Andare, o non andare, a votare? Questo è il dilemma…

Votare astenendosi: l'arma che il sistema non si aspetta.

mi_astengo

Con questo articolo diamo al via ad una serie inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l' 8 e 9 giugno prossimi.

Si alterneranno tante voci e posizioni, nella migliore tradizione di CDC, utenti e lettori sono invitati e benvenuti al dibattito: andare, o non andare, a votare? Questo è il dilemma…

Buona lettura.

La Redazione

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Andare, o non andare, a votare? Questo è il dilemma…
By CptHook

Si avvicina la data delle elezioni europee in un momento decisamente drammatico nella storia del continente e, se per questo, anche della società civile di tutto il mondo.

Nel suo ottimo “Mezzo paese non vota più e rifiuta il regime dei partiti!“ Fabio Bonciani ha espresso con grande passione tutta la preoccupazione che suscita il crescente disamore di gran parte dei cittadini nei confronti dell’esercizio del diritto-dovere fondante della democrazia (quella che Spinoza riteneva “di tutte le forme di governo la più naturale e più consona con la libertà individuale”, tema su cui mi ripropongo di tornare) ed è da qui che voglio provare a mettere ordine nel mio pensiero in proposito.

Come Fabio ci ricorda giustamente, la democrazia è quella forma di governo che riconosce a TUTTI i cittadini (salvo i casi di esclusione previsti dalla Costituzione) il diritto di esprimere la propria volontà, in forma diretta mediante l’istituto del referendum o indiretta mediante l’elezione dei propri rappresentanti. La manifestazione della volontà viene espressa mediante lo strumento del voto.

La Costituzione italiana considera il voto “un dovere civico”; questo vuol dire che, qualora non venga esercitato il diritto di voto, la persona non può essere sanzionata. Penso che possiamo quindi affermare che il voto è considerato un “diritto-dovere” e non un “dovere-diritto” e, a mio parere, è proprio qui che casca il proverbiale asino…

Cito ancora Fabio Bonciani:

Se a questa forma di governo così come definita, viene a mancare il cosiddetto “demos” (il popolo), ripeto, elemento indispensabile per definire tale forma una democrazia, è chiaro che non siamo più in presenza di essa, ma sono stati varcati i confini verso tutt’altre forme di governo di fatto.

Quando è che viene a mancare il "demos"? Ovvio, quando il cittadino rinuncia ad esprimere il proprio punto di vista, la propria scelta, lasciando in bianco la scheda (referendaria o elettorale), cioè “si astiene” in quanto le proposte che la scheda riassume non rispecchiano il suo pensiero. A questo punto ci troviamo di fronte ad una scelta “attiva”, anche se sarebbe preferibile richiedere che la scheda venisse annullata, onde eliminare la non infrequente possibilità di brogli (sic!).

Esiste anche un un’altra forma di astensionismo, che io chiamo “passivo”: non vado affatto a votare. Personalmente trovo questa una forma deteriore di astensionismo, un non impegno, un rifiuto, un “chissenefrega”. È certamente un altro modo, almeno da parte di una persona intellettualmente onesta, di esprimere il proprio dissenso ma non è il modo giusto, perché è fraintendibile, perché non lo esprime in maniera forte e chiara, univoca, perché non consente di capire a fondo il peso reale del dissenso.

In questo senso sarebbe, a mio umile parere, auspicabile l’introduzione in tutte le schede elettorali di un simbolo specifico “Mi astengo” che, se “votato”, rafforzerebbe il concetto che la scheda bianca vuole esprimere e, forse, potrebbe contribuire a ridurre la tentazione di rendere nulla in vari modi la scheda elettorale. Tornerò su questo tema nella parte finale.

Computata in una categoria specifica, la scheda bianca non è però equiparabile al voto “validamente espresso” e se ne tiene conto solo ai fini statistici della partecipazione elettorale. Come tale, viene assimilato ai voti nulli e viene letto come fosse un generico astensionismo, non dissimile dal comportamento di “non voto” di coloro che non vanno a votare. Di fatto, è un voto che tace. (Ester Tanasso - “La rilevanza delle schede bianche nel computo elettorale: il valore del dissenso.”)

Una scheda elettorale che contenesse il simbolo specifico Mi astengo sarebbe invece un voto validamente espresso, con tutte le conseguenze del caso.

È a questo punto che, come dicevo sopra, casca l’asino in quanto entra in ballo, almeno per me, quello che io chiamo il cambio di paradigma: votare è davvero soltanto un diritto-dovere, oppure dovrebbe essere un dovere-diritto?

Cito, dall’interessantissimo “Commento all’art. 48 della Costituzione“ del Professor Massimo Rubechi, associato di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo:

“Al giorno d’oggi, la necessità di trovare un punto di equilibrio nella natura duale del voto emerge con ancora maggiore nitidezza, poiché esso si può configurare come un diritto di libertà avente natura funzionale, la cui declinazione ambivalente si può apprezzare mettendo in connessione una sovranità che appartiene al popolo con l’esercizio della stessa nelle forme delineate dalla Costituzione, tra cui la principale è senza dubbio il momento del rinnovo delle assemblee parlamentari per il tramite del voto. In altre parole, la natura del diritto di voto si può cogliere al meglio solo se si colloca il momento elettivo nel contesto del circuito democratico disegnato dall’ordinamento costituzionale, ove appare chiaro che si tratta di un diritto che appartiene al singolo, ma anche, al contempo, di una funzione che il corpo elettorale svolge rispetto al rinnovo degli organi.

una funzione che il corpo elettorale svolge…,

Ecco il primo punto che mi ha colpito profondamente e da qui vorrei tentare una mia personale interpretazione.

