Aveva ragione Paolo Barnard: “HANNO VINTO!!!” – si sono presi le menti dei nostri figli

Aveva ragione Paolo Barnard: “HANNO VINTO!!!” – si sono presi le menti dei nostri figli

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Purtroppo c’è chi ci arriva prima e chi dopo un pò!!!! l’amico Paolo Barnard ci aveva messi in guardia per tempo, sul fatto che il vero potere era ed è, anni luce avanti a noi. Ci aveva avvertiti che senza una “task force”, ovvero una squadra di navy seals, composta da una élite di super esperti e preparati in materia economica e finanziaria, non avremmo avuto alcuna possibilità di vincere contro chi ci comanda veramente.

Lo dico a quelli come me, che ancora lottano caratterizzati da una eterna forza della speranza che il bene vince sempre sul male, quelli cresciuti nella convinzione, che quando non c’era più niente da fare, la cavalleria sarebbe comparsa all’improvviso come nei migliori film americani. A quelli come me che tale forza e speranza gli viene automaticamente iniettata nelle vene dall’essere padre dei suoi splendidi figli e che il dovere e Dio li obbliga a dare loro un futuro migliore dell’attuale.

Ecco, oggi, questa mattina, da un episodio familiare banalissimo ho capito che il vero potere ha veramente vinto!!!!

I miei figli mi sottopongono il calcolo che vedete nella foto dell’articolo e mi chiedono il risultato. Rispondo di gettito ” fa 10″…. loro ridono e mi dicono: “ma tu babbo che sai tutto di economia, contabilità, finanza… come fai a sbagliare questo calcolo”….. “fa meno 80”, rispondono in coro.

A quel punto forte dell’ignoranza pragmatica di chi si è fatto da solo, chiedo spiegazioni ed il perché di tale risultato matematico. Mi rispondono: “è così… così ci hanno insegnato a scuola, le moltiplicazioni vengono prima”.

Chiedo loro la base scientifica e la logica dietro questa affermazione, mentre contemporaneamente mi chiedo, da ignorante e pragmatico, se tutto questo fosse vero. Interviene la mamma a conferma: “guarda che se non sanno queste cose, poi non passano gli esami”.

In un attimo, ripercorro a ritroso nella mia mente gli anni della scuola alla ricerca di tale insegnamento, niente il buio assoluto: “mai sentita questa roba!!!”. Basta, c’è qualcosa che non mi torna e chi mi conosce sa, che quando provo questo sentimento pur di raggiungere la verità sono in grado di spostare il mondo.

Scrivo immediatamente ad un amico fidato, matematico e statistico. Sottopongo a lui la questione, e mi conferma, a livello aritmetico, la bontà di quanto asserito dai miei figli, con parole ed uno scambio di considerazioni che non lasciano spazio all’interpretazione, e che vi riporto qua sotto:

Aveva ragione Paolo Barnard: “HANNO VINTO!!!” – si sono presi le menti dei nostri figli

Aveva ragione Paolo Barnard: “HANNO VINTO!!!” – si sono presi le menti dei nostri figli

Ecco dove la mia mente voleva arrivare, nell’ignoranza della mia generazione di uomo che si è istruito da solo nella palestra della vita, ho avuto la certezza dal mio stimato amico, che oggi l’istruzione dei nostri figli è finalizzata ad apprendere cose che mai serviranno loro nella vita reale.

Da qui ad arrivare a chiedermi se anche questo facesse parte del datato piano che ci vuole condurre al Great Reset, il passo è stato brevissimo – come istantanea è stata la risposta che mi sono dato: “SI”.

Ma certo di cosa mi stupisco, proprio io che ogni giorno, da anni ho a che fare con laureati in economia che ancora non riescono a capire che al surplus di un soggetto deve corrispondere sempre il deficit di un altro. Ingegneri che invece di pensare a far stare in piedi i ponti, non dormono la notte pensando all’arrivo dell’inflazione come fosse il giudizio universale. Funzionari pubblici che non sanno come fare a far quadrare i conti dello Stato per non lasciare ai nostri figli l’onere di dover ripagare il debito pubblico. Gente che da venti anni si alza la mattina ed invece di bersi il cappuccino si bevono la balla colossale dello “spread”, credendo ancora che i tassi li decidano i mercati finanziari.

Insomma, se questa è la realtà dell’ignoranza in cui viviamo un motivo ci dovrà pur essere e certamente la scuola non può chiamarsi fuori da questa grave responsabilità.

Se vogliamo continuare a vivere in uno Stato democratico moderno, è bene ricordarsi che il tema dell’istruzione, rientra tra quei settori (vedi, sanità, giustizia, trasporti, militare, ecc.), che hanno l’assoluta necessità di essere gestiti in maniera irreprensibile. Proprio perché hanno un effetto diretto e determinante sulle nostre vite. Quindi, è estremamente necessario che tale gestione avvenga per mezzo di un soggetto pubblico il cui fine esula dal principale obbiettivo del profitto, che è caratteristica del settore privato. Ovvero, quand’unque tale attività fosse demandata ad un soggetto privato, questa dovrebbe essere assolutamente svolta all’interno di chiare direttive di matrice pubblica e sottoposta ad uno stretto controllo da parte di quest’ultima.

