Banche: da un secolo nemiche della democrazia

Banche: da un secolo nemiche della democrazia

Di Lone Rider

C’è un cancro che da almeno cento anni sta divorando le repubbliche democratiche, e si chiama banche. Come dice Andrea B. Nardi, l’autore del formidabile saggio Lo Stato senza tasse (1), «I peggiori criminali della nostra epoca, colpevoli dei più abietti crimini contro l’umanità, sono i banchieri» (citato a memoria). Dopo millenni di lotte per liberare i popoli dal giogo di prepotenti e tiranni, la democrazia occidentale ha avuto vita breve, vittima di un continuo depauperamento dei propri principî e diritti iniziato negli anni Dieci del Novecento, e conclusosi oggi con la piena vittoria di banksters (banchieri-gangsters) e finanzisti (finanzieri-nazisti, fautori di governi autoritari retti dalla finanza), la cui massima esplicazione è stata la creazione della BCE, parto immondo della UE.

Occorre partire da un presupposto non a tutti chiaro: tutte le banche del mondo, comprese le banche centrali dai nomi altisonanti (Banca d’Italia, Banca d’Inghilterra, Banca Centrale Europea, Federal Reserve, ecc.) sono tutte private! Appartengono, cioè, a famiglie di privati, dal patrimonio immenso, e non sfuggono a ciò gli istituti centrali, i cui azionariati fanno capo alle stesse banche private, a loro volta appartenenti a famiglie private.

Quindi, quando guardiamo le insegne di una banca, o ascoltiamo i deliri dei governatori di Bankitalia, della BCE o della FED, dobbiamo aver ben presente che questi signori non parlano mai a beneficio dei popoli e dei cittadini come farebbe (o dovrebbe fare) un politico a ciò deputato, bensì solo ed esclusivamente per difendere gli interessi di profitto e lucro delle banche private e del loro azionariato privato. L’unica banca al mondo davvero statale è la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese: l’unica.

Eppure, nonostante questo palese dato di fatto, oggi l’intera vita dell’individuo-persona-cittadino è regolata – totalmente –, in ogni suo aspetto quotidiano e legale, da normative bancarie, e ciò senza alcun motivo né logico né giuridico né tantomeno economico-politico, ma solo per favorire gli azionisti privati padroni del credito mondiale, e in assoluto contrasto col diritto democratico dei popoli. Fin dall’incontro nel 1910 all’isola di Jekill, in cui un gruppo di magnati complottò, ai danni dello Stato americano, la creazione della FED (la quale avrebbe creato denaro dal nulla imprestandolo poi dietro interessi al Governo statunitense in un giro finanziario completamente demenziale e utile solo all’arricchimento dei banchieri proprietari della FED), passando per il Gramm Leach Bliley Act del 1999 sotto la presidenza Clinton, che abrogò la distinzione tra banca commerciale e banca d'investimento sostituendovi il modello di banca universale, la quale avrebbe condotto alle più colossali crisi finanziarie ed economiche della storia umana, come nel 2008, per terminare con la dittatura della BCE e i suoi diktat delinquenziali sulla vita delle persone, assistiamo tutti i giorni alla profusione di norme legislative create per privilegiare esclusivamente gli istituti di credito privato a discapito dei diritti umani.

Occorre rivoluzionare totalmente la visione comune che il cittadino ha rispetto a questi soggetti apparentemente autorevoli e sapienti ma in realtà criminogeni e spietati: il governatore di Bankitalia non ha alcuna dignità pubblica, non appartiene a un organo statale, il suo potere non scaturisce da elezioni popolari, egli per statuto e definizione non difende la democrazia (ossia i diritti del popolo) né la repubblica (ossia il benessere dell’associazione dei liberi cittadini), bensì è un semplice impiegato privato che fa l’esclusivo interesse del gruppo di azionariato privato cui appartiene, a sua volta componente dell’esclusiva casta dei dominanti finanzisti. È disgustoso, quindi, assistere alla genuflessione dei Primi Ministri verso l’arroganza di commenti e desiderata di questi capi banksters, come anche in queste ore capita, per esempio riguardo al contante.

Al riguardo specifichiamo due cose sole.

1) Per legge l’unica forma legale di pagamento all’interno dello Stato (e oggi dell’UE) è il contante, la banconota cartacea. Mentre le carte di credito, i bancomat, gli assegni, i bonifici online non sono forme legali di pagamento. Questi, infatti, sono solo favori che la banca ci fa per: a) semplificare le nostre operazioni di credito/debito, b) controllare e detenere il nostro denaro nei suoi depositi, c) guadagnare cifre spropositate grazie al denaro che noi gli affidiamo. Se la banca fallisce, se la politica vuole ricattarci, se finiscono le riserve centrali, se per qualsiasi motivo la banca riceve l’ordine di interrompere questi strumenti di pagamento (vedasi crisi greca e comportamenti delinquenziali di Mario Draghi e BCE) il cittadino perde completamente qualsiasi possibilità di far fronte ai propri pagamenti, e non ha alcuna garanzia di rivedere il proprio denaro. Perciò in origine lo Stato ha emanato la legge per cui l’unica forma legale di pagamento è la carta moneta. Ma nel momento, però, in cui noi depositiamo il nostro denaro in banca perdiamo di fatto e di diritto la proprietà e il controllo sullo stesso, delegandolo alla banca privata e ai suoi eventi e decisioni. I soldi in banca infatti non sono moneta legale, e persino la BCE lo ricorda nel Virtual currency schemes – A further analysis, del 2015. Eppure oggi i Governi lottano per togliere il contante dalle mani dei cittadini e sostituirlo col finto denaro bancario.

