Cittadinanza, nazionalità e fascia tricolore

La nuova sindaca di Merano Katharina Zeller (Suedtiroler Volkspartei -Svp) ha rifiutato la fascia tricolore.

Cittadinanza, nazionalità e fascia tricolore

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

Sono italiano perché lo sono. Per origine familiare, lingua, cultura sono di nazionalità italiana. Incidentalmente sono cittadino dello Stato italiano per diritto di sangue, valido anche se fossi nato in Australia o Perù. Poiché amo la Patria, detesto chiamare “paese” l’ Italia. Il nostro paese, lo chiamano i moderati, questo paese, quelli di sinistra. Per me, o l’Italia è una Patria (terra dei padri, cioè nazione) o non riesco ad amarla. Odio la confusione tra cittadinanza – un timbro burocratico attribuito a chiunque in base alle leggi del momento – e nazionalità, che attiene alla sfera dei sentimenti, dell’identità e dell’appartenenza. Penso che sia italiano anche chi si sente tale per scelta.

Non mi scandalizza il gesto di Eva Zeller, neo sindaco di Merano, che ha platealmente rifiutato la fascia tricolore che le porgeva il suo predecessore. Poiché appartiene alla maggioranza germanofona dell’Alto Adige-Sudtirolo, ha diritto di non sentirsi italiana. La sua terra – che amo appassionatamente – fu assegnata al Regno d’Italia dopo la prima guerra mondiale per punire l’Austria sconfitta. Tanto poco sono italiani gli abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano (sebbene minoranze italiane siano storicamente attestate nel capoluogo e nella Bassa Atesina) che chiamano la loro piccola patria (heimat in tedesco, con riferimento alla casa, al focolare) Sudtirolo, per noi Alto Adige, il corso superiore del fiume che bagna Trento e Verona e sbocca nell’ Adriatico.

La polemica acquisisce senso se guardiamo il gesto della Zeller dalla prospettiva della cittadinanza, cioè dell’ appartenenza giuridica allo Stato chiamato Repubblica Italiana. La figlia di due senatori della Svp – il partito di raccolta “etnica” ( attenzione alle parole!) dei germanofoni della provincia bolzanina – è infatti cittadina italiana, figlia di cittadini italiani che dall’Italia ricevono da anni privilegi e lauti stipendi parlamentari. E’ l’ultima che può mancare di rispetto alle istituzioni che ha accettato di rappresentare e che sono alla base del suo benessere personale. La questione della fascia tricolore ha anche un lato umoristico nel “paese” in cui il passato non passa mai. Fu infatti istituita nel 1934 come insegna dei podestà ( il nome fascista dei sindaci) e la Repubblica non ha fatto altro che mantenerne la funzione.

Con buona pace della Zeller – che inizia la carriera politica sulle orme dei genitori – la fascia non rappresenta la nazione italiana ma lo Stato. Ha dunque il dovere di indossarla nelle occasioni in cui lo prescrive la legge a cui giura obbedienza. Il punto, lo accennavamo all’inizio, è la relazione distorta, la confusione tra Stato ( istituzione) e nazione ( appartenenza morale e culturale) . Quasi tutto nasce dalla pretesa di istituire un equivoco patriottismo “costituzionale” promosso da chi disprezza le identità nazionali, fondato sulle pretese buone leggi e sulle istituzioni. Non si è italiani – o tirolesi, o birmani- in quanto tali, appartenenti a una comunità unita da vincoli etnici, linguistici, spirituali, comunanza di costumi, ma perché cittadini di uno Stato che dobbiamo amare per le sue “buone “ leggi.

Su tale assunto, chi scrive ha diritto di non sentirsi cittadino italiano e di non riconoscersi nei suoi simboli in quanto non condivide i fondamenti della Repubblica, confusa con la nazione. Se i sudtirolesi non sono italiani per nazionalità ( come la piccola minoranza slovena del Carso) nonostante siano popolazione autoctona nel territorio dello Stato, ancor meno sono italiani i cittadini di origine straniera che hanno ottenuto la cittadinanza . Nessuno può negare che siano cittadini italiani: sta scritto nei documenti, ma difficilmente sono italiani nel cuore. Se lo sono, benvenuti tra noi.

