Caro Travaglio, il sionismo non è quello che dici tu

NO, IL SIONISMO NON È LA RISOLUZIONE 181 DELL'ONU

Caro Travaglio, il sionismo non è quello che dici tu
Marco Travaglio

Di Gabriele Repaci

Nel suo articolo Due streghe al rogo, Marco Travaglio interviene nella polemica che ha coinvolto Erri De Luca e Francesco De Gregori. Non intendo entrare nel merito di quella discussione. Vorrei invece soffermarmi su un passaggio finale dell'articolo che riguarda la definizione di sionismo.

Scrive Travaglio:

«Il sionismo è il movimento che a fine Ottocento teorizzò il diritto degli ebrei perseguitati in Europa ad avere uno Stato nella terra degli avi. Quindi sionista è la risoluzione 181 dell'ONU che nel 1947 spartì la Palestina in due Stati, uno arabo e uno ebraico. E sionista è chiunque si batta per due popoli, due Stati. Anche se non lo sa».

Il problema è che questa definizione non descrive il sionismo storico realmente esistito.

La Risoluzione 181 dell'ONU non prevedeva affatto uno Stato ebraico etnicamente omogeneo. Nel territorio assegnato allo Stato ebraico vivevano centinaia di migliaia di arabi palestinesi che, secondo il piano delle Nazioni Unite, avrebbero dovuto godere di pieni diritti civili e politici. Nel 1947 circa il 45 per cento della popolazione del futuro Stato ebraico era composta da arabi palestinesi.

In altre parole, l'ONU non votò per uno Stato esclusivamente ebraico. Votò per una partizione che lasciava all'interno dello Stato ebraico una vasta popolazione palestinese.

Ma il movimento sionista non ragionava nei termini della Risoluzione 181.

Fin dalle sue origini il sionismo fu un movimento di colonizzazione insediativa. Il suo obiettivo non era semplicemente creare uno Stato accanto alla popolazione araba esistente, bensì costruire una nuova sovranità ebraica in una terra già abitata da un altro popolo.

La questione demografica fu centrale sin dall'inizio.

Nei diari di Theodor Herzl compaiono riflessioni sul trasferimento della popolazione araba. Decenni dopo, la leadership sionista guidata da Ben Gurion era perfettamente consapevole che uno Stato con una popolazione quasi equamente divisa tra ebrei e arabi avrebbe avuto enormi difficoltà a mantenere un carattere ebraico stabile.

Per questo motivo la Nakba non può essere interpretata come un semplice incidente della guerra del 1948.

Quando gli eserciti arabi entrarono in Palestina nel maggio 1948, oltre 300.000 palestinesi erano già stati costretti a lasciare le proprie case. Interi villaggi erano stati svuotati. Operazioni militari come quelle condotte nell'ambito del Piano Dalet e massacri come quello di Deir Yassin contribuirono a creare un clima di terrore che favorì l'esodo della popolazione araba.

Alla fine della guerra circa 750.000 palestinesi erano diventati profughi e oltre 400 villaggi erano stati cancellati dalla carta geografica.

Senza la Nakba, Israele non avrebbe potuto trasformarsi nello Stato a netta maggioranza ebraica che conosciamo oggi.

Questo è il punto che la definizione di Travaglio finisce per oscurare.

La Risoluzione 181 immaginava uno Stato ebraico con una grande minoranza araba. Lo Stato che nacque nel 1948 emerse invece da una radicale trasformazione demografica della Palestina storica.

Per questo motivo identificare il sionismo con la semplice formula «due popoli, due Stati» significa proiettare nel passato una categoria diplomatica contemporanea.

La storiografia critica israeliana e palestinese ha mostrato come il problema centrale non fosse soltanto il diritto all'autodeterminazione ebraica, ma il rapporto tra quel progetto nazionale e la presenza della popolazione araba palestinese che già viveva sul territorio.

È proprio qui che si colloca il cuore della questione storica.

La Risoluzione 181 e il sionismo storico non sono la stessa cosa. La prima immaginava una convivenza difficile ma possibile tra due popolazioni. Il secondo produsse un processo che culminò nell'espulsione della maggior parte della popolazione palestinese dai territori destinati a diventare lo Stato di Israele.

