A che punto è la notte?

A che punto è la notte?
Joseph Mallord William Turner, Fishermen at Sea (Pescatori in mare), 1796, Tate Britain, Londra

Di Pierluigi Fagan

Un secolo fa, un secondario professore di liceo tedesco dette alle stampe due volumi dall’affascinante titolo “Il Tramonto dell’Occidente”. A noi non interessano le tesi specifiche del tedesco, interessa l’intuizione su quella che a lui sembrava, per varie ragioni, una parabola discendente del sistema occidentale. Ai tempi di Spengler, il sistema occidentale era per lo più l’Europa, inclusa la Gran Bretagna. Oggi il sistema occidentale è invece un sistema binario con un centro anglosassone dominante, fatto di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda ed una serie di satelliti che sono gli antichi stati-nazione europei.

Il sistema occidentale oggi pesa, più o meno, il 15% della popolazione mondiale. Ma se eliminiamo dalla definizione di Europa data in geografia umana Russia e Bielorussia, scendiamo a 13% dove Europa pesa l’8% e gli anglosassoni il restante 5% per quanto abbiamo mantenuto UK in Europa per non complicarci troppo i calcoli che comunque non cambierebbero di molto. Siamo anche la parte di umanità più anziana del mondo e di parecchio, soprattutto in Europa.

In IR (International Relations) disciplina totalmente monopolizzata dalla cultura statunitense, in questi giorni invisibilmente intrecciata alla geopolitica nel pubblico dibattito, è da anni in uso un concetto che fa da titolo a molte dissertazioni su problematiche strategiche del più ampio respiro: the West vs the Rest. Ma se il “West” è il 13% del mondo, si può definire l’altro 87% un “the Rest”? Questa partizione implicita al concetto denota sia una visione piuttosto bizzarra dei valori di peso (in genere, il “resto” è una frazionata rimanenza del calcolo generale, un residuo minore), sia una contrapposizione “vs”. Da dove vengono queste due posture implicite?

Sull’utilizzo di “il resto” per denotare l’87% di un aggregato, si potrebbe pensare ad un occidental-centrismo che non è poi molto strano, è norma che -nel mondo- ciascuno faccia perno del compasso su sé stesso. Ma viene anche il dubbio che, oltre la convinzione etnica più diffusa al mondo secondo Levy Strauss (Claude Lévi-Strauss, ndr) ovvero che la propria cultura sia al centro ed implicitamente la migliore del mondo, via sia una nostalgia. Ai primi del secolo scorso, infatti, e come punto finale di una traiettoria iniziata a metà secondo millennio dopo Cristo, che si è sviluppata in possedimenti o egemonie o influenze di praticamente tutti i paesi europei ed anglosassoni sul Mondo, noi occidentali eravamo praticamente ancora un terzo dell’umanità. Non solo, il nostro distacco in termini di potenza militare, economica, culturale, tecnologica sugli altri due terzi era netto ed indiscutibile. Sebbene comunque inelegante dal punto di vista culturale, allora forse si poteva concepire la fondatezza di questo senso di centralità compatta intorno al quale brulicavano le secondarie periferie del mondo.

Usare oggi l’espressione “the West vs the Rest”, sembra quindi una nostalgia nel senso di non aver aggiornato il concetto ad una realtà mutata sensibilmente. Da un terzo a più di un settimo i pesi cambiano sensibilmente e non a nostro favore. In più, tutti i nostri primati concreti in termini politici, culturali, tecnologici, militari, economici e finanziari vanno svanendo o si stanno confondendo. Per ogni indicatore prendiate tra i principali, le traiettorie di primato occidentale dal 1950 ad oggi, stanno scendendo con più o meno decisione. Le traiettorie proiettate a trenta anni quindi al 2050, da quelle demografiche a quelle economiche a tutte le altre, promettono di continuare a discendere secondo il coro unanime di ogni analista di ordine e grado, analisti occidentali s’intende. Il concetto pensato dal capofila culturale occidentale, cioè gli Stati Uniti d’America, il concetto “the West vs the Rest” sembra quindi già improprio nella fotografia odierna se comparata ad un secolo fa quando non c’era il concetto ma il suo sentimento, ma sembra sempre più bizzarro anche in prospettiva 2050, quando diventerà “il 10% vs il 90%”.

