21 gennaio 2022

      Mi hai fatto venire in mente il film "Il pianeta verde". La riunione che fanno in cima alla collina, sul grande prato. Ricordo che un tizio chiede il perché si debba arrivare fin lassù per fare l'incontro. Un altro tizio risponde più o meno così:" Perché dopo due ore di cammino in salita siamo tutti più intelligenti".
      P.S. Vorrei scriverti un messaggio in privato ma non so come fare, la sezione forum è stata modificata, se qualcuno può aiutarmi...Tenkiu;-)

    7. Madrigalista 21 gennaio 2022

      ciao Contadino! il film non l'ho visto ma mi riprometto di cercarlo...ma la frase che citi rende piuttosto bene il concetto che avevo in mente!
      Ho provato a pacioccare sul forum ma non ho trovato modo di poter mandare un messaggio privato... se esiste la possibilità mi rimetto ai consigli di chi ne sa di più!

    1. McBane 20 gennaio 2022

      EDIT

    2. Fedeledellacroce 20 gennaio 2022

      EDIT too

    1. LuxIgnis 20 gennaio 2022

      Sono in linea con la visione di Papaconscio. I dettagli possono essere valutati e discussi per migliorarli, ma la visione globale è giusta.
      Io credo che bisogna partire dall'idea che siamo in guerra, virtuale per ora ma quella vera potrebbe arrivare in fretta, ed in guerra avere una comunità di riferimento può essere la differenza fra la vita e la morte.
      Mi è venuto in mente il film "L'albero d'Antonia", gran bel film. Nel film anche se cavalca un tema femminista contro una cultura patriarcale, mette in luce le possibilità di un rifugio, di un'unione, di una sorta di comune, che si difende dalla società esterna, "normale".
      In sostanza anche se banale da ricordare ma l'unione fa veramente la forza.
      Da soli non si va da nessuna parte.

    1. R66 20 gennaio 2022

      Trattando questo argomento da un punto puramente pratico, si delinea quasi sempre da un lato un oratore che diventa il propositore e gli ascoltatori che diventano i possibili acquirenti della proposta.

      Per cercare di essere "gentili" e includere quante più persone possibili, l'oratore finisce per sentirsi come con l'acqua alla gola, una sorta di commerciale che deve convincere entro un lasso di tempo specificato un pubblico.

      Quindi via la gentilezza: ti piace l'illusione della certezza del domani? Le comodità?
      Vai all'hub, cosa aspetti ancora? Avrai tutto quanto!
      Se sei più "temerario" tenta la via delle riforme, sempre che per l'allineamento dovrai prima passare.

      Le persone che potranno tentare la via comunitaria, prima hanno già mentalmente ragionato su cosa c'è di fronte e hanno deciso che ciò non è accettabile, non fanno il percorso inverso, non è possibile farlo e in ogni caso non funzionerà mai per chi non abbandona l'ottica sistemica.

      Inoltre, cosa si pensa possa succedere nel radunarsi con chi si trascina dietro i meccanismi sociali attuali?
      A qualcuno interessano repliche in miniatura?

      A me no, quindi prima del grano, del miele, delle piante e di come agevolare l'esistenza in un contesto spartano: chi sei tu? Chi sono io?
      Perché non ci stiamo adeguando?
      Quali sono i punti in comune?
      Come si intende valutare l'operato altrui?
      In base alle possibilità del singolo? In base ad uno standard?
      Quale sistema adottare? Democratico? Sociocratico? Ad hoc?
      A quale profondità vogliamo portare la "convivenza"?
      Le relazioni sociali?
      Le posizioni di fede?
      Quali sono le "cose" per cui potrei/potresti abbandonare l'idea?
      Qual è il limite, le linee rosse e i paletti?
      Ecc... lunghi chilometri!

      L'orto e varie sono problematiche minori e comunque da affrontare in seguito, a meno che uno non è proprio un frignone incorreggibile, la pratica non è e non sarà un problema.

      Riassumendo: se guardando il sistema si vede ancora della luce, seppur flebile, beh... consiglio di andare a verificare meglio, la via comunitaria è soltanto per chi, guardandolo, vede buio pesto. :-)
      Ancora troppi piedi in due staffe al momento.
      Ma tranquilli, "loro" ci faranno il favore di velocizzare la scelta.

      Ciò non è una critica a Papaconscio, ci mancherebbe, apprezzo i suoi interventi e in generale quelli del martedì, il mio post vuole soltanto essere uno spunto per approfondire le angolazione che, ritenendole scontate, innescano il patatrac.
      Mi dispiace per l'intervento di Corvo capitato nel mentre delle ristrutturazione del sito e su cui non c'è stato dibattito.

