Azzurro tenebra

Azzurro tenebra

Di Accattone il censore

Azzurro tenebra è il titolo di un grande romanzo di Giovanni Arpino sui fallimentari mondiali di calcio di Germania del 1974. Giusto cinquanta anni fa: una ricorrenza che la nostra rappresentativa nazionale di calcio ha pensato di onorare fino alla mimesi negli ultimi europei di calcio in terra teutonica.

Azzurro tenebra non è solo un libro di calcio: è il racconto del disastro di una squadra, eliminata al primo turno, che diviene metafora della decadenza di un Paese. Calciatori-divi a fine carriera, burocrati squallidi, gambe molli: una nazione senza un progetto, aggrappata all'estro individuale e all'approssimazione. L'Italia sul crinale di una crisi irreversibile, che oggi ha raggiunto l'ultima stazione. C'è voluto il delitto Moro, il colpo di stato di Tangentopoli, l'Unione europea, ma ci siamo arrivati.

Il calcio è prima di tutto politica. Le grandi manifestazioni sportive sono la vetrina di un Paese, non a caso le nazioni ospitanti fanno carte false – letteralmente – pur di aggiudicarsi le competizioni. I mondiali d'Argentina del 1978, dove a pochi passi dallo stadio si torturavano i dissidenti politici (si interrompevano le sevizie soltanto durante le partite, che gli aguzzini volevano seguire in santa pace) sono l'esempio per antonomasia di quanto andiamo dicendo. Non pochi prigionieri ebbero il privilegio di sentire le urla di giubilo per i gol di Mario Alberto Kempes, prima di essere spediti a festeggiare sopra l'Atlantico e provare l'ultimo brivido di saltare da un aereo senza paracadute.

Il calcio è immagine, simbolo, specchio della salute di un Paese. Come non notare il parallelismo e l'inquietante, esatta, analogia tra i giocatori sparpagliati per il campo senza un'idea di gioco comune e l'autonomia differenziata: ognuno per conto suo, in un plastico de profundis per la nazione italiana. Senza una guida, una direzione.

Il calcio è guerra simbolica e ritualizzata, la squadra un esercito. Non a caso grandi (e meno grandi) imprenditori hanno sempre voluto possedere una squadra, cioè, sul piano simbolico, un esercito personale. E i Paesi importanti hanno avuto grandi squadre.

Vincere una guerra simbolica ha anche un valore psicologico compensatorio, quando non si può più vincerne una vera; Churchill lo sintetizzò mirabilmente:"Gli italiani perdono le partite di calcio come fossero guerre e le guerre come fossero partite di calcio".

Una ex nazione in disarmo, che non può più vincere nemmeno una battaglia in effige, che razza di esercito può avere?

Attaccanti che per toccare una palla – come avrebbe detto il Grangiuàn – devono grattarsi uno scroto; calciatori imbelli e rassegnati, che mostrano un marchiano disinteresse per le sorti della nazionale, se non addirittura il fastidio di dover posticipare le vacanze. Gente che non sta in piedi, che ha fatto più vaccinazioni che tiri in porta.

L'armata Brancaleone di un paese inesistente, che finalmente vede compiuto il suo fulgido destino di espressione geografica.

Del resto, nel campionato cosiddetto "italiano" gli italiani non giocano quasi più. È il calcio dei debiti, delle squadre in mano agli stranieri anche a livello proprietario.

Il calcio proietta l'immagine di un Paese fantasma in svendita, con il deretano alla finestra, ma l'ano sbiancato dal chirurgo plastico e una corona di peli del culo green.

I campionati "europei" hanno mostrato il loro anacronismo, quando negri e meticci cantano l'inno di nazioni ormai scomparse, destinate ad un prematuro interesse etnologico. Tatuaggi ubiquitari segnalano un'appartenenza tutto al più tribale. Per quanto ci riguarda, la cosmetica fraudolenta dell'"inno nazionale" cominciò sotto la presidenza Ciampi con il Quirinale ribattezzato "la casa degli italiani", per giungere, con Mattarella, all'appello alla sovranità europea, controsenso costituzionale. Ripudio implicito della sovranità italiana.

Conrad scriveva che la poesia inizia dove finisce la grammatica; invece, sentire parlare Spalletti, ci fa capire che dove finiscono la grammatica e la sintassi finisce anche la lingua italiana, massacrata e impoverita da tecnicismi e anglismi a sproposito e arricchita solo dalle consonanti doppie della presidente del consiglio.

