AL VIA IL REFERENDUM PER LA PACE MA E' "GUERRA" TRA I COMITATI REFERENDARI

Grande affluenza ai banchetti ma peccato per il mancato accordo politico tra i due comitati referendari che procedono a raccogliere firme in forma disgiunta, ciascuno col proprio quesito.

AL VIA IL REFERENDUM PER LA PACE MA E' "GUERRA" TRA I COMITATI REFERENDARI

Di Raffaele Varvara, per ComeDonChisciotte.org

Fino al 21 luglio in tutti i comuni d'Italia, presso i banchetti o anche online, si potrà firmare a sostegno del referendum per la pace ed a difesa della sanità pubblica. L'obiettivo della campagna referendaria è fermare l'invio di armi, così da spingere i belligeranti verso i negoziati di pace, nonchè ridimensionare il potere dei privati nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini. I quesiti referendari sono 3: uno riguarda espressamente l’attuale esportazione di armi in Ucraina, l’altro le basi giuridiche che consentono ai governi di derogare al principio per cui l’Italia, che ripudia la guerra, non può ammettere di dare armi a potenze belligeranti; il terzo quesito intende abrogare il comma 13, dell'art.1 del decreto legislativo 502/92, al fine di escludere nella programmazione sanitaria, soggetti privati che possano introdurre interessi contrari all’interesse pubblico.

I comitati referendari sono già attivi con la raccolta delle 500mila firme necessarie per ciascun quesito; dai banchetti si registra grande fermento e interesse, segno che la popolazione vuole incidere negli attuali rapporti di forza dispiegati, per scongiurare l'escalation e ristabilire gli equilibri geopolitici globali.

Unico rammarico, il mancato accordo politico tra i due comitati referendari che procedono a raccogliere firme in forma disgiunta, ciascuno col proprio quesito. I comitati promotori "Ripudia la guerra" facente capo al prof. Pennetta e "Generazioni future" facente capo al prof. Mattei, anche grazie all'intervento mediatore di Claudio Messora, avevano trovato un accordo per presentare i medesimi quesiti sotto l'unico comitato referendario "Italia per la Pace" ma a pochi giorni dall'avvio della raccolta firme, l'accordo si è rotto e i due comitati stanno procedendo separatamente.

Dopo la caporetto delle elezioni politiche del 25 settembre, anche sul referendum per la pace, si conferma l' incapacità sistematica a convergere verso una strategia condivisa, di coloro che si autoproclamano portavoce di interessi collettivi ma che invece rappresentano solo i loro interessi egoici e individualistici. Il popolo della resistenza è ormai stanco e disilluso, a tal punto che sta imparando ad accettare quasi con mesta rassegnazione, l' incapacità di unirsi delle varie organizzazioni del dissenso. Prima di liquidare come ineluttabile, questa disgregazione cannibale e fratricida, alla stregua di un cataclisma naturale, vale la pena coltivare il ragionamento critico sulle cause profonde che ostacolano i processi aggregativi.

I padri costituenti, pur provenendo da sensibilità totalmente diverse, avevano trovato una sintesi nella Costituzione, mentre noi, oggi, al contrario, la pensiamo allo stesso modo ma non riusciamo a unirci. Evidentemente è successo qualcosa nel frattempo. L'ostacolo più grande nei tavoli dove si costruisce "l'unione" ovvero una piattaforma di idee e azioni comuni, è l'anteposizione di interessi individuali in luogo di interessi collettivi, da parte di egomostri smisurati e incontenibili. Perchè continuano a prevalere interessi individuali anche in una fase di criticità vitale dell'umanità? Mentre i regimi totalitari del passato invadevano militarmente i nostri territori, questo potere ha invaso i nostri stili di vita con la competizione e la concorrenza, che hanno introiettato inconsapevolmente anche coloro che sostengono di combattere il potere. Così tra i vertici di partiti, associazioni e movimenti della resistenza, insiste la stessa competizione che c'è tra Pfizer e Moderna, mentre nei corpi militanti ancora si ritrova quella solidarietà tipica dei rapporti tra gli oppressi.

Il potere, per depotenziarci, si comporta come un vero e proprio tumore invisibile che metastatizza le esistenze di chi intende combatterlo. Come i partiti del dissenso offrono soluzioni contro le logiche della concorrenza a ribasso nel mercato del lavoro, così una forza politica che voglia veramente unire è chiamata a prendere in carico gli effetti devastanti della cultura della competizione in ognuno di noi. Solo raggiungendo questa "coscienza di malattia" potremo riconoscere le dinamiche distruttive e predatorie dell'ego di stampo neoliberista e disinnescare così gli ostacoli ai processi aggregativi.

