Caro CDC ti scrivo: "In questo mondo folle la vera Conoscenza è la Filosofia"

Caro CDC ti scrivo: "In questo mondo folle la vera Conoscenza è la Filosofia"

Riceviamo e pubblichiamo.

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Ostiglia, 29 gennaio 2026

Spett.le Redazione, sarei grato come vostro lettore se pubblicaste questa mia breve riflessione.

Sento dalle nostre parti e più volte levarsi voci da parte di chi conta e di chi non conta sul perché, si afferma, non ci sia "nessuno in piazza per l'Ucraina," e perché non prendere le distanze e marciare per colpire la Russia che ha aggredito l'Ucraina, come se questo, dico io, fosse solo una prerogativa della Russia e non di nazioni democratiche, come ad esempio Stati Uniti e alcune nazioni europee, che hanno invaso vari popoli, violato la sovranità nazionale e il valore del diritto internazionale verso Serbia, Iraq, Libia e altri.

All'elenco delle aggressioni si aggiunge ora quella di Trump che con un blitz e la cattura del presidente ha colpito con la forza il Venezuela senza bisogno di chiamare in causa la difesa della libertà e l'esportazione della democrazia come invece avevano fatto, ipocritamente, i suoi predecessori presidenti americani. Ciò che serve, energia, minerali e terre rare, lo si prende manu militari in sfregio al diritto internazionale che, come sostenne il cancelliere tedesco nel 1914 T. Von Bethmann hollweg, è "un pezzo di carta" da stracciare quando si vuole.

Aggressione al Venezuela che è avvenuta, si badi bene, solo con un sussurro di reazione critica da parte di alcuni leader europei accompagnato dalla voce forte della premier Meloni che ha compreso e addirittura giustificato l'intervento armato americano. Aggressione al Venezuela che richiama quella russa agli Ucraini dove bisognava inviare e si sono inviate armi all'Ucraina, che non è, si badi bene, un paese dell'unione europea né un alleato della Nato e pronti sono i "volonterosi" europei ad armarsi e marciare contro i Russi. A questo proposito sembra azzardata l'idea che siano tre i grandi imperi, Russia, Cina e USA, a dividersi il mondo perché dopo aver visto Trump in pochi giorni prendere il Venezuela, quello che Putin non ha ancora concluso in quattro anni cioè catturare e deporre Zelenski e prendere l'intera Ucraina che non è mai rientrata, quest'ultima, nel piano di Putin di conquistarla ma solo prendere con la forza quell'area russa martoriata dagli Ucraini con anni di guerra civile.

È possibile ipotizzare allora che siano piuttosto Stati Uniti e Cina a spartirsi il mondo come un tempo è avvenuto dopo la seconda guerra mondiale fra Russia e USA alla quale l'Italia, persa la guerra, è, a tutt'oggi, più che alleata una suddita e che gli Americani non la molleranno facilmente come si crede perché hanno garantito egregiamente la nostra sicurezza ma hanno fatto pure e sempre i loro interessi. Perché, si dice, non alzare la voce, fare cortei e combattere contro il terrorista Hamas per dire che il terrorismo è una brutta cosa e che non è giusto uccidere tanti civili come se questo fosse una esclusiva del terrorismo e non anche dell'imperialismo americano che ha il record mondiale dei morti ammazzati a partire dallo sganciamento di due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki piene di migliaia di civili inermi fra cui donne e bambini.

Perché, si dice, non alzare la voce, marciare e prendere le distanze da Maduro e Khamenei, due dittatori, e lasciarci invece prendere dalla indifferenza? In realtà la stragrande maggioranza dei governi e degli Stati presenti nel mondo è autoritaria e dittatoriale e non si può in una giornata, con realismo, pensare a tutti. Si prova disorientamento e dispiacere ma non possiamo farci niente se non sperare che quei popoli sottomessi si ribellino con le proprie forze e riescano a liberarsi da soli esattamente come abbiamo fatto noi Italiani in più di una occasione in passato. E che questi popoli sottomessi si liberino con le proprie forze a costo di sacrifici e morti, come è successo per tanti, è meglio così perché non si esportano libertà e democrazia manu militari.

Teniamo presente che quando arrivano "i nostri" democratici a rovesciare con la forza un regime dittatoriale (non tutti però, si badi bene, solo quelli che non fanno affari con i democratici) violando regole e diritto internazionale che i democratici tanto predicano e rivendicano ogni giorno come nel caso dell'Ucraina contro l'invasore russo, succede che rafforzano quel regime o lo sostituiscono con uno peggiore e questo confermato da tanti esempi concreti. Protestare, marciare e ricorrere alla forza può essere anche una cosa giusta e legittima, ma senza però pretendere che tutti gli altri lo condividano.

Concludo queste considerazioni sparse sulle voci che sento con un invito a immergersi nella filosofia che non a caso è stato un sapere considerato per secoli la regina dei saperi ma non certo oggi, tempo di conformismo, di chiacchiera, di apparenza e di indifferenza al vero. Ogni sapere, da quello economico a quello fisico osserva e descrive i fenomeni sperimentati arrivando alle deduzioni mentre la filosofia, per sua natura, va oltre quello che appare per scavare in profondità e andare al di là per trovare la verità senza pretendere di possederla perché noi conosciamo, quando va bene, solo una faccia del poliedro che sta al fondo e non l'intero.

