A chi importa cosa pensa il governo?

1st_Amendment

Andrew P. Napolitano – antiwar.com - 17 ottobre 2024

Nel 1791, quando stava redigendo i primi 10 emendamenti alla Costituzione - che sarebbero diventati noti come Carta dei diritti (Bill of Rights) - il congressista (deputato) James Madison insistette affinché l'emendamento più importante tra questi impedisse al governo di interferire con la libertà di parola. Dopo che varie versioni del Primo Emendamento erano state redatte e discusse, il comitato da lui presieduto decise di adottare il linguaggio emblematico: “Il Congresso non potrà fare alcuna legge... che vieti la libertà di parola”.

Madison insistette nel riferirsi alla libertà di parola come “la” libertà di parola, non per ragioni linguistiche o stilistiche, ma per riflettere la sua esistenza pre-politica. In altre parole, secondo Madison - che ha redatto la Costituzione e la Carta dei diritti - poiché la libertà di parola è preesistente al governo, non ha origine nel governo. L'uso dell'articolo “la” riflette la comprensione di Madison e dei Costituenti (Framers) di questa preesistenza.

Il Primo Emendamento riflette anche la convinzione collettiva dei Costituenti che la libertà di parola sia un diritto naturale. Ha origine nella nostra natura umana. Tutti noi desideriamo parlare senza costrizioni e capiamo che possiamo usare la nostra parola per esprimere qualsiasi idea senza paura o esitazione. Questi desideri e comprensioni sono universali, quindi naturali.

I Costituenti scrissero il Primo Emendamento per codificare i diritti negativi. In altre parole, il Primo Emendamento riconosce l'esistenza della libertà di parola per ogni persona e nega la capacità e il potere del Congresso - e, dopo la ratifica del 14° Emendamento, di tutti i governi - di violarla. Il Primo Emendamento non ordina al Congresso di concedere la libertà di parola (non è compito del Congresso concederla); piuttosto, ordina al Congresso di non interferire con essa.

La Carta dei Diritti garantisce diritti negativi. La loro essenza non è la concessione della libertà. La loro essenza è la limitazione del governo a interferire con la libertà preesistente.

Offro questa breve comprensione della libertà di parola nel nostro governo costituzionale come introduzione a una discussione sui pericoli dell'esercizio della libertà di parola da parte del governo. Sappiamo che tutte le persone hanno la libertà di parola. Ma che dire del governo?

Il governo ha la libertà di parola?

Non è una domanda accademica. La risposta breve è: in base alla teoria della Dichiarazione d'Indipendenza - secondo cui i nostri diritti ci vengono dal Creatore e sono inalienabili - e coerentemente con l'interpretazione di Madison della Carta dei Diritti, il governo non ha libertà di parola. Il governo può esercitare solo i poteri che gli abbiamo conferito. In nessuna parte della Costituzione gli Stati hanno dato tali poteri ai federali, e in nessuna parte il popolo ha dato tali poteri agli Stati. Non eleggiamo il governo per identificare le idee che ama o odia. Lo eleggiamo per proteggere l'espressione di tutte le idee.

In altre parole, a chi interessa cosa pensa il governo?

La settimana scorsa, la Commissione Costiera della California - un tempo nota per aver sottratto terreni senza un giusto indennizzo - ci ha ricordato che in California bisogna preoccuparsi. La CCC ha negato la richiesta di SpaceX di autorizzazione al lancio perché i membri della Commissione non erano d'accordo con la politica del principale azionista di SpaceX, Elon Musk. Un membro della Commissione ha persino dichiarato di aver votato contro la richiesta di lancio perché lo stesso Musk aveva twittato “falsità politiche” sulla FEMA e sulle questioni climatiche.

Questo è un sofisma. Secondo il Primo Emendamento, non esistono idee politiche false.