2) L’individuo-persona-cittadino è libero solo se ha il completo diritto di proprietà su almeno due beni primari: il proprio denaro, e la propria abitazione. Togliendo al cittadino la completa disponibilità del suo denaro, imponendogli l’uso del bancomat, vietandogli il prelievo illimitato dei suoi soldi dal suo conto bancario, proibendogli il pagamento in contanti, il Governo corrotto e complice dei banksters ha completamente disatteso i principî basilari della repubblica democratica, defraudando il cittadino dai suoi diritti civili. Questa è una norma di principio, concerne la dignità, la libertà, i diritti e l’onore dei cittadini, e a nulla valgono le considerazioni miserabili su cosa avrebbe da nascondere il cittadino che paga in contanti, o le farneticazioni pretestuose sull’evasione fiscale, specie a fronte di cento miliardi di evasione fiscale annuale conclamata delle grandi multinazionali dell’informatica, o la totale illegalità del mercato del narcotraffico i cui cargo pieni di container colmi di banconote sono quotidianamente immessi nel circuito finanziario e bancario mondiale.

Come afferma ancora Nardi nei suoi scritti: «Il bancomat è schiavitù. Il contante è libertà».

Di Lone Rider

NOTE

(1) = L'autore si riferisce al volume di Andrea B. Nardi, Lo Stato senza tasse, Robin Edizioni (2022): le tasse non servono assolutamente a sostenere la spesa pubblica: essa si può sostenere e potenziare molto di più pur — e tanto più — in assenza di tassazione. Le tasse sono soltanto un furto a danno dei cittadini e occorre abolirle. Abolire le tasse permette una crescita economica e un progresso politico, sociale e culturale senza precedenti. La società contemporanea ha necessità di compiere una nuova rivoluzione copernicana in funzione di un rinnovamento della democrazia: per farlo, deve abbandonare radicalmente le attuali politiche economiche e fiscali repressive, autoritarie, liberticide, create per favorire il potere bancario privato, e adottare il nuovo sistema di finanziamento pubblico.

ComeDonChisciotte.org porta all’attenzione le iniziative editoriali di terzi, nell’esclusivo interesse culturale e informativo del lettore, senza scopo di lucro.

Commenti (39)

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    1. AlbertoConti 9 dicembre 2022

      Un mondo senza tasse è un mondo senza moneta, perchè il sistema monetario stesso esploderebbe in pochi anni, con iperinflazione per iperliquidità aggiunta.

      La moneta è fiat per sua stessa natura, essendo un oggetto artificiale, inventato di sana pianta dalla fantasia dell'uomo. Un oggetto comodo per normalizzare le relazioni economiche e sociali, del quale ad oggi non si può fare a meno in una società civile, ad alto grado di organizzazione e interazione reciproca.

      Per capire la necessità delle imposte basta pensare a livello sistemico, di un sistema chiuso e limitato qual'è la società umana nel suo insieme.

      Visto che la moneta non esiste in natura, occorre crearla, non su base naturale. Chi la crea si può basare sul passato o sul futuro. Nel primo caso solo i già ricchi potrebbero creare moneta da aggiungere al sistema (teorie austriache, ad es.). Nel secondo caso la moneta la crea chi ha una ragionevole proiezione di costruzione di patrimonio nel futuro. In pratica chi ha delle capacità lavorative in grado di creare continuativamente ricchezza in un futuro, almeno prossimo. Sono i richiedenti credito, quelli che oggi creano, o meglio delegano la banca a creare per loro denaro dal nulla, che si aggiunge al sistema.
      Se non ci fosse un ente terzo che assorbe questo fiume in piena di liquidità aggiunta (visto che la stragrande maggioranza vive del proprio lavoro), tale liquidità si accumulerebbe in risparmi privati che crescono senza limite, portando rapidamente in overdose la massa monetaria aggregata (M3). Con le conseguenze viste sopra. c.v.d.

      Il problema odierno è che questo ente terzo non è più lo Stato che annulla la moneta in eccesso, bensì una minoranza privata che tale eccesso lo assorbe per capitalizzarlo a suo esclusivo favore, creando una iperricchezza virtuale, concentrata in poche mani, che non fa esplodere il sistema solo se rimane congelata (ad es. nel circuito finanziario speculativo). Un giochino che non può durare per sempre, cioè senza limiti quantitativi all'espansione.

    2. danone 10 dicembre 2022

      La moneta è fiat per sua stessa natura, essendo un oggetto artificiale, inventato di sana pianta dalla fantasia dell’uomo.

