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Come catturare un topo (ovvero: la ricerca del Piano B)
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Commenti (15)
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Dopo aver letto il bel pezzo di papaconscio e i vostri interventi, mi permetto di contribuire inserendo considerazioni del poeta Franco Arminio, scoperte stamattina nel libro di Duccio Demetrio, "All'antica, una maniera di esistere".
Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l'anno della crescita ci vorrebbe l'anno dell'attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che che nasce e muore,ai ragazzi che crescono, attenzione anche ad un semplice lampione e a un muro scrostato. Il mondo ha bisogno di essere amato e accudito, prima di essere pianificato o portato chissà dove.Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.
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Ringrazio tutti per gli apprezzamenti: il mio è sicuramente un approccio intimista e la mia azione è personale, non posso spostarmi più di tanto, c'è la mamma che vuole attenzioni costanti, la moglie da accompagnare al lavoro, nei campi vado dalle 5 alle 7 e mezza a innaffiare gli alberelli (ora sto raccogliendo le mandorle e la rucola selvatica). Se la situazione degenera offro rifugio a chi vorrà piantare le tende.
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Bellissimo Papaconscio
Anche la foto!!
Sono d'accordo che questa situazione piú che una disgrazia sia un'occasione unica.
Per quanto mi riguarda il piano B l'ho adottato da quasi un anno su un terreno di 6 ettari, e sto preparando il piano C su uno di 10.
L'idea sarebbe quella di includere ed accettare volontari per fare permacultura e agroforesta, creando una bolla di vita e di gioia. Sono stato in giro in questi giorni ed ho visto realtá del genere. Fantastico!
Se solo queste bolle fossero piú grandi e piú numerose..... -
Basta allontanarsi dalla tv e seguire l'istinto (quella vocina dentro che, quando si è fatto il silenzio, dice sempre la verità) per scoprire nuove dimensioni dell'essere. A proposito di scienza anti-narrativa, propongo un percorso diretto: milesmathis punto com e kapillavastu punto com. Il primo per decostruire, il secondo per rifondare.
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Ahhahah, la tv l'ho buttata quasi 10 anni fa, quando i cartoni animati per bambini iniziarono a promuovere la propaganda gender. E siccome ho un figlio, capisci.....
Se vogliamo andare a vedere, tra i primi e piú famosi c'é "Madagascar", col leone ballerino (aho, dico, il re della foresta e della savana!!) e la giraffa innamorata dell'ippopotamo, etc...Grazie per i link, materiale interessante
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Bellissima storia, grazie
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Una piccola storia ignobile vi vengo a raccontare
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A proposito Papaconscio, mi sono dimenticato di ringraziarti (era la prima cosa che volevo fare...), chiunque racconta una storia merita un grazie. Tra l'altro, quando si dice le coincidenze, appena tornato da Peschici e Gargano tutto, con puntata al santuario di S. Michele Arcangelo a Monte S. Angelo. Ora la sua spada è necessaria più che mai...
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Grande rispetto per te Caro mio, grazie per la condivisione, sei un uomo molto ricco :-))
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Per uno come me, che vive nel sistema e trae le fonti di sostentamento della propria famiglia dal settore sanitario e da quello della scuola-università, col rischio quindi del loro totale azzeramento, servirebbero altro che piani B, uno solo potrebbe non bastare. Eppure, evidentemente, persino quando si cammina in un campo minato c'è la possibilità di salvarsi. Quand'anche fossi un Brancaleone sul punto di essere bruciato vivo, c'è sempre un monaco Zenone che ti salva dal rogo, a patto di rispettare il voto di seguirlo per liberare il santo sepolcro. Sta a noi (con un pò di umiltà) fare in modo che un monaco Zenone, in carne ed ossa o in senso figurato, riesca a trovarci, anche a costo di deviare dal nostro cammino, l'importante sarà riuscire ad arrivare in terra santa e magari pure liberarla.
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Se il padre di Papaconscio avesse seguito i consigli dell'equivalente della Banda Bassetti della Peschici del '70, avrebbe utilizzato il Napalm su tutto il Gargano per sconfiggere la terribile invasione di roditori mutanti transgenici.
Posso ipotizzare che, senza sprecare benzina e fatica inutilmente, il pericoloso roditore sarebbe finito nella pancia del gattone che, probabilmente, vedendo il rogo si sarà chiesto: "che fessi questi, sprecare quella preziosa leccornia quando ci sono qua io?..."
Uno degli insegnamenti che possiamo trarre dalla storiella è che ogni volta che c'è un problema, qualcuno, offrendo una facile soluzione, ne può trarre potere, prestigio e vantaggio. inoltre esiste sempre un piano B (il gattone?) anche quando gli "esperti" e gli "eroi" vogliono imporci il "loro" piano A in logica TINA (there is no alternative).
Eppure anche se la situazione attuale sembra irrimediabilmente compromessa (è il piano A imposto con propaganda h24/7g7), può essere un'opportunità per riflettere su un dettaglio che altrimenti sarebbe difficile da comprendere; stiamo vivendo in una prigione nella quale siamo "liberi" di scegliere il materiale di cui sono fatte le sbarre e le pareti o l'aspetto dei carcerieri... il vero guaio è che la maggior parte dei nostri compagni di prigionia ritiene essenziali questi dettagli e non trovare un modo per uscire dalla galera (il vero piano B)!
morale della favola:
Scappa, gattone, scappa se puoi!