Di Gabriele Repaci

31.05.2026

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Pubblichiamo dall'archivio di ComeDonChisciotte: 25 ottobre 2008 lo scambio al vetriolo sul tema ISRAELE tra Paolo Barnard e Marco Travaglio.
TRAVAGLIO SU ISRAELE


AGGIORNAMENTO: AGGIUNTA NOTA DI PAOLO BARNARD TRA I COMMENTI A CURA DI ALTRA INFORMAZIONE Quello che segue è un interessante confronto privato intercorso tra Paolo Barnard e Marco Travaglio. Interessante perchè Barnard, pubblicandone il contenuto, ci ha dato la possibilità di conoscere “più da vicino” uno dei personaggi pubblici saliti “spontaneamente” alla ribalta come “tribuno del popolo”. Ci accorgiamo così che tutti i leader dell’antipolitica a cui viene concesso ampio spazio mediatico, sono tutti al guinzaglio dei soliti padroni. Marco Pizzuti

Introduzione di Barnard

Il mio rapporto col collega Marco Travaglio inizia quando gli spedii il mio libro “Perché ci Odiano” (Rizzoli BUR 2006) sul grande terrorismo di USA, GB, Israele e Russia. Lo feci perché eravamo autori nella stessa collana, la Futuro Passato della BUR, e convinto di fargli cosa gradita, visto che il mio libro era soggetto a una censura feroce da parte di tutti i media. A pensarci oggi mi vien da ridere: Marco è un appassionato pro-sionista, un fan di Israele che non perdona gli arabi, e chi ha letto il mio libro sta ridendo con me. Seguì poi un secondo contatto con lui, che trovate qui sotto, uno scambio di mail molto sanguigno da entrambe le parti, ma che finì con l’ira di Travaglio al punto da sbattere il sottoscritto nella sua cartella spam. In ogni caso, a parte gli screzi personali, il mio vero scontro con Marco Travaglio rientra nella mia critica all’ipocrisia, all’inutilità e alla dannosità dei ‘nuovi paladini’ dell’antisistema italiano. Ho divulgato due pezzi su Travaglio: la prima fu una ‘lettera aperta‘ [si veda anche la breve replica di Travaglio commentata a sua volta da Barnard N.d.r.] a lui diretta, sul pericolo della fama, cioè dello Stardom, dell’essere osannato come Guru, Vate. Era una riflessione, assolutamente essenziale, sui meccanismi con i quali il Sistema perfidamente ingloba i personaggi dell’Antisistema (lui e altri) attraverso l’uso del subdolo strumento della fama mediatica, che li risucchia nel circo dei VIP e nei suoi meccanismi travianti, annullandoli di fatto. Avvisavo Marco, lo invitavo a riflettere, e con lui i suoi compagni di Stardom.