      Alberto non è corretta questa tua definizione.
      Aggiungo l'essenziale che manca.
      E' vero che la natura logica della moneta, intesa come la misura del valore economico, può essere considerata come una natura fiat, poichè essa è certamente frutto delle capacità cognitive e creative dell'uomo, ma in origine, ovvero quando fu utilizzato per la prima volta un mezzo di scambio monetario per superare il semplice baratto, esso era sempre un oggetto, un bene reale, una merce con valore economico intrinseco reale, il suo valore economico non era fiat.
      Se non fosse stato così quell'oggetto non sarebbe stato nemmeno usato fin dall'inizio come mezzo di scambio.
      Oggi invece, nel sistema neo-liberista attuale, viene accettato nascere fiat, non solamente la natura immateriale e concettuale della moneta, intesa come metro di misura del valore economico reale dei beni scambiati, ma anche lo stesso valore economico convenzionale della moneta (da distinguere dal valore reale di un bene prodotto dal lavoro) viene generato fiat dal nulla, e questo, caro Alberto, è un abominio logico, oltre che l'origine della truffa usuraia sistemica.
      Accettare come corretta la creazione dal nulla del valore convenzionale della moneta fiat, per giunta da parte di un interesse privato e non collettivo, è allucinante, insostenibile oggettivamente per chiunque capisca l'aberrazione logica e metodologica insita in questo sistema completamente arbitrario e falso.
      Detto ciò converrai con me che bisogna modificare anche il processo di creazione dal nulla del valore monetario della moneta fiat, fino addirittura a contemplarne la sua abolizione, per approdare ad una moneta senza la funzione di riserva di valore (come sostiene lo stesso Galloni fra l'altro).

    3. AlbertoConti 10 dicembre 2022

      Dall'inizio la moneta fu interpretata come merce di scambio per il semplice fatto che non si voleva/poteva abbandonare il principio del baratto. Un principio duro a morire anche oggi, visto che una sorta di gold standard è ancora accarezzato da economie emergenti, più come incentivo alla fiducia che come garanzia di valore. In tal senso (garanzia di valore) il gold standard è morto e sepolto col fallimento conclamato nel 1971 degli "accordi di Bretton Woods" (in realtà condizioni dettate dal vincitore a proprio uso truffaldino della gestione monetaria).
      Durante questo lungo periodo di gestazione della moneta i vari gold standard sono sempre stati una truffa basata sul concetto di riserva frazionaria. Se riserva dev'essere (oro tesaurizzato) dev'essere totale, altrimenti non è riserva. E tutto l'oro del mondo non può essere riserva totale, come del resto qualsiasi altra merce, che non potrà mai rappresentare da sola l'aggregato di tutte le altre merci e beni durevoli presenti nel sistema. Voglio dire che questo principio del baratto in forma di economia monetaria non sta in piedi comunque lo si voglia interpretare. Perciò il principio monetario è intrinsecamente fiat, e questo pone il problema di come limitare ragionevolmente la massa monetaria in circolazione, dal momento che il ruolo di riserva di valore è ineliminabile dal concetto di moneta.
      Si può disincentivare l'uso eccessivo della moneta come riserva di valore cumulabile, applicandole interessi negativi quali ad es. l'inflazione stessa, ma non si può eliminare la detenzione temporanea della moneta da parte del suo legittimo (o illegittimo) possessore, che è una tesaurizzazione de facto.
      Anche l'atto creativo della moneta aggiunta al sistema non può essere monopolizzato da un singolo soggetto, come ad es. lo Stato, dal momento che chiunque lo può compiere erogando un prestito sotto forma di "noleggio" della corrispondente quantità di moneta (che raddoppia automaticamente il peso sistemico di tale quantità, dovendo coesistere la moneta prestata col credito dell'erogatore, che è anch'esso moneta spendibile). E' il banale principio monetario che ad ogni debito corrisponde un pari credito. Gli eventuali interessi su tale credito sono un altro discorso, altrettanto delicato da gestire rispetto alla creazione di moneta.

    4. AlbertoConti 10 dicembre 2022

      Convengo che bisogna assolutamente modificare l'attribuzione del ruolo di gestore della moneta.
      L'unico gestore monopolista della moneta dovrebbe essere uno Stato vero, cioè vera rappresentanza popolare, visto anche che è l'unico soggetto abilitato a drenare la moneta in eccesso tramite tassazione diffusa.

      Il concetto stesso di "signoraggio" rappresenta l'abuso della gestione monetaria sistemica da parte di un soggetto minoritario, che non sia lo Stato. Dirò di più, il concetto stesso di Stato-Nazione deriva dalla responsabilità di gestire la moneta locale (nazionale) in tutti i suoi aspetti (non solo tasse).

      Per questo i gestori privati della moneta sono intrinsecamente abusivi e profittatori del loro ruolo rubato allo Stato. E per questo sono proprio loro che vogliono distruggere il concetto di Stato-Nazione, così come di religione, famiglia, valori non monetizzabili. Per consolidare il loro destino infame di tiranni totalitari.

    5. danone 10 dicembre 2022

      Concordo con quanto hai scritto, anche se fra le alternative e soluzioni possibili, personalmente considero anche un sistema di mezzi di scambio senza valore convenzionale, ma solo con funzione contabile, unità di conto invece che unità di misura.
      L'unità di misura (la vera moneta) rimarrebbe solo come riferimento comune standard sul quale regolare le unità di conto da scambiarsi a seconda del valore che si attribuisce ad ogni bene, misurato ovviamente con la moneta-misura standard di riferimento comune.
      In questo modo le unità di conto possono essere anche auto-emesse dai propri conti personali, superando il bisogno del monopolista sia privato che pubblico.

    6. absitiniuriaverbis 10 dicembre 2022

      Un litro di latte di tipo x: A Euro
      Un'ora da idraulico: B euro
      Una messa in piega: C euro
      Un intervento chirurgico y: D euro
      ....