    2. Fedeledellacroce 20 gennaio 2022

      Condivido tutto.
      Anche se i piedi in due staffe credo sia ancora la scelta migliore.
      Io non ho nessuna intenzione di darmi alla macchia e sopravvivere con l'orto.
      Al contrario, col mio piede nell'altra staffa ricavo i soldi necessari per creare un ritiro isolato e autosufficiente, includendo volontari quando si avrá la possibilitá di accoglierli decentemente. Penso che non tutti siano disposti al "campeggio", soprattutto se non si é piú ventenni.
      Iniziative del genere andrebbero fatte per il piacere di fare la cosa giusta, volte a migliorare la qualitá di vita, e non per disperazione.

    3. R66 20 gennaio 2022

      Con "piedi in due staffe" intendo l'essere attratti contemporaneamente dalle "gioie" che offre il sistema e dal suo contrario.
      Passare tra le sue maglie o cercare di ritagliarsi uno spazio spostando più in là il taglio netto, quando possibile, ben venga.
      Le sfumature possono essere infinite, non c'è solo la comune hippie come alternativa, ad esempio ci potrebbero essere abitazioni condivise tra chi si ingegna passando tra le maglie.
      Da qui una rete tra le abitazioni o gruppi di abitazioni.
      Se anche uno riuscisse per anni a vivacchiare nonostante il lasciapassare, che senso ha farlo in città da soli e denigrati da tutti? Non è meglio farlo in un contesto più isolato con chi è affine?

    4. Papaconscio 20 gennaio 2022

      Per quanto abbia senso quello che dici, non è possibile non avere "i piedi in due staffe", perché siamo esseri nel mondo e non è possibile non interagire col mondo e quindi con gli altri esseri. Possiamo, però, sviluppare in noi un embrione di alternativa, come una mamma porta in grembo un feto ma continua ad assumere cibo, relazioni, influenze dall'esterno. Quell'embrione, se non decidiamo di sopprimerlo, prima o poi nasce

    5. R66 20 gennaio 2022

      Amplio il concetto espresso a @Fedeledellacroce con un esempio.
      Se nel partecipare ad una "comunità" tu o io ci portassimo dietro ad esempio l'idea di meritocrazia moderna, dopo 1 mese litigheremo sul numero di zappate.

      Ora le cose sembrano andare avanti, ma per lo più sono le leggi, le conseguenti punizioni e soprattutto la struttura piramidale a permetterlo, non è il buon senso o l'empatia verso il prossimo.
      Infatti le liti tra vicini, tra parenti e tra amici per bazzecole sono all'ordine del giorno.
      Non va tutto in malora perché le vite di ognuno si intersecano marginalmente, con una dipendenza reciproca più articolata e senza approcci alla vita completamente differenti rispetto alla "norma" vigente, il tutto scoppierebbe in breve tempo, anche con il grano che cresce rigoglioso.

    6. Fedeledellacroce 20 gennaio 2022

      Mi risulta piú semplice pensare che essendo noi energia vibrante, risuoniamo con alcune persone e con altre no.
      Codificarlo o schematizzarlo non ha senso.
      Quando si dice che l'unitá fa la forza, é questione di pura risonanza.
      E poi, 10 zappate in piú per chi non ce la fa a zappare si possono pure dare

    7. Papaconscio 20 gennaio 2022

      Ho vissuto queste dinamiche tanti anni fa quando vivevo a Cisternino e costruivamo una comunità che orbitava intorno all'ashram di Babaj. Ti assicuro che ne ho viste di tutti i colori, e posso dire che il concetto espresso da @JA sulle città o nazioni rette da un'aristocrazia (io aggiungo "illuminata") ha una sua validità

    8. R66 20 gennaio 2022

      Non dico di codificarlo, ma di parlarne proprio per cercare le persone con cui si risuona.

    9. Fedeledellacroce 20 gennaio 2022

      Excelente

    1. Primadellesabbie 20 gennaio 2022

      Grande rispetto e stima per questo genere di persone, dotate di provvidenziale carisma.

      Ma non credo all'efficacia politica di questi metodi, non è pensabile di cercare di convivere in contrasto con governi attivamente avversi all'esistenza pacifica di persone civili e alle strutture utili alla loro pacifica sopravvivenza.

      Stanti i mezzi di controllo e di interferenza fino all'intimità apparsi e attivati negli ultimi tempi, poi!

      È indispensabile restituire rispetto, diritti e potere intangibile, in misura limitata ma adeguata, agli "ultimi" che l'isteria anticomunista, opportunamente orchestrata dai "pochissimi", ha disorientato e profondamente avvilito.

      Solo l'equilibrio ottenuto dalla naturale consapevolezza del diritto a stare al mondo di milioni di persone umili, la cui dimensione culturale non possa venire messa in discussione o forzatamente adeguata alle esigenze di "pochissimi", può garantire la stabilità e il riparo dagli abusi evidenti, plateali e progressivi del potere unico sviluppatosi e caduto, come era stato previsto da ogni osservatore attento e sensato, nelle mani di pochi scalmanati e dei loro asserviti.

