Amicus certus in re incerta Ceuta - un caso che parla più di quello che dovrebbe

Amicus certus in re incerta Ceuta - un caso che parla più di quello che dovrebbe


Di Giovanni Amicarella


La massima latina sull'amico vero che si vede solo nei momenti di difficoltà calza a pennello col caso di Ceuta. Non tanto per la situazione in sé: non è la prima volta infatti che, a fronte di decisioni del governo spagnolo in direzione opposta e contraria a linee straniere, venga usata l'arma del ricatto umanitario con masse di persone spinte, apparentemente dal nulla, verso il confine.

Nel 2021 era scattata casualmente una situazione analoga al ricovero in Spagna di Brahim Ghali, dirigente del Fronte Polisario per l'indipendenza del Sahara Occidentale, particolarmente inviso alla monarchia marocchina. Situazione poi di fatto appianata con pesanti respingimenti e settimane di colloqui diplomatici e smentite costruite a tavolino da ambo le parti.

La situazione del 30 e 31 luglio invece ha avuto una peculiare concomitanza con alcune posizioni prese dal governo Sanchez: dalla condanna per i fatti in Palestina perpetrati da Israele al rifiuto di permettere l'uso di basi spagnole per l'aggressione all'Iran. La crisi è scaturita dallo sconfinamento di circa 72mila persone, Ceuta ha circa 84mila abitanti, alimentata dalla falsa premessa che chi fosse riuscito a sconfinare avrebbe ottenuto il permesso di rimanere in Europa.

La situazione ha portato a saccheggi, sommosse e violenze (anche sessuali), con la popolazione locale particolarmente provata dall'improvvisa situazione. Nel caos della situazione ci sono state diverse proteste contro il governo. Già nel giro delle prime quarantotto ore gran parte dei migranti sono stati rimpatriati: non perché il governo Sanchez abbia usato chissà che pugno di ferro, semplicemente è stata smentita la notizia del permesso di rimanere in Europa, facendo sì che larga parte dei cittadini marocchini se ne andassero senza particolari problemi, mentre la popolazione locale si stava muovendo per risolvere il problema in autonomia con la forza.

A livello nostrano deve essere sfuggito il dettaglio che dietro la massa di persone arrivata a Ceuta c'è un preciso disegno strategico. La situazione della monarchia marocchina è abbastanza nota: da buona monarchia affonda il proprio potere su una crescente disparità economica giovanile, utile per lavoro a basso costo e spendibile come pedina sulla scacchiera geopolitica. Nessuna rivendicazione nazionalista, che sarebbe un po' peculiare vista la storia dell'exclave, se non da parte di commentatori esteri che, non conoscendo, sono arrivati addirittura a parlare di "riscossa contro il colonialismo".

Insieme a esse circa cinquemila provenienti dall'Africa subsahariana, questione che ha fatto da perno alle dichiarazioni di Sanchez. Il presidente spagnolo infatti, che seppur nei suoi sprazzi di brio antisionista e antimperialista resta un democristiano, ha subito appianato qualsiasi accusa contro il Marocco. Situazione analoga, se vogliamo, al post crisi 2021, dove la linea fu molto simile. Sanchez ha puntato il dito contro Israele e Russia, che avrebbero secondo lui diffuso fake news. Questione invece ritrattata dagli stessi servizi segreti spagnoli.

Su Israele direi sarebbe una perdita di tempo dilungarsi: mi limito a dire che è proprio strano che ogni volta che qualcuno prende una posizione contro quell'entità statale paramafiosa ne esca con una crisi umanitaria per le mani. Il fatto che si sia così rapidi a smentire categoricamente qualsiasi coinvolgimento israeliano lo trovo più una conferma che una smentita, basti vedere le dichiarazioni israeliane contro la Turchia dopo le prese di posizione antisioniste, con minacce velate (e meno velate) di ogni tipo.

Sul tema delle dichiarazioni sulla Russia non sono casuali: derivano dalla possibilità geopolitica che, avendo una vasta presenza militare nell'Africa subsahariana ingaggiata dai governi locali, la Russia avrebbe la capacità di influenzare vari fenomeni in tal senso. Tema che era già emerso nel 2023, con l'accusa di Crosetto ai danni dell'allora capo della Wagner, Prigozhin. Accusa che, considerando la fine fatta da Prigozhin per essere sempre stato molto indipendente rispetto al governo russo, risulta abbastanza scarna. L'attuale successore della Wagner, l'Africa Corps, tuttavia, è direttamente alle dipendenze del comando militare russo.

Da un punto di vista pratico, però, sarebbe una strategia del tutto controproducente se fosse stata applicata a Ceuta.

Il governo spagnolo, seppur sia di centrosinistra, al momento ha negato l'appoggio militare nell'aggressione a un alleato geopolitico della Russia in questa fase, l'Iran. Se l'uso dell'immigrazione fosse un'arma a disposizione, o comunque contemplata, l'obiettivo numero uno dovrebbe essere la Sicilia, per il coinvolgimento che Sigonella sta avendo (e rischia di avere in futuro) nelle operazioni militari statunitensi.