      Ovvero la determinazione del valore e del rapporto di valore tra le diverse prestazioni resta per me un problema non da poco. Specie se, pur uscendo da un sistema fiat, si continuasse a mantenere in vigore, almeno all'inizio, l'euro come riferimento.

      Come si stabilisce il valore delle prestazioni ed il rapporto tra di loro?

    7. danone 10 dicembre 2022

      Se partiamo con riferimento 1 a 1 con l'euro, non cambia niente da oggi, il valore in euro dei beni si esprimerà con lo stesso numero di unità di conto, 10 euro prima, 10 unità di conto adesso.
      Il vero problema è saper se il valore di un bene o di una prestazione, che oggi esprimiamo-prezziamo in euro, sia un valore di per se gonfiato da fattori speculativi da parte del fornitore.
      Questo problema caro Absi lo abbiamo già, non è un problema che nasce con l'introduzione di un'alternativa.
      Io penso che col sistema contabile si possono risolvere molto meglio queste problematiche dettate dai rapporti di forza attuali, perchè è un sistema uguale per tutti, dove le regole garantiscono trasparenza ed oggettività, elementi che oggi non ci sono nell'attuale sistema neo-liberista, permettendo gli squilibri di ricchezza e potere attuali.

    8. absitiniuriaverbis 10 dicembre 2022

      Concordo che il problema esista tuttora. Da lì la mia perplessità. Girando per un po' di modo si realizza che un kg di pane ha un valore percepito diverso. Forse andrebbero rivisti i fondamenti per la determinazione del valore: non più o non ssolo la quantità di risorse necessarie.

    1. Deheb 9 dicembre 2022

      Un mondo senza tasse....è una sua teoria, va bene...

      Sarà anche statale la BC cinese ma pure i "suoi" cittadini sono regolati da normative bancarie visto l'enorme debito privato cinese.

    1. ducadiGrumello 9 dicembre 2022

      nel mio piccolo, irrilevante, ho sempre cercato di affamare la bestia: non ho la carta di credito, non faccio acquisti col credito al consumo (feci qualcosa qualche anno fa e ancora me ne pento), non ho debiti, pago sempre in contanti (finchè sarà possibile e ad eccezione delle fatture aziendali), non ho lo scoperto di conto nè sul conto familiare nè su quello aziendale. Commento forse un po' naif, ma non è che abbiamo molte armi contro questi gangsters

    1. XL 9 dicembre 2022

      Tipica mescolanza di osservazioni giuste accoppiate a degli strafalcioni (tutte le banche/banche centrali sono private - falso persino in europa, le tasse non servono -falso) in un discorso furioso e dogmatico che contraddistingue i seguaci di Auriti.
      Sembrano gli adepti di una setta.

    2. danone 9 dicembre 2022

      Non sai di che parli poveretto che non sei altro.
      Auriti fu il primo a capire e a dimostrare che la moneta possiede una natura giuridica e logica, invece di essere un bene di valore all'atto della sua creazione.
      L'inveramento del denaro creato dal nulla è prodotto dalla sua accettazione e conseguente circolazione da parte della gente, non è prodotto dalla semplice stampa, per cui l'unico che non può prestare a debito il denaro è proprio colui che lo crea dal nulla
      Vallo a studiare Auriti invece di offendere lui e chi cerca di approfondire l'argomento monetario, al di là delle cortine fumogene create dagli usurai stessi.
      Studia prima di intervenire e fare figure barbine.

    3. XL 9 dicembre 2022

      Conosco perfettamente Auriti, ciò che di buono poteva insegnarmi l'ho imparato anni fa.
      Restano i suoi strafalcioni che chiunque -con la mente sgombra dal fanatismo-, può facilmente riconoscere.
      Il fatto che la FED o bakitalia siano private non significa che altrove non ci sia un sistema di banche pubbliche, ad esempio in Germania.
      Auriti su questi argomenti non aveva informazioni.

      Il suo errore più grave resta comunque quello di sostituire le tasse con emissione continua di moneta.
      A nessuno viene in mente di chiedersi dove va a finire quel fiume di denaro e a cosa servirebbe?

      Le teorie del valore (in generale, non solo quella di Auriti) sono una stupidaggine che non aiuta a capire nulla, ma proprio nulla dell'economia.

    4. danone 9 dicembre 2022

      Mi sa che hai capito poco dell'importanza di Auriti.
      Come ti ho scritto poc'anzi, io stesso ho superato Auriti nell'elaborazione di un progetto alternativo al sistema monetario neo-liberista, non applicherei le sue soluzioni tecniche.
      L'importanza assoluta di Auriti e del suo lavoro, sta nel fatto che lui è stato il primo a cogliere e formulare concettualmente la vera natura della moneta fiat, che non è una natura di merce, ma è una natura giuridica, essendo una convenzione e logica, essendo un elaborato della concezione umana.

    5. XL 9 dicembre 2022

      Auriti non è affatto stato il primo, qui ti sbagli di grosso.
      E' stato il primo a riprendere la discussione sulla moneta che era stata cancellata sia dal dibattito pubblico, sia dai corsi di studio (ne parla Galloni).

      Ma ad esempio nelle dispute tra metallisti e cartamonetisti di inizio novecento quei concetti erano già stati espressi in forma chiarissima.

