Alla fine del No Green Pass. Oltre il No Green Pass

oltre il no green pass

Di Roberto Siconolfi per ComeDonChisciotte.org

Il No Green Pass, che ha avuto la forza di tenere per circa due anni (comprese le proteste anti-lockdown) le piazze italiane contro uno dei provvedimenti più liberticidi e disumani della storia, è stato un movimento davvero innovativo per varie ragioni.

Un movimento di “cercatori di verità”, verità di ultima istanza sul potere politico.

Tutte le carte si sono scoperte, e i veri uomini (gruppi, famiglie, stirpi) che comandano il nostro mondo si sono “rivelati”, con tutti i loro progetti, senza più intermediari.

Il Movimento No Green Pass è stato una vera e propria diga, a presidio della giustizia, nei confronti delle psicopatie di una élite, quella occidentale, che disprezza il proprio popolo tanto da volerne fare volentieri a meno.

Poi vi è la componente ideologico-politica, il No Green Pass è stato il primo movimento italiano e occidentale di massa – se questo termine ha ancora una valenza –, a concretizzare quella che nel mondo delle idee è stata la battaglia per il superamento delle categorie di destra e sinistra, con tutte le varianti del caso.

Una bella “palestra” in difesa del diritto e dell’umano, all’alba del XXI secolo. Ma anche una grande occasione di confronto, relazione e per “fare comunità”, nell’epoca dell’individualismo, dei social network e del distanziamento sociale.

Senza il movimento No Green Pass, ad oggi, non sapremmo come sarebbe andata a finire, fin dove, come e quando i “nostri governanti” si sarebbero spinti.

Con il Movimento No Green Pass si hanno i primi embrioni di un popolo, che con tutte le difficoltà e le frammentazioni, si affaccia con consapevolezza nuova nell’Europa occidentale contemporanea.

Un risultato non da poco!

Fine Green Pass, oltre il Green Pass

Per certi versi era prevedibile la fine, il “riflusso”, di questo movimento e per un semplice fatto, che esso è appunto un movimento che si batte su un’istanza precisa, o meglio in opposizione a un provvedimento preciso.

Provvedimento che ha avuto un termine, perché sospeso e perché come si suppone sarà ripreso in futuro o trasformato in qualcos’altro.

Poi c’è la componente “postmoderna” che fornisce quel quid di fluidità in più, bypassando ogni forma di organizzazione strutturata, diversamente dal tempo “moderno” dei movimenti di massa e di piazza, strutturati o appoggiati da partiti e sindacati.

Da questo punto di vista il No Green Pass è a tutti gli effetti assimilabile ai Gilet Gialli francesi, movimento che nasce e “aggrega” intorno a specifiche istanze, per poi disciogliersi, rinascere e riaggregare su nuove.

Il movimento Gilet Gialli, una lotta di popolo contro le èlite, “populismo puro” a detta di Alain De Benoist.

Allo stesso modo, il No Green Pass non poteva, non può e non potrà diventare organizzazione strutturata: semplice!

Così come, sempre in quest’epoca, non reggono i partiti e nemmeno più di tanto i sindacati, forse portatori di qualche interesse in più.

Anzi, tutte queste istituzioni (partiti, sindacati, ecc.) calibrate sul modello otto-novecentesco, andrebbero rimodulate se non addirittura fatte da capo alla luce della fluidità postmoderna e di alcuni processi storico-sociali inarrestabili dell’Occidente contemporaneo.

Su tutti quello dell’individualizzazione e tribalizzazione della società, due lati di una stessa medaglia fatta di dissoluzione dei legami umani storici (famiglia, scuola, chiesa, partito, ecc.) in favore dell’individualismo.

E riaggregazione in contesti comunitari di stampo neo-tribale, secondo uno schema ben studiato dal sociologo Michel Maffesoli: comunità metropolitane e localistiche, gruppi e contesti legati allo stile culturale, musicale, artistico e sportivo (rave party e festival, eventi sportivi, ultras, punk, emo, metallari, rapper, centri sociali, gruppi politici radicali, ecc.).

A questo aggiungiamo le ultime novità, ovvero il distanziamento sociale e le community internettiane.

La questione ideologica

In questo humus, in questo quadro storico-sociale e politico, nasce il movimento No Green Pass, il movimento di contestazione al tempo del globalismo, del NWO, della “rete” e della contro-informazione, o forse meglio sarebbe dire della “informazione”.

Un tale movimento non poteva restare in piedi anche oltre il Green Pass, ma può sicuramente trasformarsi in altro “collegando i puntini”, quelli che da un lato consentono di vedere la trasformazione (transizione) storico-politica dei nostri tempi e dall’altro di porre in essere la possibilità alternativa.

E forse il primo sul quale far vertere una progettualità più complessiva è proprio la svolta biopolitica dei “poteri” che, sulla base di menzogne medico-scientifiche (la contagiosità dei non vaccinati su tutte) hanno messo le mani direttamente sul corpo dei cittadini (sudditi).

Ma i punti nodali di questa progettualità non cominciano oggi, e probabilmente nemmeno in un passato recente, ma in un passato recente possiamo trovare le prime battaglie in difesa della sovranità economica, contro l’espropriazione degli asset strategici dell’Italia, e in modo simile dell’intera Europa occidentale.

A cominciare dai servizi pubblici (scuole, trasporti, sanità, ecc.) che devono per forza di cose essere tali e di qualità, in quanto essenziali per la vita umana, oltre che comunitaria.

Proseguendo per le imprese nazionali, dalle grandi alle piccole, fiore all’occhiello della produttività e della genialità italiana e che sono state negli ultimi decenni terra di conquista del grande capitale oppure sacrificate sull’altare della tassazione, del lobbysmo padronale quanto sindacale, e della cosiddetta “distruzione creativa” in economia.

Poi la moneta, che sulla base di una storia oramai di dominio pubblico e che va dalla nascita della moneta a debito con la Banca d’Inghilterra (1694), passando per gli accordi di Bretton Woods (1944) e per la riforma della FED (1977), fino all’Euro (1999) è sempre meno nostra, sempre più nelle mani dell’usura.

Infine, la sovranità in ambito politico-internazionale, che ci condanna ad una subalternità senza precedenti agli USA e alle politiche “neocon”, un vero e proprio impazzimento lucido portatore di catastrofe per tutta la specie umana.

