Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
La povertà è un lusso che solo i ricchi si possono permettere Francesco Mazzuoli
“Ricordati che dovrai scrivere il mio coccodrillo”. Me lo disse parecchi mesi fa, con quel suo fare sarcastico e beffardo che gli balenava nell’azzurro: uno sguardo sconfinato che sapeva scavarti l’anima e leggerti come un libro aperto.
Che richiesta assurda! La liquidai con una battuta di sufficienza.
L’argomento tornò di nuovo e dovetti accettare, altrimenti sarebbe stato uno sgarbo. Chiacchiere da bar, mentre sorseggiava una granita e mi illustrava la sua ultima trovata: “La famiglia extraterrestre”, gente di altri mondi che si ritrova sulla Terra ma non ha soldi, nel loro pianeta non esistono. Ma da noi, se non li hai, non esisti tu.
Stava cercando un editore di portata nazionale che si dimostrasse coraggioso, in una società ormai apatica e vigliacca, in cui Accattone il Censore non si riconosceva più. Soprattutto dopo gli orrori del Covid:
Una domanda ci toglie il sonno: esiste una crepa attraverso cui sgattaiolare fuori dal muro della dittatura? C’è un’alternativa all’annichilimento dei valori umani e dell’uomo stesso? Alla fitta nebbia che oscura l’orizzonte della libertà?
Così scriveva su ComeDonChisciotte nel novembre 2021. E poi ancora tanti, tantissimi articoli di satira e critica sociale.
Casalinga confessa: “Dopo il vaccino, mio marito ha avuto un’erezione allergica”. La donna attende trepidante la seconda dose. Gli extraterrestri: "Piena fiducia in Draghi, farà il deserto e in Italia sarà più facile atterrare".
In barba a lockdown e costrizioni, Accattone il Censore aveva da tempo trovato la sua via: una vita diversa, in un’Italia ormai svenduta e decaduta. Aveva scelto di disperdersi nelle viscere della provincia, dove la globalizzazione ha distrutto tanto, ma non ancora tutto.
L'ho conosciuto solo qualche anno fa, eppure ho una certezza, lui era così: speciale, geniale, profondo, e quindi, solo. Ma con gli amici di una vita che lo hanno assistito e vegliato fino all’ultimo.
Una battuta, un aforisma, una risata, apriva un pezzo di universo da esplorare su cui magari scontrarsi, per poi chiarirsi e continuare ad approfondire insieme. Non tanto le assurdità di un mondo tecnocratico ed anaffettivo, ma le ingiustizie di una realtà tanto grottesca quanto spietata, cattiva ma anche tremendamente esilarante. Se si ride per non piangere, è anche perché la vita è soprattutto farsa.
Mio figlio è omofobo: mi ritengo un genitore moderno, progressista, aperto alla teoria gender e favorevole ad una autodeterminazione quanto più possibile precoce dell’identità sessuale. In seguito ad un colloquio con la maestra e la psicologa, mi sono definitivamente persuaso che, a cinquant’anni, io posso ancora sbagliare, ma mio figlio, a cinque, è maturo per scelte consapevoli. Oggi mamma mi ha portato al gay pride… (o era papà…?)
Ci penseranno i privati a darci la pensione, finalmente in modo meritocratico: se abbiamo i soldi per pagarcela, bene; se non li abbiamo, lo Stato avrà misericordia di noi, eliminandoci. Sbagliamo noi sfiduciati pessimisti: se mi guardo intorno, vedo sempre più immigrati che la pensione ce la pagano andando in bicicletta. E poi, se il lavoro non c’è più, perché dovremmo preoccuparci della pensione?
Le diseguaglianze crescenti, le nuove povertà delle nostre metropoli, il vuoto dilagante nelle nostre periferie, lo svuotamento lento ed inesorabile dell’ Italia profonda, specchio rotto del degrado di un Occidente che va in guerra senza più popolo. In questa realtà distopica e transumana, Accattone il Censore si scagliava soprattutto contro la pornografia, strumento e sintesi di un declino generale:
Vediamo perfino come il cumshot, lo “sparo dello sperma”, lemma rivelatore dell’istinto aggressivo della civiltà americana e patetica proiezione di potenza, abbia le ore contate. (..) Finalmente, giunti all’età – e forse all’epoca – della disillusione, realizziamo che in tutto siamo stati ingannati: la falsificazione della vita è divenuta una protesi dell’anima, che dobbiamo strapparci, con il terrore del vuoto. Nello specchio, dietro le rughe, vediamo solo edonismo e nichilismo: i due lati oscuri della civiltà borghese e liberale.
E Accattone il Censore proveniva proprio da una realtà borghese e liberale, non certo proletaria.
La povertà è un lusso che solo i ricchi si possono permettere
La scritta campeggia sulla maglietta che indossava durante il ricovero: il suo aforisma di sfida per questo mondo fatto a immagine e somiglianza dei miliardari, un monito alla gente del popolo perché si dia una svegliata.
A fine giugno, così chiudeva in riva al mare la cronaca della sua “Domenica atomica”:
Tutto è già avvenuto, chissà quante volte. E tutto sembra in procinto di finire, di nuovo e per sempre. Eppure, il mistero ciclico del tutto ancora ci sfugge. Al bar, una donna col morale sotto i tacchi a spillo, porta già sul viso i segni del cataclisma e confida all’amica il motivo: con la tintura ha dovuto coprire i primi capelli bianchi. Peccato che la fine possa essere solo circoscritta, perché anche la conservazione della specie dovrebbe avere una data di scadenza.
* * * *
Caro Francesco, “il coccodrillo” che mi avevi commissionato è quasi finito, ma non è un articolo commemorativo precotto. È un messaggio semplice e sincero ad un grande uomo libero. Perchè l’Uomo è immortale finché ne sopravvive il ricordo.
Come mi scrivesti tempo fa: “La battaglia è quella contro l'anima o per l'anima. L'unica cosa che ci rende vivi e uomini”.
E forse è anche ciò che ci rende davvero immortali.
Arrivederci, amico mio.
Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
26.11.2025
I funerali di Francesco Mazzuoli si terranno a Roma venerdì 28 novembre 2025 alle ore 11:30 nella chiesa di Santa Chiara in Piazza dei Giuochi Delfici.
nicolcass 2 dicembre 2025
Sono agnostico e laico, quindi non dovrei credere al demonio..eppure vedere certa gente fare il male senza rimorso mi fa dubitare...spero ci sia una punizione nell'aldilà per le canaglie più canaglie