Ora, per tornare alla risposta che mi sono dato sopra, in merito al fatto, se anche il settore dell’istruzione fosse oggetto delle attenzioni di coloro che stanno esautorando gli Stati di ogni frammento di democrazia e rendendo ogni individuo un cittadino universale, privo di origini, di diversità di pensiero ed allineato al pastore come un gregge di pecore – beh, vi chiedo, vi pare plausibile che l’élite che ci comanda, abbia lasciato nelle nostre mani i cervelli dei nostri figli!!!!

Non sto qui certo a ripetervi la risposta, anche perché posso benissimo capire i brividi che stanno percorrendo lungo la schiena di chi sta leggendo il mio pensiero con ancora un pò di sale in zucca.

Tagli all’istruzione, incentivazione delle scuole private e la colonizzazione del pensiero attraverso i media ed i professori allineati, sono stati e sono gli strumenti con cui i poteri forti hanno colonizzato i cervelli della massa. Altrimenti non si spiegherebbe come, ancora dopo oltre venti anni dall’avvento dell’euro e la conseguente devastazione economica e sociale che ha portato, la gente tema come il lupo, l’uscita da questa gabbia.

Sì, il vero potere è anni luce avanti, sta preparando i nostri figli a seguire regole senza ragionare, senza farsi domande, anche di fronte alla realtà della illogicità di quello che devono rispettare. Insegnano loro che quello che conta è il risultato, ovvero il superamento dell’esame, non il formarsi per la vita che dovranno affrontare. “se fai cosi sei promosso, altrimenti sei bocciato”….. il “perché” non esiste, come non esiste il “a che cosa mi serve” – “e’ una regola…. punto, finito”. Abituano le loro menti a non domandare e domandarsi, a rispondere in modo automatico usando in modo surrettizio la caratteristica principale che la matematica ha in sé, ovvero l’assenza del passaggio sentimentale. Questo è pericolosissimo, perché abituare le nostre menti alla forza dei numeri, ci rende “killer”, qualora dovessimo occupare ruoli di potere e saremmo chiamati a decidere sulle vite degli altri, soprattutto quelle dei più deboli.

Potremmo fare migliaia di esempi nella storia e nel mondo e tanto per rimanere più vicini alle nostre memorie ed al nostro habitat, come non dimenticare il cinismo con cui Mario Monti ed Elsa Fornero, hanno imposto gli inutili e sbagliati provvedimenti “lacrime e sangue” al popolo italiano, provvedimenti che oggi sappiamo furono dettati loro dai poteri che avevano lo scopo di distruggere la domanda interna nel nostro paese, attraverso una scellerata politica di deflazione salariale. I risultati e la devastazione li abbiamo davanti ai nostri occhi.

Come non dimenticare l’altrettanto cinismo con cui il nostro premier attuale Mario Draghi, quando a capo della BCE, privo di ogni passaggio sentimentale, non esitò neanche un attimo a chiudere i rubinetti alle banche greche per salvare il sistema-euro, fregandosene completamente della decisione democratica uscita dal referendum e della conseguente (già allora, nota alle sue competenze in materia), distruzione economico sociale che poi sarebbe scaturita dalla sua decisione.

Ed infine, l’esempio più eclatante lo abbiamo con l’avvento della pandemia e la conseguente campagna di vaccinazione ed obbligo del green-pass, dove l’odio scaturito dalla totale mancanza di orientamento all’interno del labirinto di una informazione che privilegia l’interesse del potere, sta compromettendo i nostri quotidiani rapporti personali e sta conducendo interi paesi verso derive autoritarie estremamente pericolose, che se non verranno fermate in tempo, porteranno a conseguenze sicuramente peggiori rispetto a quelle che stiamo affrontando con il problema della pandemia.

I media ogni giorno ci mostrano le atrocità del regime dei talebani in Afghanistan, ma, noi non siamo in grado di renderci conto che, in tema di scuola ed istruzione, oggi nel mondo occidentale, siamo quanto di più vicino possa esserci alla strategia psicologica su cui il regime talebano basa la formazione delle sue reclute. Pensate agli attentatori che si lanciarono contro le torri gemelle, erano fieri e felici di farlo perché la loro formazione culturale e religiosa li aveva convinti, che sarebbero andati incontro alla folle promessa di Allah, di godersi il paradiso con 72 vergini.

Cosa possiamo fare noi genitori per fronteggiare tutto questo – e faccio ammenda per primo, perché pur essendo totalmente presente nella vita dei miei figli, mi rendo conto che in tema di istruzione ho lasciato troppo correre. Ho creduto fosse intelligente, istruttivo e formativo per la vita che dovranno affrontare, lasciarli liberi nella gestione del loro principale impegno che è la scuola –MI SBAGLIAVO!!!!

Per capire cosa fare noi genitori, dobbiamo capire cosa è il nostro nemico. Il “Vero Potere” si sa, è come il mercurio: ogni goccia di potere tende a riunirsi in una goccia di potere più grande. Quindi tende a centralizzarsi, diventando un leviatano immenso e inarrivabile dal quale il singolo uomo finisce per sentirsi più minacciato che protetto. E ha ragione. Perché il potere non risponde che a due uniche esigenze: mantenersi ed espandersi. A scapito di tutto e tutti coloro che trova sulla sua strada. Non protegge nessuno, nemmeno chi lo detiene. Infatti, se chi lo detiene diventa scomodo, il potere, come se avesse una forza propria, se lo scrolla di dosso e trova un nuovo detentore, capace di mantenere il potere già accumulato e magari anche di espanderlo. Quasi come fosse un’entità indipendente dall’umanità e che serve da copertura di quelle famiglie che lo detengono realmente attraverso i secoli.