Noi elettori (l’elettorato attivo, laddove i candidati costituiscono l’elettorato passivo), tramite l’esercizio di questo diritto, ci troviamo a svolgere una funzione, siamo l’attore principale, è a noi che compete l’onere, la responsabilità dell’azione politica, siamo noi che diamo il mandato a governare), che votando conferiamo ai nostri elegendi il potere/dovere di mettere in atto la nostra volontà, di “agire il nostro volere”. Siamo l’equivalente del consiglio di amministrazione di un’azienda (sia pure con i dirigenti in numero superiore ai lavoratori): come possiamo aspettarci che l’azienda produca se non confermiamo, con la massima chiarezza, la nostra volontà, le nostre direttive?

Ecco la nostra funzione, ecco che cosa, secondo me, sottintende il concetto di elettorato “attivo”, ben al di là della semplice partecipazione al voto; ecco quello che io chiamo il “cambio di paradigma” che è necessario attuare almeno a livello di coscienza: il voto non più diritto-dovere ma bensì dovere-diritto. Consentitemi un mio personalissimo aforisma: “La democrazia è un diritto che nasce dal rispetto di infiniti doveri”.

A questo punto volevo proseguire il tema specifico ma sono costretto ad allontanarmene brevemente per esemplificare, visto l’attuale contesto di frenesia bellica, a che cosa può portare il deviare dai concetti che ho espresso fin qui. Lo farò riportando alcune affermazioni del Professor Michele Marsonet su Italia Oggi del 2 febbraio scorso a proposito dell’astensionismo:

... Quotidiani, mass media, social network e i soliti intellettuali «impegnati» insistono sulla tesi che il voto è un «dovere morale», ragion per cui chi rinuncia a esercitarlo è, ipso facto, un reprobo indegno di vivere in un Paese democratico.

Un diritto, non un dovere- ... Nelle democrazie mature, per esempio Uniti d'America e Regno Unito, l'astensionismo è un fenomeno assai diffuso e non suscita le polemiche che, invece, scoppiano puntualmente da noi. Nelle nazioni anzidette si ritiene, giustamente, che il voto non sia un dovere bensì un diritto che, in quanto tale, può essere esercitato o meno, senza per questo mettere sul banco degli imputati tutti coloro che vi rinunciano.

Nessun dramma se il numero degli astenuti supera quello dei votanti. In America tale situazione si è verificata più volte, senza suscitare pianti e grida di dolore. Il sistema funziona comunque, anche se gran parte dell'elettorato non si reca alle urne, e viene riconosciuto ai cittadini il sacrosanto diritto di disinteressarsi di ciò che fanno i partiti, andando in vacanza o dedicandosi al proprio hobby preferito mentre si svolgono le operazioni elettorali. Si tratta, a mio avviso, di un segno di civiltà e maturità… Il voto è un obbligo solo nei regimi monopartitici e dittatoriali.

Stante quanto da me espresso sopra, ritengo inutile commentare queste affermazioni, se non forse per ipotizzare che siano un utile supporto a chi vuole che la vera democrazia finisca/non si concretizzi. Come minimo sono un invito all’irresponsabilità civile personale e collettiva diffusa, una glorificazione del nascondere la testa sotto la sabbia (senza accorgersi che il culo rimane ben esposto), a mio personale parere un inno al più squallido qualunquismo. Da rabbrividire: “… un segno di civiltà e maturità…” (ma mi faccia il piacere, Professore!).

Fine dell’excursus.

Proseguo con le parole del Professor Rubechi:

Più aspro fu invece il dibattito sul tema dell’obbligatorietà del voto, poiché coinvolse impostazioni ideali ma anche ragioni tattiche che sorreggevano le posizioni dei partiti rispetto alla diversa presunzione di mobilitazione dei rispettivi elettorati. Democrazia cristiana, liberali e monarchici erano, infatti, favorevoli all’introduzione del voto obbligatorio, mentre soprattutto comunisti, repubblicani e socialisti erano contrari, in ragione della maggiore o minore enfasi sulla natura di diritto o di funzione della votazione, ma anche in seguito a considerazioni di convenienza elettorale [8]. La soluzione fu trovata in un compromesso, piuttosto ambiguo, costituito dal riferimento al voto come «dovere civico», il cui contenuto prescrittivo avrebbe dovuto essere determinato dalla legislazione di rango primario.

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“[8] Il Partito comunista italiano, in particolare, riteneva che il suo elettorato avesse una maggiore propensione alla mobilitazione, mentre la Democrazia cristiana temeva l’inverso e dunque propendeva per il voto obbligatorio, come mostra la proposta Mortati di introdurre sanzioni pecuniarie in caso di astensione, poi abbandonata. (Cordini G., ‘Il voto obbligatorio’, Roma, Bulzoni, 1988, in particolare pp. 79ss.)

ma anche considerazioni di convenienza elettorale

Serve spiegare questa frase? Spero proprio di no.

