Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
E così, “il canale 262 si è spento” per “Sostegno INSUFFICIENTE”, scritto a caratteri cubitali. Un comunicato a firma Virginia Camerieri, direttrice della testata Byoblu, sancisce la fine del progetto televisivo su scala nazionale di Claudio Messora, dopo ben cinque anni.
I soldi necessari per pagare la trasmissione sul digitale terrestre del canale “non sono entrati. Ad oggi abbiamo raccolto solo il 38% del fabbisogno di aprile, e il 4% di quello di maggio. Questo significa che il cavo che porta il segnale verrà staccato. Ed è stato staccato. Proprio oggi pomeriggio. Non vedrete più la redazione al lavoro: le interviste, i programmi, le edizioni del telegiornale. Vedrete uno schermo nero. Nero, perché non siamo stati in grado di pagare la fattura per restare in onda”.
Il testo di commiato è lapidario ed il messaggio è chiaro: voi cittadini non date abbastanza soldi, quindi noi chiudiamo.
E continua:
“Pochi giorni fa, abbiamo lanciato un sondaggio. In pochi giorni hanno partecipato 4 mila persone. La domanda era semplice: credete sia importante avere una televisione al servizio dei cittadini? Siete disposti a sostenerla? La risposta è stata unanime: il 99% ha risposto che dobbiamo continuare a trasmettere. Tuttavia, ben il 45% di voi ha dichiarato che vuole guardare la televisione dei cittadini, ma senza sostenere economicamente il progetto. E parliamo solo di coloro che hanno risposto al sondaggio, dunque teoricamente i più attivi e solerti”.
Noi facciamo tanto per voi e non ci supportate? A questo punto la direttrice di Byoblu fornisce le cifre:
“Per esistere, alla Tv dei Cittadini non sono mai servite grandi cifre. Abbiamo fatto per cinque anni una televisione nazionale, realizzata da centinaia di persone davanti e dietro le quinte, con 250 mila euro al mese. 350 nei momenti di palinsesto più ricco. Non serve chiedere a un imprenditore, per capire che siamo stati virtuosi”.
“Dobbiamo a questo punto fare tutti pace con noi stessi”, si sfoga Camerieri:
“Una televisione dei cittadini, per definizione, può esistere solo se sono i cittadini a sostenerla. Se fossero la finanza o la politica, che indipendenza potrebbe mai avere? Ve lo dico io, che lavoro da tanto nel mondo dell’informazione: zero! E per averne la prova basta sintonizzarsi sugli altri canali, quelli che hanno alle spalle i grandi editori con i loro interessi. Quello che serve davvero è una base ampia, stabile, continua. Un contributo diffuso, anche piccolo, ma costante. Perché una televisione dei cittadini funziona solo se i cittadini la sostengono tutti insieme. Quello che è successo, invece, è stato l’opposto: in pochi si sono fatti carico delle esigenze di informazione di tantissimi, mentre molti, troppi, si sono limitati ad accendere la televisione. E questo, nel lungo periodo, non può funzionare”.
Quindi dopo ben cinque anni di attività, il segnale Tv di Byoblu è stato interrotto per l'impossibilità di pagare le fatture. E la colpa è nostra, anzi vostra. Non avete dato abbastanza.
Un po’ come se fra amici avessimo organizzato il campeggio per il fine settimana e chi tiene la grana di tutti si fosse invece impegnato ad acquistare una catena alberghiera.
E ora? Il botto di Byoblu è una cattiva notizia, in primis per il pluralismo dell’informazione indipendente, un’oasi sempre più arida e circoscritta, poi per il lavoro a rischio di tante persone. E poi è una brutta notizia per i comuni cittadini, che sentono addossarsi anche questa colpa: ci avete fatto chiudere.
Siamo in crisi economica? Non ce la facciamo a pagare le bollette? Siamo indebitati per consumare? Il supermercato è diventato una gioielleria? Il lavoro scarseggia? La pensione è sempre più povera?
Poco male, Byoblu dovrebbe essere fra le priorità. Ma a quanto pare la gente la pensa diversamente. O qualcosa è andato storto.
Soprattutto quando si smetterà di credere che lo Stato sia il male, si torneranno a pretendere concretamente lavoro stabile e giustamente retribuito, servizi pubblici efficienti, diritti sociali, economia diffusa nei territori, libertà costituzionali. Compreso il diritto all’informazione, che non è quello malato e drogato della Rai o dei contributi attuali alle aziende di propaganda mainstream, ma facilitazioni e risorse alla piccola e media editoria, che non può sostenersi da sola sul mercato puro, pena l’irrilevanza economica, culturale e sociale. Il caso odierno di Byoblu, insegna anche questo.
Infatti, la Tv dei Cittadini ha già traslocato su Youtube armi e bagagli, mentre si prepara l’ennesimo referendum trappola contro il popolo italiano: l’eliminazione dei sostegni dello Stato ai giornali. Che invece di essere riformati per garantire il vero pluralismo e la libertà di espressione diffusa, si vogliono eliminare ad esclusivo vantaggio dei pescecani globali, col consenso del popolo.
Infatti chiuso il canale televisivo, Byoblu di Claudio Messora si è subito riacceso grazie alla multinazionale YouTube, che potrà – quando vuole – spegnerlo di nuovo a proprio piacimento.
[caption id="" align="aligncenter" width="1068"] Youtube chiude il canale di Byoblu (maggio 2021) che poi sbarca sul digitale terrestre[/caption]
E arriva la chiosa del comunicato della direttrice Virginia Camerieri:
“In questi cinque anni noi abbiamo provato a fare la nostra parte, a costruire uno spazio in cui finalmente nessuno vi dicesse cosa pensare. Abbiamo invece provato a darvi gli strumenti per decidere da soli. Continueremo a farlo, in ogni forma possibile. Ma se vogliamo che questo lavoro, anzi questa “missione”, abbia un valore anche domani, serve capire se per voi ha davvero un valore oggi”.
Accipicchia.. e ora, noi popolo bue, che non abbiamo più gli strumenti “per decidere da soli”, come faremo a sbarcare la giornata senza la televisione di Byoblu?
Nel frattempo il fondatore Claudio Messora si è dimesso da tutti gli incarichi, ma la redazione "resta in piedi" rispondendo per le rime, altro che Camerieri:
"Crediamo infatti che l’attuale stato di crisi non possa essere imputato ad un calo della partecipazione, né siamo d’accordo nel colpevolizzare il pubblico. Riteniamo invece che siano state effettuate scelte gestionali discutibili prese nel corso degli ultimi anni senza che la redazione sia mai stata coinvolta” e di cui oggi paghiamo le conseguenze".
Piena solidarietà ai redattori della testata in questo momento difficile, vittime anche loro della giungla italica così sovraffollata di moderni avventurieri e falsi profeti.
Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
08.05.2026
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omega 8 maggio 2026
Bioblu aveva il pregio di dare spazio a tutti i dissidenti, indipendentemente dal profilo politico e dalla sensibilità ideologica e valoriale.
Detto questo, è ovvio che non si può addossare al'utenza la colpa della chiusura.
Un qualsiasi progetto editoriale si deve dotare di una sostenibilità finanziaria autonoma e non basarsi sulle offerte spontanee degli utenti che, in quanto spontanee, possono essere solo un di più.