Stando così la faccenda, è chiaro che il nemico di ogni grande potere sia il potere più piccolo, quel piccolo potere che non risponde ad un potere più grande, quel ribelle piccolo ragnetto che tesse la sua tela altrove rispetto ai grandi giochi delle grandi ragnatele. Questo potere “più piccolo” in qualche forma lo hanno tutti gli uomini: tutti hanno il potere di crescere dei figli con dei principi o degli altri, tutti il potere di scegliere un mestiere od un altro, tutti il potere di comprare un prodotto od un altro e così via. Questo al vero, grande, unico Potere Centrale (oppure ai poteri centrali, perché il fatto che ne esista uno solo è molto discutibile ad oggi), ovviamente, resta estremamente antipatico. E – siccome può farlo – prende delle contromisure.

Ovviamente esistono molti tentativi di ribellione e realtà alternative, ma niente che il Potere Centrale non riesca – quanto meno – a tenere a bada facendo in modo che tutto questo possa nuocergli, forse, ma mai essergli mortale. Invece un nemico ben più difficile da tenere a bada è l’indipendenza dell’educazione genitoriale, ad esempio.

Per questo se vogliamo cominciare a ricreare i presupposti e le contromisure per poter schiacciare la testa al “Vero Potere”, riconquistare la scuola, quindi, diventa oggi un atto coraggioso, doveroso e vantaggioso per difendersi da un potere immenso e crescente che non fa comodo a nessuno, neppure a chi lo detiene, ma che nessuno ha il coraggio di disinnescare per paura di perdere quei pochi vantaggi che gli derivano dallo status quo, dalle cose come stanno ora. Come un coniglio che sta per essere schiacciato da un treno in corsa ma non si leva dalle rotaie perché lì si è incastrata la sua carota.

La scuola, però, non va solo riconquistata ma anche trasformata. Esistono meravigliosi esempi di scuole in cui si impara quello che serve. La nostra no, ha ancora i programmi ministeriali che servono a renderla il principale sistema di controllo ed omologazione del paese.

Pensate ai licei, che ancora oggi insegnano cose inutili ai più (latino, greco e chi più ne ha più ne metta) che sono materie interessantissime ma ormai diventate l’emblema di una cultura che si presenta come inutile. Di fronte al vanto dell’inutilità viene facilmente tagliata dai finanziamenti statali perché quando i politici vanno a dire alla gente “questa cultura è inutile” la cultura non solo non si difende e non cerca di dimostrare il contrario ma strombazza ai quattro venti la sua inutilità come se fosse una medaglia. Il greco e il latino aprono la mente perché sono lingue complesse? Bene. L’ungherese è la seconda lingua più difficile al mondo. Vogliamo studiarlo? No? Lo parla troppa poca gente e non serve a niente? Va bene, allora studiamo il cinese e l’arabo che sono due lingue difficilissime e fra le più parlate del mondo. Almeno i ragazzi che le studiano capiranno perché fanno tutta quella fatica, capiranno a cosa serve loro, e anche i cittadini saranno più battaglieri nel difendere qualcosa che è palesemente e potentemente utile.

Chi fa l’errore di pensare che la scuola non debba essere utile, cade nella trappola di uno dei sistemi più subdoli del Potere Centrale: la ridefinizione identitaria dell’avversario. Siccome il Potere Centrale ha molti messi e molti media non si preoccupa solo di formare chi lavora per lui ma cerca di formare anche chi lotterà contro di lui, e spesso ci riesce, dandogli una mentalità fatta apposta per fargli perdere ogni battaglia intrapresa.

Allora, se avete seguito il ragionamento, le scuole devono tornare ad essere utili. Altrimenti diventano indifendibili e territorio del Vero Potere. E poche cose come le scuole ad oggi hanno l’assoluto bisogno di essere difese. Come centro di preparazione, apprendimento, ed auto-educazione. Perché l’informazione può venire dall’esterno, ma l’educazione deve sempre venire da dentro: è infatti ogni singolo individuo che deve essere lasciato libero di scegliere, una volta informato a fondo su com’è fatto il mondo, che persona vorrà scegliere di diventare.

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

--

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

12.09.2021

Commenti (135)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 43 caricati
    1. sbregaverse 16 settembre 2021

      Vedi Ale molti,non tutti,gli amici del romitorio CDC sono presuntuosi e per di più permalosi,non certo quanto me ma quasi.Se non lo fossero non scriverebbero qui.SEMPRE spaccano il capello in quattro prima di accorgersi che non è capello ma pelo del cazzo(o della mona per la parità di genere).
      Vedi Ale come sono bravo,in 6 righe, a farmi dei nemici in casa e che ,in mille righe,non riuscirò ad ammansire.
      NB.Scommetto che qualcuno dirà che non sono 6 le righe.

    2. Megas Alexandros 16 settembre 2021

      Penso che hai reso l’idea…. ed io penso di aver capito dove volevi arrivare…. let it be cantava Paul

    1. rocks 15 settembre 2021

      10-10*10+10=
      10-100+10=
      -90+10=
      -80

      Non ci vedo nulla di strano.
      Proprio perché facendo le operazione in fila il risultato è molto diverso, è importante conoscere le regole. Si chiamano convenzioni credo.
      Questo è quello che intendeva lei:
      (10-10)*10+10=
      0*10+10=
      0+10=10

      Faccio un esempio per intenderci meglio:

      2+1/2=
      2+0,5=2,5

      Secondo lei invece sarebbe

      3/2=1,5

      È d'accordo con me che 2 più un mezzo fa 2,5?
      Divisioni e moltiplicazioni hanno la precedenza sulle somme e sottrazioni.

