Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
“Caro Babbo Natale, voglio un Kalashnikov. Pierino”
Il babbo di Pierino, appena tornato dallo stadio con “Repubblica” sotto il braccio, invece di comprare un mitra di plastica a pile, con le lucette e un cicalino che fa “ratatatà”, mette sotto l’albero un AK-47 carico, scontato al mercato nero, perché lui è furbo!
Così Pierino, per gioco, il giorno di Natale stermina la famiglia. Assurdo? No, è esattamente quello che i principali Paesi stanno facendo da 80 anni, come se tutto fosse come prima della II guerra mondiale, a cominciare dalla notte dei tempi. E che diamine, perché mai non ci dovrebbe essere continuità storica? Hai un bel “ripudiare” la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali. Queste sono solo belle parole, fantasie buoniste per allocchi, mentre la legge della forza militare resta sempre viva e vegeta, insostituibile, come se nulla fosse cambiato dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, ormai sdoganati come tutto il resto.
Invece tutto è cambiato dal periodo d’oro della fisica moderna, che ha partorito le prime due bombe atomiche subito impiegate sulla popolazione civile giapponese, decisione presa da Truman “per salvare vite umane”.
In questi 80 anni da allora si è scatenata la tecnologia, ovvero quella ingegneria scientifica utilizzabile per il bene come per il male, anzi primariamente per il male, con poi anche molte ricadute per il bene, o meglio le “comodità”.
Dopo 80 anni e migliaia di miliardi di dollari pubblici investiti in “ricerca e sviluppo” di nuovi dispositivi letali, i principali governi e relativi apparati militari dispongono di potentissime armi di distruzione di massa, nel senso pieno del termine, rispetto alle quali quelle prime due bombe atomiche impiegate in Giappone sembrano semplici mortaretti di capodanno.
Poi ci sono le armi biologiche, chimiche, climatiche, telluriche, elettromagnetiche, e chi più ne ha più ne metta. Ma quelle nucleari al momento restano le più terrificanti, in qualità e quantità, supportate da vettori ipersonici e d’altro tipo, in grado di impiegarle in vario modo in ogni angolo di mondo, senza possibilità di difesa da parte dell’aggredito, che probabilmente è anche il primo vero aggressore “preventivo”.
Il loro scopo dichiarato è la “deterrenza”, ma sanno tutti che alla disperata il grilletto è sempre pronto. E la disperata è qui ed ora, con l’inarrestabile ascesa economica dei BRICS e l’inevitabile caduta dei vecchi imperi predatori, soprattutto anglofoni, quelli che non sanno perdere mai i loro iniqui privilegi, ottenuti con l’inganno e con la forza.
Vista così la storia vera, un’umanità adulta dovrebbe riconoscere i guerrafondai e spedirli a calci nel culo in galera, dove non possano più nuocere, a maggior ragione di come si fa coi criminali comuni. Ma, grazie alla propaganda ed alla persuasione più o meno occulta, questo non accade, anzi si stendono loro tappeti rossi nelle cerimonie pubbliche, e li si applaude impunemente nei consessi istituzionali, ormai degenerati dalla corruzione del denaro.
E’ così che un’istituzione fondamentale come la moneta può essere, e viene utilizzata come la più diffusa e insidiosa delle armi di distruzione di massa, quella motivazionale, in mano a chi la governa al di sopra delle stesse nazioni che l’adottano, legittimandola.
Ma c’è un confine, anche se mobile e sfumato, tra la bramosia di denaro a scopo di benessere e quella a scopo di potere. E’ indubbiamente un confine quantitativo, per quanto le due ambizioni si autoalimentano, come nel classico anello del cane che corre per mordersi la coda. Un giochino stupido che però va avanti da ancor più tempo degli ultimi 80 anni di esplosione della tecnologia.
Privilegio e razzismo vanno quindi a braccetto, si fondono in un unico vizio di una parte di umanità ancora bambina e crudele, che non potrà sopravvivere alla potenza dei nuovi dispositivi tecnologici di cui dispone se non cresce e matura abbastanza in fretta.
Sono troppi i prigionieri schiavi della povertà, forzatamente imposta da pochi illegittimi privilegiati da quantità eccessive, talvolta smodate, di denaro. Masse largamente maggioritarie di gente troppo impegnata a sopravvivere per poter pensare ai vizi del sistema, così come chi li domina rapinandoli rimuove ogni pensiero adulto e consapevole che possa minacciare in qualche modo i propri privilegi indebitamente acquisiti o ereditati.
E’ così che l’attuale complessità geopolitica si riduce ad una bambinata pericolosa, anzi letale se la coscienza e l’amore per il prossimo, che si traduce in rispetto reciproco, non prevarranno sugli infantilismi ereditari dell’homo sapiens.
Non è difficile da capire, così come non è difficile comportarsi di conseguenza, con amorevole coscienza, nella personalissima vita quotidiana di ciascuno di noi, con l’umiltà della formichina che porta il suo piccolo contributo al formicaio, ma con uno spirito e un’intelligenza superiori per capire come invece dovrebbe funzionare il nostro formicaio umano per il bene di tutti e di tutto, per voler correggere le iniquità e le storture di un sistema sbagliato nel quale ci siamo impantanati, il che richiede anche molto coraggio. Ma la vita stessa è guerra, e ci vuole questo tipo di coraggio virtuoso per viverla al meglio, nel poco tempo che ci è concesso di stare al mondo.
Inizia in questi giorni il secondo quarto del XXI secolo, auguriamoci che sia l’inizio della svolta dalla parte giusta, tanto predicata quanto elusa, anche perché non se ne può proprio più di queste orrende bambinate degli adulti, che vanno contro i diritti naturali dei bambini, che sono innocenti ma ne fanno le spese. E’ invece doveroso dare loro la possibilità di crescere sani di corpo e di spirito, e soprattutto di sopravvivere alla stupidità della generazione precedente, ebbra dei rapidi progressi tecnologici che non sa gestire con la necessaria coscienza e responsabilità, senza rendersene conto veramente.
Se ci fosse una terza guerra mondiale nucleare, la quarta non sarebbe combattuta con le pietre come predisse Einstein. E’ troppo ottimistico pensarlo, non per mancanza di pietre, ma per totale mancanza di aggressori e di aggrediti, per la fine della specie umana, già stata causa della fine di tante altre specie animali e vegetali, al posto di Madre Natura ma senza la necessaria pari saggezza. E’ altresì troppo pessimistico pensare che la meravigliosa complessità dell’essere umano consenta ora un esito così doloroso e squallido.
Preghiamo Dio che ci conceda i tempi supplementari per maturare quanto basta, a sua immagine e somiglianza, come ben sappiamo da almeno 2.000 anni.
Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org
04/01/2026
natascia 5 gennaio 2026
Ci voleva una persona come Donald Trump. L’attuale situazione geopolitica è così perfetta in pesi contrappesi che solo Trump poteva renderla così chiara a tutte le masse del mondo per quanto depotenziate e infantili. Le leggi valgono solo per il popolo, la violenza e la guerra appartengono alle élite che all’occorrenza di tutte le leggi e di tutte le tutele e diplomazie fanno dei bellissimi falò.