Attentato in Libano. Morto leader di Hamas

Attentato in Libano. Morto leader di Hamas

A Beirut è appena avvenuto un attentato per mano di Israele. Sono rimasti colpiti molti membri di Hamas tra cui il leader, Saleh al-Aaruri, comandante fondatore delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, considerato il numero due del partito che governa la striscia di Gaza. L'attacco sarebbe avvenuto tramite droni provenienti appunti da Israele. In questo caso i droni potrebbero aver oltrepassato la c.d. Linea Blu, ossia il confine sotto occupazione dei contingenti ONU tra libano sud e Israele nord. L'obiettivo, riferiscono diverse fonti, sarebbe stato esattamente l'ufficio di Hamas a Beirut, che ha eliminato anche Kalil Al Hayya, un alto funzionario e membro dell'ufficio politico di Hamas. Nel frattempo è stato anche annullato il discorso che Nasrallah, il leader di Hezbollah, avrebbe tenuto in ricordo dell'assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani, ucciso il 3 gennaio 2020 da un bombardamento statunitense dell'allora mministrazione Trump.

Commenti (1)

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    1. sim 3 gennaio 2024

      Quelli di Hamas che combattono e credono davvero nella resistenza palestinese (a Gaza come in Libano) vengono presi di mira da Israele; i vertici di Hamas (collaborazionisti dei sionisti) invece il Mossad (nonostante le vuote minacce) non li tocca. Mi chiedo: chissà che non siano stati proprio questi collaborazionisti a segnalare all'intelligence israeliana le postazioni dei militanti veri nelle zone calde? È evidente che con questi traditori come leader politici la resistenza di Hamas (che già soffre di un'enorme disparità di mezzi e uomini rispetto all'IDF) risulterà sempre perdente.
      E intanto Israele ritira le truppe dalla Striscia di Gaza (ma riservandosi di continuare a bombardarla per renderla totalmente invivibile, che poi era ed è l'unico vero obiettivo dell'operazione militare, al di là della retorica della 'lotta al terrorismo' e del 'salvataggio degli ostaggi') per aprire un nuovo fronte contro il Libano e Hezbollah, tutto secondo la scaletta. Hezbollah che, per qualche strano motivo, ha atteso pazientemente il suo turno limitandosi a scaramucce e lasciando l'iniziativa agli israeliani, perché potessero combattere su un fronte solo per volta. Una strategia quanto meno discutibile...
      Risultato atteso: Gaza distrutta e spopolata, espansione dell'occupazione violenta della Cisgioradania da parte dei coloni israeliani, distruzione parziale o totale di Hezbollah e dei principali centri nevralgici del Libano con annessione di nuovi territori, bombardamenti e devastazione dello Yemen. Ecco la lista dei desideri a breve termine di Sion, ma ne seguirebbero altri, senza dubbio.
      Sempre che qualche paese arabo ben armato non decida che ne ha avuto abbastanza di mordere il freno senza agire risolutamente. Presi uno per volta Israele (con l'appoggio degli USA) vi batte tutti: prima uno, poi l'altro, poi l'altro ancora... Divide et impera funziona sempre bene. Basterebbe un ultimatum congiunto minacciando l'entrata in guerra e/o un blocco navale totale e/o un embargo petrolifero da parte di una manciata di paesi arabi tra quelli più influenti per incasinare alla grande i piani e le crescenti velleità dei sionisti. Non siamo più ai tempi della guerra dei sei giorni: diversi paesi arabi ora dispongono di eserciti ed armi moderne e potrebbero infliggere un duro colpo a Israele. Unendo le forze potrebbero vincere senza neppure combattere.
      Il medio oriente è una pentola a pres-Sion-e. Attenzione, perché se la 'valvola della liquidità' che fino ad ora ha tenuto sedati i vicini per qualunque motivo dovesse incepparsi l'entità sionista rischia di farsi cancellare dalla mappa in un gran botto: lo stesso destino che vorrebbe infliggere ai suoi vicini.

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