Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org
Se le elezioni regionali in Val d'Aosta, Marche e Calabria fossero un opera d'arte, sarebbero un trittico raffigurante una carrozza sgangherata, dissestata, ormai incapace di locomozione. "La consumazione politica del carrozzone sinistra-campo largo" è il clamoroso quadro che emerge da questo primo turno di consultazioni elettorali.
In attesa del secondo turno in Veneto, Toscana, Campania e Puglia, i perdenti si giocano la carta della strumentalizzazione politica delle piazze, manipolando la suggestione collettiva per riaccreditarsi mediaticamente. Mentre nelle piazze si registra una manovrata partecipazione, alle urne si registra una crescente naturale diserzione.
L’aumento dell’astensionismo è ormai una costante in tutte le tornate elettorali; in Calabria più di uno su due degli aventi diritto, ha disertato le elezioni. Un trend in costante e progressiva crescita, che conferma la disaffezione dei cittadini verso lo strumento elettorale, percepito come una foglia di fico su una democrazia spogliata di senso.
“Il tramonto della democrazia rappresentativa” è un dipinto alla cui realizzazione hanno contribuito anche gli artisti dei partiti antisistema: i leader del dissenso ci hanno messo del loro a far gonfiare l’astensione, poichè in nessuna tornata elettorale sono riusciti a fare fronte comune. Ciascuno si percepisce autosufficiente a se stesso e preferisce reiterare la propria egoica passerella, preferendo spartirsi un minuto di gloria e visibilità individuale sul mainstream, piuttosto che spartirsi un bacino di voti per mettersi al servizio del Paese. E così i vari contenitori, federazioni e coordinamenti continuano a rimpastarsi, rimescolarsi per poi dividersi come in una specie di meiosi sociologica, a tal punto che sono terminate financo le denominazioni per le formazioni politiche nascenti: le combinazioni dei nomi per i partiti sono state provate tutte!
Ironia a parte, a furia di incassare percentuali da prefisso (0,…), accompagnate dal solito palliativo propagandistico: “è solo l’inizio di…“, stanno maturando le cause profonde dei fattori ostacolanti la possibilità di determinare la politica del nostro Paese. Come ben spiega l’amico Riccardo Paccosi in una sua magistrale analisi:
Il risultato deludente di DSP in Calabria - dopo una campagna elettorale che, almeno da qui, era sembrata ben fatta - penso autorizzi a esprimere la propria opinione senza il timore di dover incorrere per questo in reazioni scomposte: anche perché i militanti di DSP che hanno comunque tentato negli ultimi appuntamenti elettorali di proporre un'alternativa al putrescente bipolarismo nato nella Seconda Repubblica, ritengo meritino il mio massimo rispetto. Orbene, mi sembra che la traiettoria del progetto, essendo partita dall'1,2% di Italia Sovrana Popolare alle elezioni politiche 2022 ed essendo finita sotto l'1% in quasi tutti gli appuntamenti successivi targati DSP, indichi tre cose: 1) Le organizzazioni chiuse basate sul motto "o con noi o contro di noi" sono incompatibili con un'antropologia culturale che, ormai, sente e ragiona in termini di connessioni reticolari, di intrecci temporanei e di contaminazioni. 2) Per quanto gli uomini-immagine siano necessari perché riconoscibili dalla massa indistinta e dai media mainstream e dunque perché grazie alla riconoscibilità fanno aumentare la visibilità, tutto ciò si traduce in voti solo se dietro gli uomini-immagine c'è anche una comunità politica ampia e attivamente protagonista. In altre parole, i partiti personali (o come in questo caso bi-personali) sono incompatibili con i bisogni d'espressione individuale che sono propri di una società atomizzata. 3) Se da una parte è storicamente appurato che l'assemblearismo inibisce l'analisi e genera meccanismi informali e insidiosi di autoritarismo, dall'altra il verticismo rigido porta ad allontanare gli attivisti per il semplice motivo che non li fa sentire protagonisti. Pertanto, occorrerà in futuro creare forme organizzative che sappiano far convivere il piano "liquido" dell'aggregazione sociale e delle espressioni di protagonismo individuale, con quello "solido" della direzione strategica e collettiva.