A questo va aggiunto il disvelamento dei 3 grandi inganni ideologici della nostra epoca.

Quello pseudo-umanitario e che spesso va a braccetto l’immigrazionismo.

Ovvero il pretesto della difesa degli ultimi e dei “migranti” al fine di politiche di vero e proprio business umanitario (vedere i casi Kaili, Panzeri, Soumahoro); depopolamento del cosiddetto “terzo mondo”; melting pot e omologazione allo stile di vita occidentale; xenofobia e guerra tra poveri nei quartieri (autoctoni vs. immigrati); schiavismo lavorativo e abbassamento del costo del lavoro grazie all’importazione di manodopera da paesi economicamente arretrati.

Poi l’inganno Gender, che con il pretesto degli innegabili diritti degli omosessuali porta avanti un’opera di ingegneria psico-ideologica, secondo la quale l’identità di genere è un autodeterminabile “costrutto socio-culturale” e non un’essenza permanente spirituale, oltre che biologica, raggiungibile invece con la maturazione della propria vita interiore.

Infine, l’inganno pseudo-ambientalista, che fraintende la saggezza ecologica in favore di un’ideologia a sfondo religioso che mitizza oltre modo la natura, conferendo a un gruppi di eletti e nuovi grandi capitalisti “green” il potere di parlare a suo nome e a discapito dell’umanità stessa.

Un inganno, quest’ultimo, che poi curiosamente tralascia, per interesse, le vere questioni (inquinamento, consumo ingiustificato delle materie prime, deturpazione del paesaggio, geoingengeria) e prevede dei modelli e degli investimenti che con l’ecologia hanno poco a che fare, come il cibo spazzatura, di bassa qualità, o a base di OGM e farina di insetti.

E quell’abuso di progresso tecnologico che, al netto delle utilità, impatta notevolmente sull’ambiente e sulle menti umane.

Riguardo quest’ultimo punto è bene soffermarsi su alcune delle tare culturali presenti nelle nostre fila.

Su tutte il disprezzo pregiudiziale nei confronti della tecnologia, magari abbinato a soluzioni di taglio bucolico, secondo le quali tornare a vivere in natura rappresenta la soluzione a tutti i mali.

E questo al netto dell’importanza del recupero di una dimensione ecologica e valida anche nella coltivazione di prodotti naturali – visti i tempi e viste le possibili carestie venture.

E poi quel cospirazionismo a buon mercato, riscontrabile molto in rete, produttore di fesserie logiche e dell’informazione, oltre che di una visione lugubre della realtà, secondo la quale i giochi sono sempre fatti, il gatekeeper è sempre dietro l’angolo e il nemico è invincibile.

Cospirazionismo abbinato molte volte a quello spiritualismo à la page, semplicistico, puristico, inconcludente, ipocrita, sempre pronto a giudicare l’Ego (altrui) e che sa più di ideologia e di rabbia che di un sano cammino di elevazione spirituale.

Tipi umani e correnti

Ma le idee corrono sulle gambe degli uomini, e dunque, fondamentale è fare anche un’analisi delle personalità, dei “tipi umani” che hanno composto e compongono il movimento No Green Pass e tutte le sue filiazioni e connessioni.

Diciamo che le tipologie sostanziali sono due, e con varie gradazioni si passa da una modalità all’altra.

Da un lato abbiamo un’ala che potremmo definire “estremista”, nel senso dell’atteggiamento, irascibile, irrequieta, irrazionale, sovente propugnatrice di soluzioni senza alcune forma di mediazione, in alcuni casi anche violente.

E ancora, affetta da un atteggiamento idealistico scollato dalla realtà, un purismo con poca astuzia, scarse capacità di immedesimarsi nel popolo e dunque anche di poterlo persuadere, e molte volte a braccetto con le teorie del complotto più esasperate.

Dall’altro un’ala moderata, tendente a risolvere tutto sempre e comunque nella maniera più legalitaria possibile.

Al contrario degli idealisti questi sono affetti dalla real politik, con una tendenza alla manipolazione per fini di potere, alla manovra del “dietro le quinte”.

E poi burocratismo, proceduralismo, democraticità di facciata.

Questi due tipi vanno risolti nella creazione di un nuovo uomo politico, un nuovo uomo politico che abbia il meglio di entrambe le tipologie.

Il nuovo uomo politico non deve riproporre gli schemi conosciuti seppur verniciati da idee “innovative”, popolari e sovraniste.

Deve perseguire virtù, verità e giustizia, e solo ed esclusivamente su questa base le idee e i programmi andranno a buon fine.

Il nuovo uomo politico è “puro come la colomba ma astuto come il serpente” (cit.); ha capacità di visione ma anche concretezza; sa governare il conflitto come la mediazione; agisce con forza ma senza “attaccamento”; è in pace nell’unione quanto nella divisione; non ha pregiudizio alcuno ma sa dire di no quando è il momento; sa prendere tempo ma anche decidere portando avanti la decisione, fino agli estremi se è il caso, sapendo tornare indietro se occorre; fa prevalere la logica nella teoria e nelle idee; sa dare il giusto peso al cuore senza scadere nel sentimentalismo; coltiva una mente lucida e scevra da “oscurazioni”; è umile e non megalomane.

Le possibilità politiche

Sulla base di questa analisi, più o meno risaputa, più o meno in elaborazione nel dibattito pubblico, è d’obbligo tracciare un percorso.

Il cosiddetto “che fare?”, le soluzioni e le pratiche da mettere in campo, per evitare la riproposizione dei soliti discorsi, in atmosfere sempre più sature di “consapevolezza” ma sempre più vuote di azione e dunque anche di risultati.

Sintetizzando le varie posizioni presenti all’interno del movimento, potremmo avere anche un quadro migliore delle vie da praticare per giungere a tali risultati.

La prima possibilità è forse quella più “pensata”, ma anche più scontata per certi versi: il ripristino della buona e vecchia liberal-democrazia, andata a farsi benedire in questi due anni e passa di “reset”.

Un ripristino della liberal-democrazia, magari con un maggiore grado di pluralismo mediatico-politico-culturale, migliorie economico-sociali e ritorni parziali o integrali di sovranità.