Le email

Qualche giorno fa a Parma, durante una serata sul mio libro, una signora nel pubblico mi ha chiesto cosa pensassi della sopravvivenza di Report in RAI negli anni del Berlusca. Me lo chiedono da anni, me lo chiedevano sempre quando stavo a Report. Le ho risposto “Lo chieda a Travaglio, ne sa più di me” e le ho dato la tua mail. La tizia mi ha girato oggi la tua risposta, e cioè che la Gaba è lì per puri meriti professionali perché ogni tanto qualcuno ci scappa. Sai cosa mi è venuto in mente? Il famoso “ritrovamento” dei documenti di Mohammed Atta fra le rovine delle Torri Gemelle. Stessa plausibilità. Se è plausibile che Report stia 4 anni in prima serata lungo tutto l’olocausto berluscon/gasparriano, allora è anche plausibile che i documenti di Atta siano sopravvissuti appena bruciacchiati all’olocausto che ha disintegrato tonnellate di acciaio a NY. Sai meglio di me che non sempre si hanno le prove dei fatti che osserviamo, ma per fortuna esiste l’intelligenza. Nel caso della Gaba è meglio un No Comment, se no uno che ha scritto quello che hai scritto tu sul vampirismo televisivo ci perde la faccia. I vampiri non si distraggono per 4 anni sulla prima serata, non si fanno sfuggire le Gabanelli e le sue inchieste dai buchi del mantello. Un’ultima cosa. In “Inciucio” tu scrivi: “Report… già nel mirino delle polemiche e delle denunce per le puntate sul terrorismo filo USA in Sud America…”. Quali denunce e polemiche? Quell’inchiesta come sai è mia e ti assicuro che passò nel silenzio più blindato, non si mosse una foglia. Chi ti ha informato su questo punto? Grazie, Paolo Barnard _________________________ Travaglio 12 Dec 2006, dopo pochi minuti: mah, francamente non capisco queste domande. le polemiche erano su tutti i giornali. __________________________ Barnard: Convenient… ___________________________ Travaglio: vabbè, chiudiamola qui, perchè la conversazione si fa kafkiana mt ______________________________ Barnard: Non c’è nulla di kafkiano, tu non rispondi, tu come tutti, per supponenza, disonestà intellettuale, ma soprattutto maleducazione. _______________________________ Travaglio: bene, sta a vedere che il maleducato sono io. continui a insinuare cose strane sulla gabanelli senza venire al punto, oppure pretendi che io mi schieri contro una collega brava e coiraggiosa per misteriosi motivi. non mi piace questo tuo modo di faree ti prego, d’ora in poi, di lasciarmi in pace. ho di meglio da fare. _________________________________ Barnard: Ho scritto, in semplice italiano, che sulla ‘libertà’ di Report, su cui tu ti spendi pubblicamente, sarebbe prudente un no comment, e ho motivato la cosa con la semplice logica del tuo stesso lavoro. Non ho fatto alcuna insinuazione, né pretendo da te schieramenti, ho solo avanzato una logica speculativa, su cui avrei voluto discutere con te alla pari. Ho usato parole cortesi cui tu hai risposto con monosillabi maleducati e sarcastici nella scarsissima attenzione che dedichi a un collega che ti pone una questione. Sei troppo famoso e già si sente. Diventate così tutti. Spiace a questo punto offrirti un paragone, ma Noam Chomsky o John Pilger, al cui confronto io e te siamo intellettuali di cartapesta, rispondono da anni a ogni mia questione con cortesia a considerazione, anche quando siamo in grave disaccordo. Ti lascio in pace star. Barnard ___________________________________ Travaglio: la star, caro il mio bel cafone, non c’entra nulla. rispondo sempre a tutte le mail. ma mi stufo di rispondere a chi vuole sentirsi rispondere quel che vuole lui. IO LA GABANELLI LA STIMO COME GIORNALISTA LIBERA E CAPACE: CHIARO? PUNTO E BASTA. passo e chiudo. ___________________________________ Barnard: E’ una piccolezza, ma la tua abilità nel sovvertire il vero, nel mutare la vittima in carnefice, è pari, qualitativamente e non quantitativamente, a quella di tutti gli orridi personaggi che trafiggi nei tuoi libri. Sei fatto così, così sono stati tutti i grandi censori. Infine: comprendo perché hai così accuratamente evitato di rispondere alla mia mail sulla feroce censura di chi espone i crimini di Israele. Anche in quel caso la vittima è dipinta come il carnefice, roba che fa per te evidentemente. Un abbraccio, e senza ironia. B _____________________________________ Travaglio: ecco, dimenticavo di dirtelo: io sono anche appassionatamente filoisraeliano. ora vorrei lavorare in pace _____________________________________ Barnard: Sei filoisraeliano. Era sarcasmo o per davvero? B. ______________________________________ Travaglio: lo sono per davvero. da sempre. e ne sono fiero. _______________________________________ Barnard: Marco, ridiamoci su. Io che ti scrivo e che ti mando il mio libro perché è censuratissimo. Tu che tutto gentile mi dici “prego, fai pure, grazie!”. Poi mi immagino la tua faccia quando lo hai ricevuto… Che divertente sta roba. In ogni caso se sei filoisraeliano o sei ignorante di storia mediorientale o sei emotivamente ricattato oppure sei un uomo senza pietà. Notte, B. _______________________________________ Travaglio: io sono filoisraeliano per convinzione, perchè adoro israele e gli ebrei, perchè ci sono stato e ho visto di che cosa sono capaci gli arabi, perchè conosco la storia, perchè ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perchè rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie per quanto imperfette ma sempre migliori delle tirannie corrotte arabo-musulmane. ma sono curioso di sentire tutte le campane e dunque leggo anche chi non la pensa come me. non vedo che ci sia di strano. ________________________________________ Barnard: No Marco, la tua pietà imparata studiando i campi di concentramento è cartavelina. Chi veramente conosce la pietà per un martirio, non la nega di fronte all’altro martirio. Tu non sai nulla di Palestina e non hai visto nulla laggiù. Appari, e probabilmente sei, un cronista ben tenuto che non sa quello che dice. Sei troppo giovane, troppo famoso e troppo incosciente per poterti permettere di calpestare l’orrore patito da chi non ha mai conosciuto neppure un quarto d’ora della tua pasciuta vita. Siete tutti così, tu, Lerner, Teodori, Mieli, quelli che pontificano sulla barbarie dei negri mentre finiscono il carpaccetto all’aceto balsamico a Milano. Il mio libro ha una dedica a quelli come te. Te la riproduco qui sotto, ne hai bisogno. “… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…” ___________________________________________ Travaglio: Bene, signor Sotuttoio, adesso la mia pazienza ha un limite e non intendo farmi insultare oltre. ti sarei grato se la smettessi di importunarmi.in ogni caso, non risponderò più. ___________________________________________ Barnard: Quelli della Pietas selettiva, dalla Moratti a te.. passando per tutti quei personaggi che, se mai messi in discussione 5 secondi, reagiscono come te: “lei mi insulta!”, da Dell’Utri a Cuffaro. Sei bravo a sputtanarli nei tuoi libri, li conosci bene, perché tu sei loro e loro sono te, arroganti, mistificatori di dialoghi, sovvertitori di ruoli, sprezzanti e ciechi di successo. “Verrà un giorno” Marco… e capirai cos’è la pietas senza condizioni. Arriva per tutti. __________________________________________ Travaglio: si, verrà un giorno in cui ti vergognerai di questi insulti. nell’attesa, ti comunico che sei entrato ufficialmente nella mia posta indesiderata. bye bye