Certamente, le persone che lavorano nel governo hanno il diritto alla libertà di parola e sono libere di esercitarlo. Tuttavia, non possono requisire il governo e usarlo come strumento per premiare o punire la parola. Perché no? Perché quando il governo parla, soffoca il diritto di parola degli altri che non sono d'accordo con lui, e tale soffocamento costituisce proprio la violazione che il Primo Emendamento è stato scritto per proibire.

Il soffocamento si verifica quando il governo rende più facile per alcuni parlare liberamente o più difficile per altri farlo. Il governo lo fa quando esprime favoritismi o odio nel mercato delle idee.

Qualsiasi cosa si pensi di Musk, il governo non ha il diritto di esercitare le leve del potere contro di lui sulla base del suo discorso politico. Il governo può condannare McDonald's come una minaccia per la salute per la vendita di cibi grassi? Può condannare i gruppi pro-vita come terroristi interni per aver tentato pubblicamente di dissuadere le giovani donne dall'abortire? Può condannare i giovani socialisti come “nemici interni” per aver chiesto la confisca e la ridistribuzione della proprietà? Può condannare la stampa libera come nemico pubblico quando la stampa la critica? La risposta a tutte queste ipotesi (l'ultima oggi non è più così ipotetica) è: no. No.

Il Primo Emendamento è stato scritto per tenere il governo fuori dal mercato delle idee. L'intero scopo del Primo Emendamento è quello di incoraggiare e fomentare un discorso aperto, ampio, robusto, sfrenato - persino caustico e odioso - sul governo; un discorso senza timori o favori da parte del governo; un discorso senza interferenze governative; un discorso senza sfide o ricompense da parte del governo.

Nello Stato più liberale d'America, dove un tempo la libertà di parola era sacrosanta, ora è soggetta alla disapprovazione ufficiale del governo. Questo fino a quando i tribunali non faranno il loro lavoro di protezione della libertà di parola di una minoranza impopolare, in modo che gli individui possano decidere da soli cosa ascoltare e credere, senza interferenze governative.

In America, grazie al Primo Emendamento, nessuno dovrebbe esitare a esprimere pubblicamente un'opinione per paura di incorrere nell'ira del governo. E nessun governo può costituzionalmente punire o isolare una persona o un gruppo a causa dell'esercizio della libertà di parola. I funzionari governativi non fedeli a questi primi principi hanno violato il loro giuramento di sostenere la Costituzione. Perché affidiamo i principi costituzionali nelle mani di chi li rifiuta? Se non controllato, dove ci porterà tutto questo?

J_NapolitanoAndrew P. Napolitano, ex giudice della Corte Superiore del New Jersey, è analista giudiziario senior di Fox News Channel. Il giudice Napolitano ha scritto sette libri sulla Costituzione degli Stati Uniti. Il più recente è Suicide Pact: The Radical Expansion of Presidential Powers and the Lethal Threat to American Liberty.

Link: https://original.antiwar.com/andrew-p-napolitano/2024/10/16/who-cares-what-the-government-thinks/

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

Le dichiarazioni e le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’Autore e non (necessariamente) quelle della Redazione.

Commenti (21)

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    1. sbregaverse 24 ottobre 2024

      E' la democratura bellezza !

    1. ws 23 ottobre 2024

      Beh Toqueville dimostrò subito in quegli stessi anni che "la democrazia in america" era altrettanto oppressiva di un governo autocratico. Semplicemente non usava "leggi" ( di cui era responsabile il governante ) ma la pressione della pubblica ideologia ( di cui non era responsabile nessuno).

      Per esemplificare riferendosi al diritto di parola chi era contrario i "sacri sieri " "la legge" non ha mai "silenziato" nessuno ,è stata la pressione ideologica esercitata da "l' ambiente" a"silenziare" i tanti che non erano daccordo.