Sto vivendo il mio settantacinquesimo anno, sono stato allevato alla scuola de “La disciplina è madre dell’autodisciplina” e ci credo profondamente (anche se spesso sono carente nella seconda, peraltro a volte senza far niente di meglio se non rimproverarmelo). Sono convinto che le leggi vadano osservate per il rispetto ad esse dovuto e non per il timore della punizione conseguente alla violazione, ma è quel timore o, se preferite, la certezza della punizione la disciplina che prepara all’autodisciplina del rispetto. Sono concetti banali, terra-terra ma, tornando alla natura, non possiamo dimenticare che la linea di minor resistenza è anch’essa un fattore di sopravvivenza: rubare a chi lavora è meno faticoso che lavorare, ed è per questo che abbiamo inventato la disciplina della legge che punisce il furto (*).

La democrazia è impegno, è capacità di rinunciare tutti ad un minimo del proprio “particulare” per raggiungere l’utile dello stato, espressione della volontà collettiva [della maggioranza] (**) dei cittadini (e non del volere di questo o quel “Principe”) per il bene collettivo dei cittadini stessi. Ma, come già ribadito ampiamente, l’impegno presume la fatica (cioè andare contro natura) ed è a questo che serve la disciplina: l’impegno a votare, coniugato con la possibilità di esprimere specificamente l’astensione (simbolo Mi astengo) e con l’inserimento di quorum "significativi" per qualsiasi forma di manifestazione elettorale, dovrebbe essere un obbligo per tutto il tempo necessario affinché divenga un chiaro obbligo morale logico, da disciplina divenga autodisciplina. La democrazia deve essere consapevolezza.

Se oggi si tenesse un referendum pro-contro la nostra partecipazione di fatto ad una guerra contro un paese che non ci ha aggredito, ma che ha ogni diritto di considerarci aggressori in quanto:

a) - alleati di un paese (che, apparentemente solo per procura, ha avviato da anni una guerra contro quel paese al fine di mantenere ed aumentare la propria egemonia),

b) - fornitori di armi ad una delle parti in guerra dopo l'inizio di detto conflitto

e i cittadini non avessero a disposizione uno strumento potente ed efficace per manifestare il proprio dissenso ma, piuttosto, fosse avallato “il sacrosanto diritto di disinteressarsi di ciò che fanno i partiti, andando in vacanza o dedicandosi al proprio hobby preferito, di chi sarà la responsabilità di ciò che ne potrà derivare?

Che cosa racconteranno ai propri figli di aver fatto per evitare che venissero privati del proprio futuro? Che siamo andati in vacanza o ci siamo dedicati al nostro hobby preferito? Sarebbe questo un male minore rispetto all’obbligo di impegnarci a difendere il loro futuro andando a votare? Sarebbe questo un obbligo da “regimi monopartitici e dittatoriali”?

Un proverbio giapponese recita:

Il bambù deve piegarsi alla brezza, ma anche la possente quercia si piega al tifone

…, (e se non è un tifone quello che ci sta venendo addosso…).

Arrigo de Angeli (CptHook) per ComeDonChisciotte

A questo punto mi sfilo il cappello di Autore e mi infilo quello di Redattore per la doverosa precisazione:

"Le opinioni espresse nell'articolo non rappresentano necessariamente quelle della Redazione di ComeDonChisciotte"

(*) (senza entrare nel merito dei motivi per cui a volte si delinque, tema che riprenderò se possibile in un prossimo articolo, riagganciandomi a questo)

(**) (tema spinosissimo su cui anche toccherà tornare)

Commenti (159)

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Nascondi area commenti 68 caricati
    1. Jimbo 9 aprile 2024

      CptHook non vorrei arrivare alla (mia) conclusione bypassando bellamente la discussione ma allo stato attuale il voto/non voto in tutti gli stati UE non può cambiare le cose.
      Il cambiamento può arrivare da
      1) un movimento di Popolo numericamente impressionante il che è impossibile oppure
      2) dall'esterno (ad esempio l'effetto domino BRICS) oppure
      3) lo decidono Loro tramite guerre o crisi indotte.

    2. CptHook 9 aprile 2024

      Jimbo, come ho già premesso, ho dovuto eliminare, dopo un corretto confronto con i colleghi nell'ambito della serie di articoli di cui questo è solo l'inizio, una mia lunga premessa sulla democrazia che, forse, avrebbe dovuto restare.
      Dico forse perché, tutto sommato, i commenti letti finora mi hanno fornito molto materiale per integrare ed ampliare quella premessa che, penso, potrebbe sorprendere, e temevo avrebbe potuto scandalizzare, per la sua apparente incoerenza con quello che ho scritto, falsando l'obiettivo che mi ero posto.
      Non ti scrivo l'articolo adesso, qui, in diretta; posso solo dire che lo firmerò io ma lo avrete scritto tutti quanti voi.
      Se questa possa essere una promessa o una minaccia, lo giudicherete poi voi...
      :-)))

    1. Jimbo 9 aprile 2024

      Ultime Europee.
      28 Paesi.
      Astensionismo oltre il 50% in 16 Paesi (di cui 8 intorno al 70%).
      In quei 16 governano i soliti.
      Anche con il 70% di astensionismo.
      Non voterò ma è sempre meglio sapere che le carte le danno loro, il gioco è loro e gli arbitri sono loro.
      *Per inciso l'affluenza in Croazia e Portogallo era sul 30% e in Cechia 28%.
      In Slovacchia l'astensionismo ha toccato il 76%.