    2. Papaconscio 20 gennaio 2022

      Grazie, Prima

    3. Primadellesabbie 20 gennaio 2022

      Bisogna essere grati alle persone come te che non si sottraggono al dovere universale di mettere a disposizione le loro qualità.

    1. JA 20 gennaio 2022

      Uno che vive di proverbi marxiani magari definendo il sinistro draghistan attuale come dittatura fascista, per me si è già costruito la fossa.

    2. danone 20 gennaio 2022

      Si però guardare le cose sempre e solo dalla solita prospettiva, anche se giusta, è limitativo, perchè è come guardare da un buco della serratura, si finisce di fare i guardoni, mentre altri cercano e propongono soluzioni possibili.

    3. JA 20 gennaio 2022

      Veramente è proprio quello che continuo ad accusare faccia la sinistra e poi (e qui dispiace vedere quanto possa la propaganda che convince anche chi crede di esserne immune) accusa gli altri di fare quello che invece fa lei.
      Dunque non solo guardona, dopo essere stata rottamata e messa fuori gioco dalla storia, ma con l'invasata prostettiva ideologica della rana nel pozzo che vede solo una parte di cielo e lo crede la totalità.

    4. Fedeledellacroce 20 gennaio 2022

      Ma infatti la terminologia sinistra attirerá un certo tipo di persone, e ne allontanerá delle altre.
      Da qui la necessitá di qualcosa di nuovo, nel senso che fino ad ora la maggior parte di gruppi e comunitá sono di stampo sinistro. Bene! Chi invece é dritto o destro, puó benissimo creare il suo gruppo e comunitá seguendo i suoi valori e le sue idee.
      L'importante é che di gruppi e comunitá ne nascano molte, collegate tra loro con un flusso di prodotti, e persone che possono spostarsi liberamente da un gruppo all'altro.
      La moneta e il tipo di societá da adottare, sono anch'esse idee da superare e ripensarle quando sará il momento, che non é certo ora.

    5. danone 20 gennaio 2022

      Sono solo parole le tue, adesso servono proposte.
      Non mi interessa come la vedi, mi interessa se con te si può costruire un sistema di scambio per sopravvivere in libertà ed autonomia.
      Se si bene, so che posso considerarti uno con cui relazionarmi per scambiare per prima cosa, beni e servizi, necessari per la sussistenza in vita, e da lì, sempre nel rispetto reciproco, sicuramente anche tutto quanto serva per considerarci una comunità, se no, ciao e buona fortuna.

    6. JA 20 gennaio 2022

      Già parlare di destra e sinistra si parla di uno dei troppi forzati artifici sociali moderni che non stà in piedi e la terminologia artificiosamente tecnica (che non vuol essere un'offesa) di Danone viene proprio a proposito e unisco in questa risposta.
      Le comunità sociali (città, nazioni,...) durate nel tempo son sempre nate da un'aristocrazia militare, religiosa o mercantile che lentamente le ha formate con un consenso unanime ottenuto naturalmente e non impositivamente come nelle fallimentari creazioni moderne imposte dall'alto da apprendisti stregoni sociali.
      Una volta sconvolto l'antico sistema politico (vedi rivoluzione francese e la polarizzazione politichese che sostituì la politica) son cominciati gli esperimenti sociali che già nel loro artificioso nascere portano in sè stessi le cause delle loro precoci fini.
      Più che una comunità forse avrebbe più possibilità un mix organizzativo sul tipo (ma non lo scopo) chiesa cattolica (o le sue comunità religiose)+repubblica di Platone.

    7. LuxIgnis 20 gennaio 2022

      Questa si che è buona!
      Con queste *** che spari ci si possono mandare avanti i treni!