Anche la posizione sulla questione russo-ucraina è abbastanza democristiana: ciclicamente, prettamente in base alla linea presa dalle opposizioni, si alterna la dichiarazione di voler appoggiare Kiev agli inviti alla pace e alla mediazione. Prettamente sostegno che viene tradotto in investimenti aziendali, più che in armamenti.

A rendersi deplorevole, ai limiti etimologici del termine, è stata sicuramente la condotta degli altri paesi UE su questo caso. Oltre ad aver per l'ennesima volta confermato una teoria che personalmente sostengo, anche a fronte delle politiche europee, di un'unione che fa due parti in commedia, de iure aspirando a una federazione di stati e de facto un'unione semplicemente economica che gioca a fare politica, ha reso ben palese che ci sia una regia che prevedeva che l'emergenza di Ceuta fosse ben più grave.

Meloni e soci, inclusi omologhi europei, hanno iniziato a comportarsi come se il grosso dei respingimenti non fosse mai avvenuto, addirittura comportandosi come se Ceuta non fosse dall'altra parte del Mediterraneo, controllando anche i voli provenienti dall'entroterra spagnolo.

Ovviamente, su questo esempio di sospensione di Schengen, gli altri paesi hanno giustamente pensato di rimandarci un po' di dublinanti. Giusto per non farci mancare nulla.


Di Giovanni Amicarella

07.09.2026


Commenti (4)

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    1. Dario Lampa 7 settembre 2026

      Lo sanno tutti che è il grade capitale e, (perchè no?) anche i piccoli e medi imprenditori a favorire l'immigrazione non fosse altro che per tenere bassi i salari degli "schiavi locali", che devono accontentarsi di un salario da fame: in Italia sono tra i più bassi e perdono continuamente potere d'acquisto. Ma che aspettano i lavoratori e il resto del popolo a mandare (subito, senza aspettare la fine della legislatura) a quel paese questo governo e maggioranza che a Cernobbio hanno fatto un "panegirico" sul libero mercato, pardon sul libero mercimonio o meglio sul libero furto! Non è che, ed è meglio chiarirlo subito, che i governi precedenti della pseudo sinistra abbiano fatto meglio per i lavoratori. Oramai fra destrorsi e sinistrorsi, a parte qualche piccola "sfumatura", c'è poca differenza di veduta sul liberal-capitalismo. per quanto riguarda l'immigrazione, abbiamo "ad portas" centinaia di milioni di disperati che fuggono o dalla fame, accentuata dai disastrosi cambiamenti climatici o che scappano dalla guerra per "esportare la democrazia" occidentale Un famoso proverbio cinese recita più o meno così:" Se vuoi veramemente aiutare un povero non fargli l'elemosina di un pesciolino ma insegnagli a pescare (a casa sua possibilmente - ndr!).

    1. Dante Bertello 7 settembre 2026

      Le migrazioni vengono usate come arma dagli USA per attaccare le nazioni amiche che non possono essere attaccate militarmente.
      Lo spiega bene nel suo saggio Kelly Greenhill, "Armi di Migrazione di Massa", ediz. LEG.
      La Greenhill è stata assistente di John Kerry, ministro degli esteri con Obama.
      Ma anche il ministro delle finanze giapponese Hazel Takanaka, in una intervista ha svelato che ha dovuto cedere il controllo del sistema finanziario giapponese a degli oligarchi USA-UE, con il ricatto dei terremoti.
      Purtroppo siamo nelle mani di banditi.

    1. omega 7 settembre 2026

      Lo spagnolo socialista non è stato amico dell' Italia nel momento del bisogno né con Matteo2 nè con Gollum. Chi di spada ferisce di spada perisce.
      Inoltre il suddetto fa le sanatorie ai clandestini spagnoli che tutta l'EU subisce ed è un soggetto apertamente immigrazionista.
      Nemesi?

    1. PietroGE 7 settembre 2026

      Il punto importante non è il coinvolgimento di Israele o della Russia nell'assalto all'Europa dei migranti, si sa benissimo che da anni Soros (cioè Israele) finanzia l'invasione del migranti, quanto la ricattabilità, basata su una ideologia marcia e malata, del continente europeo rispetto al fenomeno migratorio. Finché ci sarà l'asilo (una vera e propria truffa) come c'è ora, finché ci sarà l'accoglienza di tutti anche di quelli che non hanno nessuna intenzione di integrarsi ma che vengono per colonizzare, l'Europa sarà sempre sotto ricatto. Lo si è visto con il pizzo miliardario pagato ad Erdogan, oggi lo stesso pizzo lo vogliono i marocchini e domani chissà quanti altri. Come vado dicendo da anni, è necessario cambiare la legislazione a livello europeo e internazionale, non serve a niente fare la guerra alle ONG quando la magistratura si schiera, citando il diritto internazionale, a favore dei migranti. Meno che mai servono le proposte sgangherate come quella di Vannacci che vorrebbe far valere di più i voti a chi ha più figli, praticamente un aiuto ai musulmani a conquistare il potere. Il limite di questi sovranisti che ora sono alle porte del potere come si è visto ieri con il trionfo della AfD, è il nazionalismo novecentesco che, tramontato il periodo storico della potenze mondiali europee, non può non sfociare nella balcanizzazione dell'Europa.

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