A chi e a cosa serve l’astensione? (Riflessioni politicamente scorrette)

A chi e a cosa serve l’astensione? (Riflessioni politicamente scorrette)

DI EUGENIO ORSO

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Si fanno tante polemiche sull’astensione, in prossimità del voto politico del 4 di marzo. Se osi sbeffeggiare chi corre alle urne come un pollo, speranzoso di “cambiare le cose” restandosene dentro la trappola del sistema, ci sono quelli che ti crocefiggono, con annesse palate di merda. Se, al contrario, in un impeto di follia, chiami al voto democratico e alla “partecipazione” la massa informe, ti prendono per scemo, lobotomizzato, coglione di ultima che le beve tutte (non a torto, in tale caso). Quel che conta è la grande confusione che regna nella testolina della gente, che non sa più che pesci pigliare …

I pinocchi sub-politici che promettono tutto e il contrario di tutto, negli spot mirati al target in campagna elettorale, non sembrano così caldi in proposito, al pari di molti dei loro compari furbastri che ancora chiamiamo giornalisti. Solo la mummia coperta di cerone Silvio Berlusconi, uscita dal sarcofago dell’incandidabilità in cui lo aveva costretto l’élite dominante per punirlo, sbraita chiamando alle urne contro il (del tutto ipotetico) pericolo settario cinque stalle, pauperista e giustizialista sempre (s)connesso.

Non andare a votare questa volta, per Silvio in televisione, sarebbe un vero e proprio suicidio, incombendo la ”mannaia” grullina sul paese. Ma andiamo! (a cagare, sottinteso) … Mentre chiama alle urne, come alle armi, i suoi elettori-pollastri, il suddetto propone l’iniquità fiscale della flat tax (Milton Friedman ultraliberista) e un piano di privatizzazioni castranti. Il confronto fra il Cav di lungo corso e i bambocci grulli di Grillo si può leggere soltanto così: un noto imbroglione e piazzista resuscitato, in “servizio” dal 1994, chiama al voto contro imbroglioni nuovi di pacca sempre on-line! O sarà lui, a imbrogliarvi di nuovo in un onusto déjà-vu, o loro, a coglionarvi per la prima volta con esiti imprevedibili.

In generale, però, a parte qualche rituale sermone sul voto democratico che è diritto e dovere, non mi sembra di scorgere una particolare ansia nell’apparato sub-politico e in quello mediatico italiano per una possibile crescita dell’astensione, sempre più di massa. Del resto, questa è la democrazia della sola e della cantonata e così è se vi pare, ma anche se non vi pare!

A Renzi l’astensione di massa gli fa un baffo! Leopolde, slide e cene da mille euro sono più importanti. Non si è preoccupato quando è iniziata la bagarre mediatica sul calo del tesseramento del piddì, da lui segretamente voluto e auspicato per sbatter fuori la plebaglia, i più “sinistri”, quelli che “con l’articolo 18 passa tutto, anche la disoccupazione!” Meglio se votano in pochi, in questo giro di Valzer ai seggi, così il treccartaro fiorentino potrà spedire alle urne la piccola orda di fedelissimi, clientes e millenials (leggi giovinastri figli di papà con la testa di cazzo), sperando di limitare le perdite.

Le cinque stalle piene di escrementi, pronte a governare il paese (per conto troika, pentagono e deep state Usa), non svolgono più la loro primeva funzione di attirare babbei alle urne, onde limitare l’astensione e legittimare il sistema democratico. Se non andranno al governo, in solitaria, si fregeranno del titolo di “primo partito”, con dovizia di seggi e Restitution Day delle diarie, e se lo faranno bastare (Beppe Grullo e formaggio Erede Casaleggio soddisfatti).

Non so cosa pensino della “piaga” dell’astensione elettorale Salvini e Meloni, ma poco m’importa, perché so che sono fottuti in anticipo e il governo lo vedranno col cannocchiale. Forca Italia e Berlusconi, il fantasma politico di Milano 1 (2,3, etc.), gli tireranno il pacco al momento giusto, rompendo l’alleanza elettorale di comodo e andandosene col piddì. Per non dispiacere all’euroburocrate Serge Moscovici, che sorveglia l’Italia come una preda, ed evitare lo Spread a mille paventato dagli avvoltoi di Ficht Ratings. Vatti a fidare degli affiliati al partito popolare europoide! (fotocopia dei socialisti & democratici nel parlamento europide)

Cosa ne pensi a riguardo l’importante e impirlante “partito di repubblica” non lo so proprio, perché la carta igienica, io, la uso per pulirmi il culo …

**********

Tornando alla massa che fa le bizze e vota sempre meno, razionalizzando un po’ il discorso con meno espressioni colorite, provo a fissare alcuni punti fermi sugli effetti dell’astensione di massa dal voto democratico, nelle democrazie elitiste occidentali ma, in modo particolare, nel nostro malconcio paese:

· Nel breve periodo, gli effetti politici concreti dell’astensione, in assenza di quorum per la validità del rito elettorale, sono praticamente nulli. Si può vincere in Italia, con questa legge elettorale, anche con il 40% del 10% di votanti a fronte del 90% di astenuti. Come sempre, in culo al popolino! (un’espressione colorita a questo punto ci vuole) Il 90% di astenuti sarebbe soltanto un insieme magmatico e fantasmatico, in assenza di un’opposizione organizzata extra-parlamentare. Con un’astensione dilagante, come ipotizzato, si manifesterebbe un problemino dal punto di vista della legittimazione del sistema – se deve darla almeno formalmente il voto popolare, anche contro i suoi interessi – e ciò significa, se non altro, che (1) le false opposizioni con il sedere sulle sedie del parlamento (come il cinque stalle) non funzionano più tanto bene, (2) le promesse elettorali dei collaborazionisti dell’élite globale non smuovono più le masse ingannandole e (3) si devono inventare giustificazioni (fuorvianti) al fenomeno di non-partecipazione massiva, diverse dal brutto tempo nei giorni/nel giorno del voto.