Desta profondo sconcerto uno dei referendum proposti dalla Cgil. Se passa, alcuni milioni di stranieri diventeranno cittadini italiani per il solo fatto di avere lavorato e vissuto qui per cinque anni. Assurdo, un colpo micidiale, un omicidio premeditato della nazione italiana. Non della Repubblica, a cui della nazione poco importa, tanto che la nostra lingua non è neppure indicata in costituzione come idioma ufficiale, mentre vengono tutelate le minoranze linguistiche. La parola nazione compare all’articolo 9 , ultimo comma, per affermare che la Repubblica “ tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione “, statuendo implicitamente la superiorità dell’istituzione sulla storia.

La fascia tricolore non è che il simbolo delle istituzioni, senza particolari implicazioni “nazionali”. La Zeller se ne faccia una ragione e la indossi. Più complessa è la riflessione su che cosa sia davvero oggi l’Italia e addirittura se esista, come Stato indipendente da un lato, come nazione dall’altro. La risposta non è semplice: se io affermo di essere italiano, significa che l’Italia nazione esiste, indipendentemente dal giudizio sullo Stato che porta lo stesso nome. Io resterei italiano, infatti, anche se l’Italia, la mia regione o la mia città appartenessero allo Stato francese o americano, di cui sarei, volente o nolente, cittadino.

La confusione sorge in quanto gli Stati “nazionali” pretendono di rappresentare in via esclusiva i popoli che li abitano, aggravata nell’ultimo trentennio da una politica migratoria dissennata che ha aperto le porte a masse delle più disparate provenienze. Gli Stati possono rendere cittadini queste persone, ma non possono farne dei connazionali. Il caso sudtirolese è emblematico: da un secolo oltre trecentomila cittadini italiani non si sentono italiani per l’ottimo motivo che non lo sono ; il gesto della Zeller lo testimonia. Che ne sarà della nazione se milioni e milioni di estranei perdono la condizione di stranieri in base all’assunto della superiorità della cittadinanza sulla nazionalità ?

E che ne è di una Repubblica che fonda se stessa su una sovranità insussistente – i protocolli dei trattati di pace, la sudditanza alla Nato, all’UE, perfino a una banca privata che batte la moneta legale – e che addirittura non riconosce un momento fondante, simbolico per tutti i cittadini? Logica vorrebbe che lo Stato festeggiasse la data della sua nascita, il 17 marzo 1861. Ma quel giorno sorse il Regno d’Italia e oggi siamo una repubblica. L’istituzione non accetta la continuità, pochissimi sanno del 17 marzo: la cesura storica è uno schiaffo . Potrebbe scegliere il 2 giugno, data in cui nel 1946 nacque la Repubblica. Data pochissimo sentita e non solo perché i risultati del referendum tra monarchia e repubblica sono assai dubbi, tanto che la Repubblica non è mai stata legalmente proclamata.

La Repubblica istituzione non considera se stessa fondamento dello Stato – esistente dal 1861 – tanto meno della nazione, ridotta a custode del paesaggio e del patrimonio artistico. Non ha torto: essa infatti è il compimento, non la fonte, di un processo iniziato nel 1943: l’armistizio Badoglio, la caduta del fascismo, la resa seguita dalla condizione di co-belligerante dell’esercito del regno, la guerra civile tra italiani. La data simbolo dell’Italia Stato, Repubblica e istituzione, è il 25 aprile, chiamato Liberazione. Comunque la si pensi, se la Patria morì l’8 settembre, non risorse il 25 aprile, che celebra una sconfitta militare mascherata da vittoria di una parte nella guerra civile ( a cui fu estraneo l’intero Sud) e la fine definitiva del fascismo.

Non si può fondare una nazione sulla sconfitta di un governo, ma vi si può costituire uno Stato, una narrazione e una retorica a cui è in gran parte estraneo il concetto di nazione. Per di più anche la sovranità ( popolare, quella nazionale è altra cosa) è negata nei fatti e tutto sommato anche nel testo costituzionale, negli articoli 1 e 11. La sovranità “appartiene al popolo” , ma questo la esercita “nelle forme e nei limiti della costituzione” e “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni “ . Non tra gli Stati, strano.