Tre milioni il soprassoldo di Spalletti, mentre c'è chi non mangia. E, tuttavia, trova il modo di vedere la partita e di sproloquiare in un video su internet, per vomitare lo sdegno, e chiedere la testa pelata del toscano, anno dopo anno sempre più allampanata controfigura del protagonista di Nosferatu di Murnau.

Quello sdegno che dovrebbe prorompere di fronte all'operato dei nostri governi, o ad un pronto soccorso sguarnito, al quotidiano sfascio di un Paese, che, invece, tutti accettiamo con il disinteresse e la rassegnazione dei nostri calciatori. Un Paese che non ci è mai appartenuto, che non ci riguarda neanche più, dove alle categorie prezzoliniane dei furbi e dei fessi, si è aggiunta quella dei fessi che si reputano furbi. Miracoli della propaganda.

Bisognerebbe ripartire da zero, ma il problema è che siamo ampiamente sotto.

Tre milioni di calci in culo a Spalletti? Non bastano: ce ne vogliono venti volte tanto per tutti i nostri compatrioti, noi compresi.

Di Accattone il censore

02.07.2004

Commenti (56)

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    1. Sony 7 luglio 2024

      Anzitutto resto scioccata sul numero dei commenti e questa la dice lunga sugli imbecilli italiani....come sempre quando si parla di calcio e chi se ne frega che è lo sport più seguito e praticato. Si dice nell'articolo che il risultato nelle manifestazioni sportive è lo specchio della salute del paese...bene. si prendano ad esempio altri sport allora, nel medagliere olimpico non mi pare, che piccoli come siamo, ci troviamo così male in classifica, nel tennis attuale non credo io debba spiegare nulla, nell' atelica idem. Quindi, chi se ne frega del calcio, spero restiamo fuori dalle fila per un bel po di tempo, che inizino a girare meno meno meno soldi e che si investa di più negli sport minori tove nonostante tutto spesso eccelliamo. Preferisco avere una maglietta con Tamberi più tosto che di qualche giocatore di calcio che alla mia faccia guadagna milioni di euro. Per il resto c'è molto poco da filisofeggiare, come spesso accade qui tra i commenti.

    1. RixGa 4 luglio 2024

      Azzurro tenebra ma solo per il calcio, il tennis e l'atletica mai così bene.
      Non credo che la crisi del calcio italiano sia paragonabile alla crisi della società moderna.
      Semplicemente è uno sport che ora viene praticato sempre meno.
      Ai miei tempi da bambini si giocava nei cortili, ora non vedo più nessuno nei cortili, solo cartelli con il divieto di giocare a pallone.
      D'estate si giocava anche 8 ore al giorno, spazi stretti, imparavi rapidamente a saltare l'uomo e la tecnica; d'inverno le squadre degli oratori di provincia giocavano sotto la neve, nessun lamento, genitori e figli felici (magari per motivi diversi ma felici) adesso invece se piove, le mamme diffidano a mandare i ragazzini alla partita della domenica e difficilmente trovi gli 11 da mettere in campo (guarda caso i figli degli stranieri sembrano avere meno problemi ed essere più presenti).
      Nulla dura per sempre.
      A livello professionistico sarà la scoperta dell'acqua calda, ma i campionati più competitivi sono quelli dove girano i soldi.
      Berlusconi che negli anni 90 comprava chiunque e stravinceva si è dovuto ridimensionare perché non era in grado di competere con altre realtà.
      Ora tocca ad altri.

    2. Hospiton 4 luglio 2024

      E aggiungerei anche il nuoto, in cui schieriamo la più forte nazionale della nostra storia e una delle prime 5 o 6 al mondo (fino agli anni 90 ci accontentavamo di piazzamenti o di qualche exploit come quelli di Novella Calligaris, Lamberti, Luca Sacchi), o la pallavolo, in cui quest'anno i club italiani si sono aggiudicati champions maschile (Trento) e femminile (Conegliano, in una finale tutta italiana contro Milano), siamo inoltre campioni mondiali in carica con gli uomini mentre le donne hanno appena vinto una competizione prestigiosa come la Nations League con il neo ct Velasco.