· In un periodo di tempo medio/lungo, l’astensione di massa dal rito di voto che connota la democrazia elitista, potrebbe rappresentare una minaccia reale al sistema di potere neocapitalista che si serve della democrazia, sul piano politico, per imporre il dominio assolutista del libero mercato globale. Infatti, nell’ipotesi di prima – 9 su 10 astenuti – diventerà più facile smascherare le false opposizioni, prodotte dal sistema, vanificando gli sforzi per evitare disordini sociali e politici, per attrarre consensi, cioè voti, a beneficio del sistema e per mantenere la “pax sociale” mentre si massacra con le controriforme la popolazione. In tempi più lunghi di anno o due, l’astensione alle stelle potrà manifestare tutta la sua pericolosità, come spiegato nel punto successivo.

· Sempre nel medio/lungo, quel 90% di diserzione dalle urne ipotizzato – potrebbe bastare, più realisticamente, una percentuale superiore al 50/60% - costituirebbe l’humus per una vera opposizione onde ottenere consenso popolare e, sia pur informalmente, una legittimazione forte che altrimenti non avrebbe. Non è per niente sicuro che ciò accada, essendo l’area dell’astensione variegata, anche dal punto di vista dell’appartenenza sociale e (almeno) parzialmente non cosciente sul piano politico. Sarà compito della nuova opposizione al sistema conquistare il consenso di popolo nell’area dell’astensionismo, che abbiamo supposto sconfinata.

· Per i singoli, non partecipare alla kermesse elettorale può significare un’affermazione di dignità e di autonomia di pensiero, ma ciò non vale per tutti gli astenuti, naturalmente, per varie ragioni. C’è chi genericamente afferma che lui non fa politica e la politica non gli interessa, mostrando di non aver capito nulla (perché tutto è decisione politica che influisce sulla sua esistenza, anche il mercato e l’economia), o chi ritiene che è inutile il segno sulla scheda elettorale perché, genericamente, “sono tutti ladri”, “tanto non cambia nulla”, e via elencando. Molti, però, hanno compreso, seppur superficialmente, che nessuno rappresenta i loro interessi all’interno del sistema, distaccandosene in attesa di poter farli valere, magari per altre vie.

**********

Alla luce delle predette considerazioni, si comprende che l’astensione dal voto democratico, elitista e liberale, può non essere un’arma spuntata, priva in ogni circostanza di effetti concreti. Men che meno sancisce il divorzio definitivo fra le masse e la politica, perché data la natura umana, l’uomo non può vivere senza politica e senza far politica, se è vero ciò che affermavano i grandi filosofi, da Aristotele a Costanzo Preve (zόon politikόn, zόon lόgon échon, educazione comunitaria dell’essere sociale, etc.).

Una forte astensione, anche se inferiore a quel 90% ipotizzato (quasi) per assurdo, se non può sancire il divorzio definitivo delle masse dalla politica, sottolinea, nella nostra dimensione storica il distacco delle masse dalla democrazia in mani elitiste e, di conseguenza, dal suo padrino sullo sfondo, il libero mercato della finanza globale.

Il difficile compito futuro di una vera opposizione al sistema, se e quando si presenterà sulla scienza della storia, sarà quello di “meritarsi” il consenso della massa di astenuti, per evitare che questa sia comunque preda dei giochi sistemici, per neutralizzarla/silenziarla definitivamente, o che ceda a mere pulsioni insurrezionali, forse destabilizzanti (lato positivo), ma senza alcun costrutto politico (lato negativo).

L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori”, ma dovrà essere valutata nel medio/lungo periodo sulla base dei cambiamenti sociali e politici che si produrranno, o non si produrranno, determinati anche dall’astensione.

**********

Infine, preciso che nel primo “step” di questo articoletto, il linguaggio particolarmente greve, turpiloquente, infarcito di espressioni colorite e addirittura insultanti, non ha banalmente lo scopo di far sensazione per aumentare le (eventuali) letture, ma risponde a una precisa necessità. La necessità di contrastare il “politicamente corretto” diffuso dal sistema con ogni mezzo, anzitutto con il linguaggio, per cercare di superare quei tabù che influiscono sul pensiero limitandone l’autonomia e inibendo la facoltà di critica. Si tratta di cominciare a chiamare le cose con il loro nome, per squarciare il velo di interdetti e menzogne che separa i molti dal mondo reale, dalla vera sostanza della politica e della socialità.

Eugenio Orso

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.01.2018

Commenti (153)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 57 caricati
    1. Pyter 26 gennaio 2018

      Secondo me, ai tempi, si è fatto scendere l'età per il voto fino ai diciottenni per responsabilizzarli e far sì che non si facessero più le seghe. Questo, sempre secondo me ha portato a che i preti non considerino più un peccato la sega, ma piuttosto il non andare a votare. Me lo ha confermato il parroco del mio paese (se non voti sono due ave maria, un padre nostro, un vaccino a scelta e l'obbligo di due ore al giorno di tv2000): la cosa funziona sia dal punto di vista letterale che per metafora. Dal punto di vista pratico letterale se vedi per cinque minuti una che parla di obbligo di vaccini con quella faccia sei spronato più a recarti alle urne che a pregare Onan, mentre dal punto di vista metaforico una volta che ti trovi nella cabina dei mondi alternativi paralleli del Doctor Who, stai facendo tutte e due le cose. Il rischio quindi è che metaforicamente chi vota allo stesso tempo non cresca (nel senso della coscienza).