      Che poi Barnard potesse aver ragione su altre cose va bene... È un altro paio di maniche. Ma la partenza mi sembra un po' così... traballante.

    2. Megas Alexandros 15 settembre 2021

      La partenza può essere anche traballante, ma è una questione di sensibilità di come ho vissuto io l'accaduto con i miei figli.... nelle loro risposte io ho avuto la netta sensazione che loro vengono abituati ad eseguire senza riflettere ne farsi domande.... questo mi ha dato lo spunto per introdurre l'argomento di come vengono formati i cervelli futuri e di come abbiamo l'esperienza sono stati formati quelli passati, ovvero togliendo completamente il passaggio sentimentale. Questo ha fatto in modo di avere oggi in posti di comando, gente pronta ad eseguire senza neanche preoccuparsi del dolore che certe decisioni provocheranno a se stessi ed al prossimo.
      Insomma seppur con una partenza traballante, frutto come spiegato di una sensazione di padre..... non possiamo far finta di niente di fronte alla realtà e la scuola non può chiamarsi fuori.
      PS intendiamoci la matematica non c'entra niente... magari c'entra il modo surrettizio con cui vengono usate le sue regole per formare le menti a piacimento e convenienza di chi ha il potere di farlo.
      Grazie del suo commento che ha contribuito a spiegare.

    1. SupernovaX 15 settembre 2021

      120° commento... ed io che sono l'ultimo, parlerò al vuoto in ascolto (HP Lovecraft)
      ragionando tra me e me emerge la seguente riflessione: a che serve il latino? a che serve la matematica? a che serve la scienza e tecnologia della pizza ai funghi?
      posta in questi termini la domanda porta alle seguenti risposte: 1) ad imparare a "fare" qualcosa ossia, a parlare e scrivere in latino, a fare calcoli, a fare la pizza ai funghi.
      2) a sviluppare delle abilità prescindendo dall'utilità pratica di ciò che si è appreso quindi, fare l'analisi logica, risolvere un'equazione o combinare gli ingredienti della pizza sono solo un pretesto per conseguire un altro fine come, ad esempio, sviluppare la logica.
      3) a sviluppare delle qualità non solo in termini di modus operandi ma inerenti il sentire ed il pensare che quella particolare materia (e solo quella) sono in grado di sviluppare.

      Accettando per buona la risposta 1 si ha come conseguenza che se non ho necessità di parlare il latino, di risolvere le equazioni differenziali o non mi piace fare il pizzaiolo tali studi risulterebbero una perdita di tempo. A questo punto perché non chiudere tutti i licei (e le scuole per pizzaioli)? a che servono? mandiamo tutti alle professionali così almeno i ragazzi imparano qualcosa.
      La risposta 2 porta ad una conseguenza più sottile perché ci dovremmo chiedere quali siano le abilità che il sistema scolastico ha deciso di sviluppare nei discenti. Vogliamo tecnici e scienziati? Curioso è osservare che se, come viene spesso ripetuto, la grammatica latina è una materia scientifica, a questo punto perché non proporla anche all'ITIS o a Ragioneria? e perché è stata tolta dalle medie? qualcosa non torna.
      Accettando l'idea che le materie non siano tutte uguali ma che abbiano effetti diversi sulle menti in formazione allora si può concludere che la risposta 3 sia la più corrette ma la meno attuata.
      La vera questione è: a cosa serve la scuola? oppure, più correttamente: in che modo il potere (qualsiasi cosa significhi questo termine) sta utilizzando la scuola?
      A mio avviso secondo le modalità 1 e 2 principalmente ossia per creare tecnici acritici (la truppa: 10 -10x10+10 = -80 si fa così perché mi è stato detto ed io lo faccio) o tecnocrati (i sottufficiali: mettetevi in riga e rispettate la gerarchia delle operazioni!).
      Se la scuola seguisse la logica della risposta 3 la risposta sarebbe stata: innanzitutto accordiamoci sul significato dei simboli 1, 0, 10 +, - e x; posto che 0 sia la quantità nulla, 1 il suo successore e quindi i numeri naturali in maniera induttiva, definite le operazioni + e x sull'insieme dei numeri naturali, le opzioni sono (perlomeno) 3:
      10-10x10+10 = (10-10)x10+10 =10
      10-10x10+10 = 10-(10x10)+10 =-80
      10-10x10+10 = (10-10)x(10+10) = 0
      bene, quale convenzione scegliamo di adottare? la 2? perchè? perché è quella più comoda. ok, va bene.
      Agli irriducibili umanisti che non vogliono sentir parlare di numeri ed operazioni lasceremo il compitino di tradurre la seguente frase:

      ibis redibis numquam peribis

      per tutti gli altri c'è sempre la pizza.