Dunque, non ha torto – giuridicamente – chi rivendica meno sovranità, più Europa , più potere all’economia e alla finanza, più forza a organismi come la Nato, l’ ONU, persino l’ Organizzazione Mondiale della Sanità. La Repubblica “sovrana” è una finzione creduta per carità di patria, i Fratelli d’Italia esistono solo nell’inno scritto da un ragazzo che pagò con la vita la sua passione nazionale. Qualcuno, come lo scrivano, non si riconosce nella Repubblica, nei suoi miti e nei suoi riti, preferendo la nazione allo Stato. Nessuno scandalo se una cittadina italiana di madrelingua tedesca e sentimenti austriaci non indossa la fascia tricolore. Domani accadrà ben altro, quando milioni di “nuovi italiani “ si impossesseranno legalmente delle istituzioni, del territorio e , legittimamente, sceglieranno altri simboli. Se amassimo l’Italia anziché la Repubblica, se non avessimo cancellato secoli di storia fondando una spuria identità sulle tragedie degli anni quaranta del secolo XX, non staremmo vivendo il tramonto della nazione.

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

22.05.2025

Roberto Pecchioli. Scrittore e saggista.

Fonte: https://www.ereticamente.net/cittadinanza-nazionalita-e-fascia-tricolore-roberto-pecchioli/

Commenti (45)

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    1. XaMAS 25 maggio 2025

      w il IV Novembre

      onore agli Arditi e chi difese il confine

      l'ambasciata mi ha mandato le schede per il referendum, davvero dovrei votare per permettere dopo 5 anni a chi sta in Italia di diventare cittadino italiano?

      solo i sinistrati potevano partorire questa scemenza, e chi gli da corda, come qualche citrullo che posta qui.

    2. ric 25 maggio 2025

      ma pensa un po'...il 4 novembre festeggi NON UN REFERENDUM per sapere se gli AUSTRIACI volevano diventare itaglioti , ma la guerra imposta dalle massonerie anglo/giudaiche per annientare un LORO concorrente in europa . ci abbiamo rimesso 800mila soldati e 2 milioni di feriti , 200mila invalidi , alla resa dei conti di VERSAILLES gli itaglioti sono stati messi a tacere fuori dalla stanza dei bottoni, la disoccupazione ha spinto a migrare milioni di itaglioti in tutto il mondo come premio .....ah gli ARDITI ?

      festeggiali tu...

      L’artigliere fucilato per un sigaro

      A dare l’ordine di fucilazione del giovane soldato Alessandro Ruffini fu il generale Graziani

      https://www.mattinopadova.it/cronaca/il-reduce-di-caporetto-fucilato-a-noventa-dal-generale-graziani-edil0d0n

    3. Nonso 25 maggio 2025

      XaMaS merita il ban

    4. ric 25 maggio 2025

      cosa e' il "ban "?

    5. Nonso 25 maggio 2025

      un centesimo di leu

    6. REmaggiore 25 maggio 2025

      Tu devi fare il comico.

    7. nicolcass 26 maggio 2025

      per la disinformazione? fai una telefonata alla piccierno

    8. Nonso 26 maggio 2025

      Rema io volevo fare il cantante

    9. mago 27 maggio 2025

      Quelli furbi diventano italiani con il pacchetto famiglia tutto incluso..poi si vede come ogni tanto va a finire.

    1. oliver 25 maggio 2025

      .. sono del nord e vivo in Germania da una vita. Ciononostante ho mai preso la cittadinanza tedesca pur avendone diritto e se me la dovessero assegnare la metterei in solaio o cantina tra gli oggetti vecchi ..

    2. nicolcass 26 maggio 2025

      la spiegazione? mi interessa il tuo percorso mentale ...Anni fa potevo avere una seconda cittadinanza, basta firmare ed era OK...non lo feci, mi sembrava di tradire mio padre e mio nonno..devo per onestà dire che me ne sono pentito con la vicenda Covid, fu intollerabile sottostare ai diktat di certi porci tutti tricolori...

    3. mago 27 maggio 2025

      Vabbè ma stando all’ estero è in nazioni che funzionano vedi l italietta da altro punto di vista e forse ti senti meno italiano,poi..

    4. mago 27 maggio 2025

      Avessi potuto prendere il passaporto Canadese di mio padre avrei fatto carte false,non volermene ma i tuoi avi non sono stati traditi da questo stato ? Che ci stiamo svendendo pure il Colosseo a momenti..

