Blackout a Berlino e false flag in tempi di guerra: cosa è successo davvero?

Blackout a Berlino e false flag in tempi di guerra: cosa è successo davvero?

Di Tobias Riegel, nachdenkseiten.de

Un grave blackout ha colpito il sud‑ovest di Berlino a partire da sabato scorso, lasciando circa 45.000 abitazioni e oltre 2.000 attività senza elettricità. Le zone più colpite includono Steglitz‑Zehlendorf e l’area attorno al Teltowkanal. Le indagini hanno confermato che il blackout è stato provocato da un incendio doloso ai cavi dell’alta tensione su un ponte del Teltowkanal. Un collettivo anarchico chiamato Vulkangruppe ha rivendicato il sabotaggio, mentre i grandi media e la politica parlano di terrorismo.

La più lunga interruzione di corrente a Berlino dal 1945 è ormai storia, ma lo sconcerto rimane: per la mancanza di preparazione a tali eventi, per la sfacciata comunicazione pubblica, per un sindaco che gioca a tennis e per i responsabili che si definiscono “di sinistra” e che, nel migliore dei casi, sono utili idioti. Di Tobias Riegel.

Secondo il gestore della rete, la più lunga interruzione di corrente nella storia postbellica di Berlino è ormai finita. Mercoledì sera, la RBB ha trasmesso questa trasmissione speciale sugli ultimi sviluppi.

Il ripristino dell'energia elettrica non significa però (si spera) che l'episodio possa essere considerato chiuso o superato. Troppo inquietante è stato il comportamento e la comunicazione di molti rappresentanti delle autorità berlinesi. Troppo dubbia è la presunta responsabilità di un gruppo “di sinistra”. E troppo evidente è diventato il fatto che la città non è minimamente preparata a eventi di questo tipo.

Il sindaco e la sua partita di tennis

Molti cittadini trovano particolarmente irritante il fatto che il sindaco Kai Wegner (CDU) si sia barricato nel suo ufficio a casa per tutto il giorno dell'attacco (presumibilmente, secondo le sue stesse dichiarazioni). A ciò si aggiunge ora la notizia che ha mentito sulla sua giornata e che quel giorno stava giocando a tennis (tra l'altro, secondo il Tagesspiegel, insieme al segretario all'istruzione di Berlino)

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Il comportamento di Wegner e la sua ambigua comunicazione al riguardo sono simbolici dell'inaccettabile comportamento della squadra di governo berlinese negli ultimi giorni. Molti cittadini potrebbero quindi condividere questo tweet di Manaf Hassan, in cui si legge:

"Mentre la gente soffre il freddo e la disperazione, Kai Wegner non era sul posto, non era presente, non era raggiungibile per le persone colpite, ma era sul campo da tennis.

Invece di guidare la task force e fare tutto il possibile per garantire l'approvvigionamento, ha abbandonato la città“.

Meno protezione dei dati e trasparenza per le infrastrutture critiche?

L'attacco ha portato ancora più all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della ”sicurezza delle infrastrutture critiche“. Già si levano voci che chiedono di sacrificare la protezione dei dati ”per una maggiore sicurezza" o di attenuare i requisiti di trasparenza delle infrastrutture. L'esperto di sicurezza Manuel Atug ha dichiarato a T-Online in risposta alla domanda se sarebbe utile “rendere meno trasparenti le infrastrutture critiche”:

"No. La questione non deve essere se i potenziali autori di reati possano scoprire qualcosa. Infatti, in caso di eventi naturali che possono portare a una catastrofe, la segretezza non è di alcun aiuto. Se una tempesta o un'alluvione danneggiano le condutture, la trasparenza è del tutto irrilevante. L'unica cosa che conta è se siamo ben preparati e in grado di reagire rapidamente. La richiesta di mantenere segreti i piani infrastrutturali è populista e distoglie l'attenzione dal problema reale. Ciò di cui abbiamo bisogno è resilienza: unità di crisi funzionanti, piani di emergenza, alimentazione elettrica di riserva, processi di riparazione rapidi. Franziska Giffey (vice sindaco di Berlino) e il ministro dell'Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia Reul chiedono la segretezza, ma questa è una sciocchezza e dimostra l'impotenza politica“.