In conclusione, invito a sottoscrivere la campagna referendaria con la consapevolezza che per fermare la guerra, la firma è necessaria ma non sufficiente. Oltre la firma, serve prendere parte attiva a un percorso di de-competitivizzazione dei rapporti umani su scala globale, perchè proprio la competizione tra individui è foriera di litigi-divisioni-conflitti-guerre. La pace si costruisce a partire dal ripudio delle logiche concorrenziali perchè far ristagnare gli esseri umani nella competizione, vuol dire far vivere gli uomini in uno stato perenne di "tutti contro tutti", come è attualmente nel fronte di opposizione sociale. Urge una politica nuova, una politica di cura reciproca, capace di riconoscere e curare gli istinti predatori e di dominio dell'io di stampo neoliberista.

Per passare da un mondo unipolare ad un mondo multipolare è un salto antropolitico, cioè al contempo antropologico e politico, inevitabile.

Di Raffaele Varvara, per ComeDonChisciotte.org

01.05.2023

--

Immagine in evidenza - fonte: Byoblu.com

Commenti (34)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 34 caricati
    1. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; ...

      Questo sopra è il testo dell' art. 11 della C.I. dice tutto e il suo contrario, con questo articolo non avrai mai una tua sovranità , ma quello USA.GB Giudeo, mettetevelo nella testa tutti,...!
      sia pseudoDx che pseudo Sx.

      Per chi ancora si ostinasse, l' articolo in sostanza dice: si ripudia la guerra , ma si consente agli altri di decidere per noi

    2. Cangrande1965 3 maggio 2023

      Esatto !

      Una delle ennesime prove che la costituzione è una farsa.

      E che chi la difende è, come minimo, un mammalucco, altrimenti, un delinquente.

    1. MaxpoweR 2 maggio 2023

      ridicoli a dir poco, non servono a niente questi presunti rappresentanti del dissenso ma fanno il gioco del potere che beneficia delle divisioni. Pagliacci.

    1. ignorans 2 maggio 2023

      La politica non combinerà mai niente di buono. Perché? Perché il linguaggio della politica è quello del "di più ", mentre le cose vengono risolte dal "di meno". Naturalmente il popolo contadino da il consenso a chi promette di più e quindi....

    2. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      fino a quando sarà vigente questa C.I e l' articolo 11 e 67

    1. Senna 1 maggio 2023

      Da una merda come Byoblu cosa ci si può aspettare, sono mesi che si è messo in casa tutta la banda Borgonovo/Verità bacia culo del CDX e pupazzotti della Nato.

    1. me-stesso 1 maggio 2023

      In particolare il nostro governo può inviare armi e fare carta straccia della costituzione perché la maggior parte dei cittadini è d'accordo (al più qualcuno si gira dall' altra parte) ad odiare la Russia. Come col Covid, le masse hanno continuato a fare i pecoroni, a comando o meno. Appena dopo che era cominciata la guerra mi ricordo si attivano i volontari per mandare aiuti umanitari (che alla fine il nostro governo ha trasformato in aiuti militari), dalle scuole vedevi cartelloni con arcobaleni con scritte che invocavano l pace (mai visti durante la guerra in Iraq, Libia, Siria, etc). Ora che la gente ha appena finito 2 faticosi anni di delirio Covid quale migliore occasione per odiare qualcuno (i cattivissimi Russi) per sfogare un po' di frustrazione repressa. Con i miei colleghi di lavoro (tutti d'accordo per aiutare militarmente l'ucraina) nessun ragionamento è stato possibile. D'altra parte "sono quelli li che hanno invaso". Se al governo e nelle istituzioni a nessuno è fregato dell'articolo della costituzione (l'Italia ripudia la guerra... etc) pensate che invece alla maggioranza delle persone fregava qualcosa? Il governo sa bene tutto questo e lo sfrutta, scavalcando qualsiasi regola impunemente. Ha una forte base di consenso (inteso di pecorineria...)