    1. RixGa 9 aprile 2024

      Articolo che porta a molte riflessioni già ben evidenziate in diversi commenti, cui aggiungo la mia.

      Nessuno ha mai pensato che il malcontento nei confronti dei partiti tradizionali (sacrosanto) e la grande astensione sia in qualche modo strategicamente indotta?
      Mi spiego meglio: se fossi un politico avrei ogni vantaggio se a votare ci andasse solo mia moglie, il mio parente, mio cugino, mentre la parte degli elettori che non conosco e non posso "controllare" fosse assente.

      Mancherebbe o sarebbe drasticamente ridotta quella imponderabile variabile che compone il cosiddetto voto di protesta, rendendo di fatto l'elezione stessa quasi sotto controllo o prevedibile.
      Insomma favorire l'astensione o comunque l'inazione soprattutto se questa riguarda persone intelligenti o contro sistema e ottenere i voti dallo zoccolo duro (ovvero le persone per diverse ragioni più sensibili alla propaganda).

    2. pippo123 9 aprile 2024

      c'è un mah...c'è sempre un mah...se vieni eletto con una affluenza del 50 % te ne sbatti degli assenti...ma se chi partecipa al voto raggiunge il 27.78 % degli aventi diritto scatta una delegittimazione evidente non nascondibile

    3. RixGa 9 aprile 2024

      Cui però machiavellicamente il politico se ne frega.
      Finge di discutere in un programma TV con un presentatore strillone a caso, insiste parodicamente sul diritto-dovere e sotto sotto, una volta eletto, è contento perché ha ottenuto l'obiettivo prefissato.

    1. davec.dj 9 aprile 2024

      Per piacere, levate questo penoso e psichiatrico articolo che abbassa drasticamente le qualità e le credibilità do CDC.

    2. CptHook 9 aprile 2024

      Prendo atto ed inserisco nei pensierini della sera prima di andare a dormire.
      Proposta: perché non ci scrive anche lei un suo bell'articolo a confutazione? Saremo lieti di pubblicarlo.

    3. CptHook 9 aprile 2024

      Aggiungo, relativamente al suo eventuale articolo: se, ovviamente, lei è in grado di elaborare il suo pensiero appena un po' più oltre dei Disliked.

    1. pippo123 9 aprile 2024

      Se un amico mi invita di andare al cinema, e nei tre cinema della mia città fanno lo stesso film, che ho già visto, e che non è mi è piaciuto..opto per una serata in Pizzeria...è un atteggiamento da condannare?

    1. Marco Fontana 9 aprile 2024

      Premettendo che, se fosse possibile inserire nella scheda il riquadro con scritto "MI ASTENGO", risulterebbe probabilmente l'opzione più votata, credo che il senso della scelta di non recarsi alle urne sia più forte e significativa.

      Certo, i qualunquisti praticano l'astensionismo come scelta di vita, ma in questo caso andrebbero ad aggiungere massa critica a chi, invece, non vuole dare un segnale di disimpegno, ma di RIFIUTO di quella farsa che sono le "elezioni" europee, dove viene incaricato un parlamento farlocco dal quale, al massimo, emergono voci dissonanti utili ad intasare i gruppi di discussione su Telegram.

      La sberla di far vedere, giusto per dire, un 60% e oltre di astensioni, metterebbe tutti di fronte al fatto compiuto che la cosiddetta "democrazia" liberale è un meccanismo truffa delle élites per contare ben oltre il proprio peso numerico, con inevitabili ripercussioni anche sugli equilibri all'interno del Paese.

      Diciamocelo chiaro, le leggi-truffa elettorali hanno messo in sella nei maggiori Paesi della UE partiti che, sistematicamente, obbediscono ai poteri atlantici, infischiandosene dell'interesse delle nazioni che amministrano. Vedasi la Germania o la Francia, oltre che l'Italia, dove un partito di odiatori di italiani come il PD, sistematicamente esprime il presidente della repubblica (rigorosamente scritto in minuscolo).

      L'Italia meriterebbe un'analisi a parte, data la propensione delle proprie élites interne a svendere qualsiasi cosa pur di fare cassa, fottendosene allegramente di qualsiasi interesse collettivo, come se l'idea stessa di nazione fosse completamente assente. Ma questo vulnus culturale è conseguenza dell'autocastrazione impostaci dai "liberatori", vera cancrena purulenta da estirpare.

    2. ric 9 aprile 2024

      lasciare sceda scarabocchiata , quindi inutilizzabile avrebbe lo stesso effetto . non andare votare puo' significare indifferenza o menefreghismo .

      ma lasciare sceda nulla . manterrebbe il quorum dei votanti esprimendo il dissenso.

