Come muoiono gli imperi

Quando lo stato/impero perde la capacità di riconoscere e risolvere i problemi fondamentali della sicurezza e dell'imparzialità verrà sostituito da un altro ordinamento più adattabile e capace

Come muoiono gli imperi

Charles Hugh Smith
charleshughsmith.blogspot.com

Da un punto di vista sistemico, gli stati-nazione e gli imperi sorgono quando rappresentano soluzioni di sicurezza superiori rispetto a qualsiasi sistema di cui prendono il posto: feudalesimo, signori della guerra, confederazioni tribali, ecc.

Stati e imperi falliscono quando non sono più la soluzione, ma il problema. Come spiega il libro "The Upside of Down: Catastrophe, Creativity, and the Renewal of Civilization", quando la disintegrazione dello stato/impero diventa la soluzione meno dolorosa, i cittadini ritirano il loro sostegno e l'impero perde la presa e si estingue.

Come spiego nel mio nuovo libro, "Global Crisis, National Renewal", stati e mercati sono strutture orientate alla risoluzione dei problemi. Queste strutture risolvono i problemi ottimizzando l'adattabilità e le sinergie benefiche, che si rafforzano a vicenda in un progresso evolutivo.

L'ascesa della classe media è un esempio di sinergia vantaggiosa: quando questa nuova classe ottiene l'accesso al credito, all'istruzione, al commercio, all'impresa e ha la possibilità di determinare il prezzo del proprio lavoro ottiene i mezzi per trasformare la propria opera in capitale, risparmiando e investendo in beni, nuove imprese, ecc. che poi generano reddito da capitale che, a sua volta, alimenta incrementi sinergici di credito, competenze, beni e reddito da investimenti.

Gli stati/imperi falliscono e si estinguono quando sono all'opera sinergie fatali create da élite egocentriche. Piuttosto che incoraggiare le dinamiche di adattamento - competizione, trasparenza, responsabilità, sperimentazione e dissenso - le élite sopprimono queste forze in quanto minacce ai loro monopoli, cartelli e ricchezza.

Privato di adattabilità e sinergie benefiche, lo stato/impero non è più in grado di risolvere i problemi. Diventa esso stesso un problema irrisolvibile.

Una dinamica chiave che alimenta queste sinergie fatali è l'arrogante fiducia che l'abbondanza a basso costo sia un diritto di nascita conferito dallo stato/impero, e che quindi le risorse possano essere sperperate all'infinito in eccesso ed estremi di consumo e spreco. Lo stato/impero non si concentra più sull'accessibilità delle fonti materiali di sicurezza (cibo, energia, ecc.) o sulla responsabilità, concorrenza, dissenso e trasparenza necessarie per risolvere i problemi sistemici.

Invece, lo stato/impero si dissolve in fazioni antagoniste, che cercano di proteggere il loro piccolo feudo ed espandere le proprie risorse a spese della popolazione. I super ricchi costruiscono yacht e palazzi da 500 milioni di dollari, i politici approfittano della loro posizione per accumulare fortune e la corruzione si sostituisce al buongoverno.

I mercati decadono in sinergie fatali quando prodotti e servizi di bassa qualità, eccessi speculativi, consumi estremi e spettacoli grottescamente cruenti diventano i "settori industriali emergenti", mentre le reti elettriche vanno in crisi e provocano blackout e gli scaffali dei negozi scarseggiano di beni essenziali.

La soluzione di mercato per tutti coloro che già possiedono tutto è progettare l'obsolescenza in ogni prodotto e formare cartelli che riducono i servizi all'osso per ricavare profitti, ovvero il degrado terminale di tutti i beni e servizi.

Lo stato/impero inoltre non riesce a mantenere la sicurezza e diventa una macchina per la riscossione delle tasse e la coercizione. I piccoli reati sono sfruttati da chi detiene il potere (confische di beni in assenza di prove), mentre la resistenza allo Stato è severamente punita. Si assiste al sorgere di due sistemi legali, uno per la gente comune e un altro per l'élite.

Lo stato/impero protegge coloro che traggono profitto dallo status quo e chiama questo profitto una "soluzione". Ma questo profitto non risolve alcun problema; è esso stesso il problema, poiché il profitto egoistico cerca di proteggere i propri privilegi corrompendo lo stato, la finanza e l'economia.