In effetti è finito il tempo della politica partitica novecentesca dove i militanti sia essi giovani, vecchi, professionisti, operai, artisti, venivano appiattiti secondo gli scopi sociali, dettati da rigidi statuti; è arrivato il tempo di una nuova "politica quantistica" dove "tessere" non è più da intendere come un sostantivo ad indicare un numero all'interno di una lista soci ma "tessere", diventa verbo, la rete di una comunità che esalta invece i contributi originali di ciascuno, al servizio della causa comune.
Se il vecchio mondo unipolare a trazione occidentale sta per essere spazzato via dallo scarico della storia, e se, con esso, la democrazia rappresentativa sta tramontando, quali nuove forme di democrazia stanno sorgendo all’orizzonte di un nuovo mondo multipolare? Pensavamo che la liberazione dall’oppressione degli organismi sovranazionali si sarebbe realizzata aumentando, passo dopo passo, la presenza e la forza dei partiti antisistema nelle istituzioni. La frammentazione dei partiti antisistema e gli ostacoli sempre più insormontabili per accedere e concorrere alle elezioni, ci hanno fatto capire che la liberazione da UE, OMS e NATO non sarà l’esito di un processo lineare che attribuisce massima centralità al momento elettorale, bensì sarà la risultante di nuove forme che si daranno i corpi sociali nel condividere una strategia di azione comune volta a pareggiare i rapporti di forza col nemico, riconquistare quote di sovranità e determinare le scelte politiche locali, nazionali e sovranazionali.
Gli strumenti di democrazia convenzionale (raccolte firme, elezioni, referendum), si rivelano inefficaci a scalfire lo strapotere degli oppressori sovranazionali perchè il nemico si è blindato nella sua fortezza ed ha alzato il ponte levatoio. L’opposizione sociale è tutta extraistituzionale e può affrancarsi dai tentativi di egemonizzazione destra-sinistra, per vivere di vita autonoma, organizzandosi in “Percorsi di Partecipazione Democratica Alternativa”. Il corpo di opposizione sociale extraistituzionale avrebbe potenzialmente la legittimazione democratica per approfittare del deficit di rappresentatività delle istituzioni e determinare obiettivi politici sui fronti prioritari in questione come, riarmo europeo e sanità, per esempio.
La caporetto della sinistra, l'astensionismo record e l'irrilevanza politica di DSP alle elezioni regionali da una parte e la voglia di partecipazione attiva dall’altra, ci spingono a rilanciare la partecipazione democratica e l’esercizio della sovranità in forme assolutamente inaudite e innovative!
Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org
08.10.2025
Scalca 9 ottobre 2025
Comunque anche le manifestazioni No GreenPass, a cui ho partecipato, vertevano su una rete internazionale di convocazione. Il sistema riesce a dividere le forze, non a caso l'abbraccio di Draghi a Landini. E comunque la CGIL buon ultima, condizionata anche dalle circostanze del consenso, per non far instestare tutto ai cobas.
La questione elettorale andrebbe vista dalla cognizione che è un trucco di delega totale, in bianco per fare le morre elettorali di consenso.
Cosa sia da intendere per democrazia è un grandissimo equivoco di base. La versione ufficiale e largamente, e forse ritualmente, riconosciuta è un contenitore di tanti bei principi. Ma la parola nasce con altro significato, la violenza o forza dei poveri rispetto agli oligarchi.
Quindi sarebbe auspicabile la costruzione di un significato più preciso, vertendo sul fatto che una "democrazia" è concepibile a partire da una societá, in certa misura, egalitaria sul piano economico .