    1. berlioz 9 aprile 2024

      Quando arrivano queste cazze di votazioni mi sento sempre spinto con le spalle al muro e stretto per le palle, sono delle scadenze assai più debilitanti delle cazze di brezze primaverili o della dichiarazione dei redditi... Non c'è salvezza... Comunque vada sarà sempre un insuccesso

    2. Brule 9 aprile 2024

      Le ultime volte ci dovevo bere sopra, prima di andare.
      Come dice il detto "aspettati il peggio e senza dubbio non verrai deluso".

    3. Nonso 9 aprile 2024

      Ma perché ci vai se tanto il meglio è comunque il solito?

    4. Brule 9 aprile 2024

      Verissimo. Questa volta penso proprio di saltare.
      Troppe, troppe, ne han fatte.

    1. me-stesso 9 aprile 2024

      Ci vorrebbe alle prossime elezioni un partito da votare con un unico punto nel suo programma elettorale: fare una riforma che permette ai partiti (e ai governi) di essere controllati e sfiduciati dalla propria base elettorale, con anche conseguenze di responsabilità penali ad esempio. Inoltre abilita i referendum propositivi, etc.
      Questo partito vince, va su al governo, sistema la funzione della democrazia per renderla effettiva (e non virtuale/falsa). Poi, terminata questa sua funzione, si scioglie e si va a votare nuovamente per chi vuoi tu.
      Ok, mi sono risvegliato. E' stato un bel sogno...

    2. me-stesso 9 aprile 2024

      Ma poi una volta votato in maggioranza...manterrebbe la promessa?

    3. ric 9 aprile 2024

      se vuoi che non ci siano soprusi , bisogna fare in modo che nessuno abbia il potere di farli.

    4. me-stesso 9 aprile 2024

      Giah, comunque questo sarebbe l'unico partito per cui potrei muovere il mio sedere dal divano e recarmi alle urne (che peraltro ho a 50 metri da casa mia....)...

    5. me-stesso 9 aprile 2024

      Sondaggio: come si potrebbe chiamare questo partito?
      "Riforma democratica" RD
      "Viva la democrazia" VLD
      "Forza democratica" FD
      "Più democrazia" PD
      "Democrazia reale" DR
      "Don Chisciotte" DC
      ......
      ......

    6. absitiniuriaverbis 9 aprile 2024

      ... manterrebbe o acconsentirebbero altri attori (burattinai) che la mantenessero?
      Italia è colonia.

    7. me-stesso 9 aprile 2024

      Alla sola eventualità che un tale partito prende la maggioranza e va al governo, avremmo i carri armati dei nostri "liberatori" per le strade...
      Ma almeno sarebbe finito qualsiasi teatrino possibile

    8. ric 9 aprile 2024

      e' la democrazia in se che e' errata. ti garantisce la liberta' fino a quando non rompi i coglioni a quelli che detengono il potere da secoli. Ora spiegami come mai per occupare in qualsiasi azienda posti di rilievo e' necessario dimostrare consolidate qualita' necessarie per assolvere i compiti prefissati . Come mai per governare in politica basta avere una presentabile faccia da c....?

    9. absitiniuriaverbis 9 aprile 2024

      Il problema del nome non è un problema:🤣
      Se è partito, se sono partiti c'è da augurarsi che non ritornino. Biglietto di sola andata.

    10. me-stesso 9 aprile 2024

      Non è errata, è che non c'è...

    11. me-stesso 9 aprile 2024

      Mi stai facendo svegliare sempre più dal mio bel sogno :-))

    12. ric 9 aprile 2024

      ma se ci fosse sarebbe errata nel suo progetto . prova a spiegarmi cosa intendi tu per democrazia.

      secondo te , un motore a scoppio , con tutti i suoi organi , funziona democraticamente ?

      sembra un paragone assurdo...ma non lo e' per nulla..

      pensa ad una azienda dove si decide di fare un certo tipo di lavorazione , ma le maestranze democraticamente fanno uno sciopero preventivo in attesa di votare per decidere chi lo deve fare.

      vedi soltanto quel balengo che vuole fare il ponte sullo stretto , 3200 metri sospesi , ( collassa gia' sotto il peso dei cavi di sostegno ) la dilatazione longitudinale dei cavi sara' di almeno 70 metri.......( con escursioni termiche di 70 gradi centigradi..il piano stradale inevitabilmente si abbassa.....lo spostamento oscillatorio laterale di almeno 20 mt per lato sotto vento , fanno in modo che se prende l' "armonica di ritorno ) si spezzera' come un grissino--

      la democrazia , non valuta il danno che le merci che attraversano il ponte poi dovranno essere incanalate sulle autostrade , con dei costi impressionanti oltre ai danni del traffico. Una nave commerciale porta il contenuto di 2000 bilici con un decimo della spesa.

      a meno che il ponte serva per i vacanzieri che hanno paura dei voli aerei...

    13. carla 11 aprile 2024

      Ma anche uno che mettesse in gatta buia tutti i palamarizzati basterebbe, comprendendoo anche il capo cosca che ci costa anche una cifra come spese di palazzo, valletti ecc.ecc.