    2. Teopratico 2 maggio 2023

      Hai ragione. Perché la operazione militare non è cominciata subito, dopo euro Maïdan? La risposta dà ragione al caro Danone, cioè: quello era il momento giusto razionalmente, la propaganda occidentale non avrebbe attecchito come oggi, con le immagini della casa dei sindacati messa a fuoco e fiamme inevitabilmente, la Russia avrebbe avuto più credito etico per noi, per forza. Invece no, non erano i tempi giusti, come in Italia il governo poi di dx non era quello giusto per la farsa nazi-sanitaria, e infatti dopo le spiagge di cocktail e fiche la destra ha deposto il potere. Meglio un grillino cocainomane per reprimere gli italiani: bello, secco, asciutto, poliglotta, quasi frocio.

    3. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      lo fa in base all' art.11 e 67 della C.I su cui ha giurato per cui sei soggetto alla sovramità USA GB Giudea

    1. ric 1 maggio 2023

      che serva a poco e' evidente. mas questi sono giornalisti e personaggi emarginati dalla costituzione piu' bella del mondo dove la liberta' di parola e' garantita solo a porte chiuse.

    1. Cerusicus 1 maggio 2023

      Articolo di pura disinformazione. La decisione dei Comitati di unire le forze è avvenuta quando i rispettivi quesiti erano già stati presentati, ed è normale che questi siano rimasti distinti. Agiscono modificando leggi differenti ma complementari nell'ottenere il risultato e quindi non c'è nulla di strano in ciò.
      Al momento, facendo io parte di un Comitato referendario locale (Democrazia Sovrana e Popolare, che appoggia Pennetta), posso dire che c'è piena disponibilità a collaborare, raccogliendo le firme anche per l'altro Comitato, meno rappresentato sul territorio.
      Soffiare sul fuoco dell'antipolitica è sport diffuso ma senza alcun costrutto. Al sig. Varvara evidentemente brucia ancora il fatto di essere stato escluso in corsa dalle liste di Italia Sovrana e Popolare, in cui era proposto come candidato, a causa delle sue frequentazioni poco commendevoli in campagna elettorale, e sfoga la sua frustrazione nel distruggere quello che altri, con fatica hanno realizzato.
      Per chi volesse avere notizie di prima mano a riguardo, consiglio la visione del servizio di Byoblu sulla manifestazione odierna a Pesaro, dove Mattei e Pennetta vengono intervistati insieme al banchetto per la raccolta delle firme (minuto 1:08:20)
      https://www.byoblu.com/2023/05/01/pesaro-dice-no-al-biolaboratorio-byoblu-ha-seguito-in-diretta-la-grande-manifestazione-del-primo-maggio/

    2. Primadellesabbie 1 maggio 2023

      Visto dal minuto indicato e ascoltato, grazie.

    3. Senna 2 maggio 2023

      Esattamente lo stesso lo si puodire di Messora, voleva entrare in politica con i 5S, non estato preso in considerazione, quindi dal 2018 in poi in guerra con i 5S, da ca 1 anno con la lingua infilata nel deretano del CDX.

    1. LuxIgnis 1 maggio 2023

      Però a tutti quelli che dicono che tanto non servirà a niente e hanno anche ragione, io dico che nulla servirà a niente.
      Ne tribunali, referendum, elezioni, manifestazioni, rivoluzioni e quant'altro.
      Niente ma proprio niente servirà a qualcosa.
      L'unica cosa che potrebbe servire è una distruzione completa a seguito di una bella guerra pesante e poi provare a ricominciare daccapo.
      Quindi? Si rimane con le mani in mano e ognuno coltiva il proprio orticello?
      Una soluzione che non porta a nulla come il resto.
      Allora che fare? Consideriamo anche che è proprio il potere che tende a delegittimare il processo democratico. A loro fa comodissimo che la gente non vada a votare in generale. Secondo me è proprio quello che vogliono.
      Io penso sia un bel dilemma.

      P.S. non sono d'accordo per niente con questo articolo. Non è la prima volta che comitati referendiari propongono quesiti diversi. Non è segno per forza di divisione, non sono le elezioni, ma di arricchimento delle proposte. Chiaramente vanno votati tutti i quesiti, che a differenza delle elezioni in cui se voto un partito non voto l'altro, qui si possono votare tutti.