    1. Kajros 23 ottobre 2024

      Quelli del post.it pensano che solo il governo è incaxxato per la sentenza contro la neo ducessa di Albania , sono tutti gli italiani invece che cconstatano spreco di soldi mostruoso , de facto stato non sovrano , depandance della Nato Ue e della masson maphia kalergiana...gli stessi di chi scrive questa congerie di puttanate propagandistiche che vi mostro : https://www.linkiesta.it/2024/10/toy-soldiers-soldatini-putin-propaganda-russa-in-italia/

    1. BrunoWald 23 ottobre 2024

      La libertà di parola non esiste in nessuna parte del mondo.

      A volte esiste la libertà di chiacchierare tra amici al bar - la sezione commenti di CDC ne è un esempio, a cui siamo affezionati - perché il potere la ritiene inoffensiva, nonché un'opportunità di spiare i sudditi. Ma si tratta di una concessione, come tale precaria.

      La differenza tra la libertà di chiacchiera e quella di parola è che la prima è fine a se stessa, mentre la seconda può incidere sulla realtà, se praticata nelle sedi adeguate: infatti, a volte ti ammazzano. Qualsiasi persona che possieda influenza e visibilità, ed osasse pronunciarsi pubblicamente contro il Discorso del potere (che non è il governo...) verrebbe sputtanata e costretta a dimettersi. In Europa come in Cina, negli USA come in Russia, in India come in Africa.

      Se ti pronunci contro il Discorso, diventi letteralmente un paria, un appestato. Un morto in vita.

      Chi tiene famiglia ed è un pò ambizioso, deve rispettare non solo i contenuti, ma anche la forma del Discorso, come quelle formulette rituali che manifestano sottomissione, e per ciò sono intenzionalmente cacofoniche, se non demenziali: tipo "le cittadine e i cittadini", "tutte e tutti", ecc.

    1. absitiniuriaverbis 23 ottobre 2024

      Grazie Capitano, ci voleva.
      Libertà di parola questa sconosciuta.
      Ci sono due affermazioni che mi piacerebbe comprendere meglio:

      a) Il governo può esercitare solo i poteri che gli abbiamo conferito.

      b) Certamente, le persone che lavorano nel governo hanno il diritto alla libertà di parola e sono libere di esercitarlo.

      Quindi una differenza tra governo e membri dello stesso.

      Chi parla quindi in nome del governo?
      Come separare le dichiarazioni ufficiali da quelle individuali?

      In colonia siamo anche al confronto tra i Re-Magi(strati) di destra e sinistra ed il sedicente governo.

    2. Nonso 23 ottobre 2024

      In nome del governo non parla nessuno del governo, quelli parlando a nome del e non in nome del.

    3. BrunoWald 24 ottobre 2024

      "Il governo può esercitare solo i poteri che gli abbiamo conferito."

      Questa è la Menzogna Originaria su cui si basa il sistema che è succeduto all'Ancien Regime. Persino i regimi comunisti si auto-definiscono "democrazie popolari".

      Quasi tutti ritengono, in buona fede, che il potere provenga dal popolo, che lo esercita nell'atto elettorale. È l'inganno su cui si regge il mondo moderno, perfidamente perpetuato da Grillo nella celebre frase con cui definì i politici come "i nostri dipendenti".

      Ma non lo sono affatto, né dal punto di vista formale né da quello sostanziale.

      L'atto elettorale, anche a prescindere dai brogli sistematici, non conferisce alcun potere: è solo la valvola di sfogo che permette di perpetuare l'illusione, prevenendo fastidi per il manovratore e legittimando eventuali repressioni.

      Sono le società segrete che detengono il potere reale a legittimare o delegittimare i politici, nominarli o destituirli: oggi, con personaggi come Macron o Mattarella, la cosa è ormai smaccata. Eppure la gente continua a non voler accettare l'evidenza...

      La "democrazia occidentale" è proprio questa cosa qui, non altro. Il governo delle società segrete. Ce lo sbattono pure in faccia, chiamandoci "profani" (l'epiteto più gentile che ci riservano). E possono esercitare tutti i poteri che vogliono.

