Kit Klarenberg
kitklarenberg.com
Il 23 maggio, il Times ha pubblicato un'inchiesta straordinariamente schietta su come i droni utilizzati come arma abbiano definitivamente rivoluzionato il modo di fare la guerra nel XXI secolo, con la Russia in prima linea in questo cambiamento radicale. Nel frattempo, ci sono poche indicazioni che i membri della NATO abbiano compreso anche solo vagamente questa realtà del campo di battaglia, per non parlare del fatto che uno solo di loro sta adottando misure serie per prepararsi ad un conflitto come quello che si sta attualmente svolgendo ed evolvendo quotidianamente nella steppa orientale dell'Ucraina.
Il pezzo del Times è un resoconto in prima persona di una visita ai vari quartieri generali della 93esima Brigata Meccanizzata di Kiev, nei sotterranei di edifici e case abbandonate nella città di Kostiantynivka. nella regione di Donetsk. È un quadro devastante della realtà della guerra nell'era dei droni, che ha "alterato la composizione fisica della linea del fronte, le tattiche di guerra e la psicologia dei soldati che la combattono", mentre "ha avuto un impatto devastante sulla capacità logistica dell'Ucraina".
A un certo punto, il giornalista del Times era stato avvertito che si trovavano a nove chilometri dalla posizione russa più vicina, e quindi "ben all'interno del raggio d’azione [dei droni russi]". Un soldato ucraino aveva detto loro con un'alzata di spalle che si trattava di "una distanza in cui era facile morire":
"Qui nessun altro tipo di arma ha cambiato il volto della guerra così tanto o così velocemente come il drone FPV. Quasi tutti i veicoli entro cinque chilometri dal fronte non hanno praticamente scampo. Tutto ciò che si muove a dieci chilometri è in pericolo. Gli attacchi dei droni a 15 o 20 km non sono così insoliti".
Da quando è scoppiata la guerra per procura, sia l'Ucraina che la Russia hanno innovato nel campo dei droni FPV a un livello senza precedenti. Kiev è diventata così dipendente dai droni che ora sono la sua "arma preferita". Tuttavia, come riporta il Times, la Russia ha ora "preso decisamente il comando nella corsa ai droni, superando Kiev nella produzione e nell'uso dei droni FPV a medio raggio e delle varianti a fibra ottica che hanno cambiato l’aspetto dell'intera linea del fronte di 1.200 km".
Non solo i droni FPV stanno "drammaticamente" colpendo sempre più in profondità il territorio ucraino, ma i droni FPV a fibra ottica hanno guadagnato "un'oscura posizione di rilievo nei campi di sterminio". Pur emulando i quadricotteri equipaggiati con munizioni già dispiegati da entrambe le parti, questo "drone killer altamente manovrabile" è collegato direttamente al pilota da "un sottile filo di fibra ottica". Questo rende gli apparecchi difficili da localizzare e impermeabili alle interferenze elettroniche. Un comandante di battaglione di fanteria locale ha dichiarato al Times:
"I cambiamenti portati dai droni sono così veloci che i concetti che avevamo messo in pratica solo un mese fa ora non funzionano più. Viviamo in uno spazio dove bisogna adattarsi in modo rapido e perpetuo. Solo nell'ultima settimana, il raggio d’azione dei droni russi è aumentato di quattro chilometri".
Questi sviluppi hanno fatto sì che le forze ucraine siano costrette a raggrupparsi sempre più lontano dalla linea del fronte (nota anche come "punto zero"), mentre i convogli logistici diretti a Kramatorsk - "a lungo considerato il bastione della difesa ucraina della regione del Donbass" - vengono ripetutamente colpiti. Un tenente ha raccontato di come i droni russi "sciamino sui nostri veicoli blindati ogni volta che si avvicinano al punto zero", distruggendo i veicoli e i loro equipaggi. Ritiene che i droni rappresentino un pericolo bellico tale da cambiare il mondo, "i giorni del carro armato sono davvero finiti".