    6. danone 9 dicembre 2022

      Ottimo XL, evidentemente mi ero fatto un'opinione sbagliata su di te.
      Vedo che sei preparato e questo mi basta per apprezzare il tuo contributo.
      Detto questo, ti invito caldamente ad impegnarti di più subito nei tuoi commenti, invece di uscire con dei giudizi grossolani ed affrettati.
      La stima ad Auriti va sempre riposta, poi ben venga partire da lui e dal suo lavoro per andare oltre, come ho fatto io, ma sempre con cognizione di causa di tutto il percorso di presa di coscienza sull'argomento monetario, grazie al valido contributo di tutti quelli che nel tempo lo hanno dato.

    7. danone 9 dicembre 2022

      Scusami XL ti aggiungo un'osservazione che mi è sovvenuta adesso.
      Auriti elabora la sua teoria sulla natura della moneta fiat, sulla base della critica ad uno strumento monetario preciso, ovvero nel momento in cui la creazione del dollaro viene sganciata dall'amministrazione Nixon nell'agosto del '71, per ragioni ovviamente strumentali, dalla copertura delle riserve in oro.
      L'analisi e la critica dei precedenti monetaristi di inizio secolo, che citi tu, non poteva partire dallo strumento fiat nel senso reale del termine che si è venuto a configurare dopo il 1971.

    8. XL 11 dicembre 2022

      Le seguenti sono citazioni tratte da un libro pubblicato nel 1917

      Mentre noi avevamo sempre creduto che il tallero fosse un lingotto d’argento, l’abolizione del diritto di sua libera coniatura, ci svelò la realtà del suo contenuto, rivelandocelo, per la prima volta, come una moneta: cioè di un marchingegno, realizzato dalle nozze di un metallo con la legge dello Stato.
      ....
      Nessuno neanche si permetteva di supporre che il tallero fosse il risultato, un prodotto della legislazione, e che l’argento fosse solo l’arbitrario aspetto esterno scelto per esso.
      ....
      Concludendo, sulla base dei surriportati dati di fatto, noi asseriamo, forte e chiaro, non solo che sia possibile emettere denaro di carta, ma anche senza più assicurargli nè la conversione nè l’ancoramento ad una particolare merce (l’oro, per esempio), esponendo una semplice iscrizione del tipo: “Un tallero” (o marco, scellino, franco, che dir si voglia).

      Non te la faccio lunga, ma ti consiglio vivamente di leggere i libri 3° 4° e 5° dell'opera omnia di Gesell (in italiano) scaricabile gratuitamente dal sito
      https://www.gesell.it/

      Ma come esempio ben più antico vi è "Il milione" di Marco Polo in cui si descrive la moneta cartacea del gran Kahn, suo sistema di emissione e principi generali di regolamento del corso legale.

    9. danone 11 dicembre 2022

      Grazie XL per le informazioni.
      Aggiungo solo che è naturale che sia così, perchè stiamo parlando della lenta presa di coscienza dell'uomo comune, non addentro agli arcani segreti di chi conta, riguardo la verità sulla moneta.
      Solo dopo il 71, anno dello sganciamento del dollaro dalle riserve, si afferma in senso compiuto la moneta fiat, esattamente la moneta di carta di cui parlava il tuo libro del 37.
      In quel momento e fino al 71, la moneta bancaria era ancora vincolata in parte alle riserve, quindi a quel tempo era solo un dibattito la moneta completamente fiat.
      Dopo il 71 la moneta completamente fiat è diventato un sistema operativo che però ha indebitato tutti, quindi il punto di oggi è, bisogna usare necessariamente uno strumento fiat, ma non lo si può indebitare all'atto dell'emissione e non se lo può accreditare chi la emette dal nulla.

    10. XL 12 dicembre 2022

      Il trucco è che nessuno se lo accredita.
      Se le banche si accreditassero i redditi da signoraggio, dovrebbero girarli allo Stato.
      Invece usano il sistema opposto: loro non se li accreditano, ma addebitano a noi il debito inestinguibile e ci lucrano gli interessi per l'eternità.
      Occhio comunque che oltre il 90% del denaro circolante è creato dalle banche commerciali attraverso i prestiti.
      L'emissione di banconote da parte della banca centrale è il baco più evidente, ma è il problema minore come dimensioni.

      Per quanto riguarda la moneta completamente fiat, quella del gran Kahn lo era! (coi secoli siamo peggiorati invece che migliorare) e veniva introdotta nell'economia acquistando beni e lavoro, NON attraverso il prestito (quello che vogliamo anche noi).

