Di Giovanni Amicarella per ComeDonChisciotte.org
Quando sono uscite le prime foto di Greg Bovino ammetto di averlo scambiato, ad una prima occhiata, per Till Lindemann dei Rammstein. Sarà stato il "giubbottone", le stellette sul bavero, il giocare sull'estetica alla Hugo Boss (in una certa decade) su cui la band ha spesso giocato e provocato.
No, Bovino è il lider maximo di una collezione di raccattati con armi, pardon, forza di polizia a cavallo fra il lecito e l'illecito: l'ICE, acronimo di Immigration and Customs Enforcement. Il compito dell'ICE sarebbe controllare i confini, gestire chi è in attesa di regolarizzarsi, praticamente polizia di frontiera. Peccato che abbiano frainteso la "frontiera" con quella dei film di Sergio Leone.
Andiamo con ordine, l'ICE esiste dal 2003. Questo lo puntualizzo perché, come ogni problema sistemico di un paese, viene sempre tutto circoscritto all'ultimo capo di stato arrivato. L'ICE c'era anche sotto Obama e non gli sono mai mancati foraggiamenti (nonostante adesso cada dal pero, sotto cui ha evacuato 3,1 milioni di persone) neanche sotto al governo Biden-Harris. È stato un progressivo allargamento che ha portato un corpo di polizia come tanti altri a diventare qualcosa di diverso.
L'attuale ICE, ho letto, a qualcuno ricorda addirittura la Gestapo. Penso sia una leggerezza, è molto peggio: perfino nel sistema della Germania nazista la Gestapo era vincolata da specifiche leggi. L'ICE non ha guinzagli in tal senso. La Gestapo non faceva le sparatorie per strada, era subdola. Qui abbiamo una manica di esaltati armati che spara prima e poi fa domande.
[caption id="" align="alignnone" width="1200"] Gregory Bovino in Minnesota, 21 gennaio 2026 (Lokman Vural Elibol/Anadolu via Getty Images) [/caption]
L'ICE è quello che si può avere in un paese talmente distaccato dalla realtà da non preoccuparsi nemmeno più del consenso popolare. Tant'è che fioccano fra le vittime anche caucasici, in barba a un certo appeal che secondo alcuni volessero esercitare sui "nazionalisti bianchi".
Qualcuno pensa ai sistemi totalitari, termine coniato dal nostrano Giovanni Amendola per definire, in soldoni, un'ideologia politica che permea ogni aspetto della vita del cittadino, con un certo sdegno. Ma oggi il vero male viene proprio dai sistemi liberal-menefreghisti. Quelli del disinteresse che raggiunge vette talmente alte da creare una sorta di cuscinetto fra la realtà e il margine di azione dell'individuo. Non è che nessuno abbia visto l'ICE uccidere, è che molti di loro stanno pensando al baseball.
In Occidente soprattutto si è nati anestetizzati da 1984 e Fahrenheit451, in cui l'individualità è messa a rischio da sistemi che cercano di soffocarla nella collettività. Tuttavia, penso che noi rischiamo più un Brazil. Un sistema in cui l'individuo può liberamente andare contro al sistema, se vive abbastanza da arrivare in fondo al procedimento burocratico per farlo. Un sistema di terroristi immaginari che autorizza estreme misure da parte delle forze di sicurezza. Tanto sono tutti troppo impegnati a pensare a cazzate, nella malaugurata ipotesi che si accorgano del misfatto devono mettersi in fila e compilare l'apposito modulo di reclamo.
Concettualmente, l'opposto del totalitarismo. Un sistema dove non viene chiesta fedeltà al capo, all'ideale o alla patria, ma di svuotarsi completamente le sinapsi e accettare che la propria vita sia in mano del ceffo a cui dover presentare il documento giusto, al momento giusto, dicendo la cosa giusta. Un sistema in cui si è liberi di manifestare dissenso entro certi limiti, purché si sia perfettamente inoffensivi nei tempi e nei modi.
Sulla voce dell'ICE che verrebbe in Italia in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, più che una preoccupazione, temo assisteremo alla solita recita. Ovviamente l'ICE non potrà muovere un dito, se non vuole creare incidenti diplomatici (avvengono anche nelle colonie), porteranno sicuramente solo i bravi ragazzi affinché vada tutto a tarallucci e vino.
Di Giovanni Amicarella per ComeDonChisciotte.org
27.01.2026
clausneghe 28 gennaio 2026
William Borroughs nei suoi romanzi criminali descriveva i mafiosi Italo-americani con un termine poco nobile, li chiamava "Rutta aglio" e questo si chiama pure Bovino..
I peggiori Italiani sono finiti in America assieme a tanti altri balordi scappati di casa Europei e a colpi di cannonate e pistolettate si sono presi l'America che prima di Colombo apparteneva ai "Local" regolarmente sterminati dai nonni e bisnonni di coloro che da ex abusivi ora vogliono cacciare altri abusivi. Un classico.
Auguro loro di ritrovarsi in una guerra interna che di civile non avrà nulla, solo barbarie distruttiva usando tutte le armi che hanno, così come profetizzato dal film predittivo "Ciwil War".