Alla pandemia segue l'ecatombe dei bar

crisi-economica-bar-italia

Negli ultimi anni mi è capitato spesso, camminando per le strade di Napoli, di pensare alla quantità infinita di bar che continuavano a essere aperti, nonostante l'abbondanza di attività dello stesso tipo fosse palese.

Tale tendenza ha portato intere strade, almeno della mia città ma credo che non sia un caso isolato, a essere totalmente colonizzate da bar, baretti, cocktail bar, bistrot et similia, che hanno preso il posto di librerie, botteghe e piccoli negozi di artigianato.

Ciò è in parte riconducibile all'effetto combinato sulle nostre città della gentrificazione e della turistificazione, il cui scopo è creare delle città bomboniera dove i turisti possono spendere e il popolo può essere affamato dall'aumento dei prezzi della vita.

Bar ovunque quindi...finchè non è arrivata la pandemia.

Come infatti mostra lo studio fatto da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese, da fine 2019 a fine 2021 il numero dei bar in Italia è sceso di quasi 7 mila unità, subendo quindi un crollo del 4,05%.

La regione maggiormente colpita è stata il Lazio, dove a chiudere sono stati il 10,09% di questi esercizi, a seguire la Valle d'Aosta con un meno 9,7%.

Un amaro epilogo quindi per tutti coloro che pensavano qualche anno fa di aver fatto un buon investimento in queste attività, molto redditizia finchè le cose vanno nel verso giusto. Ora che la pandemia prima e la guerra poi hanno abbattuto l'economia italiana, per loro non c'è più tutto questo spazio di sopravvivenza; soprattutto se per oltre un anno ti sei ostinato a non far entrare nel tuo negozio parte della clientela (senza Green Pass) poichè il Governo ha detto così.

Massimo A. Cascone, 16.04.2022

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/04/16/con-covid-ecatombe-dei-bar-7000-in-due-anni_470e038f-943a-409b-a030-be34efa6eea4.html

Commenti (4)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 4 caricati
    1. Dante Bertello 17 aprile 2022

      La stessa cosa vale anche per i negozi di abbigliamento.
      Ne hanno aperti una marea.

      Però uno dei problemi che nessuno tocca mai, è derivato da coloro i quali sono venuti a lavorare in Italia dall'estero e mensilmente spediscono parte dei loro guadagni alle famiglie rimaste nei paesi d'origine.
      Quando si dice che in Italia non circolano più i soldi, una delle colpe è da attribuire proprio a quel motivo.

    1. Tipheus 17 aprile 2022

      Parlo della mia esperienza. In Sicilia il bar non può chiudere, mai. Soprattutto quelli di ritrovo, al centro del paese o della borgata/frazione. Possono averne fatti chiudere tot, per la crisi, ma prima o poi ricrescono, come l'erba. La gente si sta riprendendo i suoi spazi: noto le prime persone senza mascherina o visibilmente abbassata all'interno degli esercizi (ancora una minoranza però), mentre all'esterno siamo giunti circa all'80% di persone "liberate".

    1. LuxIgnis 16 aprile 2022

      I Bar avevano un calo già dagli anni passati. Ho degli amici che conducono bar a Roma e conosco i loro guadagni e non se la passavano bene neanche prima. Tanti anni fa era un commercio redditizio anche parecchio ora è diventato una fatica riuscire a tenerli a galla, soprattutto quelli che non sono in zone centrali e di alto traffico.
      La pandemia ha dato loro il colpo di grazia. Quelli che rimangono galleggiano chi più chi meno con grande difficoltà.
      Comunque questo vale anche per molte altre attività commerciali. E' da tempo che in via anche commerciali di Roma, a parte le zone centrali, notare sempre più serrande chiuse con negozi sfitti che non vuole più nessuno. I motivi sono tanti ma soprattutto affitti molto esosi e tante tasse da sostenere. Ma, ripeto, questa era una tendenza già prima della pandemia che ha solo peggiorato le cose.

    2. Teopratico 16 aprile 2022

      In realtà anche il centro di Roma è pieno di negozi sfitti, specialmente quelli grandi e medi, quelli piccoli sono sempre occupati dai cosiddetti Bangla e questo già prima della pandemia, solo la grande ristorazione, spesso patrimoni investiti da varie mafie, teneva il passo, dopo il virus anche la ristorazione (mafiosa o no) ha subito un tracollo che solo ora comincia a riprendersi.

Visualizzati 4 di 4 commenti approvati.