Una possibilità che però non ha entusiasmato più di tanto, visti i dati delle ultime politiche (astensionismo e partiti anti-sistema).

Infatti, quale sarebbe la concretizzazione di tutto ciò?

La saga dei partiti anti-sistema, che tra divisioni, personalismo e negligenza hanno fatto una pessima figura alle elezioni, e ancor più pessima dopo le elezioni, e agli occhi della loro stessa base?

O forse proprio il governo Meloni, che attua il più possibile delle politiche di conciliazione tra le esigenze del popolo italiano e il quadro fortemente limitante dei “poteri extra-nazionali” (UE e NATO in primis).

Il governo guidato dall’(ex)pasionaria patriota italiana Giorgia Meloni dimostra quello che accade quando si rimane nel perimetro di un determinato sistema.

E questo non perché ci siano venduti e “gatekeeper” a tirare le fila, cosa che può essere anche vera, ma semplicemente perché non si esce dal gioco dei neocon americani e della Matrix europea.

E se vuoi uscire “non governi”, con tutti i mezzi possibili (vedere la fine del governo giallo-verde e degli stessi Trump e Bolsonaro)!

Poi c’è la via della “società parallela”, con modelli comunitari organizzati per territori e aree tematiche, in relazione tra loro e autonomi dalle istituzioni centrali, oramai completamente invase dalle mafie massonico-finanziarie di marca globalista.

Alla base una rinascita spirituale e antropologica, a partire dunque dall’uomo e per una “evoluzione di civiltà”.

Una via questa più enigmatica, ma forse maggiormente in linea con certe dinamiche storiche, su tutte il passaggio al mondo postmoderno da quello moderno, il padre della concezione statale e istituzionale che noi conosciamo (comprese ideologie, partiti e movimenti di massa).

Se la nostra epoca si è caratterizzata per un forte attacco all’uomo, se le istituzioni oramai sono svuotate di ogni potere a vantaggio di lobby di ogni sorta, allora è proprio dall’uomo che bisogna ripartire, dalla sua difesa ma anche dalla sua rinascita, per tirarlo via dall’abbrutimento disumano, subumano e transumano al quale è stato ridotto.

E sulla base di un nuovo uomo, virtuoso come si diceva prima, costruirne nuove di istituzioni, di tipo comunitario, come in via molto sperimentale sta già avvenendo (scuole alternative, gruppi di medici e di legali, esperimenti sulla moneta alternativa, comunità agricole, gruppi culturali, ecc.).

Tra le due “vie”, alcuni abbozzano anche alla possibilità di forme maggiormente compiute di democrazia, con un associazionismo popolare radicato e partecipato alla base, e con delle istituzioni che rispondano a tale base, o che ne siano l’emanazione diretta.

Oppure la variante più o meno “identitaria”, che compensi la partecipazione popolare con un vertice di élite “sagge”, in una concezione “organica” dello Stato volto a principi spirituali e magari aperto ad Est (vedi eurasiatismo)

Tre modelli anche integrabili tra loro, almeno in via parziale o con fasi di passaggio verso una sempre più compiuta evoluzione

A noi la scelta, la volontà e l’azione!

Di Roberto Siconolfi per ComeDonChisciotte.org

Roberto Siconolfi. Sociologo; collabora con diversi giornali, riviste, centri di ricerca, blog, canali on line e cartacei. Autore del saggio "Il Nuovo Totalitarismo e la Rivoluzione della Coscienza" (Milano, AGA Editrice, 2019). Lavora presso Adv Media Lab, dove con articoli e webinar si occupa del funzionamento dei media e dei fenomeni ad ampio raggio della postmodernità.

--

Pubblicato da Massimo A. Cascone per ComeDonChisciotte.org

I canali Telegram ufficiali di comedonchisciotte.org sono i seguenti e SOLO questi:

Commenti (86)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 86 caricati
    1. Nestor Halak 3 gennaio 2023

      Deve perseguire virtù, verità e giustizia, e solo ed esclusivamente su questa base le idee e i programmi andranno a buon fine

      Dopo un interminabile elenco che strizza l'occhio alle categorie più popolari nell'informazione alternativa, ecco una frase che sintetizza un programma concreto, operativo e originale per un movimento che neanche c'è.

    2. Roberto Siconolfi 3 gennaio 2023

      se il tuo commento vuole segnalare una contraddizione, non è questo il caso. Se non c'è virtù le idee non vanno a buon fine, ma se c'è solo virtù e idee scarse, o al massimo un po' di spontaneismo nemmeno va bene. Virtù ed idee sono complementari!

    1. Violetto 3 gennaio 2023

      Speriamo non arrivi mai quella pandemia dove i green pass saranno davvero necessari e voluti da tutti

    2. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      La Pandemia è dentro noi stessi e sta a noi prevenirla e curarla nessun
      green pass sarà mai necessario .

    3. Violetto 3 gennaio 2023

      Non lo credo affatto.
      Le epidemie sono sempre esistite e una pandemia realmente contagiosa e mortale non è una cosa impossibile a verificarsi.
      anzi, statisticamente prima o poi si verificherà.

    4. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      L'infezione si diffonde, in una popolazione costituita da un numero sufficiente di soggetti suscettibili , si puo verificare ma non è un Green Pass che la ferma.

    5. sarah 3 gennaio 2023

      Se arrivasse, @Violetto, non sarebbe purtroppo uno strumento come il GP a porvi il minimo rimedio.

    6. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Attacchiamo le campanelle ai lebbrosi?

    7. sbregaverse 3 gennaio 2023

      LE CAMPANELLE le sto raccogliendo...
      hai visto mai !

    8. danone 3 gennaio 2023

      Anche i cretini sono sempre esistiti e statisticamente anche noi due potremmo essere un pò cretini, ma non è detto che lo siamo veramente.
      Questo per dire che ciò che dice la statistica e ciò a cui credono i cretini il più delle volte coincidono.