    1. warheit 4 luglio 2024

      nel mondiale del 2014 ho fatto il tifo per la nazionale Deutschland e sono stato abbondantemente ripagato.

    2. Hospiton 4 luglio 2024

      7 papagni al Brasile, partita incredibile.

    1. Senna 4 luglio 2024

      L'attuale nazionale rispecchia l'attuale livello assolutamente mediocre della serie a. Spalletti c'entra abbastanza poco con il livello attuale della nazionale. In campo ci vanno le mezze seghe, non Spalletti, sembravano dei pulcini del torneo dell'oratorio!!

      Dov'è il problema che ormai esiste dagli anni novanta?
      Togliere il limite di 3 stranieri a squadra, in un derby Mìlan-Inter, dei 22 in campo ci saranno stati max 4/5 italiani e tutto il resto stranieri e nemmeno buoni, giocatori mediocri e strapagati.

      Tutto qua il problema e tutto inizia dalle squadre primavera, guardatevi una partita del campionato primavera, dei 22 in campo anche lì, forse ci saranno 5/6 italiani, gli altri tutti stranieri che poi magari non sono neanche male, ma giocano o giocheranno per altre nazionali.

    1. mago 4 luglio 2024

      Per me gli europei o mondiali anche se persi in malo modo sono una vittoria mia moglie si blocca sul divano mi prepara un intruglio urla si sbraccia per 90 minuti e io spero sempre si vada ai rigori e per un po’ ci sta pace non si aggira per casa pulendo vetri o pavimenti o facendo rammendi vari,chiuso il siparietto ci sono troppi interessi vedendo i soldi che girano il caso Pantani penso lo abbiate già dimenticato figuratevi poi a livello mondiale che impicci ci sono fra sponsor e certi personaggi ricordatevi Blatter e Platini di cosa erano accusati poi ci furono i processi quelli veri. Per il resto nulla di nuovo trattasi di involuzione sistema Italia indotto dai soliti ma a cui noi partecipiamo di nostro con persone che siedono in parlamento e fanno pure i manager in squadre di calcio un bel intreccio direi visto .per oggi è tutto.

    1. Phantom 4 luglio 2024

      Giusto lo sfogo,ma soluzioni ai problemi mai.Sarebbe semplice,ma il sangue non lo vuole versare nessuno,per cui sfoghiamoci dalla tastiera e nelle piazze.Almeno le elitè al potere qualche fesso che lo versa per loro c'è,vedi gli Ucraini i Palestinesi e gli ebrei,ma finito questo toccherà a noi,a meno che si combatta contro queste elitè,ma senza armi e senza palle,risulta difficile,per cui godiamoci queste ultime vacanze al mare o in montagna.

    1. A XII century man 4 luglio 2024

      Non capisco cosa vogliate da Spalletti.
      Il calcio italiano è finito. Stritolato dalla scristianizzazione del paese che ha fatto venir meno nelle vite dei ragazzi le giornate passate H24 a giocare all'oratorio, vera fucina di talenti, e dall'invasione dj stranieri.

      Basti pensare che il nostro attaccante titolare è Scamacca, se vi andaste a vedere la carriera di Scamacca notereste che è, a dispetto del ruolo, fondamentalmente un attaccante che non ha mai segnato e non ha mai giocato che in squadrette. Ma contemporaneamente è l'italiano più prolifico in serie A.

      Quindi credo che Spalletti sia l'ultimo dei colpevoli.

    2. Senna 4 luglio 2024

      Condivido per Spalletti, ma a parte Scamacca, anche tutto il resto dei giocatori della rosa sono delle nullità senza c0gli0ni, senza personalità, pochissimo talento.

    3. andreabsni 4 luglio 2024

      Non ci sono più i ragazzini che giocano a calcio per strada, in oratorio o dove capita

    4. Senna 4 luglio 2024

      L’attuale nazionale rispecchia l’attuale livello assolutamente mediocre della serie a. Spalletti c’entra abbastanza poco con il livello attuale della nazionale. In campo ci vanno le mezze seghe, non Spalletti, sembravano dei pulcini del torneo dell’oratorio!!Dov’è il problema che ormai esiste dagli anni novanta?
      Togliere il limite di 3 stranieri a squadra, in un derby Mìlan-Inter, dei 22 in campo ci saranno 4/5 italiani e tutto il resto stranieri e nemmeno buoni, giocatori mediocri e strapagati.
      Tutto qua il problema e tutto inizia dalle squadre primavera, guardatevi una partita del campionato primavera, dei 22 in campoanche lì forse 5/6 italiani, gli altri tutti stranieri che poi magari non sono neanche male, ma giocano o giocheranno per altre nazionali.