    2. Teopratico 2 maggio 2023

      La tua domanda: che fare? Ha una lunga storia, forse dalla notte dei tempi fino a Lenin o I. Silone. E a seguito sono sempre nate divisioni, più o meno individualistiche. Tutta la storia dell'anarchismo è impregnata di divergenze e conseguenti fallimenti, perché se ti opponi, quando ti opponi seriamente verso l'ordine costituito senza i carri armati e i milioni e le munizioni, è facile che non vai da nessuna parte, se non in galera, o nella fossa direttamente, senza passare per un foglio di via. Il bello è che la vera opposizione a ogni, qualsiasi sia, ordine, la possono garantire solo gli ideali anarchici, nello spirito. Quando tutti i sovvertitori di qualsiasi potere, di ogni epoca, riusciranno a capire questo ( e in Italia nel XIX secolo sarebbe potuto avvenire), solo allora, dopo l'ennesimo tentativo, forse si riuscirà a creare una vera rivoluzione. Anch'essa però piena di contraddizioni e, forse, ci vorranno altri secoli ancora per riuscire. Per questo il mainstream oggi spinge a pensare che è meglio l'estinzione, così non nasce proprio la coscienza rivoluzionaria nei giovani.

    3. LuxIgnis 2 maggio 2023

      "Ennesimo tentativo". È qui sta il punto. Provare, provare e provare incessantemente e continuamente. È una lotta che non finisce mai, e che avrà innumerevoli sconfitte ma prima o poi.
      “Dicette ‘o pappice vicino ‘a noce, damme ‘o tiempo ca te spertose”

    1. emilyever 1 maggio 2023

      Ma coloro che parlano di Costituzione e di referendum per il sistema sanitario hanno ascoltato ciò che diceva Eva Reali della MacKinsey e della riforma sanitaria sul modello di Israele, commentata dallo psicologo Andrea Tosatto ? ricordo che l'intervista è del 2018. poco prima di morire, e l'incontro avvenne nel 2014...purtroppo nessuno le diede retta.

    1. Teopratico 1 maggio 2023

      Anch'io, dopo quello dell'acqua, non mi andrò a fare prendere più per il naso nemmeno ai referendum. Ricordo l'entusiasmo dopo quella vittoria, feci la strada di ritorno dalla Bocca della verità verso Monti col grande Giulietto, anche lui era entusiasta e dibattendo sulle mie perplessità rispose ottimisticamente, convinto che un tale segnale democratico non poteva essere eluso. E invece...

    1. Cangrande1965 1 maggio 2023

      Chi si attacca ai referendum, non ha capito niente.

      Chi si attacca alla costituzione, non ha capito niente.

      Chi chiama "padri costituenti", quei massoni che hanno redatto quella ciofeca di costituzione, sotto dettatura dei gangster, assassini di civili innocenti, che hanno vinto la guerra, non ha capito niente.

      P.s.: mai, mai, MAI utilizzare le armi che ti offre il nemico.
      Se no, non si è capito niente.
      il sistema va rifiutato e delegittimato in toto.

    2. Eugiorso 1 maggio 2023

      Ma forse si attaccano al referndum e alla costituizione come un "vorrei ma non posso", per non dover prendere una posizione censurata (e repressa) dalla dittatura occidentaloide in atto ... Non dimentichiamo che sono quelli che "guadagnano bene", chi glielo fa fare a fare veramente i rivoluzionari, o i martiri?

      Cari saluti

    3. ric 1 maggio 2023

      vero.. ma soli i Francesi , i cubani , gli Iraniani e il grande Gheddafi hanno capito che i referendum servono a nulla . Al dì' la di tutta la stima che io possa nutrire per i propositori e per le loro nobili intenzioni ma e' solo tempo e denaro perso . Ormai servono i fatti.

    1. uomospeciale 1 maggio 2023

      Referendum per la pace = Altra perdita di tempo.

      E come al solito, appelli alla diserzione di massa dei belligeranti non pervenuti, come anche delle procedure rapide e automatiche di asilo politico immediato per coloro che gettano le armi e la divisa fuggendo in occidente.

      La solita aria fritta buona solo per gli imbecilli e basta.

    1. Eugiorso 1 maggio 2023

      Quando si dice le cose inutili, o utili soltanto a qualcuno che vuole "mettersi in luce", magari fare carriera politica, senza rischiare troppo il culo, restando nel solco della demmmokazzia occidentaloide ...

      In passato li chiamavano utili idioti, oppure pacifinti, oggi sono irrilevanti, perché la guerra finirà soltanto con la sconfitta di una delle due parti, sul campo di battaglia, eppoi è la demmmokrazzia statunitoide-occidentaloide che invia armi (e armati) per continuare sine die la guerra.

      Utilizzare una generica opposizione "di principio" alla guerra per scopi personali o di "basso impero" è cosa avvilente.

      Ah ... quasi dimenticavo, non una parola chiara, una presa di posizione cristallina, sul conflitto reale che è in corso in Europa, ma forse è meglio non struzzicare il cane della repressione che dorme, con un occhio semi aperto, e restare irrilevanti, salvandosi il culo!