Da notare poi che se entriamo dentro il nostro mondo occidentale e lo facciamo 100%, sappiamo che da trenta anni è in atto un processo di gerarchia sociale allungata, sintetizzato nel concetto “1% vs 99%” dove cioè una sparuta minoranza ha assorbito in sé livelli di ricchezza e potere quali non si vedevano dai tempi dei satrapi orientali, ma forse neanche quelli a dire il vero. Una sparuta minoranza domina una civiltà minoritaria che dominava ma sempre meno dominerà il Mondo.

Se questo concetto che pone il “West” da una parte ed il “Rest” dall’altra mostra la sua problematicità, il connettivo “vs” cioè “contro” è ancora più problematico. Esso denota che quella nostalgia di cui abbiamo parlato è rancorosa. C’è un effetto assedio, un Fort Alamo, pochi contro molti, c’è una paura che si trasforma in aggressività implicita. In questi giorni, vediamo la società che si definiva “aperta” che si chiude sempre più in sé stessa. Sanziona, minaccia, fa liste di proscrizione, impone il “o di qua o di là” al suo interno ed a tutto il mondo, dopo aver deciso che un pezzo non secondario della cultura europea che va da Kandinsky a Dostoevskij, da Tchaikosvky a Mendeleev a nome di tutti gli scienziati della sua terra e molti altri, non sono più “europei” nel senso profondo del termine. Se appena qualche anno fa qualcuno osava porsi domande sull’utopia del Mondo come Piccolo Villaggio unificato dalla rete degli scambi commerciali e finanziari era ostracizzato come retrogrado del progresso dell’umanità, oggi l’anziano bambino rancoroso abbandona il campetto e si porta via il pallone perché a quel gioco non vince più.

Oggi il Piccolo Villaggio è tornato un mondo allo stato di natura hobbesiana, dove un comico ucraino in politica da tre anni parla, a nome della tribù occidentale al parlamento degli ebrei nazionali cioè israeliani imponendo loro severo il diktat di scegliere nella piana di Armageddon da che parte stare nell’ultima battaglia del Bene contro il Male.

Nel mentre, nel sistema occidentale, l’anziano comandante in capo la nuova crociata occidentale della democrazia “uber alles”, con accanto il senior partner orfano dei fasti dell’impero su cui non tramontava mai il sole, due anglosassoni ovvero discendenti delle antiche tribù dei barbari germanici, ordina, decide, impone i ritmi di una azione di conflitto col mondo che non si sa neanche che fine avrà visto che non parliamo più di economia, Internet, cultura popolare o sistemi politici, ma di bombe atomiche. La cultura europea è nell’attonito silenzio tradita dalla sponda russa ora trasformata in orda mongola violenta-donne ed ammazza-bambini. Vagheggiava pace e pluralità, fine della storia e fratellanza di mercato universale ed ora si trova in un incubo improvviso. Improvviso forse per chi ha continuato per anni e decenni a parlare di mondi immaginari fatti di parole e concetti appesi al nulla, in realtà le traiettorie erano ben chiare per chi si atteneva ad uno dei fondamenti stessi della cultura moderna che piano piano subentrò il Medioevo ovvero: numero, peso e misura. Questa svolta alla quantificazione nel XVII secolo s’impose proprio perché nel Medioevo c’era stata una longeva inflazione di chiacchere mentre parole e concetti, talvolta, debbono esser verificati nella sostanza e non solo nella pura forma come diceva uno dei fondatori del pensiero occidentale in quel di Grecia Antica.

Siamo così entrati nella più profonda notte della civiltà occidentale di cui un tedesco intuì a modo suo l’accenno di tramonto a cavallo di due guerre che fecero 85 milioni di morti, il più grande massacro nella storia dell’umanità in soli trentacinque anni. Si pensava fosse quella la notte della nostra civiltà, ma era solo l’inizio del lungo viaggio verso il suo termine lontano. Chissà ora a che punto di quella notte siamo.

…La luna è morta. Alla finestra illividisce l’alba. Ah, tu notte! Perché tanto scompiglio? Io sto in cilindro. Non c’è nessuno con me. Sono solo… E lo specchio infranto… (14 novembre 1925, Sergej Esenin -in foto-, L’uomo nero, trad. A. M. Ripellino.)