    4. absitiniuriaverbis 24 ottobre 2024

      Condivido Bruno, quanto ricordi e scrivi chiarisce, anche se in negativo, il concetto. Ovvero la differenza tra la teoria e la pratica a vantaggio di quest'ultima.
      Potremmo anche aggiungere che, relativamente alla colonia, il popolo non ha nemmeno il potere di discutere gli accordi internazionali. In questo caso il 'potere conferito' è intoccabile e costituzione canta.
      Mentre, ovviamente, la libertà di parola non esiste ed espressamente esiste il reato di vilipendio...colonia,appunto.

    5. sbregaverse 24 ottobre 2024

      E' la democratura bellezza!

    6. absitiniuriaverbis 25 ottobre 2024

      Se fossi quello che non sono ti risponderei così :sante parole.

    1. Nonso 23 ottobre 2024

      Dove ci porterà non importa, perché basta dissociarsi. Il problema è semmai dove non ci porterà.

      Capitano, tu lo sai, io non rinuncerò mai a ciò che ritengo importante per COMODITÀ, SICUREZZA, o ALTRI COSTRUTTI MENTALI INESISTENTI.
      Il top è invece inventarsi narrazioni per giustificare la paura di ammettere che importanti, quelle cose, alla fine, non sono affatto.

    1. Giacomo 23 ottobre 2024

      questa mattina ho letto un articolo, secondo il quale X opera censura a vari livelli, almeno in Europa, la mia scarsa conoscenza dell'inglese mi impedisce di approfondire se questo avviene anche negli States.
      di seguito il link per chi fosse interessato
      https://it.brownstone.org/articles/germany-is-the-eus-censorship-champion/

    1. PietroGE 23 ottobre 2024

      Un articolo interessante per la precisazione su cosa si intende per libertà di parola. Purtroppo questa non è la pratica nelle nazioni occidentali e neanche altrove. Anche negli USA il governo agisce seguendo una ideologia e la magistratura fa lo stesso, e questo determina situazioni di discriminazione che diventano sempre più evidenti. Per non parlare poi di chi controlla i mezzi di comunicazione di massa e di fatto gestisce il 'discorso' e manipola così l'opinione pubblica. In Italia l'Art. 21 della costituzione è diventato da tempo una barzelletta in quanto soggetto a influenza delle lobby e della ideologia dominante, spesso imposta al pubblico come se fosse un ovvio progresso sociale del quale il Paese dovrebbe in ogni caso far parte. I cosiddetti discorsi di 'odio' da censurare (normalmente solo quelli degli avversari politici) le 'fobie' (omofobia, islamofobia ecc. ecc.) sono in realtà censura ideologica per imporre una 'egemonia' (sub) culturale anche quando il popolo non ne vuol sapere. Ed è proprio la contraddizione tra imposizione ideologica e sovranità popolare che si manifesta in questi giorni con le 'sentenze' europee, che vorrebbero essere baluardi di 'civiltà' dei diritti e sono invece armi ideologiche di una parte politica. C'è poi l'unicum della galera per chi non crede e non riconosce come 'fatto' storico l'olocausto. Inutile controbattere che neanche nello stato pontificio del tempo o nei Paesi a guida teologica si va in galera se non si crede in Dio. Potenza delle lobby.

