Intervento di Daniele Luttazzi a Bologna Rai per una Notte (25.03.2010)
BERLUSCONI OVVERO LE TRE FASI DELL’INCULATA
Commenti (94)
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Lo so meglio di te, fidati. Sei tu che ne stai discutendo per sentito dire e si vede.
Saluti,
W.
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ma se non parli di religione non è satira.
la satira va contro tutti i poteri..anche il potere della satira stessa.
per questo Luttazzi non si fa forte del numero dei "seguaci" (come Grillo fa invece)@anonimomatremendo.
quello di cui parli è lo "sfottò".
Dario Fo (altro autore satirico che non può andare in tv) ha evidenziato la differenza tra satira e sfottò.
come dici te questo tipo di comicità rende umani e "adorabili" i potenti...ma è proprio lo sfottò che fa questo.
è perché siamo assuefatti alla comicità di Striscia e del Bagaglino (semplice sfottò reazionario)
o comicità che non parla dei poteri forti (zelig/colorado cafè ecc)guarda tutto il lavoro di Luttazzi...dalla prima epurazione per una battuta sui socialisti e Craxi ad oggi.
noterai la differenza tra "spalare merda addosso ai potenti" e "renderli adorabili".
la differenza che corre tra luttazzi/guzzanti/fo e striscia/bagaglino.se questa Arte (la satira) non fosse una minaccia starebbe in tv...invece non ci sta in tv proprio perché è una minaccia.
come lo era Lenny Bruce al suo tempo.e poi la satira mica offende le persone..."offende" i pregiudizi che le persone hanno.
instilla il dubbio...che è anche alla base del pensiero.il commento di Rossa_Primavera è ad hoc..meglio la Guzzanti ma non quando parla del Papa.
troppo comodo tenere in mano una rosa ma non volersi pungere con le spine ;)
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Dopo aver letto tante schifezze finalmente un bel commento
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Come hanno scritto altri : de gustibus ... personalmente ritengo Luttazzi un genio della comicità e mi rammarico di non poterlo più vedere in TV (a parte l'evento eccezionale in questione)... ma conosco persone che lo detestano e vanno a vedere (e ne ridono!) i cinepanettoni ... riesco a tollerarlo ... anche il fatto che tali film vengano poi trasmessi in TV in prima serata.
Mi pare che tutto questo abbia a che fare con la citazione di Evelyn Beatrice Hall che troviamo in cima alla home di questo sito... mi sbaglio ?Paolo
“La satira deve deformare, non informare.”
- Mario Landolfi, nel 2001 presidente della Commissione di Vigilanza Rai, su satira“Con buona pace di Landolfi, la satira informa, deforma e fa quel cazzo che le pare.”
- Luttazzi su satira
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una domanda a tutti quelli che criticano..giustamente o meno: Voi...cosa state facendo per cambiare le cose?
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Capisco che tu non conosci nemmeno cosa sia la dittatura. Non hai un nonno a cui chiedere?
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Esistono varie foprme di dittatura, e parecchie di queste ci avrebbero fornito più ordine e giustizia dello schifo che siamo costretti a vedere oggi, e di cui voi vi lamentate tanto, così sicuri che siete che questi idioti di sinistra siano meglio degli idioti di destra.
La dittatura è una forma di governo parecchio sottovalutata, e spesso fraintesa ma quelli come te, cresciuti nella "democrazia" soporifera post guerra fredda non lo capiranno mai.
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Appunto per quello che dici,tutto condivisibile,la satira deve essere graffiante,sarcastica,ironica,fatta in punta di fioretto:quella di Luttazzi
e' greve,volgare,pesante,ripetitiva e non fa nemmeno sorridere,e' irritante a tal punto che vien voglia di votare il cavaliere quasi.
Molto meglio la Guzzanti allora,tranne la volta in cui fece un'infelice uscita sul Papa.