Da parte sua, il mercato cerca di massimizzare i profitti con consumi compulsivi, mutui predatori (prestiti agli studenti), distruzione massiva della qualità da parte di monopoli e cartelli, speculazione estrema. La pratica di massimizzare i profitti con ogni mezzo disponibile non ha fondamento morale; i prestiti predatori agli studenti sono redditizi, i costi sanitari gonfiati sono redditizi, la vendita di prodotti progettati per fallire è lucrativa, il software obsoleto è vantaggioso, ingannare i consumatori è remunerativo e così via, in una gamma infinita di prodotti scadenti e malsani, servizi rapaci, sovrapprezzi fraudolenti, ecc.

Poiché i problemi rimangono irrisolti, le cose vanno in pezzi e le masse virano verso estremi di squilibrio e pensiero magico: all'amicizia si sostituisce il fanatismo, abbondano i culti, le basi comuni svaniscono e tutti i fallimenti del sistema vengono presentati come "panem et circenses", denaro gratuito, intrattenimenti sfarzosi e scialbe manifestazioni di consumi voluttuari, che rivelano il disfacimento e il degrado.

Proteggere i pochi smantellando il sistema a spese dei molti non è risolvere i problemi. Aggiunge uno strato di problemi che lo stato/impero non è in grado di risolvere. Ossificato, sclerotizzato, egocentrico, corrotto, concentrato sulla virtù apparente e sull'inseguire i problemi piuttosto che risolverli effettivamente - perché altrimenti qualche vacca sacra perderebbe privilegi e prebende, lo stato/impero è il problema, non la soluzione.

Quando lo stato/impero perde la capacità di riconoscere e risolvere i problemi fondamentali della sicurezza e dell'equità, sarà sostituito da un altro ordinamento più adattabile e abile a risolvere i problemi. L'artificio, la fantasia, il pensiero magico, le scuse e le storie di copertura assurde non fanno parte della soluzione. I problemi possono essere risolti solo se la realtà viene affrontata direttamente.

Quando la realtà è inaccettabile perché ha un impatto negativo su coloro che spogliano il sistema per guadagno privato, lo stato/impero è già in una spirale distruttiva.

Charles Hugh Smith

Fonte: charleshughsmith.blogspot.com
Link: http://charleshughsmith.blogspot.com/2022/02/how-empires-die.html
07.02.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

Commenti (15)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 15 caricati
    1. oriundo2006 19 febbraio 2022

      Io vedo la questione molto poco ‘materiale’ e molto ‘spirituale’.
      Muoiono quando non hanno più niente da dire alla storia dell’ Umanità. Idealismo il mio ? Senz’altro…e non escludo neppure ragioni ‘morali’: prendete ad esempio il caso della Baghdad dell’ Impero Abbaside o quelle altre configurazioni statuali distrutte da Gengiz Khan.
      La prima era un inno continuo alla pederastia sodomitica inframezzata da lotte di corte per opera di Califfi tanto spietati quanto accecati nei loro piaceri, mentre le altre inquinate da culti torbidi: entrambe furono distrutte senza pietà da Gengiz, su esplicito mandato del Cielo, come i cronisti orientali ebbero a narrare.
      Prendete gli Imperi precolombiani mesoamericani con le loro orge rituali di sangue, con guerre iterate per fornire sacrifici umani sempre ripetute a divinità orrende. Eccetera eccetera.
      Prendete anche l’ Impero dei ‘Romaioi', ovvero quello d’ oriente, dissanguato dalla IV Crociata ed infine rimesso in piedi solo per soccombere di fronte ai turchi di Mametto II: un residuo di quello che era stato e che ad un certo punto smise di essere, perso in ritualità senza più vitalità interna ma preda proprio perciò di una surrogata violenza verso i barbari ( ad esempio i Bulgari ).
      Lo stesso capitò poi alla Sublime Porta, un caso evidente di nemesi storica, accresciuto dalla terribile ferocia del dominio, divenuto anacronistico nella sua disumanità senza che potesse più costituire qualcosa di giustificabile agli occhi dei popoli straziati.
      Non voglio rifare la storia alla maniera hegeliana, tanto per capirci, tendo solo a vedere all’ opera nella Storia un Pensiero, una Idea, che intesse i fatti e che li supera continuamente per trovare dei ‘contenitori’ statuali idonei senza che questi sacrifichino il sangue dei popoli per il Potere.
      Idonei a cosa insomma, se questo è l’aberrante Karma nostro ?
      Alla grandezza del genere umano, al lascito divino di Adamo che non abbisogna del male per realizzarsi avendo già in sè la ‘chiave’ per i ‘progresso’.
      Da ultimo la fiaccola è stata portata dall’ Occidente, superando precedenti configurazioni ( molte secondo la Blavatsky e di alcune abbiamo memoria storica ) inadeguate a sviluppare e realizzare il lascito genetico del nostro antico progenitore, lascito che va molto oltre la semplice ripetizione delle attività materiali di sostentamento.
      Oggi l’ Occidente giudeo-cristiano sembra aver perso la sua carica propulsiva, frase già adottata per il mondo comunista ma che ben si può applicare al liberismo capitalista, mentre altri popoli paiono presentarsi nell’ agone politico senza peraltro aver preso il comando, in carenza di una ‘cultura’ realmente umanistica.
      E’ il cattolicesimo in quanto religione oramai avulsa dalla vita spirituale e concreta dei popoli, l’ oggetto di una prossima estinzione ? Seguiranno altre configurazioni spirituali ampiamente degenerate ?
      Se sì, la loro fine segnerà l’esito delle configurazioni politiche che un tempo lontano hanno gettato le loro basi su queste.
      Questo tempo mi pare prossimo, e l’eventuale ‘sacrificio umano’ che si sta preparando sotto il nome errato di ‘guerra mondiale’ non servirà a restituire all’ Occidente il dominio perso sui popoli della Terra.