    1. danone 8 dicembre 2022

      Se uno Stato fosse governato da una classe dirigente seria, che avesse a cuore gli interessi veri del paese e del popolo che amministrano, e avesse ovviamente le leve della sovranità politica e monetaria, si potrebbe finanziare semplicemente stampando la propria moneta nazionale, non avrebbe bisogno di riscuotere le tasse dai cittadini.
      Se è lo Stato che fornisce la moneta ai suoi cittadini con la spesa pubblica, non si capisce il senso logico di farsela ridare indietro dai suoi stessi cittadini.
      Lo Stato si può e si deve auto-finanziare con la sua spesa pubblica, stop.
      La politica fiscale serve solo in questo sistema usuraio privato, dove la moneta la chiedi in prestito a dei delinquenti privati.
      Siccome è ormai evidente la totale complicità delle classi politiche con i banchieri privati, in realtà l'unico scopo delle tasse è illudere la gente che quel foglio di carta, stampato dal nulla dalla banca, abbia un valore reale, poichè se ci puoi pagare le tasse, non può non avere un valore reale.
      In parte è vero poichè ci paghi le tasse, ma è ugualmente un'adesione a-critica ad un puro pensiero magico, da parte di tutti, che permette una truffa galattica ai danni di tutti, l'indebitamento di tutta la moneta emessa dal nulla (+interessi).
      La moneta fiat acquista valore reale nella percezione della gente, perchè chi la crea dal nulla e chi te la chiede come pagamento per le tasse, che come appena spiegato sono assolutamente inutili con la sovranità monetaria, sono d'accordo fra di loro per fotterci.
      Ritengo semplicemente impossibile aspettarsi da qualunque classe dirigente politica, la volontà di eseguire i veri interessi dei propri cittadini, piuttosto che continuare a fare i camerieri dei banchieri privati.
      Ormai i banchieri-usurai allevano i cuccioli di politico fin dai primissimi anni di vita, ottenendo così in pochi decenni, ottimi esemplari di young global leaders, da piazzare a capo delle nazioni del mondo libero e democratico.
      Sperare nella sovranità monetaria pubblica, in campo alle istituzioni dello Stato, come vuole la MMT, per esempio, ma anche altri economisti, è solo una pia illusione.
      Serve una riforma profonda delle regole di creazione del valore convenzionale della moneta fiat, per renderla finalmente uno vero strumento logico, trasparente ed oggettivo, non arbitrario ed occulto com'è ora, non basta scaricare la melma umana che la sta creando e gestendo attualmente.

    2. Arthur 8 dicembre 2022

      Mi hai preceduto sintetizzando egregiamente la questione, quindi non aggiungo nulla a quanto hai scritto.

      Mi limito a dire qualcosa relativa ad un possibile cambio di paradigma.

      La storia è fatta di cicli che si susseguono.
      Questi cicli si aprono, proseguono e ad un certo punto si chiudono sulla base di una pluralità di fattori.
      Credo che tutto il sistema (usuraio) di regole relative all'emissione ed utilizzo del denaro abbia fatto ormai il suo tempo e si stia avviando verso la fine.
      Sarà la fine di un ciclo e la fine delle élites e dei gruppi che grazie a questo sistema hanno lucrato e parassitato.
      Soprattutto, ne sono certo, saranno guai seri per la lobby apolide.

      E verrà giù tutto il mondo che negli ultimi 200 anni, dalla fine del Settecento, ha deliberatamente devastato e pervertito l'Occidente mediante gli adepti che operano nell'oscurità.
      Questi ultimi due secoli costituiscono il punto di arrivo di un disegno subdolo e regressivo che si cerca di instaurare da tempo: la restaurazione di miti e valori pagani, satanici ed anti-cristiani.

      Non credo che vivremo un ritorno al mondo precedente alla Rivoluzione Francese o a periodi precedenti, ovviamente, ma non ho dubbi sul fatto che ci sarà una rinascita.

      Decadenza e rinascita si alternano spesso nel corso della storia.
      Ora siamo davvero in basso ed un ciclo si sta per chiudere.
      E non mi riferisco ad un ciclo secolare e quindi recente, bensì ad un'era iniziata da molto tempo.

      Il kairos si avvicina.

    3. Arthur 8 dicembre 2022

      PS

      Non disdegno però un ritorno al Settecento per quel che riguarda la musica e le arti, ed in generale per i valori estetici e per l'amore che all'epoca si aveva per il bello, il buon gusto, il decoro, le belle maniere.
      Dopo generazioni di nichilismo, brutture, volgarità e banalità, sarebbe assolutamente auspicabile.
      E non sarebbe affatto male si iniziassimo a vestirci alla maniera settecentesca, naturalmente lavandoci e curando l'igiene secondo i parametri di oggi e non seguendo quelli del XVIII secolo...

    4. XL 9 dicembre 2022

      Lo stato può finanziare le opere nuove con l'emissione di moneta.
      Ma se finanzia la spesa corrente battendo moneta produce solo inflazione.
      Chi ha letto articoli sul tema monetario nei siti di controinformazione e non conosce l'economia, parla da apprendista stregone senza sapere bene cosa dice.

    5. Arthur 9 dicembre 2022

      Spiacente, ma non condivido.

      Se lo Stato batte moneta e la immette, può esserci inflazione, ma lo Stato possiede i mezzi per contrastarla, controllando i prezzi e monitorando ciò che accade a livello economico mediante interventi mirati.

      Ad esempio, persino negli USA, patria del Capitalismo e del Liberismo, esistono leggi dello Stato che può controllare i prezzi ed evitare così inflazione e speculazioni.
      Adesso non ricordo i nomi di queste leggi, ma ci sono.

      Quindi, ricapitolando, lo Stato deve:
      1) avere sovranità monetaria e battere moneta, finanziando tutto ciò che è necessario al benessere ed alla prosperità del popolo;
      2) eliminare le tasse, che non servono a nulla, ma solo a vessare ed impoverire;
      3) controllare con mezzi mirati e rigorosi i prezzi, evitando inflazione e processi speculativi, sbattendo in galera chi vuole fare il furbo fregando e lucrando sugli altri;
      4) abolire la finanza, inutile, e l'usura.