Anche Arne Semsrott, responsabile del progetto ”Frag den Staat“ (Chiedi allo Stato), ritiene superflui i relativi cambiamenti legislativi: ”È davvero una totale assurdità", ha affermato secondo il Berliner Morgenpost. Il vero problema è che il sistema elettrico è “troppo vulnerabile”. “Da anni gli esperti chiedono investimenti e una migliore preparazione alle crisi laddove non è possibile rendere il sistema più resiliente”. Non è accettabile che ci vogliano giorni per riavviare il sistema. “Facendo riferimento ai dati pubblici, il Senato vuole solo distogliere l'attenzione dal proprio fallimento”.

Il terrorismo contro i cittadini è tutto, ma non è “di sinistra”

Trovo totalmente dubbia la (presunta) responsabilità di un gruppo terroristico che si definisce “di sinistra”. A ciò si aggiunge l'adozione da parte dei media e della politica di questa discutibile caratterizzazione del terrorismo contro i cittadini come “di sinistra”.

L'attacco totalmente riprovevole contro migliaia di semplici cittadini non può in alcun modo essere definito “di sinistra”, anche dopo le massicce reinterpretazioni del significato letterale dei termini “sinistra” e ‘destra’ negli ultimi anni. Questo giudizio vale anche per i precedenti attacchi presumibilmente perpetrati dal dubbio “Gruppo Vulcano”. Maggiori informazioni sulla confusione tra destra e sinistra sono disponibili qui o qui o qui o qui o qui.

Chiunque qualifichi comunque azioni come il terrorismo contro l'energia elettrica come “di sinistra” (come il gruppo stesso o molti giornali e politicanti) sta fuorviando i cittadini e vuole danneggiare la reputazione di ciò che è realmente di sinistra (come la lotta per la giustizia sociale).

Per questo motivo, a mio avviso, la lettera di rivendicazione non è affatto “credibile”, come secondo i media sostengono la polizia di Stato e l'Ufficio criminale regionale. Al contrario: a mio parere, l'intera azione ha tutte le caratteristiche di una “operazione sotto falsa bandiera”, ma questa è una teoria totalmente priva di fondamento. Ci sono anche altre teorie: nel frattempo, secondo il Berliner Zeitung è apparsa una seconda lettera di rivendicazione (e secondo il taz addirittura una terza), il che non riduce la confusione.Nel frattempo, si è anche cercato (ovviamente) di attribuire l'attacco a responsabili russi, che sarebbero stati ulteriormente sostenuti da interrogazioni parlamentari dell'AfD in materia di infrastrutture. Ma entrambe le affermazioni sono troppo azzardate persino per la ZDF o la FAZ.

Lo sconcerto rimane

Conclusione: anche se l'elettricità è tornata, rimane lo sconcerto incredulo per la mancanza di preparazione della città, per la comunicazione vacillante e in parte fuorviante della politica e per la responsabilità non chiarita degli autori dell'attacco.

Di Tobias Riegel, nachdenkseiten.de

08.01.2026

Tobias Riegel fa parte della redazione di NachDenkSeiten dal 2018. Ha lavorato per diversi media berlinesi, concentrandosi principalmente sulla critica dei media e sulla politica.

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Fonte: https://www.nachdenkseiten.de/?p=144480

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Titolo originale: Strom-Terror in Berlin: Kannste dir nicht ausdenken!

Commenti (10)

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    1. Pfefferminz 9 gennaio 2026

      "Ordinata l'autopsia.
      Donna di 83 anni trovata morta in un appartamento a Berlino
      Per giorni, decine di migliaia di famiglie a Berlino sono rimaste senza elettricità. In questo lasso di tempo, un'anziana è morta. Al momento non è chiaro se la sua morte sia collegata all'interruzione di corrente."
      Fonte (in tedesco):
      https://www.spiegel.de/panorama/berlin-83-jaehrige-waehrend-stromausfall-tot-in-wohnung-gefunden-a-9139b760-b00b-4f33-9035-40a750007933

    2. emilyever 10 gennaio 2026

      Stanno crollando un po' di miti o luoghi comuni, quindi, in quest'inizio d'anno, l'efficienza tedesca e la sicurezza svizzera. Ma credo che gli scricchiolii già ci fossero ai tempi del covid, e ora ci si brucia o si muore di freddo. Va beh, scusatemi oggi sono pessimista.