    1. mago 25 maggio 2025

      Voi non capite la mentalità di un tipo Austro Ungarico vecchia generazione nei confronti di un Italiano,ma andate pure da un Siciliano a fare lo stesso e non cambierebbe nulla o poco..

    2. nicolcass 26 maggio 2025

      posso anche dire chi se ne frega? o è insensibilità? la prima condizione per cambiare il mondo è avere rispetto per se stessi...personale e sindacabile convinzione...

    1. nicolcass 25 maggio 2025

      domanda, ma i tedeschi in Francia, Polonia, slovenia, rep. Ceca, Ungheria...hanno gli stessi privilegi degli "oppressi" in Alto Adige?

    2. ric 25 maggio 2025

      i privilegi piu' eclatanti li hanno SAN MARINO , la SICILIA , valle d' AOSTA ---senza nessun diritto morale...

    3. nicolcass 25 maggio 2025

      ti sbagli, i tirolesi hanno ancora più privilegi, e la domanda resta su Francia e Polonia...

    4. ric 25 maggio 2025

      mi pare che i tedeschi che abitano in FRANCIA o in polonia non ci abitano per una conquista militare dei suddetti stati....

    5. nicolcass 26 maggio 2025

      stai scherzando vero.?..Alsazia e Pomerania nisba?

    6. ric 26 maggio 2025

      bisogna andare troppo indietro nel tempo...

      https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Verdun
      ........................

      altrimenti dovremo reclamare tutta la Gallia perche' conquistata dai cesari...

    7. nicolcass 26 maggio 2025

      L'Alsazia era tedesca fino al 1920, Slesia e Pomerania avevano 8 milioni di tedeschi sfrattati in 3 settimane...i cechi hanno bruciato vivi 10.000 i tedeschi dei Sudeti nel 1947...di cosa stiamo parlando?
      Ancora oggi ad Opole in Polonia la comunità tedesca circa 80.000 soprarvissuti cammina schiscia contro i muri...

    1. sbregaverse 25 maggio 2025

      Caro frà ♡Diavolo♡ Roberto, se fossimo fraticelli e non coltelli ¿?

    2. Nonso 25 maggio 2025

      Cosa ci facevi sveglio alle 3 del mattino?

    3. sbregaverse 25 maggio 2025

      La notte è piccola 《per me》per Alice e Ellen.

    4. Nonso 25 maggio 2025

      ... e Nonso im bianco

    1. mago 24 maggio 2025

      Tutte queste politiche per la fascia quando vediamo fior di sindaci che la fascia la mettono anche ad andare a letto ma poi il giorno dopo sono indagati per misfatti vari,giustamente però se vuoi fare il sindaco te tocca volente o nolente.

    2. ric 24 maggio 2025

      diciamo che con la fascia tricolore le piu' grandi porcate fatte ai danni del popolino diventano peccati veniali... ma togliersi quello straccio dal collo diventa biasimevole!! che stano paese l' itaglietta...

    3. nicolcass 25 maggio 2025

      per cui cosa proponi?
      tieni conto che io sono e resto uno quei babbei di Trento e Trieste, quindi con alta considerazione di me stesso...

    4. ric 25 maggio 2025

      la stessa considerazione deve essere consentita a quei TIROLESI che sono stati obbligati a "diventare italiani" per decreto dopo il tradimento degli itaglioti. La nazionalita' non e' un vestito per ogni stagione , e' una appartenenza creatasi nei secoli passati . Non la si puo' cambiare per decreto .

    5. mago 25 maggio 2025

      se mai mi passasse la malsana idea di candidarmi a sindaco metterei nel programma un referendum per uscire dall’ Italia..cone prima cosa sai che ridere.

    6. nicolcass 25 maggio 2025

      i tirolesi possono anche non sentirsi italiani...sarebbe elegante coerenza fino alla fine...rinunciare anche allo stipendio statale---

    7. ric 25 maggio 2025

      basterebbe lasciarli liberi , e dello stipendio itagliota ne farebbero volentieri a meno..

    8. nicolcass 26 maggio 2025

      e dei 150.000 italiani presenti li che ne facciamo? li buttiamo nelle Foibe?