La stima del pericolo
I "cieli pieni di droni" del Donbass sono così letali che portare soldati ed equipaggiamenti ad un fronte in continua espansione e tornare indietro non è solo un orrore logistico, ma anche un compito spesso suicida. Il Times riporta che, fino alla fine del 2023, i fanti ucraini "venivano di solito portati in posizione vicino al fronte in veicoli corazzati per il trasporto truppe e percorrevano le ultime centinaia di metri a piedi". Oggi vengono lasciati di notte anche a otto chilometri di distanza e devono avventurarsi in "percorsi tortuosi tra gli alberi per evitare di essere scoperti, solo per prendere posizione".
Anche i tempi di permanenza al fronte si sono notevolmente allungati. Mentre all'inizio del 2024 i soldati ucraini trascorrevano "una o due settimane" al punto zero, ora sono abitualmente intrappolati lì per mesi, "spesso senza quasi nessun altro contatto umano, riforniti di acqua, razioni e munizioni con droni agricoli". Di conseguenza, "l'evacuazione delle vittime è diventata un incubo". I combattenti feriti vengono "di solito" salvati di notte, e "anche in questo caso l'operazione è difficile". Un addetto alla logistica per gli equipaggi dei droni della 93a Brigata si è lamentato:
"La parola 'stressante' non si avvicina neanche lontanamente a descriverlo. Ad ogni missione penso: 'Dio non voglia che ci sia una vittima e che si debba pensare a come riportarla indietro'".
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I soldati ucraini tengono sempre a portata di mano fucili a pallettoni, per tentare di abbattere i droni che li attaccano.[/caption]
Ogni notte, inoltre, gli equipaggi dei droni in prima linea della Brigata vengono riforniti di batterie, droni da assemblare e munizioni. Le squadre logistiche vengono scaricate fino a sette chilometri dalla linea del fronte e trasportano a piedi anche 36 chilogrammi di equipaggiamento. Il rischio per questi equipaggi è "enorme". Un autista ha dichiarato di aver portato a termine tre missioni in una notte, "e non so mai se ognuna sarà l'ultima, se riuscirò ad arrivare e tornare tutto intero".
Il Times racconta come un veicolo logistico era stato recentemente colpito da un drone russo mentre tornava da una missione di rifornimento. L'autista aveva perso un braccio, ma c'erano così tanti droni che ronzavano nelle vicinanze che non era stato possibile evacuarlo dalla posizione per cinque ore ed era quindi morto dissanguato. Cinque veicoli blindati ucraini erano stati distrutti dai droni nello stesso settore il giorno successivo. Tuttavia, nulla di tutto questo trapela al mondo attraverso i media mainstream, che una volta pubblicavano quotidianamente i video degli attacchi ucraini alla Russia.
Come osserva il Times, i droni hanno influito negativamente su una componente fondamentale dello sforzo bellico di Kiev: la "comunicazione con i media". Un tempo la 93esima brigata era "rinomata per permettere ai giornalisti un buon accesso... alla guerra dal fronte". Ora, però, "l'accesso per i giornalisti è stato drasticamente ridotto" e "molte organizzazioni di media... sono riluttanti a impegnare i reporter in aree entro 15 km dal fronte". Le brigate ucraine sono altrettanto "poco propense" ai rischi a cui "espongono le proprie truppe nel portare i giornalisti al fronte con i loro veicoli".
Il Times riporta che, nel 2023, l'addetto stampa della 93ª Brigata "aveva organizzato centinaia di visite al fronte per i giornalisti". Il numero di visite è ora "ridotto a uno stillicidio". Sin dallo scoppio della guerra per procura, il campo di battaglia psicologico è stato quello in cui l'Ucraina si è comportata in modo più efficace, assistita nei suoi sforzi di propaganda da un apparato mediatico che riportava senza discutere le affermazioni fantasiose dei funzionari di Kiev e dei loro sostenitori occidentali per procura. Ora, quei giorni sono finiti da un pezzo. L'addetto stampa si è lamentato:
"I rischi diventano sempre più grandi e la copertura sempre meno. Riceviamo la richiesta di un giornalista di andare al fronte e ci chiediamo: quanto è razionale? Qual è la stima del pericolo? Qual è il beneficio?".