    2. Ciaparat 23 ottobre 2024

      Hai ragione, ma occorre sempre distinguere, secondo un'impostazione libertaria, la negazione della libertà di parola dalla discriminazione opera da privati, che ci può anche non piacere ma è legittima: tu puoi imporre benissimo che a casa tua non si parli male (o bene) di Meloni, degli Ebrei, delle guerre puniche o di quel che vuoi.
      Idem il padrone di un locale o di un luogo di lavoro. E' ovvio che se la pressione delle lobby è forte, come soprattutto in USA, certa discriminazione diventa generalizzata (non entri in un locale con una bandiera sudista come in Europa non entri con una svastica). Ma non c'è una legge che proibisca certe cose - semplicemente nessuno osa più dirle o farle.
      La differenza da un punto di vista legale è fondamentale: in Europa puoi fare una legge contro l'odio (cioè contro un.... sentimento), in America, tecnicamente, no. Gli istituti di ricerca sull'olocausto hanno sede in America, perché da noi sarebbero chiusi il giorno dopo.
      Così come in Europa puoi bloccare per legge certi canali, in USA no. Qui non puoi leggere rt, sito russo, devi avere un vpn. In America, e solo l'anno scorso, lo leggevo liberamente sul telefonino.
      E' ovvio che per il governo americano è una bella seccatura - e infatti all'estero mica rispettano i loro emendamenti (questo a proposito dei partigiani e delle armi).

    1. Ciaparat 23 ottobre 2024

      Finalmente un bell'articolo di stampo libertario scritto dal grande Andrew Napolitano.
      Bisognerebbe aggiungere che il Primo emendamento sta in piedi - pur se sempre minacciato da Washington - perché esiste il Secondo, quella sulla libertà di avere armi (difficile mettere su una dittatura in un paese dove ci sono più fucili che abitanti). Speriamo che se ne parli presto anche su CdC.
      In Europa non abbiamo né il primo né il secondo, e si vede.

    2. maghi 23 ottobre 2024

      furono proprio gli americani a disarmare tutti i partigiani d'Europa, perchè sapevano bene che lasciare le armi al popolo significava non poter imporre la loro colonizzazione. Mica scemi. In patria lo avevano fatto questo errore, ma nelle colonie non l'hanno rifatto.

    3. uomospeciale 23 ottobre 2024

      Comunque sia a me quella americana non è mai sembrata una democrazia, nonostante sia il primo, che il secondo emendamento.

    4. BrunoWald 24 ottobre 2024

      I partigiani non erano affatto "il popolo".

      Perlomeno in Italia, erano due fazioni: una che si era già arresa incondizionatamente agli americani, aveva ricevuto gli ordini e le armi da loro, e giustamente continua ad obbedire ancora oggi.

      L'altra fazione, più grande ma pur sempre minoritaria tra gli italiani, prendeva invece ordini da Stalin e gli avrebbe consegnato volentieri il nostro paese, ma c'era stata Yalta e dovettero fare buon viso a cattivo gioco.

      Così, non potendo fare la rivoluzione proletaria, si accontentarono di assassinare qualche decina di migliaia di compatrioti, in parte prigionieri della RSI che avevano commesso la dabbenaggine di arrendersi, in parte civili di ogni sesso, età e condizione sociale, sotto l'occhio benevolo e/o distratto dei nuovi padroni yankees.

      È ora che cominciamo a comprendere la nostra storia, senza il filtro del Ministero della Verità.

    5. Ciaparat 24 ottobre 2024

      Certamente non l'avrebbero mai chiamata "democrazia" quelli che fecero la rivoluzione americana (né quella francese): fino al 1840 circa la parola "democrazia" era quasi un insulto (per molti dei primi socialisti compresi). Dopo il 1848 è stata sdoganata e nel corso del '900 è diventata articolo di fede. Nessuno sa bene quel che vuol dire ma è obbligatoria.

    6. maghi 24 ottobre 2024

      stanno continuando da 80 anni a cantare bella ciao e festeggiare il 25 Aprile, come se i partigiani ci fossero ancora. A mio nonno tolsero la festa del 4 Novembre, che c'era ancora. Non penso durerà ancora molto, ma per ora gli utili idioti servono.

    7. BrunoWald 24 ottobre 2024

      Probabilmente, durerà finché gli stranieri non saranno divenuti la maggioranza nel nostro paese, a quel punto sarà divenuta irrilevante.

      Ma nel frattempo rimane la mitologia fondativa che legittima la baracca. Parte di una Mitologia più grande e ancora più intoccabile, su cui si fonda questo regno delle tenebre che è il cosiddetto occidente.

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