Secondo il Dizionario della lingua italiana per 'Post-umano' (1) si intende "la progressiva alterazione delle caratteristiche dell’essere umano; ciò che tende a modificare o a perdere le caratteristiche umane".
Ma quali rischi corre l'essere umano nel bel mezzo della transizione digitale? E quali collegamenti possono esserci fra 'crisi pandemica', ambizioni biotecnologiche e mutamento del concetto di uomo?
Una possibile spiegazione si ricava dalle pagine di databaseitalia.it (2) che propone, a firma de 'il Ficcanaso', il video che segue...
Minuto 2:16, Vittorio Colao, Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale: "si potrà collegare tutto e avere una remotizzazione di tutti i controlli (fino) ai sistemi medici, quindi avere in tempo reale le condizioni di una persona e iniettare magari o rilasciare una sostanza medica che è necessaria per le condizioni della salute; cioè si potrà fare tutto in remoto, quasi istantaneamente".
Minuto 3:01, Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica: "possiamo fare un robot che lavora dentro al corpo umano? Quindi un anticorpo artificiale sostanzialmente? (...) è un oggetto intelligente, molto piccolo che è in grado di viaggiare nel corpo umano, trovare la cellula malata, sedercisi sopra e rilasciare in quella sede il medicinale che serve, o addirittura trascrivere la correzione alla sequenza genetica che vogliamo trascrivere, quindi, è un'ambizione infinita che c'è dietro a questa tecnologia".
Minuto 10:48, Stefano Panzeri, Ricercatore Istituto Italiano di Tecnologia: "si introducono con delle tecniche genetiche dei piccoli interruttori, delle proteine che si possono attivare, e quindi possono accendere o spegnere il neurone, mandando dei piccoli fasci di luce, in questo modo si induc(ono) i neuroni a dire quello che noi vogliamo fargli dire" (...) "(siamo in grado) di generare una sensazione virtuale dove non c'è veramente l'oggetto che si vuole rappresentare".
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In un noto film del 1999, una coppia di registi, mettevano in scena, per il genere fantascienza, questo copione (3):
“Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello. Questo è il mondo che tu conosci: il mondo com'era alla fine del XX secolo e che ora esiste solo in quanto parte di una neurosimulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix."
NOTE:
(1) Enciclopedia Treccani, alla voce 'postumano' del vocabolario della lingua italiana;
(2) "Perchè vogliono vaccinare tutti?", https://www.databaseitalia.it/perche-vogliono-vaccinare-tutti/
(3) "The Matrix", Andy e Larry Wachowski, 1999.
Primadellesabbie 6 ottobre 2021
Quando certe personalità hanno qualcosa da insegnare, anche per il modo in cui combinano alcune contraddizioni, non credo sia opportuno precipitarsi a giudicarle.
Scusate l'appunto.
(A un inglese a cui avevo detto che riconoscevo gli italiani, e che mi chiedeva come facessi, dissi che si distinguono dall'espressione degli occhi improntati a giudicare tutto ciò che incontrano, come fosse la loro missione. Provate a farci caso.)
PS - Le ragioni che Martini adduce per giustificare il referendum non bastano a convincermi, ma sono degne di tutto il rispetto.
BrunoWald 7 ottobre 2021
Hai ragione, siamo tutti molto inclini a giudicare, a volte forse con leggerezza. Ma va anche detto che l'ambiente in cui siamo immersi non favorisce la serenità. Basti pensare ai pediatri che incoraggiano a inoculare i bambini con sieri sperimentali, per fare un esempio. Per quanto riguarda le tecnologie di cui parla l'articolo, ribadisco un'ovvietà: le ricerche non sono finanziate da entità interessate al nostro benessere, ed è difficile che i tre signori citati non ne siano consapevoli.
Martini merita decisamente rispetto.