Adattamenti tecnologici
Il rapporto del Times è un raro riconoscimento da parte del mainstream di come il conflitto che infuria nel Donbass sia una guerra diversa da qualsiasi altra nella storia e di come le sue tecniche chiave di battaglia siano un territorio completamente inesplorato per i militari occidentali. Nonostante questa omertà mediatica, l'impareggiabile ambiente operativo del conflitto per procura e i suoi ovvi insegnamenti non sono passati del tutto inosservate in alcuni ambienti d'élite. Tuttavia, nonostante i campanelli d'allarme, nei centri di potere americani ed europei queste lezioni sono evidentemente cadute nel vuoto .
Nel settembre 2024, la Commissione per le Relazioni Internazionali e la Difesa della Camera dei Lord britannica aveva pubblicato un rapporto bomba, Ukraine: a wake-up call. Il rapporto rilevava che la guerra per procura aveva "messo in luce debolezze fondamentali" nella "forza militare" sia della Gran Bretagna che della NATO, concludendo che Londra era, di fatto, indifesa, con le sue "piccole" forze armate che facevano affidamento su "status symbol" inaccessibili, come le portaerei non funzionanti. Il Paese non aveva le munizioni, gli armamenti, le attrezzature, la capacità industriale, il personale e i veicoli per resistere a un conflitto in stile Donbass per più di qualche settimana al massimo.
Tra l'implacabile condanna dello stato delle forze armate britanniche, il rapporto conteneva una sezione dedicata a come "l'uso dei droni in Ucraina" avesse "messo in luce l'enorme varietà di possibili minacce dei droni in uno scenario di conflitto, che vanno dai droni monouso e disponibili in commercio a quelli sofisticati di fascia alta". Il documento rilevava che tale sviluppo aveva "inserito un ulteriore livello di armamento tra i domini terrestre e aereo", aumentando "le capacità esistenti di entrambe le parti, in particolare offrendo nuove opzioni difensive in assenza di superiorità aerea".
Per questo motivo, il Comitato della Camera dei Lord aveva chiesto a Londra di "investire in ricerca e sviluppo per mantenere un vantaggio strategico nella tecnologia dei droni (compresi i droni anfibi) e sostenere il rapido sviluppo di nuove tecnologie in grado di competere in ambienti contesi". Aveva implorato i decisori politici di considerare e monitorare costantemente "il ritmo degli adattamenti tecnologici sul campo di battaglia e al di fuori di esso" e il Ministero della Difesa "di sostenere un adattamento continuo", come "incorporare l'apprendimento sull'uso dei droni in Ucraina in tutti i domini".
Il rapporto era stato completamente ignorato dai media e oggi non c'è alcun segno che i suoi molteplici e urgenti inviti all'azione abbiano prodotto risultati significativi in qualche aspetto tangibile delle forze armate britanniche. Allo stesso modo, nonostante i funzionari della NATO abbiano apertamente avvertito che l'alleanza è totalmente dipendente dalle capacità di guerra elettronica degli Stati Uniti, che in ogni caso sono tristemente inferiori a quelle della Russia, non ci sono indicazioni pubbliche di leader o militari occidentali che prendano sul serio la rivoluzione della guerra con i droni. Se dovessero trovarsi in conflitto diretto con la Russia, subirebbero uno shock non indifferente.
Kit Klarenberg
Fonte: kitklarenberg.com
Link: https://www.kitklarenberg.com/p/how-russia-quietly-revolutionised
26.05.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


SOD 28 maggio 2025
Coi russi non ce la faranno mai