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Fonte: https://comedonchisciotte.org/travaglio-su-israele/

Commenti (22)

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    1. Buondiavolo 14 giugno 2026

      bisognerebbe ricordare Vittorio Arrigoni e il suo scambio com Marco Travaglio. Io credo che abbia onestamente cambiato idea .

    1. leolio 4 giugno 2026

      Travaglio è un giornalista capace rispetto alle mezze tacche di cui siamo circondati. Ma è più carogna degli altri perchè difende a spada tratta (il nazismo di) Israele, spingendosi di momento in momento al massimo che si può e grazie alla sua "credibilità" miete consensi fra gli indecisi, fungendo da argine alla caduta di consensi dello stato nazista. Guardare cosa scrive nel libercolo pubblicato due anni fa, non riconosce il genocidio e la successiva pulizia etnica degli Ebrei in Palestina nel 47-48

    1. Xanathar 4 giugno 2026

      Non e' una novita' che Travaglio sia Sionista, anche Mazzucco anni fa mando' una copia del suo docufilm "11 Settembre 2001 La Nuova Pearl Harbour" , Travaglio disse di averlo visto ma che non voleva fare commenti....

    1. alessandroparenti 4 giugno 2026

      Travaglio, la "checca rigida".

    1. Martin 4 giugno 2026

      Quello che pensa o non pensa Travaglio del sionismo ha scarsa importanza, e' solo un giornalista, specializzato in insulti e diffamazione,

    1. XYZ 4 giugno 2026

      sbaglio ho mr travaglio è molto vicino (dicasi culo e camicia) con tale Mr Sassoon?

    1. nicolcass 4 giugno 2026

      Travaglio ha nel giornalismo la stessa credibilità che cicciolina ha sulla verginità..travaglio appare pur tuttavia un gigante di fronte alla miseria del giornalismo italiano..credo il tizio sia della squadra dem di soros...interpreta la cassandra di corte ma resa sempre a corte dove si mangia bene e si dorme al caldo. ma andiamo come si fa a credere ad un travaglio che loda conte e la banda di scugnizzi parassiti dei 5s?

    2. Gio 5 giugno 2026

      Mi ha sempre fatto schifo questo grillino esausto.

