Aleksandr Dugin: “La morte come risveglio. L’altro mondo è qui”

Alexander Dugin sulla dimensione spirituale della realtà.

Aleksandr Dugin: “La morte come risveglio. L’altro mondo è qui”
Aleksandr Dugin

Di Aleksandr Dugin

L’altro mondo non è qualcosa di completamente separato, come un altro pianeta o un altro universo, ma una dimensione diversa del nostro mondo.

O, più precisamente: il nostro mondo terreno è solo una sezione trasversale, un orizzonte di un’esistenza piena e tridimensionale. Tutto dipende dalle nostre priorità.

Se consideriamo il mondo corporeo e sensibile come assoluto e come l’unica vera realtà, ci isoliamo dalle altre dimensioni, dallo spirito e dal regno in cui entreremo dopo la morte. Ciò che ha inizio dopo la morte è già presente qui e ora, durante questa vita. Semplicemente non ce ne accorgiamo.

Nel momento della morte, diventiamo per la prima volta capaci di vedere la realtà così com’è veramente. La morte è un risveglio, una resurrezione: non una fine, ma un inizio.

Più materialità c’è, meno spirito c’è. Tuttavia, questa è solo una questione di prospettiva. Non è la materialità ad essere potente; sono semplicemente i nostri occhi spirituali a indebolirsi e ad accecarsi. La trasfigurazione del mondo è innanzitutto la trasfigurazione del nostro sguardo.

L’obiettivo è vedere l’altro all’interno di questo mondo, all’interno di ciò che ci è dato. Non fuggire da qui verso «là». È tutto qui. La vita del tempo a venire irrompe già nella vita di questo tempo presente. Sotto l’inferno e la fatica della vita quotidiana si nasconde un paradiso pienamente presente.

Il nostro compito è riconoscerlo e cambiare il nostro rapporto con il mondo.

La materia in sé non è il male. Tuttavia, il materialismo è il male, un peccato, un crimine spirituale e la rovina dell’anima. Anche la materia ha bisogno di chiavi spirituali. Il corpo non è il male. Cristo stesso, il nostro vero Dio, ha assunto un corpo umano. Pertanto, nella sua stessa essenza, anche il corpo è spirituale.

Di Aleksandr Dugin

22.06.2026

Aleksandr Dugin. Filosofo. Dottore in Sociologia e in Scienze politiche, dottore di ricerca in Filosofia. Fondatore della scuola geopolitica russa e del Movimento eurasiatista.

Fonte: https://www.multipolarpress.com/p/death-as-awakening

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (4)

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Mostra commenti 4 caricati
    1. DrCaligari 24 giugno 2026

      Il grande l'immenso Carmelo Bene diceva che il presente non esiste e il passato nemmeno dato che è la somma di non esistenze. Il futuro invece è la possibilità infinita di momenti che nell'attuarsi troveranno il non essere e scorrendo via ne fisseranno la somma. Qualche vecchio straccio di Shakespeare, alcune pennellate di Velasquez, queste le uniche tracce che restano. Punti di tangenza tra lo spirito e la materia aggiungo molto modestamente io. La materia per l'anima è la tela del pittore, la pagina dello scrittore. Una possibilità fugace certo ma l'unica davvero reale. Oltre la vita fisica troveremo altre opzioni, altri modi, altre possibilità. Ma già postulare che l'anima debba restare tale mi sembra un azzardo che mi concedo, ma con molta prudenza e consapevolezza di trovarmi su un sentiero sdrucciolevole. Poco ci è concesso dire e sempre strettamente connesso al qui e ora. Tele per scarabocchi i nostri, pagine bianche per vagiti

    1. GioCo 24 giugno 2026

      Eeh, accidenti, tutto sempre ok tranne l'ultima curva.
      Il materialismo intanto è un ideologia che trova la sua casa nell'econocentrismo. Cioè l'idea che se sei ricco hai risolto. Il monoteismo che va per la maggiore.
      Poi c'è la dipendenza dal sensibile. Quella è tutt'altra faccenda ed esce dal mondo delle idee e dei settarismi, per atterrare in quello della concretezza apparente che non è MAI il male ma semplicemente quello che ignoriamo.
      Più si vive nell'ignoranza più si finisce per subire quello che accade: questo non lo rende però migliore o più piacevole ... Tutt'altro !
      Lo rende inaccettabile.
      Tutto qui.
      Detto questo, il distacco dal sensibile è tutt'altro che banale. Certamente la spiritualità è artatamente separata dalla realtà, ma è la firma del Padrone che a Dugin sta così simpatico.

    1. nicolcass 24 giugno 2026

      Ecco perchè russi ed americani sono destinati a non capirsi, la religiosità dei primi un animismo che dopo un sospiro si libera della dimensione individuale...gli americani sono farisei custodi delle sacre pergamene..

    2. maghi 24 giugno 2026

      sì, e a tutti e due, anche a noi, piace il sesso libidinoso, il cibo spazzatura e tutte le aberrazioni goderecce. Lì si capiscono benissimo. Non confondiamo il sentire di menti e anime superiori come Dugin col sentire delle masse decerebrate e senz'anima.

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