    2. Megas Alexandros 15 settembre 2021

      Anche se lei pensa di essere l'ultimo nei commenti e che nessuno la legga .... io sono molto felice di leggere il suo commento.... che, parafrasando uno dei principali concetti espressi da nostro Signore Gesù Cristo ("gli ultimi saranno i primi")..... beh, che dire, senza far torto a nessuno, lei sta scalando in fretta la classifica.
      L'articolo, scritto da il sottoscritto ignorante formatosi nella palestra della vita, aveva proprio l'obbiettivo di lanciare il meteorite nello stagno "stagnante"...... appunto per far venir fuori l'acqua fresca e pulita, che una volta depurata, esiste ancora.
      Lungi da me fare una discriminazione delle materie, che come giustamente sostiene lei (ma neanche io ho mai sostenuto il contrario, anche nell'articolo). Tutt'al più posso, da ignorante, averle messe in fila rispetto ad un concetto di utilità.
      Comunque il punto centrale..... è che: i fatti dimostrano che a livello economico, politico e scientifico, oggi abbiamo grosse carenze..... e la confusione regna incontrastata (su questo non credo possa darmi torto)..... quindi che ci sia il bisogno di fare qualcosa è indubbio..... e la scuola credo non possa chiamarsi fuori.
      Grazie per la sua professionalità

    3. oradaria 15 settembre 2021

      L'articolo andava scritto da lei. Lei ha ottimamente espresso il tema che probabilmente l'autore voleva discutere e lo ha fatto con la mentalità del matematico. Chapeau!

    4. sbregaverse 15 settembre 2021

      I latini lo sapevano i matematici l'hanno sempre saputo:i sopracciò,dai tempi di Berta no non quella che filava ma quella dalla coscia aperta,l'hanno praticata:si chiama manipolazione del reale.

    5. Megas Alexandros 15 settembre 2021

      Ripeto quanto scritto sopra lei non ha letto ne l'articolo ne i miei commenti..... l'articolo è tutto tranne che matematica... comunque la lascio nelle sue convinzioni

    6. Megas Alexandros 15 settembre 2021

      L'articolo tratta proprio di questa materia.

    1. FrankDax 14 settembre 2021

      Buonasera , posso capire la giusta frustrazione del articolista come Padre , ma ritengo che come Uomo non veda il Vero punto cruciale . La Scuola , o l'Istruzione , è da sempre , che cerca di plasmare le menti dei bambini/ragazzi per renderli "utili" al Potere di turno , con il sogno di renderli "propri" , sradicandoli dalla famiglia (visto come ultimo baluardo difensivo , in contrapposizione al "Brave New World"). Di certo istruendoli in materie "più utili" alla società (del Potere) , non si otteranno grandi risultati . E' proprio il concetto di Scuola o Istruzione che và cambiato , il Nozionismo deve essere sostituito da Cultura & Ragionamento , deve essere sviluppata la parte artistica di una persona , intesa come "creare" non eseguire.. dovrebbe essere stimolata la "critica" non l'accondiscendenza... Ma tutto questo , il Potere non lo ha Mai permesso... e non lo permetterà Mai... Quindi , da questi attuali Periodi cupi , ne potrebbe saltare fuori qualcosa di buono , se finalmente molte famiglie capissero che non possono affidare l'istruzione dei loro figli a questi Criminali , e cominciassero a creare qualcosa di nuovo insieme ad altre famiglie che la pensano come loro . Un barlume di speranza forse c'è , visto che , mai come in questo momento , stanno sorgendo nuove piccole realtà scolastiche , tipo "homeschooling" , ma nel loro interno non si deve cadere nell'errore di replicare in piccolo il "già visto" , si deve avere il coraggio di cambiare , per fare in modo che questi bambini/ragazzi siano i "semi" di un vera umanità , lontana anni luce dal transumanesimo che và tanto di moda... Mi rendo conto che è difficile , ma non è impossibile , come vogliono farci credere...

    1. uparishutrachoal 14 settembre 2021

      Tralasciando le notazioni matematiche, che sono tutte imposizioni può o meno intuitive, sempre al servizio del calcolo e non della comprensione; il punto da definire è altro: la sentimentalità come antidoto all'arida meccanicità delle imposizioni.
      L'antidoto è il classico passaggio dalla padella alla brace, e non occorre citare Barnard per sapere che il mondo moderno è privo di "ragione"..che è oltre la razionalità e il sentimento.
      Chi lo chiama Dio..chi Principio Supremo, chi Consapevolezza, chi Coscienza di sé..
      L'uomo ridotto a calcolo e sentimenti è come un'auto senza guidatore che segue la strada più facile senza preoccuparsi del burrone dove finirà..
      Rimettere e al centro l'uomo dotato di "ragione" è la sfida più grande e l'unica che abbia un senso, perché l'irragionevolezza è la causa di tutto il caos che ci troviamo di fronte.

    1. McBane 14 settembre 2021

      Dai commenti si insiste sul "passaggio sentimentale", ma chi ci dice che i tanto citati Draghi e Fornero non provino un genuino sentimento di gioia nell'attuare le loro politiche? Quello che è un danno per noi, per "loro" lassù spesso corrisponde ad un guadagno. Che sia immediato o che sia anche solo il riconoscimento da qualcuno ancora più in alto, queste azioni per loro hanno un risvolto positivo e quindi molto probabilmente le eseguono con molto sentimento. Non importa se questo non corrisponde al nostro.

    1. McBane 14 settembre 2021

      Hanno vinto? Chi erano gli avversari?

