DI MAURO BOTTARELLI
In un mondo dove, a livello economico e finanziario, l’imponderabile è ormai da considerarsi regola e prassi – extraordinary is the new normal, parafrasando una famosa serie tv americana – non stupisce che anche il bene rifugio per antonomasia subisca delle mutazioni. E, di colpo, triplichi la sua natura come una dea indiana.
Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo e quello “di carta” dei futures che regolano il mercato delle bullion banks, ecco che oggi abbiamo a che fare anche con l’oro invisibile. O meglio, non-transparent.
Questa infatti la definizione scelta da Goldman Sachs nel suo allarmante report, ripreso in parte dal Wall Street Journal. Il succo? In un momento in cui le Banche centrali stampano centinaia di miliardi di moneta elettronica da iniettare nel mercato per tamponare la volatilità e euforizzare gli indici, un ammontare pressoché simile di metallo prezioso e valuta cartacea sta sparendo dai radar ufficiali.
Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?
CONTINUA QUI
lady Dodi 15 febbraio 2020
""Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?""
Già, perchè? Capisco l'oro ma le banconote....se vanno fuori corso che succede?
E poi non si interrompe così, sul più bello un articolo.
Ma avrei anche un'altra domanda: perchè mai TUTTI gli Stati tengono l'oro depositato in altri Stati? Si fidano a tal punto degli altri o gli è stato estorto, con la scusa di custodirlo, dopo la seconda guerra mondiale? E il NOSTRO dov'è?
Pfefferminz 15 febbraio 2020
La cosa strana è che quando scoppiano delle guerre, le riserve auree sono sottoposte a degli spostamenti.