Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
Nonostante l’ostracismo su scala internazionale, la Russia, anche dopo il febbraio 2022, non ha chiuso alcun canale comunicativo con l’Occidente. I media principali come la BBC, Fox, CNN e perfino la RAI hanno continuato a trasmettere i loro servizi nelle città russe. Ciò avviene non solo nelle grandi catene alberghiere di lusso, bensì in tutte le case dei cittadini.
A livello cinematografico, il ministero della cultura della Federazione russa, con a capo Ol'ga Borisovna Ljubimova, ha promosso tante manifestazioni per promuovere il cinema russo e le pellicole “dell’Ovest”. Tant’è che la partecipazione di Woody Allen ad un festival del cinema tenutosi in Russia, destò un clamore ingiustificato. Questo come al solito, culminò in una denigrazione totale, focalizzata sulle presunte posizioni filo-putiniane del regista newyorkese. In realtà Allen intervenne semplicemente come uno dei cineasti più importanti della storia; anzi, osò pronunciare parole di pace nella terra del “tiranno sanguinario”, Vladimir Vladimirovic Putin.
Dall’altro lato, rispetto all’apertura mentale e culturale dei russi, sono presenti gli italiani; nella fattispecie il ministro Giuli, il suo entourage e la maggior parte dell’ipocrisia del cinema mondano, inclusi lo pseudo-felliniano cultore della lentezza e il riciclatore seriale delle idee altrui. Piccoli indizi: il primo, uno scapigliato del Vomero rimasto al cinema di dieci anni fa; mentre il secondo ha avuto il coraggio di compiere una blasfemia su un’opera celeberrima di Dario Argento (Suspiria).
Superando i ridondanti slogan da social sulla Palestina - che possono provocare allergie proprio come la propaganda israeliana - ai David di Donatello 2026 nessuno ha proferito parola sulle difficoltà che Pietrangelo Buttafuoco, direttore della biennale di Venezia, sta incontrando nella gestione del padiglione russo. Piccoli riferimenti, ma nessuna opinione concreta in condizione di solidarizzare con il cinema indipendente.
Poiché viviamo nella civiltà del maccartismo 2.0, in cui i produttori e registi vengono convocati da Rutte per rendere il cinema funzionale alla propaganda atlantista, Buttafuoco è quasi impossibilitato ad aprire il Festival alla cinematografia russa.
Chi sono gli oppositori? Il primo di questi è proprio Giuli, fervente credente nei giganti a un occhio solo.
Ma soprattutto, gli individui conniventi con questo sistema sono gli indifferenti che godono di finanziamenti statali a oltranza e che sui palchi - per cavalcare il trend del momento - pronunciano parole di supporto nei confronti dei palestinesi. Da costoro, solo questo è il comportamento che ci si può aspettare. Essi sono gli alfieri dell’appiattimento del cinema italiano, i quali rendono i film - fondamentalmente- tutti uguali, ma soprattutto mediocri per l’assenza di prese di posizione. La massima politicità attuale delle pellicole nostrane risiede nella raffigurazione di uno dei Presidenti della Repubblica meno memorabili (quale era Oscar Luigi Scalfaro), rivisitato in chiave moderna facendogli cantare la canzone di uno pseudo rapper.
Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org
08.05.2026
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nicolcass 11 maggio 2026
L'attuale imbarbarimento generale è frutto della sostituzione dell'uomo europeo con quello americano , ignorante , volgare, illetterato senza passato...se nella politica questo è stato ottenuto sostituendo i politici normali con gli yesmen, nella cultura è più difficile, alcune teste si ostinano a pensare ...