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Effettivamente molto pochi

    1. lurker 14 settembre 2021

      L'articolo tratta un tema importante e arriva a conclusioni almeno in parte condivisibili, ma la discussione iniziale sulla precedenza degli operatori e' un punto cosi' debole da rovinare tutto. E' vero che alla fune si tratta solo di un pretesto narrativo per introdurre il discorso, ma non per questo il pretesto puo' essere irragionevole. Immaginiamo un altro inizio, diverso ma non troppo:

      - Papa', sai che forma ha la Terra?
      - Che domande, e' piatta come un disco!
      - Ha ha ha, no, e' sferica!
      - Ma come sferica, ora sento il mio amico geografo...
      - Ciao, poi ti spiego, ma prima dimmi che forma ha la Terra.
      - E' sferica.
      - Ma chi l'ha decisa, questa cosa?
      - E' un fatto, e' sferica da sempre.
      - Ma a che serve sostenere una cosa del genere?
      - Serve a capire perche', se con un aereo vai sempre in una direzione, alla fine torni al punto di partenza.
      - Ma nella vita mai ti capitera' di fare una cosa del genere.
      - No.
      - Ah, questo volevo sentire, nelle scuole insegnano cose che mai serviranno nella vita... per nascondere le verita'.

      A questo punto non ci si puo' sorprendere se uno smette di leggere perche' non vuole sprecare il poco tempo libero che ha per leggere gli sproloqui di un terrapiattista.

      Detto questo, in un altro commento l'autore parla di "passaggio sentimentale (domandare e farsi domande)". Confesso che mi sfugge il nesso tra le domande e il passaggio sentimentale, ma questo sara' un mio limite. Sottolineare l'importanza delle domande, invece, e' una cosa estremamente importante. Picasso diceva: i calcolatori sono inutili, possono solo darti risposte. Ora, tutti sappiamo che le risposte sono utili, ma se non ci si fa le domande giuste, non e' possibile ottenere le giuste risposte. Ed effettivamente la scuola fornisce tante risposte ma di rado insegna a fare domande.

      Aggiungerei che la domanda forse piu' utile a capire tante cose e' "cui prodest", che e' alla base di tutte le teorie complottiste (giuste o meno). E dopo una citazione latina, visto che l'autore ha parlato del latino definendolo una cosa inutile ai piu', osservo che ha ragione se la presunta prova dell'utilita' del latino e' il fatto che apre la mente in quanto e' una lingua complessa (a me era stata presentata come "logica"). Pero', forse, l'utilita' del latino e' data dal fatto che e' un modo per connettersi al nostro passato, per capire da dove veniamo (e quindi capire meglio chi siamo).

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Primo le assicuro che sono a conoscenza che la terra non è piatta, mentre il calcolo mi è più familiare con le parentesi. Ma al netto del suo sarcasmo e della sua ottima preparazione, può ben capire che non c’è disprezzo del latino, del greco e della matematica, ma solo un discorso di utilità e priorità. Detto questo se nel farsi domande non incide il passaggio sentimentale dovrebbe chiederlo agli psicologhi che me lo confermano ed a Draghi per esempio se ha avuto un passaggio sentimentale quando si è chiesto se chiudendo i rubinetti ai greci ed imponendo loro la firma del MES, avrebbe provocato il disastro attuale nella vita della gente. E le ricordo che anche Draghi è stato studente.

    3. danone 14 settembre 2021

      Ora, tutti sappiamo che le risposte sono utili, ma se non ci si fa le domande giuste, non e’ possibile ottenere le giuste risposte.

      Infatti la domanda giusta è sempre gravida della sua risposta.

    4. lurker 14 settembre 2021

      Il commento non voleva essere sarcastico ne' accusarla di essere un terrapiattista, ma solo evidenziare il problema di partire da una premessa sbagliata per introdurre considerazioni altrimenti interessanti che in tanti avrebbero potuto condividere o almeno trovarle abbastanza stimolanti da discuterne. Vedo dagli altri commenti che questo problema e' stato notato da parecchi utenti, e credo che alcuni di loro ne siano stati colpiti cosi' negativamente da non riuscire ad apprezzare il resto dell'articolo.

      Sul discorso dell'utilita' della scuola ci sarebbe tanto da dire, ma mi limito a una piccola provocazione, ricordando il celebre brindisi di David Hilbert: “Viva la matematica pura! Possa essa non essere mai utile a nessuno”.

    1. Pane quotidiano 14 settembre 2021

      Problema: un capannone è fatto di una stanza di 10m^2, un depposito di 10x10m ed un bagno di 10m^2. Calcolare l'area del capannone. Capito il perchè delle regole aritmetiche?
      Il problema è la non traduzione dei teoremi in esempi pratici.
      Gli studenti ricevono solo nozioni teoriche e non hanno un feedback reale che si possa fissare nella testa. L'esempio tipico è imparare a memoria per passare l'esame.
      Questo vale anche per il debito pubblico dove ci viene ripetuto solamente che cresce ma mai viene detto che rappresenta il benessare comune per cui se non cresce si diventa collettivamente poveri.

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Perfetto ha interpretato alla perfezione uni dei ci concetti fondamentali dell’articolo. Lungi da me dire che i nostri figli non devono imparare a fare di conto. Ma applicato alla pratica…. dove si possono e possono fare domande attraverso il passaggio sentimentale, che altrimenti viene by-passato

    1. Ghisa 14 settembre 2021

      Pur trovando Barnard geniale, credo che sia vittima come moltissimi di errore di prospettiva.

      Noi non giochiamo la partita dei due grandi poteri che si spartiscono il gregge. Noi siamo appunto le pecore.