    1. mingo 18 febbraio 2022

      Le élite sopprimono queste forze in quanto minacce ai loro monopoli, cartelli e ricchezza.

      In questa frase è ben rappresentato la parabola e il volere di chi guida o è al vertice in Italia .
      So che l'articolo è rivolto agli USA ,ma vi si può anche vedere il nostro paese ed intuire la fine che stiamo facendo .

    1. gianB 18 febbraio 2022

      Coraggio Charles, rilassati, libera la mente ed emetti il sublime Om.
      Al resto ci pensano Russia e Cina.
      Ps.: Tieni gli occhi chiusi e metti su la crema, c'è possibilità di qualche "scottatura".

    1. valiant98 18 febbraio 2022

      Zitto zitto fai finta di niente
      Che tanto il mondo gira come sempre
      Finché c'è vita,beh c'è la corrente🎶🎶

    1. LuxIgnis 18 febbraio 2022

      “Più la caduta di un impero è vicina, più le leggi sono folli
      Cicerone
      Ok, no, pare che sia una citazione, anche se carina, pertinente, e vera, solo attribuita a Cicerone, che tanti sono corsi a sbufalare.

      Ma questa però è veramente di Cicerone:
      “Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d'essere superiore alle leggi.”

    1. danone 18 febbraio 2022

      Che fatica leggere fino in fondo questo breve articolo.

      Da un punto di vista sistemico, gli stati-nazione e gli imperi sorgono quando rappresentano soluzioni di sicurezza superiori rispetto a qualsiasi sistema di cui prendono il posto: feudalesimo, signori della guerra, confederazioni tribali, ecc.

      Come spiego nel mio nuovo libro, “Global Crisis, National Renewal“, stati e mercati sono strutture orientate alla risoluzione dei problemi. Queste strutture risolvono i problemi ottimizzando l’adattabilità e le sinergie benefiche, che si rafforzano a vicenda in un progresso evolutivo.