    5. Hospiton 4 luglio 2024

      “Giocare in strada ed oratorio è stato una fortuna. Ogni singolo rimbalzo del pallone ha sviluppato in me la conoscenza delle traiettorie del pallone. Il timing che avevo della palla è determinato da tutte queste esperienze”

      Paolo Maldini

    1. Cangrande1965 4 luglio 2024

      Calcio e politica sono indissolubilmente legati.

      Dopo le vittorie ai mondiali del 1934 e 1938, avvenute negli anni d'oro del Fascismo, sicuramente "indirizzate" dal Regime , la stessa cosa fu fatta accadere nel 1982 con la vittoria in Spagna: l'inizio degli ultimi anni d'oro dell'Italia, il boom degli anni '80, di una nazione ancora relativamente sovrana.

      Una nazionale orribile a guardarsi, di morti di sonno, con alcuni giocatori senza dignità condannati per il calcioscommesse e graziati vergognosamente, come il capo-cannoniere, tutt'un colpo si trasformò, dagli ottavi di finale contro il Brasile, in una squadra di fenomeni che correvano "inspiegabilmente" come spie ai 42° di Barcellona.

      Dopo aver comprato la qualificazione nel girone pagando i giocatori del Camerun (provato da fenomenali inchieste di Oliviero Beha e Roberto Chiodi, poi ostracizzati, ci sono articoli e libri con interviste svolte in Camerun), chi si ricorda delle vietatissime auto-trasfusioni col sangue prelevato in montagna e delle "magiche pozioni" del dott. Conconi ?

      La vittoria dell'Italia, seppur taroccata (e guai a parlarne: si tratta di lesa maestà) era stato l'ultimo atto di indipendenza da parte della classe politica di allora verso l'anglosfera che servì per troncare simbolicamente e non solo, col periodo del terrorismo anglo-NATO degli anni '70 e spingere l'Italia nell'ultimo sussulto di benessere e relativa indipendenza prima che gli anglo ce la facessero pagare col colpo di stato della cosiddetta Tangentopoli, i cui prodromi li stiamo subendo tutt'ora.

      Nel bene e nel male, il calcio è uno strumento del potere e lo specchio di una nazione.

      In Italia il calcio è morto dagli inizi degli anni '90.

      E l'Italia è morta con esso.

      P.s.: non interesserà a nessuno, ma io non ho mai tifato per la nazionale. Fregato mai nulla. Anzi: se perde sono contento.
      Solo per la squadra della MIA città.
      Sembra un paradosso, ma tifare SOLO per la squadra della propria città è da veri italiani.

    2. warheit 4 luglio 2024

      sicuramente bisogna avere anche una città degna.

    1. Balabiott 3 luglio 2024

      Quando la nazionale di calcio perde io son contento.

    2. Ciaparat 4 luglio 2024

      Finalmente un commento intelligente.

    3. Ciaparat 4 luglio 2024

      Che poi non si dovrebbe neanche parlare di "nazionale": l'Italia è uno stato, non una nazione. Si dovrebbe dire "la statale di calcio".

    4. uomospeciale 4 luglio 2024

      A me invece, non frega proprio più niente.
      L'Italia per me come nazione e paese, ormai è come certe vecchie ex che un tempo amavo ma che mi hanno deluso troppe volte.
      Superata la fase della delusione e del rancore, subentra sempre il totale disinteresse e l'indifferenza.
      Io sono in quella fase da almeno 10 anni.
      Francamente ormai mi preoccupo molto più della salute del mio giardino e delle verdure del mio orto, che del destino della nazione, o dei suoi abitanti.
      Se parliamo di calcio poi, non ho mai visto una partita in vita mia e gli unici sport che mi appassionavano da giovane, erano quelli di combattimento.

    5. Martin 4 luglio 2024

      Ah buona questa, e la Francia cosa sarebbe allora?