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Fa piacere notare comunque vadano le cose che molti non sono affatto impreparati agli eventi che stanno accadendo. Voglio dire che chi voleva sapere sapeva già da molto tempo quello che sarebbe accaduto e che si sta manifestando ora. C'era il sentore già che un giorno i tempi si sarebbero svolti, svelati. Quello che stiamo vivendo e rimando anche all'articolo di Giorgio Cattaneo che PrimaDelleSabbie ha postato sul forum oggi, è che stiamo vivendo tempi particolari. Un qualcosa che non è ben definibile ma che molti credo sentissero nell'anima e seguendo gli "strani consigli" dello Spirito si sono preparati. Preparati non solo nel senso di avere un rifugio (io personalmente non ce l'ho) ma nell'avere avuto una serie di esperienze che hanno arricchito e preparato all'impatto che stiamo vivendo e di cui gli eventi più importanti devono ancora arrivare, per lo meno questo è quello che sento e che mi viene confermato da vari eventi che osservo, compreso alcuni dei commenti fatti in questo luogo di ritrovo virtuale. Virtuale ma forse più reale della realtà quotidiana che ormai è nebbia.
La separazione netta che sta accadendo non è un male ma un evento che doveva accadere e che ha un senso profondo. E' stato anche profetizzato più e più volte.
Non so che accadrà di noi (e di me compreso), forse non ci salveremo di fronte a questa ondata di follia, ma non importa.
So soltanto una cosa che a me da molta forza, è che io non ho paura della morte, in un certo senso ci sono già passato e la conosco, e quello che dovevo compiere in questa vita l'ho compiuto, ma loro, i folli sul carro dell'inferno, loro si, ne hanno una paura fottuta. E hanno paura di noi.Due poesie di Rumi.
Al di là delle idee di cattive azioni e buone azioni,
c'è un campo. Ci incontreremo lì.
Quando un'anima si sdraia su quell'erba,
il mondo è troppo pieno per parlarne.
Idee, linguaggio, persino la frase "l'un l'altro",
non hanno alcun senso.
Potrei battere le mani,
ma non appartengo a una folla di applauditori.
Non sono né questo né quello.
Non faccio parte di un gruppo che ama la musica per flauto,
o uno che ama il gioco d'azzardo,
o uno che ama bere vino.
Coloro che vivono nel tempo, discendono da Adamo,
fatto di terra e acqua, io non ne faccio parte.
Non ascoltare ciò che dico, come se queste parole
vengano dall'interno e vadano all'esterno.
I tuoi volti sono molto belli,
ma sono gabbie di legno.
Faresti meglio a scappare da me.
Le mie parole sono fuoco.
Non ho nulla a che fare con l'essere famoso,
o col dare grandi giudizi,
o sentirsi pieno di vergogna.
Non prendo nulla in prestito.
Non voglio niente da nessuno.
Scorro attraverso tutti gli esseri umani.
L'amore è il mio unico compagno.
Quando l'unione accade,
il mio discorso si dirige verso Shams (Nota: è stato il maestro di Rumi).
In quella riunione,
tutti i segreti del linguaggio non saranno più segreti.RUMI
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Quest'anno ho avuto un bel da fare col grillotalpa, credo di averne un'intera colonia nell'orto, ho scoperto essere animale di bocca buona, mangia un po' di tutto, il maledetto. Un tizio mi ha suggerito di mettere delle trappole, dopo la cattura bruciare i corpi e cospargere le ceneri nel campo, questo scoraggia nuovi arrivi. Ho fatto le trappole, non ho catturato nessuna bestiola (per fortuna).
Bruciare per eliminare il problema, mi viene da pensare che questo sia uno dei piani B. Eliminare il vecchio per fare spazio al nuovo. Vecchi schemi mentali, vecchie credenze, vecchie impalcature psicologiche, vecchio approccio al quotidiano. Il momento è quello giusto, farlo in città o in paese cambia poco, l'importante non è dove siamo, tanto siamo noi ad esserci, ciò che va bruciato è dentro di noi non fuori. Poi oh, certo si può anche provare, tanica di benzina e acciuffiamo uno speranza o un draghetto, cospargiamo le ceneri fuori dal palazzo e vediamo che succede, provare non costa nulla -
Far fare la fine del topolino a draghetti e speranza vana sarebbe certamente una soddisfazione ma alquanto effimera; sono personaggi intercambiabili e fungibili quanto le marionette di un teatrino. Prima occorrerebbe buttare giù il tendone e mostrare i fili ed i meccanismi che muovono tali pupazzi ma sono pochi, oggi meno di ieri, coloro che sono disposti ad accettare questa realtà.
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Visualizzati 15 di 15 commenti approvati.
oxalidaceae 13 agosto 2021
Senza nulla togliere al godibile e fecondo racconto, che potrebbe benissimo essere inserito come ottavo nella raccolta "La incredibile e triste storia della candida Eréndira e della sua nonna snaturata", non posso, per personale indole, passare via senza osservarne a margine la cruenta nota. Chiedo venia, soprattutto all'autore, ma l'omessa pietà per quel topo ha una sua intrinseca morale. Morale che ricordo sempre a me stessa prima che agli altri.
"Non solo provocare volontariamente sofferenze non necessarie, ma anche l’indifferenza nei loro confronti. È molto più facile essere crudeli di quanto si potrebbe pensare."
Jonathan Safran Foer