    9. Violetto 4 gennaio 2023

      boh

    10. Violetto 4 gennaio 2023

      volete a tutti costi negare il fatto che se una malattia contagiosa e mortale si diffondesse voi sareste EROI senza macchia

      siete ridicoli oltre che disonesti intellettualmente
      e basta

    11. Violetto 4 gennaio 2023

      rimedio?=
      quindi tu con la peste in giro manderesti tuo figlio a scuola sena pretendere che i suoi compagni e il suo insegnante tenessero dei comportamenti specifici come vaccinarsi (se esistesse il vaccino) o mettersi la mascherina

      e tu pure

      ma perchè dite stronxate?

    12. Violetto 4 gennaio 2023

      no e perchè
      lasciamoli diffondere il morbo
      come nel 1300

      del resto ogni profilassi contro i contagi è ridicola
      mica metti il preservativo per non prenderti una malattia venerea o l'aids,
      mica fai i vaccini anti malaria se vai li dove è endemica

      le stupidate che dite e pensate sono il motivo per cui loro comandano e "noi" invece subiamo

    13. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      La replica ironica che tu non capisci perché non vuoi e perché è probabilmente il tuo compito è che queste cose sono state fatte a più riprese nelle epoche. Le campanelle erano una forma di green pass al contrario, il distanziamento sociale fu fatto durante la peste, furono usate maschere di protezione, profilassi mediche con le conoscenze del tempo, e quant'altro ma non funzionò. Allora come oggi (con dinamiche diverse ma i principi uguali) non si capì, o meglio non si volle capire la reale dinamica del contagio con le conseguenze che tutti sappiamo.
      Queste sono reazioni da chi è solo dominato dalla paura e non reazioni da chi riflette e pensa, ma chi è dominato dalla paura si vada a nascondere e si avvolga in una busta di plastica ma non rompa i cojoni agli altri.

    14. Violetto 4 gennaio 2023

      e te lo dissi
      siete eroi senza paura

      sempre da seduti sul divano di casa col laptop in mano

      e lo trovo ridicolo

    15. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Ma che ne sai tu di me quello che faccio o ho fatto nella vita?
      Ridicolo sei tu che ragioni come fossi un robot, ben programmato tra l'altro.

    16. sarah 4 gennaio 2023

      @Violetto, per cortesia non risponda con maleducazione a chi le si rivolge con altri toni. Io non partecipo a cori da stadio perché l'argomento è ben più serio. Se ci fosse la "peste" in giro, lei dice? Se ci fosse la peste in giro avremmo assistito a scenari e necessità ben diverse da quelle che abbiamo visto. Per esempio non avremmo usato denaro pubblico per acquistare monopattini, non avremmo finanziato fantomatici "bonus"psicologici per curare chi è rimasto senza lavoro, riservando autarchiche supposte di tachipirina ai malati veri. Per fare alcuni esempi. Avremmo cercato un metodo di diagnosi più accurato per non segregare in casa milioni di soggetti tri-vaccinati ma ancora malati. Se ci fosse la "peste" in giro. Che cosa avrei "preteso" dalla scuola mi chiede? Non mi coglie impreparata perché è una realtà che conosco nei dettagli da anni. Avrei voluto ( pretendere è un verbo da usare con cautela specie se c'è in gioco la vita di molti altri ) che i ragazzi continuassero a studiare degnamente senza speculare su rischi inesistenti e non documentati al solo scopo di finanziare lautamente le piattaforme online che hanno solo creato un immenso vuoto educativo. No, in tutta sincerità non avrei preteso nessun certificato di buona condotta agli insegnanti, trattandosi poi di un provvedimento del tutto privo di risultati tangibili, tolta la concreta confusione che si è creata. Come vede le argomentazioni richiedono spazio e tempo, i brevi slogan che pretendono di riassumere verità assolute e incontrovertibili ci hanno riempito le tasche, non crede? E dopo tre anni di querelle non ritroviamo altro che caos e domande senza risposta. Lei fa bene a mantenere uno spirito critico nei confronti di ciò che legge qui ( ma se si trova qui è perché trova un qualche interesse in questi contenuti ) ma mi permetto di consigliarle con estremo riguardo e gentilezza di riservare un po' di quel suo spirito critico anche per i messaggi di odio che provengono dai mass media principali. Promettono di risolvere i problemi mentre li creano.

    17. JHON 4 gennaio 2023

      Soprattutto la peste era più "giustiziera" di questa farsa che hanno voluto far credere pericolosa. Questo Covid moderno, non è altro che la riedizione della Peste di Ginevra. Ciò che manca adesso è il popolo di allora.

    18. BrunoWald 4 gennaio 2023

      Stronxata è semmai tirare in ballo un'ipotetica "peste in giro" nel contesto di una situazione totalmente diversa, in cui la mafia al potere ha provocato una psicosi di massa al fine di imporre una sperimentazione criminale, con un siero genico privo dei minimi requisiti di sicurezza. E nonostante la psicosi hanno dovuto calpestare lo stato di diritto e ricattare milioni di persone nel modo più odioso.
      Tutto ciò mi pare che costituisca un delitto di lesa umanità (se vogliamo usare quest'espressione da breviario polcor).

      QUESTO è il punto, caro Violetto: da cui tu cerchi di sviare sistematicamente il discorso.

      La pericolosità del siero, come la sua inutilità, vengono sempre di più alla luce, e loro lo sapevano in anticipo. Ma hanno mentito, perché se ne fottono della nostra salute e del bene comune: hanno infatti ben altre priorità.

      E se arrivasse la peste nera, anziché un modesto patogeno come quello su cui hanno costruito questa tragica farsa, continuerebbero a fottersene e ci lascerebbero crepare in massa, o comunque cercherebbero di trarne vantaggio per derubarci e schiavizzarci ancor più di adesso.
      NULLA di tutto ciò che è accaduto aveva a che fare con la salute pubblica. Infatti i danni principali sono stati prodotti dalle misure prese da quella gentaglia, ancor prima che apparisse il siero.

      Persone sane sono state rovinate. Persone con gravi malattie sono state abbandonate al loro destino. E visto che hai toccato il tema, il male fatto a una generazione di bambini e adolescenti - dalle restrizioni demenziali alle inoculazioni tossiche, alla paranoia instillata da adulti cialtroni - grida vendetta. Il corpo insegnante è sceso ai limiti estremi dell'abiezione, come chi cercasse di giustificarli.

    19. sarah 4 gennaio 2023

      Quella è stata una lettura interessante. Ero andata a cercare la versione originale per confrontarla con ciò che si leggeva sui commenti circa un anno fa. E' assolutamente fedele, sembra un resoconto di attualità.