      Il favoloso mondo di Smithie.
      Questo da per scontato che lo Stato/Impero, e il mercato, oggetto della sua analisi, parta ontologicamente come un ente che nasce per dare protezione, ordine e tutte le condizioni minime indispensabili per sviluppare convivenza e tessuto sociale.
      Ma quando mai, tutto nasce ed è sempre nato dalla nostra millenaria e beneamata legge della giungla, tutto muove da atti predatori di dominio e sopraffazione.
      Il nostro signor Smith (non quello di Matrix), come tutti noi, è nato in un periodo storico in cui effettivamente, come cittadini occidentali, abbiamo goduto di una forma decente di Stato sociale e di economia mista di mercato, che ha garantito per un 40ennio una discreta distribuzione della ricchezza, che ha permesso una discreto e dignitoso tenore di vita a una buona parte della popolazione di Europa e Stati Uniti e qualcun altro, stop.
      Ma che non si confondi questa piccola parentesi limitata della storia (che qui in CDC abbiamo ben dimostrato nascere grazie all'equilibrio bipolare della guerra fredda), con il trend predatorio e la matrice totalitaria che il potere e le sue forme di governo hanno sempre perorato e praticato sulla gente da almeno 10.000 anni a questa parte.
      Il vero schiavo è quello come Smith, che non sa di esserlo e scambia le sue catene per sistemi di sicurezza e protezione.

    2. R66 18 febbraio 2022

      Un po' mi conforti, ho sentito anche io questa "fatica" nel leggerlo e non ne capivo la provenienza vista la dimensione ridotta.

    3. ducadiGrumello 18 febbraio 2022

      io lo stesso, ma non scrivo bene come Danone

    4. Papaconscio 18 febbraio 2022

      Ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte l'ologramma di Hari Seldon che discetta di psicostoriografia

    5. sbregaverse 18 febbraio 2022

      Sic et sempliciter.

    1. R66 18 febbraio 2022

      Ragionando su un uovo o su una foglia, il paragone con il passato ha un suo perché dato che sono identici da sempre, ma sull'argomento in oggetto il raffronto non credo possa avere gran valenza.

      Quali altri stati impero del passato avevano accesso a spostamento di beni, servizi e persone in tempo reale?
      In quali altri stati impero del passato i pochi potevano fare a meno dei molti tramite la tecnologizzazione?

      In ogni caso non capisco ne a chi è indirizzato l'articolo ne il motivo per cui è stato scritto, da un punto di vista di noi poveri peones sembra un: tranquilli, andrà tutto a "signorine".
      C'è stato un periodo che ho confidato nell'auto-accartocciamento, oggi non ci spererei troppo.

      Se l'intento fosse quello di informare e eventualmente convincere i potenti a fare dietro front, con gran curiosità resto in attesa della risposta. 🙂

    1. Eugiorso 18 febbraio 2022

      Io ho una speranza ...
      Visto che nell'occidente debosciato e corrotto non è possibile che nasca niente di buono e salvifico, per sostituire l'impero, visto che la rivoluzione sembra impossibile nel recinto occidentaloide (sottolineo, a tale proposito, le condizioni in cui versa l'Italia), l'unica speranza è che alle armi, per noi nemiche, degli usa-nato si sostituiscano quelle delle Santa Russia - almeno in Europa, gli usa che brucino! - unica e ultima vera potenza del vecchio continente.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 18 febbraio 2022

      Fede Speranza Carità virtù teologali.
      Ma.....per carità !
      Solo chi spera si dispera !

    1. rossinimauro 18 febbraio 2022

      Molto bello e giusto, ma l'autore ha dimenticato che per un Impero che ha problemi c'è sempre la possibilità di prendere tempo (anche molto tempo) impadronendosi di Paesi ricchi di risorse da sfruttare, che siano umane(lavoratori) o fisiche(minerali, energia).
      Mi pare sia questa la strategia degli USA che punta a demolire la Russia per impadronirsi delle sue risorse (cosa che stava succedendo con successo negli anni di Yeltsin); strategia che è stata fermata secondo me solo temporaneamente da VVP.
      Una demolizione della Russia attuata con successo avrebbe come seconda conseguenza quella di lasciare la Cina completamente isolata, e quindi permetterebbe di coercirla a tornare la 'fabbrica dell'Impero' senza più pretese di espansione geopolitica al di fuori dei propri confini. Lavoratori obbedienti e basta.
      Se poi tutto questo avrà o meno successo è tutto da vedere, però mi pare che al di là dei cambiamenti di amministrazioni USA il pensiero politico di fondo sia sempre quello.

    1. sbregaverse 18 febbraio 2022

      O quam cito transit gloria mundi.
      Quinto Vangelo.
      Mundus transit et concupiscentia eius.
      Giovanni.

Visualizzati 15 di 15 commenti approvati.