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Ancora non l´ hanno capito che cosí facendo lo "virilizzano" piu´di quanto lui stesso cerchi di fare.Ma si sa,l´ importante é farsi vedere,chissenefrega del come(forma) e sopratutto per cosa(contenuti),basta esserci.Pasolini stesso provava orrore per la televisione.Sentite qua come si fa beffe di Biagi e di tutti i suoi epigoni che oggi sguazzano allegramente nel tubo catodico.
http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ
E adesso facciamo un salto indietro nel tempo e vediamo da dove tutto ció ha preso inizio:
"Con questa massa confusa, decomposta, fluttuante, con questi elementi a lui affini, Bonaparte aveva costituito il nucleo della Società del 10 dicembre. Società di beneficenza, in quanto i suoi membri sentivano il bisogno di farsi della beneficenza alle spalle della nazione lavoratrice. Soltanto in questo ambiente egli ritrova in forma di massa gli interessi da lui personalmente perseguiti. In questa feccia, schiuma di tutte le classi, egli riconosce la sola classe su cui si può appoggiare senza riserve. Egli concepisce la vita storica dei popoli come una commedia nel senso più ordinario della parola, come una mascherata in cui i grandi costumi, le grandi parole e i grandi gesti non servono ad altro che a coprire le furfanterie più meschine. Nel momento in cui la borghesia stessa rappresentava una perfetta commedia, la vittoria spettava all'avventuriero, per il quale la commedia non era altro che commedia. E questi allora non prende più la storia per una commedia, ma la propria commedia per storia universale" (Karl Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte).
"La borghesia, classe diventata inutile sulla scena storica, rappresenta ormai soltanto la propria commedia. E i suoi rampolli sguazzano nello spettacolo generale, dove persino il cinema anticipa la realtà al punto di far sorgere il sospetto che a volte la suggerisca (come ad esempio in Sesso e potere, dove il presidente degli USA, beccato con una minorenne, scatena una guerra virtuale nei Balcani per distrarre l'elettorato). La Società del 10 dicembre è sostituita dalla moderna poltiglia sociale piccolo-borghese e interclassista; vino e salsicce all'aglio non bastano più (e neanche i festival dell'Unità e dell'Amicizia), c'è la televisione: la Commedia crea la realtà, perciò diventa davvero Divina, produce persino libri sacri sul "villaggio globale della comunicazione" e sulla "società dello spettacolo"".(http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/04/partita_doppia.htm).
La commedia non ha mai fine,adesso vogliono esportarla persino in internet.
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Prendo atto quindi che la "libertà" di informazione (e il colabrodo delle Procure) prevalgono ormai sulle basi del diritto. Ringrazio comunque per la risposta.
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Ormai la pornografia non scandalizza piu´nessuno,invece ció che scandalizza oggi é il rifiuto della Democrazia e del Lavoro.Ve li immaginate voi i satirici di oggi demolire questi antichi feticci?
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Ecco uno sfolgorante esempio di raffinata cultura con un velo di ironia :)). http://www.smproweb.com/blog_it/?p=189
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"Ancora con 'sta democrazia... bella roba...." Che significa? Che preferiresti una bella dittatura? Ok, intanto che mi sveglio tu continua pure a dormire e sogni d'oro.
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Sei stato più chiaro, grazie. Ora ti quoto :)
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Una precisazione.Quando dico "chi ha creato Berlusconi"(ma serebbe meglio dire "che cosa") non mi riferisco alle logge ,Craxi,fondi neri ecc ecc,come da vulgata antiberlusconiana,ma a qualcosa di inerente alla natura stessa del capitalismo e la sua ideologia:la democrazia.Il processo che ha portato all affermazione di Belusconi nasce almeno da quando si é voluto portare la lotta di classe all interno dell arena democratica,ossia all interno del virtule,della rappresenztazione,essendo la democrazia nient altro che ideologia,puro specchietto per le allodole,SPETTACOLO.
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Ho detto che é buffo:"fa il macho ma sembra una checca".Non ho detto" fa il macho ma é un checca".A me di Luttazzi fa ridere la mimica e lui su questo ci lavora molto.Per me Luttazzi non é ridicolo:é buffo,o meglio,fa il buffo,che é diverso dall´essere un buffone,tipo Berlusconi.Spero di essermi chiarito.CIAO.