    1. JHON 3 gennaio 2023

      Ho partecipato a Milano alle manifestazioni che ogni sabato, percorrevano le vie del centro, come cortei No-Green Pass, nei mesi che precedettero Agosto e dove ho avuto modo di incontrare e conoscere persone di diverse culture e ideologie, tutte quante strettamente unite da una nuova forma di lotta che superava le tradizionali e obsolete manifestazioni sindacali e politiche in uso fino a quelle date, La protesta non era per più contro gli industriali o un partito, ma contro una cosa che era più preziosa dei denari: la soppressione delle LIBERTA'! Non ho mai visto, tanto entusiasmo come in quei giorni, un coro unico di: NO GREEN PASS! Roba da Stadio Maracanà, Pazzesco. Finito il corteo, nel ritorno a casa col treno, trovavi le persone che avevano partecipato alla "corrida" e lì conoscevi i motivi che li avevano spinti a partecipare ai cortei. Mi sembrava di essere in un confessionale e origliare ciò che si discuteva. Molti e quasi tutti schifati dai partiti tradizionali. sindacati, clero e naturalmente il capo del governo, colui del: "se non ti vaccini, ti ammali e muori ecc...". Però su tutto, una domanda: ma come facciamo a tramutare le nostre grida da stadio, in una lotta che incida e scuota le fondamenta del parlamento- abusivo che lo occupa? Semplice, diceva qualcuno! Fondiamo un Movimento! No, anzi un Partito extra parlamentare, diceva qualcun altro. Gente più pratica, voleva andare con i bastoni, in risposta delle manganellate dei celerini e carabinieri, determinati più che mai a darli in testa anche ai loro parenti più stretti. Mano a mano che si avvicinava la mia Stazione di arrivo, i vagoni si svuotano e le voci non si sentivano quasi più. Proprio in quei frangenti, con i pochi rimasti usciva la soluzione a tutto quel can-can che avevamo vissuto in giornata. prendeva la parola sempre l'ideologo del gruppo e sentenziava: Ragazzi, per come sta la faccenda, le soluzioni sono due, o pigliamo i bastoni o il bastone ce lo infilano a noi, come sempre in quel posto! Accidenti, aveva ragione.

    2. mago 3 gennaio 2023

      visto il risultato delle manifestazioni in giro per il mondo o hai dietro lo zio George che sponsorizza e hai un risultato o vedi che in Francia non ottengono nulla,bisogna cambiare modo e metodo sempre in modo legale chiaramente.

    3. JHON 3 gennaio 2023

      Sono d'accordo con te, Mago ma se il modo legale viene gestito da gente alla Puzzer che all' ultimo chilometro "sa fan sciuscià la roda", dalle sirene governative, non ci rimane altra scelta che "far da sè", come fecero i vecchi partigiani.

    4. mago 3 gennaio 2023

      Ho un caro amico sindacalista,uno che si siede ai tavoli che contano per le trattative,una brava persona e io lo prendo in giro in tal senso che con le buone non si risolve nulla ma i tempi non sono ancora maturi.le rivoluzioni voglio e il sangue dei martiri e a tutti piace vivere per il momento.

    5. mago 3 gennaio 2023

      Quando mi fai uscire dai domiciliari?

    6. BrunoWald 3 gennaio 2023

      I vecchi partigiani non fecero "da sé". Avevano alle spalle la logistica e l'intelligence militare americana e britannica, e le reti di traditori che queste gestivano in Italia da ancor prima della guerra: compresa la chiesa cattolica (e quella comunista).
      Levarsi il prosciutto dagli occhi, dopo tanti anni, non sarebbe una cattiva idea.

    7. JHON 3 gennaio 2023

      IL "far da sé" parlando dei partigiani significa molte cose, in questo periodo a cui mi riferivo. Innanzi tutto per prima cosa il coraggio di schierarsi senza pregiudizi, davanti al "plotone di esecuzione" dei giudizi sommari della gente che in questo tempo hanno portato il cervello all' ammasso, dai bombardamenti vaccinali. Per quanto riguarda la gestione della resistenza, da parte dei poteri anglosassoni- americani e traditori vari nella 2/a guerra, sono d' accordo su quanto affermi. L'ordine di fucilare Mussolini sappiamo da dove era partito, ma il taglio dei tronchi che fermarono la colonna dei tedeschi che fuggivano, non era certo stato ordinato dall' M16 o dalla Cia. Ne tantomeno i rastrellamenti nel triangolo Emiliano, dove senza più nessuna regola da rispettare furono assassinate 30.000 persone, per il solo motivo di risultare "dalla parte sbagliata" della storia. E ancora stiamo a scannarci con questa maledetta pagina.

    8. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      invece penso che lo scenario da rivolta violenta sia pienamente contemplato dai mondialisti, i quali vogliono proprio il caos. A maggior ragione se poi le rivolte violente sono partecipate dal popolo affamato e da gente in preda ai peggiori istinti.

    9. JHON 4 gennaio 2023

      A Griante c'è un bar che aspetta, ma chi molàn minga la mail.

    10. mago 4 gennaio 2023

      domani che fai ?

    11. JHON 4 gennaio 2023

      Stasetimana la và per i lègn, Mago se tase dispunibel sett. prox. Senzaltar. Dimm l'ura e ul loch.

    12. mago 4 gennaio 2023

      settimana prox termine vacanze, si riparte e prevedo già mal di stomaco..
      Dai facciamo a Carnevale che ho una settimana di vacanza allora...ho visto il pellet a 17 euri quasi svengo.

    13. JHON 4 gennaio 2023

      Tirum minga al bidon, Carnevale ogni sch.... vale. Scusa un po, ma quel pellet li lo hai visto in Svizzera per caso?

    14. mago 4 gennaio 2023

      No ci si vede,era a Menas.

    1. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      La rivolta o la Rivoluzione non la fai senza un progetto Politico Economico dove aggreghi le masse e si sentono partecipi e coinvolte altrimenti cambi tutto per non cambiare nulla , chi fa la Rivoluzione deve essere consapevole di avere un consenso alla base , si deve raggiungere il 45 % di non partecipanti alla farsa elettorale per un cambio di Pardigma.