      Cari saluti

    1. Bertozzi 1 maggio 2023

      La costituzione - bella o brutta che sia - ripudia già la guerra (art.11) per cui non vedo l"esigenza di imbastire un referendum per confermare ciò che già è scritto, se non per poi eventualmente perderlo e poter mettere in crisi il già scritto. Se il referendum non lo fai quantomeno l'art.11 rimane intonso e si può sempre accusare ed eventualmente incriminare - a livello di teoria- chi non la rispetta. Indire un referendum di questo tipo significa dare per buono - senza dirlo - il fatto che la carta più importante del paese è carta da culo, come peraltro l'affaire covid ha già ampiamente dimostrato. Altra cosa: i referendum non servono a nulla, vedi quello sull'acqua pubblica. Anche vincendolo il politico di turno può il giorno dopo inventarsi un cavillo burocratico/politico/amministrativo e fare tutto il contrario rispetto alla supposta "scelta popolare" . E se anche il singolo stato decidesse qualcosa di autonomo arriverebbe il giorno dopo la von der leyen a cambiare le cose a suo piacimento, e senza neanche dissimulare. Per cui, di che stiamo a parlare.
      Il fatto poi che il suddetto referendum sia patrocinato dagli esuli del dissenso del 25 settembre e oggi come allora si presentino spaccati e divisi su temi su cui sarebbero uniti anche i più acerrimi nemici copre il tutto di ridicolo oltre ogni sopportazione. Anche qui, una bella zappa per tutti, e andare a lavorare, altro che mettere su banchetti il primo maggio. Abbiamo le elite più ridicole della storia, e chi li contrasta non è da meno. Come fiction è davvero smunta, si ripiglino gli sceneggiatori che così l'auditel crolla a picco.

    2. sbregaverse 1 maggio 2023

      Si potrebbe, sempre, chiedere ai referendari:
      《 La Costituzione è o non è
      carta da culo ¿?》

    3. JHON 1 maggio 2023

      Caro Bertozzi, mi hai anticipato di 46 minuti, quello che avrei voluto scrivere io, comunque hai notato cose che ad un osservatore attento, non possono sfuggire. Siamo alle solite, come i capponi di Renzo, appena si profila un' unione fuori dal contesto istituzionale, emergono personalismi e dualità. Io penso che anche in questo caso rientri qualche manina dei servizi, che entrando in questi cespuglietti sotto copertura, al momento buono fanno saltare il banco. Poi, i componenti stessi dal passato e presente perlomeno discutibile hanno fatto il resto. Giustamente come hai fatto notare, il referendum non risolve nulla, in quanto l' art. 11della costituzione parla chiaro, senza altre interpretazioni, basta applicarlo ( che è tutto un altro discorso). Mi domando e mi chiedo: ma se per rotto di cuffia questa gente salirebbe allo scranno, rimpiangeremo tutti quelli che ci hanno fatto mangiare m..a fino ad oggi?

    4. Bertozzi 1 maggio 2023

      Penso cambierebbe niente

    5. Primadellesabbie 1 maggio 2023

      E se vince il si la stamperanno sui rotoli di carta igienica?

      La letteratura da WC, riservata a soli intenditori.

    6. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; ...

      Questo sopra è il testo dell' art. 11 dice tutto e il suo contrario con questo articolo non avrai mai una tua sovranità , ma quello USA.GB Giudeo mettetevelo nella testa tutti...!
      sia pseudoDx che pseudo Sx-

    7. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      ma sai leggere o hai mai letto l' art 11 e 67 ? con quelli vigenti in Italy non cambiera mai ...!
      solo persone che si impoltroneranno con amici e parenti per fare gli interssi di USA. GB. Giudei

    1. Arian Van Heisen 1 maggio 2023

      Fatevene una ragione Cripto comunisti...!
      il diverso non si potrà mai unire, al max collaborare per qualche obbiettivo comune non è questione del proprio orticello o di capetti ma di costituzione che va cambiata.

    2. Spartacus 2 maggio 2023

      Bisogna trovare la quadra altrimenti restiamo al palo come per le elezioni. Il punto è uno solo tornare ad avere la sovranita e non essere servi.

    3. Arian Van Heisen 2 maggio 2023

      Con l' art. 11 e 67 C.I. la quadra non la troverai mai...!

    1. omega 1 maggio 2023

      I capetti continuano a coltivare il loro orticello.

Visualizzati 34 di 34 commenti approvati.