    1. Jimbo 3 luglio 2024

      Articolo come solito scritto magistralmente con un pó di buone idee ma su due aspetti non sono per nulla d'accordo:
      1) l'Italia ha vinto con una squadra normale un Europeo ieri l'altro, con Mancini, e tutti fanno finta di dimenticarselo,
      2) Spalletti ha vinto un campionato (senza un Maradona), e uno scudetto vinto dal Napoli ne vale dieci della Juve e cinque delle milanesi x ovvi motivi politici (all'incirca come le vittorie di Cagliari, Bologna, Fiorentina e Verona).

    2. Hospiton 4 luglio 2024

      E qui sono d'accordo con te Jimbo, scudetto vinto peraltro giocando un calcio piacevole, a differenza della maggior parte delle squadre italiane (tra le altre eccezioni l'ottima Atalanta di Gasperini)

    3. Jimbo 4 luglio 2024

      Ahaha almeno una volta, almeno sul calcio, dai!
      La vita é strana e la realtá é a volte estremamente complessa, sono giusti tutti i commenti sui giovani, gli oratori, la federazione, il modo con cui si é perso, ecc. poi capita stranamente che l'Italia vinca Euro2020 e Spalletti domina in Italia non con la Juve che son buoni tutti o quasi.
      Va tenuto conto anche perché é difficile vincere soprattutto quando a vincere é sempre solo una squadra.

    4. Hospiton 4 luglio 2024

      Puoi dirlo forte. In effetti pensavo che Mancini nel 2021 fosse riuscito a rilanciare la nazionale e darle ossigeno per un certo periodo...certo non sarebbe tornata la corazzata degli anni 90 (con cui però non vincemmo nulla, paradossalmente: tra Italia 90 e Euro 2000 disputammo 28 partite tra mondiali e europei perdendo solo 3 volte prima dei rigori, Irlanda 94, Rep.Ceka euro96 e la finale contro Zizou nel 2000...quasi invincibili, eppure zero titoli) ma non immaginavo la debacle 2022-2024, con mancata qualificazione ai mondiali e successivo tonfo europeo. Andrò controcorrente ma non credo che la squadra attuale sia così penosa come molti sostengono (al netto della percentuale di tatuaggi...), vi sono 4-5 squadre senz'altro superiori ma non siamo ridotti così male da non riuscire a fare un tiro in porta con la Svizzera... piuttosto ho idea che diversi giocatori si siano rivoltati contro Spalletti, e quando lo spogliatoio va in frantumi si fanno figure barbine. Ho visto qualcosa del genere con la nazionale di volley femminile negli europei 2023, anche se gli esiti non furono così sportivamente catastrofici.

    5. A XII century man 4 luglio 2024

      Ci avete rotto le palle voi e sto "scudetto vinto senza Maradona"

      Forza Napoli 💙

    6. Jimbo 4 luglio 2024

      Concordo, tra il 90 e il 2000 avevamo una squadra molto molto forte, tra le prime 4 sempre e non abbiamo vinto mai una manifestazione x sfortuna o rigori. Abbiamo poi vinto nel 2006 cin una squadra forse non da prime 4.
      La squadra che vinse l'Euro 2020 non mi sembrava granché come nomi ma giocava un gran calcio a centrocampo (perché aveva grandi centrocampisti...) e comunque é vero che vinse semi e finale ai rigori ma Mancini mi sembra non abbia perso mai una partita. Neanche amichevole.
      Insomma .. la fortuna giró, ma la squadra giocava eccome.

    7. Jimbo 4 luglio 2024

      Non so perché ti ho rotto le palle ma vabbé.
      Comunque sia Forza Napoli.

    8. Hospiton 4 luglio 2024

      Più o meno, aveva stabilito il record di imbattibilità all time per una nazionale, 37 gare se non sbaglio, interrotto dalla Spagna in nations league a San Siro...una striscia incredibile, segno che quell'Europeo non fu una vittoria del tutto casuale.