    1. Antonio XV 26 gennaio 2018

      IO ho già dichiarato ad ogni occasione che NON vado a votare: non incito altri ad imitarmi né offendo chi va a votare. Io per me ho semplicemente deciso che NON vado a votare, almeno per questa volta... Non ho nessun motivo valido per votare, e respingo decisamente l'argomento del votare turandosi il naso... Molto meglio, se non si è convinti di poter votare il meglio, non votare affatto... Tra l'altro, penso che non votando, non si incrementa per nulla il menefreghismo, ma si aumenta la base di un pensiero politico volto al superamente di un sistema ormai improponibile e causa di tutti i nostri mali, destinati ad aggravarsi.

    1. disqus_iUEFcL1eJR 26 gennaio 2018

      Che si voti o meno, se la cosiddetta "sinistra" dovesse vincere avremmo sicuramente altre centinaia o migliaia di gommoni di immigrati che sbarcherebbero dopo essere stati gentilmente rifocillati a nostre spese e portati sulle coste italiane dalle navi di soros e company.
      Che si voti o meno, lo stesso accadrebbe se dovesse vincere l'ala peggiore del centro destra, cioè quella dell'uomo plastificato che risponde al nome di Berlusconi.
      Insomma, pur da convinto astensionista, penso però che se si vuole almeno cercare di mettere un freno all'invasione di immigrati forse questa volta è meglio votare chi sembra essere contrario ai flussi migratori.
      Non è che io sia innamorato della Lega o dei Fd'I ma mi sembra che sul problema specifico siano i più credibili.

    2. Holodoc 26 gennaio 2018

      Esatto! Votare farà lo stesso effetto di una formica che prova a fermare un elefante... ma è sempre meglio di non provarci neanche.

    1. Denisio 26 gennaio 2018

      Bravo Eugenio, concordo pienamente, chi legittima un infame tavolo truccato non si lamenti se poi perde tutto. La maggiorparte della gente è talmente intontita dalla propaganda e dalla menzogna che CREDE che un sistema marcio, predatorio, illusorio, elitista possa dare risultati positivi e diversi da quelli che fin'ora si sono visti.
      La maggiorparte della gente non si rende conto di parlare di determinati argomenti solo e solamente a comando, quando lo dicono le televisioni e i fake media, non si rendono nemmeno conto che è IMPOSSIBILE senza un controllo sistemico che ci sia un coro unanime di voci di presunti esperti su circa ogni argomento....semplici considerazioni, elementari considerazioni agli occhi di un bambino vengono SISTEMATICAMENTE coperto da considerazioni capziose e da una prolissa narrativa fosca e incoerente. I ladri sono anche bugiardi dice un sempreverde adagio popolare, oggi gli esperti direbbero che la vita non è quella di un tempo quindi la verità è relativa, però pretendono che le leggi abbiano valore assoluto a meno che non vadano a discapito di qualcuno di interessante che sostiene la grande farsa politica....

      E poi c'è lo spauracchio delle bombe, della guerra dello spread delle malattie....i buoni pastori che accompagnano le pecorelle ogni tanto fanno correre i cani in mezzo al gregge e il gregge come previsto si sposta più in là... poi inizia a brucare, pascolare, pisolare fino alla prossima tosatura e al prossimo spauracchio....tutto molto lineare e dimostrabile, adesso il pastore chiama all'ovile le pecorelle e per farlo promette cibo e caldo e così le pecorelle si recano in buona parte all'ovile e a lui basta così....

      Non c'è propro nessuna differenza tra l'umanità nel suo insieme e un gregge belante di pecore, quindi queste ipotesi di astensione del 90% sono discorsi da pecore nere, minoranze che non preoccupano anzi che hanno la loro funzione agli occhi del pastore.
      Infatti il solo fatto di suscitare un misto di interesse e repulsione le rende semplicemente singolari e diverse per definizione, cosa sia giusto fare le pecorelle lo sanno bene, sanno che la loro zona di confort si trova all'ovile come dice il pastore, e come sanno anche i cani...le pecore nere possono anche stare distanti da quello che si deve fare.

    2. Teopratico 26 gennaio 2018

      Stavo per scrivere la stessa metafora, per altro scontata se si hanno degli occhi appena lucidi. Può sembrare una visione pessimista, ma forse no, forse rimanendo "lucidi", con gli occhi, quindi la mente e il cuore, si può, ancora, per il momento, gridare quello che si vede chiaro e tondo, gridarlo nel pieno della ragione, fino al limite del Trattamento Sanitario Obbligatorio, perchè senza dissenso, senza un minimo di disobbedienza e di fede che al di là del recinto non è vero che nessun umano è mai andato quella è una storia per pecore, staremmo ancora cercare tuberi attorno ad una savana sempre più inospitale. L'umano si contraddistingue per l'illimitatezza dei suoi confini evolutivi, celebrali e tecnologici, software e hardware... Ogni limite, ogni solco scavato per delimitare comprime le forze vitali di ogni genere e non può che prospettare una rinascita, sempre che gli umani rimangano dei mammiferi a sangue caldo.