      La classe politica fa invece esattamente il contrario:
      1) ha ceduto la sovranità monetaria ai privati;
      2) chiede prestiti ai privati usurai;
      3) impone una tassazione abnorme ai cittadini per pagare gli usurai e poi dice che non ci sono i soldi per fornire servizi e fare investimenti pubblici;
      4) non controlla i prezzi e consente speculazioni vergognose.

      Tutti i teorici delle varie teorie economiche possono prendere in giro la massa di boccaloni, ma non me e quelli come me, che sappiamo come funziona la porcilaia usuraia criminale.
      Ma presto arriverà la resa dei conti.
      Agli usurai ladri e assassini sarà servito il conto e dovranno restituire tutto, naturalmente con i medesimi interessi che questa cloaca di infami ha imposto ai popoli depredandoli ed umiliandoli.

    6. Megas Alexandros 9 dicembre 2022

      Tu parli come se l’inflazione fosse un evento naturale, invece se hai studiato economia dovresti sapere che trattasi di fenomeno connesso e quindi gestibile attraverso le politiche fiscali. Il livello dei prezzi lo determina il monopolista in economia ed il monopolista della moneta è lo Stato. Poi se lo Stato abdica al suo ruolo nel sistema economico, come dottrina comanda, beh, i prezzi li decide la speculazione.
      Tu, non hai letto il mio articolo di pochi giorni fa.
      La gente non muore perché un prezzo sale ma muore perché il prezzo del gas è fatto dagli speculatori ad Amsterdam e lo Stato consente di venderlo a quel prezzo ai propri cittadini, facendo conseguire profitti colossali ad ENI e di conseguenza innescare il fenomeno inflattivo, che da noi è stagflazione.
      Come vedi ti ho spiegato in modo semplice il fenomeno e qui la stampa di moneta non c’entra nulla. Perché la moneta viene stampata ma non per distribuirla equamente come necessità per far funzionare un sistema economico.

    7. danone 9 dicembre 2022

      Se vuoi credere a questo credici, ma il mio consiglio XL è riflettere sul dato che l'economia neo-liberista è l'unica che conosci e te l'hanno spiegata i delinquenti.
      Per cui vedi tu se hai ancora voglia di dare credibilità a certa gentaglia, continua.

    8. Deheb 9 dicembre 2022

      “Se uno Stato fosse governato da una classe dirigente seria…”

      Se così fosse non avresti bisogno di pensare a chissà quale ricetta miracolosa, uno stato disfunzionale produce comunque danni con qualunque formula monetaria.

    9. XL 9 dicembre 2022

      Non ci siamo capiti, dico a te Fabio.
      Il denaro è mezzo di scambio, cioè circola ma non si consuma, passa solo di mano.
      Se tu accresci la massa monetaria per aumentare la ricchezza reale (ad es con nuove industrie, opere pubbliche etc) ci sarà più denaro che serve a comprare più beni. Quindi nessuna inflazione e aumento del benessere (vedi politica economica di Hjalmar Schacht).

      Se invece accresci la massa monetaria solo per pagare gli stipendi, quel denaro da qualche parte andrà, senza corrispettivi nuovi beni da acquistare.

      Sono il primo a dire che le crisi si producono (quasi solo) a causa della deflazione, ma non è per questo che l'inflazione non esiste.

    10. XL 9 dicembre 2022

      Sono un seguace di Gesell, Fisher, Richard Werner: tutto tranne che neoliberista o neoclassico, roba che mi fa vomitare.
      Addirittura non mi piace Keynes perché è ancora troppo classico.

    11. danone 9 dicembre 2022

      Questo gioca a tuo favore ai miei occhi, e allora perchè esprimerti così criticamente su Auriti e su chi approfondisce il suo lavoro definendoli una setta?
      Ce ne fossero di Auriti oggi, non saremmo in questa situazione di assoluta lobotomia cognitiva galoppante.
      Io stesso partendo dalle teorie auritiane, sono approdato nel tempo ad un pensiero teorico monetario diverso da quello proposto dal professore, ma non per questo mi esprimo nel modo offensivo che hai usato tu.

    12. XL 9 dicembre 2022

      Approfondire il suo lavoro significherebbe tenere la parte buona ed eliminare quella sbagliata.
      Il problema è che la parte buona di Auriti è la pars destruens, cioè la critica (sostanzialmente corretta anche se imprecisa) al sistema vigente.

      La pars costruens, cioè la sua teoria alternativa è decisamente sbagliata.

      I suoi seguaci con cui ho avuto qualche scambio, procedono a suon di citazioni, senza mai affrontare un ragionamento. Sembrano gli aristotelici del seicento che ripetevano "ipse dixit".

    13. danone 9 dicembre 2022

      Sono d'accordo sul tuo primo ragionamento, non sui seguaci.
      E allora mi inviti a chiederti che tipo di soluzioni monetarie hai elaborato tu per superare i limiti della visione auritiana.

    14. Megas Alexandros 9 dicembre 2022

      Hai letto quello che ho scritto??? non mi pare... io non ho detto che il fenomeno inflativo non esiste, ho detto che tale fenomeno è strettamente connesso e di conseguenza gestibile attraverso le politiche fiscali del governo.
      L'inflazione ovvero il livello dei prezzi è determinato da chi spende per primo e quindi dal monopolista della moneta.... di conseguenza come spende e quanto spende in accordo alle risorse reali disponibili (risorse umane comprese)... è certamente determinante.
      Noi però veniamo da decenni di deflazione e l'attuale fenomeno inflattivo nel nostro paese non è certo determinato dalla troppa spesa dello Stato.... anzi, le politiche di austerity portano ad aggravare lo stato recessivo ed aumentare la disoccupazione.