    3. Pfefferminz 11 gennaio 2026

      In Germania la crisi è profonda tant'è che, in campo sanitario, Robert Kennedy jr si è sentito di intervenire scrivendo una lettera al Ministro della Salute Nina Warken :
      https://youtu.be/nVmxrYiDIjQ?si=SNZodBxsvfRrJnGe
      (video in inglese con la possibilità di tradurre automaticamente in italiano).
      Nel video che accompagna il post, ha affermato di aver appreso che "più di 1.000 medici tedeschi e migliaia di loro pazienti" sono attualmente perseguiti e puniti per aver concesso esenzioni dall'obbligo di mascherina e dalla vaccinazione contro il COVID-19 durante la pandemia di coronavirus. "I resoconti provenienti dalla Germania mostrano che il governo sta ignorando l'autonomia del paziente e limitando la capacità delle persone di prendere decisioni mediche in base alle proprie convinzioni".

    1. Balabiott 9 gennaio 2026

      Hanno stato Hamasss!!!

    1. mazzam 9 gennaio 2026

      "Il terrorismo contro i cittadini è tutto, ma non è “di sinistra”
      ... questa poi..
      nessuno è nemico del popolo quanto e come la ziniztra
      che come leone ruggente da sempre si aggira tra la gente cercando chi divorare.

    1. Pfefferminz 9 gennaio 2026

      Ci sono molti punti oscuri in questa vicenda. Ad esempio, pare non ci siano state telecamere nelle vicinanze del luogo dell'attentato, benché fosse uno dei punti più vulnerabili della rete elettrica berlinese. Gli attentatori, di sinistra, come si apprende, avrebbero voluto colpire i "ricchi", ovvero gli abitanti di Wannsee, ove si trovano ville immerse in ampi giardini, e si sarebbero scusati per gli "effetti collaterali", vale a dire per aver colpito anche i "poveri" abitanti nelle zone limitrofe, dimostrando di non aver ponderato con accuratezza le conseguenze della loro azione. I ricchi infatti hanno la possibilitá di trasferirsi in comodi e caldi alberghi, mentre i poveri sono state le vere vittime. Per questi ultimi c'era la possibilità di pernottare in albergo, ma solo dietro pagamento di 70 euro.

      Fonte (in tedesco): https://youtu.be/AR9Tm_GSwXU?si=JX7u4BnTtuG4lv2y
      (Intervista a Stefan Spiegelsberger, esperto)

    2. maghi 9 gennaio 2026

      per codesto anch'io, quando rimanevo bloccato in montagna da nevicate improvvise e copiose, che rendevano le strade impraticabili per il ritorno a casa, andavo in albergo a spese mie e se non c'era l'albergo, mi arrangiavo a dormire in ufficio postale su dei cartoni. Però non mi dispiaceva: ero giovane e mi piaceva l'avventura.

    3. emilyever 10 gennaio 2026

      danni collaterali, quindi...

    1. emilyever 9 gennaio 2026

      Vi risulta vera una notizia sentita in rete che la mancanza di generatori che avrebbero in qualche modo "tamponato" prima l'emergenza, dipendeva dal fatto che li avessero inviati tutti in ucraina?

    2. Pfefferminz 9 gennaio 2026

      Il Tagesspiegel del 7 gennaio scrive che il THW (agenzia federale per il soccorso tecnico) avrebbe fornito all'Ucraina solo generatori di corrente di emergenza acquistati appositamente. I 1.700 generatori consegnati all'Ucraina sarebbero stati acquistati dal THW "su richiesta e con finanziamenti del Ministero Federale degli Esteri e del Ministero Federale degli Interni". "Il THW non fornisce le proprie attrezzature operative all 'Ucraina o ad altri Paesi."

      Fonte: https://www.tagesspiegel.de/berlin/faktencheck-notstrom-in-berlin-fake-news-um-fehlende-stromgeneratoren-15112619.html
      (articolo in tedesco)

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