Di Pierluigi Fagan, pierluigifagan.wordpress.com

link fonte: https://pierluigifagan.wordpress.com/2022/03/22/a-che-punto-e-la-notte/

22.03.2022

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. omega 25 marzo 2022

      Comunque il Bidone non è anglosassone ma di origine irlandese; per la precisione.

    1. Arthur 25 marzo 2022

      Boh, per me il declino non riguarda solo l'Occidente.
      È tutto il mondo che sta fuori di testa, e da tempo immemorabile.
      E, se vogliamo dirci la verità, sin dalla notte dei tempi la storia dell'umanità è sempre stata affollata di malvagi, tiranni, prepotenti, violenti, criminali, assassini, ladri, traditori, opportunisti, ipocriti, vili, egoisti, depravati, immorali, ignoranti, imbecilli, utili idioti, boccaloni, bestie da soma e, soprattutto, tanti tantissimi str**z*.
      Che bella varietà!
      Il mondo è bello perché è vario, no?
      Tutto qui.

      PS.
      Al mondo ci sono state e continuano ad esserci persone decisamente migliori, sotto tutti i punti di vista, dei tipi elencati sopra.
      Quindi cerchiamo di mantenere il morale alto e ricordiamo che il Bene non fa notizia, purtroppo.

    1. Dante Bertello 25 marzo 2022

      Il declino dell'occidente è stato appositamente preparato ma, nonostante tutto, ancora non è avvenuto.
      Questo perchè al di la di quello che dicono i filosofi, pensatori e religiosi, è ancora il miglior modo di vivere che ci sia a questo Mondo.

      Abbiamo subito attacchi a destra e a manca, ma da ogni parte del globo cercano tutti di venire a vivere qui da noi, o comunque di imitare il nostro stile di vita.
      Ci sarà un motivo...

      Penso che ci stiamo svilendo troppo.

      Le guerre avvengono in massima parte perchè un piccolo gruppo di persone è riuscito, nel corso degli ultimi 200 anni, ad accumulare tanto denaro e potere, come mai era successo dai tempi della Roma Imperiale.

      Chi è riuscito a far scoppiare la guerra in Ucraina, fa parte di questo ristrettissimo gruppo, ma la maggior parte di noi non ha alcuna colpa, non cospargiamoci il capo di cenere, perchè ci hanno fatto credere che sia colpa nostra, non è così.

    2. gianB 25 marzo 2022

      La disgregazione sociale ed la costante situazione "border line" finanziaria ed economica degli USA non è una dimostrazione lampante di tale declino? Le stesse figure dei Biden (Joe e Hunter) non sono l'immagine fatta persona del declino? Un'Europa che sta stravolgendo la sua identità etnica, grazie ad una immigrazione non in grado di integrarsi ma bensì di disintegrare, con tassi di natalità sotto l'uno ed organismi di governo sempre più distaccati dalla gente non sono un'espressione di tale declino?
      Il declino non si è certo completato, per quello ci vogliono ancora i "fuochi d'artificio", ma è certamente in corso.

    3. Dante Bertello 25 marzo 2022

      "La disgregazione sociale, finanziaria ad economica" sono esattamente quello che intendevo io con "attacchi a destra e a manca".
      Se vuoi meglio comprendere ti consiglio il film documentario: "INSIDE JOB" di C. Ferguson, Premio Oscar come miglior documentario nel 2011 (link sotto).

      Per quanto riguarda l'immigrazione, al suo apice c'è George Soros. E ho detto tutto...
      Un libro che ho trovato estremamente interessante è: Migranti, Migranti, Migranti - di Anna Bono, ediz. Segno.

      Se vai a sgattare, sotto sotto, ci trovi sempre i medesimi...

    4. Arthur 25 marzo 2022

      Quello che hai scritto è, fino ad oggi, il commento più bello e sensato sull'Occidente che ho letto da quando sono qui su CDC.

    5. Dante Bertello 26 marzo 2022

      Grazie Arthur.
      Ci fanno credere che siamo noi il problema, perchè hanno nelle loro mani i mezzi d'informazione.
      In realtà sono loro i malvagi.
      Basta andare a vedere chi vi è dietro alla farsa covid, e a smascherare chi ha portato l'Ucraina contro la Russia, per capire chi vi è dietro al complotto.