    2. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Mi sembra in Tunisia sono andati a votare il 20% e non è cambiato nulla.

    3. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      Parlo dell occidente Europeo non di Islam. l' Italy fa parte delle 10 Nazioni più strategiche ed impotanti dell' Occidente, le rivoluzioni partono sempre dall' Alto dalle Elite nel Deep State, quando non hanno più il controllo della base.

    4. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Io credo che non contiamo nulla, comunque la vostra idea del non voto è fallimentare ed è dimostrata ampiamente. Ma non lo volete vedere.

    5. mago 3 gennaio 2023

      Il consenso popolare è un optional la macchina funziona sempre lo stesso.

    6. BrunoWald 3 gennaio 2023

      Il voto è fallimentare tanto quanto il non voto, dal momento che il potere ce l'hanno loro e non lo mollano di sicuro perché hai fatto una croce con la matita, o, al contrario, sei rimasto a casetta tenendo il broncio.
      Se ne fregano di noi, in entrambi i casi.
      Sarebbe diverso se esistesse un forte blocco sociale che si organizza in stile Sinn Fein (con relativo IRA...), non privo di appoggio estero, e con due requisiti essenziali:
      1) i coglioni pieni dell'esistente;
      2) una credibile proposta alternativa.

      Ma non esiste nulla del genere. Negli ultimi decenni ci hanno disintegrati per bene. Esiste solo un malessere informe e ancora minoritario, privo di vera autocoscienza e con poche idee chiare: prima che da questa nebulosa emerga qualcosa di concreto ce ne vorrá del tempo... Dubito che arriveremo a vederlo.
      A meno di sconvolgimenti davvero epocali, al momento imprevedibili.

    7. BrunoWald 3 gennaio 2023

      Comunque concordo con te su quella che dovrebbe essere l'idea centrale: beni e servizi pubblici, e risorse strategiche, non possono appartenere a privati.

    8. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      Sei tu che non vuoi capire , il Novote equivale a no rappresentanza, è un segnale ai Poteri Forti, che sia fallimentare altra analisi superficiale, di fallimentare ad ora cè il Voto
      Il No vote è propedeutico alla rivoluzione è solo una fase .

    9. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      ..Se ne fregano di noi, in entrambi i casi....

      Se ne fregano fino a quando vota la maggioranza quando il popolo comincia a disertare le urne oltre il 40 % cominciano a preoccuparsi seriamente perchè temono le rivolte sanguinose e di esserne coinvolti.-

    10. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Tu hai ragione, non lo nego. Ma ritengo che per costruire quello che dici tu e che condivido bisogna percorrere tutte le strade, anche quindi quella del voto quando ce n'è la possibilità.
      E condivido anche i tuoi dubbi, al momento vedo quasi solo prime donne che si vogliono mettere in mostra.

    11. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Vedi io penso che vi siano delle cose essenziali che possono unire tutti i pensieri (destra, sinistra, sopra e sotto). Quello è solo un esempio fondamentale.
      Il resto deve essere lasciato libero di poter essere espresso nella propria individualità e mai imposto da un'autorità politica, morale o religiosa. Sono cose che appartengono alla sfera dell'intimo. Chiaramente con i dovuti limiti.

    1. Spartan 3 gennaio 2023

      Passata la possibilità della cadrega politica, movimenti ed associazioni si sono squagliate al sole . Chiuso i battenti , basta manifestazioni, basta proteste ( proposito sapete che le multe già pervenute agli over 50 NON VENGONO sospese , ma continuano il loro iter di 60 giorni per il pagamento ? ) e buonanotte al secchio.

    1. Primadellesabbie 3 gennaio 2023

      Si tratta di una determinazione elitaria, non popolare!

      Viene dal basso? Segno che i poli si sono invertiti.

      Qui l'ossessione di fare 'l'uomo nuovo', che ha caratterizzato la politica novecentesca di ogni segno, non ha senso dato che l'uomo nuovo già c'è.

      Il problema è come collocarlo e se si lascia collocare, non sarà facile, forse saranno le cosiddette forze politiche a doversi rigenerare per poter accogliere tali marcate individualità.

      Ricordate la maggioranza silenziosa, in combutta con l'élite perchè interessata a difendere i suoi privilegi?
      Qui è comparsa una minoranza determinata, in disaccordo con l'élite e disposta a giocarsi l'indispensabile.

      Ho l'impressione che con la sociologia classica stavolta non si va da nessuna parte (infatti l'articolo annaspa).

    2. Roberto Siconolfi 3 gennaio 2023

      In realtà è esattamente il contrario. L'articolo e la ricostruzione si basa su paradigmi socio-politici che vanno oltre quelli classici. Soprattutto i passaggi sulla creazione della società parallela, che quindi superi la concezione istituzionale classica oramai in disfacimento, vanno in tal senso. L'uomo nuovo del quale si parla è appunto un'indicazione a trarre il meglio dalla nuova umanità che si sta formando, con la consapevolezza però, che non basta aver rifiutato il vaccino per fare una vera rivoluzione antropologica, e nell'articolo si abbozzano alcuni orientamenti. Sulla questione "élite e basso" poi ci sarebbe tanto da dire. In qualunque modello socio-politico, anche il più libertario e spregiudicato, esistono delle guide, e le guide non sono altro che élite. E se pure si faccia il discorso che ognuno sia "capo di se stesso", un tale capo sempre una élite sarebbe.

    3. Primadellesabbie 4 gennaio 2023

      È importante sottolineare la specificità di questa situazione.

    4. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      in che senso?

    5. Primadellesabbie 4 gennaio 2023

      Andiamo con ordine, in che senso: "In realtà è esattamente il contrario"?

      Sopra ho scritto:

      "Si tratta di una determinazione elitaria, non popolare!
      Viene dal basso? Segno che i poli si sono invertiti."

    6. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      rispetto alla sociologia classica

    7. Primadellesabbie 4 gennaio 2023

      Credo che diciamo la stessa cosa.

      Il rilievo nasce dal fatto che ho scritto che l'articolo annaspa?

      Questa la ragione:

      "...è d’obbligo tracciare un percorso..."

      È mia opinione che i fatti stiano dimostrando che sia prematuro.