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Se fossi onesto, a queste domande sapresti risponderti da solo. Ed è inequivocabilmente segno di mancanza di argomenti rivolgersi all'insulto personale (sembra una checca). Se poi si vuole fare a gara a chi scende più in basso, allora direi che anche il premier sembra un puttaniere.
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Profanare il sacro Vs il sacrificio del profano,ossia mettere al nudo il Potere,svergognandolo,oppure rivestirlo di abiti sgargianti e sfavillanti.L intenzionae sarebbe buona se...se quste cose fossero davvero viste come una seria minaccia dal Potere,il quale é ben contento di lasciarli sfogare inutilmente facendo vedere che in fondo tutti hanno diritto di parola.La satira oggi sortisce l effetto opposto desiderato .Infatti il risultato di tanta satira e´quello di aver reso i "potenti" piu´umani,piu´vicini a noi,piu "abbordabili" .La vera satira oggi dovrebbe "sputtanare" il Sistema intero,e non le persone,come un tempo ,quando i rapporti di dominio erano personali.La vera satira oggi deve essere a tutto campo,e non limitarsi a fare le boccaccie ai berluscones di turno.Certo,ci stanno anche quelle,ma se tutto finisce li allora fai il gioco del nemico,che ti vuole docile e inoffensivo.Giocare in offensiva non vuol dire semplicemente "offendere",significa soprattutto non fare il gioco dell´ avversario,non scendere sul suo terreno ideologico,quello dello spettacolo,dei diritti,della democrazia,dei valori(patria,famiglia ,chiesa...lavoro) ecc ecc perché li la partita é persa in partenza.CIAO.
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Finalmente un commento lucido.Ancora non l hanno capito che cosí facendo lo "virilizzano" piu´di quanto lui stesso non faccia.Ma si sa,l´ importante é farsi vedere,chissenefrega del come(forma) e sopratutto per cosa(contenuti),basta esserci.Pasolini stesso aveva orrore pe la televisione.Sentite qua come si fa beffe di Biagi e di tutti i suoi epigoni che oggi sguazzano allegramente nel tubo catodico.
http://www.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ
E adesso facciamo un salto indietro nel tempo e vediamo da dove tutto ció ha preso inizio:
"Con questa massa confusa, decomposta, fluttuante, con questi elementi a lui affini, Bonaparte aveva costituito il nucleo della Società del 10 dicembre. Società di beneficenza, in quanto i suoi membri sentivano il bisogno di farsi della beneficenza alle spalle della nazione lavoratrice. Soltanto in questo ambiente egli ritrova in forma di massa gli interessi da lui personalmente perseguiti. In questa feccia, schiuma di tutte le classi, egli riconosce la sola classe su cui si può appoggiare senza riserve. Egli concepisce la vita storica dei popoli come una commedia nel senso più ordinario della parola, come una mascherata in cui i grandi costumi, le grandi parole e i grandi gesti non servono ad altro che a coprire le furfanterie più meschine. Nel momento in cui la borghesia stessa rappresentava una perfetta commedia, la vittoria spettava all'avventuriero, per il quale la commedia non era altro che commedia. E questi allora non prende più la storia per una commedia, ma la propria commedia per storia universale" (Karl Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte).
La borghesia, classe diventata inutile sulla scena storica, rappresenta ormai soltanto la propria commedia. E i suoi rampolli sguazzano nello spettacolo generale, dove persino il cinema anticipa la realtà al punto di far sorgere il sospetto che a volte la suggerisca (come ad esempio in Sesso e potere, dove il presidente degli USA, beccato con una minorenne, scatena una guerra virtuale nei Balcani per distrarre l'elettorato). La Società del 10 dicembre è sostituita dalla moderna poltiglia sociale piccolo-borghese e interclassista; vino e salsicce all'aglio non bastano più (e neanche i festival dell'Unità e dell'Amicizia), c'è la televisione: la Commedia crea la realtà, perciò diventa davvero Divina, produce persino libri sacri sul "villaggio globale della comunicazione" e sulla "società dello spettacolo".(http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/04/partita_doppia.htm).
l´orrore non ha mai fine,adesso vogliono esportarlo persino in internet.CIAO.
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Visualizzati 20 di 94 commenti approvati.
orckrist 30 marzo 2010
C.V.D.