    1. ric 4 giugno 2026

      grande Travaglio ! come sempre.

      Gabriele Repaci :

      complimenti .. per le tante fesserie scritte in una sola volta ...

    2. alessandroparenti 4 giugno 2026

      In senso ironoco, spero.

    3. ric 4 giugno 2026

      https://www.youtube.com/shorts/NuQD30630Lc?feature=share

    1. Gear of destiny 4 giugno 2026

      "IL NUOVO REGNO DI GERUSALEMME
      Pochi anni or sono si era sparsa la voce, o vera o falsa che fosse, che il sig.Rothschild voleva emancipare i suoi fratelli israeliti dall' universale servitù che da diciotto secoli e più pesa sopra di loro, ricostruire il tempio di Gerusalemme e gettare le prime fondamenta del nuovo regno d'Israele. La medesima novella si riproduce oggidi dal giornalismo, e sotto un aspetto più splendido, poichè si tratterebbe nè più nè meno di fondare un nuovo regno di Gerusalemme mediante lo sborso di 600 milioni
      di lire per parte del barone Rothschild, il quale cambierebbe il titolo di re de'danari col titolo di re di Gerusalemme. Il nostro giornalismo si frega le mani e si sente venire l'acquolina alla bocca pensando alla smentita che gli oracoli divini toccherebbero per opera del Creso israelita. Ma riderà bene chi riderà l'ultimo.
      La storia ci ricorda che meglio di una volta i Giudei tentarono di tergere dalla loro fronte la maledizione del cielo che essi si attrassero addosso colle famose parole, il suo sangue sia sopra di noi e sopra i figli nostri. Più volte intrapresero la riedificazione del tempio più ancora per ismentire l'oracolo di Cristo che per onorare il Dio d'Abramo e di Giacobbe. Ma quante volte si accinsero all'opera nefanda, altretante ne furono dalla vendetta celeste distolti....

      ROTHSCHILD I. RE DI GERUSALEMME
      Un corrispondente della Correspondance Lejolivet le comunica quanto segue , in data del 1º. aprile 1852 : non può non che notizia una Eco destar gran sorpresa in Europa e nel mondo tutto. Il divano ha trovato un mezzo veramente originale di troncar la quistione de' Luoghi Santi, che per la Porta Ottomana è una perpetua cagione di fastidi. I quattro pascialicati di Siria stan per essere ceduti al sig. de Rothschild per una somma di 500.000,000 di fr . che sarebbero versati nel tesoro del Sultano. Mercè una somma di 50 milioni pagati alla Francia, questa rinunzierebbe alle pretese che le attribuiscono gli antichi trattati. La Russia e l'Inghilterra riceverebbero per ciò che le riguarda un indenizzo di 25 milioni. Non si sa ancora se il sig . de Rothschild prenderà il titolo di re , d'emir , di pascià o di bey. Ciò che v'ha di certo si è che egli si propone di rialzar le ruine di Gerusalemme e di Antiochia, e di ricostruire il tempio di Salomone sui disegni indicati ne' libri santi. Egli avrà nella nuova Gerusalemme una borsa, teatri, cappelle per tutti i culti. Oltre a ciò il nuovo monarca si propone di stabilire un servizio di piroscafi fra Marsiglia e Bairouth, e di unire alla sua capitale, con una gran rete di strade ferrate, Aleppo , Damasco , Tripoli e S. Giovanni d' Acri . Si dice perfino che non si tratta nientemeno che di una strada ferrata che congiungerebbe entro un dato tempo Alessandria a Costantinopoli . I nuovi Stati del sig. de Rothschild abbondan di miniere di ferro e di foreste di abeti. Narrasi che il sig. de Rothschild sta per fare un appello solenne a tutti i suoi correligionari per impegnarli a rientrare finalmente sotto la tenda d' Abramo e di Giacobbe . Il concorso delle prime case di Banca di Vienna di Londra, di Madrid, di Lisbona gli è già assicurato. Noi vedremo ora se, quando il nuovo Giuliano vorrà porre la prima pietra del Tempio che Dio ha maledetto nella sua collera, sarà di nuovo respinto da una fiamma miracolosa, o se il Galileo la vincerà."
      (dalla rivista Il Vero Amico n.17 del 23 aprile 1852)