      Credo vadano aggiornati e adeguati gli strumenti culturali atti a spiegare l'inatteso comportamento anarchico dei vertici istituzionali e di alcune istituzioni e la reazione individuale, ovviamente improvvisata ma determinata, e ampiamente inesplorata, di parte dei governati colti di sorpresa.

    8. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      Ha ragione sugli atteggiamenti "post-politici", diciamo così, delle istituzioni attuali. Che sono in via di disfacimento, di "dissoluzione". Nell'articolo lo accenno e lo spiego meglio in altri miei post e articoli. Se vuole glieli linko. Sul fatto che sia prematuro..beh da un lato, dall'altro invece è meglio iniziare a fermare il punto, a "immaginare" e a praticare. E comunque le due vie da me elencate alla fine dell'articolo sono già in essere. Nel mondo del dissenso in fin dei conti o si parla di elezioni oppure di società parallela. Con tutte le sfumature del caso.

    9. Primadellesabbie 4 gennaio 2023

      Grazie, ho cercato e trovato su YT per farmi un'idea.

    1. emilyever 3 gennaio 2023

      Quando si è trattato di trasformare il consenso ottenuto nelle manifestazioni di piazza dai movimenti No green pass in voti per le elezioni politiche, mi sono chiesta se i capi di questi movimenti avessero visto il film cileno No. I giorni dell'arcobaleno, ricostruzione di come, per il referendum sul proprio governo organizzato da Pinochet, i leader dell'opposizione si fossero affidati ad un pubblicitario per organizzare, e poi vincere la loro campagna del no a Pinochet.
      Difronte a chi aveva pensato che sarebbe bastato mostrare testimonianze degli orrori di quel regime per affermarsi, il giovane ricordò invece che i messaggi che veicolano i movimenti di protesta devono essere positivi, si deve presentare comunque la visione di una società migliore. E l'anno scorso sentii la stessa cosa (senza riferimento al film) da parte di un esperto di pubbliche relazioni che aveva i suoi dubbi che solo lo slogan No green pass avrebbe convinto più persone. Lui invece avrebbe proposto anche slogan positivi, insistendo sulla libertà, per esempio, di movimento, di cura, di lavoro ecc.
      Se potessi dare un consiglio ai leader di tali movimenti che pure ho votato ma per mia convinzione e perchè mi convincevano i loro rappresentanti nel mio collegio sarebbe proprio di vedere quel film e poi di riparlarne: il No forse può organizzare una manifestazione di piazza, ma se vai al governo devi farci vedere per che cosa lottare in positivo, devi darci una visione

    2. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      Infatti noi avevamo, al tempo, scritto che era sbagliato definirsi No Green Pass , ma sarebbe stato più utile per il futuro chiamarlo il mov. Free Green Pass , i leader di quei movimenti sono legati ad ideologie diverse non potevano e non possono stare insieme , occorre qualcosa di nuovo un progetto innovativo che squota le coscienze e non si vede nulla di questo in giro.

    3. emilyever 3 gennaio 2023

      Facciamo noi:)

    4. sbregaverse 3 gennaio 2023

      L'uomo è irragionevole illogico egocentrico.
      NON IMPORTA AMALO.*
      Teresa di Calcutta.
      *Per i miei gusti, a pari condizioni, mi orienterei sulla donna.

    5. emilyever 3 gennaio 2023

      Sempre odiata quella

    1. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      È buono che vi siano discussioni sul "che fare" e che sia ampia e condivisa da tutti. Ma, se posso dire, a me questi sembrano dei sonori "pipponi mentali". In sostanza il che fare è presto detto, bisogna muoversi in ogni direzione possibile, a 360°, e coinvolgere più persone possibile. Perché la differenza non le fanno le idee ma le persone che seguono l'idea. Come è che si dice? Se solo uno o pochi fumano in un posto dove è vietato fumare, questi beccano la multa. Ma se sono tanti, è il cartello del divieto che viene divelto.
      Al momento non vedo idee tali da poter far muovere grandi quantitativi di persone. Allora forse sarebbe meglio che le persone si muovessero compatte anche senza per forza condividere un'idea. Questa si spera si formerà. In fondo si tratterebbe veramente di un moto dal basso.
      L'importante che vi siano pochi punti che possono essere veramente condivisi da tutti, e questo non credo sia difficile individuarli. Siamo ritornati proprio alle basi.

    2. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      ....L’importante che vi siano pochi punti che possono essere veramente condivisi da tutti,.....

      Tipo.. ? facci qualche esempio.."

    3. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Non mi far dire l'ovvio: beni comuni, libertà d'espressione e di essere, e quindi anche libertà di cura, controllo sulle aziende e beni di pubblica utilità, autodeterminazione dello stato e del popolo italiano, ecc.. Insomma tutto quello che è stato tolto man mano negli anni.

    4. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      beni comuni, libertà d’espressione......

      Troppo generico , beni comuni si contrappone a proprietà privata, libertà di espressione potrebbe precludere a Libertinaggio o Anarchia..!

    5. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Ma io sono per i libertinaggio e l'anarchia 😁
      Bene allora è giusto che venga imposta una terapia medica, se hai tanta paura dell'anarchia.
      I beni che sono di pubblica utilità non possono essere privati, altrimenti stiamo da capo a dodici.

    6. Roberto Siconolfi 3 gennaio 2023

      Già fatto, già sperimentato tutto, e già ampiamente portata avanti la linea del dissentire sui provvedimenti ingiusti. È ora che si faccia un salto di livello, nell'elaborazione culturale e politica. Pena la definitiva scomparsa del movimento, o la sua sconfitta, o al massimo la riproposizione continua di inutili schemi. Le idee stanno cominciando ad emergere, e molte (alcune di quelle da me elencate) già sono presenti.

    7. LuxIgnis 3 gennaio 2023

      Concordo ma sei in contraddizione. Se si è già sperimentato tutto non c'è bisogno di un salto di livello. Se c'è un salto di livello, e concordo con te che andrebbe fatto, allora non si è sperimentato tutto.
      Ci sono tanti tipi di lotta; quello che volevo dire è che vanno percorsi tutti simultaneamente. Per questo ho detto che non importano le idee, almeno per il momento. Ognuno ha una visione della situazione e su 100 persone ve ne sono 100 di visioni, ma tutte e 100 le persone devono percorrere la strada insieme anche se non è proprio confacente alla propria personale visione. Chiaramente questo con dei limiti ovvi.