    1. ric 9 aprile 2024

      solo una SERIA dittatura puo' garantire la giustizia. La democrazia assicura l'impunità dei soprusi in ogni risvolto della vita sociale.

    2. carla 11 aprile 2024

      Non abbiamo avuto col covis una dittatura, ma vero totalitarismo, con il vicino che controllava e denunciava il vicino.

    1. Seik Eloth 9 aprile 2024

      Votare... ma quali virtualità parlate?
      Andate a mare che è meglio ed è reale.

    1. carla 9 aprile 2024

      Pro-memoria
      De tener presente la regola, aurea per lor signori, del silenzio assenso.
      C'è chi ancora si sgola, spero in buona fede, dicendo che se va solo il 3% della popolazione le elezioni non valgono non sono dem ocratiche e allora non si sa che succederà.....sarà sempre Natale e festa tutti i giorni....dimenticando, poveri ingenui, che i pdofili a votare ci vanno in massa e che abbiamo raggiunto l'85% di cavie volontarie senza nessun obbligo iniziale.

    2. clausneghe 9 aprile 2024

      Carla, renditi conto che vai a legittimare con il tuo voto una struttura nata con l'imbroglio, infatti non hanno mai chiesto ai Popoli se la volevano questa UE o no..Sono abusivi e non si vota per gli abusivi.

    3. carla 11 aprile 2024

      Invidio molto chi andrà al mare, come farei anch'io, però poi non venite a lamentarvi qui su CDC,sembrerà che a voi stia tutto bene VDL compresa, anche perchè si dovrebbe come minimo scendere in piazza e abbracciare le a..i, avete capito.

    1. carla 9 aprile 2024

      Tranqui state a casa che altri 6 anni di VDL non ce li leva nessuno.
      Fate anche un'opera buona perchè ha ben 8 figli da mantenere/sistemare, oltre al marito che potrebbe essere interessato ad un rilancio.

    2. mago 9 aprile 2024

      Mi sa che sul Reichstag sventolerà a breve la bandiera Russa e questa sarà a Miami con il figlio di Bibi a bere mojito sempre che esisteranno ancora gli Usa.

    3. clausneghe 9 aprile 2024

      Otto? Io sapevo sei, ma che è, una coniglia teutonica?

    4. carla 9 aprile 2024

      Sono 7 figli più un nipote adottivo!?!?

    1. Bertozzi 9 aprile 2024

      Non succede niente, non ci sono più notizie, non abbiamo più di che parlare, questa è l'amara verità. Allora ce le inventiamo, inventiamo cose che non ci sono - pandemia/guerre globali ecc, elezioni - facciamo previsioni vaticini, serve questo, non serve quell'altro. Il dilemma voto/non voto di solito è un must, tira sempre, qualcuno ci si scanna ancora su, di solito chi non riesce a uscire dal gorgo destra/sinistra, eppure, tenendo buone le intenzioni del capitano, pure questo stavolta non avrà tanto seguito, già le elezioni nazionali rappresentano una farsa, figuriamoci quelle europee, a due mesi di distanza, che non sono elezioni, ma un sondaggio su quanti sono disposti ad attivarsi per dare il proprio consenso scritto (icsato) alla futura inchiappettata, vedi altre operazioni similari. Nel frattempo la benzina arriverà a 2.5 dicono, e i prezzi in generale sono indegni rispetto alla qualità delle merci, le bollette vanno dove pare a loro e la scuola è un carcere per rieducazione transumana ma ehi, votare o non votare, son certo questioni importanti.

    2. me-stesso 9 aprile 2024

      Ci inventiamo qualcosa di cui parlare perchè dobbiamo coprire la nostra inazione. Riguardo ad esempio al tema del voto/non-voto noi, il popolo dovrebbe al minimo far sentire la propria protesta per rivendicare un sistema per mettere in gattabuia i partiti che non raggiungono gli obbiettivi del programma per cui sono stati eletti o che hanno legiferato in disaccordo con la propria base elettorale. Ma noi non agiamo e quindi ci perdiamo in chiacchiere...

    3. Bertozzi 9 aprile 2024

      Sono d'accordo. Ma penso che il primo passo della protesta sia proprio smettere di fare quello che si è sempre fatto, che è poi quello che vogliono che noi facciamo, cioè aderire. Il primo atto della protesta è proprio l' inazione, la disubbidienza, il dire no a un sistema. Altro che rivolte. Poi eventualmente la protesta può prendere strade diverse ma all'inizio, a mio parere è sempre un incrociare le braccia e dire: no. Non hanno costretto nessuno a siringarsi così come non costringono nessuno a votare, per fare entrambe le cose si deve prendere le gambe uscire di casa e sottomettersi a determinate azioni decise da altri che non conosciamo e che ci "vendono" il nostro bene. Si esce e si va ad auto schiavizzarsi. Basterebbe smettere. Molto semplice ma molto difficile. Eh ma io tengo famiglia, io un altro lavoro come questo dove lo trovo, eh ma io qui, io là, e con queste frasette sulla bocca ci si accoda in fila come le bestie per essere scannate.