    15. XL 11 dicembre 2022

      "L’inflazione ovvero il livello dei prezzi è determinato da chi spende per primo"

      Questa mi giunge nuova.
      Mai visto i prezzi aumentare col tempo?
      Mai visti diminuire a seguito di progressi tecnologici?

      Inoltre non esiste un momento zero dell'economia monetaria in cui qualcuno spende per primo, esiste un ciclo continuo di spesa proveniente da tutte le parti.
      Ciò a cui alludi tu è stato vero nel medio evo quando si usava il sistema brakteaten.

      Inoltre bisogna distinguere la variazione che proviene dalla domanda e quella che proviene dall'offerta.
      Se la variazione (al rialzo o al ribasso) proviene dalla domanda, puoi aggiustarla con politiche fiscali monetarie e quant'altro.
      Ma se il problema risiede dal lato dell'offerta non c'è magheggio finanziario che tenga.

      I ragionamenti che siamo abituati a fare presuppongono un sistema di produzione e distribuzione esaustivo.
      Qualcuno non si è reso conto che a furia di premiare chi ha i soldi e penalizzare chi produce beni e servizi si è andati a scoraggiare il lato dell'offerta.
      Inoltre può essere che qualcun altro ci conduca scientemente verso la carestia grazie a una "interruzione programmata della catena di approvvigionamento" (vedi tabella di marcia esfiltrata dal Canada).

      In ogni caso, per quanto anch'io conosca le vergognose speculazioni della borsa olandese e per quanto a breve tu abbia ragione, resta il fatto che grazie a guerra, alla mania della green economy, all'avidità e a tutto un insieme di cause, stiamo andando in regime di penuria energetica, che si riflette sulla produzione di tutti i beni.
      Cioè stiamo entrando in una crisi del lato dell'offerta.

    16. Megas Alexandros 12 dicembre 2022

      Io parlo di economia e di cose provate non fantasie. I prezzi sono denominati in moneta e quindi il livello degli stessi dipende dall'esistenza della moneta, senza la moneta non ci sarebbe un livello dei prezzi (inflazione) in quella moneta. Ed in economia il monopolista fa sempre il prezzo ed il monopolista della moneta è lo Stato.
      Ti faccio un esempio: se lo Stato domani dice che offrirà un lavoro a tutti coloro che vogliono lavorare ad un prezzo minimo di 20 euro l'ora, da quel momento nessun privato troverà da assumere a meno di 20 euro l'ora, ecco che lo Stato (monopolista) ha stabilito il livello minimo del prezzo. E lo stesso lo può fare con ogni altro bene e servizio.
      L'attuale speculazione sull'energia, che non è mossa da nessuna ragione di scarsità e tanto meno di chi vuole vendercela, avviene solo e soltanto perché i governi lo consentono, rinunciando deliberatamente a mettere in atto quelle politiche fiscali che il monopolista potrebbe mettere in atto immediatamente. Ti faccio un esempio: basterebbe che i governi mettessero un tetto alla rivendita interna (e non al produttore come indica Draghi), oppure potrebbero tranquillamente nazionalizzare le imprese energetiche e decidere anche di rivendere sotto costo l'energia se questo fosse di vitale importanza (come lo è), per il nostro sistema economico.
      La scarsità di offerta è una fantasia che fa comodo al Potere. Oggi alla gente non manca l'offerta ma i soldi per acquistare in Italia soprattutto.
      Se disconosciamo questo, significa che viviamo in una realtà parallela.

    17. XL 12 dicembre 2022

      "La scarsità di offerta è una fantasia che fa comodo al Potere."

      Sarei il primo a essere contento se tu avessi ragione su questo punto.
      Dalle notizie che mi arrivano (e non leggo stampa mainstream) purtroppo sembra una cosa vera e in rapido aumento.

      Per quest'anno il gas l'abbiamo, per l'anno prossimo c'è un grosso punto interrogativo.
      E parlo dell'Italia, in europa c'è anche chi sta peggio di noi.

    18. Megas Alexandros 12 dicembre 2022

      Non mi sembra che nel mondo ci sia scarsità di gas... certo se i nostri politici continuano a mettere sanzioni a Putin, inviare armi all'Ucraina ed addirittura voler imporre anche il prezzo a Putin.... lo venderà ad altri o se lo tiene per se.... ma questa non è scarsità è delinquenza di chi ci governa.

    1. Arian Van Heisen 8 dicembre 2022

      Il contante è libertà».......le tasse non servono assolutamente a sostenere la spesa pubblica: essa si può sostenere e potenziare molto di più pur — e tanto più — in assenza di tassazione. Le tasse sono soltanto un furto a danno dei cittadini e occorre abolirle......

      Sono d'accordo che la soppressione del contante equivale all' unica libertà individuale rimasta alla persona..!
      sul resto invece ho molti dubbi ...le tasse sono l' unico modo per ridistribuire la richezza fino ad ora sperimentati, anche perchè l' articolo ci mostra la Luna , ma non speiga come arrivarci

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