    9. mago 26 maggio 2025

      Al confino in Sicilia..

    10. nicolcass 27 maggio 2025

      e andare in libia?

    11. mago 27 maggio 2025

      Ci volevo andare a 25. Anni ma non mi presero,alcuni amici si..

    1. Nonso 24 maggio 2025

      Del referendum quello della cittadinanza è il meno preoccupante tra i cinque quesiti, serve a suggellare il rinvaso e fare numero... a me preoccupano quelli in cui si obbligano le PMI a fallire.

    2. Nonso 24 maggio 2025

      Su una cosa Landini ha ragione: questo referendum rappresenta il futuro.

    1. Martin 24 maggio 2025

      Pecchioli, la Zeller e' stata incastrata da una trappola ad hoc preparata dal suo predecessore, e si e' scusata, quindi fine del discorso. Quanto al resto, siamo un Paese che celebra il 25 aprile e il 2 giugno, ma non il 17 marzo 1861, ossia la nascita del Regno d'Italia e l'unita' dell'Italia.

    2. ric 24 maggio 2025

      unita' di itaglia da festeggiare ? con questa porcata tutti hanno perso qualcosa,....ma qualcuno ha guadagnato...ora tocca all europa , i popoli perderanno tutti qualcosa .....dalla dignita' alla libera autonomia..e le multinazionali festeggiano..

    1. PietroGE 24 maggio 2025

      Bravo Pecchioli. A quelli che credono alla nazionalità 'di carta' dico procuratevi un passaporto cinese e andate in Cina a dire che siete cinesi, vi rideranno dietro un miliardo e mezzo di veri cinesi. Stessa cosa in ogni altra nazione che alimenta l'invasione del Belpaese. In realtà i 'nuovi italiani' ( e 'nuovi europei') sono il simbolo della decadenza di una nazione che un tempo aveva contribuito non poco alla civiltà europea e che ora è diventata un campo profughi, con una classe dirigente che ha mentito per decenni dicendo che ci avrebbero pagato la pensione e che ora dice che non ci sono i soldi per le pensioni di quelli che ora lavorano. E all'opposizione c'è una con tre passaporti (il quarto quello israeliano glielo danno subito, il tempo di stamparlo) che non ha mai veramente condannato la pulizia etnica del proprio Paese ma che ha messo al primo posto del suo programma l'immigrazione e la nazionalità per tutti in Italia. Il giuramento sulla costituzione poi da parte di chi considera una bestemmia persino l'Art,1 quello del popolo sovrano, fa tristemente ridere. La basi per la libanizzazione del Paese sono ormai già state poste, aspettiamo solo la lotta per il controllo del territorio e delle sempre minori risorse.

    1. ailavioni 24 maggio 2025

      I crukki dell' Alto Adige non sono contenti di stare in Italia. E' successo perchè Austria ha perso la guerra, ma se fossero finiti per esempio sotto la Slovenia è certo che sarebbero in parte finiti infoibati ed i sopravvissuti costretti ad andarsene praticamente in mutande, lasciando ogni avere.
      Succede quando si perdono le guerre, non sarà bello, ma il mondo è questo.
      Diciamo che gli è andata bene, visto poi tutte le agevolazioni che hanno ottenuto e che sicuramente non avrebbero se finissero sotto l' Austria.
      Forse non si è capito, ma a me questi stanno un tantino sulle pelotas...

    2. ric 24 maggio 2025

      a me sono simpaticissimi specialmente se ti parlano in tedesco e rifiutano di risponderti in italiano . una nazionalita' non si cambia per decreto o per una fucilata.

      Pagano lo scotto del tradimento degli schifosi itaglioti che hanno tradito il patto della " triplice alleanza " per servire la massoneria anglo/giudaica .

      viva la grande meravigliosa EVA KLOTZ !

      https://www.facebook.com/suedtirolerfreiheit/videos/eva-klotz-im-s%C3%BCdtirol-heute-sommergespr%C3%A4ch/408228327138684/

    3. oliver 25 maggio 2025

      .. Slovenia ? Forse intendi la Croazia ? I sud Tirolesi invece sono ben felici della loro autonomia. In Austria si sentirebbero idealmente più uniti dalla loro origine e cultura.

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