      Se non ci lasciassimo guidare al macello, condurremmo la nostra vita ad un livello più alto di coscienza.

      Dopotutto è questo il motivo per cui hanno bisogno della firma sul consenso informato. Senza di quella non ti possono imporre nulla.

      L'ovvia obiezione è che molti non hanno alternative: a questi rispondo che pochissimi seguono nella vita una regola di buon senso fondamentale: prima di concederti dei piccoli o grandi lussi, devi assicurarti di poter vivere senza entrate per almeno due anni.

      Ecco come si diventa non ricattabili.

      Per ricondurre tutto alla scuola: non è "matematica" il problema.
      Il vero problema sta in due materie: "Storia" ed "Educazione civica"

      La prima insegna a non investigare la verità ufficiale, la seconda, con la sua assenza, a pensare di essere dei sudditi senza diritti.

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Guardi le assicuro che Paolo era ben cosciente di far parte del gregge.
      per il resto posso essere d’accordo con lei… ogni materia può essere buona per orientare le menti.

    3. Bertozzi 14 settembre 2021

      Ottimo intervento.

    1. Pane quotidiano 14 settembre 2021

      Problema: un capannone è realizzato con una stanza uffici di 10m^2 un area logistica di 10x10m ed un bagno di 10m^2. Calcolare l'area totale. Compreso il significato delle operazioni e relative sequenze?
      Il problema è che tutti gli insegnamenti odierni non sono connessi con applicazioni pratiche tali da fornire il feedback fissativo nella mente degli studenti.
      Lo stesso vale per il debito pubblico, si sente solo la stessa sentenza, esso cresce. Ma se abbiamo fatto un ponte, ristrutturato le scuole ecc, è un bene che il debito cresca perche siamo piu ricchi in termini di beni comuni. Questo è missing.

    1. akris 14 settembre 2021

      E' un vero peccato, se non un crimine, mescolare tanta verita' con tanta oggettiva- dimostrabile ignoranza della matematica. A quel punto anche l' oggetiva verita' diventa menzogna? Una superficiale lettura di Kant potrebbe aiutare?

    2. sbregaverse 14 settembre 2021

      "Ma cos'è la verità?"direbbe Pilato ed io con lui.

    3. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Non ho mescolato e nemmeno menzionato la falsità delle tesi di calcolo matematiche, anzi se legge bene ho ammesso di avere torto nell’articolo, mostrando il risultato giusto chiaramente diverso dal mio.
      l’articolo è finalizzato non a tirannizzare la matematica ma ad identificare come tiranni chi usa il metodo della regola matematica per eliminare il passaggio sentimentale nella formazione delle menti dei futuri uomini.
      l Draghi i Monti ecc non nascono per caso

    1. sbregaverse 14 settembre 2021

      Il problema della scuola è vecchio come il cucco.Educare,e qui bisogna trovare conforto nell'etimo latino,significa tirare fuori.Tirare fuori dall' allievo quello che c'è e c'è da sempre. Invece si fa l'operazione contraria" mettere dentro" qualcosa che faccia gioco ai poteri economici, sociopolitici, religiosi di quel preciso momento storico.

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Esatto

    1. sbregaverse 14 settembre 2021

      Godo nel constatare che anche la fredda matematica possa stimolare lo spirito critico che invece la scuola cerca di sterilizzare.

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Lei ha compreso appieno il senso dell’articolo e questo fa godere anche il sottoscritto grazie

    1. sole777 14 settembre 2021

      Tra economisti, matematici e ingegneri nessuno le ha detto che la convenzione " prima moltiplicazione e divisione" serve a far sì che se cambia l ordine dell' operazione il risultato non cambia?

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Vedo che si continua a sviluppare il tema delle regole matematiche e come lei ha visto dai commenti ci sono pareri discordanti (soprattutto sul fatto di usare le parentesi)..... ma soprattutto come lei afferma il risultato non cambia. E l'obbiettivo dell'articolo non era quello di trovare il risultato giusto del calcolo aritmetico, ma quello di non usare la matematica e le sue regole in modo surrettizio nella formazione delle menti dei nostri figli..... togliendo loro il fondamentale passaggio sentimentale che occorrerà loro quando dovranno prendere decisioni per la loro vita e per quella degli altri. Grazie

    3. IlFiccanaso 14 settembre 2021

      L'articolo offre uno spunto molto interessante perchè evidenzia su quali fondamenta si erge il Sistema di gestione e controllo in cui tutti noi viviamo.

      Mi spiego meglio.

      Perché facciamo prima la moltiplicazione e divisione, e poi somma e sottrazione?C’è una buona ragione per cui svolgiamo le operazioni nell’ordine che ci è stato insegnato a scuola. Salto completamente le spiegazioni legate all'aritmetica e rispondo : è una convenzione!

      Una pura e semplice convenzione, ovvero chi ha gettato le basi dell'aritmetica ha deciso di comune accordo con altri matematici dell'epoca che questa è la sintassi da seguire.

      ATTENZIONE

      E se l'ordine delle operazioni fosse al contrario?

      Se ci mettessimo tutti d’accordo di fare al contrario, andrebbe bene lo stesso!
      
      Fintanto che tutti lo facessero, otterremmo risultati sempre coerenti rispetto alle nostre “regole” e potremo fare le stesse cose che facciamo ora.
      In altre parole, l’ordine con cui si svolgono le operazioni è vero che è frutto di una convenzione, ma di una convenzione intelligente.