    4. me-stesso 9 aprile 2024

      Qui invece sono io a non essere d'accordo: i livelli di astensione che vedremo alle prossime europee saranno già epocali, ma sorge la necessità di dare una contestualizzazione al tutto e di non perdere più tempo. Il popolo (gli elettori) dovrebbero definire a se stessi ed andare a spiegare ai partiti e al potere cosa vuole che venga implementato affinché si possa parlare davvero di democrazia e a spiegare come si comporterà se non raggiungerà quanto richiesto. Loro se ne sbattono anche se fossero legittimati dal solo 10% fintanto che il popolo non eserciterà una forza di contrasto. Non è più tempo di filosofie, fuori ci massacrano.

    5. IlContadino 9 aprile 2024

      L'altro giorno spiegavo ai miei figli, cercando di rimanere abbastanza neutro, anche se mi è scappato di dire il punto di vista di Tolstoj, cosa sono le tasse, in cosa consistono (sai, il grande ha iniziato a fare i suoi primi lavoretti).
      Hanno ascoltato, in silenzio, poi il grande fa:"Eh, se nessuno le pagasse..!"
      Ancora acerbo il giovine, però promette bene;-))

    6. me-stesso 9 aprile 2024

      Non pagare le tasse, sarebbe già una "azione". Qualcosa di ben oltre che la "semplice astensione per vedere se percaso piangono"

    7. Bertozzi 9 aprile 2024

      Ma infatti non filosofeggio, la disobbedienza civile, fiscale, ecc è un' arma potentissima, anche perché non si può sedare con la forza e le manganellate. Per cui molto più efficace delle rivolte sanguinose, in cui si dà la possibilità al potere di reprimere.
      Punto difficile da capire ai più. Che infatti non solo non disobbediscono ma obbediscono sempre (attivamente )fino a quando si ribellano (attivamente) senza passare per quella via di mezzo che è il "nulla fare' (passivamente), direbbe Agosti,a mio modo di vedere, è la "non azione" piu importante di tutte.

    8. Bertozzi 9 aprile 2024

      Mi immagino la tua faccia... ;-)

    9. clausneghe 9 aprile 2024

      Infatti, Bertozzi, la non azione è quella che prediligo, in particolare lo stare seduto sulla sponda del fiume Karma con la pipa in bocca aspettando vivo fiducioso e sereno che passino i cadaveri dei miei nemici..Che non sei tu, beninteso, ma altri più appariscenti e voluminosi..

    10. mago 9 aprile 2024

      tutti hanno la rata della casa il leasing de suv l amichetta o la famiglia allargata da mantenere due spiccioli sul CC li tengono per le palle altro che disobbedienza fiscale.

    11. Teopratico 9 aprile 2024

      Secondo me hai colto il problema, l' astensione al sistema, al lavoro, al mutuo col cappotto termico, la macchina, moto, barca, l' astensione a farsi i cacsi propri, a stare comodi, al calduccio, al fresco, sul divano in pelle, la casa pure al mare, cibo di qualità etc. Mi sa che il problema è millenario e finché non scorre sangue per le strade ognuno di noi, alla fine, pensa a rifarsi la cucina, sistemare un bedanbreackfast...

    12. ducadiGrumello 9 aprile 2024

      d'accordo caro Mago, però a mio modo di vedere un conto è la rata della casa, un altro suv amichetta ecc. Io comunque sono in affitto da sempre, a scanso di equivoci

    13. ric 15 aprile 2024

      non pagare le tasse? lo fanno gia ' le multinazionali , le aziende che delocalizzano la sede fiscale , i cantanti attori sportivi che risiedono in Svizzera , Montecarlo , San Marino,, le imprese che nascono oggi a e fra due anni cambiano ragione sociale , gli operatori di borsa....
      e non per "caso " ridono a crepapelle---

    1. Rama 9 aprile 2024

      No vote, danke!

    1. me-stesso 9 aprile 2024

      Li fuori ci massacrano, troppe ambiguità per i miei gusti!
      Anzitutto alla scelta "Mi astengo" che sa tanto di un "fate pure voi che a me va bene tutto"... aggiungerei le seguenti scelte:

      • non mi va bene nessun partito dell'elenco
      • mi va bene tale partito ma non mi fido che porterà a compimento le promesse, quindi no

      Fintanto che non reclameremo un sistema di controllo sull'operato dei partiti, tale per cui se non porti a compimento il programma elettorale è pronta la ghigliottina o qualcosa del genere, --> stiamo parlando solo di fuffa!

      Amleto: "Votare o non votare, NON E' QUESTO IL PROBLEMA"

    1. Individualista 9 aprile 2024

      Mah, tenendo conto che non so cosa cambierebbe se eventualmente "Mi astengo" prendesse il 50% + 1 dei voti (il sistema crollerebbe? la democrazia alzerebbe bandiera bianca?), non so se il mio pensiero debba partire dalla fine (ad es. la Cunial che si ritrova in quel porcaio messo su da De Luca) o partire dall' "inizio" ovvero le clausole segrete del trattato di pace di una guerra che noi abbiamo PERSO. O perché no, andare a ritroso in Grecia ("no meteci, no schiavi, per favore, noi siamo raffinati") per gustarci l'umiliazione democratica di Samo?!?!