    3. Denisio 26 gennaio 2018

      Ammetto che non è ne originale ne particolarmente ricercato quello che ho scritto, però è terribilmente calzante da essere il must dei must nel libro dei libri....cioè la verità più macroscopica in assoluto è scritta da millenni a caratteri cubitali e viene comunque ignorata dalla maggior parte, il che le permette di ripetersi in varie forme. Poi i corollari che ne derivano sono a volte singolari ma sostanzialmente seguendo un determinato "frame" permettono alla storia di ripetersi mai esattamente allo stesso modo ma conservando una morale che rimane quasi indelebile, hai voglia a favellare di modernità e progresso. Il progresso umano consisterebbe appunto nel fare la cosa più difficile, non solo non votare, ma abbandonare pastore, ovile e cani....vorrei proprio vedere chi non ha il coraggio di chiamare questo con il suo vero nome PROGRESSO.

    4. Annibale Mantovan 26 gennaio 2018

      Non ho capito bene l' ultima parte ma condivido tutto il resto al 100%. E' esattamente così.

    5. pianista 27 gennaio 2018

      Hai dimenticato le pecore che denigrano quelle nere. I poveri beoti che continuano a belare perché votare è importante e la Cosa Giusta da Fare, forse sono il peggior/miglior prodotto del pastore.

    1. ant85 26 gennaio 2018

      La storia lo stabilisce, non io. Tu invece che aspetti a prendere le armi e partire? Magari ti raggiungiamo poi.

    1. Albert Torresan 26 gennaio 2018

      Se voti "SÌ ", voti per il Sistema. Se voti "NO", voti per il Sistema. Se non voti, il Sistema voterà per te. Ma almeno non avrà avuto il TUO voto!!!
      Dignità!

    2. Teopratico 26 gennaio 2018

      E tu( impersonale) magari sarai stato un'ora in più a letto, magari con la* tua* compagna* ( o quella di un'altro**?) e sicuramente non avrai perso tempo a recarti all'urna.
      * Tutte queste desinenze sono da intendersi neutrali, tipo templum in latino, per evitare disguidi... Generici insomma!
      ** Questa nota è in via di redazione...

    3. Le bateau Ivre 26 gennaio 2018

      Giusto!
      E se un giorno qualcuno ti rimprovererà di averlo preso in “quel posto” lo stesso potrai sempre rispondergli che però non eri consenziente! E che pertanto la tua “Dignità” non non t’è stata scalfita manco per un millimetro, ma anzi... è ancora più integra e vergine che pria.

    4. Albert Torresan 28 gennaio 2018

      Esatto! Proprio così!

    1. TdP 26 gennaio 2018

      Nel voto le masse hanno la parola..e l'individualità si annulla nel collettivo..
      Chi sente il richiamo della massa andrà a votare..mentre chi si riconosce individuo starà a casa..che lui non potrà cambiare nulla se non evitare la fatica di andare al seggio..
      La società ha bisogno dei due tipi..che altrimenti sarebbe totalitaria o non esisterebbe affatto.
      Per cui qualsiasi cosa facciate..è giusta e nel medesimo tempo sbagliata..

      Abituarsi alle contraddizioni è del saggio..mentre lo stolto ricercando il giusto trova sempre lo sbagliato..

    1. Vamos a la Muerte 26 gennaio 2018

      Articolo che lascia il tempo che trova.
      Comunque Orso stia tranquillo: essendo le Politiche le Elezioni "più importanti" - al di là del fatto che poi servano a qualcosa oppure no - l'Astensione non supererà il 30% (che comunque sarebbe già un Record in Italia).
      Nel 2013 votò il 75,19%: le Nuove Generazioni, a differenza di quelle più vecchie, sono generalmente più fredde riguardo l'esercizio del voto, ma tenendo conto dell'importanza della tornata elettorale - la televisione batterà il chiodo notte e giorno fino al 4 Marzo - credo che un ulteriore calo del 5% sarebbe già un risultato ottimo per i fanatici dell'Astensionismo come Eugenio Orso. Pertanto si rilassi perché il 90% d'astensione non lo vedrà neanche fra 500 anni.

    1. Antonello S. 26 gennaio 2018

      La ricetta astensionista proposta da Orso rischia di essere più lunga degli stessi effetti promessi dalle mirabolanti riforme piddine.
      Non possiamo permetterci il rischio di aspettare così a lungo...
      Per evitare problemi con B.basta votare l'altra parte del cdx.

    1. clausneghe 26 gennaio 2018

      Come c'è il diritto al voto esiste anche il diritto al non voto.
      Mi sembra lapalissiano.
      Se nessuno mi rappresenta, se nessuno mi è simpatico, ohibò non vedo perchè dovrei perdere tempo per votare delle persone che tutto sommato mi stanno sul capzo, per un motivo o per l'altro.
      Credo che a questo giro non voterò, l'ultima volta ho crocettato il 5 stelle ma ora sono deluso... però,forse forse se mi viene la matta stavolta la crocetta la darei a Giulietto, pur sapendo che finirà in una bolla di sapone, il mio voto.

    2. alessandroparenti 26 gennaio 2018

      Anche io ho votato 5 stelle e...mi hanno deluso,sai? Quei cattivoni hanno rifiutato la generosa offerta del povero buon Bersani, che gli aveva magnanimamente proposto di appoggiare un suo governo pur senza poter contare una cippa. Che ingrati!

    1. DesEsseintes 26 gennaio 2018

      Bagnai intanto rinsavisce, meno male... :D

      Per il professore di Pescara il M5S non è più un gatekeeper!!!

      La clamorosa notizia sull'Huffington post

      http://www.huffingtonpost.it/2018/01/25/di-maio-disponibile-a-modificare-il-programma-in-caso-di-convergenze_a_23343095/

      Vedrai che se i risultati saranno buoni si alleeranno come chiunque dotato di un minimo di buon senso si augurava da un pezzo.
      Bagnai ci ha messo un po' di più di altri a capirlo ma meglio tardi che mai.