    8. emilyever 3 gennaio 2023

      Finora per me le proposte migliori sono venute sia da Agamben sia da Fausto Carotenuto. bisogna creare una società alternativa, che non significa andiamo tutti a vivere sui monti o in campagna, ma anche in città, creiamo una sanità diversa, con ancora medici che curano, le scuole parentali che non abbiano stampato già dagli album dell'asilo "agenda 2030", troviamoci, organizziamo gruppi di consumatori di prodotti sani ecc, le idee poi vengono.. Società di amici, dice Agamben, nel senso più nobile del termine, e non di quell'amicizia fra sconosciuti come nel libro delle facce.

    9. Arian Van Heisen 3 gennaio 2023

      Già qui si inceppa tutto noi non siamo per l' anarchia ed il Libertinaggio

    10. Fedeledellacroce 4 gennaio 2023

      Da mo' che sei inceppato tu.
      Anarchia é autoderminazione cosciente.
      Il top.
      :-D

    11. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      Signor Luxignis, qui gli unici commenti in contraddizione e privi di senso logico sono i suoi, questo come il precedente. Ci credo l'articolo le appare una superpippa se i suoi ragionamenti stanno a questo livello. Sinceramente se dopo due anni e passa che stiamo nelle piazze ad avere a che fare con situazioni di ogni genere, compresi cazzari e disturbati psichici, doveva venire lei a dirci che è tutto semplice, e basta fare come col cartello dei fumatori, beh allora alzo le mani e mi leggo topolino.

    12. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      la società alternativa, che è indicata nell'articolo, è anche dal mio punto di vista la soluzione migliore. Alla base un rinnovamento antropologico dell'essere umano e delle comunità fondate su legami "sentiti".

    13. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Ribadisco che ha scritto un pippone senza senso.
      Ego gigante? E dove vuole che andiamo con gente come lei? Sospetto allora che aveva ragione quello che diceva il post che è stato cancellato di Marco di Mauro e che non tutti hanno visto. Un po' forte ma mi sarebbe piaciuto approfondire la questione visto che venivano fatte delle accuse pesanti verso di lei. E da come risponde forse non aveva tutti i torti.
      Troppi galli a cantare...

    14. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Va bene questo ma ci vuole sempre una rappresentanza politica. Volenti o nolenti condividiamo lo stesso territorio, e quel territorio lo comandano loro. Se anche funzionasse, bloccherebbero le iniziative che dici, e ne hanno tutti i mezzi, appena le riterrebbero pericolose per loro.
      Andrebbe bene come rete di mutuo soccorso stile clandestinità, ma poi anche quella deve fare un salto di qualità.

    15. IlContadino 4 gennaio 2023

      Cazzo, me lo sono perso!

    16. sbregaverse 4 gennaio 2023

      TIPO :
      AI ?!?

    17. sbregaverse 4 gennaio 2023

      Brutto brutto affare averLO perso.. noi tutti, vicini alla tua signora,
      partecipiamo al lutto

    18. Roberto Siconolfi 4 gennaio 2023

      L'ego (diffidare da quelli che ne parlano male) non c'entra a nulla, visto che lei ha cominciato con un commento dai toni demolitori, sui quali avevo già soprasseduto. E poi ha proseguito con un secondo commento. Scriva lei articoli, faccia lei elaborazioni compiute, possibilmente non le battaglie internettiane comprese di gossip. Poi ne riparliamo. Buona giornata!

    19. emilyever 4 gennaio 2023

      Può essere, come può essere che li ripaghiamo con le loro stesse armi. Seguendo Agamben, loro hanno approfittato del covid per costruire uno stato duale, come quello nazista, in cui perdurava la costituzione, ma erano le leggi sfornate giorno per giorno, si fa per dire, che valevano veramente. E noi per ora diamoci da fare per costruire la nostra società alternativa, che già ci darà molto da fare, e ora, per esempio, io non so se un parlamento o elezioni strutturate in questo modo abbiano ancora un senso. Dovremmo parlarne, non ho tutte le risposte, ma sono pronta a costruire con persone di buona volontà.

    20. LuxIgnis 4 gennaio 2023

      Il territorio è uno solo. Ora ce l'hanno loro e non può essere condiviso. Quindi o espatriamo ma non ci sono posti a parte lo Spazio profondo oppure lo conquistiamo questo territorio.
      Non ci sono altre soluzioni. Nonostante tutta la buona volontà, non ci sono.

    21. Redazione CDC 5 gennaio 2023

      Il commento in questione"un po' forte": conteneva offese personali e quindi e' stato tolto. Massima liberta' di dibattere si, liberta' di offendere no. E' per questo che il commento e' stato tolto.

    22. Redazione CDC 5 gennaio 2023

      Il commento in questione"un po' forte": conteneva offese personali e quindi e' stato tolto. Massima liberta' di dibattere si, liberta' di offendere no. E' per questo che il commento e' stato tolto.

    23. LuxIgnis 5 gennaio 2023

      Si lo capisco questo ma qui di offese varie ne girano.

    24. Redazione CDC 5 gennaio 2023

      Monitoriamo costantemente e quotidianamente i commenti, tuttavia sviste accadono. Cercheremo di migliorare il monitoraggio per garantire il rispetto e le liberta' di tutti. Segnalate le criticita' che riscontrate. Grazie per la collaborazione

    25. Marco Di Mauro 9 gennaio 2023

      Purtroppo quando parlo ho sempre un dossier pieno di informazioni. Chi volesse nel dettaglio le info qui censurate che avevo dato sull'autore del presente articolo (o semplicemente volesse lo screenshot del commento cancellato) può contattarmi su [email protected] adesso vediamo se gli alacri amministratori di questo sito cancellano pure questo commento, che non offende nessuno. A offendere i lettori sono gli amministratori di questo sito, che sta andando allo sfacelo sempre più, ci lavorano in tre praticamente (sito che ormai ho escluso dalla mia rassegna quotidiana, e lo visito solo quando amici mi segnalano qualcosa)

Visualizzati 86 di 86 commenti approvati.