    1. DrCaligari 3 luglio 2024

      Io invece vorrei porre la questione del lavoro in ambito calcistico: la serie A italiana occupa circa 1600 dipendenti in totale per un monte stipendi di circa 95 milioni di euro. La Premier League, cioè l'equivalente inglese per chi ne mastichi poco, solo con le sue sei squadre principali garantisce 5000 mila posti di lavoro (questi club sono Man.U., LIverpool, Chelsea, Tottenham, Arsenal, Man.city). Purtroppo online e con una ricerchina veloce non ho trovato dati più completi riguardo agli Inglesi (potrebbe essere una buona idea per qualche vostro redattore se volete) però credo che ragionevolemente potremmo parlare di una cifra intorno ai 10mila dipendenti (5mila con le sei più importanti a cui vanno aggiunti i posti di lavoro legati alle 14 minori). Morale è vero che la Premier è più ricca della serie A (il fatturato globale della serie A è di quasi 2 miliardi e mezzo di euro, quello della premier league è di 6,2 miliardi di euro), però il loro numero di posti di lavoro è circa 6 o 7 volte il nostro. Insomma la domanda è: come mai gli Inglesi con una fatturato pari a due volte e mezzo il nostro garantiscono un numero di posti di lavoro 6 o 7 volte maggiore? E non mi sembra una questione di lana caprina: per fare un esempio i dipendenti Mediaset (solo in Italia) sono 3923, capite che questi potrebbero dare ulteriore lavoro per l'equivalente di un'azienda come Mediaset? (senza neanche doversi sorbire un solo telegiornale)

    2. DrCaligari 3 luglio 2024

      p.s. forse avrete letto la notizia di questi giorni che il Manchester United starebbe licenziando 250 dipendenti, ma questo non smentisce quanto affermo, anzi proprio a partire da quell'articolo ho sviluppato tutto il discorso. Il Man.United sta riducendo il personale ma considerate che da solo dava lavoro a 1112 dipendenti, cioè come quasi l'intera serie A (1600). Da solo eh, chiaro che possano voler ridurre. Pazzesco..

    1. Martin 3 luglio 2024

      Non condivido molti punti, ma bell'articolo sotto tanti profili. Ricordo all'autore che molte delle pregevoli e ovviamente autorevoli iniziative culturali della nostra PdR non si tengono nel Quirinale o Casa degli Italiani che dir si voglia, ma in un vicino edificio, le famose "Scuderie del Quirinale".
      In spirito democratico, il luogo ove si tenevano i cavalli del Re fu graziosamente donato per attivita' culturali e popolari. Il gesto regale resta celebrato nel mantenimento dell'originale denominazione dell'edificio.

    1. Eugiorso 3 luglio 2024

      Come si fa a non convenire con il Censore? Ovvio che decine di anni di neoliberismo, di sacchiggio delle risorse nazionali, di governicchi collaborazionisti dei poteri esterni e di manipolazione dell popolazione, prima idiotizzata ed ora addirittura zombificata hanno demolito anche le prospettive nazionali nello sport del calcio, che non è lo specchio dell'anima di un popolo (sarebbe un po' troppo), ma sicuramente un indicatore del suo stato di salute, come sostiene il nostro Accattone.

      Concordo anche che l'unico responsabile non è spalletti, che però mantiene il culo incollato alla sedia di CT, perchè le responsabilità investono la stessa popolazione italiana, ridotta in molta parte a popolume zombificato.

    2. emilyever 3 luglio 2024

      Io non convengo invece con il censore, perchè ricordo "L'Italia bella e vincente" del 2021, in cui la nazionale di calcio vinse l'europeo e nell'intervallo c'era lo spot di Mancini che invitava tutti ad andarsi a vaccinare,alla festa per la vittoria si unì anche Berrettini finalista al torneo di Wimbledon, alle olimpiadi vincemmo molte medaglie, tanto che qualcuno dei tanti giornalisti osannanti a Draghi attribuì a lui il peso dell'Italia nello sport quell'anno. Già, ma le vittorie sportive erano lo specchio di quell'Italia degli hub vaccinali, del green pass , della negazione delle terapie, dei diritti costituzionali negati...era una grande Italia? non credo.Lo considero uno dei punti più bassi della storia degli Italiani, che ogni giorno traboccavano odio dai mass media contro chi non "seguiva le regole". Per non parlare poi del tracollo economico in seguito alle chiusure, e alle zone rosse gialle e verdi.
      Già sotto un altro articolo mi chiesi se quell'anno non ci sia stato dato un "contentino" con le vittorie sportive per le vittime di due anni di follia

    3. Arian Van Heisen 3 luglio 2024

      ma, cosa c entra con l' articolo ?