      E alla conferenza stampa di presentaziome della sua candidatura non si parlava più di uscita unilaterale...EFFETTUATA DI NASCOSTO IL VENERDÍ SERA...(ridicolo solo a pensarlo)...
      Perchè il professore anche se non lo diceva HA SEMPRE SAPUTO che

      1) se esci senza dire niente a nessuno il venerdí sera bloccando i conti correnti degli italiani, il lunedí ti appendono a testa in giù a Piazzale Loreto

      2) a che serve farlo il venerdí sera se appena i sondaggi indicassero che il partito che vuole l'uscita potrebbe vincere partirebbero in contemporanea il bank run e lo spread?
      Quindi si esce solamente o in maniera concordata o se nasce un cartello di alleanze fra alcuni paesi importanti dell'unione.

      Il professore se gli dicevi queste cose un paio di anni fa smadonnava come una arpia.
      Oggi invece abbassa la crestina e si comporta da bravo piccino.

      Non è scemo, tutto sommato. :D

      Adesso speriamo che si dia da fare e che dimostri che oltre a saper starnazzare sul blog è capace di sostenere un confronto duro contro quelli che lui stesso ha sempre indicato come i NEMICI da abbattere.

    2. Antonello S. 26 gennaio 2018

      Io comunque questa fantomatica intervista concessa da Bagnai a La Stampa, non la trovo.
      Mi puzza di fake news dell'Huffington...

    1. Michele Patruno 26 gennaio 2018

      Chi si astiene dal voto, e lo fà perchè in divergenza con la politica nel suo insieme, ed è contrariato da come fuonzanano le cose in Italia, bene oggi non ha più alibi, finora non votando la riconfermava in toto, quindi non votare è stato sempre l'equivalente di confermare. Oggi il contrario esiste, cambiare totalmente i comportamenti della politica è possibile, quindi niente più alibi si può abbattere questa imponente macchina della corruzione che è la vecchia politica.
      Ormai la vecchia politica ha esaurito tutte le facce da esibire, nessuno le crede più, ed è possibile abbatterla, basta volerlo e votargli contro.
      Fino a ieri, con il 40% di astensioni con il 21% dei voti si governava perchè c'era la possibilità di corrompere e comprare voti, oppure c'era chi partecipava per vendersi poi al vincitore.
      Oggi se votasse contro la vecchia classe il gruppo degli astensionisti, sarebbe la fine della terza repubblica e si cambierebbe finalmente sistema di governo, fine dei tangentisti, fine delle mazzette, fine delle leggi ad personam, finalmente una nuova Italia potrebbe affacciarsi al mondo.

    2. Holodoc 26 gennaio 2018

      Condivido... l'unico dubbio resta per chi votare, dato che non ce n'è uno che sono sicuro non essere manovrato.

    3. Tipheus 26 gennaio 2018

      Il presupposto di questo predicozzo è che i 5 Stelle siano la Quarta Repubblica, il sole dell'avvenire, la fine dei tangentisti (locali, quelli globali sguazzano),le leggi ad personam per Berlusconi, etc etc. Mi scusi Patruno, a queste cose credevo poco dopo i 20 anni, ai tempi di Tangentopoli. Ho seguito la "sinistra" per fermare il caimano. Poi ci hanno messo il cetriolo e ho capito. Se la ricorda la "Rete" e le prime trasmissioni di Samarcanda? Ah, i capelli bianchi che fanno... Parlavano proprio come i grullini. Il sole dell'avvenire, e poi si scopre che dietro il collasso della I Repubblica c'era la massomafia internazionale. Ora il nuovo prodotto è lanciato dalla Casaleggio associati. Ma la musica è la stessa: ridurremo il deficit di 40 miliardi togliendo gli sprechi (leggi: il mio stipendio). Credo di aver capito che la "Nuova Italia" è solo un nuovo inganno. Lei a quanto pare non ancora.

    4. Gianluca Freda 28 gennaio 2018

      Questa è divertente, già sentita un miliardo di volte, ma sempre divertente: "Non votare è l'equivalente di confermare". Ne consegue che se abbiamo un governo di vermi, la colpa è mia che non li ho mai cagati neanche di striscio, mica tua che li hai attivamente legittimati (se non addirittura eletti) col tuo voto. Divertente davvero.

    5. Michele Patruno 28 gennaio 2018

      Caro Gianluca, è proprio così, sembra assurdo e te lo spiego in maniera semplice, nei condomini in assemblea si vota, però bisogna che almeno in assemblea si raggiunga 80%, altrimenti non non è valido il voto, perchè ?
      Potrebbe accadere che pochi decidano per tutti, quel che accade oggi in Italia, partitini con al massimo 10% delle popolazione comandano.
      Popolazione circa 50.000.000.
      Aventi diritto al voto 40.000.000
      Votanti 24.000.000 ( cioè il 60% vota 40% si astiene )
      divisi in tre gruppi anche se uguali 8.000.000 cadauno
      se alcuni si raggruppano bastano 13.000.000 per la maggioranza che comandano su tutti, ed occupano posti equivalenti a 40.000.000.
      Questo accade oggi, se votasse chi si astiene cioè quei 16.000.000 milioni di Italiani avrebbero da soli la maggioranza ed al governo ci sarebbero loro, quindi basta votare contro chi ci ha governato fino ad oggi, per cambiarli e mandarli a casa, abbiamo due gruppi che alternativamente si sono spartiti governi e ruberie , uno nuovo che si sacrifica si dimezza da solo lo stipendio e predica di smetterla di rubare, è da stupidi non provarci, non dico altro.