      Tenere la destra o la sinistra in auto è indifferente, basta mettersi d’accordo.

    4. sole777 14 settembre 2021

      La matematica è un linguaggio universale e le convenzioni servono a far sì che se un cinese un islandese e un argentino si trovano a fare lo stesso calcolo a capi opposti del mondo il risultato è lo stesso anche se non si parla la stessa lingua...le parentesi su un' operazione così semplice si usano con i bambini per spiegare il procedimento da seguire, ma non sono necessarie proprio perchè c'è l' ordine dettato dai segni dell' operazione. Non discuto la tesi dell' articolo in generale, ma il kick off è quantomeno debole, se non fazioso.

    5. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Apprezzo il suo pensiero e comprendo il suo appunto sul kick off. D’altronde per sviluppare una discussione qualcuno deve calciare la palla per primo.
      Comunque come lei ha compreso il punto non sono la tirannia del giuste regole matematiche ma la tirannia di chi le usa in modo surrettizio per eliminare il passaggio sentimentale negli uomini futuri. Grazie per la professionalità del commento

    1. Simplicissimus 14 settembre 2021

      Apprezzo il senso generale dell'articolo e lo condivido, ma francamento non capisco cosa c'entri con la questione dell'espressione aritmetica presentata: fare prima divisioni e moltiplicazioni è solo una regola formale. Se decidessimo di fare per prima addizioni e sottrazioni, scriveremmo le espressioni in maniera diversa e nel caso specifico 10+10- 10x10.

    2. Megas Alexandros 14 settembre 2021

      Grazie per l'apprezzamento. Provo a spiegarLe, magari non ci sono riuscito con l'articolo. L'obbiettivo dell'articolo come lei ha evidenziato, non era quello di stibilire chi ha ragione a livello di calcolo aritmetico, ma quello di evidenziare come la formazione dei nostri figli venga spesso fatta usando in modo surrettizio le regole della matematica, con l'obbiettivo di eliminare completamente il passaggio sentimentale (domandare e farsi domande). Ho preso spunto da questa discussione familiare che riguardava la matematica... ma poteva riguardare benissimo l'economia o altre materie. Da qui volevo arrivare al tema scuola ed insegnamento.
      Oggi, come lei ben sa abbiamo ancora una grandissima parte della popolazione europea, che pur rendendosi conto che il sistema-euro è completamente sbagliato, ha paura ad uscirne perché l'esplosione del debito pubblico e dell'inflazione.. cose che noi sappiamo non vere oppure perfettamente gestibili. Lei non si chiede se tutto questo è dovuto a 40 anni dove la nostra generazione ha studiato su testi di economia falsati ed è stata indottrinata verso tale pensiero, compreso i TG che ogni giorno aprivano palando del pericolo del debito pubblico e dell'inflazione.
      Glielo dico per esperienza personale, visto che il sottoscritto ha dovuto rimettersi a studiare a 40 anni per capire quello che non mi tornava ai tempi dell'università, che vuoi per pigrizia, vuoi perché il mondo non presentava i problemi odierni, vuoi per soggezione di fronte all'entità del professore..... evitavo di fare domande.

    1. giovacairo 14 settembre 2021

      A proposito ma l'ottimo Paolo BARNARD che fine ha fatto?

    1. Ted K. 14 settembre 2021

      L'aritmetica è un sistema formale in cui vigono regole arbitrarie. Le regole sono codici, così come le parole.
      Chi ha deciso che al fonema "mela" si associ l'immagine, l'odore, il sapore di un frutto? Lo hanno deciso gli uomini, generazioni di uomini, nel corso della loro esistenza stratificando la conoscenza e dandole significato formale.

      Nessuno ti impedisce di costruire un altro sistema arbitrario in cui al segno "+" non si associ la somma di parti e/o al segno "x" la moltiplicazione o dove la moltiplicazione e la divisione non vengono svolte prima di addizione e sottrazione, ma poi succede che quando i due sistemi vengono a confronto, esattamente come per le lingue, per cui "mela" = "apple" = "pomme" = "manzana" = "apfel" = "...", serve un traduttore.

      A te è servito un traduttore.
      Non ne dedurrei un bel niente, da questo.

      Comunque si, hanno vinto.
      Hanno vinto quando decenni fa hanno deciso di costruire, così come un sistema formale, le regole arbitrarie del potere. Hanno preso possesso culturale dei centri del pensiero, le università, laddove si elabora il Diritto, l'Economia, la Filosofia, e anche, la Storia. E hanno riscritto le regole del sistema.

      Oggi stanno passando all'incasso. Non gli basta più dominarlo. Vogliono modificarlo. Plasmarlo.

      Noi siamo di troppo.

    1. giovacairo 14 settembre 2021

      Sono completamente d'accordo che c'è una lenta educazione culturale confacente agli interessi di chi veramente comanda ma l'autore poteva risparmiarsi questa introduzione imbarazzante.
      Quella di far precedere le moltiplicazione è una secolare convenzione matematica che da sempre gli scolari apprendono in prima media.
      Non saperla rappresenta solo palese ignoranza e non significa altro.

    1. Violetto 14 settembre 2021

      l esempio specifico però non lo vedo attinente.

      conoscere le regole con cui si fanno i "conti" non serve solo per non farsi fregare il resto.

      nelle facoltà scientifiche la matematica e le sue regole sono applicate alle scienze e non astratte.

Visualizzati 43 di 135 commenti approvati.