    1. danone 20 gennaio 2022

      Sono anch'io in linea con la visione di Papa Vincenzo della società di mutuo soccorso.
      Solo una specifica perchè è il mio settore di competenza, avendo approfondito il tema della moneta.
      Le banche del tempo funzionicchiano, nel senso che, per gestire piccoli gruppi vanno anche bene, ma all'aumento degli iscritti e degli scambi, la banca del tempo non è in grado di performare sufficientemente, divenendo essa stessa un limite per la sua espansione ulteriore, fuori dalla piccola dimensione di nicchia, in cui può essere certamente utile.
      D'altronde perchè usare l'unità di misura del tempo, l'ora, per misurare il valore economico, che non vede solo nella variabile tempo la sua sustanziazione.
      Ci sono altri modelli di sistemi alternativi, per dotarci dei nostri mezzi di scambio, molto più validi della banca del tempo, tipo il modello contabile, dove ognuno, all'atto della sottoscrizione alla nuova convenzione, si dota di un conto corrente che parte da zero, e dove poter auto-emettere unità di conto, con funzione contabile, non di contro-valore del bene scambiato, andando anche in negativo.
      Le unità di conto sono semplici numeri usati per registrare contabilmente gli scambi di beni e servizi, molto semplice e molto efficace, perchè si può rimanere almeno in partenza collegati al riferimento dell'euro, 1-1, in modo che tutti abbiano ben chiara, esattamente come oggi, la valutazione numerica del valore economico dei prodotti e delle prestazioni di lavoro che ci scambieremo.
      Registrando il dare/avere di ogni posizione in modo chiaro, trasparente e con un metodo estremamente oggettivo, uguale per tutti, ci garantiamo la possibilità di auto-emettere in totale libertà ed autonomia i nostri mezzi di scambio, liberandoci finalmente dal vincolo mortale del monopolista usuraio della moneta (non dovremo più chiederla in prestito con interesse a nessuno), divenendo realmente sovrani individualmente dei mezzi che generiamo e usiamo noi stessi, per soddisfare le nostre necessità economiche.
      L'assemblea degli iscritti sarà la garante del sistema e la sua stessa amministratrice, ognuno sarà com-proprietario e co-responsabile di tutti i nuovi strumenti necessari al funzionamento della nuova convenzione monetaria, l'organo politico sovrano dove decidere le nuove regole di relazione e convivenza, sia economica che non, che dovremo darci.
      Ho fatto solo un esempio in estrema sintesi, per segnalare che il problema della moneta, nuova ed alternativa che sia, non è un problema dal punto di vista tecnico e conoscitivo, è relativamente semplice strutturare una nuova convenzione monetaria giusta ed equa che tuteli e garantisca tutti.
      Il vero problema sarà sempre il vecchio sistema marcio, dal quale usciremo, che ci contrasterà in ogni modo, ma ci siamo già in questa situazione ormai di attacco totale alla nostra auto-determinazione, quindi lo trovo oltremodo necessario il compito di costruirci un alternativa possibile fuori da questo modello di società barbaro e criminale. E' ora.

    2. Papaconscio 20 gennaio 2022

      Caro danone, un giorno dobbiamo discutere approfonditamente della tua idea

    3. Primadellesabbie 20 gennaio 2022

      Tieni presente che, nell'ottocento una parte della nobiltà danarosa guardava con simpatia e interesse alle iniziative di mutuo soccorso, e non solo a quelle di natura economica (ragazze madri, giovani coppie povere, raggruppamenti artigianali su base improvvisata, ecc.).

    4. danone 20 gennaio 2022

      Vero, ma una società di mutuo soccorso che si auto-emette e gestisce i propri mezzi di scambio, è un esperimento mai visto prima, quindi dalle conseguenze imprevedibili.

    1. IlContadino 20 gennaio 2022

      Ammucchiamo tutti i vaccinomani da un lato, che ne so, Francia, Germania, Austria, Spagna, Inghilterra... facciamo la conta come da bambini, passa Paperino con la pipa in bocca guai chi gliela tocca...ecco, tutti in Germania, fuori dai coglioti, il resto è per noi. Così non abbiamo il problema di costruire la società nella società, tutto nostro. All'inizio sarà un problema, ci dovremo abituare, avremo un periodo di smarrimento; per le strade solo persone intelligenti, basta col vivere in incognito e annusare le persone per comprendere fino a che punto ci fanno o ci sono. Libertà, spontaneità, fratellanza.
      Papaconscio Presidente, AD della Banca del Tempo e insegnante di Scuola Parentale

    1. Vocenellanotte 20 gennaio 2022

      Sono solo chiacchiere e qualche buona idea, peraltro già nota. La verità è che occorre agire.
      Sono uscito dal canale telegram piano b di Vincenzo perché era un pollaio per litigare e mettersi in mostra.

    2. IlContadino 20 gennaio 2022

      Perdona Voce, è vero che sono chiacchiere, ma non sono solo chiacchiere, mi sembra che Vincenzo qualche esempio pratico lo abbia portato, che nel suo vivere rientri parte di ciò di cui parla, non è poco, anzi è una enormità, più agire di così! Poi certo, si può sempre fare di più, o meglio, per questo si fanno le chiacchiere, per scambiare esperienze, per trasmettere coraggio, possibilità, voglia di fare.
      Per quanto riguarda i pollai: l'ultima volta in cui ho partecipato ad un gruppo di lavoro interiore, ho deciso di lasciare quando l'insegnante ha proposto di creare un gruppo whatsapp tra gli studenti, avrei voluto chiedere indietro il tempo investito (però in fin dei conti qualcosa di buono l'ho preso), quindi mi trovi più che d'accordo;-)

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