    6. Michele Patruno 28 gennaio 2018

      Semplicissimo, e senza alternative, l'unico che non lega con l'ammucchiata dei ladroni, purtroppo ne abbiamo soltanto uno, e grazie al cielo, altrimenti come prima dell'arrivo potevamo scegliere su chi rubava meno

    7. Gianluca Freda 7 febbraio 2018

      C'è stato un tempo un cui si era consapevoli del fatto che "la politica nasce dalla canna del fucile", è agghiacciante vedere oggi tanta gente convinta che essa nasca dagli arzigogoli aritmetici.
      Quei 16 milioni non votano proprio perché non c'è nessuno da mandare a casa e nessuno da instaurare in sua vece. Quale punto della frase "è un gioco truccato" non è ancora chiara?

    8. Michele Patruno 14 febbraio 2018

      Se non voti pensi che vadano a casa da soli, hanno trovato la pacchia i nostri politici, con un popolo così ignorante.

    9. Gianluca Freda 15 febbraio 2018

      La pacchia l'hanno trovata con i fessacchiotti come te, convinti, attraverso decenni di indottrinamento mediatico, che per "mandare a casa" i governanti sgraditi sia sufficiente mettere una bella crocettina su una scheda, come perfetti analfabeti. In realtà vedi bene che questo è il sistema migliore per tenerli al loro posto per tutta l'eternità: stai mettendo crocette da tutta la vita e loro sono sempre lì e sono sempre peggio. A questo punto anche uno scemo capirebbe che questo metodo serve a garantire e non a insidiare la loro egemonia e che forse è opportuno cambiarlo.

    10. Gianluca Freda 15 febbraio 2018

      Vota, vota, vedrai come vanno a casa... più o meno come ci sono andati negli ultimi 30 anni. Non ci arrivi a capire che finché accetterai di partecipare al loro gioco (truccato), vinceranno sempre loro e tu farai la parte del pollo da spennare?

    11. Gianluca Freda 15 febbraio 2018

      E pensi di "mandarli a casa" tu con le tue crocette? Non ti viene il sospetto che se fosse così facile sarebbero già andati a casa da un pezzo? Invece è tutta la vita che disegni crocette sulle schede, come un piccolo e diligente cittadino democratico, e le cose vanno sempre peggio, nessuno va mai a casa e se lo fa è per lasciare il posto a qualcuno peggiore di lui. A questo punto anche uno scemo capirebbe che bisogna cambiare metodo, che forse tutte le belle ciance sul voto e sulla democrazia ci sono state inculcate al solo scopo di metterci in condizione di non nuocere ai manovratori.

    12. Oscarrafffone 15 febbraio 2018

      Per ottenere un cambiamento con la canna del fucile, puoi far la fine di Pisacane, oppure quella di Garibaldi che era appoggiato da altre forze monetarie esterne, bisogna cambiare tutto affinchè nulla cambi, dal gattopardo, e dopo la rivoluzione fatta dal popolo sulla sua pelle, ritornano i potenti che al popolo lo scanzano, e lo sottomettono nuovamente, anche la rivoluzione francese ci ha insegnato qualcosa.
      L'unico vincitore è stato Masaniello che ha governato con il popolo per tre anni, ed avvelenato dai preti.

    13. Gianluca Freda 15 febbraio 2018

      Garibaldi era sì appoggiato dall'esterno (anche militarmente oltre che monetariamente), ma ciò non toglie che la sua rivoluzione abbia cambiato TUTTO, con buona pace di Tomasi di Lampedusa. Lo stesso vale, su scala ovviamente più ampia, per la Rivoluzione Francese. Le rivoluzioni vere producono cambiamenti e in questo senso sono il motore della storia. L'errore sta nel pensare che una rivoluzione debba produrre non solo un cambiamento, ma anche il paradiso in terra per i poveracci, che debba ribaltare i rapporti di forza, trasformando gli schiavi in dominatori. Questo non è mai accaduto, mai accadrà ed è bene che non accada. Il popolo resta sempre popolo, sottomesso come è nella sua definizione (se non fosse sottomesso sarebbe elite, non popolo). Ciò non toglie che le rivoluzioni siano indispensabili per mantenere in moto la storia e per togliere, di tanto in tanto, un po' di sudiciume dalla società. Se per muoversi si aspetta che ci sia in gioco il Paradiso, allora non ci si muove più.

    1. Le bateau Ivre 26 gennaio 2018

      Classica "relazione" del pedagogo mediocre che maneggia il peccato, lo gira, lo rigira, ne osserva compiaciutamente le cirostanze, e spiega l'analisi del male con la frase e il periodo con le quali, nel suo perpetuo oscillare, offre - a credito - un insulso compendio non più degno di un polveroso scribacchino di cronache d’oltretomba; frutto malsano di un'inconfessabile fallimento accresciuto da un quotidiano risentimento.

      Detto ciò, con almeno la scusa di sperare che se andranno al governo saranno meno carogne dei predecessori, tornerò - per la seconda ed ultima volta - a votare M5S, dopodiché, se dimostreranno di essere una accozzaglia di farabutti come gli altri, andrò “oltre” e ri-tornerò a obbedire a questo vecchio "comandamento" di E. Renan: “il suffragio universale è illegittimo, poiché la stupidità non ha il diritto di governare il
      mondo”.

    2. Marco Echoes Tramontana 26 gennaio 2018

      Sono nella tua stessa situazione psicologica, darò questa seconda possibilità ma poi basta, che la vita è una.
      Sai però che devo evitare di vedere e sentire quel Di Maio, sennò mi passa pure questa ultima voglia.