Cordiali saluti

Franco Chiavegatti

Ostiglia (Mn)

Commenti (3)

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Mostra commenti 3 caricati
    1. akel 8 febbraio 2026

      Mi scusi se mi permetto di divergere dal concetto di filosofia che mi sembra lei abbia proposto in questo testo.
      Lei scrive «la filosofia, per sua natura, va oltre quello che appare per scavare in profondità e andare al di là per trovare la verità senza pretendere di possederla perché noi conosciamo, quando va bene, solo una faccia del poliedro che sta al fondo e non l’intero».
      Nel frammento che è considerato di autoria di Anassimandro io non trovo nienteche possa giustificare la sua affermazione e in Parmenide è chiaro che la verità (è così che traduciamo la parola ἀλήθεια) è esattamente quello che appare, quello che si mostra e che quindi la verità (ἀλήθεια) per i primi filosofi è proprio «solo una faccia del poliedro».
      La parola ἀλήθεια non si contrappone nell’insieme significante degli antichi greci a falso (ψευδής – pseudḗs) ma a λήθε (lethe) che significa occulto, dimenticato.
      E considerando quello che sta dimostrando la fisica contemporanea mi chiedo quale sia il senso di continuare a pensare la verità come coerenza logica o coerenza con la realtà.
      Spero di non avere interpretato di forma grossolana le sue parole e la ringrazio per l’attenzione.

    1. Dario Lampa 8 febbraio 2026

      Vero. La Verità (assoluta) è una sola ma non la possiede nessuno! Guai se fosse il contrario! Sarebbe la fine! Il Mondo si fermerebbe!
      E poi avete mai visto un "altro animale" cercare la Verità? Non dimentichiamo che anche noi siamo animali: un po' più evoluti anche se poco saggi e tanto stupidi quanto maggiore è la superbia che offusca il nostro buon senso! A cosa serve la conoscenza se accompagnata dalla stupidità?
      Disse, tradotto in latino, un filosofo greco considerato il padre della civiltà occidentale ad un suo allievo: "Hoc unum scio, me nihil scire (so una sola cosa: di non sapere nulla)". E questo vale per tutti e soprattutto per i criminali e politici megalomani al potere nell' Occidente degenerato...
      Dunque: la stupidità è presunzione, arroganza intellettuale, ignoranza di se stessi.
      La Saggezza è definita dall'umiltà, dalla capacità di porsi domande costanti e dal buonsenso. Consiste nell'accettare l'incertezza e nel considerare più prospettive prima di agire, evitando la necessità di certezze assolute.
      L'uomo saggio evita i problemi, quello intelligente li risolve e lo stupido li crea.

    1. absitiniuriaverbis 8 febbraio 2026

      Ah, "trovare la verità senza pretendere di possederla".
      Una nobile aspirazione, degna di un santone illuminato che medita in cima a una montagna. Nella pratica, però, somiglia più a quella volta che hai finalmente trovato le chiavi che cercavi da mezz'ora, e subito tuo figlio/coinquilino/gatto le afferra e le butta di nuovo nel cesto dei calzini, ridacchiando.

      Significa essere un eterno cercatore, un turista della saggezza. La verità? La si osserva, la si fotografa col cellulare ("Ecco, qui sembrava proprio una Verità Autentica, guarda come luccicava!"), magari le si compra un magnete per il frigo. Ma non la si porta a casa in valigia, perché scoppierebbe la rissa in dogana tra l'ego, i preconcetti e la realtà dei fatti.

      È l'antitesi dell'esperto di Twitter che dopo due articoli letti di striscio possiede la Verità Assoluta su vaccini, geopolitica e ricette della nonna. Qui, invece, si diventa come quei detective svampiti dei film che risolvono il caso quasi per caso, e quando tutti li acclamano come geni, loro fissano il vuoto mormorando: "Aspettate... ma il maggiordomo aveva un gemello?".

      In sintesi, è un esercizio di umiltà intellettuale così controcorrente da sembrare un disturbo.

      Mentre il mondo grida "L'ho capito!", tu sussurri "Forse ho intuito un frammento di una possibile prospettiva, soggetta a revisione". Praticamente un kamikaze del dibattito. Se lo provi a una cena, ti ritrovi a parlare da solo mentre gli altri discutono di come marinarare l'arrosto.

      Traduzione ironica finale: È la strategia di vita di chi, quando finalmente crede di aver afferrato la verità, le fa l'occhiolino e dice: "So che sei una furbetta, e so che domani potrai essere diversa. Per oggi, facciamo finta che io abbia ragione, ma senza impegno, eh?". Una presa in giro reciproca e rispettosa. L'unico modo per non finire mai delusi, né dalla verità, né da sé stessi.

      (P.S.: Se qualcuno vi dice di possedere la Verità, chiedetegli se ha lo scontrino. Ogni cosa ha una garanzia, figuriamoci quella).

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