      Non mi piace dilungarmi in generale, anche perché il mio nick evidenzia tutta la mia distanza dalla democrazia, ma fa specie leggere certe cose dopo che la democrazia (con tanto di sostegno diretto da parte del demos - manco referendum: tutto dal balcone...) ci ha rinchiusi, umiliati e seviziati in nome della salute pubblica.

      LA DEMOCRAZIA È UN'ASTRAZIONE, UN FANTASMA TANTO AMORALE QUANTO SUBDOLO.
      DEMOCRAZIA E' FARSI SODOMIZZARE CON RESILIENZA.

    2. carla 11 aprile 2024

      Non si dovrebbe nemmeno andare dal medico e men che meno per fare una colonscopia, da come parlate di sodomizzazione.

    1. Nonso 9 aprile 2024

      Scusassero, ma come potrebbe funzionare questo, senza un preventivo ribaltamento del sistema?

    2. Nonso 9 aprile 2024

      PS: Andare ad annullare il voto significa legittimare il seggio. Cosa che non mi sognerei mai di fare

    1. LuxIgnis 9 aprile 2024

      Penso che ognuno faccia quello che gli pare ma che l'astensionismo, anche come lo indichi tu, sia un'arma è una grande illusione.

      Per quanto riguarda la responsabilità che ti chiedi verso la fine.
      La responsabilità è una cosa che o ti prendi coscientemente o ti arriva sul groppone se non lo fai coscientemente.
      Ognuno è sempre responsabile anche degli altri qualunque azione decida di fare. Perché ogni nostra azione (la non azione è un'azione) ha per forza un riverbero che si espande ovunque.
      Ed è molto meglio prendersi responsabilità per aver fatto qualcosa che si credeva giusto che non aver fatto nulla e ritrovarsi comunque la responsabilità sul groppone.

    2. Arian Van Heisen 9 aprile 2024

      La responsabilità è personale non collettiva..!

    3. LuxIgnis 9 aprile 2024

      Guarda che è la stessa cosa. Le bombe sulla testa non guardano al personale.

    1. alessandroparenti 9 aprile 2024

      Io non ho la ricetta magica, ma sono sicuro che non esiste un partito che meriti il voto perché intenzionato a fare quello che promette e non il contrario. E so che allo stato attuale delle cose non potrà neanche nascerne uno, visto le innumerevoli possibilità in mano al potere di farlo sgonfiare, sputtanarlo o infiltrarsi se necessario. Quindi non voto nessuno. La bianca non mi piace perché potrebbero votarla altri. Il"Mi astengo" non c'è e non si sogneranno mai di metterlo. Altre alternative non ne vedo, evito un'umiliazione e non mi presento neanche. Chiaro che non venissi sanzionato preferirei andare e sfasciare le urne a mazzate.

    1. gianB 9 aprile 2024

      Ti sei preso una bella briga capitano 😁. Comunque il problema non è votare o non votare (é che abbiamo sempre la speranza di "vincere"), il problema è che in una VERA democrazia,e nella misura in cui questa è VERA, tutti, dico tutti i componenti del "gregge" dovrebbero essere nel pieno delle proprie capacità di discernere e di volere. Ma sappiamo bene che non è così ed i "falsi pastori" (ops forse dovevo dire "falsi profeti"?🫢) fanno razzia delle "pecore".
      Quindi, in definitiva, il problema non sta nella scelta di votare o non votare ma bensì nel "disinteressarsi di ciò che fanno i partiti, andando in vacanza o dedicandosi al proprio hobby preferito”, e questo vale sia per chi vota che per chi non vota.
      In altri termini, l'ignoranza è il vero problema (come se dicessi una cosa nuova🥴), e quest' é cio che mina il concetto e l'attuazione di una democrazia.

    2. CptHook 9 aprile 2024

      Dal corpo dell'articolo, sempre per motivi editoriali, è stata espunta la parte relativa al mio pensiero sulla democrazia.
      Di fatto, come tu giustamente sottintendi, il problema primo è definire la democrazia e solo dopo trattare il modo di agirla correttamente.

    3. ric 9 aprile 2024

      nove ragazzi si trovano sempre al sabato , e votano per andare in gita.

      5 vogliono andare al mare , 4 in montagna. Poiche' devono essere " uniti " la vera democrazia imporrebbe di andare tutti assieme 5 volte al mare , e 4 volte montagna

      invece la truffa della democrazia decide che si deve sempre andare dove indica la maggioranza.

    4. carla 15 aprile 2024

      Potevi anche parlare di spese ordinarie di condominio dove se si vuole tagliare un albero o piantare una siepe in seconda seduta vale la maggioranza+1 e tutti si accollano le spese

    5. ric 15 aprile 2024

      verissimo ! il condominio e' il piu' inadatto a rappresentare un sistema democratico , poiche' si intrufola lo stato per imporre regole che scavalcano l' assemblea dei proprietari , pur di favorire un mercato imprenditoriale che fa solo danni irreparabili. Non a caso in Piemonte c'era una volta una trasmissione settimanale chiamata " OBBIETTIVO CONDOMINIO "

      come essere al poligono...

    6. carla 15 aprile 2024

      L'alternativa potrebbe essere quella di Caserta: tutti armati alla riunione e vince chi ne ammazza di più o meglio li ammazza tutti

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