    1. Ismaele386 4 giugno 2026

      Certi personaggi come Marco Travaglio, Beppe Grillo e Antonio Conte in Italia e Larry Johnson, Pepe Escobar e tanti altri "opinionisti" all'estero sono funzionali al potere per incanalare e controllare la rabbia del popolo, dando una speranza (vana) che un giorno chi sta ora all'opposizione in Italia risolverà tutti i nostri problemi oppure che Russi, Cinesi ed Iraniani verranno a liberarci, così noi rimaniamo incollati alle sedie a leggerli e/o a sentirli invece di alzare il c*lo dalla sedia e rovesciare questi esseri immondi che stanno al potere facendo l'interesse di pochi, invece di quello delle loro popolazioni.
      Per chi fosse interessato, qui ho smontato l'ultima storia di Pepe Escobar e Larry Johnson (che ricordo è un ex analista della CIA!) sulla bomba nucleare Iraniana: https://geopolitiq.substack.com/p/iran-doubles-down-on-bab-el-mandeb?r=25fc37

      Tanti saluti a tutti!

      P.S.: Avete mai fatto caso che (quasi?) tutti gli opinionisti americani ed inglesi sui cosiddetti "media alternativi" sono ex-appartenenti dei servizi segreti o delle forze armate? Oltre a Larry Johnson, ci sono:
      Raymond McGovern, altro ex analista della CIA,Lawrence Wilkerson, ex colonnello dell'esercito USA,Alastair Crooke, ex agente segreto dell'MI6 (servizi segreti inglesi),ecc.
      Non a caso si guardano bene dal mobilitare le masse contro i corrotti al governo, anche quando pare che siamo ad un passo dalla catastrofe!

    2. Dante Bertello 4 giugno 2026

      Avete mai fatto caso che (quasi?) tutti gli opinionisti americani ed inglesi sui cosiddetti “media alternativi” sono ex-appartenenti dei servizi segreti o delle forze armate?

      Il motivo potrebbe essere perchè conoscono dal di dentro gli apparati, e magari hanno ancora amici che li informano sulle notizie più scottanti.
      Un ex agente del mossad è Victor Ostrowsky, che ha scritto un saggio intitolato "THE OTHER SIDE OF DECEPTION" (mai tradotto in Italiano) dove scrive che il suo superiore gli confidò che ad abbattere l'aereo italiano, dove morirono 81 persone (Ustica), erano stati loro (gli israeliani).

    3. Martin 4 giugno 2026

      Ben compreso, Ismaele, ed in buona parte condivisibile - se non fosse che almeno a chi ha oltre minimo 55 anni- è chiarissimo che c'è una ampia decadenza del quadro generale, in ogni settore della società italiana, in similitudine con la crisi in corso in tutta l'Europa occidentale.
      Il modello immigration & welfare (sussidi e assistenza publica ) sta fallendo, è insostenibile pena l'ulteriore decimazione della classe media.
      Non sè mai visto un Paese che cresce mentre la classe media diminuisce costantemente.

      C'è veramente tanto da rimpiangere rispetto a decadi certamente molto più felici nella storia del nostro Paese, anni 90 inclusi.
      Lo scadimento di livello generale non attiene solo alla sfera politica, ma anche a quella culturale, mediatica e giornalistica.

    4. Martin 4 giugno 2026

      Attenzione perchè ovviamente esistono anche gli ex ex, ossia che si presentano come ex ma che tali non sono....,

    5. Ismaele386 4 giugno 2026

      Ovviamente, è tutto interconnesso. Non saremmo dove siamo oggi senza degenerazione culturale, mediatica e giornalistica, dovuta principalmente alla propaganda americana. Dopo tutto, hanno imparato dai migliori in fatto di propaganda: i tedeschi (Goebbels docet). Non a caso, hanno salvato ed importato parecchi gerarchi nazisti alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

    6. Martin 4 giugno 2026

      La connessione tra propaganda USA e quella nazista che Lei fa è errata. Gli Anglo Sassoni, Americani ovviamente inclusi, hanno sempre fatto propaganda, fin dalla guerra contro la Spagna del 1899.
      E gli USA in particolare hanno sviluppato il marketing ed il mercato e le tecniche pubblicitarie molto prima di noi Europei.
      Non avevano veramente alcun bisogno di Goebbels, vedasi la famosa falsa carta geografica nazista con la suddivisione dell' America Latina del 1941, risultata dopo la guerra una integrale invenzione concordata con i Servizi Britannici.
      Al tempo l'invenzione se la sono bevuta in mlioni, infatti contribuì molto alla terza rielezione (1941-1945) di Roosevelt.