    4. sarah 3 luglio 2024

      È un sospetto che non è solo il suo. Vedasi la vittoria della Grecia mentre si stava avviando al massacro sociale. Chissà. Allora tutto andava bene pur di sponsorizzare il messaggio. Condivido anche il disappunto: qualunque cosa, anche una vittoria sportiva, se abbinata a quei messaggi d'odio non poteva che apparire appassita e addirittura stucchevole. Comunque, certo, la vetrina dello sport si presta da sempre come biglietto da visita di un paese forte, bello e vincente. Anche sfidando le contraddizioni più evidenti. Forse per questo il mio rapporto con il tifo nazionale è da sempre incerto e piuttosto problematico.

    5. DrCaligari 3 luglio 2024

      "Già sotto un altro articolo mi chiesi se quell’anno non ci sia stato dato un “contentino” con le vittorie sportive per le vittime di due anni di follia": è esattamente quello che penso io. E dato che sono un profano cito uno che qualcosina ne capisce diciamo: Carl Lewis, che una volta a proposito di bolt disse "Mi chiedo come si possa correre un anno in 10.3 e l'anno dopo in 9.69...." Jacobs nel 2020 ha segnato 10.10 come miglior tempo, nel 2021 un bel 9.80.

    6. emilyever 4 luglio 2024

      Verrebbe da dire che mentre eravamo chiusi in casa, qualcuno abbia corso molto, e bene...mah.Non ricordo con precisione, ma mi pare che nelle ultime olimpiadi non furono abbassati molti record del mondo: allora mi ero chiesta se fosse perchè ormai siamo arrivati ai limiti dell'umano o perchè facevano quel che potevano visti i limiti che anche agli atleti erano stati posti l'anno precedente. Sicuramente mi sfugge qualcosa

    7. mago 4 luglio 2024

      Centrato…

    8. mago 4 luglio 2024

      Come vi amo👄

    9. emilyever 4 luglio 2024

      Sarebbe interessante sapere se durante tutto il 2020 e parte del' 21 gli ispettori della Wada (l'antidoping) sono andati in giro per il mondo fra gli atleti che si allenavano per fare i controlli prescritti.

    10. andreabsni 4 luglio 2024

      Ci hai preso in pieno.Uno dei tanti esempi forse il più lampante, la Germania ad Italia 90. Era appena caduto il muro di Berlino e si doveva riunire una nazione. E la Francia? ci sono un sacco di prove che confutano questo tuo pensiero e non solo nel calcio

    11. Hospiton 4 luglio 2024

      Peraltro quella Germania fu aiutata in modo ben più spudorato dell'Italia 2021, che sul campo non ricevette particolari favoritismi né con gli spagnoli né con gli inglesi...la squadra di Beckenbauer, pur ottima compagine imbottita di grandi giocatori, vinse la coppa grazie a un rigore inventato da Codesal, ricordo bene l'intervento di Sensini su Rudi Voeller. Due anni dopo i tedeschi vennero battuti dalla Danimarca di Schmeichel nella finale degli europei di Svezia 92, altra storia incredibile coi danesi richiamati dalle vacanze per sostituire la fortissima nazionale jugoslava estromessa dal torneo per le faccende belliche, una delle tante miserie commesse dagli organi sportivi ovviamente asserviti alla politica (oggi identica situazione con l'esclusione della nazionali russe)

    12. mago 4 luglio 2024

      È passato sulla tsi Svizzera un report sul fatto. Un giornalista Tedesco poneva domande imbarazzanti sui Cinesi e Russi il confronto con il direttore penso della Wada fu impietoso.

    13. emilyever 4 luglio 2024

      La Russia era già stata esclusa dalle precedenti olimpiadi per il cosiddetto doping di Stato e gli atleti partecipavano a titolo personale . Ma gli Usa no? un membro del comitato olimpico disse già prima delle olimpiadi di Pechino che nessun risultato olimpico statunitense nell'atletica fosse pulito, compresi i trials. E vogliamo dimenticare lo scandalo della Balto, azienda creata apposta per coprire il doping, e che poi patteggiò senza fare nomi di altri sport oltre a quelli noti dell'atletica come Florence Griffith?

    14. emilyever 4 luglio 2024

      Scusa, confutano o confermano questo mio sospetto?

