Amici e nemici al tempo del Terrore senza ghigliottina

Amici e nemici al tempo del Terrore senza ghigliottina
Elon Musk

Di Guido Cappelli per ComeDonChisciotte.org

La rete dei social e le sale convegni pullulano di profeti ex post che ‒ muti durante lo scempio “pandemico” ‒ discettano autorevolmente sullo stato di crisi profonda in cui versa “la democrazia”. Ora, al netto del dubbio che quella che abbiamo vissuto negli ultimi ottant’anni fosse “la democrazia” (questione che lasciamo agli storici del pensiero e delle dottrine), è salutare tanta attenzione alle crepe democratiche ‒ o, se vogliamo metterla in altro modo, ai tic totalitari e fascistoidi ‒ che si manifestano ormai quotidianamente nelle forme più varie ‒ ma che, tutte, giocano sull’ansia da apocalisse imminente, in una specie di stato di choc permanente collettivo indotto. La crisi può essere bellica, climatica, sanitaria, da carestia di acqua, di cibo, di aria... persino gli Ufo ci minacciano ‒ stando agli allarmi che di tanto in tanto vengono dalle stanze oscure del potere.

È il tempo del parossismo e dell’esasperazione. L’evento anche il più banale si trasforma in una potenziale minaccia. In un solo mese abbiamo affrontato un paio di imminenti guerre mondiali nonché ben due fantavirus (Hantavirus, Norovirus...). Una nave con 1700 passeggeri messa in quarantena per la gastroenterite (vai a sapere se letale) di un novantenne. Fino al gatto che infetta l’uomo di influenza aviaria, in uno strano triangolo-felino-volatile-umano. Minaccia (o, nell’inglese burocratico di media e think thank, threat) è la parola-chiave che risuona martellante, asfissiante, paralizzante: un’eccellente maniera di annullare ogni dibattito razionale ‒ ossia dissolvere la politica.

Ma i nostri guru ex post sono affascinati dalle minacce e dalle sfide, anche se troppo spesso non sembrano accorgersi del fatto che l’apocalisse è un comodo strumento di governo, un dispositivo psico-politico utile ad annullare ogni dibattito razionale, sacrificando l’uso della ragione (che in ultima analisi è la pratica della democrazia) all’emergenza permanente effettiva. Una militarizzazione del pensiero, e del dibattito pubblico, in cui fatalmente chi dissente dalla voce del potere è il nemico.

La polarità amico-nemico di schmittiana memoria torna in tuta la sua crudezza ‒ ed è molto utile a disciplinare menti e pensieri, perché il nostro tempo non era avvezzo al conflitto.

Eppure, tra raffinate analisi e brillanti diagnosi, resta lì l’elefante nella stanza. Guru e profeti ex post fanno finta di niente: meglio rimuovere i propri silenzi imbarazzati (se non sdegnosi rifiuti) nei recenti tempi di allineamento ai diktat (pseudo)sanitari. L’elefante è, ovviamente, il mostruoso dispositivo di dominio costituito dal permanente ricatto sanitario, che incombe senza posa e senza requie da sei anni dallo choc covidiano e dalle misure (fino a un minuto prima) inconcepibili messe in atto e cavalcate cinicamente in quella situazione creata ad arte, e da allora mai più, tecnicamente, ritirate.

Strutture possenti di natura ibrida, semi-pubblica e semi-privata hanno in mano le chiavi della nostra libertà. Nel senso più fisico e crudo del controllo dei nostri movimenti e del nostro corpo: il Minotauro globale continua a chiederci ‒ tacito ma implacabile ‒ il sacrificio del nostro sangue nel nome dell’Apocalisse imminente: che sia in una trincea o in un ambulatorio. Il trauma pandemico lievita nelle nostre società, ma per i guru e i profeti ex post è più comodo ignorare l’elefante e continuare a lusingare se stessi dietro la maschera dei sottili difensori della “democrazia” e acuti analisti della crisi. Peccato che, senza riconoscere il dispositivo sanitario quale strumento principale della svolta totalitaria in atto, ogni analisi è, nel migliore dei casi, monca, nel peggiore, ipocrita e truffaldina. Gli struzzi che pontificano di democrazia mentre rimuovono la mostruosità democratica e antropologica dei lockdown e dei greenpass (per la quale nessuno ha ancora pagato) di fatto avallano e promuovono la crisi che dicono di descrivere e denunciare. Il trauma resta intatto e corrode, con diversa consapevolezza, il nostro tessuto sociale.