      O la propaganda britannica sulle decine di bambini belgi infilzati dalla baionette degli invasori tedeschi nella WW1, risultata alla fine della guerra una gigantesca panzana fondata sul nulla.

      O il corrispondente del NY Times dal1922 al 1936 Walter Duranty, un farabuttone che coprì per quasi 15 anni gli orrori del comunismo sovietico e dello stalinismo, dandone una visione quasi pseudo romantica. Ha preso in giro milioni di persone negli USA.

    7. Martin 4 giugno 2026

      Noi in cambio abbiamo avuto Vittorio Zucconi di Repubblica, che per compiacere il popolo di sinistra per oltre 20 anni ha dato degli USA una visione completamente distorta. Ci ho sbattuto il muso personalmente quando ho lavorato per quasi 5 anni negli USA.
      Per non parlare della profonda sorpresa nel rilevare che la maggior parte degli articoli di rilievo o di denuncia di settimanali di sinistra quali Panorama ed Espresso, nella maggior parte dei casi ricicciavano articoli di Times, Newsweek, NYTimes USA etc.

      Dico dopo Nixon abbiamo anche fatto un mini Watergate, ossia costretto alle dimissioni un Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, leader democristiano napoletano e noto professore universitario di procedura civile, attaccabile quanto si vuole sotto diversi profili, ma risultato poi totalmente innocente, dicasi totalmente.
      Gli attacchi al tempo si riversarono anche sulla moglie, Donna Vittoria, che aveva anche la colpa di essere notevolmente bella e signorile.

      Uno spettacolo francamente schifoso, le compagne Camilla Cederna e Emma Bonino in prima linea, ma sempre nulla rispetto a quanto poi scatenato contro Silvio Berlusconi.

    8. ws 4 giugno 2026

      Lo scadimento di livello generale non attiene solo alla sfera politica, ma anche a quella culturale, mediatica e giornalistica.

      Giusto! Ma ora ci sarebbe da domandarsi anche "il perché" , no ?

    9. Martin 5 giugno 2026

      Personalmente tendo a dare le colpe maggiori dello scadimento generale alla sinistra italiana e internazionale e alla UE, specialmente a partire dagli anni 90 (campagna contro Berlusconi e trattato di Maastricht), ma onestamente non basta.

      Negli anni 60 e 70 e 80 avevamo politici di rilievo, intellettuali, registi di cinema e teatro, ingegnieri meccanici e del design, attori e anche qualche scrittore...in sintesi una classe dirigente (o elite che si la voglia chiamare) che aveva ampio credito e audience anche all'estero.

      Da ormai circa 15 anni, a parte il Presidente del Consiglio di turno che viene sempre seguito (che sia Monti Conti o Meloni) nel bene o nel male, francamente gli Italiani seguiti, apprezzati e considerati all'estero sono pochissimi. Dopo Pavarotti, sopravviviamo con Riccardo Muti, l'over iper valutato Renzo Piano e pochissimi altri.

      Nelle decadi sopracitate, gli Italiani noti e apprezzati all'estero erano tanti, e in diversi settori: politica, cinema, letteratura, teatro, moda, design, etc etc.
      Un isolato esempio: chi ha sostituito gente come Dario Fo, Carmelo Bene e Giorgio Gaber nel teatro?
      Nell'impresa, chi ha sostituito l'Avv. Agnelli e Raoul Gardini?

      Ci sarà un fondo di vero, se, detto alla milanese, all'estero "non ci caga più quasi nessuno".

    10. Ismaele386 5 giugno 2026

      La sinistra ha le sue colpe, ma Berlusconi non scherza mica. Amico di mafiosi, membro della P2 ed ha contributo in tanti modi alla decadenza morale e culturale dell'Itali, primo fra tutti l'aver importato il modello della televisione "trash" americana in Italia.

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