    1. absitiniuriaverbis 25 marzo 2022

      Non so, sono perplesso.
      Come commentato altrove, Russia e Cina e chissà chi altro stanno rivoluzionando il concetto secondo il quale 'l' est decide ed il resto si adegua'.
      Addio dollaro/euro/swift/fiat/... con buona pace (rabbia direi) di tityi quelli che lo hanno costruito ed alimentato e sovvenzionato.
      Un mondo nuovo (nucleare a parte) forse diviso in due sfere di influenza, ma con gli stessi umani di sempre.

      Non so, scrivo, perché anche se mi sembra naturale parlare di Italia, Francia, Germania, etc continua a non sembrarmi ragionevole.
      Bisogna che la dimensione europea sia un dato di fatto e non un documento cartaceo. Ed anche se diventasse un dato di fatto, probabilmente non avrebbe il 'peso' per diventare un terzo polo indipendente dall'Est e dall'Ovest anche per motivi legati alle risorse necessarie (non sarebbe autosufficiente e penso che non potrebbe diventarlo nemmeno avendone il tempo).
      Forse, anche in questo caso, avrebbe comunque necessità di schierarsi ad Est o Ovest anche perché gli umani sono sempre umani e se non ci si schiera si è biasimati, o peggio, da entrambe le parti.

      Gli alieni, sanno che ci siamo, è che loro sono alla ricerca di vita intelligente e quindi ci evitano.

    1. Nestor Halak 25 marzo 2022

      Il declino dell'occidente, con una strategia politica ragionevole, per esempio l'Europa che collabora con la Russia, avrebbe potuto essere un autunno dorato lungo ancora un secolo e magari neanche finire in un inverno.
      Purtroppo siamo in mano a dei folli il cui potere, da due anni a questa parte, è diventato incontrastato.
      Così la catastrofe diviene inevitabile.

    2. gianB 25 marzo 2022

      Anche la follia fa parte di quel declino.

    1. Eugiorso 25 marzo 2022

      Posto che non c'è più niente da fare, in particola per nazioni deboli e completamente sottomesse all'incubo "west" come l'Italia, io mi pongo il problema del nostro destino periferico e vedo tre possibilità, le prime due molto più probabili della terza:
      1) La situazione in ukraina degenera, il deep state usa fa "il passo più lungo della gamba" contro la Russia e si arriva in breve a uno scontro nucleare strategico (non solo tattico, ma investendo anche gli usa e altre aree del mondo). Fine di giochi. Avendo un gran numero basi statunitoidi-nato sul territorio non ci porremo più problemi di impoverimento, di disastri sociali ed economici, di economia ultra-liberista e di austerità crucca che ci saccheggia.
      2) La situazione non degenera del tutto, come al punto uno, ma l'operazione militare russa in ukraina prosegue molto a lungo, sgli statunitoidi-nato impediscono qualsiasi accordo "di pace", manovrando i nazi-ukrainofoni loro mercenari. Ci attenderà una morte più lenta ma la nostra fine sarà scontata.
      3) (Ipotesi meno probabile). La Russia vince alla grande e a sorpresa con un "colpo di reni" finale, i nazi-ukrainofoni in un paese parzialmente denazificato e denatizzato (meglio, derattizzato!) sono costretti a un accordo con la Russia, in buona parte a condizioni russe, senza che l'orda statunitoide-nato, furibonda e pericolosissima, possa interferire pesantemente e intervenire. Un po' meglio dei punti precedenti, per noi, ma comunque la distruzione dell'Italia continuerà, nel cerchio di ferro delle "alleanze occidentali" e dell'austerità crucco-europoide e la nostra fine sarà solo più lenta.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 25 marzo 2022

      Caro Buon Orso, ho il tuo permesso, a fronte delle 3 soppesate, di toccare le mie 2 appese,
      approfittando del fatto che,per adesso, ce le ho ancora ?

    3. Nestor Halak 25 marzo 2022

      Personalmente vedo più probabile la terza o qualcosa di simile alla terza, ma senza colpo di reni, semplicemente continuando la campagna per qualche mese.

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