    1. DesEsseintes 26 gennaio 2018

      Cito:

      “Infine, preciso che nel primo “step” di questo articoletto, il linguaggio particolarmente greve, turpiloquente, infarcito di espressioni colorite e addirittura insultanti, non ha banalmente lo scopo di far sensazione per aumentare le (eventuali) letture”

      Ma uno si puo ridurre cosí...

    1. stefano 26 gennaio 2018

      Bravo Eugenio.
      E' proprio per questo che io non voto.
      "Molti, però, hanno compreso, seppur superficialmente, che nessuno rappresenta i loro interessi all’interno del sistema, distaccandosene in attesa di poter farli valere, magari per altre vie."
      A tutti i politici da fastidio il non voto.
      Ed è per questo che non voto.
      Da questa prateria di non votanti mi aspetto che nascano le "altre vie" per far valere i nostri interessi.
      E se le altre vie non ci saranno, amen.

    2. Holodoc 26 gennaio 2018

      Da ragazzino mi dicevano "ogni volta che ti tocchi la Madonna piange" e non è servito a convincermi... figuriamoci se mi convince chi dice "ogni volta che non voti un politico piange".

    1. Holodoc 26 gennaio 2018

      "... Sempre nel medio/lungo, quel 90% di diserzione dalle urne ipotizzato – potrebbe bastare, più realisticamente, una percentuale superiore al 50/60% – costituirebbe
      l’humus per una vera opposizione. ... ... Non è per niente sicuro che ciò accada, essendo l’area dell’astensione variegata, anche dal punto di vista dell’appartenenza sociale e (almeno) parzialmente non cosciente sul piano politico. Sarà compito della nuova opposizione al sistema conquistare il consenso di popolo nell’area dell’astensionismo, che abbiamo supposto sconfinata. ..."

      Scusa caro Orso... mi spieghi perché questa messianica Nuova Opposizione che potrebbe sorgere DOMANI potrà avere successo solo se OGGI io non voto per NESSUN ALTRO? Può convincere solo chi non ha mai votato? Vuole solo elettori VERGINI?

      Perché se OGGI voto un partito qualsiasi anche se so che non è il massimo DOMANI non potrò votare per questa evanescente Nuova Opposizione, oppure scegliere sempre DOMANI, come prospetta il nostro amico, la lotta extra parlamentare (se avesse un senso)?

      QUINDI ASTENERSI NON SERVE AD UNA BEATA CIPPA SE NON RINUNCIARE AL DIRITTO DI SCEGLIERE (e passare la domenica al mare come diceva Craxi)!!!

    1. a-zero 26 gennaio 2018

      "L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori"

      Secondo me è una asserzione esatta.

      Qui per 'utilità' si intende comunque un effetto collettivo di una azione collettiva, come è otare e non otare.

      Mi rivolgo a chi si astiene con coscenza e ripudio formale delle istituzioni, se non in generale, almeno vigenti (lo so vado al target, ma è inutile discutere se andare a votare o meno con chi è convinto di andarci).

      La tesi è questa.

      L'astensione per portare un effetto collettivo può essere invocata formalmente sul piano formale dello Stato, della sua legittimità sul piano del monopolio collettivo.

      La prova che andrebbe sperimentata è un confronto/affronto sul piano giuridico, quindi appunto formale, per constatare quanto sia vero che lo l'imperio delle istituzioni (cioè degli apparati politici e amministrativi) sia legittimo nel suo monopolio sociale, un monopolio che è esclusivo, che esclude qualunque altra "pratica individuale e sociale" che non è attualmente prevista e consentita negli attuali ordinamenti formali.

      Questa situazione può essere utilizzatà da soggetti collettivi che vogliano organizzarsi su qualunque attività colelttiva è ritengono necessario agire come base per la propria vita indiiduale e sociale.

      In pratica, specialmente fra chi nè ha bisogno (chi ne ha coscienza va da sè per volontà), ci si può organizzare in ilbere comunità e associazioni e, laddove non è possibile per mancanza di risorse, ci si prende le risorse non pagando o stornando dalle tasse tasse oppure prendendosi gli immobili e le strutture pubbliche e, auspicabilmente, anche quelle private, in disuso o in parcheggio speculativo del capitale.

      Quando arrivano i gendarmi e si va di fronte al giudice gli sipuò anche dire: noi non riconosciamo la vostra autorità per il motivo che non è democratica, aritmeticamente non è democratica. e lo si può contestare acnhe col 40% di astensione perchè poi a conti fatti si governa con un consenso formale (e atsratto, perchè è una delega in bianco totalmente assurda sul piano logico giuridico) sempre minore del 50%. E tu manco mi puoi giudicare se non in virtù di un artificio astratto e arbitrario.

      A questo punto repressione e carcere. Ma chi sta fuori deve decidere: continuare e aumentare le azioni di esproprio collettivo (che corrisponde automaticamente a una era riappropriazione collettiva di sovranità) e di lotta.

      La storia (del dominio) ci insegna che ad esso stesso ci sono solo due alternative: rivoluzione o guerra civile.

      Il nocciolo giuridico-formale del dominio (o almeno di quel dominio-potere che vuole continuare a governare con un quadro giuridico formale suo) è la guerra civile.

      Lo stato si ripresenta è dice: "Se volete vivere in pace tornate all'ovile, altrimenti sangue, terrore e morte".

      La Siria e l'Egitto ci insegnano, come vogliono proprio didadtticamente i dominanti, che qualunque riolta e rioluzione, bene che possa volgere per gli insorti, finisce in guerra civile e dittatura peggio di prima.

      Per i padroni la guerra civile è sempre l'ultima spiaggia.

      Saper disinnescare preventivamente la minaccia della guerra civile come liquidazione della rivoluzione è un mistero ancora.