Perché quel dispositivo mostruoso e ancor vivo ha mutato per sempre il rapporto cittadino-potere. Essere riusciti a chiudere in casa, in una sospensione collettiva della vita e del suo senso, in una reclusione trasversale e quasi universale che d’improvviso ha creato milioni di homines sacri, dal disoccupato al manager, ha messo definitivamente in chiaro chi erano i padroni: i pochi, pochissimi, che si muovevano liberamente e per cui mascherine e distanziamento non valevano, mentre prendevano decisioni tanto draconiane quanto irrazionali fatte apposta per umiliare i popoli e addestrarli, come cani, al riflesso pavloviano di obbedienza dettata dal terrore. È difficile da accettare, soprattutto per i nostri guru gonfi di dottrina libresca: ma andate a guardare lì, se volete sapere chi è il padrone del mondo da allora. Il padrone che sta facendo la guerra ai popoli per rifondare il mondo: ricostruire meglio ‒ rebuilt better, come recita il motto distopico e transumanista preferito dalla “sinistra-Kamala”. Sì, le élite globaliste e transumaniste (il Nemico) progettano, o delirano, di una rifondazione del mondo che non arretra davanti alla depopolazione e alla servitù neofeudale: effetti collaterali, il prezzo inevitabile da pagare alla fiumana del progresso. Non ci riusciranno, ma nel cammino lasceranno cadaveri e dolore.

La fine della politica e della Ragione ha un piccolo inconveniente che i guru e i profeti non sono disposti a guardare in faccia: il Potere non parla più per persuadere, ma per costringere, minacciare, annichilire. Il terrore ‒ questa è la scoperta svelata da Foucault ‒ non ha più bisogno di ghigliottine. Aggrapparsi ai resti smorti della vecchia politica non serve ed è patetico, autoconsolatorio, se non ipocrita: destra e sinistra non sono più che segnali stradali, e la “sinistra” liberista (contraddizione in termini che riassume quest’epoca di nonsense) è la maggior complice del nuovo totalitarismo: quello dei cosiddetti “diritti civili”, espressione dietro cui si nasconde la destrutturazione dell’umano, la svalutazione del politico e la distruzione della libertà economica (quella che impedisce di aver paura della fame). Non è più neoliberismo, neanche capitalismo ‒ vecchie stanche inservibili categorie del Novecento lungo. Il nuovo Minotauro prende il peggio dalle grandi dottrine novecentesche: grottescamente comunitario (“inoculatevi il siero genico per salvare il nonno!”), nevroticamente liberale (ognuno può determinare il proprio sesso a piacimento e ruotare ai infinitum la propria identità, come annunciava quell’angoscioso, pirandelliano canto al nulla della canzone Imagine).

In questo tempo postumo in cui il confine tra anima e macchina si assottiglia, quando l’intimo è pornograficamente esposto allo sguardo malato e interessato del potere, tutto è ingegnerizzato: il corpo ‒ affittabile, manipolabile, mutilabile ‒, la vita, l’economia, le nuvole, l’aria che respiriamo, i figli che generiamo. Ecco, nella metafora del corpo mutilabile e ormonizzabile c’è tutta l’immagine di una civiltà che si sta auto-divorando, come Crono con i suoi figli. Al tiranno, a questo potere mostruoso, non più pubblico non più privato, ircocervo malefico, panopticon installato nel software di ogni anima, piace l’individuo fragile, smemorato e nevrotico forgiato e promosso proprio con la complicità inestimabile delle ex sinistre dei “diritti civili”.

È questo, oggi, il Sistema. E non si fermerà da solo. Arriva il tempo delle scelte, arriva il momento di schierarsi, l’ora della lotta a vita e morte, e il tiranno lo sa. Da un lato o dall’altro. Amici o nemici. Sta scadendo il tempo delle comode ambiguità. Per guru e profesti lo spazio si riduce. O il popolo degli umani o le élites dei transumani.

Tertium non datur.

Di Guido Cappelli per ComeDonChisciotte.org

17.05.2026

Guido Cappelli, docente di Letteratura italiana, Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

Commenti (1)

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    1. Balabiott 17 maggio 2026

      Dalla foto, posso quindi intuire, che Musk sia un robotsessuale...

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