    15. emilyever 4 luglio 2024

      Mi chiedo come sarà accolta invece la nazionale di Israele alle prossime olimpiadi. Se non dovessero applaudirla saranno accusati di antisemitismo? La sindaca di Parigi invece si è già pronunciata :- Voglio che si sappia che gli atleti russi non sono i benvenuti qui.- I tennisti Kachanov e Rublev hanno detto che non parteciperanno. Danil Medvedev invece si nutre del pubblico contro, credo non perderà l'occasione

    16. Hospiton 4 luglio 2024

      Eh i media e la politica immagino si atterranno alle solite direttive (le parole che riporti da parte della sindaca la dicono lunga) ma il pubblico francese mi è sempre sembrato abbastanza indipendente e rapido nel fregarsene delle etichette appioppate dalla stampa... quest'anno non ho potuto seguire granché il Roland Garros a parte Nadal-Zverev (l'ultima del re a Parigi, olimpiadi a parte?) e alcuni match di Sinner, però mi è sembrato di capire che il pubblico sia stato spesso turbolento e abbia creato noie a alcuni giocatori. Ecco, date queste premesse e una situazione politica a dir poco movimentata anche i Giochi potrebbero esser più animati del solito

    1. cefermento 3 luglio 2024

      Io ti recensisco con un più però oggi il pessimismo è decine di volte più motivato.

    1. nandoricciardi 3 luglio 2024

      Mah, molte considerazioni giuste ma tutt'altro che coerenti tra loro. Cosa s'intende con l'affermazione che il calcio è lo specchio, anche politico, di un Paese? Il Brasile e l'Argentina vincevano i mondiali in modo spettacolare quando più il Sudamerica giaceva sotto il tallone di giunte militari torturatrici e assassine. Per conto mio intendo il calcio come fenomeno identitario (ma anche questa è un'illusione) e fin dall'infanzia ho nutrito un convinto disinteresse per i destini della Nazionale avendo capito che qui non c'è nazione se non nelle retorica del Potere e che in realtà il Paese è nato molto da interessi d'Oltralpe, massonici e finanziari, e proprio niente dalla volontà popolare. E quale cittadino di terre "arretrate" e "sottosviluppate" ho capito che è nato con le stimmate dell'autonomia differenziata celate ritualmente dal tricolore, per di più indossato da molti come sudario.

    1. Arian Van Heisen 3 luglio 2024

      ......Del resto, nel campionato cosiddetto “italiano” gli italiani non giocano quasi più. È il calcio dei debiti, delle squadre in mano agli stranieri anche a livello proprietario.....

      Bravo Accattone il censore come solito graffiante nei suoi articoli e aggiungo:----con il contributo dei Governi passati ed odierni con IL DECRETO CRESCITA fatto uscire dalla finestra per farlo rientrare dalla cantina , insomma oltre a regalargli i milioni pure li si esenta dalle tasse basta che siano stranieri

    2. Martin 3 luglio 2024

      E' in effetti innegabile la follia totale della riduzione fiscale per l'assunzione di calciatori stranieri, veramente incommentabile, trattandosi inoltre di milioni che perlopiu' e come naturale vengono poi esportati dagli stessi calciatori stranieri. Una perdita netta in conto capitale, oltre che un evidente danno ai giocatori italiani. Da domandarsi nuovamente in che mani siamo.

    1. XaMAS 3 luglio 2024

      il secondo articolo sul calcio nel giro di pochi giorni, mi stupisco, ma non era l'oppio dei popoli ??
      E cmq tutto sto astio nei confronti di spalletti non lo capisco, strano che lei (mi riferisco all'autore dell'articolo) non abbia speso una singola parola per quello che e' il maggiore responsabile di questo sfascio: il presidente delle figc, gravina.

    1. pippo123 3 luglio 2024

      Ho sentito le stesse parole nel 1966 dopo la Korea, e nel 1974 dopo la sconfitta con la Polonia...dopo abbiamo vinto 2 coppe del mondo e una d'Europa...gli italiani, quelli degni di questo nome, si alzano con gli occhi asciutti nella notte scura e combattono...

    2. ric 3 luglio 2024

      non afferro capisco coda intendi...

    3. pippo123 3 luglio 2024

      ho ricevuto un dislike vorrei sapere con quali obiezioni

    4. alessandroparenti 3 luglio 2024

      Ma è Serizzo, lo dà a tutti e non ha mai fatto un commento. Adesso fai parte del gruppo.

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