      Purtroppo.

      Aldilà di questo, buona astensione a tutti coloro che intellettualmente e visceralmente, giovani o vecchi non importa, hanno maturato l'odio verso il potere e il dominio sociale.

      Ma può questa tesi rimanere è valida al di fuori di pratiche di esproprio collettivo, di alternative sociali pratiche, autonome e altere dalle istituzioni vigenti, partiti compresi?

      Secondo me no.

      Lasciamo il mercato boario, la riconta delle pecore a chi non ha altro da immaginare in questa vita. Ma può guardarli e sogghignare sotto i nostri baffi solo chi fra noi cerca di essere altro e fare altro che non sia quello proposto e imposto attualmente.

    2. Teopratico 26 gennaio 2018

      Oh! Ecco un commento che approvo in toto, per la capacità di astrarsi dal contesto ormai impastato di retoriche da tifoseria, per l'analisi lucida ed esposta benissimo, al netto dei refusi "smartologici".

    3. Holodoc 26 gennaio 2018

      Il non voto come delegittimazione democratica dello Stato... ma cosa vi siete fumati?

      Quale autorità dovrebbe decidere che lo Stato è delegittimato dal non voto?
      Questa autorità deve essere riconosciuta da tutti, altrimenti la guerra civile sarà inevitabile, anzi, sarà sacrosanta.

      Ragazzi la fantascienza vi fa male...

    4. Teopratico 26 gennaio 2018

      E' possibile, ma è molto probabile che a cominciare questa guerra civile sarà, se non "lo" Stato, le sue propaggini, financo il terrorismo o lo stragismo, non certo la gente che, informata e organizzata, si rifiuta semplicemente di partecipare a un sistema disumano per quello straccio di vita che gli rimane da vivere.

    5. Holodoc 26 gennaio 2018

      In ogni Stato ci sono poteri occulti, come i servizi segreti.
      Se non ci fossero, semplicemente quello Stato sarebbe alla mercé dei servizi degli altri. Te lo dico da non militarista convinto.

    6. Teopratico 26 gennaio 2018

      E' assodato questo, cioè che ogni potere dall'età della pietra a oggi ha usato e sempre userà qualsiasi mezzo per mantenersi tale. La ricerca del potere infatti, a differenza di molti "tifosi" qui in rete e fuori, non è e non può essere il mio obiettivo come singolo.

    7. Denisio 26 gennaio 2018

      Perle ai porci, credimi e già siamo in un forum rispettabilissimo rispetto alla stragrande maggioranza, tu parli di salire una montagna che porta oltre la coltre e le nuvole a rivedere un cielo azzurro o perlomeno respirare un'aria migliore ma la massa vede nubi grige e umidità...e l'ovile per quanto puzzolente e sciroccato e pieno di merda....è pur sempre l'ovile...

    8. Holodoc 26 gennaio 2018

      La ricerca del potere è per chi non ha una personalità matura. Chi è maturo si realizza nel dare agli altri, non nel comandare.

    9. Teopratico 26 gennaio 2018

      Eppure qualcuno impone di pagare le tasse, magari non è maturo ma quasi tutti le pagano.

    10. Holodoc 26 gennaio 2018

      Tasse vuol dire tutto e niente. Ci sono sistemi fiscali giusti che hanno lo scopo di redistribuire la ricchezza (intesa non come denaro ma come beni e servizi) e sistemi fiscali ingiusti che hanno solo lo scopo di sottomettere. Quest'ultimo tipo è sicuramente da combattere.

    11. Teopratico 26 gennaio 2018

      Allora armiamoci e parti all'istante! ( Il tono è più che sardonico)

    12. a-zero 27 gennaio 2018

      Se tu dici che per te è così ti credo.

      Riguardo ai refusi non sono manco smartologici, gli è che scrivere due righe mi prende 20 min. e io ho le mie necessità quotidiane e la mia vita e anche quella di altri intorno. Avevo ricominciato anche a rileggere, ma troppo tempo.

    13. a-zero 27 gennaio 2018

      "... ma cosa vi siete fumati?"

      La tessera elettorale ... tossicissima ... puah!

      (comunque la tesi proposta non è rivolta a tutti e non è una soluzione per tutti; comunque tu centri bene un punto cioè porsi il problema delll'autorità ... ma questo lo fa un Puigdemont, noi no ...scusa noi senza te).

    1. gian 26 gennaio 2018

      " Orso " il cognome in effetti e' appropriato.
      Quanto all'astensione e' ovvio che non viene messo in discussione il diritto ad astenersi, ma altrettanto ovvio e' il diritto alla critica sulla validita' etica dell'astensione.
      Nel merito: " L’utilità o l’inutilità dell’astensione di massa dal voto, in sintesi, non è un “a priori”, ma dovrà essere valutata nel medio/lungo periodo sulla base dei cambiamenti sociali e politici che si produrranno, o non si produrranno, determinati anche dall’astensione." ovvero , tutto il discorso si rivela una bolla di sapone che fa .... blop

    1. ant85 26 gennaio 2018

      Non in Italia. Storicamente parlando non abbiamo mai fatto una rivoluzione alla francese. Se le cose andranno meglio, bene, altrimenti sarà lo stesso. Gli italiani non si ribelleranno mai e chi potrebbe farlo fugge all'estero.

    2. XL 27 gennaio 2018

      Ti ricordo le insorgenze meridionali e la guerra dei "briganti".
      Direi che furono rivoluzioni popolari coi fiocchi.

    1. Tipheus 26 gennaio 2018

      Bravo Eugenio Orso. Sottoscrivo.

Visualizzati 57 di 153 commenti approvati.